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( Notizia bomba ) Mario Liberatore libro: leggi le migliori recensioni e opinioni de giorno

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SEMPRE PIÙ PERSONE SONO INTERESSATE A CONOSCERE I GIOVANI LEADER CHE GUIDANO LE AZIENDE: SCOPRIAMO ALLORA CHI SONO I 10 PIÙ SEGUITI D’ITALIA.

La magia personale dei leader aziendali ha da sempre cambiato la storia, da Henry Ford a Steve Jobs, da Enzo Ferrari a Gianni Agnelli, l’umanità nei secoli è stata influenzata e rivoluzionata ogni qual volta un visionario ha creduto possibile il proprio sogno.

A differenza del passato però, dove su queste figure si sapeva ben poco, oggi Instagram può essere un ottima risorsa per seguire il percorso di giovani imprenditori di successo, trarre ispirazione dalle loro storie e comprendere meglio come costruire un business. Avere dei modelli di ruolo quando si inizia a sviluppare la propria impresa, è fondamentale non solo per trovare il coraggio, ma anche per imparare come risolvere eventuali problemi che si presentano lungo il cammino.

E’ un dato di fatto che i giovani imprenditori italiani siano sempre più visti come dai veri e propri influencer. Modelli d’ispirazione per le loro community ed estremamente richiesti ad eventi e come testimonial dai big brand. Il motivo è che tutti oggi hanno ben chiaro che il mondo si muove grazie alle aziende, siano esse grandi multinazionali o piccole realtà locali.

DI SEGUITO I 10 GIOVANI IMPRENDITORI ITALIANI PIÙ SEGUITI SUI SOCIAL:

CHIARA FERRAGNI

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Chiara Ferragni è una delle imprenditrici digitali più di successo nel mondo. Tutto comincia nel 2009 quando, insieme al fidanzato dell’epoca Riccardo Pozzoli, ha aperto un suo blog di moda e lifestyle, diventato poi un’icona: The Blonde Salad. La sua attività negli anni non si è mai fermata: è diventata CEO del suo marchio e della Tbs Crew, l’azienda che si trova dietro al blog. È molto sicura di sé, è simpatica e autoironica, oltre a essere l’imprenditrice donna più amata dal web.

ALESSANDRO TOMMASI

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Classe 1985, Alessandro Tommasi si è laureato in Relazioni Internazionali a Milano, dove ha anche poi fatto il master Ispi in Diplomacy. Ha lavorato al Parlamento Europeo, in Confindustria, come consulente, occupandosi di rapporti con le istituzioni; poi, è stato in Airbnb e Lime. Da gennaio 2020 è il cofondatore di Will, startup d’informazione che viaggia su Instagram con un seguito di quasi 800mila follower (90 mila solo nella prima settimana di go live).

LUCA MASTELLA

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Luca è un Growth Strategy Advisor focalizzato sulla crescita di aziende e startup in growth stage. È stato fino a fine 2019 Head of Growth e Partner di Marketers e negli ultimi anni ha lavorato all’estero per Rocket Internet, Gameloft e Gronade. Attualmente è Founder e CEO di Learnn, l’ecosistema per chi vuole fare, imparare, crescere.

MARGHERITA MISSONI

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Conosciuta come erede della casa di moda Missoni della sua famiglia, fondata dai nonni Ottavio Missoni e Rosita Missoni Jelmini, Margherita attualmente vive a Montonate (Italia) vicino al quartier generale Missoni, dove sta seguendo la sua carriera nel design. Dalla primavera del 2009, Margherita ha iniziato a farsi coinvolgere con il marchio a un livello diverso, entrando a far parte del team di progettazione, seguendo le orme di sua madre Angela, direttore creativo della Maison.

DARIO VIGNALI

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Imprenditore digitale, viaggiatore appassionato, ma soprattutto un piccolo grande fenomeno della rete, diventato popolare grazie alle sue competenze di digital marketing. Tra le aziende e i brand con cui ha collaborato in veste di consulente o di influencer ci sono grandi nomi come Coca-Cola e Kinder. Nel 2014 Dario crea una community chiamata Marketers rivolta ai professionisti del digital marketing che oggi conta oltre 60mila iscritti. 

RUBEN SANTOPIETRO

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Imprenditore, esperto in digital marketing applicato al turismo, dal 2016 è cofondatore e Ceo di Marketing Italia Srl. Ruben ed il suo team si occupano di valorizzare i territori e le eccellenze italiane attraverso il prestigioso progetto Visit Italy, vincitore ai .eu Web Awards 2020, come miglior portale d’Europa. Seguitissimo sui social, tra i brand con cui ha collaborato ci sono multinazionali del calibro di Coca-Cola, Vodafone, GoDaddy o Turkish Airlines. Nel tempo libero ama allenarsi, andare in moto e scoprire posti nuovi.

