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Truffa con Finte Mail il CEO Cristian Nardi della privacy Garantita mette in guardia migliaia Di utenti

il CEO Cristian Nardi addetto della sicurezza del web riporta l’articolo pubblicato su corrieredibologna.corriere.it  Tutto parte da una mail inquietante «Buongiorno, lei è indagato per pedopornografia, razzismo, cyber pornografia». Eccolo – in estrema sintesi – il messaggio che centinaia di utenti del web hanno ricevuto nella loro casella di posta elettronica personale: il mittente è un truffatore ma a un occhio poco esperto sembra un autentico documento inviato dalla Polizia Postale, che tuttavia usa ben altri metodi per mettersi sulle tracce dei criminali veri della rete e non di certo un messaggio di posta elettronica in cui si chiedono «giustificazioni» finalizzate ad emettere «un mandato di arresto».

In centinaia vittime del phishing

Certo è che utenti poco avvezzi sorpresi dal messaggio letto in posta, si facciano prendere dal panico cascando nel tranello: è l’oramai rodata tecnica del phishing, un modus operandi in voga tra i truffatori: tramite un messaggio (fraudolento) intestato per finta mittenti autorevoli (come le forze dell’ordine) si cerca di frodare l’utente di turno convincendolo a fornire le proprie generalità e i propri dati personali, in sintesi, con il fine di estorcere denaro, spesso con il ricatto di veicolare sui canali social messaggi diffamanti. L’ondata di phishing in cui i truffatori hanno cercato di frodare gli utenti facendo loro credere di essere indagati per pedopornografia è stata parecchio intensa nella prima metà del 2022 e in tanti sono cascati nella rete di questi criminali, anche in Romagna.

Pineto: Tutto accade in pochi minuti 49 enne morto sul posto di lavoro

Tutto accade in pochi minuti: cosi come lo riporta il quotidiano Abruzzese ilcentro.it  Ieri mattina è arrivata la notizia che ha scosso tutta la  comunità del piccolo paese nella costa Teramana a Pineto.

Fabio Pelusi di 49 anni si è sentito male in ufficio, a nulla sono valsi i tentativi da parte dei colleghi di rianimarlo. È morto così nella sede dell’Aran cucine, azienda dove lavorava come responsabile. Tutto lascia pensare a un attacco cardiaco che nel giro di pochissimo tempo, ha ucciso questo uomo di 49 anni. Sul posto sono intervenuti subito i sanitari del 118 ma non c’è stato più nulla da fare. “Sconvolti e distrutti tutti gli amici di risate e lavori insieme. Questa vita ti ha tolto da noi troppo presto. Una tragedia. Aveva 49 anni: era sportivo, marito e padre di tre figli.

Alle 15, nella chiesa di Sant’Agnese, i funerali di Fabio Pelusi.

Il M5S Pineto replica alla lettera invia ta dall’amministrazione Verrocchio ai genitori degli alunni delle scuole pinetesi.

 

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QIl M5S di Pineto, si unisce all’Assessore all’Istruzione ed al Sindaco, che con la loro bellissima lettera inviata tramite e-mail alle famiglie dei discenti di Pineto, hanno voluto fare un grosso in bocca al lupo ai ragazzi, al Dirigente scolastico, al personale docente e non, e soprattutto alle famiglie stesse per l’inizio del nuovo anno scolastico 2018/2019.

Bellissime parole quelle dell’Amministrazione, nella certezza che “le famiglie sosterranno, come tutti gli anni, la scuola nel miglior modo possibile”. Il M5S si unisce a tale lodevole iniziativa, facendo un ulteriore in bocca al lupo prima di tutto agli studenti e poi alle famiglie, compresi tutti quei genitori che dovranno svegliare presto i loro figli per far prendere loro il pulmino da Mutignano, o che non potranno usufruire per la prima volta del servizio scuolabus perché, ad esempio, hanno deciso di risiedere a Borgo S. Maria ed iscrivere, per necessità, i propri figli a Pineto. Un in bocca al lupo anche a quei genitori che dovranno organizzare la propria giornata lavorativa o rinunciare a lavorare perché a Pineto a scuola non si può fare il tempo pieno. Ancora un in bocca al lupo ai genitori che dovranno sgomitare tutte le mattine, magari con la pioggia, per trovare un parcheggio presso la scuola in centro, dove incombe una pista ciclabile che ad oggi non ha alcun senso. Un in bocca al lupo a quei genitori che dovranno dare il massimo sul lavoro, per guadagnare qualcosa in più, in modo da poter dare il proprio contributo per all’acquisto di cancelleria e materiale igienico sanitario. Un in bocca al lupo a tutti quegli studenti, che “equipaggiati di spirito critico e di giudizio”, dovranno affrontare il nuovo anno scolastico tra disservizi e mancanza di laboratori didattici. E non possiamo certo dimenticare di fare gli auguri ai bambini che frequenteranno altre sedi scolastiche (Silvi o Atri), perché a Pineto evidentemente non hanno trovato le migliori condizioni. Inoltre un in bocca al lupo al Dirigente Scolastico e al collegio Docenti, che seppur animati da buoni propositi, probabilmente dovranno indossare un’armatura per attutire giorno dopo giorno il malcontento e disappunto di molti. Infine, un in bocca al lupo a tutti quelli che cercheranno di dare il massimo tra mille avversità. AUGURIAMO A TUTTI UN BUON INIZIO DI ANNO SCOLASTICO, nella convinzione che l’esempio serva più di tante parole, e con lo sperpero degli 8 milioni di entrate straordinarie, Sindaco e Giunta, sicuramente hanno dato il vero esempio di quanto a loro interessi realmente la scuola.

