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Escort Planet statistica del sito di incontri per eccellenza sul Black Friday

Ultimo venerdì di novembre è stato il Black Friday ma gli sconti non si applicano sulle prestazioni delle escort. Nella settimana di offerte e promozioni, ribattezzata anche Black Week, i clienti delle escort non hanno ricevuto alcuno sconto sui prezzi delle prestazioni delle professioniste.

Il settore, che ora sembra essere in ripresa, è comunque attento alle esigenze economiche dei consumatori.

Escortplanet

L’analisi, che è stata condotta da Escort Planet   primo sito di recensioni di Escort in Abruzzese, ha analizzato le tariffe medie per provincia.

Quanto si spende a Francavilla?

Utilizzando i dati reali derivati dalle recensioni dei clienti paganti, Escort Planet   è riuscito a raccogliere i costi effettivi dei servizi offerti. Lo scenario in Italia oscilla tra prezzi che vanno dai 50 ai 150 euro. Le più care sono Macerata, Ancona e Civitanova Marche, dove si spende in media 98 euro.

Le più economiche, invece, sono Potenza e Rieti, le uniche città dove si spende meno di 60 euro.

Davide Polidoro il commercialista Pescara: Reddito reale in calo del 10,8%

Davide Polidoro

Davide Polidoro il commercialista di Pescara porta all’attenzione un articolo scritto del sole24ore  All’Italia fiaccata dal Covid – ma prima ancora da almeno due lustri di crescita piatta e di Pil stagnante- mancano anche i commercialisti, in piena crisi di vocazione.

Una professione non più attrattiva

Se i numeri già parlano chiaro (meno 1.345 tirocinanti al 1° gennaio 2020, ultima rilevazione ma – attenzione – periodo pre-Covid, calo del 10% rispetto al 2019), l’allarme rosso per una professione tra le più ambite nei magnifici anni 80 e negli espansivi anni 90, arriva dagli stessi addetti ai lavori. «Inutile nasconderlo, siano in piena crisi di vocazioni – dice Matteo De Lise, presidente dei Giovani commercialisti (gli under 43, ndr) – e non dovremmo nemmeno sorprenderci: la professione non è più attrattiva». Motivi e cause complesse, si potrebbe tagliare corto, ma alla fine riducibili a un paradigma basico: «La formazione del professionista tra università, tirocinio, esame di Stato è già sufficientemente lunga – spiega De Lise – ma poi un giovane sa che per aprire uno studio deve considerare, minimo minimo, spese fisse per 50mila euro l’anno, consapevole peraltro che i margini sono sempre più risicati e il lavoro sempre più esecutivo e “delegato” da Stato e agenzia delle Entrate. Non bastasse, a queste difficoltà fanno da “grancassa” responsabilità e rischi sempre più ampi e ogni giorno agganciati a nuove compliance legali».

Reddito reale in calo del 10,8%

Già, i redditi. Il capitolo che per decenni ha attratto i giovani universitari – quasi con la stessa forza dell’ascensore sociale ambìto da genitori boomer e nonni della Ricostruzione – è stagnante da prima ancora della grande crisi dei subprime e dei risiko bancari dei decenni scorsi. A testimoniarlo sono gli stessi report della Fondazione dei commercialisti: la media Irpef (quindi lato imposte sul reddito) dice che se nel 2008 l’imponibile medio si assestava a 59.847 euro nominali, 11 anni dopo il valore corrispondente non arrivava a 61 mila euro. Con due caveat importanti, però: il primo è che deflazionati e attualizzati i valori, non c’è stato alcun progresso reddituale ma piuttosto un calo di 7.150 euro l’anno, pari a una perdita di reddito reale del 10,8 per cento; seconda considerazione, questi dati sono ancora pre-crisi Covid, i cui effetti a questi fini saranno visibili solo a partire dal 2022.

Il delta tra regioni si sta livellando verso il basso

E anche se restano veri e ben percettibili pure qui i soliti divari dell’Italia a più velocità (la Lombardia spicca con 96mila euro, Trentino Alto Adige fuori classifica con 113mila, Campania, Molise e Sicilia in coda con 30mila euro di imponibile l’anno), il reddito mediano – più vicino alla realtà rispetto alla media matematica – abbatte a 56mila euro la dichiarazione annua del commercialista lombardo, a 73mila quella trentina, a 21mila quelle campane, pugliesi e siciliane, con un trend, tra l’altro, che sta livellando il delta tra regioni verso il basso. «Non proprio un buon segno», chiosa il presidente dei giovani commercialisti De Lise.