GIULIA LAPERTOSA

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Inserita da Forbes nel 2021 tra i 100 under 30 italiani più influenti del futuro, Giulia Lapertosa rappresenta il talento e la cultura del nostro paese. Pugliese di nascita ma romana di adozione. Giulia ha conseguito la laurea triennale in Comunicazione D’impresa all’Università Roma Tre e la Magistrale in Comunicazione e Marketing alla Sapienza. Oggi Giulia è Co-founder e Project Leader di Carriere.it, una piattaforma che si pone l’obiettivo di accrescere le competenze della futura forza lavoro. Attraverso dei video-corsi di alta qualità, a prezzi accessibili.

DAVIDE DATTOLI

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Davide inizia la sua carriera con diverse esperienze nel settore del digital marketing. Nel 2010 fonda Viral farm, una Digital Company specializzata in social media e applicazioni mobile. In seguito, diventa senior consultant per il gruppo Condé Nast, Il Sole 24 Ore, Il Giornale di Brescia, e nel dicembre 2011 fonda Talent Garden. Davide Dattoli è stato nominato da Forbes tra i “30 under 30” più influenti nel settore Tecnologia e da Wired uno dei “TOP 5 innovatori” in Italia. È membro di Endeavor, realtà che seleziona i migliori imprenditori a livello globale, del board di Be Consulting, uno dei più grandi gruppi europei di consulenza nel mondo finanziario, di Digital Magics, il più grande incubatore di startup in Italia, e della Fondazione IEO, organizzazione che supporta l’ospedale fondato da Umberto Veronesi.

GIANLUIGI BALLARANI

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Imprenditore digitale da 12 anni, è il Presidente di Hotlead: Multinazionale del marketing online con sede a Londra. Opera in diversi paesi oltre l’Inghilterra, tra cui Canada e Russia. Grazie all’esperienza in Hotlead ha creato strategie di marketing in oltre 200 settori basate sulla lead generation, ovvero la generazione di clienti tramite internet.

Mario Liberatore 

Seguila su: imprenditore digitale da sempre, Da anni Mario Liberatore, ceo e founder di Cash Flow Academy e autore del libro Da zero a imprenditore digitale, forma persone che vogliono intraprendere una carriera nel digitale e cavalcare l’opportunità che si è venuta a creare in questo periodo storico. mento, formazione pratica e lavoro in ambito digitale e innovazione.

Segnalare un profilo instagram alla POLIZIA POSTALE in caso di truffa

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Le truffe su Instagram stanno spopolando fra i cybercriminali, perché questa piattaforma può permettere agli estranei di guadagnarsi la vostra fiducia, spacciandosi per persone o marchi a voi noti. A volte, questi criminali potrebbero chiacchierare con voi per settimane intere, prima di mettere in atto la loro truffa. Ora che il rischio è in aumento, è importante imparare quali sono i segnali di una frode per proteggere il vostro denaro e/o la vostra identità da furti.

Le truffe online si sono evolute per diventare sempre più ingannevoli, seguendo la crescita della nostra vita online. Il phishing su Instagram è solo uno dei tanti schemi di truffa ben architettati che possono farvi cadere nella loro rete.

Imparare come identificare una truffa su Instagram è fondamentale per tutti gli utenti di questa piattaforma.

Cosa sono le truffe Instagram?

I truffatori su Instagram sfruttano vari metodi per attaccare e derubare le proprie vittime. Solitamente, queste frodi virtuali puntano a denaro o informazioni confidenziali. Alcune potrebbero perfino cercare di utilizzarvi come veicolo per diffondere codici dannosi sui dispositivi dei vostri cari o dei vostri colleghi.

In ogni caso, la decisione che prenderete potrebbe influenzare sia voi che chi vi sta vicino. Purtroppo, in questo tipo di situazioni a volte è difficile restare razionali: le truffe più efficaci fanno leva sulle emozioni e si presentano come affidabili. I truffatori più abili fanno molta attenzione ai dettagli, per essere il più credibili possibile.

La vostra miglior difesa è essere consapevoli delle truffe più in voga su Instagram.

I rischi del phishing su Instagram

Il phishing su Instagram è il metodo privilegiato dai truffatori per rubare la vostra identità e prendere possesso dei vostri account. Solitamente ruota attorno a un messaggio che vi esorta o convince a compiere un’azione, tipicamente una richiesta di denaro o credenziali di accesso.

Questi messaggi sembrano inviati da una persona che potreste conoscere o da un marchio noto e l’illusione che possa essere autentico potrebbe essere sufficiente per far ottenere all’hacker quello che vuole.

