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Colleferro: “M Club” Lounge e Risto, finalmente apre al pubblico il locale più alla moda di Colleferro.

Ennesima iniziativa per i due imprenditori Miriam Cardone e Massimo Cimini, rispettivamente gestore dell’Atlantide Swimming Club di Colleferro e del Bluegreen Sporting Club di Rocca Priora.

Colleferro: “M Club” Lounge e Risto, finalmente apre al pubblico il locale più alla moda di Colleferro.
Ennesima iniziativa per i due imprenditori Miriam Cardone e Massimo Cimini, rispettivamente gestore dell’Atlantide Swimming Club di Colleferro e del Bluegreen Sporting Club di Rocca Priora, che apre le porte al pubblico il 15 Settembre dalle ore 19.00.
“L’ M Club non è l’ennesimo lounge bar simile agli altri presenti sul territorio, bensì un locale dall’ambientazione particolare ed fuori contesto che unisce una location unica nel suo genere ad un menù attento ai prodotti del territorio ed allo stesso tempo proteso, tra ristorazione classica, hamburgeria, pizzeria e lounge bar, ad alcune rivisitazioni proprie dello Chef e derivanti dall’esperienza maturata nei precedenti locali di Roma quali il Maximo di Via dei Cerchi ed il Garden Lounge di Via del Gesù”.
“M Club”, Via degli Atleti, 2 (ex “Club House”) – Info e Prenotazioni: 06\8591104 – 392\6663163 – www.emmclub.it

 

 

AZ Food con Magno 1973 a Cibus 2021: “Solo prodotti di prima scelta, l’eccellenza è la nostra regola”

L’azienda AZ Food con il brand Magno 1973 sarà presente all’edizione 2021 di Cibus che si svolgerà dal 31 agosto al 3 settembre nel quartiere fieristico di Parma.

Cibus si è confermato l’evento di riferimento dell’agroalimentare italiano: una grande vetrina di visibilità internazionale con convegni e tavole rotonde su temi di attualità in ambito Food and Retail.

Magno 1973 si presenta con caratteristiche di unicità, oltre a distinguersi per una ricerca e selezione di cibi pregiati e di qualità in giro per il mondo.

Cibus presenta un’offerta di prodotti Food Made in Italy unica e completa in un format efficace e dinamico articolato su quattro giorni di esposizione a cui si aggiungono attività ed eventi organizzati per analizzare novità e ultimi trend di mercato.

A proposito di eventi, sono tutti da scoprire i personaggi e gli show cooking ideati da Mauro Magno, che insieme al suo socio Antonino Restino, ha creato Magno 1973. 

Mauro è uno  chef per passione ” appassionato di gastronomia ed un professionista del settore agroalimentare che di progetti in cantiere e attività ne ha ogni momento.

Mauro Magno spiega: “la nostra ‘missione’ principale è quella di arricchire la proposta gastronomica, con prodotti di eccellenza sempre nuovi, capaci di suscitare l’interesse e la curiosità degli appassionati del buon cibo. Tra i nostri prodotti, per esempio, ci sono le Acciughe del Mar Cantàbrico che sono il frutto dell’unione di due eccellenze gastronomiche della Spagna e dell’Italia. Sono spagnole ma ‘parlano’ italiano perchè sono confezionate sia in un olio pluripremiato italiano e anche con il burro Occelli che viene esportato dall’Italia per far confezionare le Acciughe, che sono le migliori al mondo”.

Consultate il sito internet per rimanere sempre aggiornati su novità e ricette.

Luce torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica

Una rinnovata offerta ristorativa in un bellissimo spazio all’aperto: tutto questo, e molto altro, è Luce Experience, il format ristorativo ispirato alla natura e alla convivialità country chic

Dopo il grande successo della “stagione del debutto”, Luce Experience torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica e l’estate romana, il format ristorativo ispirato alla natura. Nuovi allestimenti nel bellissimo spazio all’aperto, giochi di luce, installazioni artistiche e una rinnovata proposta food&beverage sono i punti di forza della stagione appena iniziata. Iolanda Ambrosini, imprenditrice e titolare della Ambrosini Banqueting, da sempre un riferimento della banquettistica per matrimoni, eventi privati, cerimonie e meeting, ha voluto e ideato Luce, dando vita al suo progetto all’interno di Villa dei Cesari, dimora storia di antichissima costruzione prossima alle

Catacombe di San Callisto.

La Villa è stata quindi convertita in un ristorante raffinato e poliedrico, al quale si accede percorrendo un sentiero alberato e illuminato. Arrivati al polmone verde della location, il giardino è stato adibito a dehors di Luce e può contare ben 200 posti a sedere con distanziamento, a fronte di due saloni interni che attualmente vantano una capienza complessiva di 150 coperti con i distanziamenti, al momento non utilizzabili a causa delle disposizioni legate all’emergenza sanitaria, ma che presto si spera potranno nuovamente essere a disposizione. Superato il giardino alberato ci troviamo nello spazio del ristorante, con una capienza di 200 posti.

Grandi numeri che non vanno però a ledere la qualità del rinnovato format ristorativo che può contare su nuove figure professionali altamente qualificate che hanno lavorato per creare una armonica sinergia tra cucinapizzeria e cocktail bar.

A coordinare la cucina Massimo Pedico, chef classe 1990, formatosi all’istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Roma. Cresciuto professionalmente nelle cucine del panorama Capitolino tra cui ristoranti come “Hostaria dell’orso” ed il “Parco dei principi, per poi ampliare il proprio bagaglio, prima approdando alla corte dello Chef Timothy Hollingsworth al ristorante “Otium” di Los Angeles, dove ha appreso le tecniche della cucina moderna, per poi tornare alla riscoperta del territorio regionale italiano, soffermandosi per un periodo in terra Toscana. Tornato nella sua città natale diviene sous chef di Magazzino Scipioni in Prati dove rimane per 3 anni arrivando a partecipare alle ultime due edizioni di Excellence. Terminata l’esperienza a Magazzino Scipioni entra a far parte come sous chef della brigata del Treefolk’s Public House.

