Tag: ROBERTA NARDI

Social World Film Festival 2021: 600 i film selezionati

Nelle 19 sezioni tra concorso e fuori concorso provenienti da 52 paesi: 32 sono le anteprime dell’11esima edizione che si terrà dall’11 al 18 luglio a Vico Equense

VICO EQUENSE, 25 GIUGNO 2021

Sono 600 i film selezionati al Social World Film Festival 2021 divisi in 19 sezioni competitive e non, con film da 52 Paesi e 32 in anteprima. L’undicesima edizione, che si terrà a Vico Equense dall’11 al 18 luglio, si svilupperà quindi in 20.000 minuti di programmazione tra proiezioni in presenza e ondemand, 90 eventi tra incontri, dibattiti, masterclass, attività con le giurie.

Tra i lungometraggi del Concorso Internazionale, sezione competitiva per opere a tematica sociale, ci sono 3 anteprime italiane che vengono dalla Germania (“A Handful Of Water” di Jakob Zapf), da Georgia e Ucraina (“Mother Of Apostles” di Zaza Buadze) e dalla Danimarca “Shorta” di Frederik Louis Hviid), e 2 anteprime campane: “Buio (Darkness)” di Emanuela Rossi e “Regina” di Alessandro Grande.

Nella stessa sezione troviamo 20 cortometraggi tra i quali la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 2020 “I am afraid to forget your face” dell’egiziano Sameh Alaa, il francese “Dustin” di Naïla Guiguet in anteprima italiana dopo essere stato a Cannes e Toronto, e “Finis Terrae” di Tommaso Frangini già alla Settimana Internazionale della Critica a Venezia. È in anteprima italiana l’animazione “Pilar” di  Yngwie Boley e J.J. Epping, Diana van Houten già apprezzata a Toronto, “The Lamb Of God” del portoghese David Pinheiro Vicente, per la prima volta in Italia dopo la partecipazione a Cannes, e “The Game” di Roman Hodel visto a Venezia e Toronto.

Completano il Concorso Internazionale 7 documentari che vengono da Canada, Stati Uniti, Ucraina, Egitto, Francia, Tunisia e Italia, tre in anteprima italiana, gli altri per la prima volta in Campania.

Nella sezione “Focus, occhio al Sud”, dedicata alle opere realizzate nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia con particolare attenzione alla Campania, sono state selezionati 5 lungometraggi: “Agalma” di Doriana Monaco, “Amare amaro” di Julien Paolini, “Gelsomina Verde” di Massimiliano Pacifico, “La Vacanza” di Enrico Iannaccone, e “Sassiwood” di Antonio Vincenzo Andrisani e Vito Cea. Sono 14 i cortometraggi in gara tra i quali “Le Mosche” di Edgardo Pistone già a Venezia, “La Napoli di mio padre” di Alessia Bottone premiato ai Nastri e l’anteprima assoluta di “Quasi Ora” di Luigi Pane.

Confermate anche in questa nuova edizione le sezioni dedicate anche a opere in realtà virtuale, verticali, realizzate con smartphoneserie e webserie, spot, videoclip, film sperimentali, fotografie e sceneggiature per film cinema e tv, nonché quella dedicata al Covid19 per le opere a tema e girate durante il lockdown.

Torna per il sesto anno consecutivo il Mercato europeo del cinema giovane, Young Film Market, che darà spazio e forma ad opere indipendenti di giovani autori, con professionisti dell’industria cinematografica, produttori, distributori e registi provenienti da vari paesi, che discuteranno sulle novità del cinema indipendente, tra coproduzione internazionale, distribuzione pre e post Covid-19 ma anche fundrasing e cineturismo.

Le opere saranno proiettate nelle sale del Museo del Cinema, di Teatro Mio e del complesso monumentale SS Trinità e Paradiso.

Il Social World Film Festival è organizzato dal Comune di Vico Equense con il contributo della Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura e della Regione Campania. 
L’evento è realizzato in collaborazione con Rai Teche, Centro Sperimentale di Cinematografia, Rai Cinema Channel, Luce-Cinecittà, T&D Angeloni – trasporti cinematografici, Università del Cinema, Paradise Pictures, PM5 Talent.
Sponsor: Formaperta, E-comunica, HM make up.
Media partner: Radio Marte, Canale 21, CinecittàNews, La rivista del Cinematografo.
Il Social World Film Festival è socio dell’Afic – Associazione Festival Italiani di Cinema, fondatore e membro attivo del Coordinamento Festival Cinematografici della Regione Campania e partecipa ai lavori del Clarcc – Coordinamento Lavoratori Regione Campania Cinema e Audiovisivi con l’adesione della Film Commission Regione Campania.

Roberta Nardi

Premio Ischia. Il 3 e 4 settembre è in presenza la quarantaduesima edizione

È tutto pronto per la quarantaduesima edizione del Premio Ischia internazionale di giornalismo. L’organizzazione ha comunicato i giorni dell’evento che si terrà, finalmente in presenza, il 3 e 4 settembre prossimi a Lacco Ameno. Giulio Anselmi sarà il presidente di giuria.

Un’edizione, quella 2021, che si preannuncia molto intensa grazie al ritorno alla normalità dopo la pandemia e la certificazione di isola covid free per Ischia. Si partirà venerdì 3 settembre con il Premio Ischia che omaggerà Procida, Capitale italiana della cultura per il 2022, con la consegna dei riconoscimenti speciali nella splendida cornice di palazzo D’Avalos. La cerimonia di consegna del Premio Internazionale e dei riconoscimenti principali è in programma per sabato 4 settembre a Villa Arbusto.