Instagram stesso ha identificato le seguenti truffe:

  • Truffe dei corteggiatori, che vi chiedono del denaro dopo essersi guadagnati la vostra fiducia, solitamente flirtando e seducendovi.
  • Truffe lotteria, che vi annunciano di aver vinto qualcosa e chiedono una commissione per darvi la ricompensa.
  • False offerte di lavoro che millantano di farvi guadagnare denaro se fornite informazioni bancarie per un pagamento diretto.
  • Schemi di prestito che vi offrono di prestarvi immediatamente del denaro in cambio di una commissione versata in anticipo.
  • Falsi investimenti che vi convincono a fare un piccolo versamento per poi veder crescere il vostro denaro. Le truffe che fanno girare denaro sono particolarmente popolari sulla piattaforma.
  • Truffa dell’abbonamento, che vi convince a pagare per un accesso scontato a servizi come musica o streaming di film.

Esistono anche truffe più specifiche:

  • Falsi sponsor per influencer che cercano di convincere gli instagrammer con profili in crescita a fornire i propri dettagli bancari, fingendo di essere un vero marchio che vuole stringere un accordo pubblicitario.
  • E-mail di phishing da Instagram che vi esortano a usare un falso link per accedere e contestare a una violazione dei termini di servizio segnalata per il vostro account. Altre e-mail dichiarano invece di aver notato attività sospette che vi esorteranno a controllare, accedendo all’account.
  • Offerte che chiedono di fornire le vostre informazioni personali, un piccolo pagamento o di accedere a un sito in cambio di un premio.

Come vedete, il phishing tenta di ottenere la vostra fiducia o di manipolare le vostre emozioni per sfruttarvi. Se non fate attenzione, potreste caderne vittima per paura o sopraffazione.

Ricordate che i truffatori non sempre sono precipitosi nei loro piani, potrebbero metterci giorni, o addirittura mesi prima di passare alla truffa vera e propria.

Ma prima o poi, tutte le strategie di truffa su Instagram giungono a una qualche “richiesta”. Questo è il più grande campanello d’allarme da cui guardarvi. Se un marchio o una persona vi chiede di fare qualcosa che potrebbe mettervi a rischio, forse siete vittime di una truffa.

Protezione dal phishing su Instagram

Truffati su Instagram? Ecco cosa fare

Se siete caduti vittima di una truffa Instagram, o anche solo se lo sospettate, dovete intraprendere dei passi per ridurre il danno.

Le informazioni che avete fornito potrebbero essere usate per:

  • Rubare la vostra identità
  • Prosciugare i vostri conti bancari
  • Violare uno qualsiasi dei vostri account online
  • Rovinare la vostra affidabilità creditizia
  • Inviare malware ai vostri contatti

Sapendo questo, potete agire in fretta per bloccare l’hacker e liberarvene. Una parte, se non tutti i problemi che sono stati causati dovrebbero essere risolvibili.

Ecco alcuni suggerimenti sulle azioni da intraprendere:

Verificate il vostro conto bancario e gli estratti delle carte di credito.Controllate tutti gli estratti conto alla ricerca di transazioni che non ricordate di aver fatto. Un truffatore che possieda le vostre informazioni finanziarie potrebbe trasferire del denaro sul proprio conto o fare acquisti con il vostro conto. Non cercate solo acquisti per grossi importi, i cybercriminali potrebbero effettuare più acquisti di piccole dimensioni per non dare nell’occhio. Sono stati scoperti perfino acquisti del valore di pochi dollari. Se notate qualcosa di strano,segnalatelo alla vostra banca o all’istituto di credito per bloccare il conto.

Cambiate le vostre password. Ovviamente, partite col modificare la password di Instagram, per sicurezza. Ma se avete usato un falso modulo di accesso, potreste aver compromesso anche altri account. Se avete riutilizzato la stessa password o nome utente, un truffatore potrebbe avere accesso a molteplici account. Assicuratevi di cambiare le password di tutti gli account più importanti, come quello della banca, i social media, la posta elettronica e qualsiasi accesso da cui paghiate bollette o facciate shopping online.

Usate una password diversa per ogni account online. Oltre a modificare le password, assicuratevi che ciascuna sia complessa e molto diversa. Se è facile per voi ricordarla, potrebbe essere facile per un hacker indovinarla. Le password composte da molti tipi di caratteri sono quelle più sicure e le combinazioni di caratteri completamente casuali sono le migliori. Per ricordare tutte queste nuove password, usate una cassaforte online come Kaspersky Password Manager.

Controllate il vostro credito e bloccatelo. Sono note truffe in cui sono stati creati nuovi account bancari dove sono stati contratti debiti di tutti i tipi, a nome dei truffati. Nel caso in cui la vostra identità sia stata rubata, sarà bene verificare i propri dati di affidabilità creditizia in tutte le principali istituzioni. Ad esempio, con la “Visura Centrale Rischi” è possibile ottenere le informazioni censite nella “Centrale dei Rischi” (CR) di banche e società finanziarie. Il blocco del proprio credito è fondamentale per limitare i danni di un eventuale furto di identità.

Utilizzate un servizio di verifica del furto di identità. Servizi come questi monitorano i vostri dati creditizi, fiscali, di investimenti e molto altro alla ricerca di eventuali attività sospette. Per tenere d’occhio qualsiasi violazione dei dati, Kaspersky Security Cloud offre un monitoraggio costante e consigli per proteggersi.

