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Cesare Catania continua a stupire: il pittore, scultore e artista digitale che sta riempiendo la scena artistica nazionale e internazionale

Periodo assolutamente effervescente per Cesare Catania, l’artista italiano che dopo aver consolidato per anni la sua carriera artistica in Italia e all’estero, dopo aver recentemente esposto alcune delle sue opere digitali e non durante il periodo della biennale a Venezia presso Art Terminal e dopo aver inaugurato la propria galleria personale nel metaverso di Spatial, prosegue in questi mesi il suo percorso artistico poliedrico e camaleontico.

In esposizione in questi giorni presso la Galleria d’Arte San Babila (via Visconti di Modrone 6, Milano) che propone tra le altre opere di Catania anche la sua nuova collezione “Feelings and Emotions”, Cesare Catania spiega attraverso 14 capolavori tra dipinti 3d e sculture come sentimenti ed emozioni accompagnano la sua produzione artistica dal momento del concepimento di un’opera fino alla sua esecuzione e alla sua finalizzazione, passando da temi quali la felicità, la passione, la timidezza, la presenza del proprio io e l’assenza dello stesso.

La stessa Galleria San Babila (diretta dal manager Francesco Colucci) che sta esponendo Cesare Catania fino alla fine di giugno, ospiterà in collaborazione con il fondo d’arte Art & Luxury Investment Fund durante i giorni del Salone del Mobile proprio nello stesso spazio una serie di eventi collegati all’arte di Catania e del fondo stesso. In particolare, verranno esposti, oltre alle 30 opere tradizionali e ai 6 NFT di Cesare Catania già presentati al pubblico il 18 giugno, anche gli originali di tre mostri sacri della storia dell’arte.  Il primo è una stampa degli anni ’70 di Andy Warhol raffigurante Marilyn Monroe, tra le opere più iconiche dell’arte pop, proveniente da una prestigiosa galleria olandese (una copia gemella è stata recentemente battuta all’asta per 195 milioni di dollari). Il secondo originale è una tela inedita del pittore norvegese Edvard Munch, una marina con nudi femminili databile intorno al 1885 e appartenuta a un poeta andaluso. Il terzo è una delle famose uova del gioielliere russo Fabergé, alcune delle quali hanno raggiunto valutazioni milionarie.

Accanto a questi tre tesori, che faranno bella mostra insieme ad altre opere di Cesare Catania in un’apposita “black room”, saranno esposte le loro elaborazioni digitali, in forma di ologrammi e di arte digitale. Questi ultimi realizzati dalla neonata MetaWord, la prima piattaforma/App social dove gli utenti potranno condividere, vendere o promuovere il proprio NFT, e di cui Cesare Catania è da poco stato ufficialmente nominato Direttore Artistico.

Il calendario del Fuorisalone in questo caso prevede 3 giorni dedicati all’arte e agli NFT, in particolare aperti al pubblico nelle giornate del 9, 10 e 11 giugno a partire dalle ore 18 fino alle ore 22. L’appuntamento con la stampa è fissato per giovedì 9 giugno alle ore 12:00. Durante questi 3 giorni di eventi, Cesare Catania riceverà il premio “Dall’Arte Materica alla Digital Art”, essendo tra i pochi artisti tradizionali distintisi nell’ambito della tecnologia e della digitalizzazione ed essendo riuscito a esprimere in maniera completa ed efficace le proprie emozioni e sensazioni sia in campo tradizionale che in quello digitale. “Sono felice di ricevere questo premio – confida -. Con l’ingresso nel Metaverso, l’arte non ha più confini: tradizione e digitalizzazione si confondono sempre più per dare vita a opere d’arte che entrano letteralmente nei cuori delle persone”.

Come se il momento non fosse sufficientemente caldo e denso di appuntamenti, in concomitanza con il salone del mobile di Milano, Cesare Catania esporrà il 13 giugno presso il Museo LAC di Lugano durante una giornata dedicata al Metaverso. In quella data infatti vedremo una serie di eventi e conferenze presso il Museo svizzero che avranno come tema principale quello dell’arte e degli NFT. In questo contesto sono stati attentamente selezionati una ventina di artisti, tra cui lo stesso Cesare Catania, come “i più grandi artisti del settore” digitale (Forbes 30/05/22). In questo Cesare Catania è assolutamente un innovatore, spaziando a 360 gradi e in maniera trasversale dall’arte tradizionale a quella digitale.

“L’arte digitale diventa un amplificatore di emozioni e di sensazioni sia per chi la produce che per chi la osserva. Entrare oggi nel Metaverso significa avvicinarsi ad una realtà futura con tutto il bagaglio culturale del passato.” Così spiega Cesare Catania anche durante una recente intervista video a Libero.tv. “Nei prossimi anni assisteremo ad una convergenza del mondo reale e dei diversi Metaversi. Dipinti, sculture e NFTs convergeranno tutti insieme nello stesso oggetto per generare opere d’arte che prenderanno letteralmente vita, senza per questo dimenticare o allontanarsi dall’arte tradizionale.”

Il Metaforum di Lugano, che si terrà appunto il 13 giugno 2022, viene promosso da uno dei più importanti player del mondo crypto, dalla rivista digitale Cryptonomist.ch e vedrà alternasi speakers italiani ed internazionali, personalità difficili da incontrare in eventi europei, come John Crain, il ceo e co-founder di SuperRare, Pavel Matveev (Co-Founder di Wirex), Massimo Morini (Chief Economist Officer Algorand Foundation), Marc Seal (Sortium), Alberto Maiorana (Head of Licensing di Sorare), David Princay (Head of France di Binance), Marco Ruffa (Pinkoù), Thomas Bertani (CEO di Eidoo), Alessandro de Grandi (The Nemesis), Amer Nour (Meteora), Andrea Concas (ArtRights), l’influencer Marco Montemagno.

 

www.cesarecatania.eu

 

Vittorio Alessandro Milano: L’Ipcc, l’organismo delle Nazioni Unite che si occupa del cambiamento climatico

mammoliti vittorio alessandro

L’Ipcc, l’organismo delle Nazioni Unite che si occupa del cambiamento climatico, ci ha abituato a dati evidenti che ci hanno permesso di capire come stia irreversibilmente cambiando il nostro mondo. Nel secondo volume del sesto rapporto di vautazione dell’Ipcc intitolato Climate Change 2022: Impacts, Adaptation and Vulnerability (Cambiamento climatico 2022, Impatti, Adattamento, Vulnerabilità) appena pubblicato, cambia però la prospettiva. Lo studio è incentrato su come il riscaldamento globale inciderà sulla vita delle persone. Il testo mette in secondo piano i dati relativi all’innalzamento dei mari e all’aumento della temperatura per entrare nel dettaglio di come cambierà la società nei prossimi anni, prendendo in attenta considerazione quanto accade nelle città, dove ormai vive oltre la metà della popolazione umana.

Il report lancia un allarme: “Il cambiamento climatico sta modificando la Natura, la vita delle persone e le infrastrutture ovunque. I suoi impatti pericolosi e invasivi sono sempre più evidenti in ogni regione del mondo. Stanno ostacolando gli sforzi per andare incontro ai bisogni di base dell’umanità e stanno minacciando lo sviluppo sostenibile in tutto il mondo”.

“Questo – ha sottolineato con parole dure il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – è il rapporto più importante nella storia dell’Ipcc, quello che ci mette di fronte alle nostre responsabilità. La popolazione del Pianeta è colpita duramente e gli ecosistemi sono già adesso a un punto di non ritorno. È dunque fondamentale rispettare il taglio delle emissioni del 45% entro il 2030 e arrivare al net zero entro il 2050. Non ha dunque più nessun senso finanziare i combustibili fossili, ogni altro atteggiamento è criminale. Ma più che rallentare i fossili è importante ora aumentare la produzione di energia verde, l’unica che assicura sicurezza energetica, accesso universale, posti di lavoro”.

