Tag: TERREMOTO

Consegnate 1.042 casette a terremotati Protezione Civile, 3.700 ordinativi per 51 Comuni

Terremoto: attività commerciali e rientri ad Arquata del Tronto(ANSA) – ROMA, 10 OTT – Sono 1.042 le casette consegnate ad oggi agli sfollati delle quattro regioni del centro Italia colpite dai terremoti dello scorso anno. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile sottolineando che sono 436 le soluzioni abitative d’emergenza (Sae) consegnate ad Amatrice, 188 ad Accumuli, 210 tra Cascia e Norcia, in Umbria, 207 in 5 comuni delle Marche (Arquata del Tronto, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Monte Cavallo e Pieve Torina) ed una a Torricella Sicura, in provincia di Teramo, in Abruzzo.
Complessivamente, secondo i dati forniti dalle Regioni, sono 3.699 le casette ordinate da 51 comuni: l’Abruzzo ne ha ordinate 246 per 13 comuni; il Lazio 827, per 6 comuni, le Marche 1.843 per 29 comuni e l’Umbria 783 per 3 comuni. Sul sito del Dipartimento è possibile consultare la mappa interattiva sullo stato di avanzamento dei lavori.

Terremoto, scossa tra Siena e Pisa: migliaia di persone in strada

Una scossa di magnitudo 3 è stata registrata alle 13.36 di oggi dall’Ingv nel comune di Pomarance, nel Pisano, in Alta Valdicecina, a circa 8 chilometri di profondità. Il sisma è stato distintamente avvertito dalla popolazione ma non ha causato danni. In molti però a Pomarance, Castelnuovo, Volterra e in altri centri abitati della zona hanno sentito la terra tremare e si sono riversati in strada. L’epicentro del sisma è stato individuato in località Bulera in prossimità di una faglia dove confluiscono terreni con caratteristiche diverse tra loro: uno è geotermico, l’altro no.

Nuovo sciame sismico in Abruzzo: epicentri a Campotosto, Rocca Di Mezzo e Scanno

1507360262827.jpg--nuovo_sciame_sismico_in_abruzzo__epicentri_a_campotosto__rocca_di_mezzo_e_scanno.jpgABRUZZO. In quasi 24 ore 6 scosse di terremoto di lieve entità si sono registrate in Abruzzo tra Campotosto, Rocca di Mezzo e Scanno.

Non si registrano danni e non sono quasi stati avvertiti dalla popolazione che ormai da oltre un anno rivive l’incubo del terremoto e della ricostruzione.

La prima scossa è stata registrata ieri alle 11.14 a Campotosto con magnitudo di 2.4.  Poi più nulla fino a stanotte all’1 quando l’epicentro si è spostato a Scanno.

All’1.21 e poi alle ore 2.20  Scanno ha tremato: magnitudo di 2 e 2.3.

Poi nuova replica all’alba alle ore 5.22 sempre a Scanno, questa volta un pò più forte: magnitudo 2.7.

Alle 6.30 nuova scossa di 2.4 a Rocca di Mezzo.

La profondità si aggira quasi sempre intorno ai 20 chilometri tranne per Rocca di Mezzo che è stata stimata dall’Ingv a 8 chilometri di profondità.

Si tratta di zone distanti tra loro diverse decine di chilometri ed è probabile che si tratti di fenomeni non correlati. A guardare però la mappa dei fenomeni sismici degli ultimi giorni si nota chiaramente come tutti gli epicentri sono allineati sui monti degli Appennini (notoriamente zona molto sismica) e man mano sembra spostarsi sempre più verso sud, percorrendo l’Abruzzo che va appunto da Campotosto a Scanno per proseguire anche in Campania.

 

L GRAN SASSO INVASO DA 2 MILA SUPERCAR: IL SUCCESSO DEL RADUNO DRIVE EXPERIENCE

L’invasione di auto del Drive Experience 2017

L’AQUILA – Oltre 4 mila persone, più di 2 mila automobili, 3 mesi di organizzazione, 3 posti d’onore, per altrettanti grandi nomi nel mondo delle auto sportive; e ancora, equipaggi da tutt’Italia, dal Lussemburgo, dalla Svizzera, dalla Germania, oltre un chilometro e mezzo di coda in autostrada, tra Ferrari, Porsche, Lamborghini, Alfa Romeo e tante altre supercar.

