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Tutte le criptovalute ora valgono duemila miliardi

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Smart contract, nft e finanza decentralizzata rappresentano la nuova frontiera aperta dall’ether, basato su blockchain Ethereum, in crescita del 180% da inizio anno

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(Foto: Chesnot/Getty Images)

Duemila miliardi di dollari: è la capitalizzazione di mercato che il mondo delle criptovalute ha toccato per la prima volta nel suo complesso, l’altro giorno, raddoppiando nel giro di due mesi. E se il bitcoin da solo vale poco più della metà (mille miliardi di dollari), anche la performance dell’ether, il principale token corrente sulla blockchain di Ethereum, mostra valori da record. In base ai dati riportati da Coindesk martedì l’ether ha toccato il vertice di 2.151 dollari, mentre il market cap si aggira sui 236 miliardi di dollari, poco più di un decimo del totale. La crescita della seconda maggiore criptovaluta è ancora più sorprendente considerando che per acquistare un ether l’1 gennaio bastavano 741 dollari e un anno fa ancora meno, 172.

Poco, in confronto al bitcoin, che dopo il record di 61mila dollari il mese scorso, ora è a 57.409 dollari, mentre un anno fa era a poco più di 7mila. Tuttavia, con questi dati l’ether ha messo a segno una crescita del 180% da inizio anno, con Ethereum sospinta da due trend fondamentali: la finanza decentralizzata (defi) e i token non fungibili (nft). La blockchain di Ethereum è come una piattaforma software che permette agli sviluppatori di elaborare smart contract basati su ether, da spendere all’interno delle loro applicazioni web, tanto che ormai si parla di “dapp” (“decentralized application”). In teoria, ecosistemi finanziari potrebbero bypassare banche e intermediari e sempre più attori credono in questo mezzo. Il mese scorso lo sviluppatore di app cinese Meitu ha acquistato ether per 22,1 milioni di dollari, ad esempio.

Ethereum sta operando inoltre un passaggio dalla proof-of-work alla proof-of-stake (Ethereum 2.0), che invece di implicare la capacità di calcolo come fattore di validazione delle transazioni (come nel bitcoin), richiede il semplice possesso di una quota di interesse nella catena sotto forma di ether, da parte del nodo validatore che riceve le commissioni associate alla transazione come ricompensa. Tale innovazione dovrebbe consentire maggiore rapidità e minore costo energetico, favorendo la diffusione del sistema Ethereum. Questa si è già ampliata anche grazie agli nft, gli smart contract dedicati agli oggetti digitali unici o rari da collezione, utilizzati nel gaming o nel mondo dell’arte digitale, come dimostra l’acquisto per 69 milioni di dollari dell’opera di Beeple.

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