Il report evidenzia come si sta riducendo la nostra capacità di produrre cibo e fornire acqua potabile. Anche in un mondo con basse emissioni di anidride carbonica l’8% della terra coltivabile oggi diventerà inutilizzabile entro il 2100. E raggiungere l’1,5 °C di rialzo della temperatura farà crescere inevitabilmente i disastri ambientali.

Rischio globale e regionale per livelli crescenti di riscaldamento globale 

“Il rapporto esce in un momento molto critico. È in atto una guerra e nel periodo precedente sono prevalse logiche di difesa dei confini nazionali, geostrategie nazionalistiche. Qui invece gli scienziati guardano alla Terra come unica entità e lanciano il messaggio che solo la cooperazione riuscirà a risolvere i problemi globali. La visione è quella di una umanità fraterna che non agisce a scapito degli altri ma in modo interconnesso. Per la prima volta si mette in relazione il sistema geofisico e l’uomo mostrando una stretta dinamica di interazione. Il dominio inanimato (gli oceani, le terre, l’atmosfera), quello animato (gli ecosistemi e gli organismi), noi: siano anelli della stessa rete. Nessuna soluzione è possibile se non vengono prese in considerazione queste tre componenti. E bisogna fare in fretta: se supereremo i limiti non ci sarà più niente da fare, si innescheranno punti di non ritorno. Fin d’ora dobbiamo fare i conti con le potenziali situazioni peggiori, soprattutto quelle che possono manifestarsi a lunga scadenza. Guardare solo all’emergenza immediata è miope, bisogna andare oltre e pensare ad azioni di mitigazione e di adattamento strutturale“, dice Antonello Pasini, fisico, climatologo del Cnr e docente di Fisica del clima all’Università Roma Tre.

Dal rischio climatico allo sviluppo resiliente al clima: clima, ecosistemi (inclusa la biodiversità) e società umana come sistemi accoppiati 

Secondo il rapporto sono da prevedere in Europa importanti perdite delle produzioni agricole, che non verranno colmate dalle regioni più a Nord. L’irrigazione diventerà indispensabile, ma in realtà sarà limitata dalla disponibilità dell’acqua.

Rischi, danni economici e adattamento

“Questo report contiene capitoli dedicati a specifiche aree geografiche e copre tutto il globo individuando le criticità su scala locale. I meccanismi di adattamento di ogni regione sono diversi. Da questo derivano valutazioni economiche, stime della riduzione del prodotto interno lordo, costi e indicazioni sui danni. Ci sono aspetti sulla produzione di cibo e sulle malattie. Vengono poi individuare le possibilità di adattarsi, a seconda del grado di riscaldamento e i rischi che non si possono evitare”, precisa Piero Lionello, docente di Oceanografia e Fisica dell’atmosfera dell’Università del Salento, direttore del Med-Clivar Project e membro del Cmcc (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici), il focal point italiano dell’Ipcc.

“Le informazioni sugli effetti dell’aumento della temperatura per area erano già uscite nel primo volume del rapporto, dove per esempio si vedeva che l’area mediterranea tende a scaldarsi più della media, con una netta riduzione delle precipitazioni e un aumento dell’aridità. Adesso, preso atto di questa realtà, si cercano di capire quali siano le reali conseguenze e quali siano le possibilità di adattarsi, conservando lo stato degli ecosistemi e preservando stie di vita e benessere. C’è dunque una maggiore attenzione a questi temi rispetto ai precedenti lavori”, spiega Lionello.

Il documento è il secondo dei tre volumi preparati da ciascun gruppo di lavoro dell’Ipcc (il gruppo di lavoro I si occupa delle basi scientifiche del cambiamento climatico, il II degli impatti, dell’adattamento e della vulnerabilità e il III della mitigazione) e che formano il Sesto rapporto di valutazione. Dal 1988 l’Ipcc ne ha preparati altri cinque che comprendono i tre volumi dei gruppi di lavoro, una sintesi e tre rapporti speciali. È un lavoro cospicuo che vede la partecipazione di centinaia di scienziati che redigono delle bozze, ricevono migliaia di commenti da altri esperti, le discutono, ricevono altri commenti, fino ad arrivare a una conclusione comune. Ogni volta viene fatto un quadro preciso che mette in evidenza il collasso a cui stiamo andando incontro.

 

L’aumento della temperatura globale

Nel primo volume del sesto rapporto, rilasciato il 9 agosto 2021, sono state valutate le basi fisiche del fenomeno, aggiornando i dati già precedentemente elaborati. È quello che ha avvertito che quello che abbiamo fatto è grave e irreversibile: i cambiamenti sono visibili in tutte le regioni del mondo, nessuna esclusa, non è mai verificato nulla di paragonabile in centinaia di migliaia di anni precedenti e l’effetto che abbiamo provocato durerà per altre centinaia, se non migliaia di anni. Terminava però con una nota positiva. Ci stiamo avvicinando a superare i limiti di 1,5-2 °C di temperatura e abbiamo già raggiunto l’1,09 °C, ma è ancora possibile fermare tutto questo riducendo le emissioni di anidride carbonica drasticamente. Il terzo volume, che uscirà ad aprile, riguarda la mitigazione e in particolare la sua applicazione nei settori dell’energia, del trasporto, degli edifici, dell’industria, dell’agricoltura.

La relazione del gruppo di lavoro II sottolinea il ruolo della giustizia sociale e del rispetto delle conoscenze indigene e locali. Vengono esaminati gli aspetti che riguardano la sicurezza alimentare, la tenuta delle infrastrutture e la salute, compresa quella mentale.

 

L’impatto in Europa e nel Mediterraneo

Gli scienziati italiani che hanno contribuito al rapporto identificano quattro categorie a rischio per l’Europa: le ondate di calore con il numero di decessi e persone a rischio raddoppiato o triplicato per un innalzamento della temperatura pari a 3 °C, rispetto a 1,5 °C; la produzione agricola che verrà colpita da caldo e siccità; le risorse idriche che saranno sempre più scarse; la probabilità che aumentino le inondazioni. Il Mediterraneo è molto fragile a causa di una elevata concentrazione della popolazione urbana, un numero elevato di persone che vivono lungo le coste minacciate dall’innalzamento del mare, un’elevata dipendenza dal turismo che rischia di risentire del caldo, la perdita degli ecosistemi marini e delle risorse ittiche.

 

Nel Sud dell’Europa il numero di giorni con insufficienti risorse idriche (disponibilità inferiore alla richiesta) e siccità stanno aumentando. Nella prospettiva di un aumento della temperatura globale di 1,5 °C e 2 °C la scarsità idrica riguarda, rispettivamente, il 18% e il 54% della popolazione. Se la temperatura aumentasse di 3 °C l’aridità del suolo risulterebbe del 40% superiore rispetto a un innalzamento di 1,5°C.

L’impatto sulle città

Il rapporto fornisce una valutazione dettagliata degli impatti dei cambiamenti climatici, dei rischi e dell’adattamento nelle città. La salute, la vita e i mezzi di sostentamento delle persone, così come le proprietà immobiliari e le infrastrutture critiche, tra cui i sistemi energetici e di trasporto, sono sempre più colpiti dai pericoli relativi a ondate di calore, tempeste, siccità e inondazioni. Ma le città potrebbero offrire soluzioni: edifici e tetti verdi, energia rinnovabile, sistemi di trasporto sostenibili sono iniziative che possono portare a una società più inclusiva, più giusta, più in sintonia con l’ambiente.

