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Donate più di 100 colombe ai medici dell’Ospedale Spallanzani a Roma

Purosud, la pasticceria che celebra i sapori del Sud Italia a Roma ha donato all’Ospedale Spallanzani 100 colombe artigianali per ringraziare medici e infermieri per il loro prezioso lavoro. 

Inoltre ha messo a disposizione sul suo e-shop le colombe ad un prezzo speciale (solo €15), con consegna gratuita, per permettere a chiunque di partecipare alla donazione con il proprio contributo. 

Sicuramente una bellissima iniziativa per la Capitale: c’è bisogno di gesti del genere in questo difficile momento storico che il Paese sta attraversando.

Universitari via dal Civico “Disagi in ospedale”

PALERMO – Disservizi, mancanza di personale e macchinari fuori uso.  A denunciare la situazione in cui verserebbe l’Arnas Civivo è il sindacato Cimo. “L’assenza di programmazione delle assunzioni, la pessima governance dell’azienda e segnatamente dell’Ospedale dei Bambini-Di Cristina – si legge in una nota del sindacato – fondata sulla presenza degli universitari sta creando caos e difficoltà sia nell’assistenza sanitaria ambulatoriale che nell’assistenza ospedaliera”.Qualche giorno fa Giovanni Corsello, primario di Pediatria col doppio incarico all’ospedale dei Bambini e al Policlinico, si è dimesso. “Il direttore sanitario – prosegue la nota – ha sospeso dalle attività assistenziali tre medici universitari facendo così venire meno sia le attività ambulatoriali che i Day Hospital dell’ospedale dei Bambini, sia mettendo in crisi il già precario sistema delle guardie attive mediche notturne festive sia della Pediatria 4 e delle Malattie Infettive; ma come se non bastasse si sono messe in crisi le reperibilità dei medici di entrambe i reparti ospedalieri. La direttiva della direzione è giunta senza alcun preavviso e solo per via telefonica. In atto gli altri medici con contratto ospedaliero stanno cercando di coprire i turni lasciati vacanti. Ma seria preoccupazione viene espressa sulle attività degli ambulatori e nei day hospital di gastroenterologia, endocrinologia e reumatologia. Il prossimo accesso di numerosi pazienti con patologie anche gravi è già previsto per martedì prossimo”.

Ma la situazione più grave, secondo il Cimo, riguarderebbe i malati oncologici: “Delle tre risonanze magnetiche solo una è funzionante ed i malati oncologici vengono inviati fuori dall’azienda, presso privati, per effettuare l’esame per la stadiazione della patologia oncologica”.

Angelo Collodoro, vice segretario regionale, sottolinea: “Se la direzione strategica aziendale avesse messo nella programmazione sanitaria lo stesso impegno profuso nella cura dell’immagine certamente gli gli operatori sanitari e l’assistenza sanitaria non verserebbero nella crisi in cui si dibattono ormai da qualche anno”.

All’ospedale per un ictus, si scopre che doveva essere arrestato

Finisce in ospedale, in gravi condizioni, a causa di un ictus e, una volta ricoverato, dagli accertamenti della Polizia emerge che nei suoi confronti doveva essere eseguito un ordine di carcerazione del Tribunale di

Teramo: protagonista della vicenda è un uomo di 63 anni, M.D.A., la cui ultima residenza nota è a Silvi (Teramo). Il 63enne è attualmente ricoverato all’ospedale di Pescara. Dopo l’ictus l’uomo è finito all’ospedale di Penne ( Pescara), ma a causa delle condizioni gravissime martedì sera è stato trasferito a Pescara, nel reparto di Rianimazione, dove è ora ricoverato in prognosi riservata. Gli agenti del Posto fisso di Polizia dell’ospedale del capoluogo adriatico, diretti dall’ispettore capo Roberto Piserchia, hanno avviato gli accertamenti ed hanno
appurato che al 63enne doveva essere notificato l’ordine di carcerazione. L’uomo deve infatti scontare sette mesi, pena sospesa, per truffa. I fatti sono avvenuti alcuni anni fa.

