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Rimini, Di Maio candidato premier con 30.936 (su 37.442 votanti). Fico giù dal palco, Grillo apre kermesse cantando

Rimini, Di Maio candidato premier con 30.936 (su 37.442 votanti). Fico giù dal palco, Grillo apre kermesse cantando

Il faccia a faccia Di Maio-Fico dietro il palco di Italia M5s a Rimini

Nel backstage il deputato campano “ortodosso” parla col candidato premier. E arriva anche l’abbraccio di Grillo. Si parla di “accordo” con gli ortodossi ma non c’è conferma ufficiale. Torna l’hacker: “Ho votato decine di volte su Rousseau”, il leader 5 Stelle: “Falso, voto regolare”. Giornalista Rai accerchiata e insultata, arriva la polizia: il movimento si scusa. Ai visitatori della kermesse grillina braccialetto col codice a barre: “Serve a contarvi”, spiega la security

Luigi Di Maio è ufficialmente il candidato premier M5S: “I votanti sono stati 37.442…Un certo Luigi Di Maio ha preso 30.936 voti”, così l’ha incoronato Beppe Grillo, annunciando il nome del vincitore delle primarie M5s. “Da domani il capo politico del M5S non avrà più il mio indirizzo”, così ha poi scherzato Grillo. “Il nostro sarà il governo della riscossa degli italiani. Formeremo una squadra di governo di cui essere orgogliosi”, così debutta da proclamato lo stesso Di Maio, incoraggiando la svolta: “Alle prossime elezioni gli italiani dovranno scegliere tra vivere e sopravvivere”.

E intanto è scoppiata la tregua tra l’ortodosso Roberto Fico e il candidato premier Luigi Di Maio? Si è animata la kermesse dei Cinquestelle a Rimini, dopo il faccia a faccia a metà pomeriggio tra il deputato campano “ortodosso”, qualcuno dice anche dissidente, e il vincitore (a meno di poco credibili sorprese) delle primarie on line circondate da polemiche. Non c’è nessuna conferma ufficiale che il dissidio sia rientrato, ma in molti giurano di aver visto anche Grillo abbracciare e dare amichevoli pacche sulle spalle a Fico.

UNA LUNGA GIORNATA IN CASA M5s 
E’ stato lo stesso Grillo, stamani, ad aprire la seconda giornata di Italia 5 Stelle, cimentandosi sul palco nell’esecuzione di alcuni brani country e rock anni ’70. Nella giornata del debutto, secondo gli organizzatori avevano partecipato tra le otto e le diecimila persone, altre cifre, oggi, con l’arrivo della gran parte dei dirigenti più in vista. Molta gente ai cancelli, aperti dalle 9, e ciascun visitatore viene controllato con il metal detector e ‘schedato’ attraverso un braccialetto con tanto di codice a barre. “Serve a contarvi”, spiegano gli addetti alla sicurezza.  E intanto è tornato alla carica l’hacker che dice di aver violato più volte la piattaforma Rousseau dove si sono svolte le primarie. Ma Grillo su Fb ha smentito ogni interferenza sul voto: “Tutto regolare”, ha assicurato. Il palco – si legge in un post sul blog di Grillo – prende il via alle 17.30, col primo intervento che riguarda l’Europa, protagonisti i parlamentari europei. Spazio ai sindaci e le sindache del movimento con Chiara Appendino, Fabio Fucci, Filippo Nogarin e Virginia Raggi. Intorno alle 19 era previsto l’annuncio ufficiale del nome del candidato premier ma i tempi sono slittati. Alle 21.30, il “prescelto” farà il suo primo discorso da candidato presidente del Consiglio M5s. Sullo sfondo le tensioni con l’ala dei più ortodossi, lo stesso Fico ma anche, tra gli altri, il senatore Nicola Morra, che contestano che nelle mani di una solo persona vada sia il mandato di candidato premier che quello di capo politico del Movimento, tradotto “troppo potere nelle mani di Di Maio”.

