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Lux Restaurant & Lounge: alla scoperta dell’approdo ideale per gli amanti dei grandi classici della cucina di pesce italiana tradizionale

Il mare italiano a tavola: ci troviamo al ristorante Lux Restaurant & Lounge l’approdo ideale per gli amanti dei grandi classici della cucina di pesce italiana tradizionale, preparati con materia prima di eccellente qualità. Ai tavoli del Lux non mancano i piatti che piacciono ai bambini e delle invitanti proposte di carne, da consumare in un ambiente “family friendly” ma che non rinuncia al glamour degli arredi della sua grande sala interna o allo sciabordio dell’acqua contro la banchina che ospita un delizioso dehor fronte mare. Nel bel ristoro di Ostia, l’ospitalità è squisitamente allegra e cordiale: dall’invitante menu all’inappuntabile servizio in sala, ogni aspetto al Lux è frutto del lavoro di una squadra che ha saputo fare dell’unità la sua carta vincente. Il progetto di ristorazione vanta il savoir faire di Silvia Leone, responsabile del locale e del rooftop ExtraLux, e il raffinato pragmatismo di Anna De Fazio, che cura il settore eventi. Due donne vulcaniche e appassionate che per il 2022 annunciano interessanti novità, tra menu da imbarco, brunch e merende, oltre a una nuova stagione di promesse d’amore scambiate davanti al mare!

Lux Restaurant & Lounge

Lungomare Duca degli Abruzzi, 84 – 00121 Ostia (Roma)

Aperto tutti i giorni eccetto il lunedì

Sito: www.luxexperience.it – Email: info@luxexperience.it – tel.: +39 06 5674184

Immaginate un placido approdo pronto ad accogliere gli ospiti in un confortevole ristoro gastronomico dal sapore di mare, dove è possibile assaporare i piatti di pesce della tradizione italiana, tipici delle osterie isolane o delle raffinate locande delle più acclamate riviere. Il Lux Restaurant & Lounge (insegna di proprietà dell’imprenditore Alessandro Fraschetti) è un fortunato angolo dove il Lungomare Duca degli Abruzzi diventa una banchina impreziosita dalle imbarcazioni ormeggiate nel porto di Roma, al civico 84. Questo spazio enogastronomico solare e accogliente, mantiene l’interpretazione classica del miglior pescato locale, a partire dal prodotto di scoglio che viene servito come zuppa, al forno, in crosta, al guazzetto o alla piastra: alla base c’è sempre l’eccellenza della materia prima.

La linea di cucina omaggia le ricette dello Stivale con una pennellata di stile che dona loro una personalità interessante e mai banale. Lo spirito energico di una squadra gentile e tutta orgogliosamente di Ostia, fa sentire i clienti accolti con calore, proponendo un servizio fresco, senza formalità: il Lux e l’ExtraLux, la terrazza panoramica sul mare con animazione musicale situata al primo livello dello stabile, sono infatti il luogo di incontro ideale del litorale, soprattutto lidense. La nostra scelta gastronomica, e più in generale tutto il progetto, è la risposta al territorio più limitrofo, che ci chiede una cucina tradizionale ma con prodotti di qualità”, spiega la responsabile Silvia Leone. Al locale arrivano anche i “vacanzieri del sole”, cioè coloro che usciti per una passeggiata o appena rientrati da una gita in barca, sono pronti a gustare una piacevole giornata sul mare splendente. Qui giungono anche gli armatori da ogni angolo del Mediterraneo, affamati di veri piatti italiani, insieme a volti noti del mondo della politica e dello spettacolo. Citando Pier Paolo Pasolini che diceva: “Qual è la vera vittoria, quella che fa battere le mani o battere i cuori?”, il Lux sa suscitare vero sentimento.

Il ristorante propone, inoltre, merende in banchina, brunch conviviali, aperitivi in terrazza e Lux Baby Lunch (per far amare il pesce ai piccoli ospiti), fino alla romantica “Lux wedding experience” con lo scambio degli anelli di fronte al mare o in mare aperto, in catamarano.

Infine, per una pausa golosa a base di pesce da consumare tra le onde, presto verranno proposte box degustazione a portar via.