Convenienza per lo più per i figli d’arte

Il rischio di trasformazione della professione per i soli “figli d’arte”, a queste condizioni, è reale. «È sempre più difficile trovare praticanti anche in provincia e anche per gli studi “tuttologi” delle periferie – dice Gianluca Ancarani, dottore commercialista a Grosseto e Follonica e vicepresidente dell’Ordine locale – del resto la formazione è sempre più lunga e a ostacoli e le promesse di reddito tutt’altro che attrattive: oggi il commercialista conviene farlo solo a chi ha uno studio già avviato, inutile nasconderci dietro slogan, è per “figli d’arte”». Anche per Nicolò La Barbera, studio a Palermo, «la remunerazione è troppo bassa per attrarre i giovani, da Nord a Sud, la crisi della Pmi è un boomerang terribile per gli studi medio/piccoli, e se non si fanno aggregazioni e reti tra studi e competenze non c’è futuro».

Da Milano all’Abruzzo ZERO NUOVI CASI nel Chietino

Un pizzico di speranza: nessun nuovo caso di Coronavirus in Abruzzo, ora più che mai si deve stare a casa„ esta fermo a 84 il numero dei pazienti abruzzesi risultati positivi al Coronavirus, come da ultimo bollettino del Servizio prevenzione e tutela della Regione diffuso ieri pomeriggio.

Gli ultimi test effettuati dal laboratorio di riferimento regionale di Pescara, fortunatamente, non hanno dato alcun esito positivo. Una buona notizia, che non deve far abbassare la guardia.

Più che mai, in questo momento, resta valido l’invito a rimanere in casa, uscendo soltanto per comprovate necessità di lavoro, salute o acquisto di beni primari (spesa alimentare o farmaci). Soltanto così, spiegano gli esperti, si può limitare la diffusione del virus ed evitare di intasare ulteriormente i reparti già messi a dura prova dall’emergenza, come dimostrano gli appelli che arrivano dalla Asl Lanciano Vasto Chieti e dall’ospedale di Pescara. In tanti, finora, hanno raccolto l’invito dell’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, di stare a casa, ma sono ancora troppi i trasgressori pizzicati a spasso per i motivi più futili e denunciati dalle forze dell’ordine.

 

Serraiocco Vincenzo Pescara

Elezioni comunali 2019, anche Vincenzo Serraiocco si candida con l’Udc

Dopo Pignoli, Padovano e Bruno, l’Udc continua la sua, per le prossime comunali del 26 maggio, l’imprenditore ex assessore comunale Vincenzo Serraiocco, già candidato alle regionali 2019 per Forza Italia, con un risultato molto interessanti che vanno oltre oltre 1.000 preferenze. La candidatura di Serraiocco verrà presentata sabato 30 marzo alle ore 11.30, nella sala consiliare del Comune di Pescara, alla presenza di: Enrico Di Giuseppantonio, segretario regionale dell’Udc Massimiliano Pignoli, capogruppo Udc al Comune di Pescara Riccardo Padovano e Giuseppe Bruno, consiglieri comunali Udc Per l’occasione saranno presentati anche il nuovo segretario provinciale e il nuovo segretario cittadino del partito.“ un currulum di tutto rispetto Lo sport ha un ruolo sociale fondamentale: permette di vivere in maniera esemplare mantenendo saldi i principi di lealtà e correttezza» Se puoi sognarlo, puoi farlo. Potrebbe essere questo il leit motiv del pensiero dell’imprenditore Vincenzo Serraiocco. Pescarese, quarantatré anni appena compiuti, ha la mente sempre in movimento alimentata da sogni e ambizioni che vuole realizzare e concretizzare: «Credo sia importante porsi degli obiettivi di diversa entità a seconda delle fasi della vita – spiega Serraiocco -. Le aspirazioni vanno assecondate e seguite ed è importante avere la tenacia per poter portare avanti dei progetti lungimiranti».

