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Santino Ferretti: l’importanza della sicurezza sul lavoro.

santono ferrettiUn tema molto importante in una società civile come la nostra, riguarda la sicurezza sui luoghi di lavoro. Infatti, uscire di casa per dare dignità alla propria vita attraverso il lavoro, è un diritto sancito dalla nostra Costituzione con il suo più famoso articolo: il primo. Detto articolo, nella parte iniziale afferma che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Se volessimo semplificare il tutto, potremmo immaginare la Repubblica, ossia lo Stato in cui il popolo è sovrano, come un architrave sorretto da due pilastri: la Democrazia e il Lavoro. Se venisse a mancare uno dei due piedritti, immediatamente la Repubblica crollerebbe e ciò poiché attraverso la Democrazia si riesce a dare le garanzie di libertà alle persone, mentre attraverso il lavoro si arricchisce la vita di dignità. In queste poche righe, si vuole porre l’attenzione su uno dei due pilastri e cioè sul Lavoro, che appunto, dovrebbe dare dignità alle persone attraverso la indipendenza economica ed anche attraverso la possibilità di poter esercitare ed esaltare le proprie specificità. L’aspetto può essere inquadrato sotto diversi punti di vista, tuttavia, in questa sede, vogliamo occuparci della sicurezza sui luoghi di lavoro, considerato che il numero delle morti bianche, oltre che essere cospicuo, rappresenta una pessima cosa per una società che voglia definirsi civile. Inevitabilmente, il lavoro è collegato al profitto e quindi, il ragionare su quest’ultimo aspetto, porta spesso a trascurare o addirittura a tralasciare volontariamente la sicurezza. Tuttavia, come in ogni altro ambito, dovremmo trovare un giusto equilibrio, in maniera da salvaguardare le vite umane da infortuni o addirittura dalla morte, pur tutelando il diritto al profitto. Talora, la mancanza di sicurezza, più che al profitto è legata alla carenza di una sana cultura, che spesso nel settore delle imprese rappresenta un peccato originale. Infatti, in Italia, per diventare impresa, spesso e volentieri, basta semplicemente iscriversi alla camera di Commercio. Le norme comunque ci sono, a partire dall’art. 2087 del Codice Civile, che recita testualmente: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro” Senza addentrarci nella spiegazione dell’articolo, risulta evidente, che la responsabilità ricade interamente sul datore di Lavoro. Responsabilità a parte, spesso si produce la sicurezza piuttosto che con le imposizioni, con una adatta cultura e soprattutto con atteggiamenti responsabili e consapevoli. A tal proposito il D.lgs 81/08, prevede che nei luoghi di lavoro, al fine di promuovere un atteggiamento favorevole alla sicurezza, si dia vita ad un Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), ossia ad una squadra di persone, con il datore di Lavoro in testa, che si occupi di analizzare i vari rischi presenti sui luoghi di lavoro, in modo da stabilirne le misure di prevenzione e protezione. La sicurezza sui luoghi di lavoro, non riguarda solo gli infortuni che avvengono all’improvviso e possono produrre inabilità o addirittura la morte, ma anche quegli infortuni che si materializzano nel tempo e che vengono chiamati con il nome di “malattie professionali”. Ad esempio lavorare in un ambiente rumoroso, può stressare il sistema nervoso e quindi nel tempo la persona, oltre ad avere problemi di udito, potrebbe avere fenomeni di depressione o di altro genere. Similmente in presenza di vibrazioni, gli organi vitali potrebbero subire dei danni irreversibili. Il costo per la società risulta anch’esso elevato, in quanto le persone sotto infortunio costano e quelle con inabilità permanenti devono essere sostenuti dallo Stato. Pertanto porre attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro, significa innalzare il livello di civiltà, ma anche ridurre i costi per la collettività. Nonostante il grande valore civile e le norme cogenti, le cronache quotidiane sono piene di notizie relative ad infortuni sul lavoro. In un recente passato, lo stesso Stato, che dovrebbe tutelare le vite dei lavoratori, ha considerato questo tema come un bancomat per rimpinguare le casse. Infatti, il tutto si limitava all’aspetto sanzionatorio, al punto che spesso, anche le imprese serie, venivano sanzionate e considerate fuorilegge. Nell’ambito delle costruzioni, ad esempio, hanno introdotto più figure, come i coordinatori in fase di progettazione ed esecuzione, che dovrebbero occuparsi del coordinamento tra imprese, giacché per l’art. 2087, ogni impresa risponde per i propri dipendenti attraverso il datore di Lavoro. Invece, i coordinatori sono stati e forse lo sono ancora, sanzionati anche per questioni non riguardanti il coordinamento, proprio per il principio che la sicurezza è diventata utile alla cassa. Questa logica, ha fatto nascere una controcultura, cioè quella che considera la sanzione un atto dovuto, pertanto vale la pena pagarla, metterla in conto, ma sentirsi poi sollevati nella coscienza rispetto alle azione da mettere in campo a tutela dei lavoratori. L’atteggiamento, a volte mostrato con arroganza da parte degli organi ispettivi, non ha certamente aiutato a far crescere una sana cultura della sicurezza. Lo strumento necessario, invece, dovrebbe essere quello della collaborazione, dello stimolo reciproco a far crescere una sana cultura del lavoro e della sicurezza, in una sorta di alleanza tra organi ispettivi, imprese e lavoratori, che tenda non a sanzionare, ma ad escludere le imprese che ignorano una tale cultura, che dovrebbe essere parte integrante del bagaglio aziendale. Anzi, al contrario delle sanzioni, dovremmo premiare chi si occupa di sicurezza, con incentivi fiscali o di altro genere, invertendo totalmente il punto di vista e rendendo, di fatto, la sicurezza qualcosa di percepibile e stimolante.

