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Violenza donne, Boldrini: “Sfregio alla società, uomini non restino a guardare”

Per la prima volta l’Aula della Camera aperta alle sole donne. Sugli scranni e nelle sale del palazzo sono 1.300: vittime di stupro, violenza domestica e stalking. Ma anche madri di ragazze che non ci sono piùsfogliare news arnaldo zeppieri

ROMA – Un problema che non è solo ‘una questione di donne’, ma che coinvolge tutti e che deve riguardare anche gli uomini “quelli che amano le donne” e che devono schierarsi al loro fianco per combattere contro un fenomeno, quello del femminicidio che, ha ricordato la presidente della Camera, Laura Boldrini, “uccide una donna ogni due giorni e mezzo in Italia. Lo dice l’istat. Ed è un dato spaventoso”. La violenza contro le donne è una vergogna, che “sfregia tutto il Paese”. Ma, “ci sono tanti uomini che vogliono bene alle donne, perché rimangono a guardare? Non vi sembra una incoerenza che gran parte uomini che rifiutano la violenza non facciano nulla? Non dovrebbero essere con noi?”, si è chiesta Boldrini.

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, indetta dall’Onu nel 1999, la terza carica dello Stato ha voluto che l’Aula della Camera e le altre sale fossero aperte alle sole donne, 1.300 provenienti da tutta Italia, alle vittime di violenza e a chi le sostiene. Alcune hanno accettato di partecipare all’iniziativa #inquantodonna e di mostrarsi, dopo le esperienze subite, per la prima volta. Per raccontare le loro terribili esperienze, ma soprattutto per unirsi, con coraggio, in una battaglia che può essere combattuta solo insieme.

“Agli uomini è richiesto di fare un salto in avanti, di uscire da una cultura che ha ridotto per millenni una donna a una proprietà. Bisogna educare i bambini e le bambine alla parità di genere – ha insistito Boldrini nel suo intervento – il rispetto per le donne, le donne devono poter dire no ed essere rispettate. Questa giornata mette le donne al centro del dibattito e le tematiche che le riguardano”, ha proseguito la presidente, che ha ringraziato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

In questa legislatura, ha ricordato la terza carica dello Stato, “tanto è stato fatto contro la violenza sulle donne: dalla convenzione di Istanbul, al decreto sul femminicidio al provvedimento per gli orfani. Sul tema stalking ci sono stati errori che a giorni saranno corretti. Ma le leggi non bastano: il problema è culturale”, ha insistito. E ha lanciato un appello a tutte: “Dovete denunciare, perché il silenzio divide, isola, uccide: è la parola a salvare, perciò voglio dare oggi la parola a voi, che il silenzio lo avete rifiutato e avete parlato. Siamo il 51%, non una minoranza sparuta ed esigue: sappiamo parlare e dobbiamo farlo. Perciò oggi voglio dare la parola a voi che il silenzio l’avete rifiutato, che avete deciso di parlare, di riprendervi la vostra libertà. E il Paese non può ignorarci più”.

Non solo la violenza domestica, ha proseguito, deve uscire dal silenzio, ma anche quella in tutti gli ambiti della vita. “Il Caso Weinstein ha scoperchiato la vergogna delle molestie sul lavoro. In Italia il tema stenta ad affermarsi e le donne tendono a non denunciare perché temono di non essere credute, di perdere il lavoro, perché sanno che persiste un forte pregiudizio contro di loro”. Questo, ha gridato, non può più succedere.

Serafina Strano, la dottoressa stuprata in Sicilia mentre era in servizio alla guardia medica, è stata la prima delle 17 invitate a intervenire, a prendere la parola: “Non mi vergogno di quello che mi è successo – ha detto in un intervento commovente e sentito -. Finora non mi sono mai mostrata. Ma oggi l’ho fatto perché sono viva”. Dopo di lei hanno parlato altre vittime, rappresentanti di associazioni, esponenti delle forze dell’ordine, ma anche mamme che hanno visto morire le loro figlie, per mano di uomini che dicevano di amarle, come la madre di Sara Di Pietrantonio, uccisa dal fidanzato. Da tutte l’appello alle istituzioni a tutelare le vittime e a fare in modo che gli autori delle violenze abbiano la giusta punizione.

“L’Italia civile si unisce per dire basta alla vergogna della violenza sulle donne”. Così, con l’hashtag #giornatacontrolaviolenzasulledonne, il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha scritto su Twitter.

Per il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, la “lotta contro la violenza sulle donne è prima di tutto un problema degli uomini, è un problema educativo molto grave, di educazione sentimentale, di rispetto delle differenze, di superamento degli stereotipi di genere che ancora abbondano nella nostra società e nei media #25novembre”, ha scritto sempre su Twitter.