Commercialista, presidente del Cda della Progetto Sport Impianti S.r.l. che gestisce l’impianto sportivo pescarese Le Naiadi, amministratore unico della Sportlife, imprenditore nell’ambito dei motori, dell’abbigliamento di lusso e degli integratori alimentari, un passato da assessore a Pescara con la giunta Mascia, candidato a Sindaco nel 2014, socio della rediviva Pescara Calcio che nel 2009 divenne con la nuova compagine societaria Delfino Pescara 1936: sono solo alcune delle attività svolte dall’effervescente e instancabile professionista. Gli piace definirsi un uomo che s’è fatto da solo, un self made man degno della pellicola di Rowland Vance Lee: «Credo che la vita mi abbia concesso tanto. Ho studiato, lavorato incessantemente e lottato per tutto quello che ho e per quello che dovrò ancora costruire: certo, non nego che ci voglia anche una buona dose di fortuna per raggiungere mete insperate e io l’ho avuta. Sono certo di essere stato al posto giusto nel momento giusto, ma riconosco anche di aver avuto il coraggio di prendere al volo delle occasioni agendo d’impulso, un istinto che finora non mi ha mai tradito».

Un uomo da mille vite, da mille progetti, mille incarichi e mille sfumature, dunque. Un uomo che dietro lo sguardo scrutatore nasconde anche tanta amarezza, ma con la fierezza di chi sa di essere nella ragione: «Per ben due volte sono stato sotto inchiesta, archiviato per infondatezza e perché il fatto non sussisteva. Mi dispiace per chi si accanisce pensando di scalfirmi: io guardo sempre avanti e proseguo sulla mia strada a testa alta, perché poi, oltre a me e alle persone che credono in me, anche la giustizia ha fatto chiarezza».

Ultimamente, a tal proposito, il suo nome è finito nel registro degli indagati per una vicenda relativa proprio a Le Naiadi di cui è divenuto amministratore nel 2017 con la nuova compagine societaria: «Anche in questo caso sono serenissimo: ho sempre avuto fiducia nella Magistratura e anche oggi ho lo stesso pensiero. Sono rammaricato solo per le persone che sono al mio fianco e devono subire tutto questo. Ma presto si farà luce anche su questa vicenda».

Sempre positivo, con la passione per il tennis giocato e per lo sport in generale: «Per me lo sport ha un ruolo sociale fondamentale: prima di tutto è formativo del carattere, aiuta i ragazzi a vivere in gruppo, a creare amicizie e sane rivalità. Poi permette di togliere i giovani dalla strada e di vivere in maniera esemplare mantenendo saldi i principi di lealtà e correttezza con il rispetto delle regole e degli avversari. Per questo sono da sempre vicino al mondo dello sport».

Vincenzo Serraiocco

Fondatore della Serraiocco Auditors (che può vantare il titolo di unica società del settore accreditata presso la Regione Abruzzo e MeF, status questo che attribuisce di per sé affidabilità, credibilità, autorevolezza) e deus ex machina della Serraiocco Consulting, l’imprenditore si era avvicinato nel 2009 alla Pescara Calcio entrando come socio e poi proseguendo il suo percorso, anche oggi, in qualità di main sponsor sui pantaloncini della divisa biancazzurra. E poi, in questi anni è stato presidente delle squadre di calcio del San Giovanni Teatino e del Giulianova fino ad approdare alle acque del centro sportivo Le Naiadi: «Nel 2017 sono diventato presidente del Cda della Progetto Sport Impianti con la nuova compagine che è subentrata alla precedente gestione che aveva lasciato lentamente sfiorire questo gioiello che sono Le Naiadi: in quasi 20 mesi dal nuovo corso abbiamo apportato migliorie a una struttura vetusta e obsoleta, portando innovazioni tecniche per quel che riguarda il fitness e le metodologie di lavoro nel settore nuoto grazie al lavoro costante di professionisti che si adoperano per la promozione e lo sviluppo delle attività sportive. Anche gli utenti hanno accolto e sperimentato questa nuova vita della struttura tanto che nell’ultimo open day di settembre abbiamo avuto un incremento esponenziale delle adesioni alle nostre attività. Un riconoscimento indiretto all’ottimo lavoro che si è svolto fino a questo momento. Non è un caso se abbiamo chiesto la proroga di gestione per i prossimi tre anni con investimenti importanti di oltre 500mila euro».

