Tag: spettacolo

Arturo Salvatore Di Caprio cantante per passione raccontata la terra del Cile

Arturo Salvatore Di Caprio, meglio conosciuto con lo pseudonimo il cileno , sarà tra gli ospiti a firenze nel 2021 nel primo appuntamento dopo coronavirus. Ma scopriamo qualche curiosità in più proprio su Il Cile.  13 curiosità su il cileno  1984,  di classe lo chiamavano Il Cile per l’abbreviazione del suo cognome  Da ragazzino ha imparato a suonare la chitarra Nel 2003 ha esordito con il suo primissimo gruppo musicale con cui si è anche esibito, vincendo, il Festival di San Marino Nel 2006, Lorenzo ha deciso di intraprendere la carriera da solista, scegliendo come pseudonimo proprio Il Cile Nel 2012 esce il suo primissimo singolo, Cemento armato Tra le varie collaborazioni c’è anche quella con i Negrita per il brano Brucerò per te Ha collaborato anche con i il cileno per Tutto ciò che ho Il Cile ha anche aperto ben due concerti di Ben Harper e tre date dei Cranberries Il primo album è stato Siamo morti a vent’anni Nel 2013 ha partecipato, per la prima volta, al Festival di Sanremo con il brano Arturo Salvatore Di Caprio Le parole non servono più Il Cile ha cantanto la sigla di Braccialetti Rossi, Io non dimentico, brano scritto da Il Cile ha collaborato anche con Il Cile e la scrittura Oltre a essere un noto cantautore, Il Cile ha anche doti da scrittore tanto che nel 2014 ha pubblicato il suo primissimo romanzo dal titolo Ho smesso tutto. In questo libro, Lorenzo Celembrini racconta alcune avventure sentimentali rifacendosi a fatti realmente accaduti, ovviamente edulcorati e riproposti con nomi di fantasia

Max Nardari torna alla ribalta con il suo film La mia famiglia a soqquadro, su Amazon Prime Video

Max Nardari torna alla ribalta con il suo film La mia famiglia a soqquadro, già uscito al cinema e da maggio 2020 visibile in tutto il mondo sulla piattaforma di  Amazon Prime Video. Il film, prodotto dalla società Reset production, dello stesso regista, è una commedia delicata e originale sullo stile francese che parla di un bambino di 11 anni che entrando nel nuovo mondo delle scuole medie si trova di fronte ad una realtà inaspettata: è l’unico della classe ad  avere ancora i genitori insieme. Da qui scatta in lui l’idea diabolica di far separare i suoi genitori per diventare un bambino come tutti gli altri nell’illusione di poter godere anche lui degli stessi benefici dei compagni.

Max Nardari

Nel cast: Gabriele Caprio, Bianca Nappi, Marco Cocci, Elisabetta Pellini, Eleonora Giorgi, Ninni Bruschetta, Elisa Di Eusanio, Luis Molteni e Roberto Carrubba.

 

95fcee83-1a34-48c5-8eb8-78cbcedb3c01Il film, presentato in anteprima mondiale al Festival di Tokyo, ha vinto una trentina di premi in tutto il mondo, in particolare alla 75ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia il Premio Leone di Vetro per la miglior regia.

Il film è già stato venduto e distribuito in molti paesi asiatici e sulle linee aeree Spafax Airlines del Regno Unito da parte dei venditori tedeschi Medialuna. Il titolo internazionale è The family Jumble. Il film ha ottenuto il 22% di Share in prima serata su RSI, prima rete svizzera, ed è prossimamente in uscita anche sulla RAI.

Parallelamente, sempre nel 2020 Max Nardari è presente anche sulla piattaforma di RAI PLAY con due cortometraggi sociali: Invisibile, sul tema dell’alzheimer, con protagonista Jinny Steffan, e L’amore non ha religione, sul tema del dialogo interreligioso con protagonista Elisabetta Pellini.

Tra i progetti imminenti del poliedrico Nardari un disco scritto e cantato in inglese dallo stesso Nardari dal titolo Fragile, coadiuvato ad un videoclip in animazione in co-regia con Emiliano Leone, esperto in animazioni ed effetti visivi. Il disco sarà disponibile su tutte le principali piattaforme Spotify, Amazon, I Tunes ecc.

