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Muore a 46 anni poliziotto-eroe di Bari: nel 2001 salvò 15 pazienti da un incendio nell’ospedale

Raffaele Di Terlizziera in servizio in questura a Pisa ed è stato stoncato da una malattia:fu insignito dal Capo della Polizia della medaglia di bronzo al valore civile

Lutto nella polizia per la morte di Raffaele Di Terlizzi, in servizio in questura a Pisa. A 46 anni è stato stoncato da una malattia, l’agente originario di Bari. Ha prestato servizio alla squadra volanti per 27 anni fino a raggiungere il grado di assistente capo coordinatore.

Nel 2004 è stato insignito dal Capo della Polizia della medaglia di bronzo al valore civile per aver, nel 2001, insieme ad un collega, evacuato un intero plesso dell’Ospedale di Cisanello a seguito di un incendio sviluppatosi al piano seminterrato dell’edificio e poi propagatosi negli altri piani. Salvò la vita, insieme al collega, di 15 pazienti non deambulanti, caricandoseli sulle spalle.

I funerali lunedì 11 marzo alle 15,30 nella chiesa Sacra famiglia nel quartiere di Pisanova.

Incendio nel Pisano, il sindaco di Calci: “Evacuate oltre cinquecento persone”

Ettari ed ettari di boschi, olivi e montagna bruciati sui monti Pisani. “Chi ha provocato tutto questo è un criminale”, dice uscendo dal container della protezione civile di Calci, nel Pisano, l’assessore Giovanni Sandroni. L’incendio che ha devastato il Monte Serra e altri crinali intorno è quasi certamente di origine dolosa: “Ha mai visto un incendio partire alle 22 della sera?” chiede ancora l’assessore. Voci non ufficiali parlano di quattro diversi inneschi. Più di cinquecento le persone sfollate nella notte, seicento gli ettari di bosco distrutti e una enorme nube di fumo che all’alba arriva fino alla città di Pisa.

L’incendio si è sviluppato lunedì sera intorno alle 22 sul Monte Serra, nella zona di Calci, nel Pisano. Il fuoco, complice il forte vento che spira sulla Toscana, si è rapidamente esteso minacciando le abitazioni nella località Montemagno. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Pisa e varie squadre di volontari. In azione due Canadair, mentre quattro elicotteri non sono potuti decollare a causa del forte vento. In arrivo altre squadre dei vigili del fuoco dall’Emilia Romagna. Dall’aeroporto di Napoli Capodichino è in partenza un elicottero S64 in dotazione alla Forestale, il mezzo aereo con la massima capienza d’acqua

Il Comune di Calci ha allestito in fretta e furia nella palestra 150 posti letto, per ore i volontari della Misericordia sono andati nelle case sparse nella campagna di questo Comune celebre per la Certosa e per i suoi sentieri di trekking, per portare in salvo anziani e disabili. Altri posti letto in parrocchia, altri in un circolo aperto dal vicino Comune di San Giuliano. Pini e olivete sono bruciate per tutta la notte, malgrado l’intervento di un’ottantina di vigili del fuoco e volontari dell’antincendio boschivo. Le fiamme, alimentate dal vento di tramontana che ha impedito a lungo l’intervento dei Canadair e degli elicotteri della Regione, si sono estese correndo per una fascia verde compresa tra le frazioni di Trecola, Montemagno, Diana, San Lorenzo Nicosia, La Torre, tutte sul versante di Calci. Sia il sindaco di Calci che quello di Vicopisano hanno deciso di chiudere le scuole e agli sfollati è stato spiegato che, almeno fino a domani pomeriggio, nessuno potrà rientrare nelle proprie case per via del fumo e anche per facilitare le operazioni per domare il rogo.

Incendio nel Pisano, le fiamme sul monte Serra

“E la mia casa? Si sarà salvata la mia casa?” chiedono la mattina le facce sconvolte dalla notte insonne. Al momento è ancora difficile avere un quadro sulle case, di certo le fiamme hanno risparmiato il monumento della Certosa: “Ho visto lingue di fuoco lambire il muro perimetrale del monumento”, spiega un volontario, ma poi il fronte si è esteso altrove. “Non risultano feriti né dispersi e già questo, vista la rapidità e l’intensità delle fiamme, è un risultato importante”, racconta un altro dei soccorritori. Qualcuno spiega di alcuni anziani ricoverati per precauzione in ospedale per via del fumo respirato. Il fronte del fuoco nella mattina si è esteso oltre il crinale della montagna e il sindaco di Vicopisano ha deciso di far evacuare altre frazioni: “Telefoniamo casa per casa e se necessario mandiamo i carabinieri per aiutare le persone a lasciare gli appartamenti”, spiega il sindaco Iuri Taglioli.