Pescara, giovane madre muore in ospedale

PESCARA . Era entrata in ospedale lunedì con i sintomi di una gastroenterite. Ma ieri notte, inspiegabilmente, è morta nel sonno. Gelsomina Collevecchio aveva 34 anni, un marito, una figlia di appena 18 mesi, genitori, un fratello e amici che le volevano bene, e tanta voglia di vivere.
Ora i suoi cari si chiedono perché sia successo tutto questo, e soprattutto, se si poteva evitare. La giovane donna è stata trovata morta ieri mattina nel suo letto del reparto di medicina, dove era stata ricoverata in seguito all’improvviso malore che aveva accusato nei giorni precedenti.
Gelsomina, originaria di Spoltore, dopo il matrimonio si era trasferita a Montesilvano. A Spoltore aveva tanti amici ed era molto conosciuta per le sue attività nel coro della parrocchia, e anche perché apparteneva a una famiglia di imprenditori che da anni gestisce un’importante macelleria nel centro del borgo.
Giunta in pronto soccorso in preda a una crisi gastroenterica acuta, al triage le avevano assegnato un codice verde. Dopo la solita attesa riservata ai casi che non sono ritenuti urgenti, come può essere appunto un codice verde, la ragazza era stata ricoverata nel reparto di medicina, dove le sue condizioni non erano apparse particolarmente preoccupanti. Martedì il marito si era recato a farle visita, e a detta degli amici, nulla lasciava presagire la tragedia che si sarebbe consumata di lì a poche ore, quando, durante la notte, Gelsomina si è addormentata per non svegliarsi più.
A trovarla priva di vita nel suo letto, ieri mattina, sono stati gli infermieri del reparto nel corso del primo giro per la somministrazione della terapia.
Gelsomina se n’era andata in silenzio, senza che alcuno si accorgesse di niente. Di fronte alla morte improvvisa di una giovane donna, sono stati gli stessi responsabili del reparto a richiedere l’esame autoptico, per capire le cause di quel decesso inspiegabile.
Nel frattempo, però, anche il marito della giovane donna, devastato dal dolore, si era recato alle autorità perché si facesse luce su quella morte improvvisa, presentando una denuncia alla Procura della Repubblica.
Il pm Anna Benigni ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, un atto dovuto per poter procedere a tutti gli accertamenti peritali necessari e al sequestro della cartella clinica, già effettuato.
Il pm ha anche disposto l’autopsia per capire come si possa morire così, a 34 anni.
«Non posso dire nulla», ha detto il primario del reparto, il dottor Paolo Di Berardino, «perché c’è stato il sequestro della cartella clinica e sono in corso delle indagini».
La salma ora si trova all’obitorio, in attesa dell’esame autoptico, prima di poter essere riconsegnata ai familiari distrutti dal dolore, perché possano provvedere alle esequie. (a.bag.)
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FROSINONE. L’ospedale intrappolato dai tifosi

