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L’EVENTO  INAUGURAZIONE NUOVI CAMPI PADEL TENDENZA DEL NUOVO TENNIS ITALIANO, PRESENTI NOMI DI SPICCO

223px-Patrizio_parriniLorenzo Amoroso   Giancarlo Antonioni  Amerini Daniele   massimo orlando    Fabrizio Fanucci  Patrizio Parrini  Rosy Dilettuso Gli organizzatori: Patrizio Parrini, Walter Parrini. La ZODIAC Centro sportivo (CIRCOLO TENNIS NEW ZODIAC) in Via Achille Grandi N° 2 Tavarnuzze Impruneta FIRENZE, Inaugura il tre nuovi campi  PADEL   fenomeno che vede coinvolto sempre più italiani con dei numeri destinato a crescere.  Sabato 11 novembre 2017 alla ore 10.30  L’inaugurazione con rinfresco  saranno presenti  ex campioni a livello mondiale del calcio italiano  Lorenzo Amoroso   Giancarlo Antonioni  Amerini Daniele   massimo orlando    Fabrizio Fanucci  Patrizio Parrini  Rosy Dilettuso  saranno presente anche campioni italiani  DI PADEL :  Roggi Moreno,  Fanucci Fabrizio,  Volandri Filippo.

Da promessa sportiva del tennis mondiale a equilibrato e libero imprenditore

223px-Patrizio_parrini.pngDa promessa sportiva del tennis mondiale a equilibrato e libero imprenditore. La vita ci riserva sempre dei cambiamenti epocali inaspettati. Come legittimamente asseriva Albert Einstein: “Il tempo è un’illusione.  Il 5 settembre 1959 nasceva a Firenze Patrizio Parrini. Sin da ragazzino mise in mostra una certa propensione per lo sport. Più precisamente adorava il tennis e aveva la passione per le racchette. All’epoca frequentava il dopolavoro ferroviario fiorentino di via Paisiello dove vi erano diversi tavoli da ping-pong, bocce e campi da tennis. Fu proprio su quei campi che Patrizio, con la sua prima racchetta che lo superava in altezza, imparò a giocare e a portare a casa le prime piccole vittorie. Erano i mitici e ruggenti anni70/ 80. I grandi tennisti yankee dominavano i circuiti internazionali. Il giovane fiorentino Patrizio Parrini con i suoi riccioli castani, non molto alto ma con un fisico atletico e scattante cominciava a far parlare di se. Considerato dalla stampa sportiva una “promessa”, pur di non deludere i suoi tanti fans, con enormi sacrifici, massacranti allenamenti e una incredibile ambizione cominciò a dimostrare il suo valore. Nel 1976, quando il grande Panatta si aggiudicava il Roland Garros, Patrizio Parrini trionfava negli Stati Uniti all’Orange Bowl, il massimo dei tornei giovanili. Il suo maestro, assillante e poco avvezzo ai rapporti interpersonali con i giovani, lo spronava ricordandogli quotidianamente che arrivare primo era un dovere. Qualcosa non andava per il verso giusto. Sicuramente questo difficile rapporto con il suo mentore creò in lui

Qualche problema. Ebbe un momento di riflessione e di stasi fermandosi alla posizione n°150 del ranking mondiale. Con tanta rabbia in corpo si ripeteva che doveva farcela. Grazie a “Nik Bollettieri”, suo nuovo allenatore, il giovane tennista accettò di ripartire da zero. Questa sua tenacia e spirito di sacrificio regalò a tutti noi altre tre stagioni di ottimo livello. Ancor oggi il suo grande rammarico rimane quello di non aver fatto la scelta giusta al momento giusto. Da persona intelligente e acculturata si rincuora leggendo e rileggendo una frase del celebre matematico e astrofisico inglese Stephen Hawking che asseriva: “…nella teoria della relatività non esiste un unico tempo assoluto, ma ogni singolo individuo ha una propria personale misura del tempo, che dipende da dove si trova e da come si stia muovendo.” Motivo per cui, nel 1988, decise di abbandonare il tennis, contrarre matrimonio e intraprendere coraggiosamente una nuova carriera. Scelse di diventare imprenditore di se stesso con lo stesso entusiasmo e con la stessa professionalità che solitamente imponeva alla sua racchetta prima di ogni volèe di rovescio. Nel giro di pochi anni è entrato a far parte della dorata “High Society” senza mai dimenticare o rimpiangere l’odore e la morbidezza dei campi da tennis in terra battuta.  Solitamente i ricordi riaprono ferite indelebili nel subconscio. Splendido personaggio che oserei definire senza alcun dubbio: un “campione” e un vero orgoglio Italiano.

