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Roman Polanski, nuovi guai dall’America. Una donna accusa: “Ha abusato di me quando avevo 16 anni”

Robin M., assistita dall’avvocatessa Gloria Allread, ha dichiarato di essere stata “aggredita sessualmente quando ero una minorenne di 16 anni nel 1973”. “Io non l’ho superata – ha continuato la donna – e credo che Roman Polanski debba pagare per i suoi reati contro Samantha Geimer”

Nuovi guai giudiziari in America per il regista Roman Polanski. Dopo Samantha Geimer, la tredicenne che nel 1977 aveva accusato il cineasta di origini polacche di abusi sessuali, e Charlotte Lewis che nel 2010 lanciò la stessa accusa per un episodio del 1982 (quando aveva 16 anni), ora è la volta di Robin M., una donna che nel corso di una conferenza stampa ha dichiarato di aver subito abusi nel 1973, all’età di sedici anni. Per il caso Geimer, Polanski si era dichiarato colpevole, salvo però fuggire dagli Usa prima della condanna e mai più tornato sul suolo statunitense.

Robin M., assistita dall’avvocatessa Gloria Allread, ha dichiarato di essere stata “aggredita sessualmente quando ero una minorenne di 16 anni nel 1973”. “Io non l’ho superata – ha continuato la donna – e credo che Roman Polanski debba pagare per i suoi reati contro Samantha Geimer”. Nei 44 anni passati dai presunti abusi, Robin M. ha raccontato la vicenda solo a un’amica perché temeva che il padre “facesse qualcosa che lo avrebbe portato in carcere per il resto dela vita”. Ma la decisione di accusare pubblicamente il regista è arrivata quando Samantha Geimer ha dichiarato pubblicamente di voler chiudere il caso e andare avanti con la propria vita. Sul piano penale, i fatti sono caduti in prescrizione, ma Robin M., come ha detto la stessa avvocatessa Allread, potrebbe intentare una causa civile anche se al momento ha deciso di non denunciare Polanski.

Harland Braun, avvocato del regista, ha messo in dubbio le dichiarazioni della donna, accusata di aver indetto una conferenza stampa al solo scopo di “generale clamore e forse provare a influenzare un giudice”, visto che il caso Geimer è ancora aperto. Un caso che ha fatto discutere per quarant’anni, con Polanski che nel febbraio scorso ha presentato richiesta (respinta dai giudici) di rientro negli Usa senza andare in prigione, dopo che, nel 1978, era scappato dopo soli 42 giorni di galera e mentre era in rilascio su cauzione, temendo di dover tornare in carcere per un periodo più lungo. Secondo l’accusa, il regista di Rosemary’s Baby e Il pianista avrebbe drogato e stuprato la tredicenne dopo una sessione fotografica, e le autorità americane non hanno mai rinunciato alla speranza di riportare Polanski in galera, tanto che il cineasta ha più volte rischiato l’estradizione nel corso di alcuni suoi viaggi in giro per il mondo. Nel 2003, poi, ha vinto l’Oscar come miglior regista per Il pianista, premio che non ha mai potuto ritirare.

Il pappagallo muore di paura per una pallonata. L’allevatore chiede 150mila euro di risarcimento alla polisportiva

Succede a Vailate, in provincia di Cremona. La protesta: “Io vivo coi pappagalli, non posso trovarmeli morti ogni due per tre. Per me son tutto”. La recinzione? “Il Comune ha detto che avrei dovuto farla a mie spese”. La società: “Se perdiamo la causa dobbiamo chiudere”

Quattro piccoli all’anno, al prezzo di 2000/2500 euro l’uno. Considerando che i pappagalli covano anche per 30/40 anni, si fa presto, facendo i conti della serva, ad arrivare a 300mila euro di mancato guadagno. E i conti della serva Antonio Pirovano, che a Vailate (Cremona) alleva a “crocchette e macedonia” la specie Ara Chloroptera, li ha fatti mettere nero su bianco dal suo avvocato. Il quale, convinto dal giudice, ha tuttavia dimezzato la richiesta di risarcimento. 150mila. “Due anni fa mi hanno ucciso un maschio – racconta Pirovano a ilfattoquotidiano.it -. Non ne posso più di quei palloni che da laggiù, dal quel campetto da calcio della Polisportiva finiscono nelle mie voliere”.

