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Roma, auto perde il controllo e travolge un uomo: morto 60enne

Incidente mortale questo pomeriggio alle 14.30 circa sui via Ostiense all’altezza di via Frugoni. Per cause in corso d’accertamento un uomo di 43 anni alla guida di un Volkswagen Caddy ha perso il controllo del mezzo mentre procedeva in direzione centro. Dopo aver invaso la corsia opposta, dove non transitavano altri veicoli, l’automobile si è schiantata sul muro travolgendo un pedone che camminava nel corridoio fuori dalla sede stradale verso Ostia.

L’uomo di 60 anni è stato trasportato all’ospedale Sant’Eugenio ma non ce l’ha fatta. L’automobilista si è fermato a prestare soccorso ed ora si trova in ospedale per effettuare gli accertamenti di rito. Secondo una prima sommaria ricostruzione la vittima dalla stazione della metropolitana stava andando a riprendere la macchina parcheggiata quando è stato investito. Al momento una delle ipotesi è che l’automobilista abbia avuto un colpo di sonno. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale di Roma Capitale IX gruppo Eur. Per effettuare i rilievi il tratto di strada da via del Pattinaggio al luogo dell’incidente è chiuso in direzione Ostia.

A Ostia la mafia c’è, condannati 7 affiliati del clan Spada

ZEPPERI_VEROLI_FROSINONE_ARNALDO.jpgA Ostia la mafia c’è. Almeno secondo la sentenza emessa dai giudici di piazzale Clodio. Il tribunale chiamato a esprimersi sul processo “Sub Urbe” ha infatti condannato sette imputati del clan Spada ad oltre 56 anni di carcere. Inoltre gli imputati, ai quali è stata riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso, saranno costretti a sborsare un il cospicuo risarcimento richiesto dalle parti civili: Libera, la Regione Lazio, Roma Capitale, l’Associazione Caponnetto, Sos impresa e le famiglie delle vittime.
“Gli episodi violenti si caratterizzano come affermazione di supremazia sul territorio. Sono espressione di una strategia articolata che vede un’organizzazione criminale su base familiare, quella degli Spada, cercare di affermarsi su Ostia”, avevano affermato i pm durante la requisitoria, al momento termine della quale erano stati richiesti 93 anni di carcere e 209 mila euro di multa.

E ancora: “Depotenziare i Baficchio. Acquisire gli ambiti criminali e territoriali dove operavano. Realizzare fatti con modalità tali da rendere palese la successione criminale”. L’omertà delle vittime, le intimidazioni, gli schiaffi umilianti in pubblica piazza, le estorsioni, le gambizzazioni, la gestione delle case popolari e le spedizioni punitive. L’antica rivalità tra i Fasciani e i Triassi, lascia il posto a quelli che un tempo erano i loro alleati: Gli Spada e i Baficchio. Gli scontri erano all’ordine del giorno. Le azioni dimostrative avrebbero il loro peso: “Dopo il duplice omicidio avvenuto in pieno giorno e in pubblica via (quello di Galleoni e Antonini ndr) – aveva spiegato in aula la procura – Massimo Cardoni è stato gambizzato proprio fuori dal supermercato che ‘proteggeva’”. Sono vicende terribili quelle raccontate dai collaboratori: “Giovanni Galleoni portò “Lelli” (Massimo Massimiani ndr) presso un garage. Giovanni aveva la disponibilità di un piccolo magazzino insonorizzato con della gomma piuma, da lui utilizzato come ‘stanza delle torture’”. Massimiani, accusato di “essere passato dalla parte degli Spada”, era riuscito a scappare. Così “dopo l’omicidio di Giovanni Galleoni il ruolo di leader nella zona della “vietta” (via Antonio Forni, una piazza di spaccio ndr) è stato assunto proprio da Massimo Massimiani”. I Galleoni furono messi in minoranza. Gli alloggi popolari diventarono terreno di scontro: “le case di diritto pubblico – continuavano i pm – vengono gestite e assegnate da chi non ha l’autorità pubblica”, per controllare le strade e “umiliare i Baficchio cacciandoli di casa”. “La sentenza riconosce l’ottimo lavoro degli inquirenti. I cittadini hanno conferma che lo Stato è pronto a dare sostegno a chi denuncia le mafie radicate sul territorio”, afferma Giulio Vasaturo, l’avvocato che rappresenta l’associazione Libera, costituitasi parte civile. “Questa è la vera mafia capitale. La regione Lazio è a fianco dei cittadini in difesa della legalità”, commenta l’avvocato Luca Petrucci, che rappresenta la Regione Lazio.