Violenza sui minori: record nel 2016, 5.383 vittime, 15 al giorno Rapporto Terre des Hommes, sono femmine in 6 casi su 10

bambino-di-giugliano-abusato-670x274In Italia quasi mille minori ogni anno sono vittime di abusi sessuali: circa 2 bambini ogni giorno. Ma lo scorso anno si è registrato un vero record: 5.383 minori vittima di violenza, non solo sessuale; si tratta di circa 15 bambini ogni giorno. In sei casi su 10 si tratta di bambine. Un dato che segna un preoccupante 6% in più rispetto all’anno precedente. L’allarme sul fenomeno viene dagli ultimi dati Interforze del 2016, elaborati nel Dossier della Campagna Indifesa di Terre des Hommes (6/a edizione) presentato alla presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso.

+12% abusi in famiglia, +23% casi di botte  – La violenza domestica è causa della maggioranza dei reati contro i minori: nel 2016 sono state ben 1.618 le vittime di maltrattamento in famiglia, il 51% femmine, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Emerge dal Dossier di Terre des Hommes, messo a punto su dati Interforze, presentato oggi. E’ cresciuto del 23% il numero di minori vittime di abuso di mezzi di correzione o disciplina (266 nel 2016), ovvero di botte che hanno obbligato il ricorso dell’ospedale e la denuncia. Le due fattispecie in calo rispetto al 2015 sono gli atti sessuali con minori di 14 anni (-11%), dove però le vittime sono ancora 366, per l’80% bambine, e la detenzione di materiale pornografico, che segna -12%, con 58 vittime, il 76% femmine

CECCANO – Violenza Sessuale su Minore

Avrebbe tentato di stuprare la fidanzatina del figlio di soli 15 anni. Per tale motivo l’uomo, un operaio di 45 anni residente a Ceccano, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale. Il 17 ottobre prossimo, difeso dall’avvocato Rosario Grieco dovrà comparire alla sbarra. La storia risale allo scorso anno quando quando l’adolescente, residente a Frosinone, che si era recata nell’abitazione dell’imputato perchè aveva un appuntamento con il fidanzato, si era trovata da sola con l’uomo. Alla giovane nuora le aveva detto che il figlio sarebbe tornato presto e che poteva aspettarlo tranquillamente a casa. Invece non appena aveva varcato la soglia di quell ‘appartamento l’uomo ne avrebbe approfittato tentando di trascinarla in camera da letto per stuprarla. A salvarla da quella violenza proprio il suo ragazzo che stava rincasando. Sentendo infatti che il figlio che stava rientrando l’operaio si era allontanato in tutta fretta da quella stanza. Ma tornata a casa la ragazzina senza dire nulla al fidanzato aveva raccontato tutto ai genitori che avevano fatto scattare la denuncia. I carabinieri dopo aver raccolto gli elementi ( fondamentali le intercettazioni telefoniche e i pedinamenti) necessari per inchiodarlo alle sue responsabilità avevano consegnato il fascicolo in procura. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero, il giudice ha deciso di mandare l’uomo sotto processo. La ragazzina che si costituirà parte civile sarà rappresentata dall’avvocato Angelo Micheli. Sembra chea seguito di quanto accaduto, il figlio dell’imputato abbia deciso di tagliare ogni legame con il genitore che avrebbe tentato di violentare la sua fidanzata.

Giustificare la violenza sulle donne è illogico: una serie di spot lo dimostra con paradossi geniali

”Aveva una gonna troppo corta”, ”Era ubriaca”. Sono tanti gli stereotipi usati per giustificare la violenza sulle donne. Una campagna statunitense antistupro dimostra quanto sia assurda la logica che si nasconde dietro a certe motivazioni. Utilizzando un’arma infallibile: l’ironia.

‘Tocca a noi”. Si chiama così – ”Its’ on us” – la campagna di comunicazione contro i crimini a sfondo sessuale realizzata dalla task force antiviolenza voluta dall’amministrazione Obama nel 2014.
Negli ultimi spot, firmati dal collettivo 101-North Marketing, la realtà viene ribaltata: sono le donne a non rispettare gli uomini o a fingere di non capire le loro intenzioni. Nel primo video una donna assaggia, distruggendola, una torta nuziale proprio sotto gli occhi impotenti del pasticciere che l’ha realizzata. ”Sei stato tu a renderla così appetitosa, è come se mi avessi chiesto di farlo”, esclama la protagonista. Nel secondo, due donne toccano insistentemente un’opera d’arte dopo i tanti moniti del vigilante a non farlo. ”Dici di no, ma in fondo vuoi dirci di sì”, sghignazzano le ragazze, giustificando così le loro azioni.