In quell’occasione sapremo chi andrà ad aggiungersi alla lunga lista di nomi illustri che nelle edizioni passate hanno vinto il prestigioso riconoscimento. Tra gli altri: Indro Montanelli, Walter Cronkite, Peter Arnett, Jean Daniel, David Grossman, Piero Angela, Paolo Mieli, Lilli Gruber, Ferruccio De Bortoli, Peter Stothard, Arrigo Levi, Bruno Vespa, Ezio Mauro, Enzo Biagi e, perché no, anche il direttore di Adginforma.it, Massimiliano Lanzi Rath, che nel 2018 ha ricevuto il riconoscimento speciale “Comunicatore dell’anno”.

Ospiti musicali già confermati dell’edizione di quest’anno saranno la cantante Nina Zilli ed il violinista Massimo Quarta.

Degustazione meditativa per la rinascita del Monte Pisano

Vicopisano, 06.06. 2021. Ore 11:00 Si inaugura una partnership tra aziende agricole/turistiche del territorio

Un progetto che vede Elisa Batoni e Pietro Barachini impegnati a supportare le aziende olivicole dei Monti Pisani.
Pietro, imprenditore agricolo di quarta generazione, è socio della SPOOLIVI soc. Agricola (azienda vivaistica certificata per la produzione di piante di olivo autoctone Toscane); manager nel settore certificazioni in campo vivaistico, specializzato in strategia di marketing sulla filiera agroalimentare. Tecnico ed esperto degli oli vergini ed Extravergini di oliva .
Elisa http://www.elisir77.com, sociologa, esperta in comunicazione, mindfulness e master Reiki Tibetano con una sessione di mindfulness.

Rinascere dopo un periodo di chiusura in simbiosi con il nostro territorio dei monti pisani dove ci sono aziende eroiche che producono olio extravergine di oliva di alta qualità. “Siamo riusciti a riunire due filosofie apparentemente lontane. Natura, meditazione, benessere e la qualità dell’olio extravergine di oliva” dice Pietro Barachini. Abbiamo pensato a questo format che si chiama Evogarden dove il turista o l’appassionato fa un’esperienza dell’assaggio dell’olio immerso nella natura, rendendosi consapevole sia della qualità del grande extravergine di oliva, sia dell’impatto e dell’importanza delle tecniche di mindfullness per tornare alla connessione con la natura, con il nostro territorio e con noi stessi. “Valorizzare il nostro territorio, significa valorizzare noi stessi ed il nostro benessere, nutrire il territorio significa nutrire la nostra essenza” dice Elisa Batoni.

Il percorso sarà inaugurato a Vicopisano il 6 di giugno alla presenza del Sindaco di Vicopisano, Matteo Ferrucci e l’Assessora al turismo di Vicopisano Fabiola Franchi, nell’idilliaco contesto del parco di proprietà della Dott.ssa Elisa Batoni dove sono presenti le Tree Bubble, sfere trasparenti fatte di materiale completamente reciclabile per alloggiare ed entrare in sintonia con la natura dormendo letteralmente sotto le stelle, in un melodico rapporto tra uomo e natura.

L’iniziativa si sviluppa in un contesto in cui i monti pisani stanno rinascendo dopo un incendio devastante e noi stiamo rinascendo dopo una lunga pandemia. Per le aziende di questo territorio produrre olio extravergine è una sfida che si rinnova ogni giorno, è un atto eroico. In questo processo sono già state piantate nuove piante di olivo autoctone toscane e ne saranno piantate molte altre con un progressivo ripopolamento che inciderà positivamente sull’ impatto ambientale e sulla nostra salute e benessere psico/fisico.

Questa collaborazione tra aziende agricole/turistiche del territorio inizia e proseguirà nei prossimi anni con un percorso progettuale che investe varie aree di pubblico interesse: Educazione, Turismo, Valorizzazione del territorio e dei prodotti locali di alta qualità, benessere, salute e sostenibilità. Parteciperanno all’evento Eleonora Lucarelli, handbag designer, direttore creativo, docente universitario c/o Koefia, Roma, e illustratrice, Rossana Masi, shoes designer, Francesco Rigucci, handbag designer e tatuatore, dello studio VegHano, un team di professionisti della pelletteria, associato con obiettivo di creare un materiale innovativo completamente ecosostenibile di origine vegetale.

Luce torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica

Una rinnovata offerta ristorativa in un bellissimo spazio all’aperto: tutto questo, e molto altro, è Luce Experience, il format ristorativo ispirato alla natura e alla convivialità country chic

Dopo il grande successo della “stagione del debutto”, Luce Experience torna ad illuminare il Parco Archeologico dell’Appia Antica e l’estate romana, il format ristorativo ispirato alla natura. Nuovi allestimenti nel bellissimo spazio all’aperto, giochi di luce, installazioni artistiche e una rinnovata proposta food&beverage sono i punti di forza della stagione appena iniziata. Iolanda Ambrosini, imprenditrice e titolare della Ambrosini Banqueting, da sempre un riferimento della banquettistica per matrimoni, eventi privati, cerimonie e meeting, ha voluto e ideato Luce, dando vita al suo progetto all’interno di Villa dei Cesari, dimora storia di antichissima costruzione prossima alle

Catacombe di San Callisto.