LA CUCINA DEL LUX RESTAURANT & LOUNGE

I piatti di pesce di tradizione italiana rappresentano il cuore della proposta del ristorante e vantano una materia prima selezionata, proveniente dalle filiere locali, corte e certe. La fornitura arriva soprattutto dal litorale laziale (per le telline, gli scampi, i gamberi, i molluschi, il pesce azzurro e quello di fondale), soprattutto dalle aste di Fiumicino, Anzio e Terracina mentre alcuni prodotti, come il gambero rosso imperiale, provengono dalla Sicilia.

Racconta Anna De Fazio: “Quando dici Ostia, pensi agli Spaghetti con le telline, e al Lux non mancano di certo. Questo prodotto di mare, infatti, è protagonista, da sempre, della seguitissima sagra di Ostia, in programma gli ultimi giorni di agosto. Si tratta di una manifestazione di successo e come Lux la sosteniamo con grande partecipazione. La Frittura di calamari è un altro “must” del menu: amatissima anche dai bambini, è pensata per accontentare il palato dei più piccoli, ai quali proviamo a insegnare ad apprezzare il pesce e per i quali abbiamo ideato il Lux Baby Lunch (che include piccole ghiottonerie come le Polpette di pesce, la Sogliola alla mugnaia e le Crocchette di merluzzo impanate)”.

A noi piace che la gente, venuta per un ottimo pasto, esca contenta”, racconta all’unisono la brigata di cucina, che crea un menu capace di abbracciare tutti i gusti. Ne fanno parte il “Faraone lidense”, alias chef Karim El Ghandor, nato ad Alessandria d’Egitto ma romano di Ostia già dal primo anno di vita, e i suoi due compagni di squadra, lidensi anch’essi: sono Simone Mustazzolu (detto “Picasso” per la sua pennellata estrosa nel piatto e per l’outfit coloratissimo ed eccentrico, coppola compresa, che indossa ai fornelli) e Danilo Rosu, soprannominato il “Professore”, per l’atteggiamento carismatico, meticoloso, enigmatico e per il tono da intellettuale che gli conferiscono gli occhiali che indossa. Brillante in ogni comparto, quando si tratta di dolci Danilo dà il meglio di sé. Del resto, già all’età di 15 anni si divertiva a sperimentare golosità mescolando ingredienti e tecniche.

Per chi ha voglia di uscire dal concetto di cucina tradizionale, al Lux non mancano i piatti classici con un tocco moderno, anche nel nuovo menu estivo. Stavolta abbiamo voluto giocare più su prodotti freschi di stagione, come la frutta, da abbinare al pesce, soprattutto negli antipasti e nei crudi – spiega chef Karim – Ad esempio, abbiamo proposto un Tris di tartare: quella di tonno è con l’avocado e un sorbetto di frutta esotica al passion fruit e menta; la Tartare di ricciola gioca con i colori rosso e giallo (più dolce) dei datterini concassé, ed è realizzata con una mirepoix di zucchine profumata da una chiffonade di basilico; l’ultima è il millefoglie di gambero rosso e di guttiau, burrata e julienne di zucchine marinate”. Nella parte cotta, la new entry degli antipasti è un Baccalà mantecato che viene servito a temperatura ambiente, accompagnato da pomodoro confit, vele di guttiau, cipolla agrodolce e polvere di peperone crusco.

