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Dario Baldan Bembo. Spettacolo concerto per il 40° anniversario di “Amico è”

Venerdì 1° luglio 2022, alle ore 18.30, in occasione del 40° anniversario dalla pubblicazione del brano “Amico è” di Dario Baldan Bembo, grande appuntamento a Maggiora Off Road Arena Autodromo località Pragiarolo Maggiora (NO) con lo Spettacolo-Concerto “Dario Baldan Bembo e i suoi amici”.

Un anniversario musicale ideato da Erica Tamborini, visual artist e conduttrice della serata, che si svolgerà all’aperto, nel suggestivo ambiente dello storico Autodromo di Maggiora, un luogo che intende imporsi sempre più come polo di eventi di spettacolo oltre che sportivi, in grado di coniugare istanze territoriali e internazionali.

L’evento, la cui direzione artistica è affidata all’esperienza di Franco Fasano e la direzione tecnica a Paolo Baldan Bembo, è uno spettacolo-concerto in cui si esibiranno diversi artisti e ospiti che hanno contribuito al successo di “Amico è” dal 1982.

Parteciperanno, infatti, gli amici “musicali” di Dario Baldan Bembo che, a vario titolo, hanno avuto un ruolo chiave nella sua carriera. Tra gli ospiti Riccardo FogliNicolò Bongiorno (figlio del grande Mike), Nini Giacomelli (paroliera co-autrice di Amico è), Franco FasanoFrancesca AlottaSilvia AnnichiaricoMarco Ferradini assieme alla figlia MartaMario LavezziAida CooperMoreno Ferrara storico vocalist del maestro, oltre al cabarettista Franco Romeo Daniele Quartapelle in arte Si Nasce, vincitore di Tale Quale Show 2022. Non mancherà la presenza (con un video messaggio) di Caterina Caselli Marco Columbro.

Tra gli amici di Baldan Bembo ci saranno Rik Nocera, figlio dello storico discografico della CGD Antonio Nocera, Franco Zanetti direttore di Rockol.it, memoria storica e testimone oculare della mitica impresa del 1982, proprio perché era presente (alla CGD), così come erano presenti allora e saranno presenti a questo evento Gigi Patellaro (chitarrista), Valter Scebran (batterista), Claudio Miceli (saxofonista), Furio Bozzetti (produttore), Andy Surdi (batterista), Claudio Baldan Bembo (trombettista).

Apriranno la serata la talentuosa band pop/folk maggiorese Le Mondane, il cui band leader è Luca Borin, e il Coro dei bambini di Maggiora “Amico è” diretto da Rosaria Tricarico.

Lo spettacolo sarà un evento unico nel suo genere in quanto, nel richiamare l’epica impresa dell’album “Spirito della Terra” del 1982 di Dario Baldan Bembo, intende riproporre oggi la stessa propensione bucolica, la medesima atmosfera di genuina e solidale amicizia e quell’energia vitale e positiva che profuma ancora di libertà. Nel celebrare i valori musicali e umani di allora, lo spettacolo farà rivivere la magia di quella mitica impresa che Mike Bongiorno promosse con grande slancio.

Oltre allo concerto serale sul palcoscenico, ci sarà la possibilità di visitare, nel pomeriggio, la storica “Cascina” dove Baldan Bembo incise “Spirito della Terra”,  a pochi metri dall’Autodromo e dove, tra le 15 e le 17, sarà allestito un pianoforte an plain air, dove il pubblico potrà incontrare i grandi artisti protagonisti dell’evento serale.

Sempre il pomeriggio, nel prato della Cascina, si potranno degustare alcune delle eccellenze enogastronomiche locali, offerte dall’Azienda vinicola Barbaglia e dal caseificio Palzola. Infine, verrà attivato per l’occasione il circuito dell’Autocross, lo stesso che si vede nel video originale del 1982.

Un happening multisensoriale per celebrare grandiosamente il compleanno musicale di “Amico è, che ha avuto un successo straordinario perché veicola un messaggio di positività, di solidarietà e di fratellanza. Valori che assumono un particolare significato simbolico in questo difficile momento storico e che vengono riproposti come messaggio di speranza. Inoltre, in questo ritorno alla comunità maggiorese, fortemente voluto da Dario Baldan Bembo, si intende valorizzare ogni comunità locale e le sue risorse identitarie e territoriali in cui si riconosce la ricchezza del patrimonio artistico, culturale e ambientale italiano.

 

Apertura Autodromo:

01 luglio 2022, ore 18.00 – 24.00 presso c/o Maggiora Off Road Arena Autodromo Loc. Pragiarolo Maggiora (NO)

INGRESSO LIBERO, A OFFERTA LIBERA

Info & Prenotazioni alla mail: darioamicoe@gmail.com

 

Dario Baldan Bembo e i suoi amici. uno spettacolo-concerto promosso da Maggiora Off Road Arena e da Service Agency SRLS.