Questi i numeri del quarto raduno “Drive Experience Day”, organizzato dal pilota e videorecensore aquilano, ex collaboratore di AbruzzoWebDavide Cironi, nel piazzale Marco Simoncelli, a Fonte Cerreto (L’Aquila), lo stesso che ha fatto della sua passione un lavoro di successo, colmando un gap editoriale tutto italiano: “Produciamo auto senza eguali in Italia, ma non le sappiamo raccontare”, il suo mantra.

Un successo consolidato e accresciuto negli anni: si è passati dalle 300 persone del primo evento alle oltre 4 mila di quest’anno, tanto che non è stato possibile fare il consueto giro tra gli scorci del Gran Sasso, per problemi di viabilità.

“Non siamo riusciti a fare il giro, la polizia ci ha chiesto di non partire e restare nel piazzale per non causare il blocco del traffico – ammette l’organizzatore – Far spostare oltre 2 mila auto tutte insieme, sarebbe stato impossibile. Tra le 9 e le 11 il casello di Assergi della A24 ha registrato più di 1.900 macchine, tanto che, nel fare il punto sulla viabilità, l’emittente Rtl ha detto che il traffico era bloccato a causa di un importante evento automobilistico, con oltre un chilometro e mezzo di coda sull’autostrada! Il parcheggio straripava, c’è chi per venire ha dovuto lasciare l’auto lungo la strada per il Vasto, a oltre un chilometro e mezzo dal piazzale”.

Una risposta straordinaria da ogni parte d’Italia, ma anche dall’estero. “Gli equipaggi più lontani sono arrivati dalla Svizzeria, dalla Germania, dalla Sicilia e dal Lussemburgo con una Giulia Quadrifoglio, che l’anno scorso è stata la macchina ufficiale e safety car per questa quarta edizione – spiega – Avevamo provato a farci dare il piazzale dell’Aeroporto dell’Aquila per avere più spazio, perché ci aspettavamo molte più persone rispetto agli scorsi anni, ma non è stato possibile. Per la prossima edizione proveremo a organizzarci diversamente: l’assessore comunale allo Sport Alessandro Piccinini, è rimasto colpito dai numeri che riusciamo a spostare con eventi simili, vedremo per il 2018”.

L’evento è, da sempre, gratuito e quest’anno è stato messo in piedi anche grazie al sostegno degli sponsor, Sabelt e Hertz Audio e Drive Experience. “Per la quarta edizione abbiamo avuto anche il patrocinio del Comune, oltre agli sponsor, mentre nei tre anni passati no – aggiunge Cironi – È nato come evento gratuito e ci tengo che resti così anche per il futuro”.

Macchina ufficiale dell’evento 2017, una Lamborghini Huracan Performante, che il pilota aquilano ha testato per 5 giorni sulle strade di Campo Imperatore (L’Aquila).

Un biglietto da visita importante per il Gran Sasso e per l’intero territorio, che si presta particolarmente a questo tipo di turismo; il 9 luglio scorso, gli stessi paesaggi che hanno fatto da cornice al test drive di Cironi, hanno ospitato Matt Le Blanc, ex protagonista della serie Tv Friends, per una puntata di Top Gear, lo show televisivo internazionale tra i più noti in ambito di macchine e velocità.

Tre gli special guest di quest’anno, Loris Bicocchi, attualmente stimato il miglior collaudatore di supercar al mondo, l’uomo dei 400 all’ora, che ha lavorato fino a poco tempo fa con Bugatti, dopo aver fatto la storia della Lamborghini, creato la Pagani Zonda, tirato su le prime Koenigsegg e abbattuto innumerevoli record; Gian Luigi Picchi, noto pilota automobilistico italiano e campione europeo turismo con Alfa Romeo GTA nel 1971; Antonio Buttarazzi presidente Abarth Centro Italia, vincitore di 17 titoli italiani, 3 giri d’Italia ufficiali col gruppo Fiat Abarth ed oltre 1200 gare disputate in Italia ed Europa su pista, salita e rally, più di 100 vittorie a livello internazionale.

