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Disponibile in radio “SOFFIO SUL TUO CUORE” il nuovo singolo di ANTONIO LUPO. Fuori anche il video

Dal 29 ottobre arriva in radio, negli store e sulle piattaforme digitali “SOFFIO SUL TUO CUORE” il nuovo singolo di ANTONIO LUPO composto da Enzo Mignogna con il testo di Don Cosimo Schena (Musica è/Believe).

Scrivo da tempo poesie che ho anche raccolto in alcuni libri e mai avrei pensato di scrivere il testo di una canzone e il testo di questo brano nasce dalle tante storie di Amore che la gente mi racconta nei social. Storie che trovano risposta nel grande amore di Dio – afferma Don Cosimo Schena – quella eternità di cui facciamo parte anche noi. Sono convinto che sarà un interprete bravo e molto apprezzato perché la voce di Antonio Lupo rende il testo questa canzone per me unico.

Il video di “Soffio sul tuo cuore” – regia di Parano!ds (Cesare Maria Solito & Gianfranco Frascella) – vede protagonista la modella Cristina Pastano ed è un vero e proprio intreccio di emozioni, una danza di sensazioni dettate dal tempo della melodia. Nel video si è voluto raccontare quanto sia forte il messaggio dell’amore, il riuscirsi a sfiorare senza allontanarsi più.

Qui il video: https://youtu.be/40TFFdN6HsM

Antonio Borracci in arte “Antonio Lupo” nasce in Puglia, a Bari, nel 1987. È da sempre attratto dalla musica e all’età di 17 anni inizia a scoprire una forte passione per il canto tanto che il karaoke diventa il suo passatempo preferito. Nel 2011 entra a far parte di un gruppo polifonico con il quale si esibisce in varie piazze e locali regionali sino al 2016, subito dopo questa esperienza inizia la carriera da solista, partecipando a vari contest e gare canore piazzandosi sempre tra le prime posizioni. Nel 2018 inizia a studiare canto in Inghilterra con l’insegnante, cantante lirica/jazz, Luciana Di Bella. La voglia di emergere è radicata in lui, tanto da mettersi alla ricerca di qualcosa e qualcuno che lo possa aiutare a fare musica seriamente. Nel 2019 avviene  l’incontro con il produttore e discografico Mimmo Mignogna che lo convoca per un provino in studio per un progetto di Don Cosimo Schena, superando l’audizione in modo eccellente tanto da offrirgli un contratto discografico per la realizzazione di un EP con un progetto discografico su misura per lui.

 

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Concorso OSS Puglia: Gli Idonei Di Foggia Lamentano L’assenza Di Assunzioni A Tempo Indetermianto.

Riceviamo e pubblichiamo una mail degli “Idonei OSS Foggia” relativa alle mancate assunzioni a tempo indeterminato per gli Operatori Socio Sanitario del Mega-Concorso Pugliese. Ecco cosa dicono e cosa vogliono. Gentile redazione di AssoCareNews.it, questa volta a scrivervi sono gli idonei stessi della graduatoria, ormai stanchi della modalità di gestione della graduatoria stessa, che ha portato a uno scorrimento pari a “0” della graduatoria a tempo indeterminato, ma solo incarichi Covid senza sicurezza.

La questione che vogliamo portare a conoscenza riguarda l’Asl di Foggia (ricordiamo che il concorso è stato bandito per 2445 unità), durante la fase istruttoria, oltre a riscontrare attestati Oss non validi, e titoli di carriera non validi a livello concorsuale, vi sono state rinunce all’incarico, quindi per colmare il numero dei vincitori si è proceduto a scorrimento degli ultimi collocati nella graduatoria di merito. E qui iniziano i problemi, tutte le aziende sanitarie hanno proceduto dopo assegnazione sedi ad avviare le procedure assuntive dei nuovi vincitori entro i 90 giorni da tale dichiarazione, come prevede la legge, l’Asl Foggia diversamente, asserisce che i vincitori devono essere assunti nel 2022 perché non ha fondi per mettere a bilancio queste nuove nove unità, che chiaramente sono già state messe a bilancio essendo vincitori, non idonei convocati per scorrimento e quindi rientrano nel Fabbisogno personale 2018-2021. Ma non si tratta di un tentativo isolato, nel luglio 2020 una delibera poi revocata della stessa Asl Foggiana, prevedeva l’assunzione dei vincitori in tre anni.