Patrizio Parrini – CARRIERA

Patrizio Parrini a partecipato al campione del mondo under 18 di doppio Orange Bowl nel 1976 a Miami, Campione europeo under 18 a squadre nel 1977, Campione europeo under 18 di doppio nel 1977 a Barcellona. Vincitore della medaglia d’oro di doppio ai Giochi del Mediterraneo nel 1979 a Spalato Numero 5 d’Italia nel 1983 (record personale) Classificato 10 anni in prima categoria dal 1978al1987.Classificato per 10 anni nel ranking mondiale ATP dal 1978 al 1987 (miglior ranking: 300° nel 1981)

CONVOCAZIONI IN MAGLIA AZZURRA

Campionati europei e mondiali a squadreCoppa Borotra (ex Becker) nel 1974 Sunshine Cup under 18 nel 1976 Coppa Valerio under 18 nel 1976/1977 Winter Cup under 18 nel 1977 Coppa De Galea under 20 nel 1979

CAMPIONATI EUROPEI INDIVIDUALI

Under 18 nel 1977 a Barcellona

INCONTRI INTERNAZIONALI

Italia-Svezia under 18 nel 1976. Quadrangolare under 18 di Latina nel 1976. Italia-Canada under 18 nel 1977. Coppa delle Nazioni under 20 nel 1978 a Caracas. King’s Cup nel 1979 a Milano

TITOLI NAZIONALI

Doppio under 16 nel 1974. Doppio 2° categoria nel 1976. Doppio misto 2° categoria nel 1977
Seria A nel 1982 col CT Villa Carpena Forlì. Serie B nel 1988 con lo Sporting Montecatini

TORNEI ITALIANI OPEN ED A PARTECIPAZIONE INTERNAZIONALE

Vittorie – Catania SAT nel 1980. Finali – Maglie e Finale Ligure nel 1980. Semifinali – Taranto e Bagni di Lucca nel 1978, Roma Eur nel 1979, Merano SAT nel 1980 e Brescia SAT nel 1985

Parrini e il pariolino Alciati hanno vinto una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo, oppure che lui e Canessa vinsero gli Europei under 18 a Berlino e anche l’Orange Bowl nel ’76. In Coppa Valerio Parrini, classe ‘1959, battè uno dopo l’altro Yannick Noah e Ivan Lendl, che però erano un anno più giovani (1960) e a quell’età, si sa, fa differenza.

Oggi Parrini fa l’immobiliarista, ma è anche il maggior azionista, con Jacopo “Paco” Galgani (figlio dell’ex presidente federale Paolo) del tennis club New Zodiac a Firenze Certosa.  Patrizio ha ottime entrature nel Principato. Grazie a lui ottenni anni addietro i biglietti per Monaco Chelsea di Champion’s League.”

Baglioni un tempo sfotteva il Festival, ora lo presenta

Oggi la conferma ufficiale che Claudio Baglioni sarà il direttore artistico del 68° Festival di Sanremo, e che sarà anche presente sul palco come presentatore “aggiunto”

Oggi la conferma ufficiale che Claudio Baglioni sarà il direttore artistico del 68° Festival di Sanremo,  e che sarà anche presente sul palco come presentatore “aggiunto” di una squadra che ancora si sta delineando. La Rai  – mi raccontava Claudio in una nostra conversazione privata  – anzi, “i Rai” come li ha chiamati lui, hanno molto insistito per averlo al Festival, e lui alla fine ha ceduto. Sarà per il cospicuo cachet vicino ai 600mila euro, anche se mondato del 10% come richiesto “dai Rai”, sarà per l’ulteriore botta di  popolarità che gli darà il Festival, una “nazional – popolarità” che lui non disdegna affatto, sarà perché in vecchiaia si revisionano molti pensieri che in gioventù era più radicali, come quello di prendere grandi distanze dalla “pochezza” delle proposte musicali di Sanremo, e sentirsene, tutto sommato, al di sopra. Ma, come si dice, si nasce incendiari e si muore… pompieri.