Come recita il titolo “Rinascendo dalle origini” l’idea del nuovo menù di Luce nasce dalla voglia di ritornare alla normalità attraverso ciò che questo lungo periodo di chiusure ci ha fatto riscoprire, ovvero le nostre origini, concetto che negli ultimi anni con l’avvento della modernità avevamo un po’ perso, vuoi per i ritmi sempre più frenetici, vuoi per la mancanza di valori, che ci ha portato a perdere di vista il concetto di casa e famiglia. È proprio da lì che secondo noi è giusto partire, da noi stessi e da ciò che ci ha formati, un po’ come le fenici rinascono dalle proprie ceneri, anche noi sia dal punto di vista umano che professionale, vogliamo fare in modo, ripartendo da zero, di risorgere insieme alle persone che verranno a trovarci”. Spazio quindi a fritti, tacos e tartare in apertura, per giungere a primi come lo Spaghettone Mancini ai 3 pomodori o la versione con le vongole, e scoprire la piacevole versatilità dei secondi a base di carne, pesce e vegetali.

Alla postazione cocktail, supervisionata dal bar manager Marco Rimedio e attiva dalle ore 18 si può iniziare con un aperitivo a scelta tra drink classici, 6 diversi Gin Tonic e signature, come Luce, cocktail fresco con base Vodka e liquore all’arancia, Blue Curaçao, pompelmo, limone, zucchero e soda, tutto accompagnato da sushi, qualche frittino o una selezione di focacce. “Ho vissuto per diversi anni il mondo della notte lavorando come barman nei migliori locali di Roma – spiega Romedio – poi negli ultimi 3 sono diventato Capo barman ed ho istaurato un ottimo rapporto di amicizia e professionale con Giovanni Monaco (direttore di Luce). La cocktail list di Luce Experience è stata creata in collaborazione con il mio collega Edoardo Mattarino, con cui dividerò il bancone. Sono drink che prendono spunto dal nome del nostro locale, con tonalità di colore che possono stare bene in un’ambiente accogliente e fresco come solo il nostro giardino può offrire, e proprio quest’ultimo è stato fonte di ispirazione per i nomi dei cocktail. Sono miscelazioni relativamente semplici, ma dai sapori decisi”.

La direzione di Luce Experience è affidata a Giovanni Monaco: “Abbiamo rinnovato radicalmente l’offerta food&beverage,, partendo da un menu dall’anima pop e da una cocktail list davvero intrigante. Grande spazio sarà dedicato anche all’intrattenimento, con contenuti artistici di alto livello, come mostre di arte contemporanea, che arricchiranno l’offerta di Luce Experience. Anche dal punto di vista estetico abbiamo apportato un bel restyling con tende di luce, cuscini, tappeti, tavolini e area private per vivere in tanti modi differenti l’atmosfera di Luce. Il cocktail bar è stato arricchito con etichette di prestigio per consentire ai nostri ospiti di poter personalizzare con i distillati preferiti i loro cocktail”.

Raffaele Rozzi, pizzaiolo con esperienza decennale e grande appassionato di impasti, punterà su una pizza morbida ma al tempo stesso fragrante, stesa a mano, molto idratata e lievitata per 48/72 ore. In carta saranno presenti pizze classiche come la Margherita e la versione con mozzarella di Bufala, ma anche proposte originali come la Mari e Monti (con tonno, pomodori secchi e olive taggiasche) o la Focaccia 2.0 (con pomodorini gialli e rossi, mozzarella di bufala e prosciutto crudo).

Contatti:

LUCE  Restaurant & Cocktail Bar

Location: Via delle Sette Chiese, 293 – RM

Parcheggio: in Via Ardeatina, 164 – RM

Reservations: (+39) 347 7188592

Luce Cocktail Bar: 18.00 – 23.00

Luce Restaurant: ogni giorno 18.30 – 23.00 – sabato e domenica 13.00 – 23.00

The Meat Market sbarca anche in Prati: è il terzo ristorante dopo Testaccio e Nomentano

L’apprezzato format consolida il suo successo nella capitale con una nuova insegna gestita dalla giovane imprenditrice Anita Nuzzi

Non si arresta il successo del The Meat Market a Roma, il format di successo focalizzato sulla carne di qualità infatti dopo aver conquistato Testaccio e il Nomentano, lancia un nuovo ristorante nel quartiere Prati e si prepara a sbarcare in via della Giuliana, in una zona della città caratterizzata da un grande fermento gastronomico e sovente foriera di novità. Carne di altissima qualità e grande attenzione verso le materie prime, soprattutto locali: questi i punti di forza di un format già consolidato, divenuto in breve tempo un riferimento, una sorta di quartier generale, per tutti i carnivori di Roma. Il The Meat Market nasce dall’idea di due imprenditori di origine pugliese, Anita Nuzzi e Vito Fiusco, con l’intento di introdurre, nel ventaglio di proposte enogastronomiche della Città Eterna, le atmosfere delle tipiche steakhouse statunitensi, per offrire la migliore carne in un ambiente con un servizio da ristorante.

Ad occuparsi del terzo locale sarà esclusivamente Anita Nuzzi, giovane imprenditrice con alle spalle diverse esperienze nel campo della ristorazione romana. Da sempre nel mondo della ristorazione, dopo gli inizi in Puglia e le esperienze anche in strutture alberghiere e villaggi turistici, Anita si trasferisce a Roma per gestire vari ristoranti e bar, accrescendo la sua preparazione seguendo un corso di management in ambito ristorativo con Heinz Beck. “Con l’apertura di questo terzo ristorante in Prati, cercherò di portare la mia idea di ristorazione – afferma Anita –  senza dimenticare, ovviamente, l’obiettivo principale del The Meat Market, ovvero quello di offrire la carne migliore in un ambiente con un servizio da ristorante. Sappiamo che è un momento molto difficile per l’intero mondo della ristorazione – continua – ma crediamo talmente tanto in questo progetto che vogliamo dare un segnale di speranza, anche e soprattutto in questo periodo di emergenza”.

Il nuovo locale

Consolidato il format, il terzo ristorante del The Meat Market si presenta ancora più attraente e rivoluzionario. Il design minimal ed essenziale, gli spazi eleganti e l’atmosfera accogliente sono i segni distintivi della sede di via della Giuliana, che vuole porsi quale vero e proprio salotto enogastronomico in cui rifugiarsi: un piacevole ed elegante spazio con sedute in pelle da vivere e scoprire sin dal momento del pranzo, passando per l’aperitivo fino alla cena. Un locale che richiama naturalmente la filosofia del The Meat Market ma che al tempo stesso si differenzia da questa: punto fermo il bancone della carne (come nelle altre sedi), affiancato dallo spazio dedicato al cocktail bar in color ferro-rame, il tutto caratterizzato dalle variazioni cromatiche del grigio, dai mattoncini a vista, dalle bellissime piante da interno e dalla vetrina con liquori e distillati. Un locale industrial chic che ospita 40 coperti (nel rispetto delle normative anti-Covid) negli spazi interni e 30 nel dehors. Il The Meat Market dispone inoltre di una sala situata al piano inferiore che può essere riservata per diversi tipi di eventi: pranzi o cene di lavoro, piccole cerimonie private, degustazioni di vini e distillati.

