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Intervista Paola Sessa fotografa di Genova: Il sorriso dolce e lieve amato dalle fotomodelle

Paola Sessa cover
Paola Sessa cover

Tu pensi che le tue foto viste da molti lettori riescono a cambiare qualcosa in ambito sociale?

Io credo che far conoscere la propria passione non è da tutti.Ogni scatto racconta qualcosa e raccontarlo anche ad altri credo ne valga la pena. Ogni foto ha sempre qualcosa da dire.


Da quando sono diventata fotografa la mia vita è migliorata, mi sento completata in tutto e per tutto.

Qual è la tua missione di fotografo?

Far vedere il mio mondo attraverso le mie foto, far capire che scattare una foto non è per niente banale cosa che invece in molti pensano e che dietro una foto c’è una creatività che è di pochi, ma non di tutti.

I tuoi soggetti sono coinvolti nel tuo lavoro?

Quando scatto io trasmetto le mie emozioni e nel mio studio fotografico questo si sente, nell’aria c’è sempre allegria e divertimento perché io penso che se ami il tuo lavoro e lo fai con gioia tutto viene percepito e questo i miei clienti lo apprezzano.

Qual è la difficoltà di raccontare una storia attraverso uno scatto?

Penso che non esistano difficoltà, anche perché io prima di scattare voglio conoscere chi ho davanti il mio obiettivo è capire cosa il mio cliente vuole, per me è la base di un buon inizio. Ogni servizio fotografico e ogni scatto ha una sua storia, ed io questa storia la visualizzo nella mia mente ancor prima di iniziare.

Secondo te, tutto ciò che compare in una foto sarebbe un’espressione – conscia o inconscia – di chi fotografa?

A mio avviso tutte le foto che scatto sono un’ espressione “conscia” del fotografo, cioè sia che scatto in studio, dove ricreo una scenografia oppure che scatto in esterna, ad esempio ad un paesaggio, in entrambi i casi ricreo consciamente un’inquadratura ed un taglio particolare che appare nella mia mente.

Ci racconti di uno dei tuoi scatti preferiti e perché lo preferisci?

Gli scatti che preferisco sono quelli che faccio in studio, ma non ne ho uno in particolare perché ogni servizio che faccio è sempre emozionante. Nel mio studio creo, mi diverto a giocare con le luci e le ombre, con la scenografia e con gli oggetti, per me lo studio è come una tela bianca che devi arricchire di colori strada facendo.

In che modo un fotografo osserva il mondo? con quale occhi?

Io parlo sempre per me perché  tutto è soggettivo; io osservo il mondo con occhi diversi tutto è arte, tutto è emozione, tutto è una scoperta da interpretare e poi realizzare attraverso uno scatto.

Quando fai un’ ottimo scatto, te ne rendi conto subito?

Assolutamente sì è un’emozione che ti viene da dentro e la percepisci subito appena guardi la foto sullo schermo lcd della macchina fotografica.

Ci sono riconoscimenti importanti nella tua vita?

I più grossi riconoscimenti sono gli apprezzamenti delle persone con le quali ho lavorato, ma la soddisfazione più grande è quella di vedere una persona a proprio agio davanti ad un obbiettivo  quando magari la stessa prima di iniziare si sentiva in imbarazzo, in quel momento mi sento in completa sinergia con lei.

Quando e come ha scoperto la fotografia?

Ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia da ragazzina quando mio nonno mi ha regalato la mia prima Polaroid; sembrava magica, un click e dopo pochi secondi, ero riuscita ad immortalare un istante per me emozionante.

Crescendo guardavo ammirata mio padre che non la sua Hasselblad dalla forma così strana mi immortalava nelle varie fasi della mia gioventù, ed il risultato di ogni scatto era così diverso dalle istantanee della mia vecchia macchina fotografica.

Crescendo ho perso il conto di tutti gli apparecchi fotografici che sono passati nelle mie mani,  quasi tutti automatici  e mi sembrava di usarli senza cogliere la vera essenza della fotografia.

Solo nel 2009 quando mio marito mi ha regalato la mia prima Nikon ho scoperto veramente tutto il mondo, a volte complicato, che sta dietro l’obbiettivo di una Reflex e mi ha subito conquistato; da quel momento non ho più smesso di fotografare e di guardare tutto da un’ottica diversa.

Da quando ho iniziato questa nuova avventura della mia vita, la citazione latina tratta dalle Odi del poeta Orazio “Carpe Diem” tradotta in “Cogli l’attimo” non mi è mai sembrata più azzeccata.

Cosa le piace fotografare?

Mi piace scattare ogni cosa, la foto deve emozionare sia me che chi guarda i miei scatti.

Chiunque di noi è capace a scattare una foto, ma non tutti sanno emozionare.

Ultima domanda il senso della vita?

Da quando sono diventata fotografa la mia vita è migliorata, mi sento completata in tutto e per tutto.