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Lunghe file al Colosseo: sicuri che la colpa è del GreenPass? Margherita Corrado

Questo pomeriggio la senatrice calabrese Margherita Corrado era al Colosseo dove nei giorni scorsi si è tenuta la cerimonia di apertura del G20 della Cultura.

Abbiamo letto delle lunghe file al Colosseo per i controlli dovuti al Covid ma siamo sicuri che la colpa sia davvero del GreenPass?

Le code sono state persino di un’ora e trenta minuti, con un solo ingresso in funzione e secondo la senatrice Corrado la “colpa” è di una cattiva organizzazione.

Si sarebbe dovuta prevedere una situazione del genere” – afferma Margherita – “e bisognava adoperarsi adottando delle misure idonee a contrastare quello che poi è accaduto, come hanno fatto i Musei Vaticani“.

Il concessionario o presunto tale (CoopCulture) che gestisce la biglietteria del Colosseo non si era evidentemente organizzato in modo adeguato, non ha incrementato il personale e ha creato così un vero e proprio “imbuto”.

Molti hanno rinunciato alla visita perdendo così l’importo dell’acquisto del biglietto. Se si considera che il costo parte da sedici euro oltre a due euro di prenotazione ma può arrivare anche ad oltre trenta euro, ben si comprende come la cifra non sia del tutto irrisoria.

Aggiunge in conclusione la senatrice “Il problema non è di certo da sottovalutare, siamo evidentemente di fronte ad un danno d’immagine al Paese, a Roma, al suo monumento-simbolo e agli operatori turistici “.

Margherita Corrado oggi al CAR “Un esempio di produttività sostenibile che vogliamo replicare”

La senatrice Margherita Corrado oggi ha visitato il CAR, Centro Agro-alimentare Romano, una delle eccellenze e migliori esempi di ripresa che la nostra città sta offrendo, anche ora a dispetto del covid.

Si tratta di una struttura che gestisce più di tre milioni di vetture l’anno e che, divenendo la nuova dogana di Roma dopo quella di San Lorenzo, ha incrementato risultati e ricavi in maniera più che sostanziale.

Spiega Margherita “Il CAR, struttura al 92% pubblica, vanta oltre ad un vasto parco fotovoltaico, grandi primati europei nella gestione della logistica e nella sostenibilità aziendale; infine, accanto al Polo tecnologico, una grande villa romana abbraccia idealmente l’attuale mercato ittico che serve la nostra città”.

E aggiunge “E’ una storia di identità, ambiente, lavoro e territorio e quindi un esempio di produttività sostenibile che vogliamo replicare”.

IL CAR

Il Centro Agroalimentare Roma è una delle più importanti strutture europee per la commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli ed ittici. Grazie alla sua invidiabile posizione ed all’accentramento dell’offerta e della domanda che caratterizzano l’input e l’output di prodotti e servizi, il CAR rappresenta un grande polo logistico, organizzato, tecnologicamente avanzato e informatizzato, capace di dar consistenza ad un reale processo d’integrazione tra produzione, commercio, distribuzione, export, imprese di logistica e di servizi. Ha sfruttato le strutture realizzate per diventare la piattaforma logistica di riferimento del territorio e guardando a servizi terminali per strutture portuali sulle quali far conferire il trasporto ortofrutticolo. Ciò ha fatto del CAR non solo il luogo dell’importante incontro tra domanda e offerta, ma anche un luogo in cui le merci transitano, arrivano, si lavorano, si acquistano, si preparano, si distribuiscono direttamente alla città di Roma ed al resto d’Italia.

Una struttura polifunzionale, capace dunque di sviluppare importanti economie di scala e di ridurre drasticamente i costi logistici anche con le opportunità offerte dalle diverse piattaforme di carico refrigerate – gestite da operatori logistici – dove stoccare, preparare e ridistribuire le merci acquistate e dove gestire, secondo proprie esigenze, di rifornimento dei punti vendita i flussi delle consegne in qualsiasi ora del giorno. Così il CAR è diventato un’occasione preziosa per gli operatori del Sistema Agroalimentare e per la collettività che trova in esso la garanzia di poter contare su Operatori del settore altamente qualificati e i controlli del CAR stesso e della Pubblica Amministrazione che vigila dalla sua apertura tutti i giorni. La città di Roma e la Regione Lazio hanno finalmente un luogo d’eccellenza, capace di offrire grandi potenzialità agli operatori commerciali ittici ed ortofrutticoli, ed ai produttori agricoli.

La proprietà

La Società proprietaria di tutto il complesso immobiliare è Centro Agroalimentare Roma CAR S.c.p.A, società a prevalente capitale pubblico – il 91,02% delle azioni sono detenute dalla Pubblica Amministrazione – ed una minoranza è detenuta da Istituti di Credito (7,65%) e privati (1,33%).

La persona giuridica proprietaria del Centro Agroalimentare di Roma, è una Società Consortile per Azioni (SCpA) con una compagine azionaria a prevalente capitale pubblico (azionista di riferimento è la Holding Camera srl, gli altri Soci istituzionali sono Roma Capitale, Regione Lazio e Roma Metropolitana) con una significativa presenza privata di tre Istituti di Credito (Unicredit SpA, BNL SpA, Banca Monte dei Paschi di Siena SpA), e rappresentanze di operatori commerciali e imprenditori del settore edile.

Costituita nel 1986, nel contesto del “Piano Nazionale dei Mercati” (finanziato dalla Legge finanziaria) per costruire i nuovi mercati agroalimentari di Roma e le relative infrastrutture in base alla Legge 41/1986, la società consortile è proprietaria del compendio immobiliare del CAR, oltre che titolare dello sviluppo delle sue strutture e delle sue politiche di internazionalizzazione.