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PNRR CIMITERI, digitalizzare i cimiteri

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede un pacchetto nel Pnrr cimiteri. Investimenti e riforme articolato in sei missioni. Il Piano promuove un’ambiziosa agenda di riforme, e in particolare, le quattro principali riguardano:
  • pubblica amministrazione
  • giustizia
  • semplificazione
  • competitività

Pnrr cimiteri , opere e digitalizzazione. 

Oltre alla semplificazione il Pnrr Cimiteri riguarderebbe anche la digitalizzazione di essi.

Per digitalizzazione dei cimiteri si intende tutte le azioni che permettono di avere una gestione informatizzata dei loculi e qualsiasi tecnologia utile ai visitatori e ai famigliari dei defunti.

Pnrr cimiteri, come digitalizzare il cimitero e quali tecnologie al servizio dei cittadini.

Le nuove tecnologie disponibili nel settore cimiteriale sono molteplici, di certo tra le più emergenti e complete vi è Aldilapp.

Aldilapp è un app per smartphone che offre diverse funzionalità utili per la pubblica amministrazione e in particolare modo per i cittadini.

  1. Pnrr cimiteri : Come trovare un defunto nel cimitero.

Aldilapp permette di cercare con facilità la posizione del defunto all’interno dei cimiteri.

  1. Pnrr cimiteri : Come inviare fiori ai defunti.

Aldilapp permette di inviare fiori ai defunti, biglietti commemorativi e ottenere servizi di decoro della tomba. (Pulizia e messa in ordine)

  1. Pnrr cimiteri : Come ottenere un profilo digitale dei defunti

Aldilapp permette di poter gestire il profilo digitale del defunto da parte dei famigliari. Chiunque può lasciare un pensiero in sua memoria.

Per maggiori informazioni su questa tecnologia clicca qui

Molte altre funzionalità sono disponibili in quest’app che ha inserito la propria offerta anche sul Me.Pa.

Il Piano è in piena coerenza con i sei pilastri del Next Generation EU riguardo alle quote d’investimento previste per i progetti green (37%) e digitali (20%).

Le risorse stanziate nel Piano sono pari a 191,5 miliardi di euro, ripartite in sei missioni:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – 40,32 miliardi
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica – 59,47 miliardi
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile – 25,40 miliardi
  • Istruzione e ricerca – 30,88 miliardi
  • Inclusione e coesione – 19,81 miliardi
  • Salute – 15,63 miliardi

Per finanziare ulteriori interventi il Governo italiano ha approvato un Fondo complementare con risorse pari a 30,6 miliardi di euro.

Complessivamente gli investimenti previsti dal PNRR e dal Fondo complementare sono pari a 222,1 miliardi di euro.

 

I progetti del ministero

All’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Ministero dello sviluppo economico è titolare di 10 progetti di investimento e un progetto di riforma, relativo alla revisione del codice della proprietà industriale.

Ogni progetto, secondo una precisa visione di politica industriale, è stato disegnato per contribuire sia alla realizzazione delle “Raccomandazioni specifiche” della Commissione europea, sia per rafforzare il potenziale di crescita del Paese come nel pnrr cimiteri.

L’obiettivo è porre le basi per uno sviluppo duraturo e sostenibile dell’economia garantendo la rapidità di esecuzione dei progetti attraverso una semplificazione degli strumenti in modo da favorire un aumento della produttività.

Le risorse assegnate al Mise per l’attuazione degli investimenti ammontano a 18,161 miliardi, di cui 3,094 miliardi sono stanziamenti già disponibili.

 

Digitalizzazione, innovazione, competitività del sistema produttivo

I progetti nella missione “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, hanno l’obiettivo di favorire l’innovazione in chiave digitale, sostenendo l’infrastrutturazione del Paese e la trasformazione dei processi produttivi delle imprese.

Nel Pnrr cimiteri sono previsti fondi per l’innovazione di essi. I cimiteri sono città ultraterrene dove i cittadini trascorrono ore dedicate al ricordo dei propri cari.

  1. Trovare un defunto nel cimitero.
  2. Inviare fiori ai defunti con un semplice click dal proprio smartphone

Sono di certo il massimo che la pubblica amministrazione possa offrire ai propri cittadini.

Il Ministero punta, inoltre, a sostenere gli investimenti strategici nell’ambito della Transizione 4.0 e favorire i progetti innovativi per le filiere del Made in Italy.