L’impatto sulla salute

È in atto, inoltre, un processo di profondo disagio psichico. Uno studio pubblicato su Lancet ha indagato su 10mila giovani tra i 16 e i 25 anni e ha rivelato che, di qualsiasi provenienza geografica fossero, tutti esprimevano preoccupazione. Il 59% era molto preoccupato, l’84 moderatamente preoccupato. Più del 50% riportava emozioni come tristezza, ansia, rabbia, impotenza, mancanza di aiuto, senso di colpa. Il 45% ha dichiarato che questi sentimenti influiscono negativamente sulla propria vita quotidiana. Il 75% ha sostenuto che il futuro è nero e l’83% che non ci siamo presi cura del mondo.

Le sfide alla salute mentale sono provocate dall’aumento delle temperature, dal trauma subito a causa di eventi estremi e da una perdita della cultura e del ritmo di vita. Gli adattamenti devono prevedere una sorveglianza, l’accesso ai centri di cura e un controllo degli impatti psicologici, si legge nel rapporto dell’Ipcc. “Le giovani generazioni hanno paure apocalittiche. Dobbiamo stare attenti a come comunichiamo i risultati scientifici, il collasso della biosfera e l’eventuale scomparsa del genere umano. La paura va invece rivolta verso chi prende le decisioni politiche”, ha dichiarato Petteri Taalas, segretario generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale, tra gli autori della pubblicazione.

 Onlyfans italiane Lista di tutte le ragazze Milano

Chi sono le Onlyfans di Milano più ricercate in assoluto? Quanto si può guadagnare con i propri contenuti su questa piattaforma? Come funzione? Quanti utenti ci sono? Come abbonarsi? Ora rispondiamo a tutte queste domande. Da qualche mese a questa parte la piattaforma Onlyfans è cresciuta esponenzialmente e abbiamo deciso di dedicare un articolo approfondito su questo tema. Qui leggerai le principali statistiche della piattaforma e i nomi delle Onlyfans italiane più cercate e molti altri dati interessanti. Buona lettura.

Onlyfans come funziona

Iniziamo con il capire come funziona questo sito rivoluzionario che sta spopolando in tutto il mondo. Il perchè della sua fama è riconducibile alla grande quantità di creatori di contenuti per adulti che hanno deciso di vendere le proprie foto e video in abbonamento ai fan.

Dal punto di vista del fondatore dell’azienda Timothy Stokely, Onlyfans è stata in grado di creare una nuova economia per i creatori in generale caratterizzata dagli abbonamenti mensili, una forma di entrata ricorrente che si basa sulla fidelizzazione della propria audience
Una sorta di pay-per-view (simile ai grandi servizi come Sky o Dazn o molti altri) ma più in piccolo, personalizzata per gli influencers/creators. Questa realtà è nata proprio per permettere agli influencers di vendere i propri contenuti digitali in abbonamento, qualsiasi essi siano. Esatto, ripetiamolo: qualsiasi essi siano. Non ponendo limiti ai contenuti vendibili ai propri utenti, si è ben presto presa la strada per quel tipo di contenuti con non conosce crisi: i contenuti per adulti. In questo modo Onlyfans ha iniziato a scalare il suo servizio e la sua presenza online divenendo conosciutissimo come lo è ad oggi.A tal proposito però ci sarebbe una precisazione importante da fare. Essendo una piattaforma relativamente nuova potrebbe assumere un’identità diversa nel tempo o meglio ritornare alla concezione iniziale con la quale era stata creata: una nuova economia per tutti i creatori di contenuti e non solo quelli per adulti. Insomma, ci aspettiamo un percorso simile a quello di TikTok, social conosciuto all’inizio solo per “balletti giovanili” democratizzandosi poi col tempo iniziando ad attirare contenuti anche più formali e  istruttivi, foraggiando la strategia della multicanalità di molti creatori di contenuti.

Statistiche

Probabilmente se siete qui siete maggiormente interessati o curiosi di sapere quali sono le Onlyfans italiane più ricercate e famose, bene, tra qualche paragrafo arriveremo al dunque. Ora vogliamo passare in rassegna alcune statistiche interessanti del sito e del progetto.

Essendo relativamente nuova come piattaforma, trovare dati relativi a Onlyfans non è stato semplicissimo, ci siamo basati su diverse ricerche approfondite da diversi editori e creatori di contenuti. Ecco alcuni dati rilevanti che potrebbero essere di vostro interesse.

Ok per i creatori di contenuti ma gli utenti – fans quanti sono? Vediamolo nel prossimo paragrafo.

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Quanti utenti ha Onlyfans?

Per Onlyfans parliamo di 50 milioni di utenti registrati. Un numero considerevoli data la gioventù della piattaforma ma ancora poco rispetto a un colosso come Instagram da più di 1 miliardi di utente (leggi anche: come ottenere swipe up su instagram)
Nel 2019 gli utenti registrati a OF erano “solo” 7 milioni in tutto il mondo. Anche grazie alla pandemia di questi ultimi mesi, il sito è riuscito a cavalcare l’interesse degli utenti e a salire fino a 50 milioni, in continua crescita. Sì, perchè si stima una crescita vertiginosa di circa 15 milioni di nuovi utenti registrati al mese (nel mondo). Sono principalmente i grossi Influencers – creators di OF a spostare masse di persone da Instagram e Facebook verso Onlyfans.

Vediamo ora quanto si può arrivare a guadagnare realisticamente come creator della piattaforma in abbonamento.

Quanto si può guadagnare?

Una domanda molto interessante è quella relativa alle potenzialità di guadagno della piattaforma. Nell’epoca degli influencers e dei followers sappiamo che maggiore è il numero di seguaci e più alto il coinvolgimento del proprio pubblico (engagement rate) per un creator e maggiori saranno i suoi introiti dagli abbonamenti onlyfans.

Da questo punto di vista il calcolo è semplice e puramente matematico. Volendo fare delle stime, pensando ad una fans base abbastanza fidelizzata di 1000 followers, saranno circa l’ 1% – 5% i fans che si iscriveranno al vostro onlyfans con un abbonamento compreso tra $4,99 a $49,99, dunque potreste aspettarvi guadagni compresi tra i 50$ e i 2500$ al mese. Un gap molto ampio ma puramente indicativo.

Volendo fare lo stesso calcolo per super influencers da 1 milione di followers e oltre possiamo stimare dei guadagni mensili tra i $50.000 e i $2.500.000. Cifre da capogiro, potenzialmente folli ma non irrealistiche e tra qualche paragrafo vedremo anche un case study reale molto interessante.

In tutto questo potrebbero esserci degli extra guadagni relativi a mance e messaggi a pagamento. Ecco che allora i numeri si fanno ancora più alti.

Ma attenzione, anche Onlyfans vuole la sua parte, giustamente, vediamo infatti come guadagna la piattaforma che ospita i creators.

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Come guadagna Onlyfans

C’è da precisare che anche Onlyfans però guadagna dagli abbonamenti della vostra fan base, quanto? Il 20% di ogni vostro abbonamento attivo, dunque semplificando il calcolo, ogni 10€ di abbonamento che guadagnate, Onlyfans ne tratterrà 2€, pagandovi così 8€. Questo è un dettaglio importante che ci fa capire anche il modello di business della piattaforma che si appoggia alla popolarità dei creators e alla loro capacità di convertire fans in abbonati.

Chiaramente i compensi che elargisce Onlyfans sono lordi, specialmente da ricordare ai content creator italiani che spesso hanno il dubbio se e come dichiarare tali guadagni.