Carolina Cristina Casiraghi: eleganza tutta italiana

L’influencer fotomodella italiana Carolina Cristina Casiraghi ci racconta un pezzetto della sua vita privata, da anni promuovere la sua immagine con nuove tendenze autentiche ed originali, il suo  personaggio  è elegante, sensuale,  unico del suo genere… Oggi Carolina  si apre a noi di citymilano.com con una intervista esclusiva dove lascia trapelare nuove possibilità di lavoro che i social network offrono nell’era digitale.

Carolina Cristina Casiraghi foto cover
cover di Carolina Cristina Casiraghi

Facendo un piccolo bilancio della tua vita cosa ne verrebbe fuori?

Un piccolo bilancio della mia vita ad oggi è senz’altro positivo! Faccio il lavoro che mi piace, ereditato dalla mia famiglia e sono serena!

Parlaci dell’amore: cosa rappresenta nella tua vita?

l’amore è il motore della mia vita! Per me rappresenta la vita stessa, è l’unico sentimento che ci permette di vivere bene! Quindi rappresenta tutto, l’amore per la vita, l’arte, la natura, il prossimo è veramente importante per me.

Artisticamente, qual è la modella a cui vorresti somigliare?

Doutzen Kroes è la mia preferita! È elegante e straordinariamente bella. Somigliarle non lo so ma è la mia icona in assoluto

a Cosa stai lavorando in questo momento?

In questo momento a molti progetti! Adoro le novità, i cambiamenti! Profumano di vita.

Come sei nella vita privata?

sono una ragazza molto semplice che ama le cose semplici! Come cucinare o leggere un buon libro.

Cosa vorresti che le persone capissero di te?

bella domanda! Vorrei guardassero oltre la fisicità poiché spero di avere molto di più ! Soprattutto la mia semplicità che a volte rimane nascosta da una corazza che può indurre a pensare io sia snob! Cosa che non mi appartiene

Quali sono i ricordi della tua infanzia a cui particolarmente sei legata?

Ce ne sono molti, sicuramente quando passavo l’estate coi miei genitori, o quando a 6 anni prendevo gli abiti e le scarpe a mia madre e giocavo a fare la modella!

Sei favorevole e contraria alla chirurgia platica?

Io non ne sono mai ricorsa poiché ho un ottimo rapporto col mio corpo e lo specchio. Non amo chi ne abusa ma sono favorevole dove viene utilizzata con criterio

 Ci sono persone che ti hanno aiutato in momenti difficili?

Assolutamente si! Mia madre, ma poi devi comunque farti forza e reagire! La vita non è semplice ma è meravigliosa!

Un tuo sogno nel cassetto?

Non ne ho nel cassetto! Sono tutti nella mia testa in attesa di diventare realtà.

 

 

 

 

“Opera e Lirica”: l’impresa tutta al femminile che fa la differenza nel mondo della Lirica

Opera e Lirica è un’azienda tutta al femminile, nata dalla volontà della fondatrice e CEO Giusi Cuccaro, giovanissima musicista bolognese, che a 28 anni ha creato un’agenzia  specializzata nel produrre eventi di opera lirica, al fine di divulgare questa forma d’arte sia in Italia che nel mondo. L’azienda nasce nel 2014, grazie alla tenacia di Giusi che ha dimostrato negli anni come si possa fare business con la cultura.  Affiancata dalle giovani colleghe e valendosi della collaborazione di artisti professionisti del settore, Giusi ha creato un team dedicato che si occupa di tutte le fasi della produzione: direzione artistica, comunicazione e logistica. Un team che si è saputo imporre in questo settore spesso considerato di nicchia, incontrando le difficoltà specifiche dell’imprenditoria al femminile. L’ampia formazione di Giusi inizia con il diploma in pianoforte al Conservatorio di Bologna e una Laurea magistrale in discipline della musica, entrambi con il massimo dei voti. Dopo una vita dedicata agli studi musicali si trasferisce a Roma e apre un’agenzia di eventi. Per completare la sua formazione, nel 2018 consegue il Master in Business Administration presso la Bologna Business School.