Per le linee di intervento promosse dal Mise sono stanziati complessivamente 14,16 miliardi di risorse previste dal PNRR e dal Fondo complementare:

  • Transizione 4.0 – 13,38 miliardi
  • Politiche industriali di filiera – 750 milioni

I progetti di investimento sono, inoltre, accompagnati dalla riforma sulla proprietà industriale che mira a definire una strategia pluriennale per promuovere la cultura dell’innovazione e gli strumenti di protezione e valorizzazione della proprietà industriale.

Si tratta della prima riforma inserita nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che è già stata avviata dal ministro Giorgetti e per la quale sono state destinate risorse per 30 milioni di euro.

 

Rivoluzione verde e transizione ecologica

I progetti previsti nella missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” hanno l’obiettivo di favorire la transizione verde del Paese puntando su energia prodotta da fonti rinnovabili, aumentando la resilienza ai cambiamenti climatici, sostenendo gli investimenti in ricerca e innovazione, e incentivando il trasporto pubblico sostenibile.

Per queste linee di intervento sono stanziati 1,25 miliardi, al fine di rafforzare gli investimenti sulle principali filiere della transizione ecologica anche favorendo i processi di riconversione industriale e la nuova imprenditorialità.

1 miliardo di euro di investimento per rinnovabili e batterie mira a sviluppare le filiere industriali nei settori fotovoltaico, eolico e delle batterie attraverso tre linee d’azione principali:

  • la creazione di una Gigafactory per la costruzione di pannelli fotovoltaici innovativi ad alto rendimento
  • la costruzione di uno stabilimento industriale per la produzione di pannelli flessibili per l’eolico
  • la costruzione di una Gigafactory “ultra-moderna” (4.0) nel settore delle batterie

I tre progetti saranno realizzati attraverso lo strumento dei contratti di sviluppo.

La crescita di startup innovative nel settore della transizione ecologica è supportata con un investimento di 250 milioni per la creazione di un Green Transition Fund (GTF), gestito da CDP Venture Capital, rivolto ai settori delle rinnovabili, dell’economia circolare, della mobilità, dell’efficienza energetica, dello smaltimento dei rifiuti, dello stoccaggio di energia e affini.

Il GTF investirà in fondi di venture capital, startup e programmi di incubazione/accelerazione.

 

Dalla ricerca all’impresa

Gli interventi del Ministero nella missione “Istruzione, formazione e ricerca” mirano a potenziare le competenze presenti nel nostro Paese e cogliere le sfide tecnologiche e ambientali.

L’obiettivo è incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo anche attraverso una migliore interazione tra il mondo delle imprese e gli enti pubblici.

Le misure previste nel Piano sono finalizzate a favorire un’efficace interazione tra mondo della ricerca e mondo produttivo, a migliorare la propensione all’innovazione delle piccole e medie imprese e la loro partecipazione a filiere strategiche per la competitività nazionale ed europea, dagli IPCEI (batterie, microelettronica, idrogeno) ai Centri di trasferimento tecnologico.

Per questi interventi sono stanziati complessivamente 3,35 miliardi di risorse previste nel PNRR e nel Fondo complementare:

  • Finanziamento Fondo IPCEI – 1,5 miliardi
  • Horizon Europe – 200 milioni
  • Finanziamento del Fondo Nazionale innovazione – 300 milioni
  • Rifinanziamento ed estensione tematica dei Centri di trasferimento tecnologico – 350 milioni

A questi stanziamenti si aggiunge 1 miliardo di euro per finanziare gli Accordi per l’innovazione.

 

Inclusione e coesione

Il rafforzamento e l’avvio di nuova imprenditorialità femminile è l’intervento proposto dal Ministero per la missione “Inclusione e coesione” del PNRR, attraverso una dotazione finanziaria di 400 milioni di euro.

Il progetto è stato avviato dal ministro Giorgetti che ha reso operativo il “Fondo Impresa Donna”, previsto nella legge di Bilancio 2021, destinando un finanziamento iniziale di 40 milioni di euro.

Come funziona in pratica il PNRR? 5 infografiche per scoprirlo

Come si attuano concretamente i progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza? Esempi pratici in 5 infografiche realizzate dal Ministero dell’economia.