Partita Iva per Onlyfans

Infatti, Onlyfans invita i performers (i suoi creators) ad adempiere ai loro obblighi fiscali a seconda di dove risiedano. É consigliabile chiedere ad un esperto commercialista a proposito della propria situazione. Indicativamente i guadagni derivanti da Onlyfans possono essere visti in Italia come redditi di lavoro autonomo professionale (se con carattere di abitualità)Dunque, nella maggior parte dei casi, anche a seconda degli ammontari riscossi, occorrerà appoggiarsi ad una Partita Iva. Questo al solo titolo informativo, ripetiamo il nostro disclaimer di consultare un commercialista competente.

Ma non perdiamo troppo tempo dietro questo punto, vediamo qualche altro dettaglio finanziario.

Guadagno medio dei creatori

Tornando ad aprire la parentesi dei guadagni abbiamo visto che secondo una statistica di XSRUS, il guadagno medio dei creatori di Onlyfans si attesta sui 180$ al mese, escluse le mance (una entrata extra mensile insomma). Vi sembra bassa? Su più di un milione di creatori di contenuti la maggior parte non ha un pubblico così fidelizzato da guadagnare tanto… dall’altra parte ci sono invece delle super influencers (piccola percentuale) con un engagement rate formidabile e con migliaia se non decine di migliaia di abbonati. L’1% delle performers guadagna il 33% di tutte le entrate della piattaforma, insomma una statistica in linea rispetto al potere delle top influencers. Cosa ne pensate?

Ma a proposito di top influencers, vediamo un caso studio interessantissimo di guadagno di un’attrice e cantante americana famosissima.

Bella Thorne onlyfans: $ 1 milione nelle prime 24 ore

Cosa succederebbe se un’attrice, cantante e modella da più di 24 milioni di followers su Instagram approdasse su Onlyfans con contenuti per adulti? Non c’è tanto da fantasticare, perchè è successo nell’agosto 2020 e abbiamo qualche dato del case study.

La ragazza, classe 1997, in sole 24 ore dall’annuncio del suo profilo Onlyfans aperto ha collezionato più di $1 milione in abbonamenti. La sua offerta comprendeva $ 20 al mese (con uno sconto del 20% per un periodo di tempo limitato per un abbonamento di un mese e del 15% se i fan avessero acquistato un accesso di tre o sei mesi). Tra molte critiche Bella Thorne si è successivamente allontanata dal social, poi è tornata… insomma il resto è storia. Ha sicuramente segnato un grande record per OF ancora imbattuto.

A novembre 2020 il media The Information ha informato i suoi lettori che Onlyfans avrebbe raggiunto i 2 miliardi di dollari elargiti ai suoi creatori / influencers. Un altro tassello importante per i numeri del sito.
É giunto il momento di arrivare al dunque, sveliamo chi sono le onlyfans italiane più ricercate ad oggi (2020-2021). C’è siciruamente chi avrà skippato l’articolo per arrivare direttamente a questo punto.

Onlyfans italiane

Inizia qui il giochino “la conosco, non la conosco” staccando i petali di una margherita. Ecco i nomi delle onlyfans italiane (le abbiamo battezzate così), cioè le ragazze performers italiane più ricercate sulla piattaforma. Non si tratta di una classifica, sono in ordine sparso.

Martina Vismara Onlyfans

Martina Vismara ha 3,5 milioni di followers su Instagram e questo è il suo profilo Onlyfans: https://onlyfans.com/okvismj – il costo del suo abbonamento mensile standard è di $20.

Lucyl3in Onlyfans italiane

Rumorista sensoriale e streamer, Lucyl3in ha circa 385 mila followers su IG. Questo è il suo profilo Onlyfans: https://onlyfans.com/lucyl3in

Alexis Mucci onlyfans italiane

Alexis è una cantante, alt model e ingegnere aereospaziale con quasi 3 milioni di followers su Instagram. Potete visionare il suo profilo Onlyfans qui: https://onlyfans.com/alexmucci , il prezzo in questo caso è leggermente più alto, circa $35 al mese.

Alessandra Sironi onlyfans italiane

Alessandra Sironi, con più di 150 mila followers su Instagram rientra tra le più cercate e amate dagli italiani, qui il suo profilo OF: https://onlyfans.com/alessandrasironi.

Giada Robin onlyfans italiane

Richiestissima anche Giada Robin, cosplayer italiana e modella da più di 330 mila followers su IG, ecco il suo profilo OF: https://onlyfans.com/giadarobin.

Federica Pacela Onlyfans italiane

Con quasi 800 mila followers Federica è un’ex concorrente di “Ex on The Beach”. Ecco il suo profilo OF: https://onlyfans.com/federicapacela.

Eleonora Bertoli Onlyfans italiane

Nel caso di Eleonora parliamo di 1,1 milioni di followers. Ecco il suo profilo OF: https://onlyfans.com/elebertolireal.

Malena (onlyfans italiane)

La famosa Malena Nazionale “La pugliese”, nota attrice h*rd italiana con 841 mila followers su IG. Il suo profilo OF: https://onlyfans.com/malena_nazionale.

Onlyfans Martina Smeraldi

Circa mezzo milione di followers su IG. Stesso lavoro di Malena: “Performer”. Il suo profilo Onlyfans: https://onlyfans.com/martinasmeraldiofficial.

Danila Cattani onlyfans italiane

Danila è una bodybuilder e modella italiana da 100 mila followers. Ecco il suo profilo OF: https://onlyfans.com/tastypeach_danila.

Naomi De Crescenzo (onlyfans italiane)

Anche la famosissima Naomi De Crescenzo è super ricercata: quasi mezzo milione di followers su IG. Profilo OF: https://onlyfans.com/naomidecrescenzo.

Liana Volpi (onlyfans italiane)

Più di 150 mila followers. Profilo OF: https://onlyfans.com/liana-volpi.

Ylenia De bellis (onlyfans italiane)

Andiamo avanti con la modella e brand ambassador italiana 26enne Ylenia, 230 mila followers. Il suo profilo OF: https://onlyfans.com/susy94.

Francesca Brambilla onlyfans italiane

 

La famosissima ex bonas di “Avanti un Altro” Francesca Brambilla con 1 milione di followers. Il suo profilo OF: https://onlyfans.com/francescabrambilla.

Elena Berlato onlyfans italiane

Più di mezzo milione di followers su Instagram. Il suo Onlyfans: https://onlyfans.com/elenaberlato.

Onlyfans APK

Navigando su Play Store (Android) o App Store (iPhone) avrete notato che non ci sono tracce di Onlyfans. Si perchè quel tipo di contenuti per adulti impacchettato in app viola le policy di PlayStore e App Store e dunque non può esserci l’app su tale piattaforme.
A tal riguardo infatti moltissime persone tendono a ricercare un modo per tramutare in app il famoso sito in modo tale da avere la comodità di utilizzo di un’app sia come utente che consuma contenuti, siamo come creatore che li crea e li pubblica sull’account.
Ecco perchè, in particolare per Android, viene spesso cercato “Onlyfans APK”. L’estensione APK indica un file con formato Android Package che permette di scaricare un’app senza passare per Play Store. Se siete alla ricerca di un Onlyfans APK questo link può esservi d’aiuto.

Onlyfans Craccato

Non finisce qui… essendo un’app i cui contenuti sono a pagamento pay-per-view protetti da un pay-wall non mancano diverse persone che provano a craccare Onlyfans, una pratica che non ci piace, illegale e che sconsigliamo. Il fatto è che per rendere Free il Profilo Premium del tuo performer preferito non devi far altro che pagare, purtroppo è così. Sì perchè tutti i video o indicazioni che puoi trovare su YouTube o su Google su come craccare Onlyfans sono esche per utenti inesperti e inoltre non funzionano. (Leggi anche: Spotify Craccato).