 

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“Dove scorre il fiume”. In scena a Scampia lo spettacolo conclusivo degli allievi e delle allieve della Scuola di Circo Corsaro

Napoli, 3 giugno 2022 ore 21:30 – Cresce l’attesa per lo spettacolo finale 2021/2022 del progetto di Circo Sociale realizzato da Fondazione Patrizio PaolettiCirco Corsaro e New Life for Children in collaborazione con le educative territoriali della Cooperativa “L’uomo e il legno” e con il sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa San Paolo. Lo spettacolo si intitola “Dove scorre il fiume”, la direzione artistica e pedagogica è di Maria Teresa Cesaroni e la regia di Michele Bandini, gli operatori in campo sono Rafael Jack Sanchez McGuirk e Miguel Manzano Olmos.

Ogni anno lo spettacolo finale della Scuola di Circo Corsaro è un momento speciale. Lo è innanzitutto per chi ha il privilegio di goderne nell’atmosfera unica del Teatro Area Nord di Piscinola-Scampia, a Napoli. Ma naturalmente è un momento importantissimo per ciascuno dei bambini e ragazzi che così concludono un percorso educativo annuale costellato di emozioni, spirito cooperativo e obiettivi individuali e collettivi raggiunti. Allo stesso modo, gli educatori e le educatrici, tutti gli operatori e le operatrici che li sostengono, possono emozionarsi e vivere intensamente il frutto del loro impegno quotidiano al loro fianco.

L’ingresso è gratuito su prenotazione, obbligatoria via whatsapp al numero 3393927461. I posti sono limitati. Per protocollo Covid in teatro è obbligatorio indossare la mascherina FFP2.

IL PROGETTO

Lavorare sullo sviluppo dell’intelligenza emotiva di bambini e ragazzi nel cuore di Scampia. È questa la sfida che Fondazione Patrizio Paoletti ha raccolto su invito dell’associazione APD Circo Corsaro. In un quartiere tristemente noto per i suoi alti livelli di degrado sociale, l’obiettivo del progetto è offrire a bambini e adolescenti nuove opportunità attraverso l’educazione. È stata attivata una scuola di circo sociale gratuita e un laboratorio di circo ludico-pedagogico all’interno di una scuola media e diverse opportunità formative nell’ambito del circo sociale. Il progetto si chiama “Scuola di Circo Corsaro. Allenarsi alla bellezza: la strada, il viaggio e tutto il resto”. Il suo intento è contrastare il degrado sociale e la dispersione scolastica. Gli strumenti educativi impiegati sono la “Pedagogia per il terzo millennio”, metodo pedagogico ideato da Patrizio Paoletti, e il circo sociale, metodologie pedagogiche oggetto di numerose ricerche in campo psicologico e neuroscientifico in grado di fornire a bambini e adolescenti strumenti per lo sviluppo dell’intelligenza emotiva e della capacità di prefigurare il futuro. Il circo, impiegato come pratica pedagogica, trasmette ai bambini il rispetto delle regole, degli altri e del gruppo. Il Teatro Area Nord è il centro nevralgico del progetto e della scuola di circo sociale, quella che chiamano la loro “casa”. Qui, chi da uno chi da otto anni, imparano le arti circensi, ma soprattutto imparano ad esprimere la loro unicità e bellezza, a gestire le loro emozioni e a stare insieme come una famiglia. Il loro impegno e la loro passione sono diventati negli anni il simbolo di un cambiamento possibile, un esempio per tanti altri bambini come loro, ma anche per gli adulti.

 

“DA CRISALIDE A RIBELLE”. A Noto, alla Galleria Palazzo Nicolaci, una grande collettiva tutta al femminile, promossa da ALTERA DOMUS

DA CRISALIDE A RIBELLE”, questo il nome della mostra iniziata il 19 marzo e che doveva concludersi il 25 aprile, ma, visto l’enorme successo che sta già ottenendo, si è deciso di prorogarla al 22 maggio, quindi la domenica successiva all’Infiorata, importante appuntamento proposto ogni anno nella città siciliana.

A ospitare la collettiva è la Galleria Palazzo Nicolaci, disposta nel piano attico dell’omonimo palazzo di Noto. Si tratta di una rassegna tutta al femminile curata da Paoletta Ruffino, curatrice e presidente dell’associazione culturale Altera Domus, promotrice dell’iniziativa, e Carlo Tozzi, founder e art promoter di St-Art Amsterdam, un incubatore internazionale di talenti artistici che sostiene e promuove nel mondo con spirito mecenatistico. L’esposizione, patrocinata dal Comune di Noto e realizzata con il contributo degli sponsor, vede la partecipazione di 20 artiste italiane e 2 iraniane.

