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“SI ME VUÒ BENE ANCORA” è il nuovo singolo di ROSARIO MIRAGGIO

Disponibile in radio “SI ME VUÒ BENE ANCORA” il nuovo singolo di ROSARIO MIRAGGIO scritto da Fortunato Zampaglione e Francesco D’Alessio che lo ha anche prodotto per Studiounosound.

Il brano è il racconto di chi vuole ribellarsi ad una relazione finita nella convinzione che, spinti da un bene profondo, l’amore si ritrova trasformato in eterno. È una sfida a realizzare un amore che sembra impossibile, è la testardaggine che viene sulle paure e sulla resa. Un inno a ritrovarsi, con note di speranza che devono cancellare il passato per guardare futuro.

Ho voluto raccontare l’amore – dice Rosario Miraggio – perché l’amore è il motore di ogni cosa. Ed essendo il motore della nostra vita, è indispensabile per ripartire. E oggi, oggi più che in altri momenti, abbiamo bisogno di ripartire. Con la serenità, con i buoni sentimenti, con le gioie della vita. Ed io provo a raccontarle. E lo faccio come so fare, con la musica”

Qui il video: https://youtu.be/951Nw-2gBm4

“I protagonisti del video sono Rosario, un umile pescatore di Capri e una sua vecchia amica di infanzia, Raffaella, di famiglia ricca, che ha fatto carriera lontano da Capri – racconta il regista Max Castelli – La storia narra l’incontro tra i due protagonisti, dopo anni in cui si erano persi di vista, ed è incentrata sul divario sociale tra i due: da una parte Rosario è rimasto il ragazzo semplice e alla mano che era ai tempi della loro infanzia e non ha mai sentito la necessità di spostarsi dall’isola portando avanti il mestiere tramandatogli dal padre. D’altro canto, Raffaella, grazie alle possibilità economiche della famiglia, si è spinta aldilà dell’isola e ha intrapreso un’attività di prestigio, diventando una donna in carriera. Inizialmente tra i due protagonisti ci sarà una fase di imbarazzo, evidenziata dal ritrovarsi così diversi rispetto al passato, timidezza che verrà poi spezzata grazie ad un passo avanti fatto da Rosario, che la inviterà a fare un giro per rivivere i vecchi ricordi d’infanzia.”

Rosario Miraggio nasce a Napoli il 27/03/1986. Nel 2004 l’album “AMORE IN TRE PAROLE” gli apre le porte della scena musicale napoletana, dandogli l’opportunità di entrare da subito a far parte di un mondo in cui avrebbe potuto rivelare il suo destino. Nel 2007 Rosario pubblica l’album “MILLE PEZZI DI CUORE”, che contiene 10 brani e il pezzo portante di questo cd riscuote un notevole successo, “MALE” diventa subito un vero e proprio tormentone. La conferma del suo successo arriva quando Rosario duetta al Palamaggiò e all’Arena Flegrea con il suo mito: Gigi D’Alessio, il pubblico in delirio acclama e accompagna i due artisti sulle note di “MALE“.

