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Derubricato nel reato di “Atti Persecutori” ex art. 612 bis c.p., introdotto nel 2009, il comportamento di stalking racchiude in sé tante possibili diverse sfaccettature e caratteristiche. Ne parliamo assieme alla dott.ssa Chiara Cemmi della Divisione di Psicologia Investigativa.

A più di dieci anni dall’entrata in vigore del reato di “Atti Persecutori”, questi è in constante evoluzione e modifica: a livello legislativo basta pensare alle innovazioni introdotte dalla Legge 69 del 19 luglio 2019 (il c.d. Codice Rosso), ma anche come fenomeno sociale subisce dei mutamenti in concomitanza con il modificarsi della nostra società. Ne parliamo con la dott.ssa Chiara Cemmi, psicologa della Divisione di Psicologia Investigativa dell’Agenzia Investigativa Dogma.

Da dove nasce il termine stalking?
La parola stalker deriva dal verbo inglese to stalk, utilizzato per indicare l’inseguimento furtivo posto in essere da un predatore nei confronti della propria preda.

Solo successivamente, intorno agli anni 80/90 questo stesso termine venne utilizzato per descrivere, inizialmente, una serie di persone che mostravano un atteggiamento morboso e finanche violento, nei confronti di personaggi di rilievo, soprattutto del mondo dello spettacolo.

In quegli anni l’attenzione pubblica, e di conseguenza anche quella di esperti psicologi e criminologi, venne attratta dal cercare di capire cosa potesse spingere un individuo a compiere una serie di comportamenti, ossessivi, finalizzati all’avvicinamento di un individuo verso un altro, avvicinamento che poteva a volte avere risultati drammatici.

Iniziarono così una serie di studi e ricerche che hanno portato a rilevare come un comportamento inizialmente ritenuto agito solamente verso personaggi pubblici fosse invece una modalità di interazione, non funzionale ovviamente, anche tra individui per così dire “comuni”.

Più si andava avanti nello studio del fenomeno, più diventava complesso comprendere come una modalità di agito (la ricerca ripetitiva e assillante di un contatto con la propria vittima non consenziente) fosse comune a una varietà estremamente ampia di individui. Inoltre, anche grazie all’introduzione delle leggi anti-stalking, si è potuto assistere anche a una modifica di quello che è l’immaginario collettivo sottostante a questa particolare tipologia di fenomeno.

Che cosa intende?
Inizialmente l’immaginario collettivo aveva un’idea differente di cosa considerare come persecutorio e cosa no. Nel momento in cui venne introdotto il reato di stalking in diverse legislazioni, a partire da quelle del mondo anglosassone fino alla nostra nel 2009, sono state svolte delle ricerche volte a comprendere come la popolazione reagisse a tale fenomeno, ossia quali fossero le idee sottostanti allo stesso.

Venne riscontrato quindi, che tendenzialmente la gente considerava pericolosi gli stalker di sconosciuti, ossia coloro che perseguitano una persona senza aver avuto con essa alcuna relazione precedente, sia amicale che più intima o anche solo di vicinato, come qualcuno incontrato per caso alla fermata del pullman.

La persecuzione da parte di un ex-partner veniva di contro considerata con più, diciamo, benevolenza, come una forma di esagerazione dell’atto del corteggiamento, e pertanto non veniva percepita, erroneamente stante le statistiche riscontrate in differenti ricerche, come pericolosa.

Anche in Italia, in una ricerca svolta nel 2015 da De Fazio e colleghi, si ottennero i medesimi risultati: i ricercatori riscontrarono che solamente le Forze dell’Ordine adeguatamente formate avevano, giustamente, la percezione di maggior pericolo in situazioni di stalking tra ex-partner.

Secondo la sua esperienza, che cosa vuol dire oggi il termine stalker?
Oggi il significato della parola stalker è diventato qualcosa da un lato molto specifico, dall’altro estremamente ampio. Mi spiego meglio. Con questo termine nell’immaginario collettivo si rimanda all’idea di una persona che ne perseguita insistentemente un’altra e, stante soprattutto agli ultimi eventi di cronaca e all’apporto mediatico sul tema, sembrerebbe oggi, a differenza del passato, venir associata molto alla figura dell’ex partner.

Di contro, in realtà, il fenomeno “stalking” è estremamente ampio. Vero è che la maggior parte degli stalker ricadono in quella che Mullen definì come la categoria del Rifiutato (per un approfondimento sulla classificazione di Mullen si rimanda all’articolo su come riconoscere uno stalker e le sue diverse tipologie), quindi gli ex-partner per semplificare, ma non si presenta solamente questa tipologia.

Vi sono comportamenti persecutori agiti da vicini da casa, da colleghi di lavoro, da conoscenti o anche solo, ma molto più raramente, da persone incontrate per caso o proprio da sconosciuti; e le motivazioni per cui vi è l’agito persecutorio possono essere altrettanto varie.

Inoltre non esiste una serie ben definita di comportamenti che possono essere definiti come persecutori rispetto ad altri: più facile ovviamente comprendere come una serie di minacce verbali o scritte, danneggiamenti alla proprietà, o simili possano cagionare disagio, ma anche ricevere costantemente e ininterrottamente fiori, attenzioni non richieste o simili, se perpetrati per tempo e, soprattutto, se non affatto graditi, possono ingenerare stati di ansia o tensione.

Quindi chi è uno stalker?
Nel corso degli anni sono stati stilati diversi sistemi di classificazione del fenomeno per poter rispondere quanto più esaustivamente possibile a questa domanda; i può noti nel panorama internazionale sono la classificazione di Mullen, il quale utilizza come criteri sia la relazione pregressa tra stalker e vittima che la motivazione sottostante all’agito, e la classificazione di Mohandie e colleghi (2006), per citarne due.

In Italia, inoltre, le Forze dell’Ordine in tema di stalking usano il protocollo “S.I.L.Vi.A.” (Stalking Inventory List per Vittime e Autori) come prima prassi di intervento, il quale si fonda sulla classificazione di Boon e Sheridan (2001), che distingue gli stalker unicamente sulla base della relazione pregressa. E questi sono solo pochi esempi.

La presenza di diverse categorizzazioni, le quali basano i propri criteri categoriali su principi diversi, ponendo l’attenzione di aspetti ogni volta diversi e specifici, fa intendere come sia estremamente complesso il fenomeno in sé, quante e quali sfaccettature può esso nascondere e quanto può mutare col cambiare della società stessa.

Uno studio molto recente (Sheridan e colleghi, 2020) ha rilevato, per esempio, come in Australia sembri esser presente il fenomeno del cosiddetto “gang stalking”, ossia dell’agito persecutorio posto in essere da un gruppo di individui accumunati da un medesimo intento. È necessario effettuare ulteriori studi per comprendere se si tratta di una nuova tipologia a sé stante o se è un’emanazione di tipologie già studiate.