Assisterò, quindi,  con grande curiosità al festival di  Claudio, amico e Artista che ha la mia stima totale, per il suo grande talento di scrittore di canzoni straordinarie, per il suo profilo umano, sempre basso e critico verso sé stesso, e poi quello professionale, dubbioso e perfezionista, tanto da restare anche dei mesi in “surplace” prima di decidere l’ok su una frase di una canzone o il cambio di un accordo. La curiosità principale, però, me la motiva il fatto che Claudio il palco di Sanremo l’ha sempre un po’ criticato e certamente snobbato, se togliamo quell’unica volta che andò a cantare dal vivo, da solo col pianoforte, Questo piccolo grande amore, nel brutto periodo dove a Sanremo i cantanti si esibivano in playback. Lo fece – e me lo disse – “per far vedere a quelli come si canta dal vivo”.

L’idiosincrasia per il Festival di Claudio arrivava al punto di organizzare serate a casa sua con noi amici e collaboratori dell’epoca (si parla di Alè ò ò), proprio per non assistere allo spettacolo da solo, e giocare insieme allo sfottò di questo o quel cantante o canzone. Ricordo una di quelle sere dove mise addirittura in palio un premio simbolico per chi avesse indovinato il vincitore (una bottiglia di vino fatta come la coppa dei mondiali di calcio, che peraltro quella volta vinsi per aver azzeccato il pronostico).

Ora evidentemente le cose sono cambiate, in Baglioni ci sarà stato sicuramente il desiderio non guardare il Festival da casa scherzandoci su, e avrà prevalso in lui la possibilità di poter incidere, con il suo gusto e la sua professionalità, sulla qualità dei brani e degli artisti interpreti. Meglio esserci dentro la “storia” che guardarla o criticarla mente accade. Solo che Claudio dovrà,  per forza di cose, decidere velocemente a scegliere brani e cantanti, perché i tempi televisivi non gli permetteranno pause riflessive di settimane o mesi, come suo solito. E questo so bene che lo farà soffrire, e anche tanto. In bocca al lupo Claudio.

Roma, degrado e immondizia in piazza Sempione: a due passi dall’Ama

Roma, degrado e immondizia in piazza Sempione: a due passi dall'Ama
Cestini che straboccano di immondizia, panchine assediate da rifiuti e vuoti di bottiglia, persino un vecchio televisore abbandonato sul prato. Senza contare le aiuole incolte e le foglie secche. E’ questo lo stato di abbandono in cui versano i giardini pubblici di piazza Sempione, cuore di Montesacro e sede di uno dei rari parchi giochi del quartiere. Eppure dovrebbe essere un giardino “privilegiato” in quanto a pulizia visto che, come testimoniano le fotografie, la sede dell’Ama da cui partono le squadre di operatori ecologici per i loro turni di lavoro è appena fuori dalla recinzione. Una vicinanza che non sembra essere sufficiente però neppure a garantire un regolare svuotamento dei cestini dei rifiuti.
di VALERIO GUALERZI

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Lazio, in Europa League il debutto di Nani e Caicedo titolare

L’Olimpico sarà vuoto, chiuso per razzismo dall’Uefa per gli ululati di Praga, 10 marzo 2016

Sarà il debutto più strano della sua vita. In uno stadio vuoto, chiuso per razzismo dall’Uefa per gli ululati di Praga, 10 marzo 2016. La squalifica sarà scontata domani all’Olimpico contro i belgi dello Zulte Waregem, prima partita dell’avventura romana di Nani, stella della Lazio. Partirà dalla panchina e a un certo punto entrerà, non ci sarà l’ovazione del pubblico ad accoglierlo ma il portoghese si emozionerà lo stesso. Non vede l’ora di giocare sul serio, dopo due mesi vissuti tra infermeria, palestra e partitelle per recuperare la condizione.