Incendio sul Monte Serra, protezione civile: “Le fiamme partite dal cuore del bosco. Opera di un criminale”

Sul luogo dell’incendio è arrivato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e gli assessori Fratoni e Remaschi che stanno tenendo una riunione nella sede della Protezione civile di Calci. La fase di emergenza non è ancora passata. Da questa notte stanno operando 180 squadre anti incendio e 50 volontari della protezione civile. “Siamo al massimo del dispiegamento delle forze”, ha detto Rossi. In stretto contatto con la protezione civile nazionale, il governatore fa sapere che due Canadair hanno raggiunto i luoghi dell’incendio e altri due sono in volo. A complicare le operazioni il forte vento, che da ieri sera sta spirando attorno a una media di 20 km/h, con raffiche tra 30-40km/h. Lo annunciano le previsioni del Lamma, al quale Rossi ha chiesto un aggiornamento delle condizioni meteo.

Le fiamme sono visibili a chilometri di distanza e moltissimi abitanti di Calci si sono riversati in strada e hanno affollato la piazza del municipio nel centro del paese. Secondo alcuni testimoni il rogo di questa notte è molto più vasto di quello dell’ottobre 2011 che incenerì circa 50 ettari di bosco. Tre i punti di accoglienza attivati per accogliere le persone evacuate: la palestra della parrocchia di Calci, il circolo ricreativo di Campo e la palestra di Vicopisano. Sono stati richiesti rinforzi ai comandi di Livorno, Pistoia, Lucca, Massa, Firenze e Arezzo. Il rogo si è sviluppato più o meno nella stessa zona in cui una settimana fa era stato appiccato un altro incendio boschivo non distante dal luogo dove si trovano le antenne di numerose emittenti radiofoniche e televisive.

Incendio sul Monte Serra, a pochi metri dal fuoco: le fiamme si avvicinano al paese

“Stiamo fronteggiando un incendio di bosco molto grosso e potente e abbiamo rischiato di perdere due squadre nello spegnimento”. Lo ha detto, parlando all’emittente tv Canale 50, il comandante dei vigili del fuoco di Pisa, Ugo D’Anna. “Ora – ha aggiunto – la cosa più importante è salvare il paese e abbiamo già allertato i Canadair. L’origine del rogo? Quasi certamente dolosa”. “È importante che si faccia chiarezza sull’origine dell’incendio che ha distrutto un bosco e messo a repentaglio la vita delle persone”, ha detto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, ringraziando vigili del fuoco, protezione civile e volontari che stanno operando a difesa delle abitazioni.

Incendio sul Monte Serra zona Calci al momento nessun ferito: LIVE TV

o sul Monte Serra la sera di lunedì 24 settembre, in zona Calci. Le fiamme sono visibili anche da Pisa, dove si sente diffusamente l’odore di bruciato. Preoccupa infatti il vento, che può spingere rapidamente il fronte del fuoco.

L’area interessata dovrebbe trattarsi, dalle prime informazioni, quella fra La Gabella e Montemagno, non lontano dalla Certosa di Calci. Solo una settimana fa un altro episodio simile, il pomeriggio del 15 settembre, ha richiesto il massiccio intervento delle forze di sicurezza. Allora bruciarono 5 ettari.

Le prime segnalazioni dei cittadini sono partite da dopo le ore 22. Alle 23 il fuoco appare vicino alle zone abitate.“

 

Pisa, in 200 si tuffano senza saper nuotare: catena umana per salvarli

E’ successo sabato pomeriggio sulla spiaggia di Tirrenia. La comitiva di turisti stranieri era arrivata in pullman da Arezzo


Hanno sfidato il mare mosso, le onde alte e la bandiera rossa, e si sono tuffati senza saper nuotare. Oltre duecento turisti stranieri, la maggior parte del Bangladesh, sono arrivati sabato pomeriggio con diversi pullman da Arezzo sulla spiaggia di Tirrenia, a Pisa. E sono stati soccorsi da una “catena umana” di bagnini e operatori degli stabilimenti balneari, che a più riprese si sono buttati in mare per evitare che affogassero.

