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Stadio Roma, Parnasi interrogato per sei ore dai pm

L’interrogatorio, richiesto dai difensori dell’imprenditore arrestato, è iniziato intorno alle 16 nel carcere di Rebibbia e si è concluso a tarda sera. Riprenderà ancora in mattinata


E’ iniziato intorno alle 16 l’interrogatorio di Luca Parnasi, il costruttore finito in carcere il 13 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta sullo Stadio della Roma. E si è concluso, dopo sei ore, alle 22 per poi essere riaggiornato a domani mattina alle 9.30. Un atto istruttorio fiume che fa pensare che l’imprenditore abbia deciso di parlare. Non a caso, è stato lui a chiedere, tramite i suoi avvocati, Emilio Ricci e Giorgio Tamburrino, di essere sentito dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dal sostituto Barbara Zuin. Davanti al gip, nell’interrogatorio di garanzia, il costruttore, figura centrale dell’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma, aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

I magistrati, come emerge dall’ordinanza di custodia cautelare, sono convinti che il costruttore fosse il ‘dominus’ di un’associazione per delinquere che pur di perseguire i propri scopi si attivava erogando denaro e altre utilità “per superare eventuali ostacoli burocratici e amministrativi posti da parte della pubblica amministrazione e ogni possibile intralcio alle attività di impresa”.

Stadio della Roma, anche Malagò indagato: chiese lavoro per il compagno della figlia

L’incontro con Parnasi al circolo Aniene l’11 marzo scorso. Pochi mesi prima, il Coni aveva cambiato parere (da “non conforme” a “conforme”) sui parcheggi del nuovo impianto di Tor di Valle. Ma il numero 1 dello sport italiano smentisce: “Questa cosa non esiste”

ROMA – La Parnasi connectiontravolge anche il numero uno dello sport italiano, Giovanni Malagò che, in un decreto di intercettazione vistato dal pm in via d’urgenza lo scorso 25 maggio, risulta iscritto al registro degli indagati della procura di Roma. L’indagine della pm Barbara Zuin e dell’aggiunto Paolo Ielo ipotizza che Malagò avrebbe ottenuto “utilità” da Parnasi in cambio di un atteggiamento favorevole riguardo al progetto del nuovo stadio della Roma.

Queste “utilità”, secondo l’accusa, sono consistite nell’aver procurato un’occasione di migliorare la propria situazione professionale al compagno della figlia Ludovica, tale Gregorio. Agli atti c’è un incontro tra Parnasi, Malagò e Gregorio avvenuto al circolo Aniene l’11 marzo scorso. I due si incontrano all’Aniene e Malagò annuncia subito: “Dopo arriva Gregorio (il fidanzato della figlia, ndr), te lo volevo presentare. Se giù si fa qualcosa sono contento! Se non si fa, problemi per me non esistono!”

Alla fine “qualcosa” si fa: il 23 marzo alla sede di Eurnova si presenta Gregorio. Parnasi gli chiede se sia intenzionato a trasferirsi a Roma a parità di stipendio (4,5 mila euro al mese) e quello gli risponde di sì. Negli atti è ricostruito come pochi mesi prima, nel novembre 2017, il Coni abbia improvvisamente cambiato opinione – da “non conforme” a “conforme” – circa il progetto dello stadio della Roma in merito a una questione di parcheggio dello stadio.

Malagò, interpellato da Repubblica, smentisce tutto: “Questa cosa qui non esiste, non è mai esistita”.

Roma, nove arresti per il nuovo stadio: ci sono anche Parnasi, Lanzalone, Civita e Palozzi

Il costruttore in carcere, ai domiciliari il presidente di Acea, il vicepresidente del consiglio Regionale, Adriano Palozzi (Fi) e l’ex assessore regionale all’Urbanistica Civita (Pd). Ipotizzata una associazione a delinquere finalizzata alla corruzione nell’ambito del progetto per l’impianto a Tor di Valle. Gli indagati avrebbero ricevuto, in cambio dei favori agli imprenditori, una serie di utilità, tra le quali anche l’assunzione di amici e parenti


Nove arresti dei carabinieri nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo su un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell’ambito delle procedure connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma.

