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Tutte le dimensioni della sostenibilità: di cosa si è parlato al gran finale del Wired Next Fest

La sostenibilità dell’approvvigionamento energetico, quella del rapporto tra esseri umani e natura così come quella degli investimenti e dell’esplorazione spaziale. Ancora, i nuovi equilibri e le sfide per un futuro sostenibile in termini di governance di internet, di diffusione del digitale e delle nuove forme di commercio. Le declinazioni della sostenibilità in ambito artistico, dal cinema alla musica, in bilico tra reale e virtuale sulla scia di nuove forme di comunicazione abilitate dalla tecnologia.

C’è stato tutto questo nella giornata conclusiva del Wired Next Fest 2021, il più grande festival italiano dedicato all’innovazione e alla tecnologia che si è chiuso quest’anno con un doppio appuntamento dedicato – naturalmente – al tema della sostenibilità, in concomitanza con l’uscita del numero-inchiesta di Wired sulla crisi climatica. Ospiti italiani e internazionali sono stati protagonisti di un lungo pomeriggio sul palco del Teatro Gerolamo di Milano, coniugando scienza e musica, filosofia ed economia, imprenditorialità e attivismo.

Metalli rari e una rete di connessioni preziose

Ad aprire la giornata il tema delle transizione ecologica, osservato dal punto di vista delle tecnologie green dall’autore di La guerra dei metalli rari, Guillaume Pitron. “Credo Greta Thunberg sia coraggiosa e che abbia ragione quando sottolinea l’importanza di prendere azione per combattere il cambiamento climatico”, ha esordito, “ma in generale non siamo ancora abbastanza consapevoli che con la transizione green ci muoveremo verso l’era dei metalli, sia quelli più abbondanti come il rame sia quelli rari”. Per rendere le tecnologie green possibili, infatti, abbiamo bisogno di cobalto, di nichel, di terre rare, germanio, indio e altri elementi, decisivi per la produzione dei manufatti high tech. “Da dove ricaveremo queste risorse, in quali paesi e a quale costo ambientale ed economico sono questioni ancora aperte”, ha aggiunto. “Ci saranno sfide e competizioni geopolitiche sull’estrazione e la commercializzazione di questi metalli, ed entreremo in questo modo nella vera era post-petrolio”. Un nuovo contesto che la Cina, prima di tutti, ha dato dimostrazione di aver compreso.

Dal fronte hardware a quello software e di gestione dei contenuti, con il direttore della Project Gutenberg Literary Archive Foundation Gregory Newby si è discusso della sfida di raccogliere una copia elettronica di ogni libro mai scritto, rendendola liberamente accessibile al mondo intero. “Si lavora in tutte le lingue, in modo del tutto volontaristico, e in italiano ci sono già un migliaio di libri distribuiti in modo gratuito”, ha spiegato. Di fatto il progetto, iniziato nel 1971, ha fatto da precursore al filone degli ebook, oggi molto popolari ma allora novità assoluta. Un tema che però ancora oggi pone questioni di copyright: “la situazione globale attuale è che il diritto d’autore funziona più come qualcosa di restrittivo che di stimolo alla creazione di nuovi prodotti, tradendo la sua missione originale che era incoraggiare la produzione di contenuti artistici”.

E sullo stesso filone si è proseguito per arrivare poi a discutere del combinare oggetti fisici e questioni di connessione, con il tema dei connected device“Internet non è più una rete di comunicazione, ma è diventata anzitutto una rete di controllo, alla quale sono ora connessi più oggetti che persone”, ha spiegato Laura DeNardis, direttrice dell’Internet Governance Lab, esperta mondiale di governance del web e autrice di Internet in ogni cosa. Il mondo digitale e quello fisico non sono più separati, ma accoppiati: “che sia un’automobile a guida autonoma o un sistema di intrattenimento”, ha aggiunto, “sono tantissimi oggi gli esempi di sistemi che funzionano a partire da un sistema di continuo feedback tra digitale e fisico”. Questo spiega anche come mai la cybersicurezza stia diventando sempre più un diritto umano fondamentale, perché una falla di sicurezza non significa più solamente perdere accesso a un canale di comunicazione, “ma vuol dire perdere accesso a trattamenti medici, all’approvvigionamento di cibo o ai trasporti”. E ha concluso: “la cybersicurezza è già diventata una questione di stabilità economia e di sicurezza nazionale.