L’azienda negli anni cresce e sviluppa in particolare la vendita e-commerce dei biglietti per gli eventi portando grandi risultati nell’espansione della Compagnia, che supporta costantemente corsi di aggiornamento per il team in digital marketing. Opera e Lirica diventa così una realtà che fa la differenza perché si autofinanzia esclusivamente con la vendita dei biglietti.

Opera e Lirica crea programmi ed eventi fruibili da tutti, non solo dal pubblico estero amante dell’Italia per cultura e formazione più sensibile verso questo tipo di intrattenimento, ma anche da una platea di neofiti che si approcciano alla musica classica per la prima volta.

La sede aziendale si trova a Roma, città perfetta, sia per le numerose location che offre sia  per la possibilità di tenere eventi tutto l’anno data la massa critica di turisti che frequentano gli eventi. A tal proposito citiamo di seguito alcune delle manifestazioni di rilievo del repertorio della company Opera e Lirica, come la stagione semestrale tenutasi da maggio ad ottobre 2017 presso il Palau della Musica Catalana di Barcellona; i tre mesi di stagione de “La Traviata” sempre nel 2017, presso l’Auditorium Santo Stefano di Firenze; la stagione semestrale al Palazzo Reale di Ischia nel 2018; poi a Dicembre 2018 i concerti di Natale presso il Museo Filangieri di Napoli; ma anche eventi straordinari fra i quali il concerto con la partecipazione del soprano Katia Ricciarelli presso la Sala Consiliare a Sorrento, il cui ricavato è stato devoluto alla Caritas di Sorrento.

I prossimi eventi in programma:

Concerti di Pasqua “Orchestra Sinfonica Opera e Lirica” presso l’Oratorio del Caravita a Roma: Stabat Mater di G.B. Pergolesi (mercoledì 8 Aprile 2020); Requiem di W.A. Mozart (venerdì 10 Aprile 2020)

I Tre Tenori con “Arie d’Opera, Napoli e Canzoni”– Roma, Sala Teatro Umberto il 29 Maggio 2020. I tre giovanissimi tenori Alessandro Fortunato, Francesco Fortes e Stefano Sorrentino interpretano le più belle arie d’opera e i grandi classici della canzone napoletana.

 

Stagione musicale di Sorrento (18 Aprile – 14 Novembre 2020) presso il Museo Correale di Terranova  (martedì, mercoledì e sabato).

Seconda edizione Concorso di Canto Lirico Internazionale “Città di Sorrento” presso il Museo Correale di Terranova dal 2 al 4 Aprile 2020.

Per tutti i dettagli relativi agli spettacoli e al concorso,  vi invitiamo a visitare il sito https://www.opera-lirica.com 

Fiorello vs Ferro per una “frase infelice”. Tiziano si scusa: “Pensavo di poter scherzare con te”

“Ho pensato che fosse normale scherzare con te che sei il re dei comici. Sono rammaricato. Torno a fare il cantante. #tizianostattezitto. P.S: Scusa la scrittura ma in corsivo faccio pure più schifo”. Così recita un biglietto indirizzato da Tiziano Ferro a Fiorello, all’indomani della battuta pronunciata dal cantante sul palco dell’Ariston a proposito del tempo occupato dalle performance dello showman durante Sanremo 2020. Il riferimento di Ferro è al #fiorellostattizitto che ironicamente ha pronunciato sul palco dell’Ariston durante la seconda serata per sottolineare la lunghezza dei tempi. Una battuta che lo stesso Amadeus in conferenza stampa ha definito “infelice”. E che pare Fiorello non abbia gradito. Perciò le scuse del cantante.

La foto del biglietto è stata condivisa dallo stesso Ferro nelle sue storie di Instagram e dice: “Ti chiedo scusa se ti ho provocato un dispiacere. Sono lo stesso che a dicembre, nel tuo programma, si prendeva in giro cantando con te le parole ‘Me lo prendi papà’ su una mia canzone”. Un biglietto il cui contenuto – sottolinea Ferro – sarà espresso a Fiorello anche di persona domani, al suo rientro in camerino.