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Arrestato l’imprenditore Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto dello Stadio, e cinque suoi collboratori mentre ai domiciliari ci sono Luca Lanzalone, l’attuale presidente Acea (di cui il Comune detiene il 51%) che ha seguito, in veste di consulente per la giunta cinquestelle, il dossier sulla struttura che dovrebbe sorgere nella zona di Tor di Valle, il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi di Forza Italia, l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd).

Sono diversi e di diversa provenienza i politici arrestati stamattina all’alba dai carabinieri del nucleo investigativo. Nove in tutto le persone colpite da misure cautelari, sei in carcere e tre ai domiciliari, tra i quali politici e imprenditori: l’accusa degli inquirenti è che siano parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di condotte corruttive. Il tutto per le procedure legate alla realizzazione dello stadio di Tor di Valle.

La Nazionale Under 21 allo “Stirpe” di Frosinone contro la Russia, l’amichevole si disputerà il 14 novembre

Sarà il nuovo stadio Benito Stirpe di Frosinone, inaugurato lo scorso 28 settembre, ad ospitare l’amichevole tra la Nazionale Under 21 e i pari età della Russia in programma martedì 14 novembre alle 18.30. Lo annuncia la Figc
con un comunicato. Gli azzurrini di Luigi Di Biagio, che torneranno a giocare a Frosinone ad undici anni esatti dall’amichevole con la Repubblica ceca (si giocò al Matusa e finì 0-0), sono reduci dai successi nelle amichevoli con Slovenia, Ungheria e Marocco, seguiti alla sconfitta subita in Spagna il 10 settembre.

Brand e stile di vita, il Frosinone calcio guarda all’America

di Stefano De Angelis

Il Frosinone calcio non solo da tifare, ma da vivere e incarnare. Il nuovo stadio e il rafforzato assetto societario, d’altronde, impongono il salto di qualità sul piano dell’immagine, in Italia e all’estero. Sono questi i principi ispiratori della campagna di marketing e, soprattutto, di lancio del brand presentata ieri dal dirigente del club, Salvatore Gualtieri, uomo nuovo ai vertici con idee e obiettivi ambiziosi all’orizzonte per «casa Frosinone». Una parola che ha sottolineato più volte è stata internazionalizzazione.

Un Frosinone da esportare, insomma. C’è anche questo nei piani: varcare i confini locali e nazionali, intessere rapporti non solo commerciali e ragionare da grande società di calcio.

E’ in questa ottica che rientra il progetto di una tournée della squadra nella prossima estate. Sulle orme di Juve, Napoli, Milan e Roma, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto il Frosinone dovrebbe volare negli Stati Uniti e in Canada. Mai fatto finora. Una nuova dimensione per consolidare ulteriormente anche il concetto «giallazzurri nel mondo». Già sarebbero in corso contatti per fissare alcune amichevoli tra Boston e New York. «E’ vero, ci stiamo lavorando» ha confermato Gualtieri, direttore del marketing e della comunicazione, a margine dell’incontro. Intanto, il numero degli abbonati per la stagione in corso ha toccato quota settemila.

BRAND
«Sviluppo brand 2.0». È questo il nome dell’operazione per ramificarsi e creare il giusto feeling con tifosi e appassionati dei colori del Leone. Rilancio del merchandising con una serie di articoli targati Frosinone calcio, uno store nuovo di zecca e un rinnovato sito per l’e-commerce su cui è possibile acquistare gadget e prodotti ufficiali. «Parte da qui il nuovo percorso di sviluppo del brand – ha detto Gualtieri -. Il nostro intento è quello di creare uno stile di vita legato al marchio del club. Farne un simbolo identitario per rafforzare il senso di appartenenza». Al piano di merchandising del Frosinone ha lavorato Francesco La Torre, esperto del settore con collaborazioni con Juventus e Paris Saint Germain. «Il prodotto ufficiale – ha detto – è importante per un team. Significa fidelizzare, creare sinergia con i tifosi attraverso standard qualitativi. Abbiamo coperto varie categorie merceologiche e realizzeremo collezioni ad hoc per donne, uomini e bimbi». Dall’abbigliamento sportivo alle maglie ufficiali (costo 60 euro), dai berretti alle sciarpe, dai portafogli agli ombrelli, la scelta è variegata. «Stiamo lavorando anche su altre linee di prodotti».