Come sempre nonostante un diritto acquisito la beffa, i 5 colleghi di febbraio e i 9 di aprile diventati vincitori e quindi hanno il diritto ad essere assunti entro 90 giorni, devono aspettare il prossimo anno per iniziare a lavorare e quindi mantenere le proprie famiglie, l’azienda sanitaria Foggiana cerca di imbeccare una strada che lede i diritti e la dignità delle persone vincitrici di un concorso pubblico, e un mancato rispetto della legge (ricordiamo ancora una volta che le nove unità sono già previste nel bilancio personale 2018/2021), quindi la motivazione dei mancati fondi non regge è al quanto ridicola dal nostro punto di vista. Noi siamo stanchi di queste stranezze che si stanno verificando solo in Puglia su questo concorso, per una figura in forte carenza in tutti i presidi, non solo non si procede a far scorrere la graduatoria nonostante i fondi e la crisi pandemica offrendo agli operatori contratti ridicoli, ma anche turni estenuanti a causa della forte carenza, ma ADDIRITTURA si sta negando a padri e madri di famiglia dichiarati vincitori per scorrimento di un “CONCORSO PUBBLICO” all’assunzione a tempo indeterminato entro i 90 giorni previsti. Chiediamo all’Asl di Foggia onde evitare contenziosi legali a procedere all’assunzioni delle 14 unità entro i 90 giorni previsti per legge, e alle autorità governative, presidente della regione Dott. Michele Emiliano, direttore del dipartimento della salute Dott. Vito Montanaro e al direttore generale della Asl di Foggia dott. Piazzola di intervenire affinché questo avvenga.

Il governo Pugliese, le aziende sanitarie, vantano di aver creato una graduatoria di 14000 persone per una figura quasi inesistente in un territorio cosi vasto, ma la verità che tutti i presidi sono al collasso e le unità presenti non riescono a garantire i Livelli essenziali di assistenza, quindi invece del vanto invitiamo a terminare l’assunzione dei vincitori in maniera celere da parte dell’Asl Foggia e di utilizzare la graduatoria, la guerra contro la pandemia si vince non con le parole, ma con i soldati e quelli MANCANO, quando si parla di sanità, si parla della vita dei cittadini.

Idonei OSS Foggia

Vaccini, in Puglia copertura del 95%: “Nessun bambino allontanato da scuola, ma serve ultimo sforzo”

L’Osservatorio Epidemiologico regionale: “La copertura vaccinale in Puglia è tra le più alte in Italia e questo ci rende tranquilli anche se bisogna fare un ultimo sforzo per rendere totale la copertura vaccinale nei bambini”

“La copertura vaccinale in Puglia è tra le più alte in Italia e questo ci rende tranquilli anche se bisogna fare un ultimo sforzo per rendere totale la copertura vaccinale nei bambini”. Lo ha dichiarato Cinzia Germinario, responsabile dell’Osservatorio Epidemiologico regionale della Puglia all’indomani della scadenza della proroga per la presentazione delle certificazioni di avvenuta vaccinazione per i bambini di età compresa tra zero e sei anni.

Al momento non si registrano casi di bambini allontanati dalle scuole primarie e asili nido statali o comunali. Il bollettino regionale riporta un aggiornamento dei dati di copertura vaccinale medi regionali al 30 giugno 2018, stimati limitatamente alle “coorti di nascita” 2015, 2014 e 2010 gia oggetto della precedente rilevazione routinaria annuale al 31 dicembre 2017. Nei primi sei mesi del 2018, la copertura per le vaccinazioni attivamente offerte alla nascita e a 5-6 anni di eta ha continuato a risentire positivamente del decreto Lorenzin.