Furto di ostie in chiesa, potrebbe essere collegato a riti satanici

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Il sacerdote della parrocchia che ha subito il furto lancia l’allerta sulla diffusione del satanismo sul territorio.


ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – L’ombra delle messe nere aleggia sul crotonese. Un furto sacrilego è stato compiuto la notte scorsa nella chiesa di San Rocco a Isola Capo Rizzuto. A renderlo noto è stato il parroco di Isola Don Edoardo Scordio in una nota della Misericordia, evidenziando che, “stranamente, sono stati prelevati soltanto il calice sacro, le chiavi del tabernacolo e l’eucarestia consacrate“. “Cosa c’è dietro?”, si è chiesta la Misericordia definendo il fatto “preoccupante e, soprattutto, inquietante”. “Potrebbe trattarsi di semplice ragazzata – prosegue la nota – oppure, ipotesi ben più preoccupante, satanismo”. I ladri sono entrati dalla finestra del bagno e da qui in sacrestia. Dopo avere rubato l’eucarestia – circa un centinaio di ostie consacrate – i ladri hanno chiuso a chiave il tabernacolo portandole via. “Un fatto gravissimo – ha detto don Scordio – che apre a scenari allarmanti. Sono episodi che lasciano presagire la presenza di gruppi satanici”. Il fatto è stato denunciato ai carabinieri e all’arcivescovo di Crotone Domenico Graziani annunciando la chiusura momentanea della cappella: “La chiesa restera’ chiusa per sacrilegio fino a quando l’arcivescovo non verra’ nuovamente a consacrarla. Per il momento, quindi, non sara’ possibile celebrare messe, ma si potranno fare soltanto preghiere di riparazione”.  Sul posto c’erano diversi calici, ma ad essere sottratto e’ stato soltanto quello principale con cui viene celebrata la messa. “Ho scoperto tutto questa mattina intorno alle otto – ha commentato don Edoardo Scordio – e per questa sera ho convocato il consiglio pastorale, invitando anche il Sindaco, poiche’ si tratta di un fatto anomalo su cui bisogna fare chiarezza”.

 

IL RITUALE DELLE MESSE NERE

La messa nera è celebrata in latino secondo un rito che ricalca quello della messa tridentina cattolica: ad esempio la frase “Adiutórium nostrum in nómine Dómini” viene trasformata in “Adiutórium nostrum in nómine Dómini Inferi”. Secondo alcuni studiosi cattolici per officiare una messa nera sono necessarie ostie consacrate e liquidi sia maschili che femminili (sperma e sangue mestruale). Tale miscuglio, che viene preparato in anticipo, è un elisir che si pone in un calice e serve a dare l’immortalità. “La messa satanica – spiega il Gabriele Gaudieri noto esperto di satanismo – è un rituale assai complesso, che non deve essere confuso con altri atti satanici: essa, in verità, è piuttosto rara. Generalmente durante il rito viene posta sull’altare una giovane donna (spesso vergine),la quale viene masturbata dall’officiante che può anche immergere l’ostia, spesso rubata da una Chiesa, nella vagina della ragazza. Inizia poi una litania in latino con bestemmie, offese a Cristo e con crocifissi rovesciati. La messa satanica rappresenta un vero e proprio delirio, una sintesi di pseudo-misticismo e furore erotico di natura patologica. Molte persone che praticano questi riti sono diventate siero-positivi e/o hanno contratto epatite “b” o “c”. Sono riti cruenti e regressivi, che spingono un essere umano al confine con un mondo “animalesco” e perverso. In ogni caso va detto che non tutte le sette praticano simili riti, ma solo un 35% di esse, mentre le altre praticano riti meno abominevoli”.

Ostia, riti satanici tra gli scavi romani: mausoleo utilizzato per fare messe nere

di Mara Azzarelli
«Quando abbiamo riaperto il cantiere abbiamo ritrovato danni e un degrado drammatici. Durante l’inverno ignoti sono entrati e hanno bivaccato nell’area lasciando fra i ruderi di tutto».
La denuncia è degli archeologici e si riferisce ai lavori di scavo di Ostia Antica, nell’area del parco dei Ravennati dove un imponente studio effettuato da un team di ricercatori americani e canadesi dell’American Institute con la supervisione della Soprintendenza sta portando alla luce una Domus del IV secolo d.C. e un Mausoleo di duemila anni. Peccato che pochi giorni fa gli studiosi che hanno ripreso lo scavo, abbiano fatto l’amara scoperta.