La Villa è stata quindi convertita in un ristorante raffinato e poliedrico, al quale si accede percorrendo un sentiero alberato e illuminato. Arrivati al polmone verde della location, il giardino è stato adibito a dehors di Luce e può contare ben 200 posti a sedere con distanziamento, a fronte di due saloni interni che attualmente vantano una capienza complessiva di 150 coperti con i distanziamenti, al momento non utilizzabili a causa delle disposizioni legate all’emergenza sanitaria, ma che presto si spera potranno nuovamente essere a disposizione. Superato il giardino alberato ci troviamo nello spazio del ristorante, con una capienza di 200 posti.

Grandi numeri che non vanno però a ledere la qualità del rinnovato format ristorativo che può contare su nuove figure professionali altamente qualificate che hanno lavorato per creare una armonica sinergia tra cucinapizzeria e cocktail bar.

A coordinare la cucina Massimo Pedico, chef classe 1990, formatosi all’istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” di Roma. Cresciuto professionalmente nelle cucine del panorama Capitolino tra cui ristoranti come “Hostaria dell’orso” ed il “Parco dei principi, per poi ampliare il proprio bagaglio, prima approdando alla corte dello Chef Timothy Hollingsworth al ristorante “Otium” di Los Angeles, dove ha appreso le tecniche della cucina moderna, per poi tornare alla riscoperta del territorio regionale italiano, soffermandosi per un periodo in terra Toscana. Tornato nella sua città natale diviene sous chef di Magazzino Scipioni in Prati dove rimane per 3 anni arrivando a partecipare alle ultime due edizioni di Excellence. Terminata l’esperienza a Magazzino Scipioni entra a far parte come sous chef della brigata del Treefolk’s Public House.

Come recita il titolo “Rinascendo dalle origini” l’idea del nuovo menù di Luce nasce dalla voglia di ritornare alla normalità attraverso ciò che questo lungo periodo di chiusure ci ha fatto riscoprire, ovvero le nostre origini, concetto che negli ultimi anni con l’avvento della modernità avevamo un po’ perso, vuoi per i ritmi sempre più frenetici, vuoi per la mancanza di valori, che ci ha portato a perdere di vista il concetto di casa e famiglia. È proprio da lì che secondo noi è giusto partire, da noi stessi e da ciò che ci ha formati, un po’ come le fenici rinascono dalle proprie ceneri, anche noi sia dal punto di vista umano che professionale, vogliamo fare in modo, ripartendo da zero, di risorgere insieme alle persone che verranno a trovarci”. Spazio quindi a fritti, tacos e tartare in apertura, per giungere a primi come lo Spaghettone Mancini ai 3 pomodori o la versione con le vongole, e scoprire la piacevole versatilità dei secondi a base di carne, pesce e vegetali.

Alla postazione cocktail, supervisionata dal bar manager Marco Rimedio e attiva dalle ore 18 si può iniziare con un aperitivo a scelta tra drink classici, 6 diversi Gin Tonic e signature, come Luce, cocktail fresco con base Vodka e liquore all’arancia, Blue Curaçao, pompelmo, limone, zucchero e soda, tutto accompagnato da sushi, qualche frittino o una selezione di focacce. “Ho vissuto per diversi anni il mondo della notte lavorando come barman nei migliori locali di Roma – spiega Romedio – poi negli ultimi 3 sono diventato Capo barman ed ho istaurato un ottimo rapporto di amicizia e professionale con Giovanni Monaco (direttore di Luce). La cocktail list di Luce Experience è stata creata in collaborazione con il mio collega Edoardo Mattarino, con cui dividerò il bancone. Sono drink che prendono spunto dal nome del nostro locale, con tonalità di colore che possono stare bene in un’ambiente accogliente e fresco come solo il nostro giardino può offrire, e proprio quest’ultimo è stato fonte di ispirazione per i nomi dei cocktail. Sono miscelazioni relativamente semplici, ma dai sapori decisi”.

La direzione di Luce Experience è affidata a Giovanni Monaco: “Abbiamo rinnovato radicalmente l’offerta food&beverage,, partendo da un menu dall’anima pop e da una cocktail list davvero intrigante. Grande spazio sarà dedicato anche all’intrattenimento, con contenuti artistici di alto livello, come mostre di arte contemporanea, che arricchiranno l’offerta di Luce Experience. Anche dal punto di vista estetico abbiamo apportato un bel restyling con tende di luce, cuscini, tappeti, tavolini e area private per vivere in tanti modi differenti l’atmosfera di Luce. Il cocktail bar è stato arricchito con etichette di prestigio per consentire ai nostri ospiti di poter personalizzare con i distillati preferiti i loro cocktail”.

Raffaele Rozzi, pizzaiolo con esperienza decennale e grande appassionato di impasti, punterà su una pizza morbida ma al tempo stesso fragrante, stesa a mano, molto idratata e lievitata per 48/72 ore. In carta saranno presenti pizze classiche come la Margherita e la versione con mozzarella di Bufala, ma anche proposte originali come la Mari e Monti (con tonno, pomodori secchi e olive taggiasche) o la Focaccia 2.0 (con pomodorini gialli e rossi, mozzarella di bufala e prosciutto crudo).