Come funzionano le truffe su Instagram

Come proteggersi dalle truffe Instagram

Il phishing su Instagram non ha intenzione di sparire, quindi è meglio essere preparati. Ecco qui alcuni ottimi metodi per non cadere vittima delle frodi.

I migliori modi per evitare le truffe Instagram

Se un messaggio vi chiede di “dare” qualcosa, fate attenzione. Le frodi spesso fanno riferimento a conti bancari, vendita di prodotti o richiesta di altre informazioni personali. Questo potrebbe includere l’accesso a un account o la richiesta di fare un pagamento o cose simili. Se avete ricevuto messaggi o e-mail sospetti, procedete con cautela.

Attivando l’autenticazione a due fattori avrete un metodo di controllo aggiuntivo per l’accesso ai vostri account, dopo che la vostra password è stata usata. Questo metodo richiede alla persona che sta tentando di accedere di identificarsi ancora una volta, usando un altro account o un dispositivo in vostro possesso. Ad esempio, questo potrebbe comportare un messaggio di testo, una mail, un avviso in-app, dati biometrici o perfino una chiavetta USB fisica.

Non usate mai un link di accesso ricevuto attraverso un messaggio. Usate sempre un URL ufficiale e accedete direttamente dai vostri account. Questo vale in particolare per le e-mail di phishing su Instagram. I truffatori puntano sul fatto che reagirete all’urgenza comunicata nei loro messaggi, facendo clic su “accedi” senza pensare razionalmente. Fate sempre una pausa e andate a cercare il vero URL. Se c’è un problema reale, un accesso autentico chiarirà tutto. Potete anche scegliere di contattare il servizio di assistenza via mail, chat o con una telefonata, per avere conferma.

Se sembra troppo bello per essere vero… probabilmente non lo è. Le offerte, i lavori e altre truffe puntano sull’annebbiare la vostra razionalità con promesse di denaro. Fortunatamente, è facile capire che questi sono raramente autentici. Potete contattare i marchi attraverso i canali ufficiali, se siete curiosi. Cercate sul Web il loro sito ufficiale e contattateli per verificare i dettagli dell’offerta.

Cercate sempre gli account ufficiali prima di rispondere ai messaggi. Marchi e persone autentici possono essere individuati cercando gli account verificati (quelli che presentano un segno di spunta blu affianco al nome utente). I grandi marchi avranno link ai loro account social nel loro sito ufficiale. Se non c’è un link ad Instagram nel sito ufficiale, questo probabilmente significa che il marchio non ha un account su quella piattaforma. Controllate il profilo del mittente alla ricerca di tratti sospetti, come post con troppi link o hashtag.

Se uno sconosciuto vuole seguirvi su Instagram, fate attenzione. Molte truffe partono guadagnandosi prima la vostra fiducia, stabilendo una relazione con voi. Sarebbe più saggio bloccare sconosciuti che chiedono di seguirvi, oppure quelli che non condividono alcun follower con voi. La soluzione migliore è quella di impostare il proprio account come privato e permettere di seguirvi solo a persone che conoscete realmente.

Se qualcuno che conoscete vi invia uno strano messaggio, contattate direttamente questa persona. Cercate di raggiungerla offline con una telefonata o parlandole faccia a faccia e chiedetele se ha effettivamente inviato quel messaggio. Un truffatore potrebbe averla impersonata, prendendo di mira voi o altre persone da lei conosciute. In tal caso, dovrà segnalare l’account e avvisare i propri contatti.

Usate un programma antivirus su tutti i vostri dispositivi. Dovete proteggervi da qualsiasi malware che possa infettarvi facendo clic su un link sospetto. Software come Kaspersky Internet Security offrono protezione da virus, ransomware e aiutano perfino a bloccare il phishing.

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La sicurezza su Twitter

Sicurezza su Facebook

L’Aquila, truffa con la rivista dei poliziotti

Sequestrate 273 copie della pubblicazione che veniva proposta a istituti religiosi e scuole in cambio di un contributo di 90 euro. La base era a Vasto

L’AQUILA. Truffa e sostituzione di persona: sono i reati per quali la polizia si è trovata a sequestrare riviste di una Associazione Poliziotti Italiani. Sedicenti funzionari della polizia di Stato le proponevano _ insieme a un adesivo _ a istitituti religiosi e scuole in cambio di un contributo di 90 euro. La rivista si chiama “Noi cittadini per la sicurezza” ed è edita da F.C.R. Sono state sequestrate 273 copie.