Il Pronto soccorso dell'ospedale di Frosinone
NEL CAPOLUOGO
Completamento della Monti Lepini e strada di collegamento tra viale Olimpia e viale Michelangelo. L’apertura del nuovo stadio Benito Stirpe di Frosinone ha evidenziato le criticità già note che ora l’amministrazione comunale vuole risolvere. Anche lunedì sera è emersa la necessità di adeguare il secondo tratto della Monti Lepini che dalla rotatoria di via Fabi arriva al casello autostradale. All’uscita dell’impianto in migliaia si sono riversati su questa strada priva di marciapiedi e di illuminazione a piedi. Una situazione pericolosissima cui va posto immediato rimedio se non si vuole assistere a qualche tragedia futura. Ed ecco perché proprio ieri mattina si è svolta in comune una riunione tecnica tra sindaco, assessore ai Lavori Pubblici, direttore generale e tecnici per fissare le priorità.
L’AVVIO DEI LAVORI
Il nuovo bando per i lavori della Monti Lepini, avendo già il finanziamento, è previsto per la fine dell’anno. Se tutto l’iter burocratico dovesse procedere bene i lavori potrebbero iniziare nei primi mesi del 2018. Si prevede la realizzazione di altre tre rotatorie più marciapiedi e pubblica illuminazione. Ora che c’è anche lo stadio questa strada un tempo considerata periferica ha assunto una centralità importante. Tempi lunghi ancora per il collegamento tra viale Olimpia e viale Michelangelo, strada destinata all’afflusso e deflusso della tifoseria ospite e che libererebbe viale Michelangelo sia per far scorrere il traffico sia per aumentare i posti auto intorno all’impianto. Si è deciso però che l’intervento lo farà la pubblica amministrazione per accorciare i tempi. Si tratta di una strada di poco più di 300 metri che passa tra il palasport (sede del parcheggio per gli ospiti) e il palazzo sede degli uffici amministrativi dell’ex provveditorato agli Studi. Qui il comune deve espropriare un paio di terreni. Poi ottenute le autorizzazioni del caso si potrà procedere con i lavori. Ma oramai se ne riparlerà al prossimo campionato e pertanto i disagi di questi giorni saranno destinati a rimanere.
AMBULANZE BLOCCATE
La presenza dello stadio sta però creando qualche problema anche all’ospedale. I tifosi stanno lasciando le auto all’interno dei parcheggi dell’Ospedale. Risultato? In uscita l’intera zona della Asl è paralizzata dal traffico e persino le ambulanze o il personale addetto ai soccorsi trovano difficoltà nella mobilità. Anche in questo caso va organizzata meglio la disponibilità dei parcheggi. Intanto al vecchio Matusa ci si sta preparando per l’entrata nel parco che avverrà domenica prossima. Le imprese stanno demolendo le recinzioni interne ed i muretti di cemento. Si entrerà nell’area del Matusa che per la prima volta sarà libera e priva delle tribune del vecchio stadio. Il vero parco però sarà realizzato nel corso dell’anno per aprire i battenti alla cittadinanza solo a fine primavera.
Gianpaolo Russo

Atri, inaugurato in ospedale “L’angolo di Cecilia”

La consegna dell'assegno di 5mila euro in Comune

La consegna dell’assegno di 5mila euro in Comune

Una stanza operativa del Centro Fibrosi Cistica intitolata alla giovane vittima dell’hotel Rigopiano: 5.300 euro dal Vaffanclub di J-Ax

ATRI. Era nata come raccolta fondi in memoria di Cecilia Martella – una delle 29 vittime della tragedia dell’hotel Rigopiano – quella avviata dal “Vaffanclub di J-Ax” di cui la 24enne Cecilia faceva parte e che riunisce i fan del cantante J-Ax. Ora gli oltre 5mila euro (5.300 per l’esattezza) raccolti dal club sono stati donati al Centro regionale Fibrosi Cistica di Atri (Teramo), diretto da Paolo Moretti. Oggi la cerimonia di donazione nel municipio della cittadina abruzzese. Alla raccolta hanno partecipato lo stesso J-Ax e la sua band, donando oggetti personali messi all’asta. Una targa è stata affissa in una stanza operativa del centro, che ha sede nell’ospedale di Atri, che si chiamerà “L’angolo di Cecilia”.

I genitori di Cecilia Martella con J-Ax e Fedez

«Ho molto apprezzato il gesto di questo fan club – dichiara il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi – da subito hanno dimostrato affetto per la nostra concittadina Cecilia e hanno trasformato in gesto concreto questo loro legame. I fondi raccolti andranno al Centro Regionale Fibrosi Cistica che ha sede nel nostro ospedale ed è un fiore all’occhiello per la nostra comunità. Un segno importante di altruismo in ricordo di una ragazza unica che ha perso la vita in una delle tragedie più dolorose per la nostra regione». Alla cerimonia hanno partecipato anche i familiari di Cecilia e i responsabili del “Vaffanclub”.