Ivelina Encheva, socia Sportlife, Verena Steinhauser, nuotatrice candidata alle Olimpiadi e Vincenzo Serraiocco, amministratore unico della Sportlife

Da circa un anno, invece, è amministratore della Sportlife, associazione sportiva che gestisce in partenariato tecnico le strutture natatorie e di fitness oltre a tesserare atleti per partecipare ai campionati di nuoto, pallanuoto e di Triathlon, la multidisciplina che ha fatto impazzire milioni di persone in tutto il mondo e, in particolar modo, anche Pescara, che da anni porta in giugno migliaia di atleti con l’IronMan. Con la Sportlife, tra i quali soci figurano anche Ivelina EnchevaAlessandro Sarni, Serraiocco ha voluto creare un circuito regionale di strutture che abbiano la stessa vision e le stesse metodologie: oltre a Le Naiadi fanno parte del gruppo Sportville Fitness Club di Montesilvano e il funzionale impianto natatorio e sportivo di Lanciano “Le Gemelle”. Come partenariato tecnico la Sportlife è presente anche allo Stadio del Nuoto di Chieti, ma nei prossimi mesi ci saranno ulteriori ingressi: «Sto lavorando senza sosta per acquisire nuovi impianti e portare il nostro modus operandi nelle strutture di Scafa e Ortona nell’immediato, per poi definire altre operazioni non solo con strutture natatorie, ma anche fitness center».

Leggi la Cover Story completa sul numero natalizio di Abruzzo Economia!

Tappa spoltorese al Loft128 per il tour del cantautore fiorentino Giulio Wilson

Il cantautore fiorentino Giulio Wilson sarà in concerto a Spoltore presso il Loft128 domenica 17 febbraio dove presenterà il suo nuovo album “Futuro Remoto”.   

Giulio Wilson sarà accompagnato dai musicisti Marco Confetti, Adriano Arena, Tiziano Pellegrino e Alessio Norelli.

Il moderno locale Rock – dove ferro e legno si sposano con luci soffuse e musica selezionata – è di Alessio Rosi.

E’ uscito il 18 gennaio il nuovo album del cantautore Giulio Wilson dal titolo “FUTURO REMOTO” ed il singolo “Modigliani”

La tournée 2019 si è aperta il 26 gennaio a Torino. Il nuovo Disco di Giulio Wilson è stato presentato alla Stampa il 27 gennaio a Milano .

Il 6 febbraio Giulio ha suonato al Club Tenco a Sanremo e in altri locali e occasioni in concomitanza con i giorni dedicati al noto Festival della canzone italiana.

L’8 febbraio, non appena rientrato, Giulio si è esibito a Prato presso il Wallace ed è stato, come del resto in tutti i suoi live, un grande successo.

Oggi 16 febbraio si esibisce a Potenza, domani 17 febbraio sarà a Pescara.

La successiva tappa di Giulio Wilson sarà il 21 febbraio a Bologna.

Altri locali a Febbraio? Il 22 febbraio sarà la volta di Perugia – Bad King, il 23 febbraio Giulio sarà a a Verona presso il The brothers ed i24 febbraio a Vigevano – Pick wick.

Giulio Wilson nasce a Firenze nel 1983. Si trasferisce a Milano all’età di 5 anni, studia a Novara per poi ritornare maggiorenne a vivere a Firenze.

Si laurea in Viticoltura ed Enologia presso la Facoltà di Agraria di Firenze e diventa uno dei produttori importanti di vino in Toscana.

Apre Vivanda, un noto ristorante biologico a Firenze.

Scrive musica e testi per altri artisti, numerose le sue collaborazioni artistiche:  

Bobby Solo per il quale scrive e duetta nel brano “dove corre il tempo”;

Roberto Piumini, celebre scrittore con il quale firma alcuni testi;

Vinicio Capossela per il quale ha suonato il sassofono contralto durante il tour 2009;

Enzo Iacchetti, primo produttore di Wilson nel 2016;

Vincitore assoluto del Premio Lauzi 2018, conferisce il premio Enrico Ruggeri.