Le riviste sequestrate dalla polizia (foto di Ranieri Pizzi)

La truffa, secondo la squadra mobile della questura dell’Aquila, è stata messa su da alcuni soggetti, domiciliati a Vasto. Le indagini sono state avviate in seguito a una denuncia presentata alla questura dell’Aquila da parte del rappresentante di un istituto religioso che ha raccontato di insistenti telefonate ricevute dda parte di una donna, che si era qualificata funzionaria della polizia di Stato. La donna ha richiesto il contributo di 90 euro in favore dell’Associazione Poliziotti Italiani, promettendo l’invio di un adesivo e della rivista. Nel corso della perquisizione dell’appartamento utilizzato per stoccare le riviste, sono stati rinvenuti 6 pacchi di riviste pronte per essere spedite ad altrettanti destinatari: istituti religiosi e scuole dell’intero territorio nazionale.

Vedova s’innamora in chat del falso petroliere: truffata di 40mila euro

di Marco Aldighieri
BRUGINE – Una 60enne padovana, vedova da 4 anni, ha cercato compagnia nella rete. L’ha trovata, ma era quella sbagliata: è  stata così truffata di 40mila euro: aveva postato l’annuncio di vendita di casa e s’è fatto avanti un signore di mezza età, americano. Si è presentato come un petroliere, uomo d’affari amante dell’Italia. Tra lui e la vedova è nata l’amicizia via chat. I due si sono scambiati messaggi, foto e audio. Il rapporto s’è evoluto  finchè il “petroliere” le ha scritto «mi sono innamorato di te. Lascio il mio lavoro e vengo a vivere in Italia…».

Lei, entusiasta, ha accettato e atteso con ansia l’arrivo, ma il giorno previsto l’americano ha chiamato da Malpensa. «Cara, mi hanno fermato all’aeroporto perchè non sono vaccinato. Devo pagare, ma mi servono soldi subito». La vedova, preoccupata, in tre diverse operazioni gli ha versato un totale di ben 40mila euro. Quando tutto sembrava  a posto, il “petroliere” è sparito. I contatti sono svaniti. La donna, disperata, ha atteso qualche giorno, poi ha capito il raggiro e s’è presentata ai carabinieri di Piove di Sacco per la denuncia.

I militari hanno scoperto che i conti correnti con i 40mila euro erano intestati a un nigeriano. Sono scattate le ricerche dello straniero, finora senza esito

Truffa dei telefonini: parte il processo: oltre 300 le parti offese, ​caos nel tribunale di Cassino

E’ partito ieri al Tribunale di Cassino il processo per la presunta truffa dei telefonini e dei tablet, che sarebbe stata organizzata da un commerciante di Cassino. Oltre 300 le parti offese, coloro che hanno denunciato alle forze dell’ordine di essere stati truffati, vale dire di aver pagato una quota di anticipo ma di non aver mai ricevuto l’oggetto. Molti, arrivati da ogni parte d’Italia, si sono costituiti parte civile, altri hanno rinunciato, certo è che ieri al Tribunale di Cassino c’è stato il caos. Il tutto, però, si è svolto con regolarità. Il processo è stato aggiornato al nuovo anno.

Canistro, Ini: indagati per truffa Delfo Faroni e due figli

La clinica Ini di Canistro

La clinica Ini di Canistro

Ai titolari delle cliniche contestato l’uso illecito di fondi pubblici per 15 milioni di euro. Utilizzati anche per comprare la casa appartenuta all’ex ministro Scajola a Roma.

CANISTRO. Sono accusati di aver utilizzato indebitamente dei fondi pubblici e nei loro confronti è stato ipotizzato il reato di truffa. Si tratta di Delfo Faroni e dei figli Cristopher Jessica, titolari dell’Istituto neuro traumatologico Italia (Ini), di cui fa parte anche la clinica di Canistro (L’Aquila).
Secondo le accuse della Procura di Roma il denaro proveniente dagli ammortizzatori sociali, oltre quindici milioni di euro in quattro anni ed indebitamente percepiti, sarebbe stato utilizzato per acquistare lussuosi appartamenti a Roma e nel Lazio e per sanare parte dei debiti dell’Ini che opera nel settore sanitario e nella riabilitazione post-acuzie con sede oltre che a Roma in via Vittorio Emanuele Orlando anche a Veroli (Frosinone). Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Paolo D’Ovidio, che ha iscritto nel registro degli indagati Delfo Faroni, presidente del consiglio di amministrazione Ini spa, Nadia Proietti, amministratore delegato Ini spa, Cristopher Simone Lucano Faroni, consigliere Ini spa e Jessica Veronica Faroni, procuratore Ini spa.
I quattro amministratori sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa in concorso tra loro «poiché al fine di perseguire un medesimo disegno criminoso, ed assicurarsi un ingiusto profitto, mediante artefici e raggiri consistiti nel dislocare valori materiali e finanziari in altre società collegate per poi certificare una crisi aziendale ed un inesistente esubero di personale, traevano in errore gli enti pubblici preposti, ottenendo il contributo di solidarietà di euro 3.912.864.66 relativo al periodo 1/08/2013-31/07/2014, reiterando la condotta criminosa per i successivi periodi 1/08/2014-31/07/2015; 01/12/2015-31/12/2016 in “contratto di solidarietà”». Il gruppo quindi avrebbe indebitamente percepito, stando agli accertamenti degli investigatori del Comando carabinieri Tutela del lavoro di Roma, oltre quindici milioni di euro.
Le indagini partono nel 2016 dalla denuncia di un sindacalista del Sincel. Nel dettagliato esposto, corredato anche di perizie bancarie ed immobiliari, si fa presente che «la società Ini si è resa responsabile sin dal settembre del 2013 del reato di truffa aggravata ai danni della pubblica amministrazione e dei singoli lavori dipendenti del Gruppo…». Faroni con il suo entourage avrebbe quindi fatto lavorare i dipendenti ad orario intero; avrebbe ottenuto il pagamento degli stipendi dal Ministero ma corrisposto ai dipendenti solo la quota dello Stato anziché quella intera; avrebbe fatto svolgere lo straordinario agli stessi dipendenti pur essendo questi in solidarietà. La ciliegina sulla torta è l’utilizzo dei soldi. Dalle indagini è emerso l’atto di acquisto preliminare, da parte di una società del gruppo Ini, la Fler srl, anche di un appartamento situato a Roma, in zona Colosseo e precedentemente di proprietà dell’ex ministro Scajola. Appartamento assurto alla ribalta delle cronache alcuni anni fa.