Di spazio, abitazioni sostenibili e felicità

Quando si parla di sostenibilità si pensa anzitutto al pianeta Terra, ma è vero anche che l’Homo sapiens si sta trasformando sempre più in un uomo dello spazio, che potremmo chiamare Homo caelestis. “Oggi l’Agenzia spaziale europea (Esa) non guarda solo alla Luna e a Marte, ma tramite missioni come BepiColombo va a cercare i segreti dei pianeti più vicini al Sole, incluso Mercurio”, ha raccontato Tommaso Ghidini, capo della Divisione di strutture, meccanismi e materiali dell’Esa. Ma se l’esplorazione di mercurio è puramente scientifica, “il ritorno sulla Luna e le missioni su Marte mirano a valutare le possibilità di insediamento umano, ha confermato. “Le informazioni che si vogliono ottenere da Marte, inoltre, mirano a comprendere le cause del suo invecchiamento precoce, per evitare che lo stesso accada anche alla nostra casa attuale, la Terra”.

A cavallo tra mito e realtà, ma pur sempre di abitanti del nostro pianeta, con il regista e attore Pietro Castellitto si è parlato degli Iperborei, “un popolo ideale che ispirava i Greci ma che non è mai esistito, una metafora estrema di un modo di vivere e di una generazione che è appena al di là dello spettro del reale”. In una lunga chiacchierata a partire dal suo ultimo romanzo dedicato allo stesso popolo, Castellitto ha parlato anche di sostenibilità della vita e sentimenti: “La vita non ha un genere preciso e spesso sorprende, fa piangere quando credi dovrebbe fare ridere e fa ridere quando credi che faccia piangere”.

Ancora di risate, ma soprattutto di una più profonda felicità, si è discusso con la filosofa e autrice Ilaria Gaspari: “oggi viviamo la felicità come un singolo momento, dandogli una valenza quasi fotogenica”, ha sintetizzato, “infatti quando siamo felici immortaliamo il momento, per paura che ci sfugga”. Come ha raccontato sul palco, in antichità si aveva un’idea un po’ più vasta della felicità, identificandola più come un percorso. “Quantificare e misurare la felicità, e più in generale gli stati emotivi, è difficile, e oggi con la pandemia si sente ancora più forte la necessità di parlarne e di riscoprirla”. Se la filosofia antica si è interrogata a lungo sulla felicità, lasciando aperta la domanda se sia possibile imparare a essere felici, la questione resta tuttora complessa. “Il motivo è che le emozioni afferiscono alla sfera dell’irrazionale, che per sua stessa definizione è razionalmente incontrollabile”, ha spiegato.

Transazioni (e investimenti) d’impatto

“Se guardiamo al mondo high tech e delle startup, dal punto di vista della sostenibilità c’è un certo ritardo, ha esordito un po’ a sorpresa Cecile Blilious, Head of Impact & Sustainability del più grande fondo di venture capital israeliano (Pitango Venture Capital). “Allo stesso tempo, però, si tratta di un mondo molto veloce e agile, che quindi potrà includere rapidamente l’attenzione concreta alla sostenibilità”. In questo momento è in corso una migrazione d’impatto, ossia una trasformazione delle imprese tecnologiche per allinearle ai criteri di sostenibilità, ambientale e non solo. “Tra gli indicatori più importanti, oltre alla profittabilità dell’azienda stessa che si associa alla possibilità di implementare strategie di sostenibilità, ci sono le caratteristiche del prodotto, il rapporto con i dipendenti e quali sono i rischi intrinseci del processo”, ha dettagliato.