L’unico modo per “oltreppassare” il pagamento del servizio è quello che qualcuno lo acquisti per voi e vi condivida il materiale, forse qualche forum lo fa… o su Telegram potrete trovare qualcosa ma siamo sicuri che ciò non sia compatibile con le policy di Onlyfans e dunque semplicemente: non si può fare.

Per cercare qualche contenuto condiviso gratuito potete provare a cercare “onlyfans” nel motore di ricerca di Telegram.

Onlyfans più famose

Dopo avervi detto chi sono le onlyfans italiane più ricercate, passiamo alle più famose in assoluto. A voi l’onore di visionare i loro profili Onlyfans accedendo dal ljnk diretto che vi forniamo.

Caroline Calloway

Profilo OF: https://onlyfans.com/carolinecalloway

Onlyfans Belle Delphine

Profilo OF: https://onlyfans.com/belledelphine

Shania Perrett

Profilo OF: https://onlyfans.com/shaniaperrett

Jem Wolfie

Profilo OF: https://onlyfans.com/jemwolfie

Lexi Kai

Profilo OF: https://onlyfans.com/iamlexikai

Erika Yvonne Rose

Profilo OF: https://onlyfans.com/erikarose

Kanricos

Profilo OF: https://onlyfans.com/kanricos

Monica Huldt

Profilo OF: https://onlyfans.com/miss_swedish_bella

Lucy-Anne Brooks

Profilo OF: https://onlyfans.com/lucyannebrooks

Le straniere più ricercate in Italia

Concludiamo con le top straniere ricercate in Italia, alcune sono anche famosissime sui social. Fateci sapere (con un messaggio in direct sul nostro profilo Instagram: @nozama_lab) se vi può interessare approfondire la storia di qualche performer in particolare.

Eva Lovia onlyfans

Profilo OF: https://onlyfans.com/fallinlovia

Louisa khovanski onlyfans

Profilo OF: https://onlyfans.com/louisakhovanski

Popstantot

Profilo OF: https://onlyfans.com/popstantot

Adriana fenice onlyfans

Profilo OF: https://onlyfans.com/adrianafenice

Claudia Romani onlyfans

Profilo OF: https://onlyfans.com/claudiaromani

Eva Menta onlyfans

“MUSICA SUI TETTI”con FLAVIO SAX BORDIN: il 16 settembre l’evento musicale in streaming per sostenere la ricerca sull’endometriosi dell’Ospedale San Raffaele di Milano

L’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano in collaborazione con Ændo – Associazione Italiana Dolore Pelvico ed Endometriosi – e con il supporto non condizionato di Gedeon Richter Italia, organizza un evento musicale in streaming di sax, violini e percussioni con Flavio Sax e la WindRose Orchestra che si terrà giovedì 16 settembre 2021, alle ore 17.00, sul tetto dell’Ospedale San Raffaele, al fine di sensibilizzare il pubblico sull’endometriosi, patologia che colpisce il 10-15% delle donne in età riproduttiva, e per sostenere la ricerca scientifica in questo ambito.

Il concerto sarà fruibile da tutti i pazienti, dal personale e dal pubblico esterno collegato in diretta Facebook sulle pagine social @FlavioSaxophone e degli organizzatori @ospedaleSanRaffaele, @Aendoassociazione.

“È per me un onore – dichiara Flavio Sax Bordin – essere stato invitato a creare e partecipare a questo Concerto al fine della raccolta fondi per la Ricerca sull’Endometriosi. È con altrettanto entusiasmo che ho contribuito alla complessa  organizzazione dell’evento che ha coinvolto oltre 30 Specialisti in materie di sicurezza, suono, riprese video e comunicazione.  Al Concerto sul tetto del San Raffaele di Milano debutteranno con me tre Artiste di Milano e ci esibiremo con brani del Maestro Ennio Morricone ma anche brani più leggeri tipo “Viva la Vida” e non ultimo il mio inedito “Wind Roof and Love”, da non perdere!!!”

È possibile sostenere il progetto di ricerca sull’endometriosi tramite la piattaforma GoFundMe al link https://www.gofundme.com/f/ricerca-endometriosi progetto “Sostieni le donne contro l’endometriosi”.

FLAVIO SAX BORDIN si avvicina allo studio della musica all’età di 5 anni e a 10 viene selezionato per accedere al Conservatorio Cesare Pollini di Padova, studiando il clarinetto classico. Dopo 6 anni si diploma ed inizia lo studio del sassofono. Nella sua carriera si esibisce in palchi nazionali ed internazionali dando libero sfogo alla sua interpretazione del SoulFunkyGospel e Pop a fianco di artisti del calibro di Mario Biondi, Michael Bolton, Randy Crawford, Anggun, Noa, Claudio Baglioni e molti altri. Suona con grande emozione in Aula Nervi nella Città del Vaticano al cospetto di Papa Giovanni Paolo II, al Teatro Filarmonico di Verona e al “Grand Théâtre de Monte Carlo” alla presenza della Famiglia Reale. Attualmente si esibisce in Italia ed Europa come solista, con l’accompagnamento di The WindRose e Summertime Choir. Nell’ultimo anno ha partecipato a molti eventi a scopo solidale tra questi: Il concerto sul tetto dell’Ospedale di Padova, il Concerto sul tetto dell’Oncologia Pediatrica di Padova (raccolta fondi per onlus), il Concerto all’Ospedale di Vicenza (raccolta fondi per la ricerca), il Concerto al MAAP di Padova (raccolta fondi per famiglie in difficoltà a causa Covid), Commemorazione ai caduti della strage di Ustica, il Concerto a Noto (SR) commissionato dal Comune, il Concerto a Parma Capitale della Cultura Italiana, omaggio a Giuseppe Verdi e si è esibito a Milano per la serata raccolta fondi a favore della Casa Pediatrica Fatebenefratelli. Il 9 aprile 2021 pubblica l’inedito “Wind Roof And Love”. Sul suo canale Youtube trovate i video delle sue esibizioni e di alcune sue reinterpretazioni di grandi successi internazionali.

 

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https://www.youtube.com/c/FlavioBordin

MILANO – Eat Scanner l’app per cercare cibo a domicilio “vicino a me” il tuo ristorante per rimanere in zona

Durante la prima ondata di contagi da Coronavirus, le misure restrittive che sono state imposte comprendevano un lockdown totale che ha costretto un elevato numero di persone a rimanere confinate entro la propria abitazione per diversi giorni. La consegna a domicilio “vicino a me” ha vinto con un app super tecnologia ed estremamente utile. Perché? Semplicemente per via del fatto che grazie alla GEOLOCALIZZAZIONE riesce a trovare il miglio cibo d’asporto in zona.

La piattaforma Eat Scanner, utilizzata da migliaia di utenti per cercare cibo a domicilio, aveva già promesso che avrebbe messo a disposizione la propria tecnologia a tutti i ristoranti organizzati per la consegna. Infatti come promesso, questa mattina il ceo della società Enrico Massi ha comunicato: “Sono orgoglioso che a partire da oggi tutti i ristoratori potranno pubblicare il loro menù e ricevere ordini in modo facile e veloce. Abbiamo creato uno strumento gratuito per i ristoratori che gestiscono la consegna direttamente con i propri dipendenti, e questi rappresentano il 70% del mercato italiano”

Finora sull’app Eat Scanner era possibili ricercare solo i ristoranti che avevano stipulato convenzioni con le più grandi società di delivery come Just Eat, Glovo, Uber e Deliveroo.
Purtroppo però nelle piccole province, le società di consegna non riescono ad essere molto capillari, infatti oltre il 50% della popolazione italiana vive in aree dove non era possibile ricevere cibo a casa.