“Ho conosciuto Loris 2 anni e mezzo fa – ricorda Cironi – abbiamo legato molto e ora lavoriamo a tanti progetti insieme, stiamo anche scrivendo un libro. Insomma, lui per me è molto importante non solo sul lato professionale”.

Davide Cironi, 30 anni da compiere, è un esempio di come inseguendo i propri sogni, partendo da zero e senza alcuna spinta, si possa arrivare a raggiungere traguardi importanti. “Non ho memoria di come sia nata questa mia passione per le auto e i motori, probabilmente ci sono nato – spiega – Il mio non è stato un percorso già segnato, me lo sono dovuto costruire giorno dopo giorno, combattendo con il coltello tra i denti”.

Un percorso che, a soli 23 anni, lo ha portato a lavorare a Maranello, a scrivere un libro sulla Lamborghini Miura, che ha avuto un successo a livello mondiale, ma il giovane pilota non dimentica da dove è partito. “È iniziato tutto all’Aquila, ho solo seguito il mio grande amore, pensavo fosse importante scrivere in modo diverso delle grandi sportive”.

“Forse il mio merito è stato quello di far riscoprire la purezza di ciò che c’è dietro le macchine sportive, non solo i soldi e il marketing. A livello editoriale mancava questo: l’auto sportiva sta iniziando ad essere vista piu come macchina da sfoggiare che non come macchina da guidare per un amante delle prestazioni – conclude – Ho solo spiegato questo, andando a colmare una nicchia che in Italia era vuota”.

Latina, scossa di terremoto 2.8: paura tra i residenti scuole evacuate

Una scossa terremoto di magnitudo 2.8 è avvenuta a Latina Scalo (4 km da Sermoneta) alle 8,57 con coordinate geografiche (lat, lon) 41.53, 12.95 ad una profondità di 5 km. La scossa è stata avvertita in tutta la zona, ma anche a Latina città. Il terremoto è stato localizzato dalla Sala Sismica INGV-Roma.

Alcune persone sono scese in strada per paura dopo aver sentito il forte movimento, specialmente ai piani più alti.
La scuola Aldo Manuzio è stata evacuata per precauzione.

L’epicentro (latitudine 41.53,longitudine 12.95) è proprio nel cuore di Latina Scalo, al termine di via delle Primule, una traversa di via Carrara. Precauzionalmente la scuola dello Scalo è stata evacuata e la dirigente ha chiesto alle famiglie di andare a riprendere i bambini e contemporaneamente ha avviato una verifica dei locali. Al momento non vengono segnalati danni a cose o a persone.

Nella lista dell’Ingv il terremoto viene localizzato a Sermoneta perché è il Comune più vicino all’epicentro (4 km), mentre sono 8 i km di distanza dal centro di Latina. La scossa registrata alle 8.57 di questa mattina è stata rilevata a 5 km di profonondità.

Terremoto, false residenze per ottenere i fondi: 120 indagati

Oltre 120 persone sono state indagate dalla procura di Rieti in un’orribile vicenda – purtroppo, l’ennesima – che ha a che fare con il terremoto del centro Italia dello scorso 24 agosto.

Nei mesi successivi, secondo l’ipotesi accusatoria dei magistrati reatini, sarebbero state decine i romani con seconde case ad Amatrice o ad Accumoli che avrebbero spostato la residenza nei Comuni terremotati pur di ottenere il Contributo autonomo di sistemazione. Un fondo che lo Stato assegna ha chi ha perso la propria abitazione e che può arrivare, a seconda del numero, dell’età e della presenza di persone disabili del nucleo famigliare, fino a 1300 euro al mese. E che hanno richiesto in molti fra chi possiede una casa di vacanza nel cratere sismico e chi magari vi ha ancora mantenuto la residenza ma è domiciliato – e quindi ha effettivamente la prima casa – a Roma.

Le verifiche sono scattate dopo che qualcuno si è accorto della sproporzione fra l’enorme numero di domande presentate per accedere al Cas e la popolazione effettivamente residente. I Comuni colpiti, infatti, accolgono un enorme numero di seconde case: basti pensare che ad Accumoli dei 2500 sfollati, 2000 erano in vacanza. Le verifiche, però, sono state rese difficili da una circostanza tanto banale quanto ovvia: è molto difficile dimostrare che qualcuno sia effettivamente residente in una casa inagibile per via del terremoto. L’aumento esponenziale di domande di trasferimento di residenze dopo le prime scosse, però, ha destato dei sospetti e ha fatto scattare l’apertura delle indagini.