 

Come è possibile muoversi in questa enorme quantità di informazioni?
Innanzitutto è bene approfondire la tematica e rimanere aggiornati: proprio riguardo alla validità delle classificazioni è stato ad esempio condotto un recente studio (McEwan e Davis, 2020) il quale ha riscontrato come non è al momento presente una classificazione migliore di altre, tuttavia alcune risultano più utili per esempio in fasi di indagine, mentre altre sono più complete e accurate nel momento in cui è necessario attuare piani di intervento e di messa in protezione.

Certo che la grande quantità di variabili del fenomeno in sé tendenzialmente può spaventare e confondere. Si potrebbe però affidarci a quanto previsto dalla nostra legislazione, e provare ad affermare che uno stalker, in generale, è colui che mette in atto una serie ripetuta di comportamenti e agiti, di varia natura, i quali causano nel destinatario un perdurante e grave stato di ansia o di paura oppure un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di una persona ad esso legata oppure da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

Questo è tanto più facile da comprendere per esempio quando si subiscono minacce, sia dirette che indirette; più sottile e difficile quando i comportamenti agiti non sono di aggressione, ma sono tentativi di riallacciare o instaurare una relazione: tuttavia anche in questo caso, nonostante un rifiuto del destinatario, il protrarsi dei tentativi di approccio, invasivi spesso, può ingenerare le predette conseguenze e, quindi, necessita di essere fermato e la vittima tutelata.

 

Come riconosco oggi uno stalker?
Come accennavo precedentemente, le persecuzioni si possono manifestare in forme e comportamenti estremamente differenti: dai più espliciti tentativi di contatto tramite invio di molte chiamate, sms, chat tramite internet, invio di regali non desiderati, ma non solo.

Vi possono essere comportamenti di controllo, come pedinamenti, comportamenti più aggressivi come il danneggiamento di beni propri e altro ancora. Oggi, per esempio, l’utilizzo massivo di internet sta facendo sì che vi sia anche un aumento di episodi di cyberstalking, quindi dell’utilizzo dei mezzi informatici per perseguitare la propria vittima, anche con modalità estremamente diversificate e non limitate all’invio di e-mail e alle chat nei principali siti network.

Pertanto non è tanto la quantità o la tipologia di comportamenti che rendono uno stalker tale, quanto effettivamente la reazione che questi causano nella vittima, ossia una delle conseguenze previste per legge: uno stato perdurante di ansia o paura oppure un timore per la propria o per la vita delle persone care o ancora obbliga a modificare significativamente le proprie abitudini di vita (come cambiare abitazione, interrompere o modificare drasticamente la mia attività lavorativa). Stante queste affermazioni, la vittima di stalking ha l’onere di dover provare tali conseguenze nella propria vita.

 

Può chiarire l’aspetto relativo al dovere della vittima di stalking?
È dovere della vittima di stalking dimostrare da un lato di esser stata oggetto effettivamente di una serie di comportamenti persecutori, da qui l’assoluta importanza di conservare ogni possibile prova come messaggi, cronologia delle chiamate, dimostrare ove possibile di essere oggetto di pedinamento nel caso, dare prova anche dei danni oggettivi subiti, se subiti ovviamente.

Inoltre deve dimostrare di aver subito le conseguenze previste per legge e sopra già citate. Ciò è importante, da un certo punto di vista, anche come ulteriore strumento per escludere la possibilità che ci si trovi davanti a un episodio di falso stalking.gang stalking organizzato, Italia, parte terza, Techniques, Tactics, Technology, carabinieri, come uscirne, wikipedia, 2020, apps, jobs, forum, significato

Chiarisco subito: il falso stalking non per forza di cose avviene per malafede (quindi per la sensazione di gratificazione nel percepirsi come vittima, o per motivi pecuniali o ancora proprio come ulteriore forma di persecuzione verso la vera vittima di stalking), può succedere ad esempio che vi siano persone con patologie psichiatriche, come persone affette da deliri di persecuzione, che si percepiscano come vittime. Tutte queste figure vanno ovviamente riconosciute, per non incappare in errori giudiziari.gang stalking organizzato, Italia, parte terza, Techniques, Tactics, Technology, carabinieri, come uscirne, wikipedia, 2020, apps, jobs, forum, significato

 

Come ci si può difendere dagli stalker?
È importante tenere sempre presente che lo stalker può essere sia una persona a cui si è legati affettivamente o un conoscente, ma anche un estraneo; inoltre lo stesso può agire spinto da differenti motivazioni. Questi aspetti fanno già da soli intendere che nel termine stalking vengono racchiuse moltissime differenti situazioni con altrettanti differenti fattori di rischio e criticità da tenere in considerazione.

Prima di ogni cosa è opportuno rivolgersi alle Forze dell’Ordine le quali, soprattutto stante alla Legge 69 del luglio 2019, sono tenute ad essere formate accuratamente sul tema stalking.

Come prima cosa è importante mettere in sicurezza la vittima, andando a limitare per quanto possibile i danni che un comportamento persecutorio può provocare.

Come già accennato, un aspetto importante è il tener prova di ogni comportamento intrusivo e persecutorio di cui si è vittima, anche con il supporto di agenzie investigative specializzate nel settore ove opportuno; è importante riprendere la percezione di controllo della propria privacy, magari attivando un secondo numero senza tuttavia cancellare quello conosciuto dal persecutore, oppure modificando (ove opportuno) alcune proprie routine. Di sicuro, molto importante è il non sentirsi soli in questa situazione.

Mettere in sicurezza una persona vittima di stalking significa prima di tutto aiutarla a comprendere e valutare bene la situazione, in modo da fornire delle indicazioni quanto più corrette possibile per quella specifica situazioni: il fornire indiscriminatamente delle informazioni di massima, senza conoscere la specifica situazione, può rischiare di far aggravare i comportamenti persecutori.

È quindi opportuno che chi si reputi vittima di stalking sia affiancata da persone estremamente formate e preparate sul tema, in modo da poterle supportare adeguatamente e con le modalità più appropriate. Per un approfondimento si rimanda all’articolo “Come difendersi da uno stalker”.

 

Fonti e articoli citati:

Boon, J.C.W., & Sheridan, L. (2001). Stalker Typologies. A law enforcement perspective. Journal of Threat Assessment, 1, 75-97.
De Fazio, L., Sgarbi ,C., Morre, J., & Spitzberg, B.H. (2015). The impact of criminalization of stalking on Italian students: adherence to stalking myths. Journal of Aggression, Maltreatment & Trauma, 24, 1106-1122.
McEwan, T.E., & David, M.R. (2020). Is there a “best” stalking typology?: parsing the heterogeneity of stalking and stalkers in an Australian sample. In O. Chan & L. Sheridan (Cur), Psycho-criminological approaches to stalking behavior: an international perspective (pp. 115-136). John Wiley & Sons Ltd.
Mohandie, K., Meloy, J.R., McGowan, M.G., & Williams, J. (2006). The RECON typology of stalking: reliability and validity based upon a large sample of North American stalkers. Journal of Forensic Sciences, 51, 147-155.
Mullen, P.E., Pathé, M., Purcell, R., & Stuart, G.W. (1999). A study of stalkers. American Journal of Psychiatry, 156, 1244–1249.
protocollo S.I.L.Vi.A.: https://www.poliziadistato.it/statics/09/silvia_def.pdf
Sheridan, L., James, D.V., & Roth J (2020). The phenomenology of group stalking (‘Gang-Stalking’): a content analysis of subjective experiences. International Journal of Environmental Research and Public Health, 17, 2506.