Tra i primi nuovi arrivano il Mezzo pacchero con pescato locale, dove la pasta è mantecata con pesce bianco freschissimi che varia per lo più tra marmora e sarago, abbinato al datterino giallo, al basilico e alla rughetta fritta e la Linguina del pastificio Masciarelli cotta nella bisque di gambero rosso e impiattata con il suo crudo aromatizzato alla vaniglia, con l’aggiunta di una scorzetta di lime. Tra i secondi, la Tagliata di tonno è l’omaggio dello chef alla Sicilia, dove va spesso in vacanza insieme a sua moglie, originaria dell’isola. Ad accompagnare il tonno c’è, infatti, la caponata è la salsa tartara fatta in casa. Non manca nel nuovo menu il Filetto di ricciola. Racconta lo chef: “La ricciola è un pesce nobile e saporito, non ha bisogno di una cottura molto prolungata altrimenti andremo ad alterare la sua morbidezza. In questo piatto si gioca con le differenti consistenze della melanzana. La base della crema di melanzane bruciate ricorda il Baba Ganoush; la buccia infarinata e fritta è condita alla scapece, mentre una fetta spessa di melanzana cotta a bassa temperatura e condita con l’olio al trombolotto è la nostra base per la ricciola”. Novità dell’estate del Lux, fresche e leggere, sono le Insalate gourmet, come il Carpaccio di finocchi, arance a vivo, olive disidratate, tonno scottato, gel di lime e origano; oppure la Tagliata di pollo (cbt), insalata orientale, scaglie di grana, guanciale croccante, crostini di pane e salsa Caesar. Il pane al Lux è fatto in casa ed è servito in un cestino composto da focaccia semplice e da pane ai cereali e integrale. I nuovi dolci, infine, vanno da una Paris-brest (un fragrante bignè con crema che porta il nome della storica corsa ciclistica francese) che lascia la nocciola del precedente menu per il pistacchio, una nuova veste per un dolce che fin dal primo giorno ha riscosso molto successo. Golosa e invitante è poi la Cheesecake scomposta, con ricotta montata, un cioccolato al biscotto fatto in casa, le fragole fresche e una coulisse e granella di pistacchio di Bronte. Restano il Tiramisù, il Sorbetto del giorno e il Gelato artigianale (anche a base acqua per chi ha intolleranze). Non tradiscono le “bandiere” della tradizione del menu, rappresentate anche per l’estate da quei piatti che per tutti gli italiani vogliono dire “mare”. Ecco, quindi, il Crudo Lux, il Sauté di cozze e l’Insalata di mare, lo Spaghettone acqua e farina alle vongole veraci e lo Gnocchetto (e non più il Risotto) alla crema di scampi, per poi proseguire con la Frittura di calamari e gamberi, l’Astice alla Catalana e la Frittura di Paranza

Per gli ospiti che non gradiscono il pesce, la cucina propone il Tagliere artigianale di salumi e formaggi con prosciutto, salame, lonza, mortadella, caciotte e bruschetta con lardo (ideale anche per l’aperitivo), i primi piatti della tradizione romana, dall’Amatriciana, alla Carbonara e alla Cacio e pepe, fino alle Tagliate di manzo e ai Cube roll. L’attenzione è alta anche per chi mangia senza glutine e per i vegetariani per i quali lo chef ha elaborato, per esempio, la Carbonara vegetale

NOVITÀ SOTTO IL CIELO DEL LUX!

I piatti del Lux sono narrati ai clienti in modo allegro dal giovane personale di sala, che per il servizio veste in jeans, maglietta e sneakers, ed è coordinato dalla frizzante Ilaria Canaia. Complici la mise en place minimal ma raffinata del locale, con i runner al posto delle tovaglie, l’atmosfera del locale è fresca e accogliente, sempre vivace, anche durante l’aperitivo, dove si sorseggia vista mare uno dei cocktails della intrigante Drink list.

Chi preferisce il take away al pasto al tavolo, presto sarà proposto il menu da imbarco: èIl Mare a portar via”, una speciale degustazione tra le onde in perfetto stile Lux, con crudi, primi espressi cucinati dallo chef a bordo e bollicine che si sciabolano lontano dalla costa. La stessa formula per l’aperitivo prevederà, inoltre, una box con una croccante e leggerissima tempura di pesce, carpacci e una eccellente selezione di ostriche e caviale.

GLI EVENTI: LA “LUX WEDDING EXPERIENCE” & MORE

Nel 2022 si rinnova l’appeal glamour del Lux e dell’ExtraLux come iconici scenari per cerimonie d’effetto, organizzati con il supporto di Anna De Fazio, che vanta una lunga esperienza internazionale.

Scegliere la “Lux Wedding Experience” vuol dire giurarsi amore eterno guardando il mare: l’altare è allestito sulla banchina e la navata è uno scenografico sentiero di petali di rose vere, annunciato da un romantico arco floreale. Il Lux diventa poi la cornice ideale per la cena, per poi continuare con i festeggiamenti con dj set o musica dal vivo al primo livello nella Terrazza ExtraLux che ha preso il via durante la stagione estiva. Una location che offre serate con accompagnamento musicale, anche con dj set e dove è possibile degustare dei piatti di pesce con formule e portate più light.

Il Lux sale, inoltre, a bordo di un catamarano, per una cerimonia e un aperitivo tra le onde. 