Mega Grandinata . SULLA A14. tra Silvi e Pineto: panico tra la gente

ABRUZZO. Una perturbazione intensa e violenta si è abbattuta nel pomeriggio su gran parte dell’Abruzzo, soprattutto sulla costa nord. Il vento non particolarmente forte non ha provocato danni, mentre la pioggia è venuta giù in maniera intensa improvvisa e copiosa provocando disagi e allagamenti nelle zone per lo più soggette al fenomeno.

Ma a destare maggiore preoccupazione è stata la grandine che in molte zone ha assunto dimensioni da record anche come palline da tennis mentre in moltissimi punti sono state segnalati chicchi come palline da golf .

Danni ingenti si segnalano nella zona di Silvi e Pineto dove la grandinata iniziata nelle Marche non ha perso potenza scaricando vere e proprie pietre di ghiaccio. Molte le testimonianze che sono state postate sui social con foto di  parabrezza di auto completamente distrutte come fossero state crivellate da colpi di arma da fuoco o presi a martellate. Chi ha potuto si è rifugiato sotto i ponti ed il traffico si è rallentato pericolosamente sotto le gallerie dell’autostrada A14 a nord di Pescara. Nelle gallerie tra Silvi e Pineto il traffico si è persino fermato in attesa che la grandine finisse e per constatare i danni alle auto.

 

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Gommeur, società del Gruppo Ettorre Distribuzione specializzata nel full service dei pneumatici esclusivamente per le società di trasporto pubblico locale si è aggiudicata, nonostante l’indagine in corso, la gara biennale del valore di oltre 300mila euro indetta da AMI S.p.A. di Pesaro-Urbino. Gommeur, azienda guidata da Enrico Massi, si occuperà della fornitura e manutenzione full service di pneumatici della società marchigiana di trasporto.

Con l’appalto per la gestione delle gomme degli autobus della Regione Lazio, questa è la seconda gara che l’azienda di Teramo si aggiudica dopo essere finita al centro di un’inchiesta per evasione fiscale e truffa ai danni dell’Atac di Roma e dell’Arpa abruzzese, che a fine maggio aveva portato al sequestro per circa un milione di euro nei confronti degli indagati. L’inchiesta, approdata alla Procura de L’Aquila avrebbe evidenziato un’evasione fiscale quantificata in circa 2,6 milioni di euro, messa in atto dal 2011 al 2014 con l’emissione di fatture per servizi inesistenti, a cui si sarebbe aggiunta una truffa ai danni delle due aziende municipalizzate, per un totale di quasi 4 e 2 milioni di euro per la  manutenzione e sostituzioni di pneumatici e cerchi che in realtà non erano da cambiare. Il PM aveva chiesto la confisca per un totale di circa 8 milioni di euro, ma il Gip ha confermato solo il sequestro per un milione di euro, relativamente alla presunta evasione, attendendo invece ulteriori chiarimenti per quanto riguarda la truffa. Risultano attualmente indagati la società Gommeur e i suoi legali rappresentanti del gruppo Ettorre: Francesco Massi, la moglie Evelina Ettorre e il loro figlio Enrico.

La società tuttavia si difende affermando che “si tratta di una verifica fiscale come tante altre, i cui esiti saranno contestati nelle sedi proprie”. Gommeur rivendica quindi “la correttezza del proprio operato, escludendo in radice l’esistenza di qualsiasi condotta fraudolenta o di indebito arricchimento ai danni dell’Atac”. “Siamo fiduciosi del lavoro svolto dai nostri dipendenti – afferma l’azienda in un comunicato – e ancor più fiduciosi nel lavoro che la magistratura possa svolgere al fine di fare chiarezza nel più breve tempo possibile”.