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Benvenuto su cityroma.com , dove troverai informazioni su un programma segreto di persecuzione e controllo tecnologicamente avanzato, che si sta verificando da decenni in tutto il mondo ed è nascosto dalle nostre istituzioni sociali. Quella che segue è una breve spiegazione di ciò che sta accadendo, partendo da una descrizione di coloro che influenzano gli eventi mondiali. Potresti voler leggere il libro online dopo questa presentazione.

Cosa sono 
Sotto le nostre personalità osservabili c’è un insieme vitale di informazioni che contiene saggezza e valori morali. Anche codificato a questo livello è un contenuto emotivo che ci permette di provare emozioni di alto livello come l’empatia e l’amore. Questo è il luogo in cui risiede la nostra coscienza, così come la necessità di voler contribuire all’umanità. Queste informazioni sono fondamentali per la sopravvivenza della razza umana.

C’è un gruppo di persone che esistono parzialmente estraniate dal resto della società conosciute come psicopatici, a cui mancano queste informazioni. Sebbene i tratti esibiti da queste persone appaiano nei manuali diagnostici, è meno accurato descriverli come malati di mente piuttosto che dire che non sono umani come lo conosci. Di solito non c’è cura di loro. Per gli standard di una persona rispettabile sarebbero considerati molto malati.

Sono bugiardi ingannevoli, manipolatori e perpetui, che cercano costantemente posizioni che pensano consentiranno loro di controllare gli altri. Il tratto fondamentale dello psicopatico è il bisogno di potere assoluto sugli altri.

Come individui, spendono una notevole quantità di energia costruendo una facciata per nascondersi mentre attaccano gli altri, che vedono come oggetti e prede. Poiché è dato per scontato che siamo tutti uguali a livello di base, è quasi facile per loro farlo.

Sebbene le persone normali siano complici di atrocità su larga scala, sono spesso concepite e dirette da psicopatici. La maggior parte di loro non è in prigione e tecnicamente non infrange la legge. A seconda delle circostanze politiche, potrebbero essere loro a gestire la tua città.

La mancanza di coscienza crea un’ampia divisione nella razza umana tra gli psicopatici e le persone normali. Coloro che hanno studiato queste persone ora raccomandano seriamente di dividere la razza umana in due sottospecie.

La loro ricerca del potere
Gli psicopatici di solito formano alleanze durante un’incessante ricerca del controllo su una società. Proprio come gli individui usano manifestazioni illusorie per nascondersi, su scala più ampia un gruppo di loro costruisce una facciata per nascondere i propri sforzi.

Le ricerche descrivono le società sotto il loro governo come dotate di attributi simili a una malattia biologica. Inizia dall’alto e alla fine infetta ogni singola città. Durante quella che può essere definita una ricerca sistematica e continua del controllo completo, le posizioni di comando in ogni città vengono alla fine sostituite da persone con difetti psicologici e da coloro che sono fedeli alla patocrazia .

Il nostro modo di vivere è stato oggetto di continui attacchi da parte di una rete attiva di ricchi psicopatici, composta da dinastie unificate che operano attraverso una varietà di think tank interconnessi, fondazioni esenti da tasse e società transnazionali. Sebbene i loro nomi non compaiano nei libri di storia diffusi nel sistema scolastico pubblico, ogni astuto ricercatore sa chi sono.

Attraverso i loro vari gruppi di facciata, hanno lavorato vigorosamente per un periodo di decenni in tutte le principali aree che influenzano la società, al fine di impostare un sistema di controllo. Osservando i gruppi che usano per promuovere i loro programmi, troviamo prove che i loro sforzi sono stati notevolmente distruttivi. Uno studio di questi eventi rivela più e più volte gli stessi nomi, usando bugie, inganni, omicidi e sovversione poiché hanno finanziato dittature, rovesciato governi e istigato guerre.

La loro esistenza è confermata
Poiché i gruppi che queste persone hanno utilizzato per compiere le loro azioni sono visibili, molti hanno notato i loro sforzi e hanno avvertito il pubblico. Ci sono state numerose dichiarazioni di personaggi storici, inclusi presidenti degli Stati Uniti, secondo cui bugie, inganni e procedimenti segreti venivano utilizzati da una ricca élite che intendeva instaurare una dittatura globale.

I presidenti Jefferson e Jackson furono in grado di percepire i tentativi di questo gruppo di rovesciare il governo degli Stati Uniti all’inizio del 1800. A metà del 1800 Lincoln notò la stessa cosa, così come Garfield alla fine del 1800. Hanno avvisato il pubblico di ciò che stava accadendo. Sappiamo tutti che alcune di queste persone sono state assassinate, ma non è noto che abbiano avuto battaglie in corso con i banchieri internazionali per il controllo della repubblica.

Le indagini del Congresso sulle fondazioni esenti da tasse all’inizio del 1900 hanno scoperto un grave pericolo costituito da un’élite ricca che aveva raggiunto un potere tale da essere in grado di realizzare qualsiasi cosa desiderasse in qualsiasi parte del paese. Più tardi, il membro del Congresso Charles Lindbergh parlò di un governo invisibile che aveva ottenuto il controllo dell’offerta di moneta della nazione e quindi aveva preso il controllo del paese.

Quando negli anni ’50 i gruppi di riflessione e le fondazioni utilizzate da queste persone furono nuovamente esaminati dal Congresso degli Stati Uniti, si scoprì che erano interconnessi e funzionavano come un’unica unità con l’obiettivo di creare un governo globale. È stato riferito che, poiché questa rete aveva raggiunto risorse finanziarie illimitate, rappresentava una concentrazione di immenso potere capace di coercizione invisibile.

All’inizio degli anni ’60 anche i presidenti Eisenhower e Kennedy poterono intravedere questa rete. Eisenhower ha avvertito che era in grado di influenzare ogni città, stato e ufficio di governo.

Kennedy ha parlato di un pericolo comune che minacciava ogni area della nostra società. Ha menzionato specificamente che eravamo attaccati da una macchina spietata e altamente efficiente, che aveva accumulato enormi ricchezze e stava usando l’infiltrazione e la sovversione per stabilire il controllo dell’intero pianeta.