Ora il procuratore Giuseppe Saieva, svela il Messaggerosta per chiudere le indagini con leipotesi di truffa e falso e già c’è chi spera di cavarsela restituendo l’importo indebitamente incassato (e senza sapere che questo non lo esime affatto dal rispondere a tali accuse)

Pirozzi: “Dove sono finiti i 33 milioni degli sms?”. Procura di Rieti aprirà fascicolo

Pirozzi: "Dove sono finiti i 33 milioni degli sms?". Procura di Rieti aprirà fascicolo

Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice

Dal palco della festa di Fratelli d’Italia, il sindaco di Amatrice alimenta un dubbio ripetuto nelle ultime settimane e espresso anche in un comunicato: “Ad Amatrice giungono soldi ma non dagli sms da due euro che vanno a finire altrove”. La Protezione Civile: “Non è sparito un euro, donazioni nella contabilità del Commissario straordinario”. Il procuratore capo Giuseppe Saieva: “Al momento non c’è alcuna ipotesi, si tratta solo di verificare il percorso fatto dalle donazioni. L’indagine avrà vita breve”

Intervenendo ieri sul palco di Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi ha colto l’occasione per condividere in pubblico un rospo che proprio non gli va giù, un dubbio che aveva manifestato in modo meno ufficiale nell’ultimo periodo: che fine hanno fatto i 33 milioni di euro di aiuti alle popolazioni terremotate del Centro Italia raccolti con le donazioni via sms? Il sindaco Pirozzi ha detto chiaro e tondo che quei soldi non sono mai arrivati a destinazione. Il giorno dopo Pirozzi rincara, con più durezza, su Rainews24: sulle donazioni alle popolazioni terremotate attraverso il numero solidale 45500 in questo anno trascorso è “stata tradita la volontà dei cittadini. un errore grave che mette in discussione il meccanismo della solidarieta”.

Terremoto, Pirozzi (sindaco Amatrice): “Su donazioni via sms tradita volontà dei cittadini”

Dubbi che hanno iniziato a far muovere anche la Procura di Rieti. “Stiamo valutando cosa fare, abbiamo sentito cosa ha dichiarato il sindaco di Amatrice” dichiara all’Ansa il procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva, annunciando per domani l’apertura di “un fascicolo a modello 45 (registro degli atti che non costituiscono una notizia reato, ndr) e sentiremo anche cosa ha da dire in più il sindaco. Al momento non c’è alcuna ipotesi, si tratta solo di verificare il percorso fatto dalle donazioni. Sappiamo – sottolinea il procuratore capo -, che quei fondi sono nella disponibilità della Protezione Civile, quindi l’indagine avrà vita breve”.

Da parte sua, la Protezione Civile a intervenire, assicura che “nessun euro donato dagli italiani è sparito. I fondi raccolti, come stabilito nel Protocollo d’intesa con gli operatori della comunicazione e della telefonia, nonché dalla legge 229 del 2016 che ne disciplina il funzionamento, sono destinati a interventi in favore dei territori colpiti dal sisma”. Il  Dipartimento aggiunge che le donazioni sono “nella contabilità del Commissario straordinario” e rimanda al sito della Protezione Civile per “l’elenco dei progetti approvati nella seduta del 17 luglio scorso dal Comitato dei Garanti” dove sono indicate anche “tutte le informazioni sul funzionamento del numero solidale 45500”.