Il menu

Anche il menu della nuova sede in Prati è un vero e proprio viaggio nelle tradizioni culinarie di tutto il mondo, con un territorio in particolare nel ruolo di grande protagonista, il Sud Italia. Anita Nuzzi, originaria di Taranto ma trapiantata a Roma, omaggia la terra d’origine e quella d’adozione puntando sui sapori della cucina romana e di quella pugliese, affiancando ai piatti oramai iconici del The Meat Market alcune interessanti novità: ecco così che troviamo, tra gli antipasti, accanto alle Crocchette di Pulled Pork e i Fried Chicken Sticks, anche la Burrata pugliese con prosciutto crudo e pomodorini confit e le Crocchette di Jamon Serrano. Spazio anche alle cruditè con la South Experience (Tartare di manzo, melanzane a funghetto in rosso, stracciatella di burrata su un nido di pasta kataifi) e naturalmente alla regina delle materie prime, la Carne! Pregiati tagli di carne come Fiorentina, Marchigiana, Scottona, Chianina e Piemontese, impreziosite dal periodo trascorso nel maturatore, trovano spazio nel menu assieme alla Cotoletta di vitello alla milanese, le Polpette al sugo ed il nuovo Sashimi di Picanha, cotto direttamente al tavolo su pietra di sale.

Ma non finiscono qui le sorprese, perché al The Meat Market in Prati sarà infatti possibile gustare i nuovissimi Burger Ripieni, carne di manzo con un cuore cremoso, nelle tre golose varianti: la Nerano (provola, parmigiano, zucchine fritte, crema di zucchine e maionese al basilico), il Carboburger (crema di pecorino, bacon croccante, salsa alla carbonara) e il Mortazzo (stracciatella al pistacchio con mortadella, pesto di pistacchi, maionese e rucola). Menzione d’obbligo anche per gli Special, proposte trasversali adatte per chi vuole mangiare piatti a base di pesce o trascorrere la pausa pranzo al The Meat Market: è possibile scegliere tra la Poke Bowl di Pollo, il Lobster Bacon Roll, l’Hot Dog con wurstel Frankfurter e il Polpo arrosto su crema di patate e cime di rapa ripassate.

La carta dei vini

Grandissima attenzione è dedicata anche alla carta dei vini, eccezionalmente esauriente, che integra la proposta culinaria del The Meat Market con un percorso attraverso l’enologia italiana – prediligendo piccoli produttori, soprattutto laziali – all’insegna dell’assoluta qualità. Nella sede di Prati si è scelto di impreziosire in particolare il momento dell’aperitivo grazie ad una importante selezione di Champagne e ad uno spazio dedicato all’esposizione delle etichette disponibili. Bottiglie prestigiose, rossi strutturati e bollicine sono protagoniste di una proposta studiata per creare gli abbinamenti più idonei con le carni di qualità del The Meat Market.

The Meat Market Prati

Via della Giuliana, 125 Roma

Apertura ogni giorno dalle 12.00 alle 22.00

Telefono 0689226086

The Meat Market Piazza Bologna
Via Ravenna 30
Tel. 06.44290319
Orari di apertura dalle 12.00 alle 23.00

The Meat Market Testaccio
Via Marmorata 157
Tel. 388.9819245
Orari di apertura dalle 12.00 alle 23.00

Cresci: il nuovo modello del fornaio moderno

Danilo Frisone nel suo forno è diventato un vero e proprio artigiano dei fornelli: tra farine macinate a pietra di piccoli produttori italiani e il suo “coccolato” lievito madre, oltre al ruolo di cuoco ha riscoperto il suo grande amore per i lievitati. Ogni giorno, dalle primi luci del mattino il bancone della panetteria è un trionfo di pane, pizza e dolci, senza dimenticare i grandi lievitati delle feste

Lo scorso marzo Cresci ha compiuto i suoi primi due anni dall’apertura, un tempo prezioso in cui ha saputo costruire un rapporto di vicinanza con il quartiere che abita, quello di Prati, fidelizzando il suo pubblico grazie alla varietà e all’alta qualità dell’offerta. Dietro questo progetto, Danilo Frisone, prima cuoco e oggi imprenditore che si è felicemente riscoperto fornaio a quarant’anni. Quando aprì nel 2019 non vantava alcun corso in accademie o stage presso professionisti del settore; lui viene, infatti, dalla ristorazione e ancora oggi lavora come cuoco presso il Ristorante Grano, vicino Piazza Navona, insieme al suo storico socio Saverio Crescente con il quale ha aperto a Prati. Con Cresci ha accolto una nuova sfida: diventare panettiere di mestiere sprigionando nell’aria il profumo delle cose buone, come quello del pane.

Nel suo poliedrico locale diviso a metà tra la parte del bistrot e l’anima più da bottega con annesso forno, Danilo ha trovato la perfetta dimensione, un po’ al bancone e un po’ nel laboratorio retrostante e a vista. Tra tanta sperimentazione e consolidamento delle tecniche di panificazione, lui si è formato come autodidatta, leggendo manuali, provando, ma anche sbagliando. In questo tempo ha così rafforzato la propria identità sfornando prodotti con uno standard qualitativo sempre alto e un ventaglio per tutti i gusti. Il pane viene impastato con farine macinate a pietra e grani di ricerca dei piccoli artigiani italiani, aziende di nicchia che fa entrare a rotazione, come Molino Mariani, Molino Bongiovanni e attualmente Molini Fagioli, prodotti che sono valorizzati anche dall’utilizzo del lievito madre e dalla lenta lievitazione. Mollica fragrante e mollica ben idratata sono le cifre stilistiche che caratterizzano il pane di Cresci, tutte forme a lievitazione naturale, medie-grandi pezzature che oltre alle classiche tipologie menzionano il pane di segale integrale con semi di zucca, quello con noci, uvetta e fichi, l’impasto multicereali o la torta di segale con lievito madre di segale. Sul tema pizza Danilo propone al banco la versione della romana in teglia, un impasto leggero, croccante e ben alveolato con una medio-lunga lievitazione. Tra i gusti che non mancano la capricciosa, l’arrabbiata pomodoro del Piennolo, secondo Danilo una delle più autentiche, oppure la crostino con fiori di zucca e alici. Di indiscussa eccellenza sono le materie prime che seleziona, di cui molte a marchio Slow Flood, per condire le basi: dalla ventricina del vastese di Bontà di Fiore ai formaggi dell’azienda agricola dei Fratelli Gentile nella Valle Luterana, come anche il Fior di latte delle latterie Gargiulo e i pomodorini del Piennolo del Vesuvio DOP. Concepite come fette da prendere e porta via, queste pizze sono declinate anche nel menu del bistrot attiguo con possibilità di ordinarle in formato large, poi servite a tavola su un tagliere di legno. Alla ricca proposta di pane e di pizza, si aggiunge un piccolo emporio con scaffali per la vendita di passate, conserve, pasta e succhi e, sempre al banco, fa capolino una gamma di prelibatezze per la prima colazione o la merenda: profumati plumcake, carrot cake e banana bread, il sofficissimo pan brioche e altre torte.