Nel 2008 gli ottimi risultati ottenuti, danno la possibilità a Rosario Miraggio di pubblicare “PRENDERE O LASCIARE” su etichetta GGD PRODUCTIONS, distribuito da SONY BMG. Il singolo estratto dall’omonimo album “PRENDERE O LASCIARE” dà la possibilità all’artista di esibirsi d’avanti a milioni di telespettatori, sulle reti MEDIASET e RAI. Nel 2009 partecipa al festival di “PIEDIGROTTA” con la canzone “PRIMME E CE LASSÀ ACCUSSÌ” e duetta nella serata finale a PIAZZA DEL PLEBISCITO con Nino D’Angelo. Nel 2010 viene pubblicato “IL MIO SPAZIO NEL TUO TEMPO” che debutta in sedicesima posizione nella classifica dei dischi più venduti in tutta ITALIA. Nello stesso anno un concerto memorabile in uno dei posti più prestigiosi di Napoli “ROTONDA DIAZ” un palco da sogno col mare di fronte e 30.000 persone ad acclamare l’idolo indiscusso della città. In tutti questi anni esperienze uniche ed indimenticabili per il cantante che gli hanno permesso di girare l’Italia intera e buona parte dell’Europa. Nel 2012 la creazione del disco che racchiude l’entità del suo successo nel titolo “FORTEMENTE“. Il disco contiene “TI AMO E TI PENSO” il cui video ha oltre 24milioni di visualizzazioni su YouTube. La seconda traccia dal titolo “SENORITA” rappresenta l’opportunità di confrontarsi con un altro genere musicale e di mettere in bacheca un’altra collaborazione prestigiosa con artisti di fama internazionale come i CLUB DOGO il duo rapper più famoso d’Italia, anche questa song sarà cliccatissima su YouTube. “FORTEMENTE” è ancora oggi il disco più venduto nel settore. Il 2 dicembre 2014 è la data in cui viene pubblicato “MAI VIA“, album che contiene 15 tracce di cui una in collaborazione con GIGI D’ALESSIO. Il 26 dicembre realizza un grandissimo concerto al Palapartenope di Napoli, definito subito dopo un vero e proprio evento sold out. Il 31 dicembre 2014 in diretta su Canale 5 e su RTL102.5 partecipa come ospite nel programma di capodanno “Gigi D’Alessio and Friends“. Il 6 settembre 2015 è ospite allo strabiliante concerto Malaterra alla Reggia di Caserta, organizzato per la Terra dei Fuochi super ospite di Gigi D’Alessio. Importante collaborazione nel nuovo album “VERO” di Gué Pequeno, duettando nel brano “Come Me (Comm’a Me)”. Il 31 dicembre 2015 da Bari in diretta su Canale 5 e RTL102.5 ospite di nuovo nel programma di capodanno “Gigi D’Alessio and Friends“. Il 24 gennaio 2016 viene pubblicato “Dove Sarai” il nuovo singolo in duetto con Mr. Hyde. Rivelatosi un successo già prima della pubblicazione ufficiale grazie alle numerose visualizzazioni sui social del video di un breve live postato in anteprima, il brano in meno di 24h dall’uscita raggiunge il 6 posto della classifica nazionale di iTunes delle canzoni più scaricate della settimana. L’artista è citato numerose volte nel film “Troppo Napoletano” di Alessandro Siani, e una delle sue canzoni più celebri “Ti amo e ti penso” viene scelta come colonna sonora della scena finale. Unico artista ospite per la terza volta consecutiva nel programma di capodanno “Gigi D’Alessio and Friends” in diretta su Canale 5 il 31 dicembre 2016. Nel 2017 il concerto all’Arena Flegrea, produzione di Alessandro Siani e nel 2019 concreto al Palapartenope di Napoli. Siamo nel 2021 Rosario è entrato a far parte della Nazionale Italiana Cantanti e il 13 luglio arriva in radio il nuovo singolo.

 

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Napoli, Proteste Al “Loreto Mare”: «Riaprire Immediatamente Il Pronto Soccorso».

Manifestazione di proposte e proteste fuori l’ospedale “Loreto Mare” di Napoli. Se pensiamo di cominciare a vedere la fine dell’incubo sanitario chiamato Covid, sarà bene sapere che il prezzo che abbiamo pagato e che continueremo a pagare in vite umane fino al giorno di una raggiunta immunità di gregge è un assaggio di quello che ci aspetta. Il giorno in cui ne saremo fuori, faremo i conti con la peggiore delle ondate. Quella che abbiamo colpevolmente rimosso. Quella che porta il nome e la sofferenza delle centinaia di migliaia di pazienti che hanno avuto in sorte di contrarre malattie gravi, potenzialmente letali e invalidanti come e più del Covid, alla vigilia o nel corso di questo anno e mezzo di pandemia. Malati che non hanno avuto più reparti ospedalieri in cui ricoverarsi o che hanno visto diradarsi, fino a scomparire, visite specialistiche ed esami che, per dire, avrebbero potuto diagnosticare tumori prima che la loro metastasi li rendesse non più aggredibili. O che avrebbero anche soltanto impedito che si cronicizzasse un male non ancora tale.