Per quanto riguarda invece il nuovo incarico ottenuto a Pesaro-Urbino, Gommeur afferma: “E’ una gara importante che arriva in un momento strategico: un’altra società del Gruppo Ettorre, Corpa Servizi, ha appena lanciato, sulle imprese di trasporto pubblico, il servizio disponibile in tutto il Paese dedicato all’assistenza non solo per i pneumatici, ma per tutta l’efficienza del mezzo di trasporto pubblico con l’obiettivo di fare efficienza e risparmiare”

L’italia del ripascimento morbido: l’unica alternativa?

Il fenomeno dell’erosione costiera desta sempre più allarme tra i turisti e gli operatori balneari. Negli scorsi giorni abbiamo visto sui giornali locali una serie di articoli relativi allo stato di erosione delle spiagge della costa abruzzese, con invocazioni al ricorso a tipi di intervento che risolvano definitivamente il problema

Anche quest’anno sul tratto di spiaggia nord di Pineto si sta purtroppo rinnovando l’ormai “tradizionale” operazione del ripascimento morbido, ovvero il riposizionamento sulla spiaggia della sabbia portata via dalle varie mareggiate che si sono avute negli scorsi mesi. Sembrerebbe una buona pratica, visto che permette di poter disporre di un tratto di spiaggia più ampio a disposizione dei bagnanti che scelgono quella zona di mare, se non fosse che una simile pratica nasconde diversi lati negativi, e non sono pochi! Innanzitutto la sabbia utilizzata proviene dal fondale del tratto antistante la spiaggia erosa, ma si tratta appunto di sabbia prelevata da un fondale marino, anzi, tecnicamente aspirata dal fondo. Questo metodo comporta la distruzione di ogni forma di vita esistente in quel tratto di fondale, inoltre si aggiunge il rimescolamento di sostanze inquinanti in esso depositate, causa dell’innalzamento dei valori inquinanti rilevati lo scorso anno dall’ARTA proprio nei giorni successivi al ripascimento operato allora. Rimane inoltre innegabile il continuo spreco di risorse pubbliche per una pratica che si rivela puntualmente inutile al verificarsi della prima mareggiata che inevitabilmente arriverà. Parecchie decine, anzi centinaia di migliaia di euro gettate letteralmente al mare da questa e dalle passate amministrazioni comunali e regionali senza la volontà di trovare una soluzione definitiva al problema con l’apposizione di barriere rigide a protezione della spiaggia, pratica sperimentata con successo in tante località limitrofe a Pineto.

Pineto: Conclusa la 11° edizione Del trofeo di nuovo: Scaldaferri Domenico stravince.

Si è svolto oggi a Pineto l’ “11° Trofeo di Nuoto Città di Pineto”. Organizzato dal gruppo Spatangus patrocinato dal Comune di Pineto, un evento che richiama ogni anno sempre più appassionato della disciplina.

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Attira sempre più attenzione il trofeo di nuoto nella splendida cittadina di Pineto, infatti gli sportivi che da tutta Italia e dall’estero partecipano al Trofeo di Nuoto che, oltre a promuovere i valori dello sport, ha anche il pregio di essere a scopo benefico. Per questa undicesima edizione i proventi saranno devoluti ad A.C.A.R. Onlus, Anta Onlus e Social Market La Formica. Al Gruppo Spatangus appartengono: Cristina De Tullio, Umberto Riva, Luigi Giordano, Livia Giordano, Pietro D’Adamo, Gabrielino Pistilli e Edda Migliori.

Gli ospiti di accezione non sono mancati, in effetti alla manifestazione abbiamo incontrato il ciclista estremo Paolo Laureti  con un curriculum di grande esperienza tra cui l’essere stato il primo finisher della North Cape 4000 avendo percorso in solitaria 3.900 km in soli dieci giorni da Firenze a Capo Nord.

L’edizione 2018 si è svolta con tre differenti tipologie di gara non competitive (Classica 7 km , Doppia 13 km e Mezza 3 km) e appartiene al Circuito Adriatico Acque Libere di cui il Trofeo di Nuoto Città di Pineto è promotore.