E’ stato un pomeriggio di super lavoro – come raccontato da Il Tirreno – per  guardaspiaggia, bagnini, ma anche residenti, impegnati ad aiutare i bagnanti che, non curanti delle correnti, si sono tuffati in acqua. Tra le difficoltà maggiori, ha riferito al Tirreno chi era sull’arenile – anche la lingua: “Nessuno parlava italiano” e dunque era difficile comunicare. Alcuni – raccontano altri soccorritori – sono entrati in mare vestiti: questo ha reso ancor più difficili le operazioni per portare a riva i turisti in difficoltà.

Pisa, caso Scieri svolta nelle indagini 19 anni dopo: un arresto per concorso in omicidio

Il parà era stato trovato morto nella caserma Gamerra: l’ombra del nonnismo e il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta dopo tanti silenzi e omissioni. L’inchiesta della procura


Un arresto per concorso in omicidio e altri due indagati. Un paziente lavoro investigativo condotto dalla squadra mobile di Firenze che 19 anni dopo la morte di Emanuele Scieri, parà trovato senza vita il 16 agosto del 1999 sotto una torre di addestramento della caserma Gamerra della Folgore a Pisa, segna una svolta.  Agli arresti domiciliari è finito un ex commilitone di Scieri, arrestato dalla polizia. Le ombre del nonnismo dietro la morte di quel giovane si erano subito allungate, in mezzo a molti silenzi e omissioni dentro l’esercito.
Quelle ombre che avevano cominciato a diradarsi lo scorso anno, dopo che la procura di Pisa aveva riaperto le indagini e grazie al lavoro svolto dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del militare. Era stata proprio la commissione a dire che che non era stato un suicidio, quello del giovane militare siciliano appena arrivato nella caserma pisana. Scieri era stato aggredito prima di precipitare nel vuoto. Un episodio di nonnismo. Per la Commissione parlamentare presieduta da Sofia Ammodio, gli elementi che portavano ad escludere l’ipotesi del suicidio e anche quella di una prova di forza alla quale si voleva sottoporre Scieri scalando la torretta, “tesi che nel 1999 la catena di comando della Folgore suggerì alla magistratura”.
Ma quali erano gli indizi che avevano portato la Commissione parlamentare a tornare a sospettare di qualcuno dei commilitoni? Per esempio una scarpa trovata troppo distante dal corpo, la ferita sul dorso del piede sinistro e quella del polpaccio del tutto incompatibili con la caduta dalla torretta.

Dunque cosa successe allora il 16 agosto? Bisogna fare qualche passo indietro. Il 7 agosto 1999 al giuramento delle reclute che stanno finendo il Car nella caserma dei Lupi di Toscana, a Scandicci, assistono anche i genitori di Emanuele Scieri, Isabella e Corrado, insegnante lei e funzionario delle Dogane lui. Con loro anche il fratello Francesco, studente in Medicina. Emanuele, “Lele”,  il 31 agosto compirà 27 anni. Si è già laureato in Legge a Catania e ha fatto sei mesi di pratica come avvocato. Viene assegnato alla Folgore. Arriva alla Gamerra il 13. Già durante il trasferimento in pullman da Scandicci avvengono atti di nonnismo ai danni di alcune reclute che porteranno alla condanna a 6 mesi per quattro caporali dei parà. Una volta in caserma, e dopo aver ricevuto le prime istruzioni, Scieri fa un giro in centro con alcuni compagni. Intorno alle 20.30 chiama casa. Al rientro si ferma fuori dalla camerata. “Fumo una sigaretta, faccio una telefonata e vi raggiungo” dice all’amico Stefano. Sono le 22.15 del 13 agosto 1999. Al contrappello delle 23.45 Scieri non c’è. Nessuno lo vedrà più vivo. Il pomeriggio del 16 agosto i carabinieri avvertono la famiglia: “Emanuele ha avuto un incidente. È morto. Probabilmente si è suicidato gettandosi dalla torre”. Come hanno potuto i vertici militari di allora credere al suicidio?

Terremoto, scossa tra Siena e Pisa: migliaia di persone in strada

Una scossa di magnitudo 3 è stata registrata alle 13.36 di oggi dall’Ingv nel comune di Pomarance, nel Pisano, in Alta Valdicecina, a circa 8 chilometri di profondità. Il sisma è stato distintamente avvertito dalla popolazione ma non ha causato danni. In molti però a Pomarance, Castelnuovo, Volterra e in altri centri abitati della zona hanno sentito la terra tremare e si sono riversati in strada. L’epicentro del sisma è stato individuato in località Bulera in prossimità di una faglia dove confluiscono terreni con caratteristiche diverse tra loro: uno è geotermico, l’altro no.