Contatti:

LUCE  Restaurant & Cocktail Bar

Location: Via delle Sette Chiese, 293 – RM

Parcheggio: in Via Ardeatina, 164 – RM

Reservations: (+39) 347 7188592

Luce Cocktail Bar: 18.00 – 23.00

Luce Restaurant: ogni giorno 18.30 – 23.00 – sabato e domenica 13.00 – 23.00

The Meat Market sbarca anche in Prati: è il terzo ristorante dopo Testaccio e Nomentano

L’apprezzato format consolida il suo successo nella capitale con una nuova insegna gestita dalla giovane imprenditrice Anita Nuzzi

Non si arresta il successo del The Meat Market a Roma, il format di successo focalizzato sulla carne di qualità infatti dopo aver conquistato Testaccio e il Nomentano, lancia un nuovo ristorante nel quartiere Prati e si prepara a sbarcare in via della Giuliana, in una zona della città caratterizzata da un grande fermento gastronomico e sovente foriera di novità. Carne di altissima qualità e grande attenzione verso le materie prime, soprattutto locali: questi i punti di forza di un format già consolidato, divenuto in breve tempo un riferimento, una sorta di quartier generale, per tutti i carnivori di Roma. Il The Meat Market nasce dall’idea di due imprenditori di origine pugliese, Anita Nuzzi e Vito Fiusco, con l’intento di introdurre, nel ventaglio di proposte enogastronomiche della Città Eterna, le atmosfere delle tipiche steakhouse statunitensi, per offrire la migliore carne in un ambiente con un servizio da ristorante.

Ad occuparsi del terzo locale sarà esclusivamente Anita Nuzzi, giovane imprenditrice con alle spalle diverse esperienze nel campo della ristorazione romana. Da sempre nel mondo della ristorazione, dopo gli inizi in Puglia e le esperienze anche in strutture alberghiere e villaggi turistici, Anita si trasferisce a Roma per gestire vari ristoranti e bar, accrescendo la sua preparazione seguendo un corso di management in ambito ristorativo con Heinz Beck. “Con l’apertura di questo terzo ristorante in Prati, cercherò di portare la mia idea di ristorazione – afferma Anita –  senza dimenticare, ovviamente, l’obiettivo principale del The Meat Market, ovvero quello di offrire la carne migliore in un ambiente con un servizio da ristorante. Sappiamo che è un momento molto difficile per l’intero mondo della ristorazione – continua – ma crediamo talmente tanto in questo progetto che vogliamo dare un segnale di speranza, anche e soprattutto in questo periodo di emergenza”.

Il nuovo locale

Consolidato il format, il terzo ristorante del The Meat Market si presenta ancora più attraente e rivoluzionario. Il design minimal ed essenziale, gli spazi eleganti e l’atmosfera accogliente sono i segni distintivi della sede di via della Giuliana, che vuole porsi quale vero e proprio salotto enogastronomico in cui rifugiarsi: un piacevole ed elegante spazio con sedute in pelle da vivere e scoprire sin dal momento del pranzo, passando per l’aperitivo fino alla cena. Un locale che richiama naturalmente la filosofia del The Meat Market ma che al tempo stesso si differenzia da questa: punto fermo il bancone della carne (come nelle altre sedi), affiancato dallo spazio dedicato al cocktail bar in color ferro-rame, il tutto caratterizzato dalle variazioni cromatiche del grigio, dai mattoncini a vista, dalle bellissime piante da interno e dalla vetrina con liquori e distillati. Un locale industrial chic che ospita 40 coperti (nel rispetto delle normative anti-Covid) negli spazi interni e 30 nel dehors. Il The Meat Market dispone inoltre di una sala situata al piano inferiore che può essere riservata per diversi tipi di eventi: pranzi o cene di lavoro, piccole cerimonie private, degustazioni di vini e distillati.

Il menu

Anche il menu della nuova sede in Prati è un vero e proprio viaggio nelle tradizioni culinarie di tutto il mondo, con un territorio in particolare nel ruolo di grande protagonista, il Sud Italia. Anita Nuzzi, originaria di Taranto ma trapiantata a Roma, omaggia la terra d’origine e quella d’adozione puntando sui sapori della cucina romana e di quella pugliese, affiancando ai piatti oramai iconici del The Meat Market alcune interessanti novità: ecco così che troviamo, tra gli antipasti, accanto alle Crocchette di Pulled Pork e i Fried Chicken Sticks, anche la Burrata pugliese con prosciutto crudo e pomodorini confit e le Crocchette di Jamon Serrano. Spazio anche alle cruditè con la South Experience (Tartare di manzo, melanzane a funghetto in rosso, stracciatella di burrata su un nido di pasta kataifi) e naturalmente alla regina delle materie prime, la Carne! Pregiati tagli di carne come Fiorentina, Marchigiana, Scottona, Chianina e Piemontese, impreziosite dal periodo trascorso nel maturatore, trovano spazio nel menu assieme alla Cotoletta di vitello alla milanese, le Polpette al sugo ed il nuovo Sashimi di Picanha, cotto direttamente al tavolo su pietra di sale.

Ma non finiscono qui le sorprese, perché al The Meat Market in Prati sarà infatti possibile gustare i nuovissimi Burger Ripieni, carne di manzo con un cuore cremoso, nelle tre golose varianti: la Nerano (provola, parmigiano, zucchine fritte, crema di zucchine e maionese al basilico), il Carboburger (crema di pecorino, bacon croccante, salsa alla carbonara) e il Mortazzo (stracciatella al pistacchio con mortadella, pesto di pistacchi, maionese e rucola). Menzione d’obbligo anche per gli Special, proposte trasversali adatte per chi vuole mangiare piatti a base di pesce o trascorrere la pausa pranzo al The Meat Market: è possibile scegliere tra la Poke Bowl di Pollo, il Lobster Bacon Roll, l’Hot Dog con wurstel Frankfurter e il Polpo arrosto su crema di patate e cime di rapa ripassate.

