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TOP OnlyFans: la web reputation del social chiude i battenti al porno

OnlyFans è certamente la piattaforma social più discussa del momento. Se il suo successo l’aveva messa per mesi al centro dell’attenzione, soprattutto durante il periodo di pandemia, altrettanto hanno fatto le polemiche intorno ai contenuti per adulti che la abitano e l’incredibile scelta, poi ritrattata, di vietarli.
Ha sconvolto il cambio repentino di percorso avvenuto in poco meno di una settimana: prima la decisione di vietare ogni tipo di materiale pornografico dal 1° ottobre, poi il ritorno alla normalità, come se nulla fosse successo. Difficile capire cosa si nasconde davvero dietro queste prese di posizione figlie di un successo per certi versi inaspettato.

Adulti innanzitutto

Nato nel 2016, il sito si è sin da subito proposto come un portale in cui i creator avrebbero potuto pubblicare i propri contenuti (video o foto) e i fan avrebbero dovuto abbonarsi per vederli. Contenuti in esclusiva, per pochi affezionati, per quelli disposti a pagare, contenuti che nessun altro avrebbe potuto vedere. Una formula semplice che ha aperto le porte a quella che sin da subito è stata l’arma capace di decretare il successo della piattaforma: i contenuti per adulti. Quando le prime foto di nudo sono apparse sulla piattaforma sono stati tanti quelli che ne hanno intuito il potenziale successo.

OnlyFans si è rivelato un sito più che affidabile per la diffusione di questo tipo di materiale, sia dai professionisti del settore che da veri e propri amatori. In poco tempo la formula ha portato alla ribalta il portale e video e foto per maggiorenni sono diventate il vero traino di tutto il sito. Oggi OnlyFans conta 150 milioni di utenti e oltre 1,5 milioni di creatori di contenuti. Gli utenti sono arrivati a spendere oltre 5 miliardi totali per vedere i contenuti o abbonarsi.

Come funziona OnlyFans?

La formula è semplice ma alla portata di tutti: basta avere 18 anni per iscriversi e ben pochi passi per poter iniziare a pubblicare. Ci si può abbonare ai profili pagando una quota, ma in alcuni casi si ha la possibilità di pagare per vedere anche singoli contenuti. Seppur in minoranza non mancano i profili e i contenuti gratuiti. Variabile, invece, il prezzo dell’abbonamento, che può essere mensile o annuale, partire da 4,99 dollari e arrivare fino a 49,99 dollari.
La massima libertà e la relativa facilità con cui si può pubblicare ed essere pagati per farlo ha attratto sin da subito creator dal mondo del porno e veri e propri lavoratori del sesso, amatori e professionisti. Il 2020, con la pandemia di mezzo, ha ulteriormente aumentato il numero di queste persone: chiusi in casa, molti attori o lavoratori del settore hanno riversato i loro contenuti “amatoriali” su OnlyFans, garantendosi una fonte di guadagno sicura in un periodo di magra e aumentando a dismisura il successo del sito.

Massima libertà..

Dietro al successo di OnlyFans c’è un’idea di libertà massima nella pubblicazione dei contenuti, la relativa facilità con cui ci si può iscrivere e pubblicare e un guadagno netto piuttosto alto per i creator: la piattaforma trattiene infatti il 20% dalle cifre degli abbonamenti, rivelandosi molto più redditizia di altri servizi o agenzie tradizionali. C’è poi un aspetto da non sottovalutare, legato a doppio filo al mondo della pornografia.

OnlyFans è il primo servizio che permette a professionisti o amatori di avere una piattaforma indipendente e non legata all’industria, con cui pubblicare contenuti in autonomia e monetizzare realmente il proprio seguito di fan. Piattaforme come Instagram o TikTok permettono a tutti i creator, anche i non professionisti, di avere strumenti per creare un seguito e monetizzarlo. OnlyFans permette esattamente la stessa cosa, aprendo però la strada anche all’intrattenimento per adulti. Ma quanto costa davvero tutta questa libertà?

..ma a quale costo?