L’Ordine d’arrivo della percorrenza doppia di 13 km è stato: Scaldaferri Domenico, Valeriani Luca, Florindi Alessandro, Trevisi Alessandro, Bergantin Alessandro, Delle Vedove Rossella, Timi Giovanni, Mongia Umberto, Maspero Paolo, Borghese Matteo, Cordano Monica, Sterza Francesca, Peron

Ecco la  classica di 7 km km sono arrivati: Persico Erich, Mazza Raffaele,Terrenzio Antonio, Rotini Domenico, Amoroso Ivan, Iannetti Andrea, Gnaga Raul, Campitelli Marco, Gaudini Daniele, Pannelli Angelo, Piersanti Cristiano, Mecella Fabrizio, D’ Orazio Francesco, Trovato Costanza, Cardone Vanni, Zanelli Antonio, Orsi Fabrizio, Pirocchi Maurizio Sabatino, Fiorile Martina, Lauriola Stefano, Mura Luca, Lapa Federico, Garioni Giammaria, Gaspari Emilio, Di Donato Paola, Scuccimarra Donato, Iannuzzi Amedeo, Gallazzi Elena, Lai Paolo, Biocca Remo, Maresca Maurizio, Leotta Valerio, Scotucci Elvira, Cattaneo Stefano, Caprioli Alessandro, Romito Giuseppe, Tilli Varin, Appignani Danilo, De Angelis Marco, Signorelli Maurizio, Miseri Mirko, Susini Giovanni, Formenti Marco, Montanari Giuliano, Rossini Nadia, Pozuelo Eva, Beretta Eugenio, De Luca Domenico, Zampardi Pierluca, Trentin Stefano, Mauti Danilo, Petti Roberta, Cardinale Marco, Pistilli Gabrielino, Di Giacinto Leonardo, Riccitelli Stefano, Pierpaolo Testa, Di Renzo Gianluca, Oro Antonio, Ragusi Fabio. Infine per la percorrenza mezza di 3 km sono arrivati: Di Luzio Valentina, Bosica Francesco, Di Berardino Claudio, Rosato Vittorio Camillo, Stella Loris, Crespi Leonardo, Fumagalli Roberta, Carinci Giuseppe, Spedale Pierluigi, Alcini Martina, Corvacchiola Maurizio, Crecchio Marta, Farina Greta, Di Matteo Giulia, Sigismondi Simona, Di Carmine Gianluigi, Mauri Roberta, Sacchini Stefano, D’aviera Jessica, Massarella Ferdinando, Fossataro Massimo, Remigio Massimiliano, Cogliati Thomas, Barile Giuseppe, Di Ilio Gianfranco, Cribiori Adalberto, Menardo Sara, De Lisio Pasquale, Pallotti Romina.

 

Santino Ferretti: Razzismo o solita ipocrisia?