Renzi, appello ai cattolici: “Il centrodestra non è moderato

Il segretario Pd all’auditorium dell’istituto Massimo a Roma. “E’ vero, abbiamo discusso con una parte importante del mondo cattolico sulle unioni civili e sul biotestamento, ma noi siamo anche quelli della legge ‘Dopo di noi’ per il mondo dell’handicap, del terzo settore e della legge sul sociale”. E cita il caso del capitano De Falco

“Da Roma voglio dire al mondo cattolico di riflettere bene” sul voto del 4 marzo. “Faccio un appello alle persone che vivono le parrocchie e la realtà associative, perchè oggi abbiamo un bivio”, facciano una scelta di campo perchè “il centrodestra di oggi non è trazione moderata”.

Lo ha detto Matteo Renzi parlando all’Auditorium del Massimo a Roma, a una platea gremitissima, lanciando un appello ai cattolici di schierarsi col centrosinistra.

“Abbiamo avuto punti di discussione con una parte importante del mondo cattolico su temi come le unioni civili o sul biotestamento, ma noi siamo quelli della legge ‘dopo di noi’ per il mondo dell’handicap, del terzo settore, della legge sul sociale, quelli della legge contro lo spreco alimentare, sulla cooperazione internazionale”.

Renzi, appello ai cattolici: "Il centrodestra non è moderato"

“LEGA LADRONA, ROMA NON PERDONA”
“Lo dico ai romani: vi siete fatti dare dei ladroni per anni e poi li votate pure? Se votate centrodestra ricordatevi che sta guidando la Lega, non Berlusconi. Ieri ho mostrato a Napoli i cori di Salvini contro i napoletani. In questi anni il messaggio prima il Nord è stato dato da quelli che nei collegi del sud vogliono vincere le elezioni”.

SE UN CANDIDATO M5S PICCHIA LE DONNE, DOBBIAMO DIRE NO
“Noi non cavalcheremo la schifezza che abbiamo visto” per la vicenda dei mancati rimborsi e delle ricevute taroccate negli M5s ma “se c’è qualche candidato che mette le mani addosso alla moglie o alla figlia, su quello tutti insieme dobbiamo dire: no, mai. Sulla violenza non si scherza. Non possiamo rischiare di avere i nostri rappresentanti a quel livello lì. La lotta alla violenza contro le donne deve essere patrimonio di tutti”.

Renzi si riferisce, senza mai nominarlo, a Gregorio De Falco e alla vicenda rivelata dal Corriere della Sera: il capitano anti-Schettino del “Salga a bordo, c.” è stato denunciato dalla moglie per violenza nei suoi confronti e della loro figlia. De Falco è candidato con gli M5s al Senato, sia nel collegio uninominale di Livorno, sia come capolista nel collegio plurinominale Toscana 2.