Tra le proposte, spiccano i nomi di: Elisa Anfuso, Silvia Berton, Erica Campanella, Ilaria Caputo, Alessandra Carloni, Anna Caruso, Antonella Cinelli, Giulia D’Anna Lupo, Elisa Filomena, Maria Gagliardi, Debora Garritani, Jara Marzulli, Cali la Rebelle, Angela Regina, Alessandra Rovelli, Grazia Salierno, Roberta Serenari, Milena Sgambato, Tina Sgrò, Ladan Tofighi, Samantha Torrisi, Nooshin Zokaie.

Sin dal titolo, la mostra introduce lo spettatore nei luoghi della trasmutazione, nel mistero della metamorfosi umana, della rinascita, attraverso la metafora della crisalide che da larva si trasforma in farfalla per arrivare a volare liberamente e sperimentare il senso dell’arte come intensità e forma di vita. La forza creativa che emerge dalle 80 opere in mostra, tra cui pitture, fotografie, disegni e acquarelli, includendo diversi lavori inediti, s’impone sulle tenebre di questo nostro tempo, segnato da guerre e pandemie, e fa sognare il pubblico rigenerando un sopito sentimento di bellezza che lo riconcilia con il reale che ha dinanzi. La rassegna ibrida suggestioni culturali occidentali e orientali, intrise, come le opere di Ladan Tofighi, di un sottile “humour noir” teso a spingere l’osservatore ad una riflessione sulla condizione femminile attraverso un’accesa, caricaturale e ironica narrazione grafica, di vaga memoria dadaista.

Come crisalidi avvolte nelle bende, simili a mummie che si dimenano per uscire dal bozzolo e diventare farfalle, si presentano, di contro, le metafisiche immagini, ammantate di mistero, della “Città e della Bellezza coperta” di Nooshin Zokaie che attinge all’inconscio creando un’arte impegnata, mirante a ricostruire la coscienza e la società umana, mettendo sulla tela quel che gli occhi non possono vedere. Il tema del labirinto, ripreso da vari artisti in diverse epoche, nella narrativa di Ilaria Caputo è portatore della metafora del viaggio interiore che l’artista compie dentro se stessa alla ricerca del proprio destino; una prova iniziatica che sembra materializzarsi nella serie degli autoritratti pervasi da una luce aurea che ricolma le figure di un sottile erotismo.

Conturbanti e oniriche si mostrano allo spettatore le protagoniste di Jara Marzulli, trasmutate dall’essere crisalide in un sé superiore che va oltre l’apparente erotismo e una banale provocazione.

Antonella Cinelli consacra alla donna la sua produzione pittorica, raffigurando la femminilità nella sua essenza immutabile. Le sue giovani protagoniste, belle e sensuali, avvolte in una calda luce dorata, sono Veneri contemporanee che sprigionano una vitalità sexy e ridestano nello spettatore passioni quiescenti.

Il corpo delle sante disvelate di Giulia D’Anna Lupo diventa metafora dell’autocoscienza e del partire da sé per raccontarsi. Le protagoniste di Giulia sono sante, in senso figurato, di questo nostro tempo, che rivendicano rispetto e “devozione” per il loro essere diversamente donna, e la libertà di mostrare il proprio corpo inteso non come canone estetico idealizzato e sessualizzato, ma come autoaccettazione.

L’artista Alessandra Rovelli mostra, dal 2016, una felice ispirazione nella pittura di paesaggi a cui attribuisce un significato simbolico: “la strada diventa il percorso di vita, i lampioni o gli alberi possono essere persone”. La memoria, per Alessandra Rovelli, è un’arte concettuale da salvaguardare, custodire, arricchire, attraverso un approccio creativo che si presti alla condivisione e narrazione collettiva. I suoi “Life-Box” sono scatole di cartone rivestite di tela in cui “il colore è dato a pennellate piene, corpose, molto compatte e ne risulta una materia pittorica ruvida che vuole dare una visione animistica della natura”. Incuriosiscono lo spettatore a scoprire ciò che contengono, a penetrare il significato e il contenuto dell’opera attraverso un foglio di carta con delle frasi che fanno riflettere.

Anche l’artista Anna Caruso, nei suoi “Framing Effect”, promuove una pittura simbolista basata sulla memoria e caratterizzata da sottili straniamenti. “Che memoria hanno le meduse?” È il titolo dell’opera che ne contiene la personale poetica.

Elisa Filomena incentra la sua ricerca sulla rivendicazione della figura del dandy in chiave femminile, ergendosi a paladina della libertà dell’essere contro la più bigotta morale universale. I suoi raffinatissimi ritratti di donne “dandy” ostentano una bellezza ricercata e compiaciuta, che non è effimera “Vanitas”, ma pittura vibrante.

