Tu salverai il mondo: l’appello shock per salvare il pianeta

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    Piccole Sculture di Neonati in miniatura

    Generare nuova vita fa male a chi è già in vita. In estrema sintesi è questo il messaggio diffuso e poi ritirato dal Comune di Cremona che ammoniva sui comportamenti da assumere per salvare il pianeta. Così l’antico adagio, “meno siamo, meglio stiamo” ha conquistato una inattesa dignità scientifica. Con il ritiro degli opuscoli, nei quali era riportato l’appello a fare meno figli, il sindaco ha tentato di bloccare quella che si preannunciava come una pericolosa polemica politica. Ma vi immaginate gli effetti in un Paese, il nostro, che è cresciuto con il valore della Famiglia, meglio se numerosa? Il problema però resta lì, irrisolto, sebbene riguardi la Cina, l’India, la Nigeria… L’Italia invece continua a svuotarsi. I residenti ammontano a 60 milioni 317 mila: sono 116 mila in meno rispetto allo scorso anno. Siamo di fronte, riferisce l’Istat, al “più basso livello di ricambio naturale mai espresso dal Paese dal 1918”. Almeno per questo aspetto gli italiani possono ritenersi con la coscienza a posto. Inquineranno con le loro auto e con la plastica usa e getta, consumeranno esageratamente energia elettrica per l’aria condizionata, sprecheranno acqua e cibo acquistato in eccesso. Ma almeno non potranno essere incolpati di fare tanti figli. E dire che, fra le cause dell’emergenza planetaria, mettere al mondo nuove vite dovrebbe essere la più dolorosa a cui rinunciare. E invece se ne parla spesso con sorprendente distacco. Ne parla chi è nato, chi è stato messo al mondo, quando venire alla luce era la più bella affermazione dell’Umanità.

    Nell’immagine di Fotogramma una scultura dell’artista canadese Camille Allen

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