La dichiarazione a microfono aperto del sindaco arriva poche ore dopo il riferimento infilato, nero su bianco, in un comunicato del Comune di Amatrice in cui si notificava il trasferimento di complessivi 1.663.006,53 al Commissario straordinario per la ricostruzione “di alcune strutture fondamentali per la Città”. Somma, scrive il sindaco, “giunta ad Amatrice per volontà di tante brave persone che ci sono state vicine” in risposta all’iniziativa del Comune denominata “Adotta un’opera” e che, nelle sue voci di spesa, andrà a finanziare la ricostruzione dell’ospedale, dell’istituto alberghiero, della scuola. E qui Pirozzi assestava di nuovo il colpo: “Tutto questo – scrive – è stato possibile solo grazie alla straordinaria solidarietà degli italiani che in questi dodici lunghi mesi che ci separano dal 24 agosto 2016 hanno voluto effettuare donazioni per Amatrice, affinché la nostra città tornasse a vivere al più presto. Insomma, non siamo di fronte a sms da due euro che poi vanno a finire altrove, frustrando così la generosità di tante persone”.

Per il sindaco Pirozzi, dunque, i soldi degli sms vanno a finire “altrove”. Ce n’è abbastanza da erigere un nuovo deterrente alla solidarietà, dopo la tempesta che ha investito complessivamente il mondo delle Ong con i sospetti sollevati sulle reali finalità di alcune sigle operanti nel Mediterraneo nel salvataggio dei migranti in mare. Le parole del sindaco Pirozzi, e i dubbi sollevati nell’ultimo periodo, iniziano ad essere vatutati dalla magistratura per aprire una eventuale inchiesta contro ignoti. Alla competente Procura di Rieti stanno valutando se aprire un fascicolo perché mancherebbero elementi a supporto di un’accusa precisa sulla gestione dei soldi raccolti con le campagne di solidarietà via sms. Ma prossimamente Pirozzi verrà sentito, per avere indicazioni sull’effettiva esistenza di elementi in grado di mettere in moto la macchina delle indagini.

Terremoto, lo scandalo dei soldi a pioggia. Mangiatoia da 24 mln

La Regione Marche ha erogato a pioggia 24 milioni senz

Terremoto, lo scandalo dei soldi a pioggia. Mangiatoia da 24 mln

a chiedere prove dei danni a chi faceva domanda. Una “man

giatoia” senza precedenti avallata dal governo

Una donna trafelata ad Ascoli Piceno urla mentre è a colloquio con le forze dell’ordine. “A chi li devo restituire? A chi?”. Ha in mano una busta piena di soldi in contanti, aspetta da un’ora. Gli agenti la circondano e le chiedono di calmarsi. Ma lei piange: “Ho sbagliato ma io non lo sapevo… non lo sapevo”.

IL FATTO

Nel maggio scorso un decreto della Regione Marche ha indennizzato con 5.000 euro a testa i lavoratori autonomi, le partite iva e i liberi professionisti del territorio colpiti dal terremoto. In seguito cioè alla chiusura o sospensione delle attività a causa del sisma di un anno fa. Per questi motivi, il governo Gentiloni ha stanziato alle Marche circa 47 milioni 800 mila euro e l’ente ne ha erogato 24 milioni e mezzo ai suoi cittadini richiedenti. Ma la Regione, saldamente in mano al Pd, ha erogato il denaro scrivendo una circolare applicativa senza regole. In pratica per avere i 5.000 euro bastava fare solo domanda e non dimostrare alcunché (bisognava solo essere lavoratori autonomi nei comuni colpiti; per alcuni dei centri più grandi invece occorreva avere un’ordinanza che dimostrasse la sospensione).


IL SEGRETO

I soldi, 24 milioni di euro, sono arrivati di botto dopo qualche giorno sui conti correnti dei 4891 richiedenti locali. Ad ognuno 5.000 euro. Nessuna prova era richiesta. Nessun riscontro. La Regione Marche non ha chiesto neanche i tempi di chiusura o sospensione dell’attività di ognuno (un minuto o un anno fa lo stesso) né prove o documenti a supporto dei fatti. Una “mangiatoia” senza precedenti. Essere una partita iva o un professionista nelle Marche non implica per forza aver subito un danno dal terremoto.

La Regione fa un’ulteriore operazione: pubblica online sul suo sito i nomi degli assegnatari del contributo. Spuntano i nomi di sindaci, politici, amministratori pubblici, medici, avvocati, personaggi noti e milionari. Tanti che non sembrano così bisognosi di un aiuto pubblico. A quel punto è il caos che si riversa su alcuni giornali locali. E dal sito della Regione spariscono i nomi. “Se sapevo che finivo online non facevo domanda…”, ci confida uno degli assegnatari che vuole restare anonimo.