La carta dei vini

Grandissima attenzione è dedicata anche alla carta dei vini, eccezionalmente esauriente, che integra la proposta culinaria del The Meat Market con un percorso attraverso l’enologia italiana – prediligendo piccoli produttori, soprattutto laziali – all’insegna dell’assoluta qualità. Nella sede di Prati si è scelto di impreziosire in particolare il momento dell’aperitivo grazie ad una importante selezione di Champagne e ad uno spazio dedicato all’esposizione delle etichette disponibili. Bottiglie prestigiose, rossi strutturati e bollicine sono protagoniste di una proposta studiata per creare gli abbinamenti più idonei con le carni di qualità del The Meat Market.

The Meat Market Prati

Via della Giuliana, 125 Roma

Apertura ogni giorno dalle 12.00 alle 22.00

Telefono 0689226086

The Meat Market Piazza Bologna
Via Ravenna 30
Tel. 06.44290319
Orari di apertura dalle 12.00 alle 23.00

The Meat Market Testaccio
Via Marmorata 157
Tel. 388.9819245
Orari di apertura dalle 12.00 alle 23.00

Cresci: il nuovo modello del fornaio moderno

Danilo Frisone nel suo forno è diventato un vero e proprio artigiano dei fornelli: tra farine macinate a pietra di piccoli produttori italiani e il suo “coccolato” lievito madre, oltre al ruolo di cuoco ha riscoperto il suo grande amore per i lievitati. Ogni giorno, dalle primi luci del mattino il bancone della panetteria è un trionfo di pane, pizza e dolci, senza dimenticare i grandi lievitati delle feste

Lo scorso marzo Cresci ha compiuto i suoi primi due anni dall’apertura, un tempo prezioso in cui ha saputo costruire un rapporto di vicinanza con il quartiere che abita, quello di Prati, fidelizzando il suo pubblico grazie alla varietà e all’alta qualità dell’offerta. Dietro questo progetto, Danilo Frisone, prima cuoco e oggi imprenditore che si è felicemente riscoperto fornaio a quarant’anni. Quando aprì nel 2019 non vantava alcun corso in accademie o stage presso professionisti del settore; lui viene, infatti, dalla ristorazione e ancora oggi lavora come cuoco presso il Ristorante Grano, vicino Piazza Navona, insieme al suo storico socio Saverio Crescente con il quale ha aperto a Prati. Con Cresci ha accolto una nuova sfida: diventare panettiere di mestiere sprigionando nell’aria il profumo delle cose buone, come quello del pane.

Nel suo poliedrico locale diviso a metà tra la parte del bistrot e l’anima più da bottega con annesso forno, Danilo ha trovato la perfetta dimensione, un po’ al bancone e un po’ nel laboratorio retrostante e a vista. Tra tanta sperimentazione e consolidamento delle tecniche di panificazione, lui si è formato come autodidatta, leggendo manuali, provando, ma anche sbagliando. In questo tempo ha così rafforzato la propria identità sfornando prodotti con uno standard qualitativo sempre alto e un ventaglio per tutti i gusti. Il pane viene impastato con farine macinate a pietra e grani di ricerca dei piccoli artigiani italiani, aziende di nicchia che fa entrare a rotazione, come Molino Mariani, Molino Bongiovanni e attualmente Molini Fagioli, prodotti che sono valorizzati anche dall’utilizzo del lievito madre e dalla lenta lievitazione. Mollica fragrante e mollica ben idratata sono le cifre stilistiche che caratterizzano il pane di Cresci, tutte forme a lievitazione naturale, medie-grandi pezzature che oltre alle classiche tipologie menzionano il pane di segale integrale con semi di zucca, quello con noci, uvetta e fichi, l’impasto multicereali o la torta di segale con lievito madre di segale. Sul tema pizza Danilo propone al banco la versione della romana in teglia, un impasto leggero, croccante e ben alveolato con una medio-lunga lievitazione. Tra i gusti che non mancano la capricciosa, l’arrabbiata pomodoro del Piennolo, secondo Danilo una delle più autentiche, oppure la crostino con fiori di zucca e alici. Di indiscussa eccellenza sono le materie prime che seleziona, di cui molte a marchio Slow Flood, per condire le basi: dalla ventricina del vastese di Bontà di Fiore ai formaggi dell’azienda agricola dei Fratelli Gentile nella Valle Luterana, come anche il Fior di latte delle latterie Gargiulo e i pomodorini del Piennolo del Vesuvio DOP. Concepite come fette da prendere e porta via, queste pizze sono declinate anche nel menu del bistrot attiguo con possibilità di ordinarle in formato large, poi servite a tavola su un tagliere di legno. Alla ricca proposta di pane e di pizza, si aggiunge un piccolo emporio con scaffali per la vendita di passate, conserve, pasta e succhi e, sempre al banco, fa capolino una gamma di prelibatezze per la prima colazione o la merenda: profumati plumcake, carrot cake e banana bread, il sofficissimo pan brioche e altre torte.

L’eccellenza e la laboriosità di Cresci si manifestano in particolare durante il periodo delle feste con il tema dei grandi lievitatipanettone colomba sono protagonisti assoluti del forno sia a Natale che a Pasqua, insieme ad altri lievitati di queste ricorrenze come pastiera, casatiello e pizza dolce al formaggio, sfornati come da tradizione grazie ad attrezzature performanti e al tocco sensibile di Danilo.

Contatti Forno Cresci:

via Alcide de Gasperi 11/17
+39 06 518 426 94 –  info@cresciroma.it
@cresciroma –  /cresciroma
cresciroma.it

Aperto tutti i giorni dalle 7 alle 20.30

Osteria La Briciola: San Valentino alla scoperta di un’oasi favolosa

Il direttore del nostro magazine si è fermato proprio ieri 14 febbraio in una bellissima oasi nel Lazio: a due passi da Roma, Tivoli per la precisione, sorge il ristorante gourmet Osteria La Briciola.