Questi e molti altri personaggi storici hanno rilevato questo gruppo e hanno emesso avvisi pubblici. Alcuni di loro sono morti in circostanze sospette mentre lo facevano. Sfortunatamente, questa alleanza in progresso non è mai stata interrotta. Ha continuato ad espandersi in tutto il mondo.

Le fazioni di questa rete finanziarono la Russia comunista e l’Italia fascista; mise al potere Adolf Hitler e costruì i campi di sterminio nella Germania nazista; e ha fatto almeno un tentativo di rovesciare il governo degli Stati Uniti con la forza.

Ora stanno avvelenando milioni di persone con farmaci psichiatrici a scopo di lucro e controllo come parte di quello che è ovviamente un programma eugenetico globale che risale ai primi anni del 1900. Hanno usato i vostri politici per approvare leggi repressive al fine di ridurre le vostre libertà civili. È stata una crisi creata deliberatamente dopo l’altra per promuovere il loro obiettivo.

In questo momento il governo degli Stati Uniti è stato completamente rovesciato. Ora è gestito da una rete di ricchi psicopatici che controllano i vostri funzionari eletti come burattini. Rimane solo l’apparenza di ciò che era l’America. Per nascondere il sistema che hanno stabilito, hanno preso il controllo delle istituzioni fondamentali su cui le persone fanno affidamento per esporre l’ingiustizia macrosociale, come i mass media, le ONG e il sistema di salute mentale.

Cosa cercano
Coloro che usano una logica comune considererebbero probabilmente il loro obiettivo di controllare il pianeta non necessario, improbabile, forse persino sciocco. Le persone razionali che osservano le loro attività dannose coerenti potrebbero porre domande come: cosa cercano? Come possono fare questo alle persone? Quando ne avranno abbastanza?

Tuttavia, utilizzare una prospettiva comune senza una comprensione della natura del fenomeno, renderebbe difficile comprendere ciò che vogliono. Inoltre, una tale spiegazione ha caratteristiche che attraversano il regno spirituale.

Cercano di battere la razza umana fino alla completa sottomissione. Poiché gli psicopatici vedono le persone normali/perbene come una specie separata che rappresenta una minaccia alla loro sopravvivenza, la distruzione psicologica e fisica di quante più persone normali possibile è assolutamente fondamentale per loro. È una questione di necessità per loro contaminare l’umanità.

Vogliono un mondo in cui non debbano più nascondersi, in cui le loro vili idee possano essere espresse apertamente e le persone perbene debbano sottomettersi alle loro menti folli. Non si fanno illusioni su ciò che stanno facendo o sul perché lo stanno facendo. Sono totalmente consapevoli che il loro obiettivo è avere il potere completo su tutte le persone. La Nuova Guerra Mondiale fa parte di una guerra più ampia condotta dagli psicopatici contro tutto ciò che c’è di buono nell’umanità.

Si affidano a te per considerarle persone piacevoli. Vogliono che tu ti fidi del fatto che tutti noi vogliamo il meglio per l’umanità. Vogliono che tu creda alla loro grande bugia. L’ostacolo mentale centrale che contribuisce al loro occultamento è che la maggior parte delle persone ha difficoltà ad accettare quanto siano assolutamente mostruose.

La loro guerra segreta
Ora che hanno quasi finito di usare l’esercito americano e le forze alleate per conquistare le nazioni, si stanno concentrando su gruppi e singoli cittadini che potrebbero opporsi al loro governo. La nuova forma di guerra che stanno usando è stata adattata per attaccare le persone in paesi che professano ideali democratici.

Le armi ei metodi usati dalla forza multinazionale contro i civili sono stati progettati dalle migliori menti scientifiche e militari del pianeta. Non lasciano ferite visibili e sono nascosti da attività simili a quelle che si verificano normalmente in ambienti civili.

Quelli identificati come nemici sono posti sotto costante sorveglianza durante indagini fasulle a tempo indeterminato. Piuttosto che essere utilizzate per raccogliere prove per un vero procedimento legale, queste indagini servono come scusa per utilizzare le risorse dello stato contro i cittadini.

Gli attacchi includono: rumore ricorrente, armi a energia diretta, operazioni psicologiche, operazioni di rete di computer (sabotaggio, spoofing), distruzione finanziaria, isolamento, guerra meteorologica, armi chimiche e biologiche, udito a microonde, ologrammi, frequenti visite di aerei e interruzione dei servizi. Questi sono usati in combinazione per un lungo periodo di tempo contro i civili che potrebbero non avere idea di essere obiettivi militari.

Ci sono stati molti nomi per questi tipi di guerre, alcune delle quali includono Operazioni civili-militari, Guerra non convenzionale, Operazioni militari diverse dalla guerra e quella che io chiamo Nuova Guerra Mondiale . Queste campagne sono gestite dai militari, collaborando con le ONG e le agenzie federali. Sta succedendo in tutti i paesi sviluppati. Il campo di battaglia non è più in una terra lontana. È nelle tue città e paesi, nelle tue case e nei tuoi luoghi di lavoro.

Per mantenere una dittatura le strade devono essere controllate. Le truppe visibili non sono necessarie per raggiungere questo obiettivo. Dall’inizio del ventesimo secolo una forza di sicurezza civile ha lavorato con i militari per monitorare le persone. È cresciuto a tal punto che ora è completamente fuso nella nostra società, simile a quelle che esistevano nella Germania orientale e nella Russia comunista. Le persone prese di mira sono costantemente sciamate (gruppo perseguitato) da grandi bande di civili.

Invece di carri armati e camion blindati, i militari usano veicoli civili e commerciali come forze di terra durante gli attacchi di sciami e rumori. Fucili e missili sono stati sostituiti con armi a energia diretta silenziose e invisibili. Anche se non c’è una presenza militare evidente, in realtà, una potente forza militare sta sostenendo il loro dominio nelle tue città.

I loro media ci informano che le armi invisibili e silenziose, che attraversano i muri e non lasciano prove del loro uso, saranno utilizzate per scopi umanitari. Tuttavia, il comportamento prevedibile di un tipico psicopatico, così come delineato il suo profilo di personalità, ci fornisce un’indicazione precisa di come la tecnologia viene realmente utilizzata.

La rete sovversiva di cui siamo stati ripetutamente avvertiti, non ha più bisogno di usare metodi di omicidio palese quando ha armi senza tracce che causano infarti, ictus e cancro. Non sapremo mai con certezza quanti ne abbiano già uccisi in condizioni che sembrano perfettamente naturali.

Inoltre, è probabile che abbiano utilizzato le risorse dello stato per procurarsi un tipo di intrattenimento squilibrato, in cui identificano le persone nelle tue città, le mettono sotto sorveglianza utilizzando tecnologie avanzate e le attaccano con queste armi e metodi, semplicemente perché lo trovano piacevole.