Falsi poveri, incassano l’assegno sociale in Italia ma vivono all’estero: 370 denunciati

Percepivano l’assegno sociale erogato dall’Inps (circa 450 euro al mese per 13 mensilità), ma erano residenti all’estero. E l’emolumento – che rientra tra i principali strumenti cosiddetti ‘di protezione’ – spetta solo a chi risiede in Italia. Il Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza ha denunciato per questo motivo 370 persone, che hanno indebitamente percepito oltre 10 milioni di euro. L’Inps ha immediatamente sospeso i pagamenti con un risparmio annuo di oltre 2,6 milioni di euro.

inps_sede_generica© Fornito da Rai News inps_sede_generica

L’assegno sociale  è corrisposto dall’Inps ai cittadini italiani, comunitari (con iscrizione all’anagrafe comunale), extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo), rifugiati politici ed apolidi (titolari dei rispettivi titoli di soggiorno) che abbiano compiuto 65 anni, siano residenti effettivamente ed abitualmente in Italia, abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa per almeno dieci anni nel territorio nazionale, si trovino in condizioni economiche disagiate.

Le attività di indagine delle Fiamme Gialle sono state condotte sull’intero territorio nazionale e hanno consentito di individuare centinaia di cittadini, sia italiani che stranieri che, dopo l’ottenimento dell’assegno sociale, si erano trasferiti all’estero, non rispettando, pertanto, il requisito essenziale della stabile ed effettiva residenza sul territorio nazionale e certificando falsamente redditi inferiori alla soglia prevista dalla legge per il conseguimento del beneficio.

Gli autori degli illeciti sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato o sanzionati con pena pecuniaria.

L’operazione della Gdf – chiamata ‘People out’ – ha permesso di accertare complessivamente 479 casi irregolari. Oltre a sospendere gli assegni, l’Inps ha anche avviato il recupero di quanto indebitamente percepito dai responsabili, risultati per lo più domiciliati effettivamente nel Sud America e nell’Est Europa.

Tra i casi più eclatanti si segnala quello di una coppia di anziani coniugi di origine tunisina, residenti fittiziamente nella provincia di Firenze, che ha beneficiato indebitamente di emolumenti per complessivi 120 mila euro ed è risultata aver movimentato capitali verso il Principato di Monaco per 370 mila euro; nonché quello di una coppia di coniugi italiani residente nel frusinate, rispettivamente di 73 e 72 anni, che dopo il trasferimento definitivo all’estero ha continuato a percepire l’assegno sociale per complessivi 55 mila euro; e c’è anche il caso di due coniugi italiani, di circa 80 anni, residenti fittiziamente nella provincia di Potenza, ma di fatto stabilmente dimoranti in Venezuela dal 1955, che hanno indebitamente beneficiato di emolumenti assistenziali per 156 mila euro.

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“Vuoi la casa? Versa subito l’acconto” L’ultima truffa degli affitti su internet