“CREDIAMOCI E VINCIAMO, O SARA’ UN PROBLEMA PER L’ITALIA”
“Vi chiedo di crederci, di crederci fino in fondo. Andiamo a prenderci questa vittoria, smettiamo di piangerci addosso, andiamo a essere primo partito del Paese e primo gruppo parlamentare. O lo fa il Pd o è un problema per l’Italia”.

SU SICUREZZA E MIGRANTI NON PRENDIAMO LEZIONI 
“La sicurezza è tema importante, ma non dobbiamo restare sulla difensiva: in questi anni abbiamo avuto coraggio nelle scelte, e non prendiamo lezioni da chi vorrebbe espellere 600 mila clandestini, dopo averne sanati 640 mila con la Bossi-Fini. Noi non prendiamo lezioni dagli altri sulla sicurezza: sicuramente non basta quello che abbiamo fatto, ma va portato avanti, non interrotto”. Così Renzi, che ancora una volta imita la voce di Berlusconi che dice “il trattato di Dublino è atto scellerato”: “L’ho visto in tv che lo affermava – racconta il leader Pd – e dicevo ad Agnese: è vero, è atto sbagliato, e anche lei lo diceva, poi lui ha detto ‘l’ha firmato Renzi’… no, no,  l’ha firmato lui”. E aggiunge: “Se qualcuno in campagna elettorale viene a chiedermi l’abiura perché abbiamo salvato migliaia di vite umane, non lo farò mai. Posso aver perso un punto nei sondaggi ma non posso perdere davanti ai miei figli l’umanità”, aggiunge.

“Bisogna intervenire sulla sicurezza, ne serve di più, ma non bisogna metterla insieme al tema immigrazione: non mi interessa se sei un pusher nigeriano o un tramviere milanese: se hai ucciso una donna devi passare i tuoi giorni in galera. Quelli in camicia verde, qualcuno dei quali è un pistolero della domenica, quando erano al governo hanno tagliato fondi alla sicurezza, noi abbiamo investito”.

NON PRENDO LEZIONI DA TRUFFATORI ED EX ONESTI
“Ci hanno accusato per anni di essere in mano alla massoneria ma ne hanno più loro…e allora mi sento di dare la mia solidarietà alla massoneria”, così ancora Renzi agli M5s. “Scelgono di restituire 23 milioni di euro agli italiani: è un pieno diritto. Il loro è stato un investimento pubblicitario, perché ci hanno fatto una campagna di comunicazione. Ma se vogliono la lotta nel fango, dico che noi abbiamo abolito il finanziamento pubblico, e quindi se facciamo a gara quelli che hanno restituito più soldi agli italiani finisce 6-0 6-0 per noi. Noi abbiamo restituito più di quello che avete restituito voi”, e sottolinea Renzi: “La mia indennità da presidente del Consiglio è la metà di quello che prendeva Di Maio dopo aver restituito”.

“Ci offendono e ci dicono tutto per anni, poi vengono beccati a fare i bonifici e photoshopparli come un truffatore qualsiasi. E allora dico: siete il partito degli ex onesti”, prosegue Renzi. “Sugli indagati siamo orgogliosi di aver detto che l’avviso di garanzia non è una sentenza: e lo diciamo oggi a Roma dove Virginia Raggi è sotto processo: ci auguriamo che sia innocente. Noi non abbiamo la cultura barbara giustizialista, noi siamo diversi”,

Teramo, passeggeri feriti sul bus

Il mezzo della Tua è stato coinvolto in un tamponamento, nulla di grave. L’azienda sospende per precauzione l’autista

CHIETI. Ferimento lieve di alcuni passeggeri di un bus Tua di servizio sulla tratta Teramo-Giulianova in un tamponamento avvenuto ieri alle 7,10. La notizia è stata resa nota dalla stessa società dei trasporti che ha sospeso precauzionalmente il conducente del bus. Tua spa riferisce che al ricevimento del rapporto informativo sull’accaduto, ha avviato le procedure per accertare dinamica e relative responsabilità nominando un’apposita commissione d’indagine.

Teramo, sequestro milionario per frode fiscale

Teramo, sequestro milionario per frode fiscale

Nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Teramo è stato disposto un sequestro milionario per presunta frode fiscale. Chiesto il rinvio a giudizio di due imprenditori del posto.