Finora sono stati in grado di farlo nella totale impunità, in parte perché il tipo di pensiero ripugnante che dà origine a quel comportamento è incoerente con i modelli di pensiero della maggior parte delle persone perbene, e quindi scomodo da considerare per loro.

Queste sono idee che tutti noi preferiremmo non intrattenere. La maggior parte delle persone perbene non fa queste cose. Ma gli psicopatici sì. E la sfortunata verità è che questa tecnologia è nelle mani di psicopatici. Questo uso deviato delle risorse statali sarebbe un riflesso perfetto del loro comportamento caratteristico. È esattamente come lo userebbero. Ed è probabilmente molto comune.

La copertura
Come parte della loro metodica ricerca del potere, tutte le principali istituzioni su cui la nostra società fa affidamento per avvertirla di tali cose sono ora controllate dagli psicopatici. Le loro ONG, i media e i politici non faranno annunci pubblici per descrivere accuratamente questo. Non lo esporranno correttamente perché fanno parte del sistema malato.

Queste organizzazioni hanno ricevuto molte denunce da individui e gruppi che li supplicavano di fermare il tormento. Lo sanno tutti. Si stanno ritirando mentre questa atrocità si verifica in tutto il mondo.

Il sistema di salute mentale di Wall Street, incentrato sul profitto e sul controllo, sta fornendo una copertura completa per questo.

Conclusione
Molte persone capiscono che un tale meccanismo esiste, anche se potrebbero non essere a conoscenza di tutte le sue caratteristiche o esattamente di chi lo gestisce. Partecipano alle molestie, ma non ne fanno menzione perché hanno il terrore di perdere il lavoro, vedere la loro vita distrutta, essere perseguitati e attaccati con la tecnologia destinata a farli impazzire.

C’è stato un tempo in cui la gente dubitava dell’esistenza di un’agenda da parte di una ricca élite per schiavizzare i cittadini del mondo. Tuttavia, ha raggiunto uno stadio tale che l’occultamento non è più possibile. Le loro intenzioni sono così ovvie in questo momento che non possono essere negate. Non possono più nascondersi.

Spetta alle persone fermarli quando le istituzioni su cui fanno affidamento per la rappresentanza sono state corrotte. Contano sul fatto che tu non creda che ciò sia possibile. Vogliono che tu pensi che la situazione è senza speranza.

Questo sito verrà aggiornato con suggerimenti su cosa si può fare sulla base di una stima realistica della situazione.

Fra sei giorni “Spiral of sound”: il 3 settembre tornano I “No Pan Kissa”

Il 3 settembre 2021, la band pop-rock belga No Pan Kissa pubblicherà un nuovo singolo chiamato “Spiral of sound”. Un videoclip di questa canzone sarà disponibile sul loro canale YouTube ufficiale l’8 settembre 2021.

https://www.youtube.com/c/NoPanKissaOfficialNPK

La canzone “Spiral of Sound” è una canzone sulla forza del suono. Che siano suoni provenienti dalla musica, dalla natura, dalla strada, dalle città, dalle persone, …. A volte possono stupirci, renderci felici, farci impazzire, ossessionarci e regalarci tante altre sensazioni.

Spiral of Sound è stato registrato nel febbraio 2020 presso gli studi “Le Delta” da Nicola Lomartire (Sound engineer) con l’aiuto e la consulenza artistica di Dimittri Deboutte.

Il video musicale è stato prodotto nel settembre 2020 sotto la direzione di Nicolas Scamardi con la partecipazione di Ludwig Pinchart e Gwen Breuls per l’immagine, l’illuminazione e il montaggio. Il desiderio era quello di realizzare una clip in forma di cortometraggio insolito mettendo la musica al servizio dell’immagine e di una storia.

Ricordiamo che i No Pan Kissa saranno in Italia per le finali nazionali di Sanremo Rock nella settimana dal 6 al 12 settembre.

Palestra in casa e trainer virtuali: McFIT rilancia la app Cyberobics con 70 classi live e 100 videocorsi on demand

McFIT, in seguito alle restrizioni imposte dal recente DPCM, che ha chiuso di nuovo le palestre in Italia, ha deciso di potenziare ulteriormente l’offerta dell’app Cyberobics che, già nella scorsa primavera, aveva permesso a circa 2 milioni di persone nel mondo di allenarsi e tenersi in forma da casa.  L’Italia peraltro era risultata al secondo posto dopo la Germania per numero di download.

Attualmente su Cyberobics ci sono 100 videocorsi fruibili on demand, tenuti dai migliori trainer del mondo in location mozzafiato. Inoltre, sono attivi 70 corsi live, con istruttori basati a Berlino.
L’accesso per gli abbonati McFIT è gratuito, mentre per chi non è già iscritto a una palestra della catena numero 1 in Europa, c’è la possibilità di fare un mese di prova gratuito, per poi decidere se iscriversi con tariffe molto convenienti.

Fra i corsi principali ci sono: BURN, costruito per bruciare i grassi; FLOW incentrato sullo Yoga;  SIXPACK,  per lavorare sugli addominali;  e poi il corso STRONG per chi vuole lavorare in maniera più dura.

Vito Scavo, CEO di McFIT Italia e COO di RSG Group Gmbh, ha dichiarato:
 “La app Cyberobics ha rappresentato uno strumento importante per supportare i nostri abbonati in questo periodo difficile e per acquisire nuovi clienti che hanno apprezzato il livello qualitativo e tecnologico molto alto della nostra piattaforma. È importante ribadire, in questo nuovo momento di emergenza, che la app è complementare alla frequentazione della palestra e quando tutto questo passerà lo spazio fisico e quello virtuale conviveranno, per garantire ai nostri abbonati la possibilità di allenarsi in ogni circostanza nella modalità più comoda e quindi di coltivare la passione per il fitness e la cura del corpo.”

In attesa dell’evoluzione della situazione, McFIT Italia è tra le firmatarie delle iniziative proposte da Fit.Comm (Associazione Fitness Imprese Commerciali), che ha incontrato, il 27 ottobre, il Presidente del Consiglio Conte, il Ministro dello Sport Spadafora e quello dell’Economia Gualtieri, alla presenza del Presidente del CONI Malagò. Sul tavolo alcune importanti proposte per aiutare il comparto fitness: riforma complessiva del sistema, riconoscimento legislativo del valore sociale di chi opera nel settore dello sport non professionistico, partendo dal presupposto che l’attività sportiva è fondamentale, perché chi pratica sport ha un sistema immunitario più forte; infine azioni concrete perché i “ristori” aiutino in maniera significativa le imprese e i lavoratori del settore.

Medicina estetica di questi tempi: esclusiva a Monica Gabetta Tosetti chirurgo, fashion influencer e marketing manager

Un momento difficile per l’Italia. Siamo con Monica Gabetta Tosetti medico chirurgo e titolare della BB Clinique. Come ci si rapporta alle clienti in questo periodo di “allarmismo” e incertezze?