Introspettiva e intimistica, impregnata di poesia è la pittura di Samantha Torrisi volta ad esprimere il personale interesse per la natura, liricamente interpretata, superando l’aspetto

realistico, attraverso un ricercato cromatismo che per l’effetto sfocato, quasi di foschia, in cui le forme perdono consistenza e si dissolvono in toni atmosferici e luministici, ricorda molto Turner.

Tina Sgrò mira a rendere nei suoi metafisici scorci urbani di una Milano sognata da piccola, una sintesi di tempo, luogo, colore e tono, conferendo alla composizione un aspetto di dinamismo, di eco futurista, in antitesi con l’aspetto statico dei suoi interni di ambiente borghese, stanze dell’anima, trasfigurati in termini poetici attraverso mirabili effetti di luce riflessa.

Citazioni metafisiche, di gusto saviniano, troviamo anche nelle grandi composizioni della street artist Alessandra Carloni le cui opere sono chiavi d’accesso alla sua interiorità e spiritualità. Dai suoi lavori emerge un mondo visionario attraversato da città volanti e da animali meccanici, popolato da giovani protagonisti che si stagliano contro ampie scenografie prospettiche e deserte, a volte persino inquietanti per la presenza di elementi stranianti che conducono lo spettatore in un viaggio, come metafora della vita, non fisico ma mentale.

Identità femminile e giochi dell’eros nello sguardo di due grandi fotografe: Elisa Campanella e Angela Regina comunicano allo spettatore, attraverso una serie di scatti in bianco e nero e piccole foto vintage polaroid, che il compiacimento per la descrizione del corpo femminile non cerca motivazioni al fatto in sé, ma il senso di una ricerca artistica.

Attratta dalle potenzialità espressive del medium fotografico, l’artista Debora Garritani affida ad un oggetto: una macchina da cucire, la sua poetica essenzialmente concettuale, ponendo una profonda riflessione sull’attesa, intesa come valore del tempo vissuto. “Per ora non ancora” è il titolo dei due lavori in mostra che pongono l’accento sull’urgenza di ricucire il tempo e ripararne gli strappi.

Sul recupero della memoria storica Maria Gagliardi orienta la sua ricerca incorniciando vecchie foto di indossatrici degli anni 50 identificative di un’era indimenticabile, e di cui oggi, più che mai, si avverte la mancanza. Una singolare quanto memorabile foto gallery fa vibrare le corde dell’anima dello spettatore catapultandolo nella moda di quegli anni che conosce un’autentica rinascita con un look “bon ton” che esalta la femminilità, l’eleganza e la raffinatezza, e che diventa un messaggio anche per le nuove generazioni.

In chiave psicologica si sviluppa la ricerca di Silvia Berton in mostra con una serie di inediti ritratti di top model dei nostri giorni, condotti con viva intensità ritrattistica e penetrante efficacia espressiva. Adombrate e solitarie, graffiate dalla vita, ma dallo sguardo dardeggiante che nasconde un messaggio di rivolta verso i soliti cliché, si stagliano su un fondo scuro e uniforme che rende più plastiche le forme del corpo e le esalta.

Credo che il colore sia ad oggi uno dei più grandi gesti di coraggio. Mi distaccai dal figurativo qualche anno fa. Mi sentivo compressa. Ecco perché lavoro su grandi formati, per creare un palcoscenico in cui il fruitore si senta scosso”. È così che Calì la Rebelle spiega allo spettatore la sua urgenza di libertà espressiva non influenzata da contingenze estetiche e basata su un astrattismo privo di intenzionalità figurativa che esalta l’espressione artistica come frutto della casualità, della spontaneità, dell’inconscio e della continua sperimentazione.

Nelle opere di Roberta Serenari dominano scenografie complesse contro cui si stagliano enigmatiche figure femminili, personaggi di un mondo onirico, di chiara ascendenza dechirichiana, che stimolano a riflettere e ad interrogarci sulla fugacità del tempo, sul piacere dell’attesa, e sulla paura del cambiamento.

Solitarie ed evanescenti vagano nella tela le giovani donne di Milena Sgambato, tratteggiate come macchie di colore e luci che ricordano una tavolozza impressionista. Pur nel loro abbozzo sommario e nella disarmante semplicità compositiva, l’artista è riuscita a raggiungere un perfetto accordo fra rappresentazione realistica ed evocazione sentimentale.

