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Lavori in corso per il giovane produttore di New York : dopo "Godka Cirka" e “Only Solomon Lee” per Federico Guarascio è la volta di “Carcere Mare”

Federico Guarascio, 34 anni, si occupa di produzione di film e documentari. Da tre anni vive a New York, dove le opportunità per i produttori indipendenti sono tante. Ha catturato l’attenzione di City Roma già da qualche tempo in quanto produttore di molte opere cinematografiche di successo, da Godka Cirka a Only Solomon Lee e abbiamo deciso di fare una chiacchierata più approfondita con lui per conoscere chi è e saperne di più sui lavori che ha fino ad oggi svolto.

Mentre ci svela molte delle sue vicissitudini oltreoceano, gli incontri emozionanti ed esperienze professionali che non avrebbe mai immaginato di vivere così intensamente, facciamo “un passo indietro” e per prima cosa gli domandiamo com’è che si inizia questo percorso, in che maniera lui hai dato vita e forma ai sogni e ai progetti che aveva nel “cassetto” trasformandoli in lavori di successo.

Federico sembra molto felice della domanda e con entusiasmo ci spiega che aveva delle idee che voleva trasformare in progetti audiovisivi e così ha cominciato ad autoprodursi i primi progetti “servendosi” dei rudimenti che aveva appreso lavorando tempo addietro per un’agenzia pubblicitaria.

Federico Guarascio chiacchiera con Flavio Bucci

Le storie che la Grande Mela offre sono infinite – racconta Federico non appena iniziamo la chiacchierata con lui – si può trovare inspirazione in ogni angolo o stazione della metro, in moltissimi volti e numerose personalità che si incontrano per strada. Almeno per me è stato così…

Federico Guarascio con RJ Mitte (Breaking Bad)

C’è un lavoro ambizioso di Antonio Tibaldi e Alex Lora dove ricopri il ruolo di coproduttore: Godka Cirka. Come nasce e in che modo si evolve?

Si tratta di un documentario osservazionale sulla vita di tutti giorni delle donne di Beerato, una regione sperduta della Somalila, dove il tempo sembra essersi fermato in un’altra epoca. Questa comunità quasi esclusivamente femminile e’ dedita alla pastorizia perciò è fortemente legata ai cicli naturali e ad una concezione del tempo per lo più sconosciuta in occidente. Con questo documentario abbiamo cercato di tradurre in immagini questo legame simbiotico delle donne con la natura, lasciando al lirismo del linguaggio cinematografico il compito di sopperire ciò che le parole non possono comunicare.

Insieme ad Alex Lora sul set

Alex Lora è un regista con cui hai poi lavorato in successive occasioni. Che tipo di persona è lui? In particolare, ci tratteggi a grandi linee il prodotto dove avete di recente collaborato “Only Solomon Lee”?

Alex e’ un artista completo, non importa quale sia il mezzo, montaggio, ripresa, color correction, la sua visione ed il suo stile emergono sempre in modo distinto e unico. Per cui e’ un immenso piacere lavorare con lui. Oltretutto e’ una persona gentilissima e non perde mai la calma, una dote rara tra i filmmakers.

Only Solomon Lee nasce come la tesi di laurea di Master di Alex Lora, sotto la supervisione di Chantal Akerman. E’ un corto che mostra il grande talento visivo e narrativo di Alex e al quale io ho avuto la fortuna di collaborare. Il riferimento principale è Holy Motors di Leos Carax al quale si inspira per tematiche e una sublime violenza grafica carica di una forte pulsione sessuale. Una sorta di Espressionismo estetizzante. Un lavoro che ci è valso diversi premi e di cui andiamo fieri.

Su set con Alex Lora

Attualmente impegnato in “Carcere Mare”, in coproduzione con il regista Antonio Tibaldi. Come prende vita un progetto così ambizioso? Quanti anni dura “lo studio” prima della realizzazione?

Carcere Mare, e’ nato da un’idea di Antonio. Per anni abbiamo provato a chiedere il permesso di girare sulla Gorgona. Poi, in modo del tutto inaspettato, quando ormai non ci speravamo più, il permesso ci e’ stato concesso. Questo avveniva nel 2017, da allora Antonio e’ andato nell’isola in diverse occasioni rimanendo ogni volta diverse settimane. L’ultimo viaggio risale all’estate scorsa. Stiamo attualmente lavorando ad un primo montaggio che verrà poi ovviamente visionato e modificato ulteriormente. Sarà un lavoro intenso che durerà per i prossimi mesi.

New York, esplosione alla stazione bus a Manhattan. Arrestato l’attentatore, ferito nello scoppio

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L’uomo ha 27 anni e si chiama Akayed Ullah. Ha agito da solo. Altre tre persone sono rimaste ferite ma non sono in pericolo di vita. Ordigno costruito sul posto di lavoro Un’esplosione è avvenuta alle 7.30 del mattino (ora locale) a Port Authority, la stazione centrale dei bus a New York nei pressi di Times Square, tra la 42esima strada e l’ottava Avenue, a Manhattan. Quattro i feriti, nessuno dei quali in pericolo di vita.

LA MAPPA 

Secondo le prime comunicazioni ufficiali, l’esplosione è stata causata da un ordigno artigianale, un ‘tubo-bomba’, che sarebbe esploso in un sottopassaggio prima del previsto ferendo lo stesso attentatore. La polizia sta indagando per terrorismo e ha confermato l’arresto di una persona.

L’uomo ha 27 anni e si chiama Akayed Ullah. Lo affermato il capo della polizia di New York, James O’Neill. L’uomo è attualmente ricoverato all’ospedale di Bellevue. Ha confezionato l’ordigno sul luogo di lavoro. Non sono stati forniti dettagli sui possibili legami tra il sospetto e l’isis. A chi gli ha chiesto se ne avesse, O’Neill ha risposto: “Ha fatto dichiarazioni” senza spiegare altro

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L’uomo portava addosso l’ordigno (un tubo metallico e delle batterie), fissato sotto la giacca con dell’adesivo. Secondo le ultime dichiarazioni del sindaco di New York Bill De Blasio, non sono stati trovati altri ordigni, né ci sarebbero complici. “Ho agito per vendetta”: questo avrebbe detto l’attentatore agli investigatori dell’Fbi – secondo quanto riportano alcuni media americani. Ullah, secondo le prime ricostruzioni, è un ex tassista originario del Bangladesh che vive a Brooklyn. “Hanno bombardato il mio Paese e volevo fare del male qui” dice durante l’interrogatorio.

Le linee della metropolitana A, C ed E, che si incrociano nei pressi del luogo dove è avvenuta l’esplosione sono state fatte evacuare ma ora hanno ripreso a funzionare regolarmente.

Sono al vaglio degli investigatori le immagini sottostanti, riprese da una telecamera di sorveglianza che riprenderebbero l’uomo poco prima dell’esplosione.

New York, in un video l’esplosione nel bus terminal di Manhattan

Il terminal di scambio al momento dello scoppio era molto affollato di viaggiatori e pendolari ed è utilizzato in media da 250 mila utenti al giorno.