Rimini, l’ultimo giorno di Grillo: da politico a blues man

• FICO ALLA KERMESSE 
Roberto Fico era stato inserito nella scaletta già da ieri ma era intenzionato a non salire sul palco e a proseguire la sua protesta silenziosa nei confronti della gestione della vicenda primarie e soprattutto della scelta di conferire al futuro candidato premier del Movimento i poteri del capo politico. Oggi è arrivato a metà pomeriggio, con giornalisti e attivisti in fibrillazione, tutti in attesa che rompa il silenzio e chiarisca la sua posizione nei confronti di Di Maio. Fico è entrato dallo stesso ingresso secondario usato ieri da Grillo, ha sorriso ad alcuni attivisti e li ha rassicurati: “Va tutto bene”. E anche “I problemi si risolvono”. Parapiglia anche intorno a un altro “ortodosso”, Nicola Morra: “Non è scritto da nessuna parte” che Di Maio sia solo un “primus inter pares”, aveva ribadito il senatore, “vedremo cosa diranno da qui a domani, è in corso un tentativo di conciliazione. Poi ne trarremo le conseguenze”, così il senatore (video) contestato da alcuni grillini che hanno insultato anche una giornalista di Rainews che lo stava intervistando. Ma c’è chi da subito ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche, ad esempio il deputato M5s Danilo Toninelli che fa finta di nulla: “Non esiste un caso Fico”. Esiste invece, per Toninelli, un caso legge elettorale: “E’ un testo incostituzionale contro di noi”.

• FICO INCONTRA GRILLO, CASALEGGIO e DI MAIO 
Intorno alle 18, nel backstage del palco, forse la svolta: Roberto Fico ha avuto un lungo incontro con Luigi Di Maio, poi anche con Davide Casaleggio e Beppe Grillo. E Grillo a un certo punto lo ha abbracciato dandogli alcune pacche sulle spalle. C’è chi ha subito parlato di “chiarimento” e “pace fatta”,ma fino a pomeriggio inoltrato non ci sono state conferme ufficiali.

M5s, faccia a faccia Di Maio-Fico dietro il palco di Rimini

• ANCHE OGGI GIORNALISTI ACCERCHIATI E INSULTATI 
Momenti di caos al Villaggio Rousseau della kermesse quando un folto gruppo di attivisti ha circondato e pesantemente contestato una troupe di RaiNews24 che intervistava Morra. “Vai via”, hanno urlato con rabbia più volte alcuni militanti, cercando di interrompere il lavoro della giornalista Enrica Agostini e della troupe. E’ stato necessario l’intervento della sicurezza, raggiunta poi dalla polizia, per calmare gli animi. Spintoni e urla contro i cronisti anche durante l’arrivo della sindaca di Roma, Virginia Raggi. “Vergogna, vergogna” e “menategli a ‘sti giornalisti” hanno urlato alcuni mentre altri hanno gridato “avvoltoi, avvoltoi” durante il breve e movimentato percorso della sindaca verso il gazebo di Roma Capitale. Poco dopo il Movimento si scusa: “Ci dissociamo dall’episodio di aggressione verbale nei confronti della giornalista Rai e della sua troupe” afferma una nota del partito di Grillo. “Ogni forma di violenza, di qualsiasi natura è contraria ai principi e ai valori del nostro movimento”.

• TORNA L’HACKER: “HO VOTATO DECINE DI VOLTE SU ROUSSEAU”
Torna a farsi vivo, intanto, l’hacker Rogue_0, protagonista a inizio agosto di diversi attacchi informatici alla piattaforma Rousseau. Su Twitter il pirata afferma di essere riuscito a intrufolarsi più volte nel sistema operativo M5s durante le votazioni per la scelta del candidato premier 5 Stelle. Ecco alcuni suoi tweet. “@beppe_grillo e @casaleggio tranquilli @luigidimaio ha già vinto, ve lo assicurano decine di miei voti certificati. #UserWay #M5S #Rousseau”, scrive l’hacker, ironizzando sulle misure di sicurezza utilizzate dalla Casaleggio Associati. “La password – spiega – non basta, i geni alla @casaleggio hanno messo una misura di sicurezza inviolabile per la sicurezza TOTALE del voto: l’SMS. LOL”. Rogue_0 posta poi alcuni screenshot di Rousseau, facendo intendere di essere riuscito a votare con vari account fasulli, come Antonio Marcheselli, Davide Gatto e Massimo Ferrari. Poi ancora, a metà pomeriggio, nuove irruzioni sul sito movimento5stelle.it. con le frasi: “Propongo Rousseau come gioco diseducativo per i bambini” e “Propongo me, Massimo Ferrari come admin”. In un altro screenshot, pubblicato da Rogue_0 sul suo canale twitter, mostra poi di aver effettuato un accesso utilizzando le credenziali di Giancarlo Cancelleri, ironizzando sul titolo della pagina “La prima cosa che farà Giancarlo Cancelleri da presidente della Sicilia…” l’hacker ha risposto: “Sarà cambiare ancora password…”.