L’eccellenza e la laboriosità di Cresci si manifestano in particolare durante il periodo delle feste con il tema dei grandi lievitatipanettone colomba sono protagonisti assoluti del forno sia a Natale che a Pasqua, insieme ad altri lievitati di queste ricorrenze come pastiera, casatiello e pizza dolce al formaggio, sfornati come da tradizione grazie ad attrezzature performanti e al tocco sensibile di Danilo.

Contatti Forno Cresci:

via Alcide de Gasperi 11/17
+39 06 518 426 94 –  info@cresciroma.it
@cresciroma –  /cresciroma
cresciroma.it

Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 20.30

Le novità di Molto: il nuovo menu sottovuoto e le eccellenze dell’Emporio

Il ristorante ai Parioli conferma il suo servizio di home catering e da marzo promuove piatti signature da rigenerare a casa oltre a una dispensa online dove ordinare diverse specialità italiane, alcune a marchio Molto

Molto si conferma tra i ristoranti romani che più di tutti ha saputo interpretare i tempi. Prima con il tradizionale servizio di delivery e take away; poi con l’home restaurant per ricreare a casa propria e in totale sicurezza l’atmosfera vissuta al ristorante, quindi decorazioni floreali, setting per la tavola, personale di servizio e ovviamente piatti. Una vera e propria fucina di idee che a distanza di un anno dagli upgrades già promossi ha in serbo due inedite novità: la cucina sottovuoto e le eccellenze dell’Emporio!

Dal mese di marzo, infatti, nella sezione Molto a casa tua è disponibile uno speciale menu sottovuoto, ricette signature pensate per essere rigenerare a casa seguendo le istruzioni allegate. Una linea di piatti selezionati che perviene a casa sigillata in buste sottovuoto pronte per essere scaldate tra le proprie mura domestiche secondo un metodo che utilizza l’immersione in acqua per mantenere inalterato l’originale sapore e assicurare sempre alto lo standard dei prodotti. Un’altra caratteristica del menù sottovuoto risiede nella possibilità di conservare la pietanza in frigo per circa 4-5 giorni mantenendo inalterate le caratteristiche organolettiche dei prodotti e i sapori, una volta rigenerato il piatto. Dalla Pasta patate e provola ai Rigatoni alla Amatriciana con guanciale croccante di cinta senese, dalla Guancia di manzo con purea e verza al Filetto di Marango, radicchio di Treviso e noci. Questi sono solo alcune delle proposte da riprodurre a casa nella dimensione di sottovuoto, mentre le varie voci di antipasti, primi, secondi, dolci, lievitati e contorni si confermano delle certezze tra quelle da ordinare con il tradizionale asporto e consegna a domicilio prevedendo anche delle curiose experience live con kit da assemblare a casa seguendo le video ricette.

Lo sguardo in prospettiva e l’approccio propositivo di Molto ha permesso alla proprietà di sviluppare il suo Emporio, un format orgogliosamente made in Italy dove promuovere le eccellenze della nostra tavola. Una selezione di prodotti a scaffale che raccoglie i migliori produttori italiani, gli stessi che Molto utilizza nella propria cucina: dalle paste al riso, dai sughi ai sottoli, dalle confetture ai dolci secchi, vino e altre bevande, senza dimenticare i prodotti tipici  delle  festività, come quelli della tradizione pasquale. A spiccare tra i scaffali dell’Emporio anche il bellissimo libro illustrato che raccoglie 100 deliziose ricette realizzate dal resident chef Paolo Castrignano e curato da Marco e Lorenzo Bassetti. Referenze uniche che spaziano da realtà locali a quelle di tutta Italia con qualche specialità brandizzata Molto. Il ristorante che nel quartiere romano Parioli da anni si distingue per l’italianità della sua cucina ha voluto selezionare alcuni prodotti di eccellenza tra i quali spiccano il vino Molto Rosso (Pinot Nero Costa del Nero) realizzato in collaborazione con la cantina dei Conti Vistarino,  i differenti formati di pasta realizzati in collaborazione con il pastificio Verrigni e infine particolari confetture artigianali alla rosa canina,  mora di rovo, mostarda di pomodori verdi e mostarda di cipolle, divenute ormai best-seller.

Per il delivery la consegna è attiva tutti i giorni dalle 12 alle 22, sempre gratuita a partire da 40 €. Attualmente i quartieri raggiunti dal servizio sono quelli limitrofi alla zona di Parioli, e quindi Flaminio, Pinciano, Centro Storico, Salario, Trieste, Balduina, Prati, Fleming, Vigna Clara, Camilluccia senza escludere di servire l’intero tessuto urbano previo accordo.

Contatti:

https://www.moltoacasatua.it/

Contatti Molto Ristorante:
Viale dei  Parioli 122
Tel.  06 808 2900
Aperto tutti i giorni a dalle 11 alle 18 (secondo le attuali disposizioni del DPCM)

https://www.moltoitaliano.it/

Osteria La Briciola: San Valentino alla scoperta di un’oasi favolosa

Il direttore del nostro magazine si è fermato proprio ieri 14 febbraio in una bellissima oasi nel Lazio: a due passi da Roma, Tivoli per la precisione, sorge il ristorante gourmet Osteria La Briciola.

Roberta Nardi ha scoperto una location raffinata ideale per giornate di svago, gite fuori porta e – perchè no – romantici momenti di coppia. Sappiamo, infatti, quanto il relax sia importante al giorno d’oggi; ritagliarsi del tempo libero diventa necessario specialmente per chi ha ritmi di lavoro particolarmente travolgenti. E così, la giornalista Roberta è andata a fare due chiacchiere con il gentilissimo gestore Enrico per togliere ai nostri lettori qualche curiosità sul luogo…

Quando nasce il ristorante? Quale si proponeva come connotato principale o caratteristica preminente nel momento in cui avete deciso di aprire?

