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Pistoia, minore legata e maltrattata dai compagni di scuola

Brutta vicenda nei pressi di Pistoia, dove una minore, dopo essersi ubriacata, è divenuta vittima dei maltrattamenti di altri studenti

Una brutta vicenda si è svolta a Pistoia, dove una minore, che aveva abusato di sostanze alcoliche, è stata prima costretta a un palo, per poi divenire la vittima di una serie di ulteriori maltrattamenti messi in atto da un gruppo di altri giovani. La ragazza, che risulta avere quindici anni, si sarebbe recata presso l’assemblea d’istituto, quella che mensilmente viene organizzata da qualunque studentato d’Italia, ma quella che sarebbe dovuta essere una mattinata densa di spensieratezza, è finita per assumere tratti di tutt’altro tipo.

Sul Corriere della Serache ha parlato del caso, viene pure sottolineato come la ragazzina potrebbe aver portato con sè un quantitativo non indifferente di birre.

Fatto sta che i responsabili di quella che sembrerebbe essere una sorta di aggressione (le indagini sono in corso) non le hanno solo colorato la faccia, ma le hanno pure sigillato la bocca mediante l’applicazione dello scotch. La serie di comportamenti che sono stati messi in atto col fine di bullizzare la studentessa avrebbero avuto luogo pure “grazie” allo stato confusionale della stessa, che è stato sfruttato da coloro che hanno pensato di poter procedere in questo modo. A completare il quadro di questo episodio di bullismo, poi, c’è un altro dettaglio: la minore è anche svenuta.

Coltivano marijuana in giardino, arrestati padre e figlio nel Pistoiese

La Guardia di finanza ha trovato otto chili e mezzo di cannabis, di cui tre e mezzo pronti per la vendita, mentre altri cinque stoccati in foglie dentro un frigorifero



Coltivavano marijuana nella loro villetta in campagna per poi rivenderla. Un uomo di 50 anni e il figlio di 24, residenti a Pescia, in provincia di Pistoia, sono stati sorpresi dalla Guardia di finanza mentre erano intenti a tagliare e raccogliere le foglie di cannabis nel giardino della loro casa. All’arrivo delle fiamme gialle il più giovane si trovava dentro una capanna, alle prese con le piante di marijuana, pronte per essere trattate in un vero e proprio laboratorio clandestino. In totale sono stati trovati otto chili e mezzo di marijuana, di cui tre e mezzo pronti per la vendita mentre altri cinque stoccati in foglie dentro un frigorifero, per la produzione della resina da vendere come hashish. La quantità di sostanza stupefacente trovata sul posto, una volta messa in commercio, avrebbe fruttato guadagni per oltre 100 mila euro. I due sono stati arrestati per coltivazione e produzione di marijuana e hanno ricevuto la misura cautelare dell’obbligo di dimora.