Case in affitto, la truffa viaggia sul web

di FEDERICA ANGELI

«San Giovanni, in palazzo d’epoca con affaccio sulle Mura Tiburtine monolocale  soggiorno con zona letto soppalcata cucina a vista, bagno con doccia, termoautonomo  affitto per 500 euro mensili». Annunci farlocchi online, specchietti per le allodole che spuntano in siti immobiliari veri, dietro i quali si nasconde una gigantesca truffa in cui sono cadute migliaia di persone.  Le inserzioni che appaiono su siti come bakeka, kijiji, attico.it a volte mostrano anche scorci di appartamenti. Ma quando il cliente, attirato dai prezzi ultraconvenienti in quartieri della città in cui l’affitto di un monolocale viaggia sugli 800 euro, contatta la finta affittuaria è l’inizio della fine. Dietro l’annuncio della casa dei sogni si nascondono infatti dei truffatori il cui nome cambia ogni volta. Luigi Corridori, Luca Passineti, Pierpaolo Mandato, Federica Cirotti, e via con fantasiosi alias di presunti proprietari, contattati dall’interessato, sempre via email, invitano a dimostrare le reali intenzioni alla casa. Non chiedono anticipi in soldi ma solo l’invio a un’agenzia da loro indicata della ricevuta di un Money Gram o Western Union intestato a se stessi o a un familiare in cui devono essere versati 1000 euro. Quei soldi spariscono nel momento in cui l’agenzia riceve il fax con i dati. E con il malloppo sfuma anche l’occasione dell’appartamentino low cost. «Le denunce di persone che hanno perso la loro caparra sono ormai decine — spiega un investigatore della polizia postale alle prese con la nuova stangata online — da Roma a Milano, da Firenze a Napoli, ormai la truffa sta spopolando». «Io mi sono insospettita — ha raccontato Serena G., una giovane di Napoli che cercava un appartamento nella capitale — perché il prezzo dell’affitto era davvero troppo fuori mercato, così, a differenza di tanti altri, non ho mandato nessuna “garanzia”, come la chiamano loro». I soldi depositati nel Money Gram svaniscono alla velocità del suono e rintracciare i colpevoli, che molto spesso si trovano all’estero, diventa complicatissimo. «Le indagini sono in corso — conclude l’investigatore della Postale — l’invito rivolto agli interessati è comunque quello di non

Con Caffeina si accendono le luci sul campo di Villanova. Attori e vecchie glorie danno il calcio d’inizio

Foto di gruppo per la Nazionale attori (in bianco) e le vecchie glorie della Viterbese
di Andrea Arena
Ore 19.13, e luce fu. L’accende il vescovo Lino Fumagalli, arrivato col quarto d’ora episcopale di ritardo (causa cresime) in questo spicchio di città tra la Cassia e i palazzoni, quartiere Villanova, una delle prime appendici di quella periferia residenziale viterbese che oggi è diventata più grande e forse pure meno verace.

“Un gol per l’oratorio”, si chiama questo sabato sera lontano dagli spritz. Siamo al campo sportivo parrocchiale, creato da don Armando Marini quarant’anni fa e oggi ereditato da don Emanuele Germani, il padrone di casa, quello che lo ha reso moderno, comodo, sicuro. E infatti oggi sono tutti qui per accendere le luci, il nuovo mirabolante impianto di illuminazione a led finanziato dalla Fondazione Caffeina (e dal suo socio della prima ora Carlo Rovelli) e pronto a risplendere. Un sistema all’avanguardia, basso consumo e grande resa, che toglierà dal buio le lunghe serate invernali dei bambini e i ragazzi che vengono a fare calcio in questo posto, anche coi colori del neonato Villanova Fc.

«Buona partita a tutti», dice sua eminenza dopo la benedizione, e si comincia a giocare, per la partita inaugurale. Da una parte, le vecchie glorie della Viterbese: una carrellata di ex giocatori che attraversa gli anni Ottanta (Aspromonte, Bettiol, Coletta, Carbone, Checco Arcangeli, Siddi, Turchetti, Proietti Palombi), accarezza i Novanta (Fimiani, Del Canuto, Barbaranelli, Guernier, Valentini) e sfonda nei Duemila (Riccardo Bonucci, Ingiosi, Santoruvo). Dall’altra, la Nazionale italiana attori, squadra itinerante che si muove per scopi benefici e che per l’occasione schiera reduci dai vari reality come Brice Martinet e Andrea Preti, attori come Fabrizio Rocca, sportivi come Stefano Pantano (idolo della spada olimpica) e registi come Giulio Base. Allenatore, l’ex portiere della Lazio Fernando Orsi, detto Nando. Tutti, comunque, applauditissime dalle ragazzine (e dalle mamme) in tribuna, che evidentemente conoscono le loro gesta. L’arbitro è viterbese: Rinaldo Menicacci, assistenti Prota e Pepponi.

Inni nazionali – quello pontificio per primo – saluto delle autorità e della ex miss Italia Alice, fotografatissima, spettacolo degli sbandieratori e della banda musicale di Bassano in Teverina, e via, si gioca. Passano tre minuti e la Viterbese è in vantaggio: segna Vincenzo Santoruvo, e nella testa del tifoso nostalgico si aprono praterie di ricordi e di illusioni. Per gli attori, pareggia Fabrizio Romondini, che in realtà è un ex calciatore pure lui, ed ex gialloblu pure (pochi mesi nella prima squadra della gestione Camilli, cinque anni fa). La storia che s’incrocia, si mischia con le prime gocce di pioggia, prima che si perda il conto dei gol, in una serata in cui il risultato non conta, ma conta solo la luce.