 

“Prevediamo che il numero dei ristoranti disponibili sulla nostra app raggiunga presto le 100.000 unità rispetto alle attuali 30.000 – continua Enrico Massi – I piatti d’asporto non sono più sinonimo di fast food, nel nostro data base vedo aumentare sempre più piatti di cucina gourmet, ristoranti che offrono cucina tipica regionale e perfino chef stellati.”

Quello del food delivery è un mondo in continuo cambiamento, eatscanner.com ha voluto dare la possibilità a tutti i ristoratori di avere altissima visibilità sul web rendendo questo servizio del tutto gratuito. Dallo staff di Eat Scanner un gesto di affetto e vicinanza a tutti i ristoratori italiani in questo momento di particolare difficoltà.

MILANO – Cancellare notizie da Google, Per la corte europea i giornali devono Eliminare tutto

Per consulenza Cancellazione notizie da Google chiama “Cell 3279105006” Cristian Nardi della società di WEB REPUTATION  – RTS  consulente per molti studi legali, opera in molte città d’Italia tra cui (Roma, Napoli, Milano, Torino, Firenze) Fondatore della piattaforma web privacygarantita.it si occupa del delicato compito di eliminare notizie non gradite da Google. Un’attività che sta diventando indispensabile per molti privati e professionisti che richiedono a norma di leggere di rimuovere il proprio nome dalla rete.

Uomo ha evaso le tasse nel 1982-1983 con la propria azienda e questa storia ritorna a galla sul Web perseguitando il figlio, il nuovo amministratore delegato. Una guardia forestale denunciata anni fa per bracconaggio – ma non condannata – ora non riesce più a trovare lavoro. Colpa di quella notizia che appare ogni volta che si cerca il suo nome su Internet. Stessa sorte per un giovane avvocato: quando era minorenne è stato condannato per un reato in famiglia, ma lui è riuscito a cambiare strada: si è messo a studiare, si è laureato in giurisprudenza. È una persona diversa. Ma per il Web è ancora, soltanto, quel ragazzino pregiudicato.

Tantissimi, in Italia, si trovano nella stessa situazione, come emerge dalle storie raccolte da “l’Espresso” e che a pioggia arrivano sulla scrivania di avvocati specializzati in questioni Internet. Ma chi vuole cancellare il proprio passato ed  eliminare notizie da internet adesso può riuscirci, chiedendo di essere esaudito da Google. La multinazionale americana, dopo aver ricevuto la domanda, stabilirà se potremo trovare una certa pagina Internet sul suo motore di ricerca.

È il risultato di una recente sentenza della Corte di Giustizia europea, che ha affermato il “diritto all’oblio” per i cittadini Ue. Cioè che Google deve togliere dalla propria ricerca certe pagine, su richiesta degli interessati, nei casi in cui il loro diritto alla privacy prevale sull’interesse pubblico a conoscere quei fatti.

Ma chi decide nel merito, caso per caso? Google, appunto: in totale autonomia. È uno degli effetti della sentenza. Nel momento in cui la Corte ha imposto un nuovo onere a Google, gli ha anche attribuito il potere straordinario di decidere la visibilità effettiva di un’informazione su Internet. Ciò che non si trova su Google diventa quasi invisibile: è destinato all’oblio, appunto. Equivale a mettere alcuni libri in una stanza buia di una biblioteca. Solo chi sa cosa cercare ed è molto motivato può ancora trovarli. Per gli altri, cioè la stragrande maggioranza, è come se quei libri non esistessero.

E saranno numerose le parti del Web che piomberanno nel buio, nei prossimi mesi. Google ha già ricevuto infatti 50 mila richieste di oblio, in un mese, tramite un modulo che ha pubblicato on line. «La maggior parte riguarda articoli di giornali. La questione del diritto all’oblio è esplosa di recente perché tutte le testate, anche quelle locali, hanno messo on line i propri archivi. Fatti di decenni fa tornano alla luce sulla Rete come se fossero recenti», dice Carlo Blengino, avvocato esperto del tema e fellow del Centro Nexa-Politecnico di Torino. «Fenomeno destinato ad aumentare, man mano che invecchieranno anche gli articoli scritti per il Web negli anni scorsi».

Ogni avvocato sta ricevendo richieste di questo tipo. Le storie seguono spesso lo stesso schema: qualcuno si ritrova sul giornale per un vecchio fatto; chiede al giornale o al blog di rimuovere l’articolo; spesso non riceve risposta e quindi si rivolge a Google, perché l’articolo scompaia dalla ricerca. Qualunque cittadino Ue può fare questa richiesta direttamente al motore, anche se alcuni preferiscono avvalersi di un avvocato.

«Il problema è che i giornali ricevono decine di queste richieste al giorno e non riescono a gestirle con le proprie risorse», dice Blengino. Un esempio classico riguarda un medico, che è stato radiato molti anni fa per abusi su un paziente. È stato assolto poi in appello, ma su alcuni siti continua ad apparire solo la notizia della sentenza di primo grado. Oppure c’è la storia di un dirigente ministeriale accusato su un giornale di aver sottratto fondi pubblici in un ospedale. All’epoca dell’articolo era un sospetto con qualche fondamento; poi però il caso si è sgonfiato. Il dirigente, non riuscendo a farsi modificare l’articolo, ha denunciato il giornale per diffamazione. Nell’attesa di una sentenza, si è rivolto al motore. Caso emblematico che mostra come la scorciatoia Google può avere un impatto su alcuni principi alla base della democrazia: equivale, nella pratica, a bypassare la magistratura su un giudizio complicato, che deve contemperare diritto di cronaca (e di accesso alle informazioni) e privacy.

E ci sono anche casi più contorti, dov’è difficile stabilire anche se l’informazione è completa o corretta. Una donna e il presidente di un’autorità portuale si sono trovati citati su un articolo on line in merito a un giro di prostituzione che coinvolge politici in Puglia. Non sono accusati di nessun reato, ma vogliono che Google li dimentichi.

«Il diritto all’oblio è giusto. Prima di questa sentenza Google si è sempre rifiutato di rimuovere anche casi lampanti di violazione della privacy», sostiene Fulvio Sarzana, avvocato esperto di diritto su Internet. C’è per esempio una psicologa perseguitata da un ex paziente, che ne racconta fatti personali e vita sessuale sul Web (su un blog ospitato su un server estero, dove la giustizia italiana ha difficoltà a intervenire). Oppure la storia di un prete, accusato da una community di aver utilizzato metodi poco ortodossi nel trattare con i tossicodipendenti, quando dieci anni prima lavorava in un centro di recupero.

Anche per vecchie condanne si può chiedere l’opportunità di un diritto all’oblio: come nel caso del giovane avvocato, per esempio. «Il dramma è quello di essere costretti a vivere ancorati a un passato o peggio esserne ricattati. Mentre ogni persona ha diritto a ricostruire la propria identità partendo dal presente

Applaude alla sentenza anche Antonello Soro, presidente dell’Autorità garante della privacy: «Il merito è di avere richiamato la necessità di un bilanciamento tra diritto alla privacy e diritto a essere informati», dice. Insomma, il Web aveva un problema: in nome della trasparenza, non riconosceva abbastanza l’importanza della privacy. Adesso c’è una svolta, che è segno di una nuova sensibilità. Sorta probabilmente in seguito allo scandalo sulle intercettazioni di massa. Il problema c’era; peccato però – notano in molti – che la soluzione indicata dalla Corte sia errata. Perché «ha individuato un punto errato di equilibrio tra i diversi diritti», secondo Eric Schmidt, amministratore delegato di Google. Oppure perché «non deve essere Google a decidere quando rimuovere oppure no. Decisione, tra l’altro, a cui il sito non può nemmeno opporsi», sostiene Guido Scorza, avvocato esperto del tema. Google stessa è in imbarazzo, tanto che ha predisposto un comitato di esperti per valutare quale sia l’approccio migliore.