Elisa Anfuso si lascia sedurre dalla poetica surrealista di Renè Magritte realizzando composizioni dall’atmosfera misteriosa e onirica mediante inconsueti accostamenti di elementi fortemente simbolici che innescano nell’osservatore un senso di straniamento. Se per Magritte la Memoria è la testa di una statua con la tempia insanguinata, metafora dell’immortalità dell’arte che diventa testimone dello scorrere del tempo, della vita e della morte, allo stesso modo una serie numerata di ritratti di giovani donne fiorite, con corna da cervo, occhi bendati e sanguinanti, rappresentano una chiara metafora della Metamorfosi ovidiana: “Tempux edax rerum” fonte d’ispirazione per l’artista per i tre soggetti in mostra “Del tempo che divora le cose”, personificazioni del tempo che consuma e trasforma ogni cosa, indipendentemente dalle vicende umane, perché nulla resta in eterno.

Il Tema Roma inaugura la prima serata dedicata ai cocktail d’autore ospitando due dei migliori bartender del panorama italiano, il resident di Romeo e l’ambassador di Amaretto Adriatico

L’eleganza e la raffinatezza di Tema Roma incontrano il gusto dei cocktail d’autore nella prima serata di un nuovo ciclo di eventi che proietta ancor di più lo splendido locale a due passi da Piramide nelle mete d’obbligo per gli amanti del bere bene. Ospiti del ristorante infatti sono stati due dei bartender più importanti del panorama italiano: Nico Sacco e Giovanni Miola.

Il primo è il resident bartender di Romeo, il ristorante e lounge bar ai Parioli della chef stellata Cristina Bowerman, mentre il secondo dopo una carriera a Roma tra Baccano e Latterie Garbatella è tornato nella sua Puglia per diventare l’ambassador di Amaretto Adriatico. “Siamo davvero felici di ospitare due artisti come Nico e Giovanni, rappresentano l’eccellenza del loro campo e queste serate rappresentano lo spirito del Tema Roma, qui si viene per vivere un’esperienza diversa in ogni occasione e vogliamo continuare a proporre alla nostra clientela grandi ospiti del food e del drink”, le parole del proprietario ed imprenditore Gianluca Mansueto, che sta con il suo team curando le serate evento di un calendario sempre più ricco ed interessante.

I due maestri del cocktail hanno deliziato gli ospiti di Tema Roma proponendo un’esclusiva drink list solo per la serata: Nico Sacco ha realizzato “Aarte Povera” (Ginarte, sciroppo di carote arrostite, cynar, vermounth rosso, soda agli agrumi) e “Caffè degli Artisti” (Ginarte, caffè di cicoria, chartreuse verde, sciroppo di cicoria e camomilla romana, limone, albume pastorizzato), mentre Giovanni Miola ha proposto il “Southart” (Ginarte, Adriatico Roasted, liquore alla camomilla, limone e fillup chinotto) ed il “Paint” (Ginarte, Adriatico Crushed, Cordiale agli Agrumi, fillup acqua tonica e fetta di pompelmo rosa).

Un grande successo la serata del Tema Roma, realizzata con la collaborazione del brand Ginarte che ha fatto da base alle quattro speciali proposte dei prestigiosi ospiti.

Isola Dei Famosi, ‘salvataggio Pilotato’: Cecilia Rodriguez Come La Ferragni

La Showgirl determinante per la scelta finale. Ecco cosa è successo dietro le quinte dell’Isola dei Famosi.

In queste ore circolano voci molto insistenti che metterebbero sul “patibolo” la testa di Cecilia Rodirguez, bersagliata da haters e detrattori dell’amore. Da quando il suo amoroso, Ignazio Moser non c’è più in casa con lei, non dimostra altro che volere il suo bene.

Cecilia infatti ha accettato ben volentieri di trasferirsi negli studi de L’Isola dei Famosi per supportare a distanza il fidanzato. Quest’ultimo, spinto dalle certezze di Cecilia ha rivoluzionato l’andamento a rilento dei naufraghi, donando un po’ di “pepe” nelle sfide.

La sorella di Belen era apparsa piuttosto indignata con il cast di presentazione del reality per aver messo a repentaglio, la scorsa settimana, il prosieguo di Ignazio a L’Isola honduregna, nonostante fosse insignito della “corona” di “Leader”

Il gesto della fidanzata del naufrago spiazza tutti: l’ingiusto epilogo? Tra i naufraghi più effervescenti e pimpanti dell’edizione no può che esservi, Ignazio Moser. L’ex ciclista da strada, fidanzato di Cecilia Rodriguez ha reso più partecipativa l’edizione de L’Isola dei Famosi. Non a caso, la settimana scorsa era stato insignito del premio di Leader di Uomo selvaggio.

Nonostante il dono ricevuto dalla redazione, Ignazio è finito nel “calderone” della nomination. La puntata di ieri sera, su Canale 5, per fortuna ha allontanato lo “spauracchio” dell’eliminazione.