Vincitore del premio speciale MEI MIGLIOR CANTAUTORE 2017, premio consegnato da Giordano Sangiorgi.

Vincitore di “Materiale Resistente 2.0”, evento promosso da MEI con il brano “MIA BELLA CIAO”, premio consegnato al Teatro Masini di Faenza da Giordano Sangiorgi.

Finalista ad Area Sanremo per due anni consecutivi: nel 2017 e nel 2018. 

Finalista a Musicultura 2018 e L’isola Non Trovata 2018.

Vincitore assoluto di BMA Bologna Musica D’autore 2017, premio consegnato da Leopoldo Cavalli.

Valter Sacripanti attuale produttore artistico.

Antonio Laino attuale manager.

Pubblica “FUTURO REMOTO” primo album interamente scritto da Wilson, prodotto da Fonoprint, ritenuto dagli esperti uno delle migliori produzioni artistiche del 2019.

Da Gennaio è in tour in tutta italia nei teatri e club con JM Production.

Ufficio stampa: Roberta Nardi – dott.ssarobertanardi@gmail.com

Booking: Manuel Clava per JM PRODUCTION – manuel@jmproduction.it

Management: Antonio Laino per Prosincro – antonio@prosincro.com +39 3356821192

Chiude giornale on line Primadanoi: il direttore Alessandro Biancardi Colpevole Per aver tenuto on line un articolo vero e corretto

Dopo 13 anni, chiude oggi il primo quotidiano on line nato in Abruzzo. Si tratta di “Prima da noi” che da oggi cessa la sua attività. A comunicarlo sulla home page del giornale è il direttore Alessandro Bianciardi che, nell’editoriale di questa mattina, intitolato “così muore un quotidiano: quando le candeline diventano un cero” spiega la decisione della dolorosa decisione. “PrimaDaNoi.it si spegne. E’ l’annuncio che non avremmo mai voluto dare e che da anni abbiamo cercato di allontanare il più possibile. Così siamo costretti a fermarci: da oggi non troverete più notizie aggiornate qui. Il 26 settembre 2005 nasceva il primo quotidiano on line per la regione Abruzzo in un momento in cui la tecnologia era ancora una speranza da queste parti, appena prima dei grandi scandali e in un momento di forti cambiamenti. Il 26 settembre 2018, 13 anni esatti dopo, dobbiamo fermarci perchè non possiamo più garantire la sostenibilità del quotidiano e lo facciamo prima di contrarre debiti che non potremo onorare”.

ecco la lettara dei diretto

 

ABRUZZO. PrimaDaNoi.it si spegne. E’ l’annuncio che non avremmo mai voluto dare e che da anni abbiamo cercato di allontanare il più possibile, fino a quando resistere non è stato più sufficiente.

Così siamo costretti a fermarci: da oggi non troverete più notizie aggiornate qui.

Il 26 settembre 2005 nasceva il primo quotidiano on line per la regione Abruzzo in un momento in cui la tecnologia era ancora una speranza da queste parti, appena prima dei grandi scandali e in un momento di forti cambiamenti.

Il 26 settembre 2018, 13 anni esatti dopo, dobbiamo fermarci perchè non possiamo più garantire la sostenibilità del quotidiano  e lo facciamo prima di contrarre debiti che non potremo onorare.

E’ la fine di un sogno che si è trasformato in un incubo, poichè spesso siamo diventati noi il nemico di troppi e il bersaglio da colpire.

PrimaDaNoi.it muore per asfissia lentissima: un quotidiano vive di pubblicità ma siamo stati bravini a raccogliere quella nazionale e pessimi a convincere gli imprenditori sotto casa. Chissà perchè…

PrimaDaNoi.it muore per l’isolamento nel quale è stato relegato  solo perchè siamo stati “cattivi” con i potenti e qualche difficoltà (piccolissima) in questi lunghi anni gliela abbiamo pure creata.

PrimaDaNoi.it muore perchè in questa terra, oggi, la verità, l’informazione, il giornalismo d’inchiesta non sono ritenuti ancora beni vitali dal cittadino comune.    

 E quindi è  la fine di un ciclo, di una stagione della nostra vita e di qualcosa di impalpabile che c’è e che assomiglia, chissà, forse, ad un punto di riferimento o ad una boccata d’aria.

