cronaca

Un linguista e “dialect coach” ti spiega gli accenti americani

In questo video di Wired US, il linguista Erik Singer ci porta a conoscere i differenti accenti di New York, Boston, Philadelphia e il resto degli Stati Uniti. I fattori geografici contano ma quelli socioeconomici e storici molto di più

Milioni di persone in tutto il mondo guardano film e serie ambientate a New York, Boston o Washington, ma quanti sanno riconoscere i diversi accenti dell’inglese americano? Quando si parla di questioni linguistiche, tutto è molto complesso, come dimostra in questo video il linguista e dialect coach Erik Singer.

Con l’aiuto di altri colleghi, in questo video Singer intraprende un piccolo tour nei diversi accenti inglesi del Nord America, concentrandosi, in questo episodio, in particolare sulla costa est del paese.

L’accento è un fattore identitario forte, ma ci sono dei miti da sfatare: molte persone, spiega Singer, credono che gli accenti siano molto legati alla zona in cui si abita, ma in realtà i fattori legati al contesto socioeconomico, etnico o di appartenenza a un gruppo sono molto più rilevanti della dimensione spaziale. I confini geografici contano, ma fino a un certo punto: molto dipende dalle dinamiche di contatto o isolamento tra gruppi. Ad esempio, difficilmente riuscirete a parlare l’inglese molto distintivo che si è sviluppato a Ocracoke Island, avamposto remoto della Carolina del Nord.

Anche la storia ha il suo peso: i pellegrini sbarcati sulle coste parlavano con accento rotico, pronunciando tutte le r. Ma i cambiamenti maturati nel vecchio Continente, e in Inghilterra, finirono per arrivare negli Usa ed ecco quindi l’inglese non rotico. Anche la forma non rotica tuttavia non è uguale ovunque: differenze esistono ad esempio tra Boston e il Rhode Island, dove a influire sulle pronunce sono state le dinamiche legate all’immigrazione italiana e irlandese, proprio come a New York.

Un caso notevole è anche quello delle varietà inglesi afroamericane,  come spiega nel video la linguista Nicole Holliday. Gli schiavi arrivati negli Usa parlavano ovviamente altre lingue e hanno imparato l’inglese in un contesto decisamente alternativo. Alcune caratteristiche si sono conservate a lungo; ad esempio la trasformazione in un solo suono di più consonanti presenti nel finale di parola (esempio: left o west).

Non resta quindi che godersi il viaggio con Singer e i suoi colleghi che vi condurranno anche a Washington, a Philadelphia, negli Appalachi. Dopo questo video probabilmente non direte mai più quel personaggio ha l’accento newyorkese: bisogna considerare infatti che il 50% dei newyorkesi parla lingue diverse dall’inglese a casa, afferma Singer. E per la metà di questi, quella lingua è lo spagnolo.

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