LO STORE
Lo store si estenderà su una superficie di 150 metri quadrati nell’impianto «Stirpe». «Sarà un gioiello e farà la differenza – ha spiegato La Torre -. All’interno ci saranno tre vetrine e spazi espositivi su tutte le pareti. Sarà aperto insieme all’attivazione della piattaforma per l’e-commerce». Si punta ad inaugurarli tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. «Lo store – ha aggiunto Gualtieri – è il primo passo per far crescere il brand e per iniziare a diffonderlo. Puntiamo molto anche sull’esportazione per andare oltre il nostro territorio: abbiamo progetti importanti».

E-COMMERCE
Nuova veste grafica anche per il negozio virtuale dedicato alla vendita online dei prodotti. A illustrare le modalità di navigazione e di acquisto è stato Massimiliano Martino, responsabile del sito internet del club. «Diverse le novità introdotte, anche quella di poter esaminare nei dettagli ogni singolo articolo. Il sito contempla anche la versione in lingua inglese». Un altro passo per portare il Frosinone in nuovi mondi.

[VIDEO ESCLUSIVO] Lo stadio dei sogni: le spettacolari immagini del “Benito Stirpe” Le incredibili riprese svelano le bellezze dell’impianto che ospita le gare casalinghe del Frosinone

Nel giorno dell’inaugurazione dello stadio “Benito Stirpe”, impianto di ultima generazione e nuova “casa” del Frosinone Calcio, proponiamo un video esclusivo realizzato con il drone che svela agli appassionati giallazzurri (ma non solo) tutte le bellezze dell’opera. Un video realizzato da Eugenio Magnante per il nostro sito internet: riprese mozzafiato e una panoramica che vi lascerà a bocca aperta.

Grande atmosfera per il “battesimo” dello stadio in una giornata intensa ed emozionante che ha avuto come protagonista assoluto proprio lo stadio intitolato alla memoria del cavalier Benito Stirpe, padre dell’attuale presidente del club ciociaro Maurizio e già dirigente della Società canarina.

PESCARA – Nuovo stadio del Pescara: interviene anche Marotta

Uno stadio di proprietà anche per il Pescara. Un sogno concreto, che viaggia a lunghi passi verso la realtà: come riporta Sky Sport, si è svolto oggi un seminario che ha esposto il “Progetto 2021”, con protagonisti il presidente del club abruzzese Sebastiani, le autorità e gli addetti ai lavori. La nuova casa biancazzurra sorgerà nei pressi della Pineta Dannunziana e seguirà la linea tracciata dalla UEFA, che ha sempre dato grande importanza non solo agli impianti in sé ma alle zone limitrofe. Il 30 novembre è previsto un altro incontro al quale prenderanno parte anche il presidente del CONI Malagò e Beppe Marotta, amministratore delegato della Juventus, la prima società in Italia ad avere uno stadio di proprietà. 