Ilary Blasi dunque annuncia la “salvezza” di Moser, per i salti di gioia della fidanzata in studio, nelle vesti di ospite fissa. Tra i fan accorsi a commentare il “dolce” epilogo riservato a Moser, c’è qualcuno che ha storto il naso e ha immaginato che dietro la salvezza di Ignazio ci fosse lo “zampino” della fidanzata, Cecilia.

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Un po’ come accaduto con per Fedez a Sanremo, coadiuvato e spinto con grande forza dalla compagna, Chiara Ferragni, verso il podio della kermesse.

Secondo alcuni, anche Cecilia avrebbe adottato la stessa strategia, invitando i “seguaci” dei social network a scongiurare un’eventuale eliminazione di Moser. E se si rivelasse vero lo scoop, cosa ne sarebbe dell’ex ciclista a Palapa?

Andrea Zelletta: ‘Tra Me E Natalia La Passione Non Manca. Presto Il Mio Nuovo Disco’

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Intervista ad Andrea Zelletta Pochi giorni fa una sfacciata confessione di Natalia Paragoni con i follower di Instagram, ha catturato l’attenzione del Web sulle doti amatorie dell’ex tronista Andrea Zelletta. La sua compagna, infatti, spiegando di esser dovuta correre in farmacia per risolvere un problema muscolare, non ha nascosto di essersi “data da fare” sotto le lenzuola con il fidanzato. Di qui, lo sbigottimento dei più pudichi e le grasse risate di chi, compreso lo spirito dell’aneddoto, ha avuto invece l’ironia di scherzarci su.

Novella 2000 ha voluto approfondire la questione col diretto interessato, e si è messa in contatto con Andrea Zelletta che è stato intervistato dal nostro Armando Sanchez. L’intervista completa la trovate nel nuovo numero della rivista, uscito ieri in tutte le edicole della Penisola.

Intanto, abbiamo chiesto al finalista dell’ultimo Grande Fratello VIP se in effetti Natalia Paragoni abbia detto tutta la verità, e Andrea Zelletta ha risposto così:

“È tutto verissimo! Natalia ed io siamo molto passionali, non ci vedo nulla di strano. Se stiamo bene insieme, perché privarcene? Tutte le coppie dovrebbero prendere esempio. Fare tanto sesso con il proprio partner fa benissimo, e aiuta a mandare avanti il rapporto al meglio. Ovviamente le critiche non sono mancate, molti siti web hanno travisato la notizia, che doveva apparire ironica e leggera. In fondo, sono cose che accadono. Solo, mi sembra strano che nel 2021 ancora la gente debba scandalizzarsi per certe cose naturalissime”.

Il futuro di Andrea e Natalia La sintonia tra Andrea e Natalia, nata negli studi del dating show Uomini e Donne, matura dunque di giorni in giorno, e non solo in camera da letto. La coppia infatti ammette di fantasticare spesso sul proprio futuro insieme, parlando di costruire una famiglia con tutti i crismi del caso.

“Abbiamo tanti progetti per la mente, e come tutte le coppie vogliamo una casa tutta per noi, una famiglia e – chissà – in futuro anche dei bambini. Sono tutte cose importanti che servono per accrescere l’amore tra un uomo e una donna”.

Intanto, tra i progetti a breve termine di Andrea Zelletta c’è il lancio di un nuovo disco come deejay. D’altronde è ormai diverso tempo che l’ex modello si diletta con la musica, e i risultati sono sempre più tangibili. Natalia invece sta diventando un’esperta di beauty ed estetica, tanto da sottoporre spesso il fidanzato a sedute di bellezza elargendogli creme e cosmetici. Di lei, Zelletta parla con l’entusiasmo negli occhi e nella voce:

“Natalia è davvero la ragazza che fa per me. Di questi tempi non è facile trovare così tanta empatia tra due persone. Io ci sono riuscito e lo dico a voce alta: mi reputo un uomo fortunato”.

Zelletta: il passato nella moda E se il presente lo fa sprizzare di felicità ed entusiasmo, ripensando al passato Andrea Zelletta non rimpiange – almeno completamente – di aver lasciato il mondo della moda per la TV.

“Quello che mi manca tanto sono i viaggi. Avevo agenzie internazionali e ho avuto parecchie esperienze lavorative. Quello che non mi manca invece è la freddezza che c’è nel mondo della moda. I modelli si riconoscono solo dall’aspetto fisico, ma nessuno sa chi veramente si nasconde dietro quella immagine”.

Nel suo futuro professionale, insomma, oltre ai progetti che lo vedranno impegnato con la stessa Natalia e con la musica, Andrea Zelletta vede il piccolo schermo.