A fine luglio, quando era al Valencia, la lesione al collaterale del ginocchio, il 31 agosto l’arrivo alla Lazio, il 20 settembre contro il Napoli la prima convocazione, adesso è l’ora del debutto: «Il problema al ginocchio è risolto, il programma di recupero muscolare è stato completato, il giocatore è pronto», dice il dottor Fabio Rodia, ieri presente al centro Isokinetic dove domani verrà inaugurata la “Green Room”, l’innovativo laboratorio per lo studio del movimento e la prevenzione degli infortuni, in particolare quelli articolari. In un centro dell’Isokinetic, a Bologna, lo stesso Nani curò un malanno muscolare ai tempi del Manchester United.
Domani  sera in attacco il titolare sarà Caicedo, come contro il Vitesse. Il giovane Palombi favorito per far coppia con il sudamericano nel 3-5-2: probabile staffetta tra lui e Nani. A centrocampo Di Gennaro e Murgia. Milinkovic ha recuperato, con il Sassuolo ci sarà. Ieri foto ufficiale della squadra al “Mirko Fersini” e Lotito ospite ad Amatrice per l’inaugurazione del nuovo Palasport.

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Lazio, Inzaghi: “Dispiace per l’assenza dei tifosi. Con lo Zulte occhio alle insidie”

Lazio, Inzaghi: "Dispiace per l'assenza dei tifosi. Con lo Zulte occhio alle insidie"Simone Inzaghi (ansa)

Il tecnico biancoceleste parla alla vigilia della sfida di Europa League contro la squadra belga: “Sarà strano senza i tifosi. Dovremo fare una gara intensa”

 

ROMA – Secondo turno del girone di Europa League, la prima all’Olimpico per la Lazio di Simone Inzaghi dopo la vittoria in Olanda sul Vitesse. L’avversario è lo Zulte Waregem, club belga vincitore dell’ultima coppa nazionale, ma lo stadio sarà vuoto per via della squalifica rimediata due anni fa contro lo Sparta Praga: “Ho già avvertito i ragazzi – dice Inzaghi – e sarà un po’ strano. Sono cose che non dovrebbero capitare. Mi dispiace, sicuramente saremmo stati aiutati dalla nostra gente, in una partita che avrà delle insidie. Abbiamo visto la squadra che affronteremo: è organizzata, con giocatori di qualità dalla metà campo in su”.

INZAGHI: “NON DOBBIAMO SOTTOVALUTARE LO ZULTE” – Alle domande sul possibile turnover, Inzaghi non vuole dare particolari indicazioni e rimanda le decisioni ai prossimi allenamenti: “Non penso si possa parlare di seconde linee. L’anno scorso e quest’anno hanno sempre giocato tutti. Per questo prima di Verona ero molto tranquillo, nonostante quello che ci era capitato con il Napoli. Sapevo che chi aveva giocato meno mi avrebbe dato garanzie. Abbiamo fatto diventare noi semplice la partita di Verona con un ottimo approccio e per questo abbiamo vinto meritatamente”. E il tecnico intende fare lo stesso contro lo Zulte Waregem: “Dovremo fare una gara intensa, giochiamo contro una squadra che ha vinto la coppa in Belgio, attualmente terza in campionato e sicuramente da non sottovalutare. Vincere vorrebbe dire essere un po’ avanti nel nostro percorso del girone. Sappiamo che ci sono delle insidie e una vittoria ci faciliterebbe il compito per quello che affronteremo in seguito. La prima insidia è la squadra belga, la seconda lo stadio vuoto”.