Per i nati nel 2015 (bambini con meno di 30 mesi nel primo semestre 2018), la copertura per il vaccino esavalente ha nuovamente raggiunto il 95 per cento. Rispetto alla rilevazione 31 dicembre 2017, e stato registrato un ulteriore incremento dei tassi di vaccinazione anti-pneumococco (+1%), anti-meningococco C (+3%), anti-epatite A (+8%), anti-MPR e varicella (+3%) e anti-meningococco B (+2%).

Per i nati nel 2014 (bambini inadempienti entro i 42 mesi di vita), i valori di copertura hanno superato la soglia del 95% per esavalente, hanno raggiunto il 94,5% per morbillo – parotite- rosolia e hanno guadagnato il +2% per anti-epatite A e il +1% per anti-varicella. Nella coorte 2010 (bambini di 7-8 anni), il tasso di richiamo DTPa (difterite tetani percosse) -IPV ( antipolio) ha superato il 95%, quello per la seconda dose di MPR il 90%. “La Puglia è tra le prime regioni in Italia a dotarsi di un’anagrafe regionale Vaccini.

In Puglia stop alla “tassa del telecomando” nelle cliniche private: balzello da 10 euro al giorno

Il caso era stato sollevato dal consigliere regionale del M5S Conca con una interrogazione al governatore Emiliano. Verrà abrogato l’atto regionale del 1993 con cui si stabiliva per le cliniche private accreditate la facoltà di aggiungere una retta alberghiera


Gli ospedali privati stanno rinunciando alla retta ospedaliera da 10 euro al giorno. Il caso era stato sollevato dal consigliere regionale del M5S, Mario Conca, con una interrogazione a Michele Emiliano.

“In seguito alla denuncia sulla fastidiosa retta alberghiera da dieci euro al giorno che molte cliniche private applicavano ai pazienti ricoverati nelle camere di degenza – annuncia Conca – tante strutture hanno già rinunciato all’applicazione della tariffa extra e il dipartimento Politiche della salute, a partire dalla rivisitazione contrattuale relativa all’anno 2019, metterà nero su bianco l’inattuabilità di questa pratica”.

Verrà quindi abrogato l’atto regionale del 1993 con cui si stabiliva per le cliniche private accreditate la facoltà di aggiungere una retta alberghiera per i pazienti che si ricoverano nelle camera di degenza anziché in corsia.

“Non c’era alcuna  ragione – continua Conca –  che giustificasse il pagamento di questa indennità, dal momento che allo stato attuale gli standard di corsie e camere di degenza coincidono. Parliamo di una cifra che si stima intorno ai 10 milioni di euro l’anno, per cui  in 15 anni i cittadini hanno sborsato circa 150 milioni di euro assolutamente non dovuti. Il tutto è ancora più grave se si pensa che in alcuni casi i servizi in camera per cui si chiedeva la retta, come ad esempio frigobar e tv, in realtà non erano presenti. E questo – incalza il pentastellato – nella totale indifferenza della Regione, che addirittura si era detta all’oscuro della vicenda e che già assicura a queste cliniche convenzioni milionarie”.

Parco Pollino, 3 le vittime pugliesi: 2 giovani modelle e un poliziotto. Ritrovati vivi i ventenni dispersi

Gianfranco Fumarola di Cisternino, aveva 43 anni ed era un agente di polizia penitenziaria. La 27enne Miryam Mezzolla era di Torricella, la 31enne Claudia Giampietro di Conversano


Sono tre le vittime pugliesi della strage sul Pollino, dove lunedì 20 agosto alcuni escursionisti sono stati travolti dalla piena del torrente Raganello. Sono di Conversano (Bari), Cisternino (Brindisi) e Torricella (Taranto) tre dei nove morti accertati.