Il ristorante nasce circa 10 anni fa con l’idea di puntare su pochi
coperti, altissima qualità e infinita attenzione per il cliente.

I sapori della tradizione in uno stile gourmet. Da dove nasce l’idea di un ambiente “rustico” ma luxury al tempo stesso?

Per l’arredamento e la location abbiamo pensato ad un ambiente
accogliente, curato e caldo con briciole d’arte per far sentire i
clienti a proprio agio, come se fossero a casa.

I piatti sono tutti ripresi dalla tradizione ma rivisitati senza eccessi
e tocchi modaioli con prodotti di altissima qualità; tutto viene
preparato al momento e tutto viene fatto da noi.

È vero che avete una carta per l’olio?

Prima che iniziasse la moda dell’olio abbiamo scelto i migliori oli
d’Italia con particolare attenzione ai produttori del Lazio e li abbiamo inseriti in una carta molto apprezzata dalla nostra clientela. Poi si è aggiunta quella degli aceti.

Passando alla carta dei vini, qual’è la vostra “punta di diamante” o quello maggiormente richiesto?

La cantina è molto ampia, anche qui l’idea è stata di far bere tutti
bene, offrendo un’ampia gamma di fasce di prezzo (dai 10 euro a . . .
cifre importanti).

Per l’8 Marzo avete già previsto una qualche specialità?

Per l’8 marzo seguiremo la stessa idea di San Valentino: abbiamo deciso di lasciare agli ospiti completa libertà quanto alla scelta di cosa mangiare, senza obbligo di un menù già prestabilito.

Pasticceria: i dolci sono tutti fatti da voi?

I dolci come tutti i piatti del menu sono preparati da noi con materie prime di altissima qualità.

Attualmente in che giorni e orari della settimana siete aperti?

Attualmente siamo aperti solo a pranzo nelle giornate di venerdì, sabato e domenica.

NEGRONI NO-AGE: il drink di Christian Costantino, head bartender del Marina Del Nettuno Lounge Bar di Messina

Pronti per scoprire la ricetta del giorno? Il drink si chiama NEGRONI NO-AGE
BARTENDER: Christian Costantino, head bartender del Marina Del Nettuno Lounge Bar di Messina

INGREDIENTI:

30 ml Seven Hills Italian Dry Gin
30 ml bitter
30 ml sweet vermouth
20 ml tè infuso al limone e citronella
1 tea spoon miele alla curcuma
4 parti di un gambo di sedano

Bicchiere: coppa

Garnish: slice di sedano

PREPARAZIONE:
Versare in una boccia, in ordine: un cucchiaino di miele alla curcuma, il tè al limone e citronella, il Seven Hills Gin, il bitter, lo sweet vermouth e il sedano. Far sciogliere il miele, mescolando bene gli ingredienti. Chiudere ermeticamente la boccia e lasciare riposare tutto per un’ora minimo, a seconda di quanto si voglia più o meno intenso il profumo di sedano. Prima di bere, togliere le parti del gambo di sedano, che può essere mangiato a parte o asciugato ed essiccato, per farne una polvere. Mescolare con del ghiaccio e filtrare in una coppa precedentemente raffreddata. Decorare con slice di sedano.
IL DRINK:Lo scrittore e drammaturgo George Bernard Shaw diceva che “Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare“. Il cocktail Negroni, di per sé, di illegale o immorale ai giorni nostri ha ben poco, ma siamo costretti ad alzare le mani, guardandone l’apporto calorico, con quel sorrisetto un po’ beffardo che si riflette sul bicchiere. Potremmo comunque raccontare timidamente, con gli occhi lucidi di chi internamente non vuol rinunciare alle giuste e piccole gioie della vita, che anche il Negroni, Grande Amicone da aperitivo, potrebbe fare bene! Nasce così il Negroni “No-Age“! Pronto ad abbracciarci calorosamente, ritardando il nostro invecchiamento. Gli ingredienti del più classico Negroni: tre parti uguali di Seven Hills Gin – il gin italiano che si presta alla perfezione per il grande classico del Conte – vermouth e bitter, con qualche effetto benefico in più, quindi, non solo sull’umore. Una gradazione alcolica leggermente minore, per via del tè che ne aumenta la diluizione, mantenendone ed esaltandone però carattere e gusto. Essendo un antiossidante, il tè contrasta l’invecchiamento cellulare e protegge dall’attacco dei radicali liberi, tra i principali responsabili dell’invecchiamento. La citronella ha proprietà antinfiammatorie, analgesiche, sedative e antisettiche. Il limone favorisce la disintossicazione dalle sostanze di scarto che accelerano l’invecchiamento. Con il miele alla curcuma, le proprietà calmanti, antibatteriche e antisettiche del miele, si mischiano a quelle antinfiammatorie e antiossidanti della curcuma. Il sedano, ricco di vitamine B, C ed E, ferro, calcio, potassio e beta-carotene, protegge la pelle dall’invecchiamento dovuto ai raggi solari. Su tutto, il Seven Hills Gin, distribuito da Pallini Spa e distillato a Moncalieri, ma ispirato alle tradizioni culturali e culinarie dell’Antica Roma. Caratterizzato da uno spirito aromatico e fruttato, con i suoi 43 gradi alcolici, leggermente agrumato al naso, Seven Hills è il frutto di sette spezie (i Sette Colli evocati dal nome) che vengono amalgamate e infuse fino a 15 giorni, in una miscela versatile, ricca di storia e tradizione. Dolci note di melograno e camomilla romana bilanciati perfettamente dalla freschezza di sedano, carciofo, rosa canina, ginepro e arancia rossa. Distillato con Vacuum Pot Stil “sottovuoto”, per eliminare l’aria e far evaporare l’alcol etilico a temperature inferiori, con un risultato più fine, elegante e con aromi più delicati, “incarna perfettamente quello che chiamiamo lo Spirito Italiano“, sottolinea il Global Brand Ambassador, Federico Leone.
Foto di Berenice Verga

PANETTONE MAXIMO 2020: IL FESTIVAL DEL PANETTONE DI ROMA

Dopo il successo della scorsa edizione, il 6 dicembre tornerà in scena uno dei più attesi festival dell’inverno dedicato al dolce lievitato, simbolo delle festività natalizie e protagonista indiscusso delle tavole imbandite degli italiani: Panettone Maximo.
Organizzato da RistorAgency con il sostegno di AgrimontanaMolini Bongiovanni e Circuito da Lavoro, l’evento riunirà anche quest’anno tutti i più abili pasticceri della regione per una competizione al cardiopalma finalizzata a eleggere il miglior panettone artigianale di Roma e del Lazio.

