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Tom MacDonald è il primo rapper conservatore a scalare le classifiche

I suoi testi sono stati definiti pro Trump e contrari alla cancel culture. Del resto, criticano il movimento Black Lives Matter, incoraggiano l’uso delle armi e si schierano contro l’aborto. Mentre macinano milioni di views su YouTube

Tom MacDonald
(Foto: da YouTube)

Negli Stati Uniti il rap viene considerato una musica progressista e vicina alle minoranze, perché è stato portato al vertice da artisti afroamericani. Per questo il recente successo di Tom MacDonald ha stupito i più. Canadese, sta scalando le classifiche americane dopo aver conquistato in passato quella di iTunes e aver ottenuto 553 milioni di views su YouTube con canzoni che criticano il movimento Black Lives Matter, incoraggiano l’uso delle armi e si schierano contro l’aborto. Temi vicini a Donald Trump e a QAnon, che hanno fatto sì che MacDonald venisse indicato come il primo rapper conservatore e con simpatie politiche di destra a scalare le charts.

Chi è Tom MacDonald

Classe 1988, il tatuatissimo MacDonald si è trasferito dal Canada a Los Angeles per tentare la carriera nel wrestling. Dopo qualche match con scarso seguito, ha deciso di dedicarsi alla musica e al suo genere preferito: il rap. Il cantante ha citato Eminem come principale ispiratore e ha addirittura acquistato l’NFT di una canzone dell’artista di 8 Mile per poterla campionare in un nuovo singolo. Il primo successo è arrivato con i pezzi del 2018 White Boy e Straight White Male che parlano delle presunte difficoltà degli uomini bianchi negli Stati Uniti. Il concetto è spesso al centro dei dibattiti online dei sostenitori più accaniti di Trump, i quali credono che la diffusione dei movimenti come Black Lives Matter abbia peggiorato il loro stile di vita. Altro principale nemico di Tom MacDonald sono i cosiddetti snowflakes, ovvero quelle persone che, secondo i detrattori, si offendono troppo facilmente e non riescono ad accettare idee politiche diverse dalle proprie. Proprio nel singolo Snowflakes, il rapper canta: “Pensate che portare via le armi salverà i nostri ragazzi dagli omicidi? Il tuo essere a favore dell’aborto uccide molti più bambini”; e non risparmia offese contro chi usa i pronomi inclusivi come they/them: “E ora tutti vogliono proteggere i sentimenti dei millennial, Lui, lei, loro, chissenefrega di un pronome”. La canzone ha raggiunto la vetta della classifica hip-hop di iTunes e ha a oggi sette milioni di views su YouTube. Nel video che la accompagna compare l’attivista trans Blaire White, nota per le sue posizioni di destra e per aver espresso opinioni negative sugli sviluppi del femminismo moderno.

Vicino ai temi preferiti da Donald Trump

I video di MacDonald rispettano i classici schemi della musica trap, con auto lussuose e ballerine in primo piano. Anche i beat sono simili a quelli delle canzoni rap più famose e l’artista dimostra di saper incastrare le rime e andare a tempo come un professionista di lungo corso. Sono i testi a lasciare interdetti buona parte degli ascoltatori: nei commenti ai suoi brani su YouTube e sui social media si alternano i fan e coloro che lo deridono o lo accusano di essere pro Trump e vicino a QAnon. In risposta lui ha twittato: “Non sono a favore di Trump. Non sono anti-Trump. Sono a favore delle persone. Sto mostrando comprensione verso un gruppo di elettori a cui raramente viene concesso”. Una smentita non così evidente che l’ha di nuovo messo nell’occhio del ciclone, ma che ha inevitabilmente fatto aumentare il numero di ascolti dei suoi pezzi. Al momento MacDonald non è sotto contratto con una major: è difficile che un’etichetta importante si possa avvicinare a un’artista che, nella canzone Fake Woke, dice: “La cancel culture  ora governa il mondo, il pianeta è impazzito e indica tutto ciò che diciamo come omofobico o razzista. Il femminismo era la più giusta delle lotte, ma in questi giorni sembra che odino segretamente i maschi”. Siti e riviste musicali americane non hanno dato molto spazio al fenomeno Tom MacDonald e lui perciò li ha accusati di evitarlo perché contrario ai trend politici e sociali in voga oggi. Parole che suonano proprio come quelle che era solito usare Donald Trump.

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