Frosinone, nuovo stadio Stirpe: il paradiso dentro, l’inferno fuori. Caos viabilità e parcheggi

di Alessandro Redirossi

«Ma c’è stato un incidente?». La domanda più frequente fra gli automobilisti incolonnati in interminabili code lungo la Monti Lepini ieri, fra le 15 e le 19. Invece no, sai trattava dell’inaugurazione del Benito Stirpe. La “prima” per quanto riguarda la viabilità e i parcheggi è stata accompagnata da criticità e pesanti disagi. «Io devo andare all’ospedale» grida dall’auto una donna, esasperata dalla coda chilometrica. Un serpentone dal casello autostradale fino alla rotatoria di via Armando Fabi ha caratterizzato il pomeriggio. In via Fabi l’ingorgo, con gli automobilisti che hanno cercato di parcheggiare il più possibile vicino all’impianto sportivo. I più “furbi” hanno fatto il loro ingresso nell’anello in via dei Giochi Delfici e in viale Olimpia prima delle 15, ora in cui scattava il divieto di sosta a ridosso dello stadio. Quando la Polizia locale ha chiuso al traffico e alla sosta si è trovata di fronte una miriade di auto parcheggiate nonostante i cartelli di divieto apposti molte ore prima. Ieri, nel clima di festa per l’inaugurazione e visto l’impiego del personale dei Vigili per limitare gli accessi e dirigere il traffico in tilt, si è alla fine chiuso un occhio su tante auto in divieto. Ma dal capitano dei Vigili Tofani è arrivato un avvertimento: «In occasione della prima partita ufficiale di lunedì e per il futuro sarà impossibile parcheggiare qui, nell’anello dello Stadio. Verrà anche predisposta la segnaletica fissa e permanente prossimamente».
ASSALTO AL PALASPORT E PASS PER LO STADIO DEL NUOTO
Nel primo pomeriggio in molti hanno anche preso d’assalto il parcheggio del Palasport (che durante le partite sarà invece riservato agli ospiti). Scattata l’ora dei divieti, i Vigili non hanno permesso a chi non fosse munito di apposito pass di accedere all’anello del Casaleno e all’area del Palasport. All’ingresso di viale Olimpia anche i dipendenti dello stadio del nuoto che, muniti di casacche gialle, si sono recati ai varchi di accesso per garantire agli abbonati alla piscina (muniti di pass) l’ingresso nell’anello del Casaleno. Gran da fare per i Vigili e qualche polemica ai varchi di accesso al Casaleno, per bloccare gli automobilisti senza lasciapassare.
CAOS PARCHEGGI
Caos tutto intorno per i parcheggi. Lungo via Fabi si è registrato subito il sold out: posti polverizzati alle 15 e 30. È partito dunque l’assalto ai parcheggi dell’ospedale Spaziani, in particolare i più vicini al lato di via Fabi, che dà sullo Stadio. Fuori dalle strisce e in barba ai divieti in molti casi. Mentre la nuova area di sosta, quella che affaccia su via Calvosa e sul tribunale, è stata sottoutilizzata, con diversi posti rimasti liberi. Stesso discorso per la nuova strada, via Fanelli. Inaugurata mercoledì, poco conosciuta e senza cartelli indicanti lo stadio: in pochissimi l’hanno utilizzata per arrivare allo “Stirpe”. Mentre le vie interne dell’ospedale, via Fabi e soprattutto la Monti Lepini erano al collasso.
ROTATORIA BOCCIATA E MEGA INGORGO
Sonora bocciatura per la “giovane” rotatoria in corrispondenza dell’accesso all’ospedale su via Fabi. «Questa rotatoria non è l’ideale durante i giorni normali, con i mezzi pesanti che transitano a fatica – dice un esercente della zona – Figuriamoci con lo stadio». In particolare si è registrato un mega ingorgo attorno alle 18, quando un tir è rimasto incastrato in uscita della rotatoria. Per via del traffico, degli spazi ridotti della rotatoria e della contemporanea presenza di auto in divieto in uscita dalla rotonda. È stato così richiesto l’intervento dei Vigili per la rimozione di alcune vetture. Non sono mancati i disagi dentro la cittadella della salute, con pochi parcheggi a disposizione per i familiari dei pazienti nell’orario delle visite. E la consueta sosta selvaggia amplificata dal tutto esaurito di posti. Qualcuno saggiamente ha scelto piazzale Europa e una breve camminata per lo stadio.
I PARCHEGGI CHE SPARIRANNO PER LE GARE INTERNE
Prese di assalto anche viale Michelangelo e l’area di sosta nei pressi dell’Agenzia delle Entrate. Due zone che, però, non faranno da valvola di sfogo nelle partite ufficiali. Come annunciato in conferenza stampa mercoledì, con le indicazioni della Questura per il passaggio dei tifosi ospiti in via Michelangelo (vista l’assenza della strada di collegamento con viale Olimpia), non sarà possibile sostare nell’arteria che transita davanti al Conservatorio. Perdendo così oltre 800 posti auto. E non si potrà, come successo ieri, sfruttare il sentiero sterrato che dalle aree di sosta dell’Agenzia delle entrate permetterebbe ai tifosi di arrivare a piedi al nuovo stadio. Insomma, un vero caos per la “prima”. E lunedì, con strade chiuse e altri divieti che succederà?