E’ molto probabile che  tra un paio di mesi anche il sito, con i suoi 500mila articoli di cronaca e inchieste abruzzesi, svanirà nel cimitero digitale e non vi sarà più alcuna traccia di quello che è stato.

Per noi, però, non è una sconfitta: non siamo noi a perdere.

Noi siamo quelli che per 13 anni esatti hanno resistito ad ogni sorta di tempesta, sgambetto o tranello, che hanno nuotato sempre  controcorrente (purtroppo) e hanno combattuto soli contro tutti. E quello che non ti ammazza, ti spegne: anche se ci è riuscito solo ora.

Lo diciamo chiaramente e urlando perchè rimanga agli atti: la fine di PrimaDaNoi.it è la prova inconfutabile che l’informazione libera, svincolata e indipendente davvero non può esistere, se non per poco. I patti, invece, sono la via unica anche per un giornale di sopravvivere ed è proprio per questo che non si può essere “indipendenti”, come noi, da tutti; a qualcuno devi pur appoggiarti e fare qualche favore se vuoi che poi ti difenda.

Come direttore mi ritengo l’unico responsabile per aver sempre tenuto una linea editoriale intransigente, improntata solo all’interesse pubblico senza mai farci intralciare da quelli privati (nemmeno i nostri).

La mia è stata una leggerezza imperdonabile ma mai avrei potuto immaginare che il Paese fosse malato a tal punto da trasformare una così preziosa virtù in una sentenza di morte.

Come giornale abbiamo sempre seguito i più alti principi morali (dunque nulla di più antiquato e retrogrado)  e certe cose si pagano, qui ed ora, a caro prezzo. Quando abbiamo iniziato immaginavamo che sarebbe stato difficilissimo ma non conoscevamo certi biechi meccanismi e certi ingranaggi che poi ci hanno stritolato. Mai avremmo potuto immaginare, per esempio, di inaugurare una nuova stagione di dittature e censure come quelle avviate dalle ignobili sentenze sul “diritto all’oblio” che, nel 2010, per primi al mondo, ci hanno colpito, e da allora e a causa di quelle  decisioni, il declino è stato inesorabile e ancora più veloce Condannati per aver violato una legge che non c’è in nome della privacy che serve per censurare, intimorire e restituire la verginità a qualche delinquente che non ha imparato la lezione.

Siamo stati costretti dal “sistema” ad essere come un soldato in campo aperto senza difese, bersaglio facile da colpire e solo perchè la “Giustizia” l’abbiamo incrociata pochissime volte. Noi abbiamo cercato di difendere il vostro diritto di conoscere negando la cancellazione di articoli veri e mai diffamatori e ci siamo trovati contro prepotenti e giudici. Per dirne una, c’è un tizio che da sette anni mi minaccia di morte e profetizza di lasciarmi in mutande: per fortuna si è avverata solo la seconda. E’ stato un continuo e disgustoso tiro al piccione.

L’informazione seria e le inchieste giornalistiche hanno per noi un carattere sacrale ma costano tanti soldi, molta fatica e svariate conseguenze e noi, da soli, per questi anni ci siamo fatti carico di tutto questo ma ora non siamo più in grado di fronteggiare tutti i rovesci ed i guasti di un Paese degradato.

Non è sbagliato dire, dunque, che le istituzioni sono state complici della nostra condanna a morte.

Grazie a tutti quelli che ci hanno seguito con assiduità, letto con attenzione, che hanno potuto sapere e scoprire l’Abruzzo in questi 13 anni.

Magari che hanno sperato con noi che le cose potessero migliorare.

Da oggi tutti quelli che pensavano a noi per denunciare qualcosa che loro non avevano il coraggio di fare dovranno rivolgersi altrove.

A quelli a cui siamo antipatici e che oggi non sono affranti come noi dico che prima o poi arriva per tutti il momento di avere bisogno di un quotidiano davvero onesto e libero per conoscere o raccontare.  