Chi è l’uomo dei ricorsi vinti che fa tremare Beppe Grillo

Lorenzo Borrè, avvocato, iscritto al M5S per 4 anni. Ecco perché è diventato il problema numero uno del capo. “C’è una questione giudiziaria nel Movimento”, dice alla Stampa

Beppe Grillo e il suo movimento godono di buona salute (confermata dai sondaggi) malgrado i molti problemi anche giudiziari in cui sono incappati. L’ultimo in ordine di tempo è il ricorso dell’attivista Mauro Giulivi che ha portato alla sospensione delle ‘regionarie’. Prima di lui, però, c’era stato il caso della Cassimatis a Genova. Poi ci sono i molti attivisti che chiedono se l’associazione Rousseau (e quindi Grillo e Casaleggio) sia in possesso dei loro dati sensibili dopo l’hackeraggio di cui si è saputo ad agosto (leggi intervista Agi all’hacker), per finire con il consigliere di Virginia Raggi, Cristina Grancio, sospesa dal M5S. E adesso in ballo ci sono le primarie con molti attivisti, esclusi, che potrebbero fare causa.

Una spada di Damocle su Beppe Grillo

Tecnicamente, le varie cause (si aggiungono quelle vinte da 23 ricorrenti napoletani e tre romani, espulsi e poi riammessi), rappresentano una spada di Damocle per Beppe Grillo che, in quanto capo politico del M5S, potrebbe dover pagare risarcimenti milionari (per perdita di chance e lesione di diritti politici in senso lato).

Chi è l'uomo dei ricorsi vinti che fa tremare Beppe Grillo
Beppe Grillo (Agf)

Ma cosa hanno in comune tutti queste vicende giudiziari che affliggono (e lo faranno sempre di più in futuro) il Movimento? Tutto si riassume in un nome e un cognome: Lorenzo Borrè, di professione avvocato. È lui, come scrive Jacopo Iacoboni su La Stampa, la ‘bestia nera’ di Beppe Grillo.

Chi è l’avvocato Lorenzo Borrè

Iscritto al M5S dal 2012 al 2016 quando, raccontò in un’intervista al quotidiano torinese “aveva ancora consensi da prefisso telefonico”, poi se ne andò quando Grillo iniziò a espellere chiunque fosse in disaccordo con lui “senza possibilità di contraddittorio”.

La delusione

L’avvocato spiega al Giornale che la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’esclusione di un amico, un’attivista della prima ora: Andrea Aquilino, avvenuta senza possibilità di contraddittorio e di difesa. Un fatto che, racconta, gli procurò inquietudine. Che “divenne certezza quando si presentarono da me i tre attivisti espulsi in occasione delle comunarie di Roma del 2016 (Palleschi, Motta e Caracciolo) – dice al giornale – e lessi le motivazioni, e soprattutto la procedura seguita: qualche giorni dopo inviai la comunicazione di recesso dal M5S. Poi con i primi successi giudiziari sono diventato un punto di riferimento per quanti venivano raggiunti da sanzioni disciplinari, sanzioni che fino ad oggi non hanno retto il vaglio giudiziario”.

La ‘bestia nera’ di Grillo

Da quel momento l’ex ‘grillino’ è diventato il nemico numero uno per Grillo e la Casaleggio Associati: ha permesso il reintegro di alcuni attivisti espulsi, ha vinto il ricorso della Cassimatis a Genova, quella di Giulivi in Sicilia.

Chi è l'uomo dei ricorsi vinti che fa tremare Beppe Grillo
Mauro Giulivi (Facebook)
  Mauro Giulivi

Ha poi ricevuto mandato da una decina di iscritti del Movimento 5 Stelle, per presentare un esposto al garante della privacy in merito all’hackeraggio del sito avvenuto a luglio (“i miei assistiti vorrebbero sapere se e perché l’associazione Rousseau tratta i dati personali degli iscritti al Movimento 5 stelle senza che loro abbiano mai consapevolmente autorizzato l’associazione, che è un soggetto terzo rispetto al movimento”, si legge sulla Stampa). Quindi c’è il caso del consigliere comunale di Roma, Cristina Grancio, destinataria di un provvedimento disciplinare di ‘sospensione cautelare’ per asserite condotte “di cui non è dato capire la concreta consistenza, in quanto il provvedimento si basa su espressioni generiche”.

I possibili ricorsi contro le primarie

Infine, dulcis in fundo, la possibile e ventilata class action dei tanti che non sono stati ammessi alle primarie del M5s. Borrè racconta a Jacobo Iacoboni di essere stato contattato da moltissimi iscritti. “C’è un grande fermento – spiega – una questione giudiziaria nel Movimento”. Una questione che potrebbe abbattersi su Beppe Grillo, anzi sul suo portafogli perché, spiega l’avvocato, nel risarcimento dei danni dovrebbe pagare “chi ha agito in nome e per conto del Movimento”.