Si tratterà però di un’edizione ridotta rispetto a quella del 2019, a causa delle restrizioni imposte dall’ultimo DPCM. Un’edizione speciale, molto diversa dalla precedente, perché forzatamente privata del pubblico e dei suoi protagonisti. – spiega l’organizzatore Fabio Carnevali – Ci siamo a lungo interrogati se saltare quest’anno e passare direttamente al prossimo, ma avrebbe significato disperdere quanto di buono fatto nella prima fortunata edizione. Panettone Maximo 2020” si terrà dunque regolarmente, seppur senza pubblico e con i pasticceri collegati in streaming. Gli unici in presenza saranno i membri di una qualificatissima giuria.”

Per garantire la sicurezza di tutti i partecipanti, Panettone Maximo 2020 si svolgerà quindi con i dovuti distanziamenti e con la sola presenza della giuria di esperti che avrà il compito di decretare i vincitori delle differenti categorie in gara.
In giuria ben tre campioni del mondo di pasticceria, vincitori nel 2015 a Lione con il Team Massari: Fabrizio Donatone, Francesco Boccia ed Emmanuele Forcone. Ancora tra i “tecnici” il Maestro Lievitista Attilio Servi, il pasticcere Angelo Di Masso, il miglior pastry chef d’Asia 2019 per i “50Best” Fabrizio Fiorani, il pastry chef del ristorante tri-stellato La Pergola Giuseppe Amato e il “padrone di casa” e chef di Settimo Giuseppe D’Alessio.
Completano la giuria la docente antropologia del cibo allo IULM Annalisa Cavaleri, il critico enogastronomico Luigi Cremona, i giornalisti ed esperti di panettone Valeria MaffeiMarco LombardiVincenzo PaganoLuciano Pignataro e Pamela Panebianco e, infine, la food designer Nerina Di Nunzio.
A ospitare le degustazioni della giuria, il prossimo 6 dicembre dalle 15:00 alle 17:00, sarà una location d’eccezione, Settimo Roman Cuisine & Terrace, il ristorante-roof garden del Sofitel Roma Villa Borghese, uno dei luoghi più affascinanti della Capitale, dotato di una terrazza mozzafiato con vista sulle bellezze della Città Eterna.
I pasticceri partecipanti e tutti gli appassionati avranno l’opportunità di assistere in diretta alla degustazione e al voto della giuria grazie al collegamento live in streaming sulla pagina Facebook dell’evento, facebook.com/panettonemaximo.
La diretta sarà condotta da Sara De Bellis, giornalista e direttrice del magazine online MangiaeBevi.it.

I partecipanti
Al concorso parteciperanno ben 23 tra le più rinomate pasticcerie di Roma e del Lazio, selezionate tra le decine di candidature pervenute all’organizzazione. Ognuna di loro avrà l’opportunità di concorrere per entrambe le categorie.
Saranno in gara: Barberini (Roma), Bompiani (Roma), Cakao (Cisterna LT), Cantiani (Roma), Casa del Dolce (Circeo LT), Cocco Sweet Lab (Rieti), Cristalli di Zucchero (Roma), D’Antoni (Roma), Divino (Aprilia LT), Dolcemascolo (Frosinone), Grué (Roma), Luna (Rieti), Marazza (Priverno LT), Max Pasticceria (Roma), Officina Dolciaria Woods (Roma), Panificio Nazzareno (Roma), Panzini (Subiaco), Pasticceria Fiori (Rieti), Patrizi (Fiumicino), Roscioli (Roma), Valentini (Roma), Vizio (Roma), Zest (Ardea). Bompiani sarà in gara solo per il panettone tradizionale, Divino solo per il panettone al cioccolato.

Il Contest
Come detto, le 23 pasticcerie parteciperanno alla competizione nelle due differenti categorie del panettone tradizionale e del panettone al cioccolato. Per la valutazione dei panettoni si terrà fede al disciplinare, secondo gli standard dettati dal D.M. 22 luglio 2005 e successive modifiche del D.M. 16 maggio 2017
Due saranno anche i premi speciali assegnati: Miglior Packaging e Miglior Comunicazione Digitale.
Per quanto riguarda la valutazione del panettone tradizionale e del panettone al cioccolato alla giuria verranno sottoposti dei panettoni in forma anonima, rigorosamente senza etichetta o segni di riconoscimento. Ciascun panettone, sarà numerato in modo da poterlo identificare, ma né la giuria né i rispettivi autori conosceranno detta numerazione, che sarà svelata solo al termine della votazione.
Il panettone sarà tagliato e servito alla giuria su dei piattini monouso, secondo le vigenti norme di sicurezza. All’assaggio di tutti i giurati seguirà la votazione immediata, con l’espressione di un valore da 6 a 10. A ogni votazione seguirà la somma dei voti. Al termine della votazione di tutti i panettoni, per ciascuna categoria, seguirà la proclamazione dei vincitori.
Si procederà inizialmente all’assaggio e alla votazione del panettone al cioccolato e, a seguire, della categoria regina, il panettone classico.
Tra le due votazioni saranno assegnati i due premi speciali: miglior packaging e miglior comunicazione digitale. Il premio per il miglior packaging sarà assegnato da una giuria composta da grafici, designer e food designer, mentre il premio per la miglior comunicazione digitale da una giuria di esperti del settore.

Il Panettone secondo il suo Disciplinare
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze il 22 luglio 2005 ha emanato un decreto intitolato “Disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti dolciari da forno” in cui specifica gli ingredienti obbligatori, quelli facoltativi ed il processo produttivo di alcuni dolci tipici tra ci quali  panettoni, pandori e colombe. Lo stesso decreto definisce il panettone quale “prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda, con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico, di struttura soffice ad alveolatura allungata e aroma tipico di lievitazione a pasta acida”. Gli ingredienti principali devono essere: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria “A” o tuorlo d’uovo o entrambe, in quantità tali da garantire non meno del 4% in peso in tuorlo; percentuale di materia grassa butirrica non inferiore a 16; uvette e scorza di agrumi canditi (arance e cedri), non devono scendere al di sotto della soglia del 20%; lievito naturale costituito da pasta acida.
Il processo produttivo comincia con la preparazione del lievito madre di pasta acida a partire da un composto costituito da acqua e farina di frumento, acidificato dall’attività fermentativa di lieviti e batteri lattici provenienti da un impasto utilizzato nel ciclo produttivo precedente.
Non appena il lievito madre ha triplicato il suo volume vengono aggiunte le uova, il burro, lo zucchero e la farina e il tutto viene lasciato lievitare per circa 12 ore a T intorno ai 30°C fino a quando non si sia quadruplicato.