Roberta Nardi ha scoperto una location raffinata ideale per giornate di svago, gite fuori porta e – perchè no – romantici momenti di coppia. Sappiamo, infatti, quanto il relax sia importante al giorno d’oggi; ritagliarsi del tempo libero diventa necessario specialmente per chi ha ritmi di lavoro particolarmente travolgenti. E così, la giornalista Roberta è andata a fare due chiacchiere con il gentilissimo gestore Enrico per togliere ai nostri lettori qualche curiosità sul luogo…

Quando nasce il ristorante? Quale si proponeva come connotato principale o caratteristica preminente nel momento in cui avete deciso di aprire?

Il ristorante nasce circa 10 anni fa con l’idea di puntare su pochi
coperti, altissima qualità e infinita attenzione per il cliente.

I sapori della tradizione in uno stile gourmet. Da dove nasce l’idea di un ambiente “rustico” ma luxury al tempo stesso?

Per l’arredamento e la location abbiamo pensato ad un ambiente
accogliente, curato e caldo con briciole d’arte per far sentire i
clienti a proprio agio, come se fossero a casa.

I piatti sono tutti ripresi dalla tradizione ma rivisitati senza eccessi
e tocchi modaioli con prodotti di altissima qualità; tutto viene
preparato al momento e tutto viene fatto da noi.

È vero che avete una carta per l’olio?

Prima che iniziasse la moda dell’olio abbiamo scelto i migliori oli
d’Italia con particolare attenzione ai produttori del Lazio e li abbiamo inseriti in una carta molto apprezzata dalla nostra clientela. Poi si è aggiunta quella degli aceti.

Passando alla carta dei vini, qual’è la vostra “punta di diamante” o quello maggiormente richiesto?

La cantina è molto ampia, anche qui l’idea è stata di far bere tutti
bene, offrendo un’ampia gamma di fasce di prezzo (dai 10 euro a . . .
cifre importanti).

Per l’8 Marzo avete già previsto una qualche specialità?

Per l’8 marzo seguiremo la stessa idea di San Valentino: abbiamo deciso di lasciare agli ospiti completa libertà quanto alla scelta di cosa mangiare, senza obbligo di un menù già prestabilito.

Pasticceria: i dolci sono tutti fatti da voi?

I dolci come tutti i piatti del menu sono preparati da noi con materie prime di altissima qualità.

Attualmente in che giorni e orari della settimana siete aperti?

Attualmente siamo aperti solo a pranzo nelle giornate di venerdì, sabato e domenica.

AQUA FILM FESTIVAL 25-27 MARZO SU MY MOVIES E ALLA CASA DEL CINEMA DI ROMA

Su MyMovies.it e alla Casa del Cinema di Roma  

25, 26 e 27 marzo 2021

QUINTA EDIZIONE

Proiezioni gratuite

Si terrà a Roma, il 25, 26 e 27 marzo 2021 la quinta edizione di Aqua Film Festival, rassegna internazionale che vuole rappresentare, con lo strumento cinematografico e di documentazione, lo straordinario mondo dell’acqua nei suoi diversi valori e funzioni di utilizzo, per scoprire nuovi talenti cinematografici e nel campo dell’audiovisivo.

Le proiezioni del festival, organizzato da Universi Aqua Associazione Culturale no profit, si terranno, gratuitamente, sulla piattaforma internazionale di MyMovies.it, mentre la serata di premiazione (ancora in via di definizione se in presenza o meno) si terrà in streaming alla Casa del Cinema di Roma.

Direttore Artistico e fondatrice del Festival è Eleonora Vallone – pittrice, stilista, autrice, attrice di cinema, televisione e teatro, giornalista ed esperta di metodologie salutistiche in acqua. Un modo per valorizzare l’acqua non solo in chiave artistica e legata alla sua bellezza, ma anche per sollecitare i registi a denunciare i disastri legati alla poca attenzione al mondo dell’acqua.

Ricca la presenza di film, corti e documentari. Tra i corti che saranno presentati: ‘M(o)ai più plastica‘, di Dario Carotenuto Dario Catania, documentario breve che racconta quanto un luogo di turismo, amato come l’Isola di Pasqua sia diventato un enorme ricettacolo di plastiche e microplastiche responsabili di danni ingenti all’ecosistema. Quindi, il corto di animazione australiano ‘Lost & Found‘, di Andrew Goldsmith Bradley Slabe, dove un goffo dinosauro fatto all’uncinetto dovrà sbrogliarsi completamente per riuscire a salvare l’amore della sua vita. Altro corto di animazione, l’italiano, ‘Blu‘, di Paolo Geremei : un racconto dolce sull’autismo e la vita di un bambino che può cambiare per un colpo di vento, uno schizzo d’acqua e uno sguardo complice.

I cortometraggi in concorso provenienti da tutto il mondo sono divisi, a seconda della durata, in due sezioni: Corti (max 25 minuti) e Cortini (max 3 minuti). Fuori concorso la sezione di impegno sociale “Fratello Mare, Amico Fiume, Caro Lago” aperta a corti o cortini realizzati con smartphone che denunciano, con reportage anche di pochi secondi o minuti, qualsiasi tipo di attività irresponsabile che provoca inquinamento del mare, dei fiumi o dei laghi. PREMIO Speciale ENIT AQUA & TURISMO Numerose le menzioni speciali previste: Aqua & Ambiente per il miglior documentario e la menzione AquaGranda al cortometraggio su Venezia. Quindi, le menzioni Aqua & Isola, Aqua & Animation, Aqua & Thriller, Aqua & Music Aqua & Arch.