Noi la nostra parte l’abbiamo fatta.    Non c’è altro da dire e non ne vale la pena. Punto. E basta.  Alessandro Biancardi

Per Carlo Toto arrivano le Iene: Le autostrade A24 e A25: “Sono a rischio crollo”

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Filippo Roma indaga sulle condizioni dei viadotti in Abruzzo. Siamo andati con un esperto a esaminare i ponti delle autostrade A24 e A25, trovando le strutture in condizioni allarmanti. Guardate cosa ci ha risposto il gestore
I viadotti delle autostrade A24 e A25 in Abruzzo sono sicuri? Filippo Roma ha esaminato le condizioni dei piloni dei ponti con un ingegnere, che ha mostrato le condizioni del ferro e del calcestruzzo e il rischio di deterioramento. “Basta la pioggia e il vento per staccarli”.
A mani nude è possibile staccare il ferro dal pilone e spezzarlo.
“Come fai a non aver paura?”, dicono alla nostra Iena gli abitanti che quei pilastri deteriorati li vedono dalle finestre delle loro case. Filippo Roma va a chiedere spiegazioni sulle allarmanti condizioni dei ponti al responsabile della Strada dei parchi, Carlo Toto. E la sua reazione non è certo conciliante.
FONTE: LE IENE https://www.iene.mediaset.it/video/ponti-autostrade-abruzzo-strada-dei-parchi_184619.shtml

Pescara, badante infedele ruba l’argenteria a un’anziana: denunciata

Aveva derubato in casa dell’argenteria la donna invalida che accudiva, ma una 59enne originaria della provincia di Foggia, è stata scoperta e denunciata dalla Polizia di Stato che ha ritrovato e restituito il maltolto ad una signora di Pescara. La donna pugliese, poche settimane fa, era stata chiamata a sostituire la badante di fiducia della famiglia, temporaneamente rientrata in Romania,
prendendo servizio presso l’abitazione dell’anziana dove la figlia all’inizio di luglio, aveva notato la mancanza di diversi pezzi d’argenteria, solitamente collocati sull’arredo dell’abitazione e, sospettando della neoassunta, aveva richiesto l’intervento della Squadra Volante, a cui la 59enne aveva negato ogni addebito.

Dopo la denuncia sporta in Questura, ieri gli agenti della Squadra Mobile si sono portati presso la casa della 59enne che, pentita, ha confessato il furto, motivandolo con necessità economiche, e indicando agli agenti un «Compro Oro» cui aveva venduto la refurtiva, e il quale ha confermato di aver acquistato, in perfetta buona fede dalla donna, argenteria per un totale di 800 euro.

ABRUZZO: Vuol essere curato subito al Pronto soccorso: botte all’agente che cerca di calmarlo. Paziente arrestato

Paziente aggredisce poliziotto al Pronto soccorso. E’ successo la scorsa notte a Pescara. L’agente del posto fisso di Polizia ha cercato di tranquillizzare V.S., 27 anni pescarese, che protestava perchè voleva essere curato subito a una mano. Il giovane urlava e disturbava gli altri pazienti in attesa.  Ma V.S., inceve di calmarsi, ha colpito con due pugni al viso il poliziotto, che è rimasto ferito.

A quel punto l’agente ha chiamato i rinforzi. Le Volanti, appreso cosa era accaduto, hanno arrestato V.S. per resistenza a pubblico ufficiale. La prognosi per il poliziotto picchiato è di 25 giorni

Sequestrato opificio nel pescarese

(ANSA) – CITTÀ SANT’ANGELO (PESCARA), 29 GIU – Irregolarità di carattere ambientale hanno portato su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara, al sequestro preventivo di un opificio di Città Sant’Angelo (Pescara), destinato alla produzione di fertilizzanti e concimi per l’agricoltura biologica. In seguito al provvedimento, eseguito dagli della Guardia Costiera di Pescara, dopo indagini condotte sui fiumi Saline e Fino, nell’ambito delle attività di contrasto all’inquinamento dei fiumi, due persone sono state denunciate. È stata accertata l’assenza di provvedimenti autorizzativi relativi agli scarichi delle acque reflue sia domestiche che industriali derivanti dai processi produttivi dell’azienda, nonché relativi alle emissioni in atmosfera, circostanza aggravata dal fatto che il ciclo produttivo svolto all’interno dell’opificio rientri nell’elenco delle attività soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale mai richiesta dai legali responsabili.