Una volta raggiunte le dimensioni definitive il composto subisce una seconda lavorazione, con l’aggiunta ulteriore di uova, farina, burro, zucchero, uvetta e canditi e dopo essere posto negli stampi viene lasciato lievitare nuovamente. Durante la seconda fase di lievitazione viene praticata la scarpatura, operazione tramite cui viene effettuata un’incisione a forma di croce sulla superficie dell’impasto in modo da favorire il rigonfiamento del panettone. Dopo la cottura, per circa 1h a 180°C, il dolce viene fatto raffreddare capovolto per almeno 10 ore.

La Location: Settimo – Roman Cuisine & Terrace
Lusso alla francese, stile e design e una splendida vista sui tetti della Città Eterna. Questo il colpo d’occhio varcata la soglia di Settimo – Roman Cuisine & Terrace, all’ultimo piano del Sofitel, boutique hotel a 5 stelle, ex residenza nobiliare del XIX secolo, a due passi da Via Veneto, nel cuore della Dolce Vita. Un’incantevole terrazza che lascia libero lo sguardo di vagare tra cupole maestose, palazzi storici e una rigogliosa vegetazione grazie alle ampie vetrate che incorniciano la sala. All’interno, comode poltrone in velluto colorato e piccoli tavoli smaltati accolgono gli ospiti, turisti ma anche romani, in ogni ora della giornata, dalla mattina fino a tarda sera. Settimo, infatti, non vuole essere solamente il ristorante del lussuoso albergo ma si propone come punto di ritrovo per tutti i romani desiderosi di passare qualche ora in totale relax, coccolati dalla vista straordinaria e da una proposta gastronomica d’eccellenza.

I Partner
Partner dell’evento saranno alcuni importanti media come MangiaeBevi, RomaToday, ScattidiGusto, GustoSano e Food Confidential.

Gli Sponsor

AGRIMONTANA
Agrimontana è un’azienda simbolo di qualità ed eccellenza nella produzione di marmellate, confetture e composte, ma anche frutta candita, marron glacé e creme spalmabili, ideali per la produzione di dolci e gelati, in casa e in laboratori professionali.

MOLINI BONGIOVANNI
Nato nel 2003 a Cambiano (TO), Molini Bongiovanni è un grande impianto molitorio all’avanguardia. L’azienda è fortemente legata al territorio e produce farine di grano tenero macinate a pietra per l’industria alimentare e per i professionisti dell’Arte Bianca.

CIRCUITO DA LAVORO
Nato dalla creatività e dall’intraprendenza di Laura Bottomei e Fabrizio Silvestri, Circuito da Lavoro è un’azienda che si occupa della realizzazione di abbigliamento professionale, con particolare attenzione per il settore dell’HORECA, 100% made in Italy.

TREEFOLK’S PUBLIC HOUSE Apre in Viale di Trastevere uno dei più grandi Whisky e Cask Bar con ristorante gourmet a Roma.

Nel quartiere Trastevere, il 2 ottobre ha aperto il Treefolk’s Public House, uno dei più grandi whisky e Cask bar a Roma con una collezione di 60 etichette di whisky vintage fuori produzione, 500 etichette in mescita e una selezione di 12 birre a pompa e 8 spine.

Il Treefolk’s Public House nasce dall’unione di quattro ex publican noti nel panorama romano, Andrea e Alessandro Buresti, proprietari dal 2003 dello storico pub inglese “Treefolk’s Whisky & Beer”, Simone Casadio, ex publican con il green mount e Claudio Moreschini che, uscito dalla scuola alberghiera, vanta tra le sue esperienze il ruolo di direttore nello storico “Lochness Pub”.

A Roma sono gli unici ad avere sempre disponibili birre in Cask, prodotte principalmente in Inghilterra dove i processi di maturazione e rifermentazione delle “Real Ale” non avviene in birrificio ma in botti di 41 litri affidate ai publican, a cui spetta dunque il delicato compito di custodire i cask nella cantina del pub e decidere quando sono pronti per essere aperti.

Andrea e Alessandro Buresti, nel “Treefolk’s Whisky & Beer”, proponevano già negli ultimi anni più di 120 etichette di whisky in mescita e una selezione di 8 birre in cask, non filtrate, non pastorizzate e senza aggiunta di anidride carbonica. Iniziarono nel 2013 piccole importazioni in Repubblica Ceca e, con altri due publican della scena laziale fondarono “Beerfellas”, un’azienda di distribuzione di birra artigianale. Dopo la partecipazione a molti Festival Camra (Campaign for Real Ales), associazione che dal 1971 ha sempre promosso e preservato la produzione di birra “alla vecchia maniera”, portarono la birra tradizionale inglese sulla scena romana. Tramite il Londinium Cask Festival, che si teneva al Treefolk’s in Zona Colosseo, diventarono un punto di riferimento per gli amanti della Real Ale e, grazie alla Cider Week Festival hanno proposto un prodotto fino ad allora sconosciuto in Italia, il sidro inglese, un fermentato di mele che troveremo anche al Treefolk’s Public House. Il successo arrivò in poco tempo e, da semplici publican divennero dei veri e propri distributori.

Simone Casadio, titolare di un’azienda a Casetta Mattei, “L’Agricola”, spinto dalla sua intolleranza al glutine e dalle sue capacità imprenditoriali, decide di aprire un laboratorio e punto vendita di prodotti Gluten free, il New Food, ormai punto di riferimento per i celiaci. Oltre ad essere uno dei proprietari sarà il primo fornitore per il Treefolk’s, tutti i suoi prodotti dalla carne, alle uova, alle verdure e al latte garantiranno la fornitura di materie prime freschissime a km 0.

Il più giovane dei proprietari è Claudio Moreschini, grazie alla sua estrema passione per la birra artigianale, con particolare attenzione per le Real Ales, oggi è un professionista nel suo settore.