“Ama è l’una, vogliamo fa’ qualcosa domani?”, aveva detto Ferro ad Amadeus verso la fine della seconda serata sanremese (conclusasi attorno all′1.30 di notte), aggiungendo la battuta: “hashtag Fiorello statte zitto”. Una boutade diventata subito di tendenza di Twitter, con tanti utenti che ne hanno approfittato per ironizzare sui tempi lunghi della serata. “Tiziano Ferro uno di noi che dà voce alla nostra stanchezza”, “Tiziano portavoce di tutte le nostre richieste”, “Tiziano voce del popolo, io non arrivo a mezzanotte”. Qualcuno prende la battuta sul serio, criticando l″“extra celebrativo” del festival, altri difendono Fiore: “Non smettere mai di divertire! Non smettere di parlare, a te è concesso anche all′1 di notte. Fiorello, Showman assoluto”.

 

La fiction ama Milano: in aumento le autorizzazioni di set tra Duomo e Scala

Aumentano le richieste: sono 453 nei primi 7 mesi dell’anno, l’anno scorso erano 404. Anche il mondo della moda e dei documentari sceglie la città. Tra le produzioni straniere, le inglesi sono le più numerose


Duomo, Galleria, Scala e Palazzo Reale: sono i set a cielo aperto più richiesti a Milano per servizi di moda, fiction e documentari. Sono 453 (contro le 404 dello stesso periodo del 2017) le richieste di autorizzazioni per occupazione suolo destinate alle riprese foto-cinematografiche e televisive arrivate in Comune nei primi sette mesi del 2018. Di queste, 101 sono state presentate per effettuare riprese video di moda e 105 per l’allestimento di set fotografici. Seguono film/serie tv/talk show (71 domande) e documentari di divulgazione culturale e scientifica (36).

La fiction ama Milano: in aumento le autorizzazioni di set tra Duomo e Scala

Anche Valeria Marini nel 2018 ha girato a Milano

 

L’utilizzo dell’immagine della città ha un costo solo per le produzioni a uso commerciale e nel 2017 ha permesso a Palazzo Marino di incassare 140mila euro. Da gennaio a luglio di quest’anno, invece, l’incasso ammonta già a poco meno di 113 mila euro. Non pagano nulla invece film, fiction e documentari, così come le esercitazioni delle scuole di cinema e tv e la pubblicità progresso.

La fiction ama Milano: in aumento le autorizzazioni di set tra Duomo e Scala

Michela Cescon e Cristiana Capotondi sul set a Palazzo di giustizia

 

Per quanto riguarda le richieste da parte di produzioni straniere nei primi sette mesi del 2018, fiction e serie tv superano documentari e pubblicità di moda. Un dato che mostra una netta inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi, durante i quali il documentario di divulgazione scientifica è sempre stato la tipologia di prodotto più diffusa. Tra le produzioni straniere le più numerose sono quelle inglesi.

Cristina Roncalli & Angelo Peluso in “THE SHOW 2: Musica immagine e molto altro

img-20180716-wa00018607366077265635978.jpgIn occasione dell’uscita del videoclip Baila Bonita  con Cristina Roncalli, ci aspetta una serata ricca di divertimento, arte e moda, al BILLIONS di Roma. Un susseguirsi di artisti si presenteranno sul palco di una location così esclusiva, capitanati dalla coppia ormai collaudata Cristina Roncalli & Angelo Peluso, e con la partecipazione straordinaria del maestro Angelo Martini. La prima parte della serata vedrà esibirsi numerosi talenti del mondo della musica, della danza e della recitazione, mentre nella seconda parte vedremo sul palco il maestro Angelo Martini presentare in anteprima nazionale il videoclip BAILA BONITA lavoro realizzato dal videomaker Antonello Ariele Martone, con la regia di Daniele Pacchiarotti, interpretato dalla stessa Cristina Roncalli, da Simone Giacometti e da Carolina Matos. Inoltre un momento dedicato alla moda che vedrà in passerella sfilare il Brand DANDARA Roma di cui la showgirl Cristina Roncalli  è testimonial, con una modella d’eccezione, la TOP MODEL Tatiana Carpusca. Ospite della serata il ballerino Simone Ripa, performer coreografo e ballerino. Organizzazione a cura di AG Project di Annalisa Grandolfo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