Importanti patrocini e partnership sposano il tema di Aqua Film Festival, tra cui, per il primo anno Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, che ha instituito il nuovo Premio ENIT Aqua &Turismo. Per il miglior film che coniughi ed esalti il turismo e la sostenibilità ambientale nei viaggi, con l’aggiunta di un apposito giurato . Primo anno di partnership anche con Federpesca con l’intento di promuovere la sostenibilità nel settore marittimo, mentre si consolida la partnership con MediCinema Italia Onlus che propone l’utilizzo del cinema a scopo curativo e riabilitativo presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. A causa delle precauzioni anti Covid-19 la sala cinema Medicinema Gemelli è chiusa, ma grazie all’alta tecnologia dell’ospedale verrà attivata una modalità che invierà il segnale all’interno dei monitor tv presenti nelle stanze di degenza, per permettere ai pazienti ricoverati di poter visionare una sintesi dei migliori film in concorso.

A margine del festival, anche l’ormai consueto Workshop “Filmare con lo smartphone” a cura di Francesco Crispino che sarà realizzato su piattaforma video a distanza. Una durata totale di 9 ore su 3 incontri, che si terranno mercoledì 7 aprile (dalle ore 17.00 alle ore 20.00); martedì 13 aprile (dalle ore 17.00 alle ore 20.00) e martedì 20 aprile (dalle ore 17.00 alle ore 20.00). Il workshop toccherà vari aspetti della ripresa con lo smartphone, dalle nozioni base delle tecniche di ripresa alla post-produzionee al termine verrà rilasciato un Attestato di Partecipazione. Non sono richiesti requisiti base, per iscrizioni: www.aquafilmfestival.org/workshop-aff5.

Il festival è patrocinato da: Unesco – Commissione Nazionale Italiana con il supporto di WWAP Unesco Risorse idriche mondiali, Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, UNICEF Italia, ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, Federpesca, Consolato Onorario del Principato di Monaco a Firenze, C.O.N.I. – Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Anica, Istituto Cine-Tv ‘R. Rossellini’, Unimed – Mediterranean Universities Union, MediCinema Italia Onlus, Nuovo Imaie, Istituto Svizzero. Partner dell’Aqua Film Festival, inoltre: Ancim – Associazione Nazionale Comuni Isole Minori, Marina Corazziari, Michelangelo Gioielli. Technical partner sono: Aquaniene, Artemare, Fenice Comunicazione. Media Partner: Spettacolo News. Sostenitori del festival: Fondazione Bio Architettura, Marevivo, Tevere Day.

Per maggiori informazioni

www.aquafilmfestival.org

aff@aquafilmfestival.org

www.facebook.com/www.aquafilmfestival.org/?fref=ts

www.linkedin.com/in/aqua-film-festival-il-cinema-dedicato-all-acqua-

Da domani arriva Roma 4 Roma, l’iniziativa che unisce i bartender romani

Si chiama “Roma 4 Roma”, l’appuntamento settimanale per tutto il bartending romano chiamato a raccolta per ritrovarsi, sostenersi e dare un segnale di fiducia in questo particolare momenti di difficoltà. Teatro dell’evento è il The Court, il cocktail bar di Palazzo Manfredi, l’hotel 5 stelle lusso in via Labicana 125. L’idea, sviluppata dal barmanager Matteo Zed, è una risposta alla chiusura limitata dei bar, a causa del Covid. “Le regole stabilite dai nostri decisori, oltre a limitare gli orari dei bar, hanno costretto, in alcuni casi, alla chiusura di parte di essi”, dice Zed. “Ho immaginato quanti clienti si saranno sentiti orfani del proprio bar preferito. Ho pensato, allora, di riunire alcuni bar qui al The Court. Per un giorno a settimana, il nostro bancone ospiterà un bartender della lista, che se numericamente non può contenere tutti, intende però essere simbolicamente rappresentativa dei bar romani, ora in grande sofferenza. Per nostra fortuna, nonostante tutto, il The Court è attivo e lavora. Mi piaceva poter condividere gli spazi, anche se per qualche ora, con altri colleghi, molti dei quali rimasti senza lavoro”, sottolinea il barmanager. L’iniziativa è supportata da una serie di aziende che hanno accolto con entusiasmo l’idea e che durante le serate omaggeranno la guest con alcuni regali. Gesti piccoli, ma significativi, per un settore in forte crisi.
Grazie agli sponsor i cocktail di Roma 4 Roma ha un prezzo calmierato rispetto allo standard del locale, tra gli 8 ei 10 euro, con l’aperitivo offerto dal The Court . “Quest’idea, senza la partecipazione più ampia possibile, non avrebbe senso – afferma Zed – Il problema erano i costi, che da noi sono certamente in linea con le altre strutture di pari livello, ma mediamente piuttosto elevati. Ho interpellato le maggiori aziende con cui lavoriamo e con cui gli altri barman hanno un forte rapporto di fiducia, ricevendo l’ok per procedere. Il supporto dei brand è stato fondamentale e li ringrazio per questo. Oltretutto le bottiglie avanzate, a fine evento, saranno lasciate alla guest, mi sembra quantomeno doveroso. Il nostro è un settore che ha bisogno di rimanere in piedi e di vivere e dimostrare unità d’intenti, ove possibile, un filo diretto anche con i clienti più affezionati, che sono quelli che sicuramente torneranno ad affollare il bancone quando tutto questo lungo periodo complicato avrà avuto termine ”. L’evento, infatti, è pensato anche per il pubblico,  “i clienti fanno parte a pieno titolo della comunità ‘allargata’ del bar – specifica Zed – mi sembrava giusto dare loro la possibilità di bere direttamente dalle mani dei loro bartender preferiti. Ci tengo a precisare che non si tratta della classica operazione di marketing, con la guest altisonante. Al nostro bancone si alterneranno bartender noti e meno noti, provenienti da diversi locali della Capitale ”.
Per questo Roma 4 Roma si svilupperà in più pomeriggi, ogni giovedì, a partire dalle 15:00 fino alle 18:00. Al momento sono state confermate 15 date, ma la programmazione è in continuo aggiornamento, per le numerose adesioni. Le nuove guest che saranno comunicate sui profili social del The Court .Per partecipare, nel rispetto delle attuali regole anti Covid, si prega di contattare il The Courtinfo@thecourtrome.it; Tel: 06 69354581