I nuovi dati di Agenas, l’Agenzia sanitaria nazionale delle Regioni, aiutano a comprendere di cosa stiamo parlando. Dello spessore dei danni collaterali della pandemia. Nei primi sei mesi del 2020, i ricoveri sono stati 3,1 milioni, contro i 4,3 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il che significa che sono andati perduti 1 milione e duecentomila pazienti, il 28 per cento del totale. Per altro, se si considera che nella statistica sono compresi anche i malati Covid, è agevole concludere che l’attività di cura destinata agli “altri malati” si riduce ulteriormente. E ancora: in 9 mesi, vale a dire da gennaio a settembre 2020, si sono perse qualcosa come 52 milioni di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche, cioè il 30 per cento. Milioni di italiani non sono stati dal cardiologo, dal neurologo, dal ginecologo, dall’oculista e non hanno fatto risonanze, ecografie, tac.

L’unica novità è che con tutti i soldi stanziati per la pandemia e il tempo a disposizione non è stato fatto niente per migliorare la situazione. Anzi in città ci ritroviamo con 4 strutture ospedaliere in meno (*”Incurabili, San Gennaro, San Giovanni Bosco e Loreto Mare”*), e con un territorio e un’assistenza domiciliare ancora assenti!

Come Federazione nazionale Lavoratori e fratelli d’Italia e viste le istanze dei numerosi comitati di quartiere, spontaneamente riunitosi, chiediamo al Ministro della Sanità d’intervenire per ridare nell’ambito della sicurezza sanitaria i pronto soccorso del Loreto Mare e San Giovanni Bosco con le loro relative eccellenze ambulatoriali e di reparto

Anche e in virtù dei dati del vaccino che indicano meno 90 percento di ricoveri per covid e meno 95 percento di morti rispetto al picco – ha concluso il Segretario Generale Fnl Giuseppe Alviti, già medaglia d’argento al valore civile e sindacalista anticamorra premiato recentemente col premio Paolo Borsellino” lotta contro le mafie”.

Studenti Di Infermieristica Pediatrica: “vogliamo Fare Pratica”

“Siamo delle studentesse, frequentiamo il secondo anno di INFERMIERISTICA PEDIATRICA. Da quando è iniziata la pandemia, l’università non è riuscita a garantire la formazione che ci spetta” denunciano con un messaggio alla redazione delle studentesse dell’Università Luigi Vanvitelli, Sede di Napoli.

“Sin dal principio l’università ci ha escluso dalla campagna vaccinale, – continuano le studentesse, – ormai siamo a maggio e ci hanno comunicato di non essere più categoria prioritaria. Allo stesso tempo, però, altri corsi si sono vaccinati e hanno ripreso tirocinio, tra cui anche studenti del 1 anno”.

“Senza il vaccino non ci permettono di entrare in reparto ma di fare la “rete pediatrica: ovvero ognuna di noi viene collocata da un pediatra di base, dove ciò che possiamo fare è rilevare le misure antropometriche. E questo non è il lavoro del futuro, siamo studentesse di un fine secondo anno e abbiamo bisogno di girare nei reparti, approcciarci al paziente, imparare le procedure” raccontano le studentesse.

Studenti di infermieristica pediatrica: “chi ci tutela?“ “Non solo non ci hanno garantito la vaccinazione (nostro diritto) anche il tampone per rientrare è a nostre spese. E se rifiutamo, in quanto soggetti non vaccinati? Rischiamo di perdere ore e di posticipare la laurea a data da destinarsi. Il punto è che ci stanno negando il diritto ad imparare, il diritto ad essere formati nel giusto modo, nel modo in cui ci spetta. Vogliamo fare pratica. Noi siamo i professionisti del domani e non possiamo essere tali se abbiamo una “formazione” che si basa, solo, su attività online e rilevazione dei parametri auxologici“.

“Più volte ci siamo mobilitate a contattare il rettore dell’Università, la direzione sanitaria, da febbraio, ma nulla, mai una riposta.