Intorno a OnlyFans, soprattutto negli ultimi tempi, sono nate non poche polemiche, sia per l’impronta presa dal sito, sia per le numerose zone d’ombra emerse nel momento in cui media e giornalisti hanno iniziato a interessarsi alla piattaforma e al suo successo. Numerose inchieste giornalistiche, tra cui alcune piuttosto complete della BBC, hanno evidenziato quanto la piattaforma non abbia mai fatto abbastanza per accertarsi della reale natura dei contenuti che la abitano.

Troppo blando, sempre secondo BBC, il sistema di controllo sui contenuti: OnlyFans rallenterebbe deliberatamente queste procedure, non eliminando subito i contenuti illegali ma inviando ben tre avvertimenti prima della chiusura definitiva dell’account. Le accuse, rispedite al mittente dai vertici, hanno comunque avuto un forte contraccolpo sull’immagine del sito e, forse, scatenato le proteste di investitori e istituti bancari.

Stop al porno!

Da qui la decisione, arrivata lo scorso 19 agosto, di proibire, dal 1° ottobre, tutti i contenuti pornografici. Le motivazioni ufficiali non sono mai state del tutto chiarite, con un generico riferimento a istituti bancari e partner finanziari che non vedevano più di buon occhio la pornografia sul sito e che avrebbero ritirato il loro supporto se la piattaforma avesse continuato per la stessa strada. Banche e istituti finanziari, da sempre, fanno grande fatica a rapportarsi con i contenuti per adulti e il porno: non vogliono mai essere associati a qualcosa ancora considerato ben lontano dalla morale pubblica.

Le critiche a OnlyFans e il rischio di un proliferare di contenuti non controllati al di fuori della legge ha fatto il resto, portando la piattaforma alla decisione più difficile. Una decisione apparentemente perentoria, dalla quale sembrava impossibile tornare indietro. Eppure sono bastati pochi giorni per cambiare nuovamente idea. Un cambio di prospettiva repentino e apparentemente senza senso.

Anzi no!

Se da un lato le pressioni delle banche avevano portato OnlyFans a cedere, dall’altro non ci si era resi del tutto conto che smantellare di punto in bianco il core business della piattaforma non era la scelta migliore. Il sito era diventato un “porto sicuro” per moltissimi creatori di contenuti 18+ che, una volta appresa la notizia, hanno subito iniziato a far sentire con forza la loro voce. Le accuse ai vertici sono state sonore e rabbiose, le minacce numerose.
OnlyFans è stato accusato di aver cercato di costruire il proprio successo sui contenuti più espliciti per poi abbandonarli e passare ad altro una volta raggiunta la notorietà. Molti creator avevano comunque deciso di tenere attivi i loro profili, ma solo per non perdere contatto con gli abbonati e invitarli a seguirli e iscriversi su altri siti. Una voce che deve aver fatto drizzare le antenne ai vertici e ai suoi investitori: impossibile costruire una fortuna su un certo tipo di target per poi pensare di abbandonarlo senza alcuna conseguenza.

Quale futuro per OnlyFans?

In altre occasioni, probabilmente, le scelte imposte dall’alto sarebbero state portate comunque avanti. Qui a vincere, per ora, sono stati i creatori di contenuti e un settore, quello dell’intrattenimento per adulti, spesso bistrattato e posto ai margini nonostante l’incredibile successo e i guadagni che porta.
In piattaforme come queste sono comunque i creativi a portare guadagni, a decretare il successo di un servizio e la sua popolarità: senza di loro social come OnlyFans non esisterebbero, non nascerebbero e non avrebbero alcun tipo di visibilità. OnlyFans ha provato a liberarsi della sua anima ma ha capito, per fortuna, di non poterne fare a meno.

Compreso tutto questo occorrerà comunque una maggiore attenzione alle regole e ai controlli. Specializzarsi in un certo tipo di intrattenimento porta degli obblighi che fino a qui OnlyFans ha evitato di assumersi. Per continuare a crescere e avere successo occorre anche prendersi determinate responsabilità per tramutarsi in un posto sicuro e sempre inserito nei confini della legalità. Il successo di un servizio passa anche da questo.

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