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Luce torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica

Una rinnovata offerta ristorativa in un bellissimo spazio all’aperto: tutto questo, e molto altro, è Luce Experience, il format ristorativo ispirato alla natura e alla convivialità country chic

Dopo il grande successo della “stagione del debutto”, Luce Experience torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica e l’estate romana, il format ristorativo ispirato alla natura. Nuovi allestimenti nel bellissimo spazio all’aperto, giochi di luce, installazioni artistiche e una rinnovata proposta food&beverage sono i punti di forza della stagione appena iniziata. Iolanda Ambrosini, imprenditrice e titolare della Ambrosini Banqueting, da sempre un riferimento della banquettistica per matrimoni, eventi privati, cerimonie e meeting, ha voluto e ideato Luce, dando vita al suo progetto all’interno di Villa dei Cesari, dimora storia di antichissima costruzione prossima alle

Catacombe di San Callisto.

La Villa è stata quindi convertita in un ristorante raffinato e poliedrico, al quale si accede percorrendo un sentiero alberato e illuminato. Arrivati al polmone verde della location, il giardino è stato adibito a dehors di Luce e può contare ben 200 posti a sedere con distanziamento, a fronte di due saloni interni che attualmente vantano una capienza complessiva di 150 coperti con i distanziamenti, al momento non utilizzabili a causa delle disposizioni legate all’emergenza sanitaria, ma che presto si spera potranno nuovamente essere a disposizione. Superato il giardino alberato ci troviamo nello spazio del ristorante, con una capienza di 200 posti.

Grandi numeri che non vanno però a ledere la qualità del rinnovato format ristorativo che può contare su nuove figure professionali altamente qualificate che hanno lavorato per creare una armonica sinergia tra cucinapizzeria e cocktail bar.

A coordinare la cucina Massimo Pedico, chef classe 1990, formatosi all’istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Roma. Cresciuto professionalmente nelle cucine del panorama Capitolino tra cui ristoranti come “Hostaria dell’orso” ed il “Parco dei principi, per poi ampliare il proprio bagaglio, prima approdando alla corte dello Chef Timothy Hollingsworth al ristorante “Otium” di Los Angeles, dove ha appreso le tecniche della cucina moderna, per poi tornare alla riscoperta del territorio regionale italiano, soffermandosi per un periodo in terra Toscana. Tornato nella sua città natale diviene sous chef di Magazzino Scipioni in Prati dove rimane per 3 anni arrivando a partecipare alle ultime due edizioni di Excellence. Terminata l’esperienza a Magazzino Scipioni entra a far parte come sous chef della brigata del Treefolk’s Public House.

Come recita il titolo “Rinascendo dalle origini” l’idea del nuovo menù di Luce nasce dalla voglia di ritornare alla normalità attraverso ciò che questo lungo periodo di chiusure ci ha fatto riscoprire, ovvero le nostre origini, concetto che negli ultimi anni con l’avvento della modernità avevamo un po’ perso, vuoi per i ritmi sempre più frenetici, vuoi per la mancanza di valori, che ci ha portato a perdere di vista il concetto di casa e famiglia. È proprio da lì che secondo noi è giusto partire, da noi stessi e da ciò che ci ha formati, un po’ come le fenici rinascono dalle proprie ceneri, anche noi sia dal punto di vista umano che professionale, vogliamo fare in modo, ripartendo da zero, di risorgere insieme alle persone che verranno a trovarci”. Spazio quindi a fritti, tacos e tartare in apertura, per giungere a primi come lo Spaghettone Mancini ai 3 pomodori o la versione con le vongole, e scoprire la piacevole versatilità dei secondi a base di carne, pesce e vegetali.

Alla postazione cocktail, supervisionata dal bar manager Marco Rimedio e attiva dalle ore 18 si può iniziare con un aperitivo a scelta tra drink classici, 6 diversi Gin Tonic e signature, come Luce, cocktail fresco con base Vodka e liquore all’arancia, Blue Curaçao, pompelmo, limone, zucchero e soda, tutto accompagnato da sushi, qualche frittino o una selezione di focacce. “Ho vissuto per diversi anni il mondo della notte lavorando come barman nei migliori locali di Roma – spiega Romedio – poi negli ultimi 3 sono diventato Capo barman ed ho istaurato un ottimo rapporto di amicizia e professionale con Giovanni Monaco (direttore di Luce). La cocktail list di Luce Experience è stata creata in collaborazione con il mio collega Edoardo Mattarino, con cui dividerò il bancone. Sono drink che prendono spunto dal nome del nostro locale, con tonalità di colore che possono stare bene in un’ambiente accogliente e fresco come solo il nostro giardino può offrire, e proprio quest’ultimo è stato fonte di ispirazione per i nomi dei cocktail. Sono miscelazioni relativamente semplici, ma dai sapori decisi”.