Totale assenza. La situazione che stiamo vivendo è a dir poco spiacevole.

Ci sentiamo abbandonati da chi dovrebbe guidarci, aiutarci e istruirci. Scoraggiati da questo sistema, sistema sbagliato, in altre università la situazione è ben diversa. Allora chi ci tutela? Ci stanno negando il nostro principale diritto: quello di essere formati. Di entrare nel mondo lavorativo consapevoli di ciò che siamo e di ciò che sappiamo fare. Così facendo, invece, arriveremo a non saper garantire alcuna assistenza, perchè neppure  sapremo cosa sia. Vogliamo assumerci le nostre responsabilità e andare in reparto, vogliamo imparare” concludono le studentesse.

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Covid: giovani imprenditori aprono ristorante a Roma

La sfida di Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli: «Partiremo con asporto e delivery sfruttando social e Uber Eats per farci conoscere, a fine mese apriremo la sala con 100 coperti»

ROMA, 19 OTTOBRE 2020 – “In un periodo in cui il Covid cerca di privarci delle gioie quotidiane, proviamo noi a regalarvene una con un sorriso”. I giovani imprenditori  Vincenzo Falcone  e  Gian Andrea  Squadrilli annunciano così sui loro seguitissimi social network del loro primo locale a  Roma , in viale Isacco Newton 68. «Sfidiamo il periodo di restrizioni dovute all’emergenza sanitaria e apriamo“ Golocious Burger & Wine ”per dare un segno di speranza a tutto il comparto food ea tutto il territorio. Come insegna ci sarà una bocca sorridente, un auspicio di una pronta ripartenza per la ristorazione »spiegano i due.

Un gesto coraggioso, una sfida che partirà l ‘asporto  e il  delivery attraverso Uber Eats (oppure telefonando allo 0683651302), replicando un modello già funzionato con il locale aperto a Napoli il primo giorno della Fase 2. «Partire così ci darà opportunità di farci conoscere sfruttando a pieno le nuove tecnologie e la potenza dei social per entrare nelle case di chi non ci conosce. Un bel mese apriremo la sala con 100 coperti ».

Golocious Burger & Wine  promette di inondare la capitale della filosofia del food porn americano che però si distacca dal junk food per evolversi in prodotto d’eccellenza, frutto di constante ricerca delle materie prime e di studi sull’estetica. Aperto per cena, con ordinazioni dalle ore 18, propone un menù ad hoc: «Partiamo con 6 antipasti, 11 panini e 2 dolci scegliendo ingredienti che mantengono la qualità del prodotto anche portati a casa».

Per iniziare pepite fritte di maiale stirato selezione corbisiero impanate nei corn flakes e servite con salsa barbeque e fonduta di cheddar o la frittatina ai bucatini alla Nerano. Tra i burger spicca il “Suicide” (hamburger di macina golocious 200g, tirato di maiale selezione corbisiero, cheddar, bacon, insalata, pomodoro e salsa bbq), il “Carbonara” (hamburger macina golocious 200g, guanciale croccante, “carbocrema” e provola), il “Crispy” (hamburger di macina golocious 200g, cheddar classico, cheddar bianco, bacon croccante e salsa “crispy”) e l ‘“Iberico” (hamburger di rubia gallega 200g, cecina di rubia gallega, guacamole artigianale e cheddar extra maturo). «Il segreto sta nel bun: soffice, dolce e tiepido, al morso diventa burro».

Ai tre Golociuos aperti a Sorrento, Napoli e oggi Roma, se ne affiancherà un quarto, ancora a Napoli in via Cimarosa.