​I teppisti hanno violato la zona, preziosissima da un punto di vista archeologico e culturale, lanciato bottiglie fra i reperti e staccato quelli che sono solo apparentemente dei “paletti di ferro” per fare forse dei misteriosi rituali. «Quelli – riflette uno studioso – non sono dei paletti di ferro ma le indicazioni che delimitano il perimetro dello scavo. Chi li ha staccati ha fatto un danno scientifico a cui siamo stati costretti a porre rimedio». A motivare lo sfregio ai danni di questo sito non c’è solo il raid vandalico ma persino un retroscena satanica. All’interno dell’area si trova infatti la tomba di un bambino coperta da una lastra di piombo che secondo alcune interpretazioni potrebbe far pensare a una maledizione.

CERIMONIE NOTTURNE

Una versione che dopo ulteriori approfondimenti ha perso d’interesse per gli studiosi ma che a quanto pare continua ad attirare i satanisti che di notte si ostinano a frequentare il parco lasciando incisioni (compreso il numero satanico 666) e resti di sedute spiritiche come piume di uccelli e residui di falò. «Sulla lastra di piombo – racconta lo studioso – non c’è l’incisione che conferma la maledizione: la spiegazione non è suffragata dai fatti ma qualcuno forse la prende ancora per buona». Rimane la fragilità di quest’area rispetto alle incursioni, di qualunque natura esse siano.

«Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale – avverte Solideo Maraschio dell’associazione Ostia Antica Nostra – di proteggere il parco con una recinzione più alta. Le incursioni sono troppe e i danni continui». Negli ultimi tempi la zona intorno agli Scavi è stata oggetto anche di un altro tipo di visite, meno misteriose ma altrettanto sgradite. Le macchine dei visitatori dell’ex Colonia Romana vengono spesso ritrovate con i vetri spaccati e saccheggiati di oggetti, monete e qualsiasi altra cosa venga lasciata sul cruscotto e o sui sedili.

di Mara Azzarelli
«Quando abbiamo riaperto il cantiere abbiamo ritrovato danni e un degrado drammatici. Durante l’inverno ignoti sono entrati e hanno bivaccato nell’area lasciando fra i ruderi di tutto».

La denuncia è degli archeologici e si riferisce ai lavori di scavo di Ostia Antica, nell’area del parco dei Ravennati dove un imponente studio effettuato da un team di ricercatori americani e canadesi dell’American Institute con la supervisione della Soprintendenza sta portando alla luce una Domus del IV secolo d.C. e un Mausoleo di duemila anni. Peccato che pochi giorni fa gli studiosi che hanno ripreso lo scavo, abbiano fatto l’amara scoperta.

​I teppisti hanno violato la zona, preziosissima da un punto di vista archeologico e culturale, lanciato bottiglie fra i reperti e staccato quelli che sono solo apparentemente dei “paletti di ferro” per fare forse dei misteriosi rituali. «Quelli – riflette uno studioso – non sono dei paletti di ferro ma le indicazioni che delimitano il perimetro dello scavo. Chi li ha staccati ha fatto un danno scientifico a cui siamo stati costretti a porre rimedio». A motivare lo sfregio ai danni di questo sito non c’è solo il raid vandalico ma persino un retroscena satanica. All’interno dell’area si trova infatti la tomba di un bambino coperta da una lastra di piombo che secondo alcune interpretazioni potrebbe far pensare a una maledizione.

CERIMONIE NOTTURNE

Una versione che dopo ulteriori approfondimenti ha perso d’interesse per gli studiosi ma che a quanto pare continua ad attirare i satanisti che di notte si ostinano a frequentare il parco lasciando incisioni (compreso il numero satanico 666) e resti di sedute spiritiche come piume di uccelli e residui di falò. «Sulla lastra di piombo – racconta lo studioso – non c’è l’incisione che conferma la maledizione: la spiegazione non è suffragata dai fatti ma qualcuno forse la prende ancora per buona». Rimane la fragilità di quest’area rispetto alle incursioni, di qualunque natura esse siano.

«Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale – avverte Solideo Maraschio dell’associazione Ostia Antica Nostra – di proteggere il parco con una recinzione più alta. Le incursioni sono troppe e i danni continui». Negli ultimi tempi la zona intorno agli Scavi è stata oggetto anche di un altro tipo di visite, meno misteriose ma altrettanto sgradite. Le macchine dei visitatori dell’ex Colonia Romana vengono spesso ritrovate con i vetri spaccati e saccheggiati di oggetti, monete e qualsiasi altra cosa venga lasciata sul cruscotto e o sui sedili.

di Mara Azzarelli
«Quando abbiamo riaperto il cantiere abbiamo ritrovato danni e un degrado drammatici. Durante l’inverno ignoti sono entrati e hanno bivaccato nell’area lasciando fra i ruderi di tutto».