Già, perché l’animale è morto di spavento per una pallonata. L’ennesimo episodio. “L’anno prima la stessa sorte è toccata ad un rarissimo esemplare”. E in passato, “da una vita faccio questo mestiere e sono l’unico in Italia a farlo con partita Iva”, altri pappagalli hanno perso la vita nelle medesime circostanze. I tornei di calcio in notturna. “Maledizione a quelle partite. Decine e decine di palle che finiscono da qua e gli animali a quell’ora dormono. Pensi se lei venisse svegliato di soprassalto nel cuore della notte. Le piglierebbe un colpo, e così succede a loro”. A Pirovano spiace aver portato in tribunale una associazione di volontari che fa giocare al pallone 180 ragazzi. “Ma che ci posso fare? Mi hanno esasperato. Io vivo coi pappagalli, non posso trovarmeli morti ogni due per tre. Per me son tutto”. Prima di citare in giudizio la onlus si è rivolto al Comune, proprietario del terreno. Pirovano ha scritto una lettera all’amministrazione, ma niente da fare.

“Porta in faccia. Dovevo pensarci io a sistemare la recinzione“. Ma nemmeno per sogno, afferma. “Il pallone é un gioco, qui si tratta di lavoro, con cui devo mantenere moglie e due figli”. I pappagalli sono la sua vita, lui geometra che si é reinventato coltivatore di fiori e poi allevatore di uccelli con le penne rosse e il becco e gli ‘occhiali’ bianchi. “Ne ho quasi 400”. Non li commercia, ma li alleva e vende solo i nuovi nati, non le coppie. La sera in cui la femmina di Ara Chloroptera é divenuta ‘vedova’ la ricorda come fosse ieri. Era buio, lei stava covando e lui era a terra. Esanime. Poco distante un pallone. “Non ci ho più visto”. Il signor Antonio chiama vigili e carabinieri. “Venite, é successo di nuovo”.

La coppia di pennuti si ‘amava’ da oltre dieci anni. Per questi uccelli, monogami a vita, vale davvero il detto che il primo amore non si scorda mai. E i pappagalli non solo non lo scordano mai: una volta scelto il partner, rimangono con lui per sempre. Ci mettono un po’ a venire al dunque (“Dieci anni devono stare assieme prima di riprodursi”), ma poi recuperano: fanno i piccoli anche per 50 anni e campano anche fino a 100. Ma se il maschio muore, la femmina non cova più. “Smette di fare le uova”. Quella coppia stava generando piccoli da tre/quattro anni. E l’avrebbe continuato a fare ancora a lungo. Per questo motivo dei 3500 euro che gli ha offerto la assicurazione Pirovano non sa che farsene. “Non hanno idea del danno che ho subito. E’ una presa in giro”.

Dall’altra parte c’è Ivan Colombo, che ha “il calcio nel sangue”, da poco presidente della Polisportiva Ac Vailate. I due non si sono mai parlati. Meno che mai adesso. Qualche minuto prima di intrattenersi al telefono con ilfattoquotidiano.it. Colombo racconta di aver visto il “signor Pirovano. L’ho salutato con un cenno del capo”. Come fate a pagare se vi capitasse di perdere la causa? “Per noi è una cifra insostenbile. Chiuderemo e lasceremo a casa i bambini”.

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Palio di Siena, vince l’Onda: non succedeva dal 2013. Prima vittoria per “Brigante” e il cavallo Porto Alabe

La contrada dell’Onda ha vinto il Palio di Siena dedicato allaMadonna dell’Assunta. A battere tutti è stato Carlo Sannadetto Brigante sul cavallo Porto Alabe. Sia Sanna che Alabe sono alla loro prima vittoria in piazza del Campo. L’ultimo Palio vinto dall’Onda risale al 16 agosto 2013: con oggi è alla 41esima vittoria. Sanna, in sella a Porto Alabe, ha preso la testa della gara al terzo San Martino, dopo che l’intera corsa era stata guidata dalla Chiocciola conElias Mannucci dettoTurbine, su Solo tuo due. Nove e non dieci le contrade che hanno corso questo Palio dopo che nel pomeriggio il sindaco di Siena Bruno Valentini aveva escluso la Lupa a causa del “responso unanime” del collegio veterinarioche aveva “sancito l’impossibilità di correre per un’insorta zoppia all’arto posteriore destro” del cavallo Quore de Sedini.

La vittoria dell’Onda è stata il frutto di strategia e traiettorie. Sanna con Porto Alabe, infatti, sono precipitati sul traguardo dopo essere risaliti dalla terza posizione. Nonostante il lungo duello spalla a spalla con il Valmontone – che correva con Sarbana montato da Jonathan Bartoletti detto Scompiglio, vincitore del Palio di luglio -, Brigante è riuscito a portare il suo cavallo sulla linea della Chiocciola a poche curve dal traguardo. Il sorpasso è stato possibile anche per la stanchezza di Solo tuo due che aveva tirato fin dalla mossa per tenere il primato. E tra i protagonisti sono mancati parecchi di coloro che venivano ritenuti favoriti. Per esempio la Torre, con Andrea Mari detto Brio su Polonski, e l’Istrice, con Giovanni Atzenidetto Tittia, su Morosita Prima: entrambi sono caduti scontrandosi l’un l’altro. Lo stesso è accaduto, poco prima, al Bruco che correva con LuigiBruschelli, detto Trecciolino, che montava S’Othieresu.