Cercando di dare un po’ di tranquillità. Naturalmente si deve stare in casa, si devono osservare tutte le norme d’igiene e di sicurezza! Questo è indispensabile ma non si devono avere atteggiamenti di panico. Non resteremo senza cibo ed il personale sanitario (già lo stiamo vedendo) sta facendo di tutto per sopperire ad ogni esigenza e necessità! Quindi in casa sì, con attenzione ma un po’ più tranquilli!

Produzione di mascherine di seta e con filtro sanitario. E’ una cosa utile? Sono in vendita da voi? Si potranno prenotare e acquistare?

Essendo in ambito medico, ho voluto creare una mascherina (come l’ha definita un’amica) “smart e glam”. Seta di Como, per una mascherina con una tasca interna nella quale inserire un filtro creato con una carta-tessuto trattata con uno speciale sanificante in grado di aumentare la sicurezza.
Quindi maggior sicurezza e design accattivante! Più che utile, sicuramente.
C’è la possibilità di acquistarle in Atelier (telefonare o scrivere per accertarsi degli orari e dei giorni di apertura) oppure direttamente on-line.

Visite on-line. La consulenza estetica e medica non cesserà. Come sarà adottata? Gli interventi più “urgenti” saranno comunque effettuati?

Nel mondo della chirurgia e della medicina estetica, la maggior parte dei medici ha adottato la chiusura temporanea per consentire ai pazienti di approcciarsi ad un intervento di bellezza in assoluta sicurezza e serenità. Per tutti coloro che vorranno trascorrere queste giornate pensando ad un futuro intervento di chirurgia estetica, quindi, abbiamo deciso di offrire la possibilità di effettuare visite on line con i migliori esperti del settore. A giorni sarà pronto anche il mio kit e la mia consulenza TOO GOOD TO DO per offrire la possibilità di tornare alla normalità…Perfette!

Per quanto concerne tutti i trattamenti urgenti, naturalmente non di chirurgia estetica, saranno assicurati. Alcuni interventi, come ben sappiamo, non possono essere rimandati.

Monica Gabetta Tosetti, la presentazione nella Capitale della Collezione By Nicole e una nuova sinergia all’orizzonte

Monica, bentrovata. Poco tempo fa siamo rimasti incuriositi da una tua recente partecipazione nella Capitale. La terza settimana di marzo, infatti, ti abbiamo visto a Roma alle prese con una sfilata di gran rilevo, in occasione della presentazione della nuova collezione By Nicole. E poi sappiamo che è in atto una nuova collaborazione, una vera e propria sinergia tra Tosetti Sposa e Nicole Fashion Group.

Quali sono intanto i caratteri preminenti e quali i colori dominanti per il 2020? Che ruolo nello specifico hai rivestito nella Capitale?

I colori predominanti anche per il 2020 saranno ancora il colore naturale della seta ed il rosa cipria…Affiancati dal nude!

Il mio ruolo era di buyer (ma anche blogger) ed infatti dal mese di aprile l’atelier Tosetti Spose di Como diventa Best Partner di Nicole Fashion Group, unico in città e nella provincia comasca, che sarà un punto vendita privilegiato delle Collezioni 2020 della Maison, con tutti i suoi marchi: Alessandra Rinaudo, Nicole Spose, Jolies, Colette, Romance, oltre a Pronovias e St. Patrick.


Che sensazioni ti ha lasciato l’evento nel complesso?

Mi ha lasciato sensazioni favolose! La sfilata di Nicole Spose a Palazzo dei Congressi di Roma è stata davvero emozionante, un catwalk che ha raccontato il percorso di Nicole, la primogenita della stilista Alessandra Rinaudo, in una narrazione di eccellenza tutta italiana; bellezza e professionalità allo stato puro, a partire dal video che ha aperto il fashion show con la visione di una Nicole ‘bambina’, che si muove fra il profumo di gesso e borotalco, e il ticchettio regolare delle macchine da cucire, per arrivare a una storia che sa di magia nella quale ci ritroviamo da sempre.

Gli abiti erano splendidi ed è stato memorabile il finale della sfilata; mi è sembrato di vedere tre generazioni susseguirsi e…Soprattutto mi è sembrato proprio di vedere il sogno italiano avverarsi.
‘Un sogno italiano’, infatti, è quello di Alessandra Rinaudo e della figlia Nicole che si muove fra bridal outfit dalle linee Fifties con gli scolli omerali che sottolineano le spalle, le maniche a sbuffo che sembrano ali, il punto vita disegnato da cinture metalliche, le divertenti mantelline di pizzo o gli abiti dalle code leggere che creano movimento nell’incedere per poi arrivare a una sposa dal mood giovane e fresco, in grintosi abbinamenti di gonne di tulle e felpe, abiti corti e stivali di pizzo o micro bolerini su pantaloni dal taglio impeccabile.
Insomma una collezione preziosa, versatile, che interpreta la femminilità nelle sue infinite sfaccettature e che Tosetti Sposa non vede l’ora di mostrare alle future spose.

Perché in Italia serve una legge sul revenge porn

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OCUSFOCUS VIA GETTY IMAGES
Stare su Facebook è come avere un’arma potentissima. Leggevo qualche tempo fa, sulle pagine del The Guardian, di un’indagine secondo cui su Facebook ci sarebbero 54mila casi di revenge porn ogni mese. Oltre alle migliaia di storie di ritorsioni sessuali con l’obiettivo di estorcere denaro alle vittime, o di casi di copia e incolla di chat inoltrate a più persone semplicemente per il gusto perverso di diffamare o vendicarsi di una persona. Nel 90% dei casi questi fenomeni avvengono per mano di uomini. Purtroppo, sappiamo bene anche in Italia quanto questo problema sia diffuso. Tiziana Cantone morì suicida perché non reggeva più il peso della vergogna e le fu negato il diritto all’oblio. Ragazzine poco più che adolescenti, qualche giorno fa, si sono viste mettere in rete video e immagini intime. Casi ce ne sono ogni giorno, ormai non si contano più.

Proprio ieri leggevo la notizia di un progetto pilota, che sta partendo in Australia, che coinvolgerebbe Fb e una locale agenzia del governo preposta alla sicurezza in rete: sostanzialmente Facebook chiederà alle vittime di caricare sulla piattaforma gli originali del nudo fatto indebitamente o illecitamente circolare da altri, con l’obiettivo di “hasharlo”, cioè di renderlo automaticamente leggibile dall’intelligenza artificiale del social network che sarà così in grado di rintracciare e rimuovere tutte le copie di quella foto che circolano al suo interno. Non mi soffermo su questo, anche se mi sembra un primo passo importante di consapevolezza, innanzitutto, del colosso dei social, rispetto a un tema urgentissimo. Mi preoccupa di più, da padre e da avvocato matrimonialista, ciò che c’è dietro a questo fenomeno, al quale dedico un capitolo intero del mio ultimo libro “C’eravamo tanto armati”, edito da Imprimatur. Molti uomini, una volta lasciati dalle loro ex, vivono in funzione della vendetta verso quest’ultima.