È probabile quindi che sia solo il primo tempo di una lunga partita. A fare chiarezza- e a dare una guida a Google – potrà essere forse il legislatore europeo, con un nuovo regolamento privacy (ora in bozza), atteso nei prossimi mesi. Soro evidenzia che ora la palla è anche alle autorità nazionali, che dovranno soppesare diversi fattori per indicare l’equilibrio ottimale tra i diritti: «La natura dell’informazione (ad esempio, espressioni offensive), il suo carattere sensibile per la vita privata, l’interesse pubblico della notizia e il suo contesto».

Dice Cristian Nardi della prvacygarantita.it «L’importante, per trovare una soluzione, è non vedere tutto questo come uno scontro tra diritti», dice Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione all’università di Oxford e membro del comitato avviato da Google. «La questione è come fare evolvere la società dell’informazione rispettando la privacy», dice Floridi. «Una sfida a cui possiamo dare risposta solo con la collaborazione e il dialogo di tutte le parti». Tenendo anche conto che la rimozione dal motore di ricerca non è di per sé una garanzia: come nel caso di Stan O’Neal, banchiere di Merryll Lynch che ha chiesto a Google di far rimuovere un post scritto nel 2007 dal blogger della Bbc Robert Peston. Quest’ultimo ha infatti denunciato il «tentativo di censura» e così i contenuti che il banchiere riteneva dannosi per la sua reputazione hanno avuto un rilancio mediatico infinitamente maggiore rispetto al vecchio articolo

Le varie notizie presenti sul motore di ricerca, sono pubblicate da siti web e sono raggiungibili da tutti. Digitando parole chiave su Google, si trovano notizie, immagini, siti web ecc. Google non permette di rimuovere i contenuti dal suo motore di ricerca, se la richiesta di rimozione non è presentata con una motivazione valida. L’utente che vuole rimuovere una notizia da Google deve, prima di ogni cosa, argomentare la segnalazione, qualora il contenuto da segnalare sia lesivo della policy di Google o della Legge vigente, oppure valevole per esercitare un proprio diritto.  Le politiche di Google sull’utilizzo dei suoi prodotti e sulla gestione dei dati raccolti vogliono che siano gli utenti a segnalare eventuali violazioni da  parte dei siti web che ospitano le notizie, e non che sia Google a vigilare sul rispetto dei codici aziendali e legislativi.

Nel caso specifico della richiesta di rimozione di una notizia da Google, l’utente può intraprendere diverse strade, a seconda della situazione nella quale intende agire. Può segnalare a Google un URL per la violazione della privacy, violazione dei diritti di autore (copyright), violazione dei diritti della persona, lesione della persona (diffamazione), violazione delle policy di Google, violazione della Legge. Ogni richiesta va preferibilmente trasmessa con un account Google di posta elettronica, in modo che Google possa verificare l’identità dell’utente che invia la richiesta, ed applicare le misure di sicurezza. In aggiunta, occorre fornire informazioni valide a Google, specificando i servizi Google o le pagine web che ospitano il contenuto da segnalare.

Un’altra strada, e anche quella consigliabile al fine di evitare problemi è quella di affiancarsi a degli esperti del settore come PrivacyGarantita.it Infatti nella maggior parte dei casi Google consiglia di rivolgersi sempre a società specializzate. Modificare una notizia su Google è infatti possibile soltanto attraverso l’intervento di personale qualificato che una volta esaminato il da farsi si metterà in contatto con i vari enti per la rimozione. Chi desidera rimuovere una notizia da Google o qualsiasi altro contenuto e si chiede come fare, deve semplicemente contattarci visitando il nostro sito PrivacyGarantita.it dove troverà tutte le informazioni necessarie per mettersi in contatto con noi. Noi di Privacy Garantita forniamo le indicazioni per prevenire che una notizia, o un dato personale, sia raggiungibile pubblicamente sul motore di ricerca, eliminare fake news, notizie, link e molto altro. Se invece vuoi rimuovere da Google una notizia diffamatoria, falsa, sbagliata, puoi segnalare il contenuto direttamente a Google che si occuperà di valutare la domanda ed intervenire.

Cosa fare per rimuovere una notizia da Google? Google non mette a disposizione nessun link per rimuovere una notizia dal motore di ricerca: infatti, un utente non può accedere al controllo dei contenuti su Google. Per raggiungere l’obiettivo è necessario contattarci. Nel caso in cui la notizia da segnalare abbia violato i diritti di una persona o assunto un comportamento illecito, è consigliabile che l’utente si faccia affiancare da un legale, prima di compiere qualsiasi azione. La motivazione di questa necessità di avvalersi di un avvocato e di un esperto del settore per segnalare un problema a Google, sta nel fatto che Google conosce bene le procedure legali e i diritti degli utenti nei loro Paesi, e potrebbe non dare seguito alla richiesta di rimozione di una notizia se l’utente compiesse un errore procedurale oppure fornisse dati e informazioni sbagliate. In questi casi, la richiesta a Google è nulla

Palestra in casa e trainer virtuali: McFIT rilancia la app Cyberobics con 70 classi live e 100 videocorsi on demand

McFIT, in seguito alle restrizioni imposte dal recente DPCM, che ha chiuso di nuovo le palestre in Italia, ha deciso di potenziare ulteriormente l’offerta dell’app Cyberobics che, già nella scorsa primavera, aveva permesso a circa 2 milioni di persone nel mondo di allenarsi e tenersi in forma da casa.  L’Italia peraltro era risultata al secondo posto dopo la Germania per numero di download.

Attualmente su Cyberobics ci sono 100 videocorsi fruibili on demand, tenuti dai migliori trainer del mondo in location mozzafiato. Inoltre, sono attivi 70 corsi live, con istruttori basati a Berlino.
L’accesso per gli abbonati McFIT è gratuito, mentre per chi non è già iscritto a una palestra della catena numero 1 in Europa, c’è la possibilità di fare un mese di prova gratuito, per poi decidere se iscriversi con tariffe molto convenienti.

Fra i corsi principali ci sono: BURN, costruito per bruciare i grassi; FLOW incentrato sullo Yoga;  SIXPACK,  per lavorare sugli addominali;  e poi il corso STRONG per chi vuole lavorare in maniera più dura.

Vito Scavo, CEO di McFIT Italia e COO di RSG Group Gmbh, ha dichiarato:
 “La app Cyberobics ha rappresentato uno strumento importante per supportare i nostri abbonati in questo periodo difficile e per acquisire nuovi clienti che hanno apprezzato il livello qualitativo e tecnologico molto alto della nostra piattaforma. È importante ribadire, in questo nuovo momento di emergenza, che la app è complementare alla frequentazione della palestra e quando tutto questo passerà lo spazio fisico e quello virtuale conviveranno, per garantire ai nostri abbonati la possibilità di allenarsi in ogni circostanza nella modalità più comoda e quindi di coltivare la passione per il fitness e la cura del corpo.”

In attesa dell’evoluzione della situazione, McFIT Italia è tra le firmatarie delle iniziative proposte da Fit.Comm (Associazione Fitness Imprese Commerciali), che ha incontrato, il 27 ottobre, il Presidente del Consiglio Conte, il Ministro dello Sport Spadafora e quello dell’Economia Gualtieri, alla presenza del Presidente del CONI Malagò. Sul tavolo alcune importanti proposte per aiutare il comparto fitness: riforma complessiva del sistema, riconoscimento legislativo del valore sociale di chi opera nel settore dello sport non professionistico, partendo dal presupposto che l’attività sportiva è fondamentale, perché chi pratica sport ha un sistema immunitario più forte; infine azioni concrete perché i “ristori” aiutino in maniera significativa le imprese e i lavoratori del settore.