La denuncia è degli archeologici e si riferisce ai lavori di scavo di Ostia Antica, nell’area del parco dei Ravennati dove un imponente studio effettuato da un team di ricercatori americani e canadesi dell’American Institute con la supervisione della Soprintendenza sta portando alla luce una Domus del IV secolo d.C. e un Mausoleo di duemila anni. Peccato che pochi giorni fa gli studiosi che hanno ripreso lo scavo, abbiano fatto l’amara scoperta.

​I teppisti hanno violato la zona, preziosissima da un punto di vista archeologico e culturale, lanciato bottiglie fra i reperti e staccato quelli che sono solo apparentemente dei “paletti di ferro” per fare forse dei misteriosi rituali. «Quelli – riflette uno studioso – non sono dei paletti di ferro ma le indicazioni che delimitano il perimetro dello scavo. Chi li ha staccati ha fatto un danno scientifico a cui siamo stati costretti a porre rimedio». A motivare lo sfregio ai danni di questo sito non c’è solo il raid vandalico ma persino un retroscena satanica. All’interno dell’area si trova infatti la tomba di un bambino coperta da una lastra di piombo che secondo alcune interpretazioni potrebbe far pensare a una maledizione.

CERIMONIE NOTTURNE

Una versione che dopo ulteriori approfondimenti ha perso d’interesse per gli studiosi ma che a quanto pare continua ad attirare i satanisti che di notte si ostinano a frequentare il parco lasciando incisioni (compreso il numero satanico 666) e resti di sedute spiritiche come piume di uccelli e residui di falò. «Sulla lastra di piombo – racconta lo studioso – non c’è l’incisione che conferma la maledizione: la spiegazione non è suffragata dai fatti ma qualcuno forse la prende ancora per buona». Rimane la fragilità di quest’area rispetto alle incursioni, di qualunque natura esse siano.

«Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale – avverte Solideo Maraschio dell’associazione Ostia Antica Nostra – di proteggere il parco con una recinzione più alta. Le incursioni sono troppe e i danni continui». Negli ultimi tempi la zona intorno agli Scavi è stata oggetto anche di un altro tipo di visite, meno misteriose ma altrettanto sgradite. Le macchine dei visitatori dell’ex Colonia Romana vengono spesso ritrovate con i vetri spaccati e saccheggiati di oggetti, monete e qualsiasi altra cosa venga lasciata sul cruscotto e o sui sedili.

di Mara Azzarelli
«Quando abbiamo riaperto il cantiere abbiamo ritrovato danni e un degrado drammatici. Durante l’inverno ignoti sono entrati e hanno bivaccato nell’area lasciando fra i ruderi di tutto».

La denuncia è degli archeologici e si riferisce ai lavori di scavo di Ostia Antica, nell’area del parco dei Ravennati dove un imponente studio effettuato da un team di ricercatori americani e canadesi dell’American Institute con la supervisione della Soprintendenza sta portando alla luce una Domus del IV secolo d.C. e un Mausoleo di duemila anni. Peccato che pochi giorni fa gli studiosi che hanno ripreso lo scavo, abbiano fatto l’amara scoperta.

​I teppisti hanno violato la zona, preziosissima da un punto di vista archeologico e culturale, lanciato bottiglie fra i reperti e staccato quelli che sono solo apparentemente dei “paletti di ferro” per fare forse dei misteriosi rituali. «Quelli – riflette uno studioso – non sono dei paletti di ferro ma le indicazioni che delimitano il perimetro dello scavo. Chi li ha staccati ha fatto un danno scientifico a cui siamo stati costretti a porre rimedio». A motivare lo sfregio ai danni di questo sito non c’è solo il raid vandalico ma persino un retroscena satanica. All’interno dell’area si trova infatti la tomba di un bambino coperta da una lastra di piombo che secondo alcune interpretazioni potrebbe far pensare a una maledizione.

CERIMONIE NOTTURNE

Una versione che dopo ulteriori approfondimenti ha perso d’interesse per gli studiosi ma che a quanto pare continua ad attirare i satanisti che di notte si ostinano a frequentare il parco lasciando incisioni (compreso il numero satanico 666) e resti di sedute spiritiche come piume di uccelli e residui di falò. «Sulla lastra di piombo – racconta lo studioso – non c’è l’incisione che conferma la maledizione: la spiegazione non è suffragata dai fatti ma qualcuno forse la prende ancora per buona». Rimane la fragilità di quest’area rispetto alle incursioni, di qualunque natura esse siano.

«Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale – avverte Solideo Maraschio dell’associazione Ostia Antica Nostra – di proteggere il parco con una recinzione più alta. Le incursioni sono troppe e i danni continui». Negli ultimi tempi la zona intorno agli Scavi è stata oggetto anche di un altro tipo di visite, meno misteriose ma altrettanto sgradite. Le macchine dei visitatori dell’ex Colonia Romana vengono spesso ritrovate con i vetri spaccati e saccheggiati di oggetti, monete e qualsiasi altra cosa venga lasciata sul cruscotto e o sui sedili.

Ostia, notte di messe nere in pineta Rubato il mosaico della Villa di Plinio

Tracce di altari e di pratiche esoteriche nell’area vietata. Rubati pezzi di mosaici nel verde di Castel Fusano. Le cerimonie in occasione dell’equinozio di autunno: trovati cataste di legno e fogli votivi con richieste di aiuto e prestazioni magiche

Sassi allineati con fogli votivi incastrati fra le pietre (foto V. Costantini)Sassi allineati con fogli votivi incastrati fra le pietre (foto V. Costantini)
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Nella pineta proibita di Ostia si celebrano riti occulti e misteriosi. Piccoli altari di legna, file di pietre con fogli votivi e scritte impresse nella terra, sono i resti delle pratiche esoteriche rinvenuti tra gli alberi della Villa di Plinio, suggestivo sito archeologico custodito nel verde di Castel Fusano. Il fuoco che ha devastato a luglio il parco romano – in parte ancora vietato ai cittadini – non sembra fermare sette e spiritisti. Già in estate le prime scoperte da parte dei volontari della protezione civile: da sempre, del resto, la Pineta è meta di incontri satanisti e messe nere, perché considerata luogo magico e sovrannaturale.

Lo scorso venerdì notte, in coincidenza con l’equinozio di autunno, l’immancabile «visita» degli amanti del paranormale: la data sarebbe propiziatoria per invocazioni e rituali. A ridosso della Villa sono comparsi diversi segni del passaggio dei presunti occultisti. Inutili ovviamente recinzioni (tutte divelte) o divieti, anche in pieno giorno lo splendido sito è visitato da famigliole e sportivi. In una delle stanze di quella che fu la casa sul mare di Plinio il giovane (chiamata Villa della Palombara), si notavano tre cataste di legno a formare gli altari per le cerimonie. Lungo il muretto perimetrale della Villa, le pietre allineate che custodivano fogli votivi, poi volati via ma visionati dai volontari: avevano impressi passaggi biblici, come richieste di aiuto o prestazioni magiche.

Un rituale, dicono i testi esoterici, utile come «tecnica di sigillo» per il voto alla divinità. Cerimonie tipiche di culti pagani o di sedicenti maghe, più che di sette sataniche. Ritrovati anche rami segnati da quello che dovrebbe somigliare a sangue, in realtà semplice vernice rossa. Forse resti di finti sacrifici. Nella Villa violata e incustodita non mancano nemmeno i furti: rubato il mosaico secolare all’ingresso. Rubato pezzo per pezzo e solo nelle ultime settimane.

Ostia, mistero alla Rotonda: auto impazzita sfonda balaustra e finisce in spiaggia

Una cosa mai vista. A Ostia un’auto impazzita è salita sui mosaici della Rotonda alla fine della Cristoforo Colombo e dopo aver sfondato la balausta di marmo è finita in spiaggia.

L’incidente è accaduto domenica mattina, verso le 5.30. L’autista del Suv, un’Audi, di colore bianco è stato portato all’ospedale Grassi dove i sanitari hanno effettuato oltre alle medicazioni necessarie, anche gli esami tossicologici.

Sulla vicenda sta indagando la Polizia municipale del X gruppo. Una bravata di qualcuno che voleva divertirsi a girare sui mosaici intorno alla fontana? Uno scherzo? Sicuramente non un semplice incidente considerato che per arrivare alla Rotonda sul mare bisogna salire una gradinata. E’ comunque l’ennesimo schiaffo alla Rotonda del Lido che nonostante le ripetute denunce resta abbandonata al degrado più assoluto: con la fontana rotto e piena di rifiuti, i mosaici rovinati, la balausta in molti tratto distrutta e mai ripristinata al punto che l’area è stata transennata per vietarne l’accesso.