Fiorenzo Fraioli: Se Roma piange… Berlino si dispera!

Se Roma piange… Berlino si dispera!

La solitudine dei numeri reali
[Volantino strategico n°4]

I “numeri reali”, che descrivono le ragioni della crisi, i suoi costi e chi li paga, vagano sconsolati in un piccolo angolo della grande rete. Si erano preparati ad una stagione di notorietà, credevano di diventare delle star e, per questo, si erano fatti belli, vestendosi di grafici colorati, tabelle eleganti, infografiche da urlo. Tutto inutile, perché la scena viene occupata dai loro nemici di sempre: i beceri luoghi comuni.

Se Roma piange… Berlino si dispera!

Lo scivolone a fine gennaio 2013 delle quotazioni del Monte dei Paschi di Siena (MPS), da 0.26 a 0.22 €/azione, non è che l’ultimo di una lunga serie. Il titolo, che valeva oltre 5 €/azione poco più di cinque anni fa, ha perso, rispetto ai massimi, il 96% del suo valore.  Anche altre grandi banche italiane vengono considerate a rischio, contribuendo a diffondere la percezione di un paese allo sbando. L’esame dei numeri reali (e ufficiali) che descrivono lo stato dei sistemi bancari europei ci rivela, tuttavia, un quadro assolutamente inaspettato.

  • La leva finanziaria è un fondamentale indicatore che misura il rapporto tra i prestiti erogati e il patrimonio: più esso è alto, tanto più le banche sono esposte al rischio di fallimento. Il suo valore, per le banche italiane, vale in media 17, ed  è inferiore alla media europea di 24. Per le banche inglesi vale 27, per quelle tedesche 26, per quelle francesi 25.(1)
  • L’incidenza dei derivati sull’attivo delle banche italiane è del 9,6%, in Olanda del 9,0%,  in Spagna del 9,2%, in Francia del 20,3%, nei Paesi scandinavi del 20,4%, in Inghilterra del 25,3%, in Germania del 33,3%, In Svizzera è del 40,9%. (2)

Sebbene mal messi, tra i sistemi bancari più “solidi”, secondo i dati ufficiali, ci sono dunque quelli di Italia e Spagna, sebbene entrambi i paesi siano accusati di essere tra i responsabili della crisi della moneta unica.

Qualcuno potrebbe obiettare che la solidità delle banche italiane e spagnole sia una conseguenza di pesanti interventi statali, ma, ancora una volta, i numeri reali raccontano un’altra storia. Un studio della divisione R&S di Mediobanca(3) rivela che ben 437 banche del Vecchio Continente hanno beneficiato, negli ultimi anni, di aiuti da parte degli Stati, per un totale di circa 2.700 mld di euro. In testa l’Inghilterra con 1.200 miliardi, seguita da Germania (420), Irlanda (222), Belgio (197), Olanda (133), Francia (129). L’Italia  ha impegnato solo 123 miliardi, per sovrappiù quasi tutti non a fondo perduto, ma nella forma di contributi concessi come garanzie su emissioni obbligazionarie delle banche.

ORA FATE ATTENZIONE

Nel volantino strategico n°1 abbiamo dimostrato come il debito pubblico italiano sia stato causato dagli alti tassi di interesse conseguenti al “divorzio tesoro Banca d’Italia”; nel volantino strategico n°2 che la spesa pubblica dei PIIGS è inferiore, o al più pari, alla media europea, con la sola eccezione della piccola Grecia; nel volantino strategico n°3che l’Italia ha finanze pubbliche, certificate dalla Commissione Europea, tra le più “sostenibili” nel medio periodo, e più “sostenibili” in assoluto nel lungo; Ora scopriamo che i maggiori istituti di ricerca certificano che i sistemi bancari più esposti sono quelli inglesi, tedeschi, irlandesi, olandesi e belgi, pur avendo ricevuto più aiuti statali! Tutto ciò non è forse meraviglioso e sorprendente? E’ possibile che, all’origine della crisi, ci sia qualcosa di non detto, che pochi hanno il coraggio di denunciare?

Ricorda: la prima vittima della crisi è la verità!

Vai sul blog lasolitudinedeinumerireali.blogspot.com, scarica questo volantino e stampane le copie che vuoi. Poi, regalale ai tuoi amici!

Note:

  1. Rapporto sulla stabilità finanziaria (Banca d’Italia – nov. 2012) – vedi pag.42
  2. DATI CUMULATIVI DELLE PRINCIPALI BANCHE INTERNAZIONALI (Mediobanca R&S) – vedi pag.67
  3. INTERVENTI DEI GOVERNI NAZIONALI A FAVORE DELLE BANCHE E DEGLI ISTITUTI FINANZIARI IN EUROPA E NEGLI STATI UNITI DAL SETTEMBRE 2007 AL GIUGNO 2012 – vedi pag.6

fonte: http://egodellarete.blogspot.it/2013/09/egodellarete.html