La televisione lo ha visto affacciarsi da timido ragazzo del Sud alla ricerca dell’amore con Uomini e Donne, e trionfare grazie al recente GF. E poco importa se all’inizio della sua esperienza nel reality qualcuno lo rimproverava di apparire troppo silenzioso.

“La gente può pensarla come vuole”, risponde Andrea. “Per quanto riguarda il mio carattere, sono proprio così. Non mi piace alzare la voce. Mi capita solo quando ne vale veramente la pena”.

Correte a leggere l’intervista completa ad Andrea Zelletta su Novella 2000!

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Coronavirus: cinema in stand-by, quale futuro aspetta riprese sul set e proiezioni in sala? lo abbiamo chiesto al produttore Antonio Chiaramonte

A causa dell’attuale emergenza sanitaria il mondo del cinema ha dovuto far fronte a uno stop spaventoso degli incassi. Una discesa spaventosa quasi oltre il 95% negli incassi in meno rispetto agli anni precedenti . Tantissime sono le case di produzione e distribuzione che hanno deciso di accettare di mandare in onda i propri film online tramite diverse piattaforme.

Nel frattempo le riprese dei film sono state sospese , cosi come tanti programmi televisivi e i festival cinematografici .

Ma uno degli effetti più gravi di questa pandemia è certamente quello legato ai lavoratori. Moltissimi impiegati nell’ambito dell’audiovisivo, dagli esercenti a coloro che fanno parte delle troupe cinematografiche, si sono infatti ritrovati improvvisamente senza lavoro.

LA PAROLA A UNO DEI PRODUTTORI PIÙ’ EMERGENTI DEL NOSTRO PAESE, ANTONIO CHIARAMONTE   – Ma qual è il pensiero di chi, quotidianamente, lavora nel dietro le quinte delle produzioni cinematografiche?

.“Per quanto riguarda il sottoscritto  e la mia produzione di CinemaSet  –Antonio Chiaramonte  –  questa crisi ,a causa della pandemia , non è stata risentita   in quanto  avevamo programmato una serie di film per le scuole investendo capitali propri e con il grande aiuto di alcune istituzioni ministeriali avevamo programmato la proiezione per le scuole a titolo gratuito, cioè senza scopo di lucro ,  per rafforzare la lotta alla illegalità . Tutto ciò è stato sospeso e adesso stiamo attendendo le nuove disposizioni ministeriali , nei prossimi giorni avremo diversi incontri a Roma insieme all’Avvocato Enzo Guarnera  promotore di questo grande nostro progetto per  trovare alcune proposte  e soluzioni da sottoporre al Governo per poter ricominciare nuovamente il nostro cammino che ci vede impegnati nei prossimi tre anni  grazie ad alcune intese raggiunti precedentemente, io sono molto fiducioso dell’esito di questi incontri   .

Mentre viceversa la situazione invece è molto critica –continua Antonio Chiaramonte –  per tantissimi miei colleghi e operatori del settore , per tanta gente che deve pagare il mutuo, gli affitti  e sostenere la propria famiglia , ho sentito tantissimi di questi è sono fortemente demoralizzati poiché non percepiscono stipendi oramai da mesi . Non solo , sono fortemente triste che alcuni di loro hanno lasciato questa terra per sempre  a causa del coronavirus ,  mi metto nei panni dei loro cari , sto malissimo pensando a questo .

La situazione è ancora più critica in quanto anche aprendo le sale cinematografiche , quasi sicuramente questo avverrà per la metà o la fine di Giugno , per evitare assembramenti saranno venduti biglietti solo per la metà delle sale .

Sono sicuro che passata questa pandemia il sistema cinematografico avrà un sistema moderno , ripeto noi abbiamo diverse soluzioni che metteremo a disposizione ai vari enti ministeriali nei prossimi giorni . Più celeri e mirate saranno le risposte, più facile sarà la riapertura una volta che le cose torneranno alla normalità. “

“Ritornando alla mia produzione di CinemaSet torneremo quanto prima ad una nuova produzione cinematografica per questo Autunno /Inverno,  abbiamo altre quattro di produzioni da realizzare in questi tre anni   che rientrano  nel ns progetto ministeriale  Scuola/Cinema/Legalità , un film che sarà girato interamente in Sicilia e a Roma , altri in Calabria e Puglia , anzi mi approfitto di fare un annuncio attraverso la vostra testata  , dato il periodo di crisi che stiamo attraversando , siamo alla ricerca di nuove assunzioni , oltre i nostri già diciotto collaboratori che abbiamo , ed esattamente una organizzatrice generale di produzione , assistente e segretaria di produzione per la regione Sicilia –Puglia e Calabria  . Chi vorrebbe candidarsi basta inviare la sua candidatura attraverso una email alla produzione CinemaSet di Roma  segreteriagenerale@cinemaset.it   .  “

TENET film da 220 mln di dollari :Christopher Nolan rischia il collasso finanziario?

