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Torino, apre lo studio legale delle farmacie: “Chiederemo i danni ai rapinatori”



Federfarma approfitta di una nuova legge e finanzia una società di avvocati: “Deterrente costituirsi parte civile”


Allarmi e telecamere non hanno ridotto se non in piccola parte le rapine in farmacia, sebbene abbiano agevolato il lavoro delle forze dell’ordine nel dare la caccia ai banditi. Ed è per questo che i farmacisti piemontesi hanno studiato una nuova strategia antirapina sfruttando le armi della legge. ” Abbiamo deciso di costituirci parte civile in tutti i processi celebrati nei confronti dei rapinatori di farmacie: si costituirà il farmacista che era dietro il bancone, la farmacia per il danno subito e anche l’associazione di categoria Federfarma a cui il negozio è associato”, spiega l’avvocato Marco Ottino. Ottino da aprile è presidente di Farmatutela, studio legale di Torino costituito a inizio anno approfittando della nuova normativa sugli studi legali che permette la costituzione di società con un socio di capitale che le finanzi. In questo caso il capitale è di Federfarma Piemonte, associazione di categoria che, attraverso le sezioni provinciali, raggruppa 1650 farmacie.

“L’idea di avere uno studio legale di riferimento è nata studiando le potenzialità delle nuove regole della concorrenza spiega Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte – In primo luogo lo scopo della società Farmatutela è di salvaguardare gli interessi delle nostre associazioni di categoria provinciali, ma anche le singole farmacie, oltre ai titolari e i dipendenti, sia per questioni di lavoro che personali. Vogliamo essere un punto di riferimento, a costi convenzionati, in caso di imprevisto legale, soprattutto perché gli avvocati dello studio sono altamente specializzati in una materia molto complessa”.

Tra i problemi di quotidiana soluzione ci sono ricorsi al Tar relativi ai rapporti con le Asl, controversie con i creditori, truffe da parte di fornitori ma anche la necessità di difendersi quando per esempio vengono fatte ispezioni sul commercio online di prodotti da banco. ” La normativa è molto intricata e spesso si presta a interpretazioni diverse spiega Mana – Accade molto spesso che il singolo farmacista rinunci a far valere le proprie ragioni, perché intimorito dal dover contattare un avvocato che non sempre conosce la materia specialistica. Invece, potendo contare sugli avvocati dell’associazione di categoria, ci aspettiamo che riescano più facilmente a farsi ascoltare, perché la voce collettiva è sicuramente più forte di un singolo”. E una delle prime sfide sarà quella contro i rapinatori che spesso guardano alle farmacie come a bancomat.

“Costituirci tutti ogni volta come parti civili sarà un modo per scoraggiare i malviventi – spiega l’avvocato Ottino – visto che non ottemperare a una richiesta di risarcimento peggiora la posizione processuale dell’imputato. Immaginiamo che questo ostacolo sia un deterrente e che le farmacie possano diventare obiettivi meno interessanti”.

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