La vittima di Cisternino si chiamava Gianfranco Fumarola, aveva 43 anni ed era un agente di polizia penitenziaria. E’ morto in ospedale a causa di un trauma toracico. Era in escursione nel Raganello con i figli di 11 e 12 anni, che si sono salvati probabilmente proprio grazie al padre. Fumarola era in servizio nel carcere di Taranto e aveva tre figli maschi.

La moglie Cinzia, calabrese e insegnante di scuola primaria, aveva deciso con il figlio di 4 anni di non partecipare all’escursione. Assieme a loro c’era la nipote dell’uomo.”L’ipotesi è che, come farebbe ogni padre, prima di essere trascinato dall’ondata di piena abbia salvato i due figli, che sarebbero stati trovati dai soccorritori attaccati a dei rami o a delle rocce”, spiega il sindaco di Cisternino, Luca Convertini.

Le altre due vittime sono due giovani modelle: la 27enne Miryam Mezzolla di Torricella e la 31enne Claudia Giampietro di Conversano. Le due erano molto amiche ed erano partite insieme.

Invece sono stati rintracciati e sono in buone condizioni, tre giovani pugliesi di 21, 22 e 23 anni, che erano stati inseriti nella lista delle persone disperse dopo la piena del torrente Raganello.

I tre si erano accampati in località Valle d’Impisa, una località a monte della zona del disastro e dove i cellulari non hanno campo. A dare notizia del loro ritrovamento è stata un’amica che attraverso un twitter ha informato le forze dell’ordine dicendo “sono vivi”.

Spiagge sicure, la Puglia prima per le multe agli ambulanti: 663 sanzioni

Sul litorale di Brindisi, Lecce e Foggia sono state elevate il numero più alto di contestazioni in Italia per illeciti amministrativi e penali: esultano i parlamentari della Lega

Con i controlli effettuali nell’ambito di ‘Spiagge sicure’, “nelle tre province pugliesi interessate dall’operazione, Brindisi, Lecce e Foggia, è stato elevato il numero più alto di contestazioni in Italia per illeciti amministrativi e penali, 663 per l’esattezza, con il maggior numero di controlli effettuati in particolare nel Salento”.

Lo sottolineano in una nota congiunta i parlamentari pugliesi della Lega, Rossano Sasso, Anna Rita Tateo e Roberto Marti.
“Il ringraziamento alle forze dell’ordine è doveroso – sottolineano – compresi quegli operatori assunti a tempo determinato grazie alle risorse stanziate per Spiagge sicure”
“Per quest’anno – proseguono – si è trattato di un primo, piccolo inizio, con il Governo da poco insediato ma subito operativo. Il prossimo anno, con più risorse, riusciremo ad estendere a tutta la Puglia tale operazione, e quindi aumenteremo anche il numero degli operatori a disposizione per effettuare i controlli”.

I parlamentari rivolgono infine un “invito ai cittadini affinché non acquistino materiale dai venditori abusivi” perché “dietro ogni abusivo c’è il guadagno per organizzazioni criminali”. “Nella stragrande maggioranza dei casi – concludono – è quasi superfluo sottolinearlo, gli abusivi sono immigrati, con buona pace degli affaristi e degli imprenditori dell’immigrazione, che soprattutto in provincia di Lecce, nelle ultime settimane, si erano lamentati del pugno duro di Salvini”.

Terremoto 5,1 in Molise e all’alba la terra trema anche nelle Marche

L’epicentro a 9 chilometri da Ancona.  Le scosse avvertite anche in Abruzzo, Lazio e Campania

Notte di paura, fuori casa, e di scosse continue in Molise, dove ieri sera, alle 20.19 la terra ha tremato forte. Una scossa di 5.1 è stata registrata a 4 chilometri da Montecilfone, in provincia di Campobasso. Questa notte, solo una è stata di magnitudo 3.1 (al’1.02 di questa notte con epicentro a 5 km da Montecilfone), tutte le altre hanno avuto una magnitudo inferiore a 2.5. L’ultima è stata registrata questa mattina alle 7.07 con magnitudo 2.5 a 6 km da Montecilfone (CB) e ad una profondità di 10 km.