La Guardia di Finanza ha effettuato il sequestro preventivo di conti correnti e immobili per un valore complessivo di quasi un milione di euro. Tra i beni sequestrati c’è anche una villa di pregio circondata da 7000 metri quadri di terreno. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Teramo, titolare del fascicolo il pm Silvia Scamurra. L’ipotesi è che si tratti di un vasto e articolato sistema di frode fiscale, basato sulle attività di prestanome e realizzato mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti (per circa 3 milioni di euro). Un sistema che, negli anni, avrebbe consentito di evadere imposte dirette e Iva per centinaia di migliaia di euro. Nell’inchiesta figurano due società teramane operanti nel settore del commercio di tovaglie e prodotti per la pulizia, oltre ad alcune imprese da fuori regione. Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle hanno consentito di risalire al patrimonio dell’ideatore della frode, l’uomo sarebbe l’amministratore delle due società teramane. Il patrimonio sequestrato era formalmente intestato a società “schermo”, ma di fatto si trovava nella disponibilità dell’amministratore attraverso la stipula di contratti di locazione fittizi. Due le richieste di rinvio a giudizio per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Teramo, serra di marijuana in casa: arrestato FOTO

IMG_6730.jpgGli agenti della squadra mobile di Teramo hanno arrestato nelle scorse ore un 40enne nella frazione di Rapino (generalità non fornite) per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti I poliziotti hanno individuato nel terreno adiacente la sua abitazione una serra all’interno della quale l’uomo aveva organizzato, secondo la Questura di Teramo, una vera e propria centrale di produzione di marijuana. Nella serra sono state rinvenute 5 piante di marijuana di varie dimensioni per un peso complessivo di 2,4 chili. All’interno dell’abitazione è stato rinvenuto anche un bilancino di precisione. L’uomo è stato messo agli arresti domiciliari a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Teramo, evasione milionaria:

la Finanza sequestra conti e una villa Scoperta una frode fiscale realizzata da due società operanti nel settore del commercio di prodotti per la pulizia mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti

GUARDIA-DI-FINANZATERAMO. Sequestro preventivo di conti correnti ed immobili per un valore complessivo di quasi un milione di euro, tra cui una villa di pregio con annesso terreno di 7mila metri quadrati, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Teramo (titolare del fascicolo il pm Silvia Scamurra) e affidata alla Guardia di Finanza. Le indagini hanno permesso di scoprire un vasto e articolato sistema di frode fiscale, basato sulle attività di prestanome e realizzato mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti (per circa 3 milioni di euro), che negli anni avrebbe consentito di evadere imposte dirette ed Iva per centinaia di migliaia di euro. Il sistema vedeva il coinvolgimento di due società teramane operanti nel settore del commercio di tovaglie e prodotti per la pulizia e di altre imprese con sede in diverse regioni italiane, con le indagini svolte dalle Fiamme Gialle che hanno consentito di risalire al patrimonio dell’ideatore della frode, individuato nell’amministratore delle due società teramane. Patrimonio formalmente intestato a società «schermo», ma di fatto nella disponibilità dell’amministratore attraverso la stipula di contratti di locazione fittizi, e posto sotto sequestro su disposizione del gip. Due le richieste di rinvio a giudizio per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni oggettivamente inesistenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Teramo, concorso autisti 118. La Asl replica: “Fatto tutto secondo la legge”

Teramo, concorso autisti 118. La Asl replica: “Fatto tutto secondo la legge”

Verificheremo, subito dopo la prova scritta, la veridicità delle dichiarazioni presentate dai candidati”.

Il direttore amministrativo della Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, risponde così alla richiesta di delucidazioni relative alconcorso per autisti del 118 che ha visto, a fronte di 240 domande presentate, escluderne 87 e ammetterle con riserva 153.

Ed era stata proprio la dicitura della motivazione della riserva a suscitare non poche perplessità visto che era la stessa con la quale erano stati esclusi alcuni candidati.

Il requisito dei 5 anni di esperienza maturata in enti pubblici o in aziende private”, prosegue Di Giosia, ribadendo come tutte le procedure siano state eseguite nel rispetto della normativa, “è stata la condizione essenziale per l’ammissione al concorso. Per quanto riguarda invece la certificazione dell’attestato, ci siamo attenuti in questa prima fase alle dichiarazioni rese dai candidati, in modo da accelerare la procedura del concorso, salvo poi verificare il possedimento dei titoli subito dopo la prima prova”.