E, quando non riescono con l’acido e con le armi, tentano di farlo in rete. Vogliono far sapere a tutti che la loro ex donna è una poco di buono, e spesso allegano anche nome e cognome della malcapitata e l’indirizzo. A poco serve la denuncia: quando sarà disposta la rimozione dell’immagine, sarà comunque tardi perché, nel frattempo, le visualizzazioni saranno alle stelle e i contenuti saranno diventati virali. Il danno sarà irreparabile. L’unico deterrente per questi criminali potrebbe essere rappresentato da una legge ad hoc, un’azione penale detentiva severissima e l’interdizione dall’uso dei social. Tutti, i social. Ma, purtroppo, il nostro garantismo giuridico e giudiziario non lo consente. E, così, le vittime di certi reati restano isolate.

Queste donne vengono messe alla gogna, nel 90% sono colpite da sindrome depressiva. Ritornando alla triste vicenda di Tiziana Cantone: che sia da monito. Era un anno e mezzo che questa ragazza era messa alla gogna, chiedendo disperatamente la rimozione delle immagini. Nessuno lo ha fatto. Si è suicidata a 31 anni per disperazione. Ma ricordo un altro caso, quello di una giovane disperata perché il suo ex aveva inviato ai suoi amici e al nuovo fidanzato di lei, le sue foto intime. Uccisa nell’anima e derisa da tutti, è stata lasciata dal suo nuovo fidanzato. Non intervengo rispetto a quest’ultima cosa. Ma rifletto sulla tragedia esistenziale di questa ragazza che vivrà per sempre questa gogna, mentre il suo ex continua a deriderla in un bar davanti ai suoi amici nell’indifferenza generale.

Svezia-Italia 1-0, si complica la corsa azzurra al Mondiale

Azzurri opachi ma anche sfortunati (palo di Darmian), puniti da una rete di Johansson al quarto d’ora della ripresa. Lunedì al Meazza bisognerà vincere con 2 gol di scarto o sarà addio alla Russia

arando zeppieri

STOCCOLMA – L’arena degli amici si è trasformata nel teatro di una corrida senza regole, in cui la Svezia, organizzatrice dell’evento, si è presa la parte del torero. L’Italia ha perso il primo round, ha un piede fuori dal Mondiale: per andare in Russia, ed evitare una clamorosa eliminazione a sessant’anni dalla prima, unica e storica, dovrà battere gli svedesi con due gol di scarto lunedì a Milano. E, soprattutto, non dovrà ripetere l’errore della Friends Arena, contro un avversario che ha messo subito la partita sul piano fisico, ai limiti della rissa e con tanti colpi proibiti, e alla fine ha trovato il gol con una deviazione sfortunata di De Rossi sul tiro di Johansson, il centrocampista dell’Aek con laurea in filosofia che era appena entrato. Tutto questo, in una partita con poche emozioni in cui però gli azzurri hanno giocato come al solito male, producendo solo due azioni da gol: un colpo di testa di Belotti fuori dopo 6 minuti e un destro di Darmian che ha stampato sul palo le speranze di pareggio. Ma la pochezza di idee e la lentezza della manovra non sono più una novità in casa azzurra.

Ventura ha perso Zaza un giorno prima del match, ha chiesto un sacrificio a Belotti, non ancora all’apice della condizione, e schierato l’atteso 3-5-2. Andersson, con Krafth al posto dello squalificato Lustig e senza Durmaz lasciato in tribuna, non ha derogato alla dottrina di Stato del 4-4-2 e ha imposto ai suoi un atteggiamento aggressivo sin dalla prima palla: pressing alto, gomiti ancora più alti, una gabbia pronta a scattare per fermare le progressioni di Candreva. In fase offensiva, la Svezia ha alternato invenzioni solitarie di Forsberg a efficaci sovrapposizioni sulla destra.

Per capire la seratina, basta raccontare l’avvio da brividi. Dopo trenta secondi Toivonen fa assaggiare il gomito a Bonucci (setto nasale rotto e molti minuti a terra), che resta a terra a lungo: ne nasce un principio di zuffa, con Berg ammonito per proteste. Lo stesso Toivonen, sull’azione seguente, si guadagna una punizione dal limite che Forsberg però calcia alto. La reazione azzurra è immediata: al primo affondo Darmian inventa l’assist buono per Belotti, che stacca bene ma di testa mette fuori d’un nulla. Sul cambio di fronte, Forsberg fa ammattire la difesa azzurra e allarga a destra per Toivonen che in diagonale mette fuori. Sono passati solo otto minuti.

Con Bonucci fischiato a ogni tocco – per il pubblico aveva simulato, ma il referto medico dice il contrario -, l’Italia ha faticato a uscire dalla sua tana, anche se il ritmo è comprensibilmente sceso su livelli sostenibili per entrambe. La Svezia ha regalato due sussulti: un destro a giro di Forsberg alto di poco (25′) e un’incursione di Berg che di testa ha anticipato Chiellini ma non Buffon, bravissimo in tuffo a evitare gol e rigore. Nel frattempo, Verratti si è tolto il peso della diffida facendosi ammonire per la solita scivolata, evitabile, su Berg nella trequarti svedese. Salterà il ritorno a Milano, come temevano un po’ tutti in casa azzurra. Nessuno ha potuto evitarlo.

Nella ripresa l’Italia ha dato l’impressione di poter osare, almeno in avvio. Candreva ha preso metri e fiducia (il suo tiro respinto da Olssen è stato l’unico degli azzurri nello specchio), Forsberg è andato esaurendo la benzina ma la Svezia ha tenuto alta la tensione, dispensando colpi proibiti ancora con Toivonen e Berg: Ventura è quasi entrato in campo all’ennesima provocazione. In questa corrida, Johansson ha trovato il gol della vita con la deviazione fortunosa (per lui), mentre Darmian si è fermato al palo. Ventura ha provato a passare al 4-2-4 inserendo, dopo Eder per Belotti, anche Insigne per Verratti. Ma l’Italia non ha prodotto più nulla: confusa, macchinosa, ha proseguito la manovra per linee orizzontali, mostrandosi inerme. È ferita, a terra, ma ancora viva. Lunedì a Milano avrà l’ultima occasione per rialzarsi. E per evitare di entrare nella storia dalla parte sbagliata.