Alberto Blasetti / http://www.albertoblasetti.com

Il Treefolk’s Public House ospita 88 coperti (in base alla normativa Covid) e basa la propria ambientazione in un’Inghilterra anni ‘20, suddividendo il locale in tre diverse aree, distinte tra loro grazie a piccoli dettagli, che rendono il tutto totalmente armonico. Le differenze sono impercettibili. Varcando la soglia di ingresso troviamo la parte più informale della Public House, il Cask Bar, con le 12 pompe a vista, e le tipiche sedute al bancone, proseguendo troviamo la Sala Camino dedicata alla cena gourmet, caratterizzata da divani Chester che delimitano una piccola area privè, da tavoli in legno, sedie in pelle nere e marroni ed il pavimento avvolto da tappeti persiani e un pianoforte a vista dedicato alla musica dal vivo. Infine, troviamo la parte più moderna, la Scotch Room con sedute in pelle e sedie rivestite di velluto, un bancone imponente con una bottigliera in legno con le migliori etichette di Whisky esposte.

Il concept nasce dall’armonia tra il classico ed il moderno, che troviamo, oltre che nello stile anche nelle proposte food e drink. Si parte da una base solida della tradizione storica British per adattarla ai nostri giorni e ai migliori prodotti locali a km 0.

La proposta del Treefolk’s parte dalle prime ore del mattino con l’area della caffetteria, gestita da Massimo Carpineti, che punta a far conoscere il mondo del caffè e dello Speciality Coffee. Ci sarà una parte dedicata al Gold Trip, il caffè spillato che sta prendendo molto piede nel resto del mondo, grazie alle migliori attrezzature al mondo e alla scelta di torrefazioni di colonie inglesi, neozelandesi ritenute le migliori in assoluto. Carpineti ha l’obiettivo di diventare un precursore dell’educazione alla cultura del caffè a Roma. Sarà realizzata in esclusiva la Specialty Treefolk’s, una collaborazione con la Torrefazione T68 dove verranno mescolate tre origini Specialities provenienti dall’Etiopia, Colombia e Panama.

Una ricerca costante sulla qualità in tutti i settori con l’obiettivo di utilizzare ogni prodotto selezionato al top della qualità che intrecciandosi daranno vita ad un’esperienza sensoriale a 360” – Queste le parole di Michele Ferruccio, food  & beverage manager per il Treekolk’s Public House, esperto nell’avviamento di locali, tra i più importanti citiamo Zuma, Rude e The Corner a Roma, e che curerà la gestione sia del bar che della proposta food. Un esempio di questa unione tra caffetteria, bar e cucina sarà il Negroyster composto da Scotch whisky, un caffè selezionato da Massimo Carpineti e la Birra Stouth abbinato alle Ostriche.

Il viaggio in un bicchiere del Treefolk’s parte proprio da qui, dal caffè che sarà disponibile espresso, in tazza e take away. La colazione sarà accompagnata da 10 tipologie di maritozzi dolci e salati realizzati dalla Pastry Chef Barbara Meloni.

La cucina è affidata a Valerio Mattaccini, conclusa la sua esperienza come chef di Magazzino Scipioni a Prati, proporrà al Treefolk’s Public House una cucina sana ed eticamente sostenibile, portando avanti il concetto sempre più importante del “zero waste”. La scelta dei prodotti sarà curata selezionando ogni piccolo produttore, l’alta qualità rappresenterà la politica imprescindibile della sua ricerca. La Tenuta Radichino dei Fratelli Pira, un’azienda del Viterbese, fornirà i formaggi che troveremo soprattutto a colazione, yogurt di pecora biologico e il maritozzo con la ricotta di pecora, un sapore così intenso e che ci ricorderà i sapori della campagna.

Lo chef curerà tutta la proposta food, dalle ore 10.00 del mattino fino all’ora di pranzo in cui troveremo una colazione salata incentrata sulle uova, più due colazioni special, tra cui quella tipicamente inglesi con uova, fagioli, funghi, pomodori e salsiccia accompagnati da pane tostato, caffè e succo d’arancia.

Michele Ferruccio, bar manager del Treefolk’s, propone durante la mattina una carta con 6 tipologie di Bloody Mary e di Low alcohol, cocktail a bassa gradazione alcolica con base prosecco e fermentati. La sua idea è quella di portare in Italia lo stile British che dalle ore 11.00 del mattino predilige il consumo di cocktail.

Il Treefolk’s resterà aperto tutto il giorno, sarà possibile lavorare in smart working grazie al potenziamento della rete Wi-Fi e alla dotazione di prese USB. Nel pomeriggio, come da tradizione inglese, il tea time è irrinunciabile. Trenta tipologie di tea dai classici neri, semi fermentati, bianchi e invecchiati saranno presenti in carta.

Giunti all’ora dell’aperitivo ogni drink alcolico e non sarà accompagnata da un benvenuto dello chef composto da tre piccoli assaggi del menù e da un welcome drink a base di birra acida. Le Pie salate saranno una grande novità. I marinai inglesi le utilizzavano per trasportare e conservare il cibo come la carne e la verdura. Lo chef riprendendo questo concetto inglese lo adatterà ai prodotti italiani, troveremo Pie con pollo alla cacciatora, manzo alla picchiapò e con baccalà mantecato con patata viterbese.

La cena gourmet prevede una scelta di antipasti e main course a base di carne, pesce e cacciagione, sia alla carta che in degustazione dove il mondo della birra, del caffè e della mixology si intrecceranno per regalare un’esperienza unica.

Dopo la cena gourmet, da mezzanotte alle due del mattino, il Treefolk’s proporrà una vasta scelta di piatti più “street”, dal sempreverde Fish & chips, passando dai lollipop di pollo fino ad arrivare ad un’hamburgheria di alto livello, seguendo sempre il concetto dell’alta qualità.

La carta dei cocktail, studiata da Michele Ferruccio, è un giro intorno al mondo, il viaggio del Treefolk’s parte dal mattino con il caffè e prosegue con la mixology. Ogni cocktail, classico o a base whisky rappresenterà un Paese diverso e verranno presentati con giochi scenografici che vi stupiranno.

Un’altra grande novità sarà il “Take away in lattina” con grafiche da collezione. Dal Sito internet del Treefolk’s Public House sarà possibile acquistare birre, cocktail come ad esempio uno Spritz alla spina con bitter home made. In lattina troveremo anche Speciality caffè, caffè freddi e un dolce, il tiramisù.

 

Contatti:

Treefoolk’s Public House

Viale Trastevere 192

00153 Roma

Tel. +39 0687656024

 

Orari:

Aperto tutti i giorni dalle 8 alle 2