Spazio, infine, alle Cerimonie istituzionali, perché all’approdo Lux si parlano tutte le lingue del mondo ed è benvenuta ogni delegazione e tradizione, con la possibilità di menu ad hoc e un’attenzione particolare per il cerimoniale.

Il Tema Roma inaugura la prima serata dedicata ai cocktail d’autore ospitando due dei migliori bartender del panorama italiano, il resident di Romeo e l’ambassador di Amaretto Adriatico

L’eleganza e la raffinatezza di Tema Roma incontrano il gusto dei cocktail d’autore nella prima serata di un nuovo ciclo di eventi che proietta ancor di più lo splendido locale a due passi da Piramide nelle mete d’obbligo per gli amanti del bere bene. Ospiti del ristorante infatti sono stati due dei bartender più importanti del panorama italiano: Nico Sacco e Giovanni Miola.

Il primo è il resident bartender di Romeo, il ristorante e lounge bar ai Parioli della chef stellata Cristina Bowerman, mentre il secondo dopo una carriera a Roma tra Baccano e Latterie Garbatella è tornato nella sua Puglia per diventare l’ambassador di Amaretto Adriatico. “Siamo davvero felici di ospitare due artisti come Nico e Giovanni, rappresentano l’eccellenza del loro campo e queste serate rappresentano lo spirito del Tema Roma, qui si viene per vivere un’esperienza diversa in ogni occasione e vogliamo continuare a proporre alla nostra clientela grandi ospiti del food e del drink”, le parole del proprietario ed imprenditore Gianluca Mansueto, che sta con il suo team curando le serate evento di un calendario sempre più ricco ed interessante.

I due maestri del cocktail hanno deliziato gli ospiti di Tema Roma proponendo un’esclusiva drink list solo per la serata: Nico Sacco ha realizzato “Aarte Povera” (Ginarte, sciroppo di carote arrostite, cynar, vermounth rosso, soda agli agrumi) e “Caffè degli Artisti” (Ginarte, caffè di cicoria, chartreuse verde, sciroppo di cicoria e camomilla romana, limone, albume pastorizzato), mentre Giovanni Miola ha proposto il “Southart” (Ginarte, Adriatico Roasted, liquore alla camomilla, limone e fillup chinotto) ed il “Paint” (Ginarte, Adriatico Crushed, Cordiale agli Agrumi, fillup acqua tonica e fetta di pompelmo rosa).

Un grande successo la serata del Tema Roma, realizzata con la collaborazione del brand Ginarte che ha fatto da base alle quattro speciali proposte dei prestigiosi ospiti.

Luce torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica

Una rinnovata offerta ristorativa in un bellissimo spazio all’aperto: tutto questo, e molto altro, è Luce Experience, il format ristorativo ispirato alla natura e alla convivialità country chic

Dopo il grande successo della “stagione del debutto”, Luce Experience torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica e l’estate romana, il format ristorativo ispirato alla natura. Nuovi allestimenti nel bellissimo spazio all’aperto, giochi di luce, installazioni artistiche e una rinnovata proposta food&beverage sono i punti di forza della stagione appena iniziata. Iolanda Ambrosini, imprenditrice e titolare della Ambrosini Banqueting, da sempre un riferimento della banquettistica per matrimoni, eventi privati, cerimonie e meeting, ha voluto e ideato Luce, dando vita al suo progetto all’interno di Villa dei Cesari, dimora storia di antichissima costruzione prossima alle

Catacombe di San Callisto.

La Villa è stata quindi convertita in un ristorante raffinato e poliedrico, al quale si accede percorrendo un sentiero alberato e illuminato. Arrivati al polmone verde della location, il giardino è stato adibito a dehors di Luce e può contare ben 200 posti a sedere con distanziamento, a fronte di due saloni interni che attualmente vantano una capienza complessiva di 150 coperti con i distanziamenti, al momento non utilizzabili a causa delle disposizioni legate all’emergenza sanitaria, ma che presto si spera potranno nuovamente essere a disposizione. Superato il giardino alberato ci troviamo nello spazio del ristorante, con una capienza di 200 posti.

Grandi numeri che non vanno però a ledere la qualità del rinnovato format ristorativo che può contare su nuove figure professionali altamente qualificate che hanno lavorato per creare una armonica sinergia tra cucinapizzeria e cocktail bar.