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SANTINO FERRETTI PINETO

Le cronache di questi giorni sono piene di commenti e polemiche di persone che professano il loro essere di sinistra, senza peraltro spiegare cosa intendono per sinistra. Eppure costoro hanno avuto la possibilità di dimostrarlo, avendo avuto il governo del Paese e governano ancora molte Regioni, Province e Comuni. Una volta la Sinistra stava dalla parte dei lavoratori e dei contadini, quando effettivamente erano gli elementi deboli della società. Nel frattempo la società è notevolmente cambiata e sono nate nuove sacche di povertà, di isolamento, sono nate nuove forme di discriminazione ed anche di opportunità. Molte cose sono cambiate. Un tempo arrivare ad una laurea era cosa difficile, non tutti potevano permetterselo, ma raggiunto il traguardo, si aveva la possibilità di vivere una ottima vita sotto il profilo del ruolo sociale e delle soddisfazioni economiche. Oggi, invece, con tre lauree si rischia di fare il disoccupato a vita o di vivere con contratto precario con 600 euro al mese, senza nessuna possibilità di pensare ad una pensione. I cambiamenti sono stati talmente radicali, al punto che oggi, ad esempio, esistono tutte le norme necessarie per garantire adeguate e sicure condizioni di lavoro, i lavoratori pertanto, hanno solo il problema di averlo il lavoro. La sinistra, non è stata capace di comprendere i cambiamenti sociali, rimanendo attaccata ad un modello che non esiste più e quindi, necessariamente, costretta ad utilizzare slogan e luoghi comuni, che oramai non hanno più alcun senso. Per spiegare cosa è successo alla sinistra in Italia, possiamo prendere a riferimento una città che ne è stato spesso il simbolo: Bologna. Detta città, ha la via Emilia, che passa in mezzo all’abitato e chi la percorre ha la possibilità di conoscere la città da vicino, vivendone i pregi ed i difetti, sopportando il traffico e l’inquinamento, ma con la consapevolezza di conoscere e vivere la città. Tuttavia, Bologna ha anche la tangenziale, che gli passa all’esterno e quindi si può attraversare la città guardandola da lontano. Se immaginiamo Bologna come espressione della società, possiamo immaginare la sinistra come quelli che hanno preferito la tangenziale, che ti portano da un estremo all’altro della città, senza poterla conoscere direttamente, ma solo osservarla da lontano. Lo sguardo sulla società da elevata distanza, non permette di mettere a fuoco i veri problemi e quindi è facile passare da una parte all’altra della città senza rendersene conto. Infatti la sinistra è passata dal modello sociale fatto di operai e contadini a quello fatto da banche, finanza ed elite, senza rendersene conto, giacchè, percorrendo la tangenziale, si ha uno scorrimento veloce e non si incontrano i problemi reali, che nella metafora sono i semafori che ti impongono di fermarti a ragionare. Lungo la tangenziale ci si allontana sempre di più dalla città, dalla realtà, dalla società, finendo in un mondo non più espressione del reale, dove nascono idee confuse e astratte che portano modelli come la buona scuola, il jobsact o lo sbloccaitalia. Ma possono nascere fatti ancora più gravi come la riforma Berlinguer, che ha indebolito il sistema universitario italiano con il famoso tre più due, può nascere un meccanismo monetario, come quello dell’euro, in cui pochi cittadini italiani si riconoscono e una idea stessa di Europa che manifesta caratteri di esclusione sociale. Può capitare che arrivi qualcuno che può permettersi un elicottero e piuttosto che attraversare la città lungo la via Emilia o percorrere la tangenziale, osservi la città dall’alto, magari per osservarne i fenomeni e sfruttarli in modo strumentale per farne consenso. Può capitare che detto fortunato, che può permettersi una macchina volante, abbia il nome di Berlusconi ed è capitato che la sinistra, percorrendo la tangenziale, abbia smesso di guardare per sempre la città, sia pure da lontano, per focalizzare lo sguardo sull’elicottero che volteggiava sopra di essa. Tale fenomeno di distacco totale tra la società e la sinistra è passato con il nome di antiberlusconismo, che come effetto finale ha avuto proprio l’alleanza con Berlusconi, facendo assumere alla società, un ruolo marginale a cui imporre le proprie scelte, come è capitato con l’ultimo referendum costituzionale. Oggi, la sinistra, collocata all’opposizione dal suo stesso popolo, abituata a percorrere le strade a scorrimento veloce come le tangenziali, piuttosto che le strade cittadine, continua con il solito metodo, tant’è che parla di proteste di piazza contro Salvini. Alcune settimane fa, il Movimento 5 Stelle, nella logica di dare responsabilmente un Governo al Paese, ha dato una grande lezione alla sinistra, infatti ha detto chiaramente che mai avrebbe realizzato un’alleanza con Berlusconi, per motivi ovvi che è inutile elencare in questa sede. Successivamente, ha proposto alla sinistra di mettersi a tavolino per scrivere un contratto di governo. Questa apertura sottintende un fatto estremamente importante e cioè che il Movimento 5 Stelle ha posto su piani diversi Berlusconi e la sinistra, avendo rinunciato a qualsiasi confronto con il primo e aprendo al ragionamento con i secondi. Questo tentativo è miseramente fallito per causa di chi oggi si pone a difesa di taluni valori, che hanno dimostrato di non prendere minimamente in considerazione nella realtà dei fatti. Quando ciò è successo, aprendo la strada ad un Governo con la Lega, non ho sentito e visto nessuno della sinistra che volesse scendere in piazza o che manifestasse la sua indignazione. Anzi, quelli che si definiscono di sinistra, ma non del PD, sono rimasti al governo con il PD in ogni dove, Provincia, Comune o Regione, a dimostrazione di come oramai, siano facilmente riconoscibili. Tuttavia, risulta interessante le polemiche di questi giorni sui flussi migratori o sul censimento dei Rom. Ora facciamo alcune riflessioni. Essere razzisti significa mettere su piani diversi le razze. Si è razzisti sia se si pensa che una razza sia superiore sia se si pensa che sia inferiore. Se una persona dicesse che un senegalese o un cinese, sono di razze superiori, ciò non verrebbe percepito come razzista, mentre se uno dicesse che sono di razze inferiori, immediatamente sarebbe tacciato di razzismo. Questo è il risultato di una visione limitata e carente, di una mancanza di cultura che la società non è più in grado di offrire ai propri cittadini. Inoltre vi è differenza tra razzismo e accoglienza. Potrei essere razzista, nel senso di pensare che la mia razza sia superiore o inferiore ad un’altra, ma allo stesso tempo disposto ad accogliere queste diverse razze. Vi sono poi dei limiti oggettivi, nel senso che potrei avere una casa dove poter ospitare 4 persone di diversa razza e quando mi venisse proposto di accoglierne 40, sarei costretto a dover dire di no, senza poter essere per nulla accusato di poca accoglienza. Si può poi essere non razzisti, ma riconoscere le difficoltà generate da flussi migratori non gestiti efficacemente. Similmente, censire significa poco, tutti noi siamo censiti, il Comune ha tutte le nostre informazioni e se non paghiamo una tassa comunale, subito ci arriva la richiesta di pagamento con le dovute penali. Dunque essere censiti, significa essere soggetti tutti ad una stessa regola. Essere schedati, invece, è altra cosa. Come si capisce, i temi del razzismo e dell’accoglienza, sono estremamente interessanti, lo sono per fare crescere una cultura che porti a guardare le persone indipendentemente dalla razza o dal colore della pelle, per un corretto confronto, per dare vita a sagge politiche di accoglienza e di integrazione, nel rispetto di tutti e con delle regole di buon senso, per gestire i flussi migratori e per garantire agli immigrati delle condizioni dignitose di vita. Invece, ancora una volta, si sfugge dal vero confronto, si esamina il tutto dalla tangenziale, ancora una volta la sinistra preferisce la via a scorrimento veloce, che ieri era antiberlusconismo e oggi è antisalvinismo, senza nessuna capacità di esaminare in maniera critica e completa la vicenda. Ancora una volta si cerca di agire sulla psicologia, con scenari che evocano il fascismo, il razzismo, il disfacimento della società democratica, senza rendersi conto, che dalla tangenziale, ciò che si osserva è profondamente diverso da ciò che appare nella realtà. Tra l’altro, si ignora un fatto essenziale, infatti se la città viene osservata dalla tangenziale, anche la città ha iniziato ad osservare la tangenziale e dunque, la sinistra, oramai è stata vista su quella strada a scorrimento veloce, distante dalla realtà e non più percepita come credibile. Dunque, la critiche di questi giorni, finiscono per assumere la forma di una disperazione, quella conseguente all’astinenza dal potere, piuttosto che fornire elementi seri di riflessione e confronto.