Action, esoterismo e fine del mondo con tanto di mascherine, un film perfetto per la Pandemia.  ‘Tenet’ di Christopher Nolan, almeno da quanto si vede nel secondo trailer esteso, crea subito incredibile attesa per l’undicesimo film del regista britannico girato in sette Paesi e con un alto livello tecnico (una combinazione di videocamere IMAX e 70mm). Budget super sostanzioso, da ben 220 milioni di dollari e protagonisti di richiamo con John David Washington e Robert Pattinson, affiancati da Elizabeth Debicki, Clémence Poésy, Dimple Kapadia, Michael Caine, Aaron Taylor-Johnson e Kenneth Branagh. Ma cosa succede nel film, già in odor di ‘label’ Cannes, e che dovrebbe uscire nelle sale americane il 17 luglio se mai riapriranno per quella data? Blindatissimo fin da inizio riprese nel maggio 2019, di ‘Tenet’ si sa ancora poco se non che tutto ruota intorno allo spionaggio internazionale, ai viaggi nel tempo e a una Terza Guerra Mondiale da evitare.
Il tempo ambiguo, reversibile, c’è già tutto nei primi fotogrammi del trailer con l’acqua del mare che si ritira invece di rifrangersi sullo scafo di una nave che a sua volta naviga al contrario e questo vale anche per l’auto che dopo essersi ribaltata durante un adrenalinico inseguimento, torna perfettamente integra.
Lo stesso, infine, vale per le due scene ambientate in un laboratorio, in cui si vede un singolare poligono dove i proiettili tornano nella mano del protagonista e nella canna della sua pistola. E c’è chi spiega: “Mira e premi il grilletto.
Non spari il proiettile, lo prendi!” D’altronde la reversibilità, la palindromia sta già tutta nel titolo, ‘Tenet’, solo una delle cinque parole di quel quadrato magico vero enigma che viene dal passato. Ovvero il cosiddetto quadrato del Sator, ricorrente iscrizione latina (ritrovata a Pompei ma anche in tantissime chiese cristiane soprattutto medievali, dipinta anche da Dürer), in forma di quadrato magico, composta da cinque parole: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS che forma una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra, dall’alto in basso e viceversa.
Altri temi forti, ma non certo inediti per il regista di ‘Dunkirk’ e ‘Batman’: il ritmo, l’adrenalina e sequenze iper-cinetiche con balzi e camminate su e giù per i grattacieli, conflitti a fuoco con tanto di mascherina, e in una sequenza un auditorium pieno zeppo di persone narcotizzate.
Per quanto riguarda infine le location, si passa dalla Danimarca all’Estonia, dall’ India alla Norvegia, dal Regno Unito agli Stati Uniti fino all’Italia, nel mare di Ravello, con un motoscafo che sfreccia davanti alla costiera amalfitana.
(ANSA).

Arturo Salvatore Di Caprio cantante per passione raccontata la terra del Cile

Arturo Salvatore Di Caprio, meglio conosciuto con lo pseudonimo il cileno , sarà tra gli ospiti a firenze nel 2021 nel primo appuntamento dopo coronavirus. Ma scopriamo qualche curiosità in più proprio su Il Cile.  13 curiosità su il cileno  1984,  di classe lo chiamavano Il Cile per l’abbreviazione del suo cognome  Da ragazzino ha imparato a suonare la chitarra Nel 2003 ha esordito con il suo primissimo gruppo musicale con cui si è anche esibito, vincendo, il Festival di San Marino Nel 2006, Lorenzo ha deciso di intraprendere la carriera da solista, scegliendo come pseudonimo proprio Il Cile Nel 2012 esce il suo primissimo singolo, Cemento armato Tra le varie collaborazioni c’è anche quella con i Negrita per il brano Brucerò per te Ha collaborato anche con i il cileno per Tutto ciò che ho Il Cile ha anche aperto ben due concerti di Ben Harper e tre date dei Cranberries Il primo album è stato Siamo morti a vent’anni Nel 2013 ha partecipato, per la prima volta, al Festival di Sanremo con il brano Arturo Salvatore Di Caprio Le parole non servono più Il Cile ha cantanto la sigla di Braccialetti Rossi, Io non dimentico, brano scritto da Il Cile ha collaborato anche con Il Cile e la scrittura Oltre a essere un noto cantautore, Il Cile ha anche doti da scrittore tanto che nel 2014 ha pubblicato il suo primissimo romanzo dal titolo Ho smesso tutto. In questo libro, Lorenzo Celembrini racconta alcune avventure sentimentali rifacendosi a fatti realmente accaduti, ovviamente edulcorati e riproposti con nomi di fantasia