UFFICIO STAMPA | Alessandro Savoia | info@alessandrosavoia.it  | +39 3289159817

Bolivar, divertimento e trasgressione con “I morti fanno paura?” di Salieri

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 6 e sabato 7 dicembre la commedia vietata ai minori di 18 anni scritta e diretta dal maestro dell’hard: nel cast tre pornostar internazionali

Divertimento e trasgressione venerdì 6 e sabato 7 dicembre al teatro Bolivar di Napoli (via Bartolomeo Caracciolo, 30) con “I morti fanno paura?”, commedia in due atti scritta e diretta dal maestro dell’hard Mario Salieri (spettacolo alle ore 21, biglietto 25 euro, prevendite su www.go2.it).  Una farsa macabra, vietata ai minori di 18 anni, ispirata all’atto unico scritto da Eduardo De Filippo nel 1926 dal titolo “Requie a l’anema soja…”. E non è la prima volta che Salieri si misura con il drammaturgo napoletano. Negli ultimi anni infatti ha realizzato due opere audiovisive rispettivamente intitolate “Il cilindro di Mario Salieri” e “I morti non fanno paura”, entrambe ispirate alle omonime commedie eduardiane.

Nel cast, oltre a consumati attori di teatro, quali Ciro Grano, Carlo Maratea e Alberto Pagliarulo, sono annoverati giovani talenti come Anika Russo, Fausto Bellone, Massimo Polito, Raffaele Calafiore e Bianca Maria Stella. Tra i protagonisti compare anche Franco Pinelli, che nella sua lunga carriera ha lavorato con Eduardo e Luca De Filippo, Pupella Maggio, Aldo Giuffrè e tanti altri mostri sacri del teatro italiano. Da segnalare anche la partecipazione di Rossella Visconti, Valeria Borghese e Monique Covet, tre pornostar di fama internazionale.

La vicenda è ambientata a fine anni 60 nel quartiere di Montecalvario dove una coppia di sposi per arrotondare le esigue entrate economiche è costretta ad affittare uno spazio del proprio appartamento ad un commesso viaggiatore, un uomo che nella vita ha subito molte disgrazie e che è ossessionato dalla paura dei morti. Da questa premessa si sviluppa una storia divertente e al tempo stesso tragica, incentrata sulle superstizioni tipiche del popolo partenopeo. Ma in questa commedia nulla è come sembra e lo spettatore si troverà direttamente coinvolto in situazioni inattese, spesso dal sapore trasgressivo. 

L’obiettivo di Salieri è certamente quello di creare una crepa nella linea di demarcazione che storicamente divide il mondo del porno da quello dei puristi della settima arte. E lo ha fatto dedicandosi alla realizzazione di film ispirati alla drammaturgia eduardiana, candidandosi alla direzione artistica del teatro Trianon Viviani di Napoli, recentemente assegnata a Marisa Laurito, e mettendo in scena la commedia che sarà rappresentata al Teatro Bolivar di Napoli il 6 e 7 dicembre.

Napoli, la gaffe del ministro Bonisoli: “Muti ha una certa età”

Il ministro replica così al maestro che aveva criticato il no del Mibac al trasferimento di un’opera di Caravaggio al museo di Capodimonte in occasione di una mostra

“Il maestro Muti ha una certa età, gli voglio bene ed è una grande figura della musica italiana, lo abbraccio”. Risponde con queste parole il ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli, alle parole del maestro di fama mondiale Riccardo Muti.

Napoli, la gaffe del ministro Bonisoli: “Muti ha una certa età”

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Il direttore d’orchestra nei giorni scorsi, in un’intervista a Repubblica, aveva commentato il no del Mibac al trasferimento delle “Sette opere di misericorda” di Caravaggio dal Pio Monte al Museo di Capodimonte per la mostra “Caravaggio Napoli”, al via il 12 aprile. “Negare quel Caravaggio al museo è un danno all’Italia”, aveva detto Muti.ù

Napoli, “Le sette opere di misericordia” di Caravaggio
Il no del ministero al prestito delle “Sette Opere di Misericordia” di Caravaggio dal Pio Monte al Museo di Capodimonte è frutto “di valutazioni tecniche – ha poi aggiunto Bonisoli – Quando bisogna decidere, e ricordo che io non sono un tecnico, penso a gestire questa pala come se fosse mia personale e quindi penso a quello che potrebbe accadere a un quadro se un esperto dice che corre dei rischi”.