Chi è l'uomo dei ricorsi vinti che fa tremare Beppe Grillo
grillo

Quindi il capo politico, Beppe Grillo. Ed è per questo, forse, che l’ex comico genovese vuole spogliarsi della veste di ‘capo’. “Questo non posso dirlo io – la diplomatica risposta di Borrè -. A me le ragioni sono oscure”.

Regionali Sicilia, il tribunale sospende le primarie on line. Ma M5S va avanti lo stesso

La sentenza: alt alla delibera che individua i candidati più votati per l’Ars a Palermo e a quella che designa Cancelleri per la corsa alla presidenza della Regione. L’aspirante governatore: “Siamo fuori tempo massimo, resto in corsa”

Il movimento 5 Stelle, malgrado la sopensione dell’esito delle “regionarie” da parte del tribunale di Palermo, decide di non rifare le selezioni e di confermare il candidato governatore Giancarlo Cancelleri e le lista per l’Assemblea regionale. 104647991-cbe9c53a-bb7c-470a-bb80-cba4fbdde057Lo ha comunicato, con un post sul blog di Beppe Grillo, lo stesso Cancelleri: “Siamo fuori tempo massimo”, scrive il deputato nisseno. La sentenza, depositata stamattina, ha confermato  la decisione in via cautelare che era stata adottata il 12 settembre, accogliendo il ricorso dell’attivista Mauro Giulivi, che era stato escluso dalla lista dei candidati per non aver sottoscritto in tempo utile il codice etico. Il giudice, Claudia Spiga, blocca il provvedimento del movimento a carico di Giulivi e decide di sospendere l’esecuzione della determina del 4 luglio con cui sono stati individuati i 16 candidati più votati a Palermo, inseriti nella lista per l’Assemblea regionale. A questa competizione avrebbe dovuto partecipate Giulivi. Ma non solo: stop del giudice anche all’esito del secondo turno che ha incoronato Giancarlo Cancelleri come concorrente per la presidenza della Regione.

LEGGI – Ecco chi è Giulivi, la spina nel fianco dei 5 Stelle

Al secondo turno il deputato nisseno ha ottenuto la maggioranza dei 4.350 voti espressi sulla piattaforma Rousseau, superando la concorrenza di altri cinque colleghi all’Ars (Stefano Zito, Giampiero Trizzino, Sergio Tancredi, Angela Foti e Francesco Cappello) e tre outsider (Giuseppe Scarcella, Alì Listì Maman e Josè Marano).

A stretto giro di posta, stamattina, è arrivato il commento di Giulivi: “Adesso – dice – spero solo che il movimento rispetti le sentenze della magistratura come ha sempre detto di voler fare”.

Lo staff di M5S si è riunito subito a Milano per decidere il da farsi. Erano due le possibili soluzioni. La prima la ripetizione delle selezioni on-line, sia del primo che del secondo turno. Ma avrebbe dovuto rimettersi in moto, in tempi da record, la macchina organizzativa. Il termine per la presentazione dei simboli è fissato per sabato, mentre le liste provinciali (e il listino del candidati presidente) vanno depositati entro il 6 ottobre.

Una seconda soluzione, suggerita da alcuni legali, era quella di una espulsione di Giulivi che avrebbe comportato una sopravvenuta “carenza di interesse” da parte del ricorrente e avrebbe potuto sanare ex post la situazione: un provvedimento da approfondire giuridicamente, non ancora escluso, che certo comporterebbe un danno d’immagine per il movimento.

Di certo, a sentire Cancelleri, le regionarie non saranno ripetute: “Alla luce del decreto del Tribunale civile di Palermo, il MoVimento 5 Stelle – scrive – annuncia che esercitando un suo diritto farà ricorso per far valere le proprie ragioni. I tempi per aspettare la fine del procedimento e per rinnovare le votazioni purtroppo non ci sono più. Inoltre anche il giudice nel decreto stabilisce che “nessuna statuizione può essere disposta nel presente giudizio” riguardo “all’an della celebrazione” e “alla modalità di svolgimento” delle regionarie, cioè se e come le dovremmo fare”. Dopo essersi soffermato sui ritardi del procedimento giudiziario, Cancelleri dice sostanzialmente che per M5S restano valide le elezioni sospese dalla magistratura: “Oggi

siamo fuori tempo massimo.
La scadenza per presentare il simbolo è questo sabato 23 settembre e dobbiamo inoltre raccogliere 3.600 firme per la presentazione della lista. Per questo motivo il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle regionali siciliane del 5 novembre con il sottoscritto, Giancarlo Cancelleri, candidato alla Presidenza della Regione e con la lista, a me collegata, votata dagli iscritti il 4 luglio 2017″