Prima della corsa il sindaco Valentini aveva lanciato un appello che aveva fatto leva sull’orgoglio della città, che ha vissuto ancora una volta il Palio come una giornata di festa ma anche di tradizioni da difendere: “Ai nostri barberi, fantini e cittadini dico: non fatevi cogliere dalla sindrome di Tornasol, non abbiate paura di correre”. Il riferimento è al cavallo che nel Palio del 2 luglio si era rifiutato di correre. “Siena, come il Palio, è capace di correre più forte delle sue paure”, ha aggiunto Valentini sottolineando come quanto accaduto il Palio scorso sia “metafora di come le difficoltà non ci blocchino ma ci facciano uscire ogni volta più forti”.

Hollywood, Forbes stila la classifica delle attrici più pagate dell’anno: Emma Stone in testa con 26 milioni di dollari

$ 11,5 milioni

Hollywood delle mie brame, chi è la più pagata del reame?Come ogni anno, la prestigiosa rivista Forbes ha stilato la classifica delle dieci attrici che hanno guadagnato più denaro nell’ultimo anno. La lista, basata sui dati di Nielsen, Box Office Mojo, Imdb, ComScore e su interviste a insider hollywoodiani, riguarda gli introiti lordi delle dieci fortunate, visto che tasse e percentuali per agenti, manager e avvocati non sono state dedotte. Nella gallery, la classifica completa con Emma Stone, reduce dall’Oscar per La La Land, al primo posto con 26 milioni di dollari.

Barcelona terror attack: Live updates

Vladimir Putin calls attack “cruel and cynical crime”

Russian President Vladimir Putin says the attack in Barcelona was a “cruel and cynical crime committed against civilians.”

“What has happened once again confirms the need for a real unification of the efforts of the entire global community in an uncompromising struggle against the forces of terror,” he said.

Driver hits two police officers

Two police officers have been run over at a security point in Barcelona, according to Catalan police. The two suffered minor injuries.

It is unclear whether this incident is related to the terror attack in Barcelona earlier.

Officers say they found the driver of the car involved in the incident in Sant Just Desvern, on the western outskirts of Barcelona. A bomb disposal expert is checking the suspect vehicle.

ISIS: The Barcelona attackers are our “soldiers”

ISIS’s media wing, Amaq, has issued a statement claiming that the perpetrators of the Barcelona attack are “soldiers of the Islamic State.”

But it should be noted: ISIS has not explicitly claimed responsibility for the attack itself.

Roma, turisti riconoscono rapinatore: fermato dai carabinieri

Una coppia di turisti era stata circondata e aggredita da quattro giovani che gli avevano rubato denaro e cellulari. Dopo pochi giorni i carabinieri del comando di piazza Venezia sono riusciti a identificare uno dei ragazzi del branco: hanno sottoposto a fermo un cittadino egiziano di 19 anni, domiciliato a Guidonia, con precedenti e già sottoposto all’obbligo di firma con obbligo di rincasare nelle ore notturne. Il ragazzo è ritenuto responsabile – insieme ad altre 3 persone, in via di identificazione – di una rapina messa a segno qualche giorno fa a Testaccio, ai danni della coppia di turisti australiani. Secondo quanto denunciato ai Carabinieri, intorno alle 2 del 13 agosto scorso, mentre stavano camminando in via Galvani, marito e moglie sarebbero stati circondati da quattro persone che li avrebbero costretti a consegnare il loro iPhone, colpendoli con calci e pugni. Grazie ad un’accurata attività di indagine, avvalorata da un’ottima conoscenza del territorio, i Carabinieri hanno individuato i potenziali autori, mostrando le loro foto alle vittime. Uno di loro, il ragazzo egiziano poi fermato, è stato riconosciuto dalle vittime. E ora si trova nel carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Attentato a Barcellona, furgone sulla folla della Rambla. 13 vittime. Presi due terroristi, forse ucciso un terzo. Isis rivendica

Attentato a Barcellona, furgone sulla folla della Rambla. 13 vittime. Presi due terroristi, forse ucciso un terzo. Isis rivendica
(lapresse)