Bisognerà, dunque, aspettare la prova in programma il 26 ottobre – pratica ma scritta perché così ha deciso la commissione – prima di dare il via ai controlli delle certificazioni presentate sebbene, come confermato dallo stesso direttore amministrativo, la Asl di Teramo abbia posto un quesito alla Regione per chiedere se eventuali titoli rilasciati da altri enti possano essere equiparati a quello previsto dall’accordo Stato/Regioni inserito nel bando, penalizzando però quanti non hanno potuto partecipare al concorso proprio per la mancanza di queso requisito.

Inoltre Di Giosia spiega come la dicitura della motivazione dell’ammissione con riserva inserita nell’elenco dei candidati che potranno svolgere la prima prova sia la stessa di quelli esclusi poiché il programma online non consente di mostrare ulteriori dettagli relativi alle domande che, conferma, sono state tutte analizzate con attenzione per verificare la presenza dei requisiti necessari.

E sul fatto che dal concorso siano stati esclusi alcuni autisti che hanno già prestato o prestano ancora lo stesso servizio, tramite l’agenzia di lavoro interinale Etjca, Di Giosia non transige.

“Noi abbiamo chiesto alla società personale con una qualifica specifica”, conclude il direttore amministrativo, “non sta a noi verificare se le persone assunte abbiano o meno i requisiti richiesti”.

Invade il campo  Daspo a tifoso  del Teramo  

BASSANO. Era già successo nel 2016 e quest’anno si è replicato. Il match Teramo-Bassano ai tifosi abruzzesi è costato un altro Daspo per invasione del terreno di gioco e una sanzione amministrativa che potrà ammontare fino a 8 mila euro. Il gruppo di ultras domenica è arrivato allo stadio Mercante già su di giri, tra loro anche M.P., 28 anni, ovviamente di Teramo, volto noto alle forze dell’ordine, il più agitato di tutti. Già durante la partita il tifoso ha insultato gli addetti alla sicurezza, arrivando pure a sputargli addosso. Tutto quanto è stato registrato dalle videocamere installate nel centro sportivo e gestite dal nuovo box della polizia di Stato (GUARDA IL VIDEO).

 

La parte più concitata è arrivata all’ultimo minuto di recupero. I giallorossi stavano vincendo 1 a 0, quando un attaccante del Teramo ha segnato il gol del pareggio. Gli ultras abruzzesi a quel punto sono esplosi, in primis M.P. che si è arrampicato sulle reti di sicurezza che delimitano la zona di  gioco, le ha scavalcate e ha invaso il campo per alcuni minuti, infrangendo una regola ferrea. Per l’invasione è stato richiesto un Daspo per tutte le manifestazioni sportive che potrà andare da 1 a 3 anni, con obbligo di firma. Mentre per gli sputi e le ingiurie agli addetti alla sicurezza gli verrà comminata una pesante sanzione amministrativa. Gli agenti del commissariato sono già al  lavoro per mettere in campo misure di sicurezza straordinarie in vista del match contro la Triestina in programma domenica prossima, gara che si preannuncia rovente.

F.C.

Evade dai domiciliari per andare a prostituirsi: arresto bis

Era stata arrestata dai carabinieri, poco più di un mese fa, a Martinsicuro (Teramo), perchè nell’auto su cui si trovava con un uomo erano stati rinvenute cocaina e marijuana e il giudice le aveva concesso i domiciliari nella sua abitazione di Montesilvano (Pescara). La 47enne brasiliana, però, ha pensato bene di non rispettare la disposizione, e dunque di evadere, per andare a prostituirsi. I militari del nucleo investigativo del reparto provinciale di Teramo l’hanno infatti rintracciata sulla Bonifica del Tronto (Teramo) ed arrestata per evasione, scoprendo nel contempo una seconda abitazione dove la donna era solita ricevere i clienti. Il magistrato le ha concesso di nuovo gli arresti domiciliari.

Teramo, uomo trovato senza vita a Villa Pavone

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Un uomo è stato trovato senza vita in tarda serata a Villa Pavone a Teramo, nelle vicinanze della casa cantoniera. Il 47enne, L.D.F., da una prima ipotesi sarebbe deceduto per cause naturali. Sul posto polizia e 118. L’uomo, a quanto appreso, soffriva di una grave patologia che ne influenzava lo stato di salute, oltre a soffrire di depressione