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‘Bullismo di massa’, Selvaggia Lucarelli svela cosa sia successo a Katia Ghirardi dopo il video virale della banca 

 E’ stato il video più visto della giornata: tutti hanno parlato e riso del filmato online di Katia Ghirardi che esorta i suoi dipendenti e i possibili nuovo correntisti a metterci il cuore. A mettere un punto su tutta la vicenda è Selvaggia Lucarelli che spiega cosa sia successo a Katia Gherardi dopo l’onda mediatica che l’ha travolta: la giornalista fa anche sapere che quel video non doveva andare online. Ecco cosa è successo

 Katia Ghirardi vittima del video virale su Banca Intesa San Paolo, le parole di Selvaggia Lucarelli

Se cerchiamo sui motori di ricerca ‘Katia’, il primo risultato che otteniamo è ‘Katia banca intesa’. Sappiamo tutti bene di cosa si tratta, d’altronde parliamo del video più visto, commentato e condiviso di ieri, e anche Selvaggia Lucarelli ha voluto dire la sua su Katia Ghirardi, direttrice della filiale di Castiglione delle Stiviere.

Il messaggio commovente di Katia Ghirardi per suo figlio: dopo il caso mediatico ecco il post Facebook che fa riflettere

Quel video faceva parte di un contest interno che Banca Intesa San Paolo aveva promosso per un po’ di sana competizione tra i dipendenti delle tante sedi, ma è finito online rovinando la vita della donna che, sì ci ha messo la testa, la faccia e il cuore, e ci ha rimesso – a occhio e croce – anche la carriera e la reputazione.

Sono piovute parodie sulla clip, addirittura in un video Katia faceva la stessa fine della mamma colpita da un meteorite di un noto spot e ancora c’è chi ha scritto direttamente a Banca Intesa chiedendo come stesse Fabio, il dipendente assente che si è salvato dal massacro senza senso e senza regole messo in atto nelle ultime 24 ore.

Selvaggia Lucarelli contro Maurizio Costanzo, durissimo l’attacco della blogger: ecco perché

Selvaggia Lucarelli parla di effetto Irma, un uragano che non possiamo arginare e difende la direttrice memore del tragico suicidio di Tiziana Cantone dopo il filmato privato a luci rosse finito sul web.

In un passaggio del lungo sfogo della blogger leggiamo:

“Dopo Tiziana, il mostro dovremmo conoscerlo tutti. Gli alibi non ci sono più. Il web non è più quello di qualche anno fa in cui c’era un video buffo e ci ridevamo un po’, senza che l’onda si gonfiasse come dopo il passaggio di Irma.
Ora è sempre Irma. Ora, sappiamo tutti di avere tutti in mano una pistola. E sono un miliardo di pistole che possono essere rivolte contemporaneamente contro una persona sola.

La persona sola, ieri, è stata Katia, la direttrice della banca… Sì, è un gigantesco, orrendo bullismo di massa”.

La riflessione della giornalista si dipana sulle conseguenze che quel video avrà per sempre sulla vita della donna, pubblicamente massacrata, non difesa dai suoi stessi superiori e ora legata a quelle immagini di fantozziano gusto.

Il post della Lucarelli si conclude così, con la speranza che la tolleranza spezzi il terribile vortice che ha rapito Katia:

“Parliamo agli adulti e diciamo: “Comportatevi da persone perbene”. Noi, per primi. Ciao Katia, il prossimo conto lo apro da te. Tu ci metti la faccia, io il portafoglio, dai”

Yahoo, attacco hacker nel 2013: colpiti tutti i suoi 3 miliardi di account

Yahoo, attacco hacker nel 2013: colpiti tutti i suoi 3 miliardi di account(ap)

Lo rivela Verizon, sottolineando come la più grande operazione di hackeraggio di tutti i tempi ha assunto delle dimensioni ancor più enormi di quanto già non si sapesse

QUATTRO anni fa un attacco hacker ha messo sotto scacco tutti gli account – ben 3 miliardi – di Yahoo. Lo ha fatto sapere Verizon, ora proprietario della società acquisita nel 2016. I dati fanno riferimento a nuove informazioni e smentiscono quanto detto in precedenza da Yahoo che aveva sostenuto che l’attacco del 2013 riguardasse solo un miliardo di account. Yahoo aveva per la prima volta rivelato pubblicamente quanto accaduto nel dicembre 2016, facendo aumentare le polemiche per l’incapacità della classe dirigente di garantire la sicurezza.

Si tratta dunque di uno dei più importanti cyberattacchi, in termini di quantità, della storia. Un portavoce di Oath, il nuovo nome della divisione di Yahoo controllata da Verizon, ha detto che il colosso delle comunicazioni si è accorto dei nuovi dati la settimana scorsa. Le informazioni sono state fornite da aziende di analisi esterne alla società. Lo scandalo aveva fatto crollare ancor di più la credibilità del gruppo guidato da Marissa Mayer che già in quel periodo si trovava in un momento molto difficile.

Tra le informazioni rubate ci sono i nomi utenti, le password, e in alcuni casi i numeri telefonici, le date di nascita, ha detto il portavoce di Verizon. Yahoo e Verizon raggiunsero un accordo il 23 luglio dello scorso anno per 4,8 miliardi di dollari, prezzo poi ridotto a 4,48 miliardi proprio a causa dei due mega attacchi hacker subiti dal gruppo che ora non esiste più. Si era infatti venuti a conoscenza di un secondo attacco nel 2014 che aveva riguardato altri 500 milioni di profili Yahoo.

Quel che è rimasto dopo la cessione a Verizon di siti come Yahoo Sport, Yahoo Notizie e Yahoo Finanza non è altro che un fondo di investimento

chiamato Altaba e che ha in portafoglio le quote preziose in Alibaba e Yahoo Yapan. Verizon è riuscita a tenere nel dopo mercato: il titolo del colosso americano delle telecomunicazioni è arrivato a cedere lo 0,3% dopo avere guadagnato l’1% a 49,85 dollari nella seduta odierna.