Attacco a due passi da Plaça de Catalunya: un mezzo bianco ha percorso diverse centinaia di metri lungo il tratto pedonale e si è schiantato contro un chiosco vicino al mercato della Boqueria. Testimoni: “Correva a zig zag a una velocità folle”. L’uomo che ha affittato il furgone si chiama Driss Oukabir, di origine maghrebina con permesso di residenza in Spagna. Non è chiaro se sia lui l’uomo catturato per primo. La Casa reale: “Tutta la Spagna è Barcellona”. Farnesina: “Rischio coinvolgimento di italiani”

La tensione è rimasta altissima fino a tarda sera, la zona è stata circondata dai Mossos d’Esquadra, la polizia catalana. Sul posto si sono recate molte ambulanze. Chiuse le stazioni della metropolitana della zona e un appello diffuso anche sui social impone a turisti e residenti di non avvicinarsi alla zona. Si paralizzano aree della città tra le più frequentate anche dai turisti di tutto il mondo.  Da subito l’azione è apparsa come un attentato ma solo dopo qualche ora la polizia catalana ha confermato ufficialmente la matrice terroristica.

Barcellona, furgone sulla folla: il van fermo al centro della Rambla dopo lo schianto

Per sicurezza la polizia ha fatto chiudere per ore tutti i negozi e i ristoranti della zona con all’interno la clientela e solo dopo le 20 sono stati autorizzati a uscire. Ha inoltre invitato tutti coloro che si trovano in città a non spostarsi se non per motivi urgenti e a lasciare libere le strade per agevolare la circolazione dei veicoli d’emergenza.

Attentato a Barcellona, furgone sulla folla della Rambla. 13 vittime. Presi due terroristi, forse ucciso un terzo. Isis rivendica

Driss Oukabir, l’uomo che ha affittato il furgone dell’attentato terroristico sulla Rambla di Barcellona

La polizia catalana ha poi diffuso la descrizione di almeno uno dei presunti attentatori. Un uomo alto circa un metro e settanta, con una camicia bianca a righe blu; secondo quanto riferito da un’emittente radiofonica, all’interno del furgone sarebbe stato ritrovato un passaporto spagnolo, ma il nome del titolare è arabo. Per ore si è parlato di uno o più terroristi asserragliati in un bar-ristorante con ostaggi ma in serata le autorità hanno precisato che “non ci sono persone rinchiuse in un locale”.  Smentita la notizia che è cominciata a circolare intorno alle 19 riguardo a una sparatoria nel mercato.

Non è ancora ufficiale se l’uomo catturato sia proprio Driss Oukabir, ma subito cominciano a circolare altre informazioni, ad esempio che è di origine maghrebina con permesso di residenza in Spagna. Di certo altri due presunti terroristi erano riusciti a fuggire ma, secondo alcuni media, uno di loro sarebbe morto poco dopo le 20 in una sparatoria avvenuta a Sant Just Desvern, cittadina a pochi chilometri da Barcellona. L’altro è stato arrestato.

L’ansia sui social network: gli italiani: “E’ terribile ma sono vivo”

Barcellona, furgone sulla folla sulla Rambla: la fuga delle persone

Forse erano le persone che, intorno alle 19,30, sulla Diagonal, una delle maggiori arterie di Barcellona, erano a bordo di un’auto Ford Focus di colore bianco che non si è fermata al controllo di polizia e ha travolto un agente. I due occupanti avevano poi sparato contro le forze dell’ordine ed erano fuggiti. Ma le autorità non hanno confermato il legame di quanto accaduto con l’attentato sulle Ramblas.

Da Tolosa a Parigi fino a Barcellona: dal 2012 la scia del terrore 

“Sono assassini, criminali che non ci spaventeranno. Tutta la Spagna è Barcellona. Le Ramblas torneranno a essere di tutti” dichiara attraverso un tweet la Casa Reale spagnola. E il Papa ha appreso con “grande preoccupazione quanto sta accadendo. Prega per le vittime di questo attentato e desidera esprimere la sua vicinanza a tutto il popolo spagnolo, in particolare ai feriti ed alle famiglie delle vittime”.

Con migliaia di italiani in questi giorni in Spagna la Farnesina fa sapere che “le verifiche sui connazionali sono ancora in corso ma c’è il rischio di eventuali coinvolgimenti di connazionali tra le vittime dell’attacco a Barcellona”.

“Siamo al lavoro per assistere italiani a Barcellona”, così scrive il ministro degli Esteri Angelino Alfano, mentre il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha convocato una riunione straordinaria del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa) per domani alle 11 al Viminale, con i vertici delle forze di polizia e dei servizi di intelligence.