Dopo alcuni giorni il sindaco di Comunanza (Comune in provincia di Ascoli Piceno),Alvaro Cesaroni, chiede spiegazioni al presidente della Regione Luca Ceriscioli del Pd, al premier Paolo Gentiloni e al commissario Vasco Errani (ora ex) e alcuni amministratori locali minacciano di andare in procura. Il provvedimento regionale però è così singolare da impedire qualsiasi intervento dei magistrati. Interviene solo la Regione Marche con l’assessore al Lavoro Loretta Bravi: spiega che verranno fatti controlli a tappetto, cioè su tutti i richiedenti, e non solo a campione come solitamente avviene.

Ma controlli di cosa? Visto che la Regione non chiedeva prove dei danni?
Scatta comunque il panico. C’è chi si presenta dalle forze dell’ordine (come la donna all’inizio del racconto) e chi va dall’avvocato o dal commercialista per restituire l’incasso. Dai primi controlli effettuati dalla Regione su 260 casi vagliati solo un assegnatario è stato revocato. A dimostrazione che l’ente ha creato maglie così larghe da permettere a chiunque di incassare i 5.000 euro: sia chi ha subito danni tangibili sia chi non ne ha subiti. Anche i furbetti sono tutti salvi. Il disastro sembra irrimediabile.

Terremoto, fortissima scossa in Messico. Panico e crolli nella Capitale: “Almeno 224 morti”

Ancora paura in Messico. Un fortissimo terremoto ha scosso Città del Messico. La magnitudo registrata è 7.1. Sono almeno 224 i morti, come affermano i media locali ma il bilancio potrebbe arrivare a un migliaio di vittimr. È quanto si legge in una stima dell’US Geological Survey, l’istituto geologico Usa, che ha classificato come «arancione», cioè significativo, l’impatto del sisma per quanto riguarda le vittime. Mentre parla di «allarme rosso» per l’impatto economico.

«La priorità in questo momento è continuare a cercare chi è rimasto sotto le macerie e curare i feriti». È quanto ha detto il presidente messicano, Enrique Pena Nieto, in un messaggio trasmesso dalla televisione in cui si esorta la popolazione alla calma. «Entro il possibile, la popolazione rimanga nelle proprie case, se sono al sicuro, evitando di intasare le strade dove devono passare i mezzi d’emergenza», ha aggiunto il presidente messicano. «Purtroppo molte persone hanno perso la vita, compresi bambine e bambini, in scuole ed edifici», ha detto ancora Pena Nieto riferendosi al crollo della scuola di Città del Messico in cui sono morti almeno 21 bambini insieme a quattro insegnanti. Lo stesso presidente questa notte si è recato alla scuola Enrique Rebasamen, nel quartiere di Villa Coapa, dove le squadre di soccorso sono riuscite a mettere in salvo 11 bambini, mentre ancora 28 mancherebbero all’appello.

La scossa ha avuto luogo una settimana dopo il violento terremoto di 8,2 gradi Richter nel quale hanno perso la vita 100 persone e nel 32/o anniversario del sisma del 1985.

L’epicentro è stato localizzato a pochi chilometri da Chiautla de Tapia, a Puebla.

ALMENO QUATTRO MORTI ANCHE A PUEBLA Almeno quattro persone sono morte a Puebla dopo la scossa di 7.1 che ha colpito oggi in Messico. Lo scrivono siti locali. Due donne sui 30 anni sono morte nel crollo di una parte della facciata di un edificio nel centro storico della città. A quanto si riferisce stavano camminando vicino alla cattedrale. Anche un uomo e una donna sono morti per il crollo di parti di edifici, uno dei quali ospita la Scuola normale dello Stato .

Terremoto in Messico, oltre 210 morti: due scosse la più forte di magnitudo

Terremoto in Messico, oltre 210 morti: due scosse
la più forte di magnitudo 7.1 Palazzi crollati,
più di quattro milioni di edifici senza luce

Terremoto in Messico, oltre 210 morti: due scosse
la più forte di magnitudo 7.1 Palazzi crollati,
più di quattro milioni di edifici senza luce
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Violento sisma anche in Nuova Zelanda: 6.1