LUKAKU: “IO SPACCA-PARTITA? PREFERISCO GIOCARE DALL’INIZIO” –Dopo è il turno di Lukaku presentare la partita. E le sue parole sull’avversario non coincidono proprio con quelle di Inzaghi: “Non ho seguito molto lo Zulte Waregem, so che ci sono un paio di giocatori di qualità, ma non credo che sia un ostacolo troppo difficile”. Poi sulla sua crescita: “Quando sono arrivato non mi conosceva nessuno, ho impiegato dei mesi per farmi conoscere. L’assist in Supercoppa? Venivo da un infortunio, ma volevamo vincere. Ora quando gioco mi sento sempre più coinvolto. A livello di condizione penso di essere al 60-65%”. La stessa schiettezza la dimostra alla domanda se gli piaccia o meno il ruolo di spacca-partita: “Dico la verità, non mi piace. Sono molto competitivo e voglio dare di più. Capisco però che questo è il mio ruolo adesso, ci sono degli equilibri e rispetto le scelte del mister. Quando

giochiamo nel 3-5-2 c’è Senad davanti a me che è il capitano, se giochiamo con la difesa a quattro invece c’è Radu. Lo capisco ma il mio obiettivo è partire dal primo minuto”. Poi una curiosità sul fratello Romelu, suo grande tifoso come dimostrato dal video postato in cui esulta dopo il suo assist decisivo in Supercoppa italiano: “Io mi aspetto il meglio per lui e lui si aspetta il meglio per me. Questo ci aiuta a sostenerci a vicenda”.

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Roma, emergenza in attacco col Milan: Perotti e Defrel non ci saranno

Roma, emergenza in attacco col Milan: Perotti e Defrel non ci saranno

Grégoire Defrel, 26 anni. (reuters)

L’argentino e l’ex Sassuolo si fermano per un problema al flessore. Scelte obbligate per Di Francesco che schiererà un tridente con Florenzi, Dzeko e El Shaarawy

OMA – I fantasmi del passato si sono visti, eccome. La Roma va in gol, raddoppia, domina, poi si addormenta e rischia la débacle. Contro i modesti azeri c’è da soffrire più del previsto ma alla fine il risultato dà ragione a Eusebio Di Francesco che porta a casa il quinto successo in sette partite sfatando il tabù della vittoria in trasferta in Champions League. L’ultima volta c’era Claudio Ranieri in panchina e Rossella Sensi in tribuna. Una vita fa…

E’ vero che l’importante è vincere. Ma è altrettanto vero che i brividi lungo la schiena al 90′ contro il Qarabag – a tre giorni con la gara col Milan – non lasciano dormire sonni tranquilli. Il primo crocevia stagionale è dietro l’angolo e se si vuole restare aggrappati al treno delle grandi serviranno prestazioni convincenti nel prossimo mese che prevede un mini-ciclo (Milan, Napoli, Chelsea, Torino, Crotone e poi di nuovo Chelsea) niente male.

Si parte da San Siro, dove servirà una prova di forza per dimostrare che le vittorie con Verona, Benevento e Udinese fanno parte di un percorso di crescita e che, anche alzando l’asticella, la squadra è in grado di fornire risposte importanti.
Contro il Milan, Di Francesco dovrà fare i conti con una Roma decimata in attacco: al lungodegente Schick, si vanno infatti ad aggiungere Diego Perotti e Grégoire Defrel, entrambi fermi a causa di un problema al flessore. Scelte quindi obbligate con Florenzi (che partirà dalla sinistra) al fianco di Dzeko ed El Shaarawy. Per il resto, a centrocampo rientrerà De Rossi (Gonalons partirà dalla panchina dopo la deludente prova di Baku) e in difesa Fazio dovrebbe prendere il posto di Juan Jesus.

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Patrizio Parrini

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Patrizio Parrini, ex tennista italiano. Fiorentino del CT Firenze, in carriera si è aggiudicato il campionato italiano a squadre di Serie A e Serie B, miglior ranking in Italia n°5. Convocato in nazionale dal 1974 al 1981 vinse l’Orange Bowl in coppia con Nicola Canessa a Miami, la Coppa Valerio a Venezia (campionato europeo a squadre per nazioni), la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Spalato e il campionato europeo di doppio under 18 a Barcellona.

Ha partecipato agli Internazionali d’Italia (1978), al Roland Garros (1982) e agli US Open (1982). I giocatori più forti che ha battuto sono stati : Noah, Tulasne, Claudio Panatta, Motta, Vijay Amritraj, Eduardo Bengoechea.
Si è ritirato nel 1987, all’età di 28 anni. Vedi anche Wikipedia.