E allargando lo sguardo rispetto alla finanza, di economia e sostenibilità al Wired Next Fest si è parlato anche dal punto di vista della spesa e dell’ecommerce“Ridurre gli sprechi e promuovere un consumo più consapevole sono le due linee d’azione principali”, ha sintetizzato il General manager per l’Italia di Gorillas Alessandro Colella. “I cibi invenduti dovrebbero essere in qualche modo riutilizzati, o messi a disposizione dei consumatori con soluzioni innovative come l’app TooGoodToGo”. D’altronde, la sostenibilità passa attraverso una serie di fattori: non solo una maggiore consapevolezza da parte dei consumatori, ma anche “comportamenti più ecologici da parte dei sistemi di delivery e di consegna a domicilio, ha concluso. Dello stesso avviso, sul fronte dei pagamenti, il Vice President Business Development di Mastercard Luca Corti: “Scegliere un pagamento digitale aiuta l’ambiente e permette di risparmiare risorse”, ha chiarito. E se anche la carta stessa utilizzata per i pagamenti – essendo di plastica – inquina, le banche più all’avanguardia sono già in grado di sostituirle con un’emissione virtuale in un telefonino oppure con materiali riciclabili come il legno. Poi spazio alle potenzialità della tecnologia: “Si può anche sensibilizzare il consumatore orientando i suoi acquisti verso prodotti a basso impatto ambientale”, ha aggiunto. “Per esempio esistono soluzioni integrate a disposizione di coloro che effettuano pagamenti con carta, che evidenziano, a seconda della categoria merceologica acquistata, il costo in CO2 del prodotto che si sta pagando”.

Musica, storytelling, podcast e porno consapevole

Con l’arrivo della pandemia e dell’emergenza sanitaria anche la musica si è fatta più attenta alla sostenibilità. “La difficoltà maggiore che i giovani, ma non solo, hanno dovuto affrontare in questo periodo è l’insicurezza e la mancanza di certezze per il futuro, ha spiegato il producer Young Miles. Ma come può, da questo periodo, emergere qualcosa di positivo? “Grazie alle emozioni di quei momenti, ai silenzi, si possono trovare risposte a domande che da tempo erano in sospeso”, ha risposto. “Ognuno ha trovato la propria valvola di sfogo e il proprio linguaggio, e spesso si è ricavato qualcosa di positivo da un momento negativo”. E sul palco del Wired Next Fest ha portato la propria testimonianza anche il cantautore e rapper Rocco Hunt: “Realizzare una canzone pop di successo è come avere vinto nel campionato di serie A di calcio, perché il pop arriva sia ai bambini sia agli anziani, a tutte le persone”.  Da bambino Hunt era un fruitore appassionato di musica melodica napoletana, poi l’incontro con il mondo del rap. “Ultimamente mi sono dedicato più alla musica pop, anche perché credo sia necessario evolversi e che fare sempre la stessa cosa sia un po’ debilitante”, ha aggiunto.

Da una forma espressiva all’altra, insieme a Erika Lust si è parlato del rapporto tra porno e cinematografia. “Nella mia carriera ho sentito definire la mia produzione come etica, femminista, sostenibile, inclusiva e realistica. A me piace parlare di ‘indie adult cinema‘, perché rappresenta i valori cinematografici del mio lavoro, chiarendo il sentiment con cui è fatto e che si tratta di un prodotto per maggiorenni”, ha raccontato. Oggi il porno rappresenta una parte enorme di internet, “e non possiamo chiudere gli occhi e negare che il porno sia diventato un modo di fare educazione sessuale di massa, ha aggiunto, “tanto per i giovani quanto per gli adulti che sono cresciuti senza ricevere quell’educazione sessuale che avrebbero dovuto ricevere a scuola”. E se dal punto di vista legale nel mondo del porno si è introdotta da tempo una policy che chiarisce diritti e responsabilità dei performer, la vera sfida del settore è comprendere le persone e comunicare con loro efficacemente.