Napoli, Bonisoli: “E’ in corso una valutazione dei direttori della Riforma Franceschini”

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“Bisogna fare una valutazione – ha detto – anche se la movimentazione è di soli due chilometri e non di un viaggio di un’opera a New York”. Sulle polemiche seguite al no allo spostamento dell’opera, Bonisoli ha detto: “La dialettica va sempre bene, abbiamo fatto un ragionamento con il direttore Bellenger e il direttore del Pio Monte per trasformare quello che potrebbe essere una criticità in un vantaggio”.

Salvini a Napoli: “La camorra fa schifo. li staneremo casa per casa.

Via Chiaia, manifestanti protestano contro Matteo Salvini in visita a Napoli. All’indirizzo del vicepremier e ministro dell’Interno, impegnato in un vertice in Prefettura, sono state lanciate monetine. L’ingresso della Prefettura è bloccato da un fitto cordone delle forze dell’ordine in assetto antisommossa. I manifestanti hanno urlato “mariuò”, ladro: il riferimento, spiegano i manifestanti è alla vicenda dei 49 milioni della Lega.

I rom
Intanto Salvini, nel corso del vertice, dà la sua ricetta sui campi rom: “L’obiettivo è campi rom zero, come in tutta Europa. Il problema non sono i rom; su 160mila rom quelli che vivono nei campi sono una minima percentuale, circa il 20 per cento, perché gli altri vivono in una casa, pagano mutuo o affitto e pagano le tasse. Quelli che hanno diritto a un’abitazione sostitutiva la avranno. Diritti a chi ha diritti e pugno di ferro a chi non ne ha”.

La camorra
Ma il ministro dell’Interno promette più impegno anche sul piano della lotta alla criminalità: “Al di là delle belle parole l’impegno  è portare almeno cento uomini delle forze dell’ordine in più a Napoli entro la fine dell’anno. Conto di dare una mano a questa città ribadendo con i fatti, e non con le parole, che la mafia fa schifo e la camorra fa schifo. Li inseguiremo quartiere per quartiere, via per via, pianerottolo per pianerottolo. L’ obiettivo finale è deportare e cancellare la camorra, far sentire a ogni singolo camorrista lo schifo che è. Io tornerò a novembre per un altro Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, vedremo chi ha la testa più dura. Ne presiederò uno al mese, conto di tornare avendo già qualche risultato”

Riace
E sul caso del sindaco di Riace, Domenico Lucano, arrestato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: “Su Riace chiedete a Saviano, alla Boldrini, ai campioni dell’ immigrazione fuori controllo un commento. Io vado avanti chiudendo i porti, facendo risparmiare agli italiani e agli immigrati regolari e perbene un sacco di soldi e di tempo. Verrò personalmente a fare gli sgomberi: ho chiesto di darmi un quartiere per partire con la bonifica, suoneremo campanello per campanello e prenderemo chi occupa abusivamente case”.

Il vicepremier Di Maio: «Volo in Cina in classe economica», ma il biglietto è da business class

Evviva, un vicepremier e ministro che va in Cina, via Amsterdam, non con un volo di Stato ma con un volo di linea. E Luigi Di Maio mostra su Instagram, tutto contento il ticket da “cittadino normale che viaggia in economy” e non da mandarino della casta. Però c’è un però.

La prova provata che Di Maio vola come tutti in categoria risparmio non regge  all’esame che in tanti – sulla base del video gioiosamente postato dal vicepremier – hanno subito fatto sul biglietto mostrato. Il volo è il KLM 1604. E si è subito scoperto un particolare che contrasta con la retorica pauperistica (che è sempre scivolosa) sostenuta da Di Maio. In base al posto assegnato (5C) il vicepremier in realtà non in  economy ha viaggiato ma  in business class. In base al volo è possibile risalire al modello di aereo utilizzato dal vettore: si tratta di un Boeing 737-800. Sul sito di KLM c’è una pagina dedicata alla configurazione interna dell’aereo dalla quale si evince che il posto 5C è generalmente utilizzato per i posti di Europe Business Class.

Magari se in Cina andava  in autobus, come ha fatto una volta Roberto Fico sia pure non per Pechino ma girando per Roma,  Di Maio avrebbe risparmiato di più e avrebbe fatto una figura migliore.