E questa mattina la terra ha tremato anche nelle Marche. Una scossa di magnitudo 2.6 è stata registrata alle 6.12 sulla Costa Marchigiana Anconetana (Ancona). Il sisma è stato localizzato dall’Ingv ad una profondità di 8 km, con epicentro a 9 km da Ancona.

Ieri sera una forte scossa di terremoto è stata avvertita in Molise e in Abruzzo. La scossa, di magnitudo rivista a 5.1 (da 5.2), è stata registrata dalla sala Sismica Ingv-Roma alle 20.19. L’epicentro è a 4 km a sud est di Montecilfone, in provincia di Campobasso, a una profondità di 9 km. La gente si è riversata in strada. Avvertito anche a Roma, Bari e Napoli.

“Abbiamo sentito una scossa fortissima”, racconta il sindaco di Montecilfone, Franco Pallotta. “Sto andando a fare un sopralluogo in tutto il paese per vedere che cosa è successo”.

Oltre all’epicentro Montecilfone, la scossa ha colpito anche altri Comuni in provincia di Campobasso. I più vicini: Guglionesi, Palata, Larino, Tavenna.  Dopo il terremoto di magnitudo Ml 5.2 (Mw 5.1), numerose altre scosse sono state registrate dalla Rete sismica nazionale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in provincia di Campobasso. In particolare, informa una nota, alle 23 sono 27 i terremoti localizzati, otto dei quali di magnitudo uguale o superiore a 2,5. Alle 22:22 è stato registrato l’evento più forte, una scossa di magnitudo Ml 4.5 (Mw 4.4), localizzata 4 km a Sud Est di Montecilfone a una profondità di 9 km.

“Stiamo continuando ad analizzare i dati per capire le caratteristiche delle faglie che si sono attivate in questi giorni, fa sapere l’istituto. “La zona”, si legge ancora nel comunicato, “è poco conosciuta dal punto di vista sismico per una limitata documentazione della sismicità storica. Vogliamo precisare, comunque, che la faglia che sta provocando i terremoti di queste ore si trova a 10-15 km più a nord di quella che ha determinato i terremoti del 2002 di San Giuliano di Puglia, pur avendo caratteristiche simili (parliamo di faglie trascorrenti in entrambi i casi) Quelle di giovedì sera arrivano a meno di 48 ore dalla scossa di 4.7 registrata poco prima della mezzanotte di Ferragosto tra i Comuni di Palata e Montecilfone.

Paura anche a Campomarino, dove in tanti sono scesi in strada. La scossa di terremoto è stata avvertita distintamente e ci sono stati anche dei malori. Gli abitanti e i villeggianti si stanno raccogliendo in piazza, su esortazione della Protezione Civile. A Campomarino non si segnalano danni, mentre a Palata si registrano oggetti caduti nelle case, con piatti, bicchieri in frantumi e mobili spostati. Secondo una prima ricognizione, a Palata ci sono crepe nei muri e danni interni alle abitazioni.

Secondo quanto si apprende dalla Protezione civile del Molise, non sono ancora pervenute segnalazioni di danni.  Verifiche in corso da parte dei Vigili del fuoco con i sindaci di una ventina di Comuni, dopo che sono state segnalate “lesioni ad alcuni edifici”. Alla Protezione civile sottolineano che al momento non vengono segnalati feriti.

“Piccoli crolli ad Acquaviva Collecroce. Anche un lampione della pubblica illuminazione è caduto. La gente è tutta in strada, c’è molta paura”, ha dichiarato alle agenzie Francesco Trolio, sindaco di Acquaviva Collecroce. Che su Facebook annuncia l’apertura del campo sportivo per la notte e manifesta “necessità urgente di tecnici per stimare le lesioni”.