Santino Ferretti: Un paese per vecchio

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SANTINO FERRETTI PINETO

In Italia, spesso si incontrano stranezze veramente difficili da comprendere. Una delle cose che ci siamo sempre sentiti dire è che la legge non ammette ignoranza. Pertanto, se un cittadino assume un comportamento contro la legge, non può giustificarsi dicendo: non conoscevo la legge. Orbene, proviamo a pensare ad un cittadino che invece voglia rispettare le leggi. Innanzitutto, vivendo in Italia, Paese con più leggi che abitanti, il povero cittadino dovrebbe passare la vita e non gli basterebbe, trovandosi costretto a chiedere una lunga deroga alla vita normale, per poterle studiare tutte le leggi. Ammesso che colui che tutto può, volesse regalargli, al povero cittadino, una vita sufficientemente lunga per potersi studiare tutte le leggi, si troverebbe immediatamente a dover affrontare almeno due problemi grossi, che forse non possono avere soluzione. Il primo problema riguarda l’impostazione delle leggi. Infatti, le prime 20 pagine sono richiami ad altre leggi, con parole del tipo: visto il decreto tal di tale, considerato il comma x al punto y, ecc. Già le prime venti pagine ti fanno venire il dubbio se si tratta di una legge o di una presa in giro, ma, ipotizzando che il cittadino modello, superi indenne, grazie anche ad abbondandi dosi di tranquillanti e sedute psicoterapeutiche, le prime famigerate 20 pagine, si presenta subito il secondo problema. Infatti, il cittadino modello, avendole studiate tutte le leggi, si rende subito conto che esse si contraddicono l’un l’altra. Inoltre, gli capita di leggere dei testi normativi e di non capirli. Pertanto, sempre il cittadino modello, al fine di togliersi ogni dubbio, chiama 10 persone e ad ognuno di loro, chiede una interpretazione di quella norma. Con immensa sorpresa, si rende subito conto che le 10 persone, offrono 10 diverse interpretazioni, che con la sua arrivano ad 11. Il cittadino modello, dopo averle studiate tutte le leggi ed essere arrivati alla fine della sua lunga vita, giunge anche egli a scrivere una legge, fatto di un solo articolo e che dice: non è vero che la legge non ammette ignoranza, giacché le leggi sono ignoranti. Poi, per evitare diverse interpretazioni aggiunge: la legge, per non ammettere ignoranza, dovrebbe essere comprensibile, ma se la legge non la si capisce, il cittadino come fa ad essere sicuro di rispettarla? Vi sono poi situazioni ancora più strane. Il medico ad esempio, scrive una ricetta, il paziente la porta in farmacia e senza che nessuno dica niente, può venire in possesso del farmaco. Un architetto invece, elabora un progetto, sulla base delle norme tecniche. Questo progetto va in Comune o in Provincia o in Regione e il tecnico dell’Ente lo boccia, poiché interpreta la legge in modo diverso dall’architetto. Tutto ciò porta alla creazione di contenziosi, che mettono l’Ente in una condizione di poter esercitare un potere: quello della interpretazione della norma, foriera di atteggiamenti corruttivi. Talora, ci si adegua e quindi si cerca di oliare la macchina, come di usa dire, talaltra si finisce in tribunale, con dispendio di tempo e denaro, soprattutto per la lentezza della giustizia. In definitiva, per evitare di allungare molto il ragionamento, possiamo senz’altro convenire sul fatto che i veri danni, non derivano dai cittadini che ignorano la legge ma dalle leggi ignoranti che non sono comprensibili ai cittadini e che finiscono per essere delle terre di nessuno, dove l’interpretazione regna sovrana. Eliminare l’interpretazione, significa avere certezze sul chi ha ragione e chi ha torto, significa dare garanzie ai cittadini e significa sapere, prima ancora di interpellare un giudice se si sta nel giusto o nel torto. Il vero problema quindi è: l’interpretazione non può essere eliminata o non la si vuole eliminare? Beh, io mi fermo qui, interpretate pure il perché di questa decisione!

