cronaca

The Munsters e altre serie mostruosamente cult

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È notizia di questi giorni: arriva il remake (cinematografico) della mitica sitcom degli anni ’60. Qui gli altri migliori rappresentanti del genere, a partire dalla Famiglia Addams

La notizia: uno dei più prolifici registi horror americani, Rob Zombie, ha annunciato che il suo prossimo progetto cinematografico rilancerà la mitica serie dark degli anni ’60 The Munsters, meglio nota in Italia come I mostri, riprendendone i personaggi e le ambientazioni. Complice la copia-rivale La famiglia Addams, il filone che fonde fascinazione per l’orrore e stilemi da sitcom famigliare americana non ha mai stancato, dando vita a numerose produzioni televisive più o meno ironiche che hanno saputo sdoganato il genere ibrido sul piccolo schermo.

1. The Munsters

The Munsters è un po’ il capostipite. In onda dal 1964 sulla rete americana Cbs, anche se è durato solo due stagioni ha lasciato un segno indelebile nell’immaginario comune, crescendo in popolarità grazie soprattutto alle innumerevoli repliche. Attingendo dai classici sui mostri della Hollywood in bianco e nero, questa sitcom immergeva i protagonisti, a partire dalla coppia formata da Herman e Lily Munster, in un contesto da famiglia media americana, con relativi problemi di figli, bollette e altri intoppi quotidiani. Fra mostri alla Frankenstein, vampiri, licantropi e altre creature bizzarre, i Munster si barcamenavano in una società che in fondo non faceva troppo caso alla loro diversità. Numerosi tentativi di remake televisivi sono stati fatti negli anni successivi, il più recente nel 2012, anche se nessuno riuscì a ritrovare la sottile formula vincente che univa grottesco e ironia più pragmatica.

2. La famiglia Addams

Serie molto vicina alla precedente (anche se i fumetti da cui è tratta erano del 1938), ha debuttato sempre nel 1964, sempre in bianco e nero, sempre per due stagioni, ma sulla rete rivale Abc. Rispetto ai Munsters, però, gli Addams avevano un che di patinato, a partire dalla loro condizione socioeconomica. Gomez, Morticia e il resto della famiglia, poi, erano immersi in un mondo macabro e raccapricciante, ciò che di meglio ci si potesse aspettare dalla vita per loro; ma è proprio questo che generava un continuo clash culturale con le persone più ordinarie che li circondavano. Memorabile la sigla con lo schiocco di dita divenuto un vero e proprio tormentone. Un recente adattamento animato è arrivato al cinema nel 2019 e ne è già stato annunciato un seguito, mentre Tim Burton produrrà per Netflix alcuni episodi incentrati sul personaggio di Mercoledì.

3. Ai confini della realtà

Ancora prima degli Addams e dei Munsters, dal 1959 l’horror aveva trovato uno spazio sul piccolo schermo grazie a The Twilight Zone, antologia con il titolo in Italia di Ai confini della realtà. Anche se il punto di partenza del creatore Rod Serling era dichiaratamente più fantascientifico, questa collezione di storie dell’altro mondo finì per incarnare gli stilemi più ricorrenti del genere in senso ampio: non solo mostri e creature leggendarie, dunque, ma anche i piccoli e grandi orrori della vita quotidiana, quegli aspetti e quelle contraddizioni che rendono la nostra ordinarietà un inferno di ossessioni raccapriccianti. Così The Twilight Zone gettò le fondamenta per diversi reboot e revival, l’ultimo dei quali è stato prodotto nel 2019 da Jordan Peele, già regista di Get Out, che però è stato criticato per non essersi dimostrato all’altezza dell’arguzia dell’originale.

4. Dark Shadows

In Italia questa serie non è mai arrivata, ma in molti possono ricordarla (o almeno rievocarne le atmosfere) grazie al film del 2012 di Tim Burton con Johnny Depp, che s’ispira dichiaratamente. Si trattava di un soap opera dai toni esageratamente gotici, andata in onda sulla Abc per diverse stagioni, a partire dal 1966 fino al 1971. Ritraeva le vicende strampalate della famiglia Collins, benestante e psicotica, irrimediabilmente sempre coinvolta in strani contesti soprannaturali. La caratteristica principale di Dark Shadow? L’esasperazione: dei toni, della recitazione e della trama. Si aggiunga che gli episodi erano stati tutti girati da un piccolo gruppo di attori che coprivano più ruoli e che a volte, per necessità, un personaggio veniva interpretato da persone diverse.

5. Un salto nel buio

In originale Tales from the Darkside, è una serie antologica creata fra il 1983 e il 1984 da George A. Romero, il mitico maestro dell’orrore artefice de La notte dei morti viventi. L’unica stagione arrivata in Italia è stata trasmessa nel 1988, ma in realtà negli Stati Uniti ha avuto una vita più lunga, ovvero quattro stagioni. Un salto nel buio prendeva origine da Creepshow, film del 1982 dai toni più comici, diretto dallo stesso Romero e scritto da Stephen King. In effetti, l’idea iniziale era proprio quella di farne un adattamento, ma è stata abbandonata per questioni di diritti. Allora, il progetto è stato cambiato, puntando maggiormente sugli aspetti più eclatanti dell’horror, del fantasy e sci-fi anche se alcuni episodi avevano un’impronta da black comedy. Alcune storie erano tratte da autori come King o John Cheever, con uno stile narrativo essenziale seppur compiaciuto. È da qui che hanno preso ispirazione le produzioni successive Tales from the Crypt di Hbo, Chi ha paura del buio? e Piccoli brividi.

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