A coordinare la cucina Massimo Pedico, chef classe 1990, formatosi all’istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Roma. Cresciuto professionalmente nelle cucine del panorama Capitolino tra cui ristoranti come “Hostaria dell’orso” ed il “Parco dei principi, per poi ampliare il proprio bagaglio, prima approdando alla corte dello Chef Timothy Hollingsworth al ristorante “Otium” di Los Angeles, dove ha appreso le tecniche della cucina moderna, per poi tornare alla riscoperta del territorio regionale italiano, soffermandosi per un periodo in terra Toscana. Tornato nella sua città natale diviene sous chef di Magazzino Scipioni in Prati dove rimane per 3 anni arrivando a partecipare alle ultime due edizioni di Excellence. Terminata l’esperienza a Magazzino Scipioni entra a far parte come sous chef della brigata del Treefolk’s Public House.

Come recita il titolo “Rinascendo dalle origini” l’idea del nuovo menù di Luce nasce dalla voglia di ritornare alla normalità attraverso ciò che questo lungo periodo di chiusure ci ha fatto riscoprire, ovvero le nostre origini, concetto che negli ultimi anni con l’avvento della modernità avevamo un po’ perso, vuoi per i ritmi sempre più frenetici, vuoi per la mancanza di valori, che ci ha portato a perdere di vista il concetto di casa e famiglia. È proprio da lì che secondo noi è giusto partire, da noi stessi e da ciò che ci ha formati, un po’ come le fenici rinascono dalle proprie ceneri, anche noi sia dal punto di vista umano che professionale, vogliamo fare in modo, ripartendo da zero, di risorgere insieme alle persone che verranno a trovarci”. Spazio quindi a fritti, tacos e tartare in apertura, per giungere a primi come lo Spaghettone Mancini ai 3 pomodori o la versione con le vongole, e scoprire la piacevole versatilità dei secondi a base di carne, pesce e vegetali.

Alla postazione cocktail, supervisionata dal bar manager Marco Rimedio e attiva dalle ore 18 si può iniziare con un aperitivo a scelta tra drink classici, 6 diversi Gin Tonic e signature, come Luce, cocktail fresco con base Vodka e liquore all’arancia, Blue Curaçao, pompelmo, limone, zucchero e soda, tutto accompagnato da sushi, qualche frittino o una selezione di focacce. “Ho vissuto per diversi anni il mondo della notte lavorando come barman nei migliori locali di Roma – spiega Romedio – poi negli ultimi 3 sono diventato Capo barman ed ho istaurato un ottimo rapporto di amicizia e professionale con Giovanni Monaco (direttore di Luce). La cocktail list di Luce Experience è stata creata in collaborazione con il mio collega Edoardo Mattarino, con cui dividerò il bancone. Sono drink che prendono spunto dal nome del nostro locale, con tonalità di colore che possono stare bene in un’ambiente accogliente e fresco come solo il nostro giardino può offrire, e proprio quest’ultimo è stato fonte di ispirazione per i nomi dei cocktail. Sono miscelazioni relativamente semplici, ma dai sapori decisi”.

La direzione di Luce Experience è affidata a Giovanni Monaco: “Abbiamo rinnovato radicalmente l’offerta food&beverage,, partendo da un menu dall’anima pop e da una cocktail list davvero intrigante. Grande spazio sarà dedicato anche all’intrattenimento, con contenuti artistici di alto livello, come mostre di arte contemporanea, che arricchiranno l’offerta di Luce Experience. Anche dal punto di vista estetico abbiamo apportato un bel restyling con tende di luce, cuscini, tappeti, tavolini e area private per vivere in tanti modi differenti l’atmosfera di Luce. Il cocktail bar è stato arricchito con etichette di prestigio per consentire ai nostri ospiti di poter personalizzare con i distillati preferiti i loro cocktail”.

Raffaele Rozzi, pizzaiolo con esperienza decennale e grande appassionato di impasti, punterà su una pizza morbida ma al tempo stesso fragrante, stesa a mano, molto idratata e lievitata per 48/72 ore. In carta saranno presenti pizze classiche come la Margherita e la versione con mozzarella di Bufala, ma anche proposte originali come la Mari e Monti (con tonno, pomodori secchi e olive taggiasche) o la Focaccia 2.0 (con pomodorini gialli e rossi, mozzarella di bufala e prosciutto crudo).