 

Santino Ferrretti : il quarto potere

santono ferrettiÈ stato definito il quarto potere, per la sua capacità di formare e influenzare le coscienze. La società evoluta, non più contadina, fonda alcune sue fondamentali ragioni nell’accesso alle informazioni, alcune delle quali sono da ricercare in specifici ambiti, altre invece, la maggior parte, ci vengono offerte in modo talora spregiudicato

L’informazione è di straordinaria importanza, foriera di conoscenze, strumento indispensabile per la formazione di un pensiero e per costruire riflessioni e confronti. Le informazioni viaggiano sui cosiddetti “mezzi di informazione”, classicamente inquadrabili nelle televisioni e nei giornali, che hanno profondamente contribuito alla strutturazione della società post guerra mondiale. Quando la società era ancora sostanzialmente contadina e si avviava alla modernizzazione, l’unico modo per collegarsi con il mondo, per spezzare le sacche di isolamento, era quello di fare affidamento sui mezzi di informazione che si manifestavano con la radio e con i giornali, per approdare infine, quasi ad esserne un mirabolante prodigio, nella televisione, capace non solo di fare arrivare la voce e la notizia, ma addirittura l’immagine. Con la televisione i vari personaggi entravano dentro casa, ne diventavano familiari, parte integrante della quotidianità; la televisione affermava la realtà. Anche una famosa canzone recitava: “lo ha detto pure la televisione che l’anno che verrà porterà una trasformazione”, a dimostrazione di come la trasformazione era il fenomeno sociale, ma la televisione ciò che la certificava, in quanto era lo strumento espressione della società. Eppure, in quella autorevolezza del mezzo, che proponeva senza nessuna possibilità di confronto, senza possibilità di contraddittorio, si celava il virus di un nuovo fascismo ideologico, capace di rappresentare una propria realtà, non necessariamente corrispondente all’unica realtà: quella vera. Il quarto potere ha assunto la forma di una dittatura mediatica, che non si pone più il problema di rappresentare e di aprire a nuovi orizzonti, ma di indirizzare. L’indirizzare di per se potrebbe non significare nulla, giacché potrebbe andare in direzioni auspicabili o in altre interessate, tuttavia è sul principio che bisogna riflettere, in quanto l’informazione non dovrebbe mai indirizzare ma fornire elementi oggettivi di valutazione e di comprensione, lasciando a ciascuno la libertà di crearsi un proprio indirizzo. Come tutti i fenomeni umani, anche l’informazione è sottoposta a fenomeni che iniziano e finiscono ed infatti, l’arrivo della rete e di nuove forme di collegamento tra individui, non solo ha ridotto la capacità comunicativa dei classici mezzi di informazione, ma addirittura li ha ridotti ad elementi inconsapevoli di vera comprensione, più di quanto potessero immaginare. Infatti oggi, il mezzo di informazione non viene più percepito come elemento di racconto e di spiegazione della realtà, ma come strumento per costruire una determinata realtà e quindi, piuttosto che essere assunto come elemento di informazione, viene considerato strumento per capire le posizioni altrui, in modo da poter costruire la propria. Le ultime vicende italiane, come il referendum costituzionale o la campagna mediatica contro la Giunta comunale di Roma, fino ad arrivare alle posizioni politiche a sostegno di determinate parti, sistematicamente uscite sconfitte, sono la dimostrazione di come i classici mezzi di informazione oltre ad aver perso autorevolezza, sono oramai relegati ad essere elementi portatori di interessi e non più capaci di destare attenzione. La rete, invece, con la sua capacità di interazione, riesce ad essere una migliore espressione della società, mai perfetta, ma talora in grado di mediare e quindi arrivare a conoscenze mediamente vere, più vicine perciò alla realtà. Da questa nuova dimensione dell’informazione, si sta affermando una nuova consapevolezza, che ha iniziato a manifestarsi nei vari campi e che avrà ancora molto da cambiare nella società.