In Abruzzo a Vasto, San Salvo e nei paesi del Vastese interno centinaia di persone sono fuggite dalle loro abitazioni, uscendo per strada. Con loro anche i turisti che si trovavano all’interno degli hotel. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, ha convocato in municipio un vertice urgente con le forze dell’ordine per coordinare i sopralluoghi e coordinare eventuali emergenze.

Centralini dei Vigili del fuoco e dei carabinieri sono stati intasati dalle telefonate. Una donna a Termoli è rimasta bloccata in ascensore nel momento della scossa ed è stata ricoverata all’ospedale cittadino per il forte shock. Malore anche per una pensionata, a Petrella Tifernina. A Guardialfiera, è crollato il muro di un’abitazione in fase di ristrutturazione, lesionata dal sisma del 2002. Nel ristorante Miralago sono saltate piastrelle e sono comparse crepe sui muri. Le persone che stavano cenando all’interno sono scappate fuori di corsa. Il sindaco Vincenzo Tozzi è già in contatto con i Vigili del Fuoco per un sopralluogo. “La scossa è stata molto forte – ha commentato – siamo tutti in strada. Domani faremo delle nuove verifiche”.

Vigili del Fuoco

@emergenzavvf

5.2 (CB), al momento non sono pervenute richieste di soccorso, ne segnalazioni di crolli alle sale operative dei . Le squadre uscite in ricognizione hanno riscontrato per ora solo la caduta di alcuni cornicioni

Squadre di tecnici stanno raggiungendo la diga del Liscione e il viadotto sulla Statale 87 che attraversa l’invaso per ispezionare le strutture. L’invaso, costruito con una barriera in terra battuta, sarà monitorato dai tecnici di Molise Acque. Anas e Vigili del fuoco, invece, con l’ausilio di gommoni, dovranno ispezionare i piloni del viadotto, costruito negli anni Settanta.

“I molisani devono recuperare la tranquillità il prima possibile, perchè nonostante lo spavento legittimo e la paura per ora non si registrano che lievi danni e crepe e nessun ferito. La Protezione civile regionale sta coordinando tutto, è all’opera su tutto il territorio e pronta ad intervenire e a dare ogni conforto eventuale”, così il presidente della Regione Molise Donato Toma.

“Un terremoto molto simile in termini di natura a quello di San Giuliano di Puglia del 2002”, secondo il presidente dell’Ingv Carlo Doglioni. Precisa che si tratta “sicuramente di una faglia diversa” e che, secondo le prime stime, dovrebbe essersi mobilitata un’area di circa 10 chilometri quadrati. La zona colpita oggi si trova infatti 20 chilometri a Nord rispetto a San Giuliano di Puglia. La dinamica è simile, ha spiegato Doglioni, perché “si tratta di un fascio di faglie orientato in direzione Est-Ovest con un movimento di tipo trascorrente”, nel quale la crosta terrestre si muove in modo orizzontale.

La Polizia stradale di Vasto Sud ha effettuato una serie di controlli sul proprio tratto autostradale di competenza. In particolare, gli agenti hanno verificato i ponti sui fiumi Trigno e Biferno e la zona della frana che negli anni passati ha interessato il territorio di Petacciato. Al momento non sono state riscontrate criticità. I controlli proseguiranno anche nelle prossime ore con il supporto del personale della Società Autostrade spa.

Sospesa in via precauzionale, dalle 20.40 di questa sera, la circolazione ferroviaria su alcune linee per consentire la verifica dello stato dell’infrastruttura da parte dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana. Le tratte interrotte sono la Ortona – Foggia (sulla linea Adriatica) e la Vairano – Campobasso – Termoli. Nessun treno è fermo in linea.