Un tema che, su un filone diverso, riguarda anche il mondo dei podcast: “Per fare un podcast, o meglio una serie audio, conviene usare i parametri del cinema e serie video, con una sceneggiatura e una scrittura coinvolgente”, ha raccontato il giornalista e autore Pablo Trincia. L’obiettivo è lo stesso del cinema, ossia mantenere alto l’interesse durante l’intera serie, ma allo stesso tempo il podcast in Italia non è ancora del tutto decollato. “A differenza degli Stati Uniti, abbiamo una cultura giornalistica diversa con meno approfondimento”, ha spiegato, “ma realizzare un prodotto audio costa molto meno di una serie video, appena tra l’1% e il 5%, mantenendo comunque dei professionisti e soprattutto un sound designer che sappia dare un’identità sonora al racconto”.

Di nuovo di racconto si è parlato anche con il fondatore e Ceo di Shado Davide Bartolucci: “lo storytelling è fondamentale per avvicinare le persone a un tema come quello della sostenibilità”, ha spiegato, aggiungendo che il raccontare storie può essere il veicolo per evolvere da una comunicazione fin troppo sintetica a un contenuto editoriale vero e proprio, “utilizzando un linguaggio più coerente con il target dei fruitori”. Anche perché “la curiosità e la spinta verso la scoperta del nuovo sono il primo motore per fare grandi passi avanti per l’ambiente”, come ha aggiunto il content creator e produttore musicale Klaus. Il tutto magari unito a “figure carismatiche e conosciute, che possono costituire un esempio per i più giovani”, come ha detto Alberto Troncon (uno dei protagonisti di Audi We Generation), e a “un buon team, oltre che al trovare un luogo adatto dove innovare”, ha concluso la collega Serena Chieppa.

Molto seguito anche l’incontro a quattro che ha visto come protagonisti il musicista e produttore Venerus, il dj, musicista e produttore Mace, lo scrittore e vicepresidente del Gruppo Abele (oltre che tra i protagonisti della serie documentario SanPaFabio Anibaldi Cantelli e la farmacologa, giornalista e autrice Agnese Codignola. Con solo si è parlato di rinascimento psichedelico, ossia dell’utilizzo di sostanze psicotrope a fini terapeutici. Un’approccio che porta con sé grandi potenzialità, ma anche profondi rischi e che richiede – ancora una volta – di tarare sapientemente gli equilibri per essere davvero socialmente utile e sostenibile.

Tutti gli altri recap del Wired Next Fest 2021

Il tema portante del Wired Next Fest di quest’anno sono stati gli equilibri, dinamici e diversi ma soprattutto fondamentali per affrontare i continui cambiamenti così palesi davanti ai nostri occhi, a cominciare da quelli determinati dalla pandemia. Così, in un percorso articolato da aprile a ottobre, attraverso un calendario di giornate dedicate sono stati affrontati temi come il futuro dell’intrattenimento con Play, l’innovazione sociale, i giovani con Next Generation e le nuovi abitudini indotte dall’emergenza sanitaria e dal digitale con Life. Per arrivare fino alla prima giornata tutta focalizzata sulla sostenibilità, che ha anticipato il gran finale del festival.

WNF 2021

Il Wired Next Fest, con il patrocinio del Comune di Milano e organizzato in collaborazione con Audi, è stato possibile anche grazie al supporto di alcuni partner:

Main partner: E-Distribuzione, Mastercard, Nexi, Vodafone;

Event supporter: Arexpo, Generali Italia, Gruppo Cap, Gorillas, Open Fiber, Pasqua Vigneti e Cantine;

Content Partner: Fondazione Airc;

Production: PianoB;

Technical partner: Plesh;

Collectible Design Guest: Galleria Rossana Orlandi.

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