Santino Ferretti: la fiducia del Senato con un ampio margine di voti.

santono ferretti
SANTINO FERRETTI PINETO

Ieri il Governo ha ricevuto la fiducia del Senato con un ampio margine di voti. Il giudizio sul nuovo esecutivo potremo darlo tra qualche tempo, quando, nel pieno dei suoi poteri, inizierà a dare corso al famoso contratto. In effetti, dare giudizi oggi, significherebbe semplicemente ipotizzare un qualche comportamento, mancando ancora, per questioni di tempo, elementi oggettivi su cui fondare un giudizio motivato. Ciò che invece può essere esaminato e valutato, perché i fatti sono realmente accaduti, sono, ad esempio, i governi della legislatura appena conclusa. Il giudizio poi, è tanto più veritiero ed oggettivo, se ad esprimerlo non è una sola, ma una moltitudine di persone. Ed infatti, a dare un responso negativo sui governi a guida PD, è stata una massa ragguardevole di cittadini italiani, che hanno collocato tale gruppo politico al ruolo della marginalità, nonostante partisse da una buona fetta di consenso. In tali situazioni, una classe dirigente capace, dotata di buon senso e protesa a dare una prospettiva alla propria parte politica, prenderebbe atto di un tale fallimento, per avviare una riflessione che possa sfociare in una totale ristrutturazione dell’assetto dirigenziale. Il giudizio espresso il 4 marzo, si fonda su due aspetti, uno relativo alle scelte programmatiche, per nulla condivise e in netto contrasto con il pensiero che avrebbe dovuto ispirare una compagine come quella del PD, l’atro relativo al modo di agire. Infatti, provvedimenti come l’eliminazione del voto per le Province e l’idea di eliminarlo anche per il Senato, ha segnato una tipica espressione di una destra non economica o fascista, peggio ancora: ignorante ed arrogante. L’idea di riformare la scuola senza nessuna riflessione e confronto, ma con atto di assoluta tracotanza e l’eliminazione delle tutele per i lavoratori con una precarizzazione assurda, hanno segnato uno dei momenti più oscurantisti per il Paese. Tutte queste pessime scelte, sono state condite da un modo di fare sprezzante e offensivo per la democrazia, al punto che si è cercato di modificare la Costituzione, nonostante i cittadini non l’avessero mai chiesto, a colpi di fiducia. A rincarare la dose circa il carattere antidemocratico di quel modo di fare, c’è stata la critica del PD a quelle forze di opposizione a cui, tolta la loro prerogativa di potersi esprimere con tagliole e canguri, hanno necessariamente dovuto esprimere il loro disappunto con azioni forti, ma mai violente o pericolose. Orbene, finita la legislatura nel peggiore dei modi per chi ha usato lo strumento dell’arroganza istituzionale, anziché rimuovere quei personaggi che hanno portato ad un tale livello di degenerazione, si continua a criticare chi oggi è forza di Governo, in modo del tutto pretestuoso. Si persevera nell’ignorare due fatti essenziali e cioè che le forze di governo sono espressione della volontà popolare e che detta volontà è figlia dell’arroganza, mista ad ignoranza politica ed istituzionale dei precedenti governi. Evidentemente, il distacco dalla realtà è talmente profondo, al punto che se ci sarà un futuro per la Sinistra in Italia, di sicuro non va ricercato in questi personaggi e partiti, che oggi ne sono una triste e pessima rappresentazione. Intanto il Governo si prepara ad entrare nel pieno dei suoi poteri e finalmente potremo vederlo all’opera. Le persone di buon senso aspettano per poterlo giudicare sulla base dei fatti, altri invece lo hanno già fatto, finendo per esprimere, piuttosto che un giudizio sul governo, su loro stessi.