Sede Regione Puglia, un “mostro” da 90 milioni di euro

Un opera monumentale, una sede più funzionale, di grande impatto visivo anche per i turisti in giro col trenino. Se non fosse che la nuova struttura che ospiterà il Parlamento regionale paga il prezzo dei ritardi all’ombra dei sospetti. Come tutte le telenovele burocratiche, fin dalla posa della prima pietra, non potevano mancare i tribunali, le battaglie a suon di carta bollata per i pateracchi e le presunte turbative d’asta, compresi ricorsi e controricorsi. Come sempre accade in queste storie manca il colpevole che non conosceremo mai. Ad un certo punto della storia si è temuto che quella sede faraonica rischiava di essere abbattuta per poi dover essere ricostruita in ragione di una sentenza. Ma buttar giù mattone su mattone, per ripetere una gara d’appalto sarebbe stato non solo oneroso, ma una vergogna pubblica, un monumento allo spreco e alla mancanza di trasparenza nonostante il palazzo sia di vetro antiproiettile. Di concreto c’è che la nuova sede della Regione la cui costruzione è stata avviata nel 2012 con un ribasso d’asta del 40 per cento, rischia di costare alle tasche dei contribuenti 90 milioni di euro, il doppio di quanto preventivato nel 2002. Perchè questo vorace incremento dei costi ? Per effetto delle fameliche varianti in corso d’opera, e per il profumo evanescente del mare e dei soldi. In Egitto una piramide l’avrebbero costruita in tempi più brevi e senza varianti. I guai giudiziari cominciano proprio in seguito all’accertamento della turbativa d’asta. Un professionista chiede a quel punto di annullare tutti gli atti legati alla realizzazione dell’opera chiedendo anche un lauto risarcimento danni: appena 18 milioni di euro. La Regione però è andata avanti come un treno, su quei ricorsi che prima o poi dovranno chiudersi. A pagare potrà essere pantalone in quanto l’opera è prossima all’ultimazione e i giudici potrebbero dare ragione al risarcimento milionario. Nel frattempo siamo vicini al traguardo e al taglio del nastro che ci costerà 90 milioni di euro. Un affare si potrebbe dire, e soprattutto un ottimo esempio di sana amministrazione.

fonte: https://baripostit.it/2018/04/26/sede-regione-puglia-un-mostro-da-90-milioni-di-euro/

Regione Puglia, inchiesta su 284 stabilizzati: “Assunti senza concorso molti parenti illustri”

Tra i precari che dal primo settembre saranno al lavoro ci sarebbero amici di assessori regionali in carica e parenti di componenti delle ex giunte Vendola, figli di dirigenti  e amministratori locali vicini al centrosinistra


La Procura di Bari sta indagando sulla stabilizzazione di 284 lavoratori precari della Regione Puglia, che dal prossimo primo settembre saranno assunti a tempo indeterminato, senza avere affrontato un concorso. Tra i precari ci sarebbero amici di assessori regionali in carica e parenti di componenti delle ex Giunte guidate da Nichi Vendola, figli di dirigenti di vari uffici regionali e amministratori locali vicini al centrosinistra.

L’inchiesta, secondo quanto riportato da Repubblica, è alle battute iniziali, con un fascicolo iscritto a modello 45, senza una notizia di reato ma con accertamenti delegati dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno. L’inchiesta è un atto dovuto alla luce degli esposti presentati alla magistratura penale e alla Corte dei Conti, con contestuale diffida della Regione a sospendere le procedure per le assunzioni.

Le presunte irregolarità, secondo quanto riferisce il quotidiano, sarebbero state commesse a partire da dieci anni fa, quando, sul finire della prima legislatura Vendola, i vari dipartimenti cominciarono ad assoldare personale a chiamata, senza sottoporlo a concorso, ma attingendo a short list o segnalazioni di dirigenti e assessori. Queste persone hanno accumulato negli anni titoli ed esperienza che sarebbero stati utilizzati, secondo quanto ricostruito da Repubblica, come argine rispetto all’ingresso di esterni.