Contatti:

LUCE  Restaurant & Cocktail Bar

Location: Via delle Sette Chiese, 293 – RM

Parcheggio: in Via Ardeatina, 164 – RM

Reservations: (+39) 347 7188592

Luce Cocktail Bar: 18.00 – 23.00

Luce Restaurant: ogni giorno 18.30 – 23.00 – sabato e domenica 13.00 – 23.00

Google segnala il tempo di attesa presso i ristoranti:

come funziona Google arricchisce Maps e i risultati delle SERP del suo motore di ricerca con un’informazione utile: il tempo di attesa per sedersi al tavolo presso qualunque ristorante. Spieghiamo come funziona e in che modo l’informazione può essere attendibile.

oogle ha appena pubblicato un aggiornamento relativo al servizio Maps che permette di conoscere il tempo di attesa presso qualunque ristorante prima di potersi sedere al tavolo. Grazie all’integrazione di Maps nel motore di ricerca, basta cercare un ristorante e fare riferimento al riquadro che compare nella parte di destra della pagina dei risultati (SERP).

In corrispondenza della voce Orari con il maggior numero di visite, cliccando su qualsiasi orario d’ora in avanti sarà indicato non soltanto quanto, di solito, il locale è affollato ma anche il tempo di attesa medio.

Google segnala il tempo di attesa presso i ristoranti: come funziona

Ma come fa Google per stimare gli orari con il maggior numero di visite per le attività commerciali?
Come avevamo evidenziato nell’articolo Posizionamento Google di un’attività: come migliorarlo, per proporre tali informazioni Google “utilizza i dati forniti dagli utenti che hanno scelto di memorizzare le informazioni sulla posizione“.
Il meccanismo viene descritto in questa pagina): se l’utente autorizza l’invio della propria posizione ai server di Google, il dato verrà riutilizzato anche per stimare l’afflusso medio di clienti presso un esercizio commerciale, non soltanto quindi a livello di ristoranti.Inoltre, come spiega Google, “i tempi di attesa di un ristorante con posti a sedere riflettono la durata dell’attesa dei clienti prima di sedersi a tavola. Invece, i tempi di attesa di un negozio di alimentari riflettono il tempo che i clienti passano alla cassa per acquistare il loro articolo“.

Bologna, il giallo dei “4 ristoranti”

 Da quando a Bologna è stato avvistato Alessandro Borghese, un giallo è stato servito sulle tavole dei gourmet bolognesi: quali saranno i  ristoranti cittadini che si sfideranno nella prossima edizione della popolare trasmissione “4 Ristoranti”?

Il format è ormai conosciuto al grande pubblico: in ogni puntata, quattro diversi ristoratori di una stessa area geografica competono in una sfida “all’ultimo piatto” . Ogni ristoratore invita a cena gli altri tre i quali, accompagnati proprio da Borghese, commentano e votano ogni aspetto dell’attività di ristorazione del collega sotto esame. Il giudizio riguarda la location, il menù, il servizio e il conto. Gli indizi per individuare il poker in gara sotto le Due Torri sono pochissimi, le bocche cucite, e i cuochi omertosi come davanti a una ispezione dei NAS. Del resto, per la nuova stagione della trasmissione in onda su Sky all’inizio del 2018, gli autori della trasmissione pare abbiano obbligato gli chef in gara a un vincolo di riservatezza con penali salatissime.
E quindi non stupisce che le informazioni siano contraddittorie: c’è chi ha avvistato il misterioso Van nero dai vetri oscurati davanti al Ristorante Al Cambio in Via Stalingrado, e immediatamente sui social network non si è fatta attendere una rosa di nomi dei soliti ben informati che includeva, oltre al Cambio, il Bitone, da Sandro al Navile, e la Cesoia.

Poi, come in un romanzo di Chandler, c’è subito il colpo di scena che spariglia le carte: il noto chef e conduttore della trasmissione sarebbe stato avvistato anche nei pressi della trattoria il Meloncello. Le indagini proseguono e dai bassifondi della città del cibo emergono altri indizi: qualche informatore ci sussurra che in gara l’uno contro l’altro ci sarebbero un ristorante, due osterie e una trattoria. Poi le voci si rincorrono, e dicono di aver visto la troupe