SVEZIA-ITALIA 1-0 (0-0)
17’ st J.Johansson
SVEZIA (4-4-2): Olsen – Krafth (38’ G.Svensson), Granqvist, Lindelof, Augustinsson

– Claesson, S.Larsson, Ekdal (12’ st J.Johansson), Forsberg – Toivonen, Berg (29’ st Thelin).
ITALIA (3-5-2): Buffon – Barzagli, Bonucci, Chiellini – Candreva, Parolo, De Rossi, Verratti (31’ st Insigne), Darmian  – Belotti (20’ st Eder), Immobile.
ARBITRO: Cakir (Turchia)
NOTE: Ammoniti  Berg. Verratti. Spettatori 49.193.

L’esperto: “Addio coste e laguna, il nostro mare si alzerà di un metro”

L'esperto: "Addio coste e laguna, il nostro mare si alzerà di un metro"
NORDEST – «Anche se tutti, nel mondo, smettessero di inquinare nello stesso momento, a partire da adesso, l’aumento di 2 gradi della temperatura del pianeta non ce lo toglie nessuno da qui al 2100. E se continueremo con le nostre condotte nocive per la Terra, l’aumento sarà di 5 gradi, sempre entro quella data, con possibili picchi, in alcune aree, fino a 6-7 gradi. Questo significa scioglimento dei ghiacciai, già iniziato, con gravi conseguenze per le coste del Friuli Venezia Giulia e del Veneto».

Il mare si alzerà da mezzo metro a un metro: via le coste 

«Se l’aumento sarà di 2 gradi il mare si alzerà di mezzo metro, se di 5 gradi, invece, di un metro. Le conseguenze? Questo innalzamento del livello delle acque causerà mutazioni molto importanti, drastiche, per tutte le zone di laguna, per le aree balneari, per i golfi. Già da adesso è necessario intervenire subito per limitare e contenere i danni da erosione delle coste, che saranno certi». Spaventoso il quadro descritto da Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, esperto che da anni si occupa di ricerca sulla storia del clima e dei ghiacciai delle Alpi. Mercalli sarà ospite, nella Bassa Friulana, della manifestazione Boschi in festa, venerdì 22 settembre, alle 14.30 (per iscrizione 335.6012924 o glauco.vicario@gmail.com).

Quella del 2017 è stata l’estate più calda degli ultimi 200 anni
«In base ai dati in nostro possesso, quelli su cui possiamo studiare il clima, che riguardano gli ultimi 200 anni, possiamo dire con certezza che l’estate appena trascorsa è stata la più calda degli ultimi due secoli: basta citare le temperature massime di Forlì, 43 gradi. C’è da dire che anche del 2012 e ancora prima del 2003 sono state tra le più calde degli ultimi 200 anni e sono tutte estati molto calde ravvicinate. Cosa dobbiamo aspettarci adesso? Condizioni simili, e sempre peggiori».

I temporali? 
«Quelli forese restano gli stessi ma hanno un effetto al suolo che è devastante perché l’acqua cade su un territorio che è sempre più antropizzato, cementificato, pieno di infrastrutture. Pioveva molto anche ai tempi dei nostri nonni e le campagne venivano allagate: c’erano disagi, sì, ma non come adesso. Oggi si arriva alle vittime ed è necessario correre ai ripari, con la prevenzione, perché non si torna più indietro. Il costo in termini umani, di vittime del maltempo, sarà sempre più alto, lo abbiamo visto a Livorno. Cresceranno tutti i costi sociali di queste mutazioni climatiche».

Cambiano la fauna e la flora
«Cambia il clima e cambiamo noi: non siamo più abituati a sbalzi di temperature repentini, come quello che, tra il 7 e l’8 settembre scorsi, ha chiuso l’estate e aperto le porte all’autunno in poche ore. Cambiano la fauna e la flora. Alcune colture soffrono la siccità: si parla già adesso di un tipo di vite prealpina. E che dire degli insetti? Animali che prima erano confinati in zone tropicali ce li troviamo in casa perché non muoiono più: hanno trovato un habitat ideale e proliferano. Un esempio su tutti la zanzara tigre. Per non parlare di altri parassiti e animali che prenderanno il posto, non si sa con quale esito, su quelli autoctoni, cui siamo abituati».

Clima, gli Usa confermano: “Siamo fuori dal trattato di Parigi”

Il Wall Street Journal riferisce le parole del commissario Ue per il Clima: “Ci hanno comunicato il cambiameto, vogliono però rivedere i termini”. Nessuna conferma da parte dell’amministrazione Trump né chiarimenti sui parametri da rivedere.

NEW YORK. Indietro tutta: o quasi, perché con Donald Trump non si può mai sapere. Gli Stati Uniti non si ritirano più dagli accordi di Parigi sul clima. No, gli Stati Uniti confermano il ritiro. Dichiarazioni e controdichiarazioni: che succede?

Certo è che ci sono voluti due uragani e i numerosi incendi che hanno devastato la West Coast per far riaprire il dibattito da questa parte dell’Oceano. Anche per questo, secondo il Wall Street Journal gli Stati Uniti avrebbero addirittura deciso di non uscire più dagli accordi di Parigi negoziati nel 2015 dall’amministrazione di Barack Obama, facendo dietrofront su quanto invece annunciato da President Trump solo lo scorso giugno. L’America che non si ritira dall’accordo, dunque: ma mira a revisionarne i termini.

È quanto sarebbe stato detto dal consigliere della Casa Bianca Everett Eissenstat alla riunione dei ministri dell’Ambiente che si è tenuta oggi a Montreal. Organizzata proprio per discutere come procedere sull’accordo di Parigi senza gli Stati Uniti. A chiedere il meeting, Canada, Cina e Unione Europea nell’anniversario dei protocolli di Montreal firmati 30 anni fa, quando per la prima volta si discusse di come ridurre la protezione e l’uso di quelle sostanze che minacciano lo strato di ozono.

A dare la notizia riportata dal Wall Street Journal è stato il Commissario Europeo per l’Energia e l’azione sul clima Miguel Arias Cañete: «I rappresentanti del governo americano hanno dichiarato di non voler più rinegoziare l’accordo. Ma hanno intenzione di rivedere i termini del loro impegno». Peccato che sia subito arrivata la correzione della correzione. «Non ci sono stati cambiamenti nella posizione degli Stati Uniti sugli accordi di Parigi» dichiara per la Casa Bianca Lindsay Walters. «Come il Presidente ha chiarito già abbondantemente gli Stati Uniti si ritireranno. A meno che non riusciranno a rientrare con termini più favorevoli al Paese».

Lo diceva, d’altronde, lo stesso Wall Street Journal che poteva trattarsi di un cambio di direzione per modo di dire: una scelta, insomma, per tener buoni gli americani in un momento in cui Madre Terra alza la voce. Sì, perché secondo gli accordi gli Stati Uniti – che sono il secondo più grande inquinatore del mondo dopo la Cina – devono

impegnarsi a ridurre significativamente le loro emissioni: ma revisionare i termini potrebbe significare proprio stabilire tetti più alti. Quei “termini più equi” per dirla con le parole del Presidente, che sono stati il suo obiettivo fin dall’inizio.