cronaca

Twitter ha sospeso alcuni account in India su richiesta del governo locale

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La piattaforma di Jack Dorsey, già al centro di un braccio di ferro con il governo indiano sul rispetto di alcune nuove regole sull’utilizzo dei social, aveva ricevuto il 6 giugno la richiesta di mettere offline alcuni profili

Twitter India account sospesi
(foto: Omar Marques/Sopa Images/LightRocket via Getty Images)

Twitter ha sospeso in India quattro account sulla propria piattaforma, rispondendo alle richieste delle autorità indiane di un maggiore controllo dei contenuti. Lo ha reso lunedì noto la stessa piattaforma tramite il Lumen Database, un progetto sulla trasparenza dell’università di Harvard che studia le lettere di diffida sui contenuti online.

La piattaforma di Jack Dorsey, già al centro di un braccio di ferro con il governo indiano sul rispetto di alcune nuove regole sull’utilizzo dei social, aveva ricevuto il 6 giugno la richiesta da parte delle autorità locali di sospendere alcuni account.

Tra i profili bloccati ci sono quelli dell’artista hip-hop L-Fresh the Lion e del cantante e cantautore Jazzy B. Tutti e quattro gli account, come molti altri che il governo indiano ha ordinato di bloccare nel paese dall’inizio di quest’anno, avevano protestato contro le discusse riforme agricole e twittato in favore degli agricoltori scesi in strada. Secondo un’analisi di TechCrunch, alcuni di questi profili avevano pubblicato altri tweet critici vero il governo del primo ministro Narendra Modi.

Riguardo a questi blocchi un portavoce di Twitter ha affermato che quando il social riceve una richiesta legale valida, questa viene esaminata sia in base alle regole di Twitter che alle leggi locali. “Se il contenuto viola le regole di Twitter, verrà rimosso dal servizio. Se viene stabilito che è illegale in una particolare giurisdizione, ma non viola le linee guida di Twitter, possiamo negare l’accesso al contenuto solo in India”, ha aggiunto il portavoce.

Sabato, il ministero dell’Elettronica e della tecnologia dell’informazione indiano aveva dato un ultimatum a Twitter per conformarsi alle nuove regole che il governo ha varato a febbraio di quest’anno sui social media. Queste regole, che piattaforme come Google e Facebook stanno già rispettando, prevedono, tra le altre cose, la nomina di alcune nuove figure come un referente delle autorità e un addetto ai reclami.

Il mese scorso, la polizia di Delhi ha visitato gli uffici di Twitter per notificare un’indagine sulla classificazione dei tweet dei politici indiani come fuorvianti, ma non ha trovato nessuno. Twitter ha comunque definito la vicenda come una forma di intimidazione e ha chiesto al governo di rispettare il diritto alla libertà di espressione.

Alla fine del mese scorso, Twitter aveva chiesto a New Delhi di prorogare di almeno tre mesi il termine per il rispetto delle nuove regole. L’azienda americana e l’India – un grandissimo mercato di utenti per Twitter – si erano scontrati più volte negli ultimi mesi. La prima dopo il ripristino a febbraio degli account  sospesi per aver pubblicato tweet contro le nuove politiche agricole indiane. Più recentemente, ad aprile, dopo che New Delhi aveva ordinato a Twitter e Facebook di eliminare i post critici nei confronti della gestione del governo della pandemia di coronavirus.

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