La direzione di Luce Experience è affidata a Giovanni Monaco: “Abbiamo rinnovato radicalmente l’offerta food&beverage,, partendo da un menu dall’anima pop e da una cocktail list davvero intrigante. Grande spazio sarà dedicato anche all’intrattenimento, con contenuti artistici di alto livello, come mostre di arte contemporanea, che arricchiranno l’offerta di Luce Experience. Anche dal punto di vista estetico abbiamo apportato un bel restyling con tende di luce, cuscini, tappeti, tavolini e area private per vivere in tanti modi differenti l’atmosfera di Luce. Il cocktail bar è stato arricchito con etichette di prestigio per consentire ai nostri ospiti di poter personalizzare con i distillati preferiti i loro cocktail”.

Raffaele Rozzi, pizzaiolo con esperienza decennale e grande appassionato di impasti, punterà su una pizza morbida ma al tempo stesso fragrante, stesa a mano, molto idratata e lievitata per 48/72 ore. In carta saranno presenti pizze classiche come la Margherita e la versione con mozzarella di Bufala, ma anche proposte originali come la Mari e Monti (con tonno, pomodori secchi e olive taggiasche) o la Focaccia 2.0 (con pomodorini gialli e rossi, mozzarella di bufala e prosciutto crudo).

Contatti:

LUCE  Restaurant & Cocktail Bar

Location: Via delle Sette Chiese, 293 – RM

Parcheggio: in Via Ardeatina, 164 – RM

Reservations: (+39) 347 7188592

Luce Cocktail Bar: 18.00 – 23.00

Luce Restaurant: ogni giorno 18.30 – 23.00 – sabato e domenica 13.00 – 23.00

Google segnala il tempo di attesa presso i ristoranti:

come funziona Google arricchisce Maps e i risultati delle SERP del suo motore di ricerca con un’informazione utile: il tempo di attesa per sedersi al tavolo presso qualunque ristorante. Spieghiamo come funziona e in che modo l’informazione può essere attendibile.

oogle ha appena pubblicato un aggiornamento relativo al servizio Maps che permette di conoscere il tempo di attesa presso qualunque ristorante prima di potersi sedere al tavolo. Grazie all’integrazione di Maps nel motore di ricerca, basta cercare un ristorante e fare riferimento al riquadro che compare nella parte di destra della pagina dei risultati (SERP).

In corrispondenza della voce Orari con il maggior numero di visite, cliccando su qualsiasi orario d’ora in avanti sarà indicato non soltanto quanto, di solito, il locale è affollato ma anche il tempo di attesa medio.

Google segnala il tempo di attesa presso i ristoranti: come funziona

Ma come fa Google per stimare gli orari con il maggior numero di visite per le attività commerciali?
Come avevamo evidenziato nell’articolo Posizionamento Google di un’attività: come migliorarlo, per proporre tali informazioni Google “utilizza i dati forniti dagli utenti che hanno scelto di memorizzare le informazioni sulla posizione“.
Il meccanismo viene descritto in questa pagina): se l’utente autorizza l’invio della propria posizione ai server di Google, il dato verrà riutilizzato anche per stimare l’afflusso medio di clienti presso un esercizio commerciale, non soltanto quindi a livello di ristoranti.Inoltre, come spiega Google, “i tempi di attesa di un ristorante con posti a sedere riflettono la durata dell’attesa dei clienti prima di sedersi a tavola. Invece, i tempi di attesa di un negozio di alimentari riflettono il tempo che i clienti passano alla cassa per acquistare il loro articolo“.

Bologna, il giallo dei “4 ristoranti”

 Da quando a Bologna è stato avvistato Alessandro Borghese, un giallo è stato servito sulle tavole dei gourmet bolognesi: quali saranno i  ristoranti cittadini che si sfideranno nella prossima edizione della popolare trasmissione “4 Ristoranti”?

Il format è ormai conosciuto al grande pubblico: in ogni puntata, quattro diversi ristoratori di una stessa area geografica competono in una sfida “all’ultimo piatto” . Ogni ristoratore invita a cena gli altri tre i quali, accompagnati proprio da Borghese, commentano e votano ogni aspetto dell’attività di ristorazione del collega sotto esame. Il giudizio riguarda la location, il menù, il servizio e il conto. Gli indizi per individuare il poker in gara sotto le Due Torri sono pochissimi, le bocche cucite, e i cuochi omertosi come davanti a una ispezione dei NAS. Del resto, per la nuova stagione della trasmissione in onda su Sky all’inizio del 2018, gli autori della trasmissione pare abbiano obbligato gli chef in gara a un vincolo di riservatezza con penali salatissime.
E quindi non stupisce che le informazioni siano contraddittorie: c’è chi ha avvistato il misterioso Van nero dai vetri oscurati davanti al Ristorante Al Cambio in Via Stalingrado, e immediatamente sui social network non si è fatta attendere una rosa di nomi dei soliti ben informati che includeva, oltre al Cambio, il Bitone, da Sandro al Navile, e la Cesoia.

Poi, come in un romanzo di Chandler, c’è subito il colpo di scena che spariglia le carte: il noto chef e conduttore della trasmissione sarebbe stato avvistato anche nei pressi della trattoria il Meloncello. Le indagini proseguono e dai bassifondi della città del cibo emergono altri indizi: qualche informatore ci sussurra che in gara l’uno contro l’altro ci sarebbero un ristorante, due osterie e una trattoria. Poi le voci si rincorrono, e dicono di aver visto la troupe