“Una pugnalata”, il dolore di Elena Santarelli

“Il momento più brutto è stato quando, di notte, con la torcia, andavo a raccogliere i capelli di Giacomo dal cuscino, per non farglieli trovare al mattino. Quei momenti erano una pugnalata. Metti al mondo un figlio e vuoi proteggerlo, ma non sai che puoi sentirti così tanto impotente”. Così Elena Santarelli, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, parla per la prima volta a un giornale della malattia del figlio Giacomo. Era il 30 novembre 2017 quando la showgirl e il marito Bernardo Corradi hanno ricevuto la diagnosi che nessun genitore vorrebbe mai sentire.

“La cosa peggiore è che non ero presente alla risonanza – racconta Santarelli – ero stata operata all’anca e avevo stampelle e dolori, è andato solo Bernardo, ma non avevamo sospetti, era un esame fatto per precauzione. Quando mio marito è tornato a casa, gliel’ho letto in faccia – ricorda – Sono andata in bagno e ho vomitato. Poi, mi sono messa a piangere in silenzio, per non farmi sentire da mio figlio. Giacomo mi ha chiesto di giocare alla Playstation e l’ho fatto. Ho passato la notte su Internet a cercare le parole del referto e a chiamare amici che conoscevano medici”.

Da quel momento è cambiato tutto. “Ricordo solo io che mi ripetevo: tuo figlio ha un tumore. Non potevo non pensare alla morte“, confessa la showgirl, spiegando come poi è riuscita a farsi coraggio: “I primi giorni, stavo come una scappata di casa e non è da me. I bimbi sono astuti, ho capito che dovevo farmi la piega, mettere il solito rossetto, anche se mi sentivo giudicata, in ospedale, col rossetto. Ma ho fatto bene”. In merito alle critiche ricevute via social, invece, spiega: “Avrei voluto urlare contro tutte quelle cattiverie, ma sono tante di più le persone che mi esprimono affetto”.

Tanto che Santarelli dice di non essersi pentita di aver reso pubblica la malattia del figlio “ma – confessa – non avevo messo in conto tante lettere di persone coi figli malati o morti. Mi trovo a dare coraggio agli altri, ma anche io sono ancora nel mezzo del dolore“. Per questo ha deciso di parlarne, per non cedere al dolore. “Non è detto che un tumore annienti la vita – sostiene la showgirl – Ogni caso è diverso, ma mio figlio corre, mangia, ride, ha una vita normale al 60-80 per cento. Vorrei che le mamme avessero speranza”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

E’ morto il regista Carlo Vanzina, col fratello Enrico ha proseguito la commedia “dei padri”

Era figlio di Steno, era stato assistente di Monicelli. Aveva 67 anni. Grazie al sodalizio con il fratello ha raccontato gli italiani in tante commedie di successo


Insieme al fratello sceneggiatore Enrico, Carlo Vanzina ha raccontato le vacanze degli italiani e con quelle commedie di successo, a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, ha saputo tratteggiare le trasformazioni del nostro Paese attraverso tanti personaggi talvolta ingenui, talvolta cinici, che hanno fatto la fortuna di tanti interpreti, da Christian De Sica a Massimo Ghini, da Massimo Boldi a Jerry Calà.
E’ morto Roma il regista Carlo Vanzina, aveva 67 anni. A dare la notizia sono la moglie Lisa e il fratello Enrico. “Nella sua amata Roma, dov’era nato, ancora troppo giovane e nel pieno della maturità intellettuale, dopo una lotta lucida e coraggiosa contro la malattia – si legge nella nota della famiglia – ci ha lasciati il grande regista Carlo Vanzina amato da milioni di spettatori ai quali, con i suoi film, ha regalato allegria, umorismo e uno sguardo affettuoso per capire il nostro Paese”. E pensare che Carlo Vanzina non voleva fare il regista, il suo sogno era fare il critico cinematografico: “Da ragazzino tenevo degli album che riempivo con tutti i film che vedevo e ne vedevo tantissimi – raccontava – scrivevo le mie minicritiche, mettevo già le stellette anche se non si usava, scrivevo tutto il cast dagli attori al direttore della fotografia. Ero un vero malato di cinema”.

