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Roma, schianto nella notte: morto un ragazzo di 22 anni

La scorsa notte, poco prima dell’una, incidente mortale in via della Sorbona, a Tor Vergata. A perdere la vita Edoardo M, il ragazzo di 22 anni è uscito fuori strada con la sua Renault Clio. L’incidente è avvenuto sul lungo vialone a poca distanza dalla seconda università romana, all’altezza della rotatoria per via Columbia.

Il ragazzo è morto sul colpo, quando i soccorritori sono arrivati sul posto non hanno potuto far altro che constare il decesso. Sul posto sono intervenute tre pattuglie della polizia locale per i rilievi. Il corpo del giovane è stato portato all’istituto di medicina legale del Policlinico Tor Vergata a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’Aquila, malore alla guida: esce dall’abitacolo e muore

Foto R. Vitturini
L’AQUILA –  Tragedia questa mattina lungo viale della Croce Rossa. Un uomo di 70 anni, D.D.C., ha avuto un malore mentre era alla guida di una Ford. Si è fermato in mezzo alla strada, è sceso dall’abitacolo ed è caduto a terra. Quando sono giunti i soccorsi non c’era più nulla da fare. La tragedia si è verificata intorno alle 13, all’altezza del benzinaio Eni vicino allo stadio “Fattori”. Sul posto è intervenuta l’autoambulanza del 118. Si è creata una lunga coda di auto perché la circolazione stradale è stata interrotta.

Roma, muore dopo il trapianto: «Il cuore era di un cardiopatico»

di Michela Allegri
Doveva sottoporsi a un trapianto di cuore, un intervento da effettuare senza troppa urgenza, che gli avrebbe permesso di vivere a lungo. Per un errore medico macroscopico, la stessa operazione lo ha condannato a morte: i dottori gli hanno impiantato un cuore malato, che apparteneva a un paziente cardiopatico, deceduto per infarto. La vittima è un cinquantacinquenne romano.

Quando lo hanno chiamato dall’ospedale San Camillo di Roma, dicendogli che c’era un cuore disponibile, Mauro – il nome è di fantasia – era in villeggiatura con moglie e figli. La vacanza è stata interrotta: la famiglia è tornata di corsa in città, mentre l’equipe che lo avrebbe operato volava a Milano, al San Raffaele, per prendere l’organo da impiantare.

Due giorni dopo l’intervento, però, il paziente è morto per insufficienza cardiaca. Dall’autopsia è emerso che gli avevano impiantato il cuore di un uomo appena deceduto per scompenso cardiaco. È successo l’autunno scorso. Il procuratore aggiunto di Roma, Nunzia D’Elia, e la pm Claudia Alberti, hanno aperto un fascicolo per omicidio colposo, ma hanno trasmesso gli atti nel capoluogo lombardo. Per gli inquirenti, infatti, la responsabilità del decesso sarebbe imputabile alla commissione medica che, a Milano, ha dichiarato l’organo idoneo per il trapianto.

L’AUTOPSIA
Al consulente dei pm sono bastate poche verifiche per accorgersi che il cuore era stato espiantato da un sessantenne con problemi ischemici. Gli accertamenti successivi hanno ricostruito il resto: era morto di infarto. I medici lo avevano rianimato, anche se era stata dichiarata la morte cerebrale. Il cuore aveva ripreso a battere, ma era irrimediabilmente compromesso.

IL DIRETTORE Il cuore espiantato ad un cinquantenne presso l’ospedale S.Raffaele di Milano e poi impiantato in un paziente sessantenne successivamente deceduto al S.Camillo di Roma, era stato oggetto di esame ecocardiografico al San Raffaele ed era risultato in condizioni ottimali per il trapianto. Stesso esito è derivato pure dall’esame di coronografia effettuato sempre a Milano. Lo ha precisato il direttore della cardiochirurgia del San Camillo, Francesco Musumeci.