Calendario Roma 4 Roma  

4 febbraio 
The Chapter – Mario Farulla

11 febbraio 
Freni e Frizioni – Riccardo Rossi

18 febbraio 
Jigger – Roman Popovici + Buseto – Silvia Carpene

25 febbraio 
Drink Kong – Patrick Pistolesi

4 marzo 
Jerry Thomas – Andrea Pomo e Raimonda Basso Bondini

11 marzo 
Ru.de – Marco Zampilli e Christian Ricci

18 marzo 
The Barber Shop – Joy Napolitano

25 marzo 
La Punta – Roberto Artusio e Cristian Bugiada

1 aprile 
Empire – Pasquale Viscito + Stadlin – Daniele Arciello e Edoardo Coticoni

8 aprile 
Treefolk’s – Michele Ferruccio + Co. Così.- Giulia Castellucci

15 aprile  
Drink.it – ​​Valeria Bassetti e Emanuele Broccatelli

22 aprile 
Drop – Luca De Nardo, Jacopo Pitanti e Lukasz Kloc

29 aprile 
Latta – Daniele Armaro e Luca Giovanrosa

6 maggio 
Blind Pig – Egidio Fidanza e Mattia Ria + Tale – Ludovico Lembo e William Santamaita

13 maggio 
Acquaroof – Alessandro Simeone + Quintessa – Alessandro Clementini

Gli Sponsor:

PERRIER
SANPELLEGRINO
CAMPARI
MANCINO VERMOUTH
DISARONNO
TIA MARIA
MATUSALEM
DIFRUTTA
Roberto Cavalli Vodka
ICE CUBE
GINARTE
CAMELLIAS’S TEA HOUSE
THE BUSKER IRISH WHISKEY
DRINK IT
PALLINI
YSABEL REGINA

Covid: giovani imprenditori aprono ristorante a Roma

La sfida di Vincenzo Falcone e Gian Andrea Squadrilli: «Partiremo con asporto e delivery sfruttando social e Uber Eats per farci conoscere, a fine mese apriremo la sala con 100 coperti»

ROMA, 19 OTTOBRE 2020 – “In un periodo in cui il Covid cerca di privarci delle gioie quotidiane, proviamo noi a regalarvene una con un sorriso”. I giovani imprenditori  Vincenzo Falcone  e  Gian Andrea  Squadrilli annunciano così sui loro seguitissimi social network del loro primo locale a  Roma , in viale Isacco Newton 68. «Sfidiamo il periodo di restrizioni dovute all’emergenza sanitaria e apriamo“ Golocious Burger & Wine ”per dare un segno di speranza a tutto il comparto food ea tutto il territorio. Come insegna ci sarà una bocca sorridente, un auspicio di una pronta ripartenza per la ristorazione »spiegano i due.

Un gesto coraggioso, una sfida che partirà l ‘asporto  e il  delivery attraverso Uber Eats (oppure telefonando allo 0683651302), replicando un modello già funzionato con il locale aperto a Napoli il primo giorno della Fase 2. «Partire così ci darà opportunità di farci conoscere sfruttando a pieno le nuove tecnologie e la potenza dei social per entrare nelle case di chi non ci conosce. Un bel mese apriremo la sala con 100 coperti ».

Golocious Burger & Wine  promette di inondare la capitale della filosofia del food porn americano che però si distacca dal junk food per evolversi in prodotto d’eccellenza, frutto di constante ricerca delle materie prime e di studi sull’estetica. Aperto per cena, con ordinazioni dalle ore 18, propone un menù ad hoc: «Partiamo con 6 antipasti, 11 panini e 2 dolci scegliendo ingredienti che mantengono la qualità del prodotto anche portati a casa».

Per iniziare pepite fritte di maiale stirato selezione corbisiero impanate nei corn flakes e servite con salsa barbeque e fonduta di cheddar o la frittatina ai bucatini alla Nerano. Tra i burger spicca il “Suicide” (hamburger di macina golocious 200g, tirato di maiale selezione corbisiero, cheddar, bacon, insalata, pomodoro e salsa bbq), il “Carbonara” (hamburger macina golocious 200g, guanciale croccante, “carbocrema” e provola), il “Crispy” (hamburger di macina golocious 200g, cheddar classico, cheddar bianco, bacon croccante e salsa “crispy”) e l ‘“Iberico” (hamburger di rubia gallega 200g, cecina di rubia gallega, guacamole artigianale e cheddar extra maturo). «Il segreto sta nel bun: soffice, dolce e tiepido, al morso diventa burro».

Ai tre Golociuos aperti a Sorrento, Napoli e oggi Roma, se ne affiancherà un quarto, ancora a Napoli in via Cimarosa.

UFFICIO STAMPA | Alessandro Savoia | info@alessandrosavoia.it  | +39 3289159817