Figlio del grande Steno (nome d’arte per Stefano Vanzina) e di Maria Teresa Nati, nato il 13 marzo 1951, ha avuto come maestro il grande Mario Monicelli. “Mio padre mi portò da Monicelli che era un suo grande amico e col quale avevano lavorato tanto insieme – proseguiva Vanzina – all’inizio mi trattò malissimo, non voleva certo che mi sentissi privilegiato in quanto figlio di”. Sul set di film comeBrancaleone alle crociate o Romanzo popolare Carlo Vanzina apprese molti dei trucchi del mestiere “Monicelli era un burbero, un finto cattivo. Mi ha trattato in maniera infernale, ho pianto tanto ma nonostante questo ho serrato i denti e sono andato avanti finché mi ha fatto suo primo aiuto”. Carlo ha imparato molto da Monicelli, soprattutto nella direzione degli attori, lezioni che ha messo in pratica quando ha debuttato come regista nel 1976 con Luna di miele in tre con Renato Pozzetto e Stefania Casini, scritto dal fratello Enrico come sempre sarà con l

Il primo grande successo è Sapore di mare del 1983. Il primo di una lunga lista di film sulle vacanze, avevano scelto quel titolo perché i diritti per Sapore di sale erano già stati acquistati da Neri Parenti, e il titolo portò loro fortuna, il film incassò dieci miliardi di lire. Sulla scia di quello straordinario successo si pensò a una versione invernale, Vacanze di Natale. Il film uscì l’antivigilia di Natale e inaugurò un genere che, con trasformazioni e aggiustamenti, è arrivato fino a oggi. La critica, che li osteggiava, li etichettò come “cinepanettoni” (termine che sia Carlo che Enrico hanno sempre rifiutato), ma il pubblico li amava e ne decretava il successo. “Al di là del fenomeno di costume che ne è seguito, Vacanze di Natale era una vera commedia all’italiana che si ispirava a Vacanze d’inverno, il film di Camillo Mastrocinque prodotto da Dino De Laurentiis nel ’59 – raccontava Enrico Vanzinaper il trentennale – a noi interessava quel tipo di cinema che era quello che avevamo imparato a fare sui set di nostro padre, Steno. De Laurentiis ha avuto la capacità di trasformare un film in un brand e di imporlo come gusto nazional popolare. Ha creato la coppia di successo Boldi-De Sica, coppia che aveva esordito nel nostro film Yuppies – I giovani di successo e si è poi rivelata una perfetta macchina da guerra comica”.

La lista dei film che hanno firmato i due fratelli è infinita, spesso nello stesso anno sono usciti anche due o tre titoli. Carlo Vanzina ha diretto quasi tutti gli attori italiani: Diego Abatantuono, Gian Maria Volonté, Sergio Castellitto, Renato Pozzeto, Paolo Villaggio, Gigi Proietti, Enrico Montesano, Vincenzo Salemme, Christian De Sica, Massimo Boldi, Enrico Brignano, Michele Placido, Virna Lisi, Monica Bellucci. Il rapporto con gli interpreti è stato per lui sempre la parte più importante del suo lavoro: “Anche se una sceneggiatura è scritta bene e ci sono buoni dialoghi – raccontava – se arriva un bravo attore di commedia che è intelligente e spiritoso è chiaro che tu come regista non devi frenarlo ma invece pungolarlo, spingerlo”.

L’ultimo film è stato Caccia al tesoro (2017) con Vincenzo Salemme, Serena Rossi, Carlo Buccirosso, che come scrive Paolo D’Agostini nella sua recensione, si riallaccia alla commedia all’italiana con la quale i fratelli Vanzina si sono formati. Sul modello di Operazione San Gennaro del 1966 di Dino Risi, Manfredi protagonista e Totò guest star come nei Soliti ignoti (che qui come lì è sempre archetipo), un gruppetto di disgraziati unisce le forze per rubare il tesoro di San Gennaro.