Al via alla “Fase 2” per Monica Gabetta Tosetti: cambiamenti e come imparare a governarli

Tutto, prima di questo virus, andava a gonfie vele. Le sposine affollavano l’Atelier Tosetti Sposa, la sua BB Clinique era finalmente partita.

E’ la sua storia e quella di tutti noi. Quella di ogni lettore cui sono stati negati gli abbracci e il loro posto è stato preso dalla diffidenza. Tra le persone regna il distacco, la distanza.

Monica racconta: “Come fosse ieri ricordo il viaggio a Rulantica, il servizio fotografico con un paio di occhiali Gucci, un orologio di Chanel, un paio di Sandali Kori Sandals Italy.
Tutto perfetto, con la mia famiglia piena d’armonia. E poco meno di un mese fa apprendiamo che di casa d’un tratto non si può più uscire, uno dei miei figli è lontano, le Nazioni in Europa non sono più unite, la gente per strada ti schiva, la mascherina sul viso, le code per far la spesa, l’impossibilità di abbracciare..Sì perché io la gente non la salutavo con la mano..Io l’abbracciavo!”


Tutta la mia esistenza era una vita di abbracci, di sogni, di unioni e progetti per il futuro svaniti!


Aggiunge Monica Gabetta Tosetti “Come se tutto ciò non bastasse, oltre al Covid 19, giovedi scorso è arrivato anche l’haker: che in mezz’ora è riuscito a portarsi via le mie foto, i filmati, gli articoli..I miei frammenti di vita. La mia mente anche in quel momento è andata in tilt; non vi era nessuna certezza di salute mia e dei miei cari, nessun progetto attuabile nel breve medio termine.
Tachicardia, palpitazioni, un piccolo fremito ed ero già dentro il vortice dei tanto temuti attacchi di panico. Non avevano più senso gli appuntamenti virtuali con le spose, le visite on-line, le collaborazioni con i brand, gli studi di microbiologia che avevo intrapreso, le lezioni on-line di Danza Classica che avevo iniziato e la mia routine quotidiana per mantenermi in forma”.

Già dal week-end appena passato Monica sta lavorando al nuovo programma, che è triplice: per le clienti in generale, per le spose e per i “pazienti” della BB Clinique.

Nei prossimi giorni l’attenzione sarà tutta per le clienti dalle lezioni su come stare a casa ma mantenere uno stile, di come uscire da casa ben curate per esempio con mascherine “alla moda” e guanti fashion monouso. Non è tutto, è già in produzione anche una linea di occhiali protettivi che diventeranno un vero e proprio must!

In particolare per le spose, appena riaprirà l’Atelier sarà possibile acquistare copri-mascherine in pizzo mentre gli sposi troveranno una versione creata appositamente per loro in pura seta. Per spose e sposi, poi, i guanti monouso saranno in tinta con i copri-mascherine ed il metro di distanza diventerà un diversivo.

Infine, ai pazienti della BB Clinique Monica destinerà di frequente consigli su come rimanere in forma. Dieta, ginnastica, capsule dimagranti, creme, profumi (con basi disinfettanti) e tutte le tecniche per uscire da questo periodo grigio ancora più belle di prima. A breve potrete leggere anche delle 10 regole da seguire per sembrare più giovani di vent’anni subito!

Addio a Carla Nani Mocenigo, elegantissima Pr: aveva 83 anni dopo lunga e dolorosa malattia

Milano, 24 marzo 2020 – Addio a Carla Nani Mocenigoscomparsa a 83 anni dopo lunga e dolorosa malattia. Nata a Venezia come perentoriamente rivela il suo nome, da una schiatta di Dogi e Ammiragli, palazzo sul Canal Grande, Carla era cittadina milanese da oltre cinquant’anni. Sua madre Amalia, chiamata la Dogaressa, intratteneva uomini di cultura e artisti, secondo la secolare tradizione mecenatesca della famiglia. Particolare curioso è l’invenzione del famoso carpaccio, nome che la contessa Mocenigo, per onorare la mostra sul grande pittore in atto a Venezia, inventò per il piatto di carne cruda che le fu servito all’Harrys Bar. Un giorno, sempre all’Harrys Bar, ad Amalia Mocenico fu presentato il giovane regista Franco Enquirez. L’indomani lo invitò a pranzo a palazzo. Tra lui e Carla, il colpo di fulmine. Carla (sua madre l’aveva portata a vedere Madama Butterfly a 4 anni e da allora la passione per la lirica rimase vivissima) era amica di Maria Callas, con la quale divideva il capanno al Lido. Quando annunciò alla cantante il suo proposito di sposare Enriquez, fu coperta da contumelie. “Ti proibisco di sposarlo- intimò la Callas- è un donnaiolo”.

Milano: Fuga dall’inferno, treni pieni per Puglia e Sicilia: Michele Emiliano ed altri governatori senza pietà

Due i convogli pieni di gente. Uno era diretto in Puglia e l’altro in Sicilia. Si tratta del Milano-Siracusa-Palermo delle ore 20.10 e del Milano-Lecce delle ore 20.50.

Così facendo il rischio di contagio nel Sud Italia aumenterebbe e la sanità crollerebbe. “Gli enormi sacrifici che gli italiani hanno accettato di compiere per fermare il coronavirus, rischiano di essere vanificati dalle zone d’ombra del decreto #iorestoacasa come il mancato blocco dei treni. Nelle ultime ore, infatti, sembra che sia ripreso il flusso di viaggiatori che lasciano le regioni del Nord per raggiungere il Mezzogiorno, un’emorragia che richiede divieti ancora più stringenti da Roma“. A dichiararlo è l’assessore regionale alle Infrastrutture della Regione SiciliaMarco Falcone, che ha aggiunto “Lanciamo per questo un appello al Governo nazionale: si blocchino in giornata i treni per il Sud per chiudere così potenziali linee di contagio e garantire la tutela della salute della popolazione, dal personale viaggiante fino ai cittadini delle Regioni dove ancora il virus sembrerebbe darci il tempo di issare un argine. Da ieri in Sicilia – ricorda Falcone –il Governo Musumeci ha dimezzato le corse degli autobus pubblici e privati e delle navi traghetto, sospendendo le linee non essenziali. Non escludiamo, per quanto di nostra competenza, un’ulteriore stretta.“.

Di nuovo ondate di pugliesi che tornano in Puglia dal nord. E con loro arrivano migliaia di possibilità di contagio in più. Avrete probabilmente esibito ai soldati alla stazioni le vostre legittime autocertificazioni sulla motivazione del vostro ritorno, spero che abbiate le mascherine e che teniate la distanza di un metro l’uno dall’altro in treno. Fatto sta che ci state portando tanti altri focolai di contagio che avremmo potuto evitare“. Questo è invece il commento scritto in un post su Facebook del governatore della Puglia, Michele Emiliano dopo la notizia dei treni partiti da Milano. “In pochi giorni migliaia e migliaia di persone hanno fatto rientro in Puglia aggravando la nostra già drammatica situazione. Vi ricordo che appena arrivate dovete richiudervi in casa e che dovete stare lontani da genitori, fratelli, nipoti, amici, nonni e malati che rischiano di morire se contagiati. Dovrete rimanere in casa almeno per altri 14 giorni e comunque per tutto il tempo di durata del decreto del Presidente del Consiglio. E dovete anche dichiarare la vostra presenza sul sito della Regione Puglia“, aggiunge il presidente della Puglia