La guida realizzata dal mef- oltre a dare un quadro generale di com’è strutturato il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ad indicare il cronoprogramma dei traguardi e degli obiettivi e illustrare la governance del piano – fa anche il punto sull’attuazione concreta del PNRR.

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PNRR, dalla teoria alla pratica 

Il riferimento della guida è in particolare a tre tipologie di investimento previste:

  • incentivi ai cittadini e alle imprese;
  • opere pubbliche;
  • servizi.

Gli incentivi nel PNRR

Ai contributi a fondo perduto e agli incentivi previsti nel PNRR per i cittadini si accede in due modi:

  • rispondendo a uno specifico bando o un avviso pubblico promosso dalle Amministrazioni centrali e/o dai soggetti attuatori responsabili di un certo progetto o investimento previsto dal Piano;
  • presentando singole richieste o istanze a fronte del rispetto di pre-condizioni e pre-requisiti di ammissibilità previsti dalle previsioni normative di riferimento.

Un esempio pratico? Il MEF ne fa due, il primo rivolto ai cittadini e il secondo che guarda alle imprese.

Da un lato ci sono il popolare ecobonus 110% o superbonus e il sismabonus, gli incentivi per migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici; dall’altro gli incentivi alle imprese nell’ambito del piano Transizione 4.0 vale a dire i crediti d’imposta che sostengono gli investimenti delle aziende in beni materiali e non, ricerca sviluppo e innovazione, digitalizzazione e formazione.

PNRR: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo

Gli obiettivi della prima Missione sono promuovere e sostenere la transizione digitale, sia nel settore privato che nella Pubblica Amministrazione, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura.

Componenti della Missione 1 (miliardi di euro)

M1. Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo PNRR

(a)

React Eu

(b)

Fondo

complementare

(c)

Totale

(d)=(a)+(b)+(c)

M1C1 – Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA 9,75 0,00 1,40 11,15
M1C2 – Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo 23,89 0,80 5,88 30,57
M1C3 – Turismo e cultura 4.0 6,68 0,00 1,46 8,13
Totale Missione 1 40,32 0,80 8,74 49,86

Le principali azioni contenute nella Missione sono:

  • la diffusione della Banda Ultralarga e connessioni veloci in tutto il Paese;
  • incentivi per la transizione digitale e per l’adozione di tecnologie innovative e le competenze digitali da parte del settore privato;
  • la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e rafforzamento delle competenze digitali;
  • il sostegno alle filiere e all’internazionalizzazione e investimenti nel settore aerospaziale;
  • il rilancio del turismo e dei settori culturali con un approccio innovativo e sostenibile, per migliorare l’accesso ai siti turistici e culturali e la loro fruizione.

Per quanto riguarda la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il territorio nazionale, gli investimenti contenuti nel Piano mirano, in particolare, a portare la connettività a 1 Gbps in rete fissa a circa 8,5 milioni di famiglie e a 9.000 edifici scolastici che ancora ne sono privi, e assicurano connettività adeguata ai 12.000 punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale.  Viene avviato anche un Piano Italia 5G per il potenziamento della connettività mobile in aree a fallimento di mercato.

Relativamente alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione il Piano prevede il rafforzamento delle infrastrutture digitali della pubblica amministrazione, la facilitazione alla migrazione al cloud, un ampliamento dell’offerta di servizi ai cittadini in modalità digitale, la riforma dei processi di acquisto di servizi ICT.

Per il rilancio della cultura e del turismo, due settori chiave per l’Italia anche per il loro significato identitario, una prima linea di azione riguarda interventi di valorizzazione di siti storici e culturali, volti a migliorare la capacità attrattiva, la sicurezza e l’accessibilità dei luoghi. Gli interventi sono dedicati non solo ai cosiddetti “grandi attrattori”, ma anche alla tutela e alla valorizzazione dei siti minori.

Si aggiungono misure per una riqualificazione ambientalmente sostenibile delle strutture e dei servizi turistici, che fanno leva anche sulle nuove tecnologie, e per l’eliminazione delle barriere architettoniche, senso-percettive, culturali e cognitive nei musei, complessi monumentali, aree e parchi archeologici, archivi e biblioteche statali.

Il Piano non trascura il fatto che il rafforzamento della digitalizzazione e la spinta all’innovazione devono essere realizzati in maniera sinergica tra settori e aree di intervento: molte misure contenute in altre Missioni, ad esempio a Istruzione e Ricerca o Sanità, completano la strategia del Governo in questa area.