Tragedia della Marmolada: “Colpa del caldo estremo”. Possibili altri crolli

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Sono andate avanti tutta la notte le ricerche dei soccorritori per trovare possibili dispersi dopo il disastro avvenuto ieri sulla Marmolada, dove il distaccamento di un seracco di ghiaccio ha investito due cordate di alpinisti. Al momento il bilancio è di 6 morti e 17 dispersi.
Il distacco è avvenuto attorno alle 14:30 nel tratto che porta da Pian dei Fiacconi a Punta Penia per la via normale alla vetta della Marmolada e “il rischio di altri crolli è alto”, ha detto Walter Cainelli, presidente del Soccorso alpino e speleologico del Trentino.
Ai piedi della vetta più alta delle Dolomiti, tra Veneto e Trentino, il ghiacciaio della Marmolada è già ai primi di luglio in condizioni che normalmente si possono vedere a settembre, al termine della stagione estiva. Non c’è dubbio che alla base del disastro ci sia il caldo eccessivo. Proprio ieri sulla Marmolada era stato raggiunto il record delle temperature, con circa 10 gradi in vetta.
“Il caldo estremo di questi ultimi giorni, con questa ondata di calore dall’Africa, ha verosimilmente prodotto una grossa quantità di acqua liquida da fusione glaciale alla base di quel pezzo di ghiacciaio”, spiega Renato Colucci, l’esperto del Cnr. “Siamo quindi proprio nelle condizioni peggiori per distacchi di questo tipo”.
Il caldo ha prodotto molta acqua liquida, “che si è messa a scorrere dentro il ghiacciaio e alla base del ghiacciaio stesso, di fatto lubrificando il contatto tra il ghiacciaio e la roccia o tra uno strato e l’altro di ghiaccio e quindi facendo sì che questo pezzo molto grande di ghiaccio si staccasse e crollasse verso valle”, conclude Colucci, sottolineando che se il seracco fosse caduto durante la notte non sarebbe successo niente. “Purtroppo, però, è avvenuto in un momento in cui c’erano cordate di escursionisti”.

Foito: ANSA/Andrea Solero

Si poteva prevedere?
“No, non c’era la possibilità di prevedere il qui e ora”, risponde in un’intervista rilasciata a Quotidiano Nazionale, Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico che ormai da anni cerca con il suo lavoro di sensibilizzare l’opinione pubblica delle conseguenze del surriscaldamento globale. “Ci potevo essere anch’io, lassù. Come autorità avrei fatto però una cosa. Avrei messo un avviso, un invito ad essere prudenti”.
La prudenza è l’unica misura di cui ci si può premunire per evitare altri simili tragedie, poiché chiudere l’accesso agli agli alpinisti è “impossibile. Allora si dovrebbero mettere in lockdown le Alpi in cinque paesi, Francia, Italia, Svizzera, Austria e Slovenia. Non bastano le temperature per allarmarsi. Altrimenti dovremmo chiudere tutte le montagne. Stava ai singoli alpinisti comprendere che c’erano condizioni di rischio. I ghiacciai sono pericolosi. Anche per le cadute nei crepacci, ad esempio”, continua Mercalli.
Un invito a essere sempre prudenti in montagna, soprattutto in questo periodo, arriva anche da Reinhold Messner, il primo alpinista ad aver conquistato tutti gli ottomila: “Non sto dicendo che chi oggi era là è stato imprudente. Salire là, lungo la via normale, è una abitudine per chi va in montagna da quelle parti. Un alpinista bravo, però, non va sotto un saracco in questo periodo: l’arte dell’alpinismo sta nel non morire in una zona dove questa possibilità esiste e, per riuscirci, bisogna tenere occhi e orecchie bene aperti. Sempre…”.
Intanto nella cittadina di Canazei (Trento), dove è stata allestita la centrale operativa che sta coordinando le operazioni di soccorso e ricerca a seguito del crollo sulla Marmolada, arriverà in mattinata il presidente del Consiglio, Mario Draghi, che farà il punto della situazione insieme al capo del Dipartimenti della Protezione civile, Fabrizio Curcio, alle autorità locali e ai soccorritori. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha intanto telefonato al presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, per esprimere cordoglio e vicinanza per la tragedia. “Il capo dello Stato ha voluto trasmettere anche alla nostra comunità oltre che ai parenti delle vittime il proprio cordoglio. Allo stesso tempo ha espresso parole di gratitudine ai soccorritori che si stanno prodigando, in condizioni non certo facili, alla ricerca delle vittime della grossa frana che ieri pomeriggio ha causato morte e devastazione”, ha spiegato Fugatti.

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