Frosinone, inaugurato il nuovo stadio. Malagò: “Un gioiello, si segua esempio”

Frosinone, inaugurato il nuovo stadio. Malagò: "Un gioiello, si segua esempio"
Aperto il “Benito Stirpe”: potrà ospitare 16.000 spettatori. E’ il quarto impianto di proprietà in Italia dopo quelli di Reggio Emilia, Torino e Udine. Entusiasta il presidente gialloblù: “Aver realizzato quest’opera in un anno è tra le più belle cose compiute in vita mia”
FROSINONE – Il Frosinone ha finalmente la sua nuova casa. È arrivato il gran giorno del “Benito Stirpe”, lo stadio fortemente voluto dal presidente Maurizio e intitolato alla memoria del padre. Un progetto che parte da lontano e che ha portato all’ammodernamento del vecchio ‘Casalenò anche grazie al finanziamento da 8 milioni di euro, il 40% della spesa complessiva del progetto (20 milioni), ottenuto dal Credito Sportivo. Il nuovo impianto da 16 mila posti proietta il Frosinone in una ristrettissima elite visto che si tratta del quarto stadio di proprietà in Italia dopo quelli di Reggio Emilia, Torino (l’Allianz Stadium della Juve) e Udine.

STIRPE: UNA DELLE COSE PIÙ BELLE FATTE IN VITA MIA – “Ci sono ancora delle cose da sistemare – ha spiegato il presidente gialloblù – ma siamo soddisfatti per essere riusciti a centrare il risultato che ci eravamo prefissati. Infatti nella campagna abbonamenti abbiamo lasciato fuori due partite, eravamo ben consapevoli di saltare le prime due gare. Ma fatemi dire che l’aver realizzato questa opera in un anno, possiamo catalogarla tra le più belle cose che abbia visto nella mia vita imprenditoriale. È stato possibile arrivare a questo obiettivo perchè tutte le componenti hanno lavorato in una unica direzione”.

MALAGÒ: IMPIANTO MODELLO, SI SEGUA ESEMPIO – All’inaugurazione, oltre al ministro dello sport Luca Lotti, c’era il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il cui auspicio è che molti altri seguano l’esempio del Frosinone. “Questo impianto è un gioiello, andrebbe preso e copiato in tutta Italia, salvo le grandi città. In Spagna, Portogallo, Francia, Germania e Inghilterra è questo il modello di riferimento. E se molti presidenti non hanno pensato a fare quello che ha fatto Stirpe è perchè “hanno preferito investire, quando c’erano più soldi e avevano il vento in poppa, nell’ennesimo calciatore e non pensare a una casa nuova”. In altri casi, ammette anche Malagò, “si pensa a fare gli stadi dove esistono dei vincoli, oppure cambiano le amministrazioni

o le proprietà dei club” ma in generale “se si pensa a fare solo il risultato sportivo nell’anno in cui si è presidente, questa non è buona cultura sportiva. Io ho sempre investito nelle ‘casè, nelle strutture polifunzionali, con una visione che mi ha portato a ottenere risultati impensabili. Bisogna avere una mentalità da imprenditore ed essere anche una persona che ha una filosofia del calcio che va oltre il singolo risultato”.