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Un mondo a immagine della Next Generation: di cosa si è parlato al Wired Next Fest

In una giornata tutta dedicata alle nuove generazioni, con tanti ospiti italiani e internazionali si è parlato di giornalismo, sostenibilità, criptovalute ed esport, ma anche di musica, diritti, valori umani e innovazioni

Un intero pomeriggio, un intero appuntamento del Wired Next Fest 2021, dedicato a una generazione dalle tante identità che si prepara a prendere in mano la società. È la Next Generation, quella che si fa portatrice di nuovi valori attraverso approcci originali all’innovazione, che è protagonista dell’ambizioso piano del Next Generation Eu, che è sempre più al centro del dibattito e dell’agenda politica ma che, purtroppo, spesso è persino criticata a sproposito, tra falsi luoghi comuni e preconcetti.

Di questo si è parlato con gli oltre 25 ospiti nazionali e internazionali della giornata del 16 giungo, terzo appuntamento dell’anno con il Wired Next Fest, a cominciare dalla ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone: “È importante dare spazio a quelle realtà che raccontano il merito di ragazzi capaci di portare avanti progetti virtuosi e particolarmente interessanti”, ha detto anzitutto, spiegando cosa significhi essere la ministra dei giovani in un paese che resta soprattutto per vecchi. Se si evidenziano i casi virtuosi, in altri termini, si può creare e alimentare un meccanismo di positività, ma allo stesso tempo “i ragazzi devono darsi da fare per tutelare i propri diritti, facendosi valere e portando avanti, se necessario, delle proteste per porre l’attenzione del decisore politico sulle esigenze della comunità, ha aggiunto.

Dei tratti distintivi della Next Generation ha raccontato anche Elena Marinoni, senior researcher di Nextatlas: “I quattro più significativi sono il tema dell’accettazione del sé, la rivendicazione della fluidità di genere, la naturale diffidenza nei confronti dei brand troppo autoreferenziali e la consapevolezza delle varie storture del nostro tempo”. Si tratta del risultato ottenuto tramite un sistema di intelligenza artificiale che si basa sulle informazioni pubblicate sui social dalle persone, analizzando i bisogni che si stanno generando per valutare le tendenze future. “Un tipo di analisi utile soprattutto per la generazione Z, molto ricettiva di fronte ai nuovi trend”, ha commentato.

E se il rapporto intergenerazionale è essenziale in tantissimi ambiti, a partire dal mondo del lavoro e per affrontare i problemi sociali, “bisogna trasformare il contrasto tra generazioni diverse in uno scambio, prendendo il valore del passato e integrandolo nel presente”, ha spiegato il content creator e produttore musicale Klaus, insieme ai ragazzi di We Generation. Qualche suggerimento concreto? “Cogliere i consigli e migliorare grazie alle esperienze”, ha detto Francesca Bagnolati, “approfittare del supporto e delle rassicurazioni di adulti o persone che hanno grande esperienza, per essere più sereni”, ha aggiunto Federico Lopresti.

Giornalismo Next Generation

Grande spazio, dal palco del teatro Gerolamo di Milano, è stato dato alle prospettive hi-tech della comunicazione, dell’informazione e del giornalismo. “Il futuro dell’intelligenza artificiale deve essere basato su trasparenza e fiducia, e ci si deve tenere lontani dai bias della società. Ma questo è proprio ciò che vogliamo dal giornalismo e dai giornalisti: informazioni affidabili e prive di pregiudizi”, ha esordito Francesco Paulo Marconi, responsabile di ricerca e sviluppo al Wall Street Journal nonché ricercatore affiliato del Mit Media Lab e fellow al Columbia University Tow Center. “Tuttavia”, ha aggiunto, “abbiamo bisogno di pensare alle notizie come uno strumento utile al decision making, quindi basate sui fatti e che vadano al merito delle questioni, non come l’ennesima opzione per l’intrattenimento basata sul sensazionalismo al pari di una qualunque serie tv”. E per questo, si è detto, quando si fa uso dell’intelligenza artificiale per la creazione di news bisogna essere molto specifici, introducendo nella filiera dei controlli di qualità e anche dal punto di vista etico.

“Anni fa si pensava che la tecnologia e l’intelligenza artificiale potessero ridurre il tempo di lavoro”, ha aggiunto Pietro Minto, curatore della newsletter Link molto belli, “tuttavia i benefici di queste innovazioni non stanno riducendo le ore di lavoro, ma forse stanno complicando tutto il sistema”. Il risultato è quindi che di fatto nessuno più si annoia, e tutti siamo costantemente sommersi da stimoli di vario genere che riempiono il nostro tempo. Stimoli che a volte non ci danno alcunché, ma che di sicuro occupano le nostre giornate. Che fare, allora? Riscoprire internet come luogo bello e ricco di contenuti interessanti, non solo Instagram, Facebook con i loro infiniti feed che come per magia ti catturano facendoti perdere tanto tempo”, ha chiosato.

Di giornalismo e democrazia si è discusso invece con la giornalista bielorussa Hanna Liubakova, a partire dal dirottamento del volo RyanAir da parte di un Mig dell’aviazione bielorussia e dall’arresto dell’oppositore del regime Roman Protasevich. “Da agosto nel paese ci sono state oltre 35mila arresti, con episodi di violenza, stupri e torture. Questi numeri sono enormi, soprattutto se si considera che parliamo di un paese con 9 milioni e mezzo di persone”, ha spiegato, raccontando come molti giornalisti stranieri non siano affatto i benvenuti. E riguardo a Protasevich, ha aggiunto: “dato che ha dovuto firmare un accordo di riservatezza, non può dire e non sappiamo nemmeno quali siano esattamente i suoi capi di imputazione”.

Narrare la generazione protagonista di domani

Ma una volta compreso il valore della Next Generation, come raccontarlo? “Il punto di partenza è l’autenticità, qualcosa di inconfondibile e innovativo”, ha esordito Mattia Insolia, giornalista e autore di Gli affamati. “L’unicità si può raggiungere semplicemente esprimendo sé stessi”, ha detto, mentre il poeta Giorgio Ghiotti ha ribadito che “autenticità significa anzitutto rimanere fedeli alla propria persona e alla propria voce”. L’orientalista Viola Di Grado, la più giovane vincitrice del Premio Campiello Opera prima, ha aggiunto che il mondo di internet in generale ha creato tanta confusione: “da un lato ci sono molte meno barriere e più libertà, ma nella realtà non c’è una vera democraticità, e tutto ruota attorno al commerciale”. “La pubblicazione per un giovane non conosciuto e senza gli agganci è complicata”, ha proseguito la scrittrice Claudia Petrucci, autrice de L’esercizio, e poi la giornalista internazionale e traduttrice della poesia di Amanda Gorman Francesca Spinelli ha spiegato che “La poesia, soprattutto negli Stati Uniti, è vista come una forma di attivismo e di denuncia sociale, perché può comunicare a tutti un senso di unità e speranza, come Gorman ha fatto in The hill we climb.

Dalla poesia alla comunicazione scientifica, di come raccontare una grave malattia si è parlato con il cantautore Luca Gaudiano, vincitore di Sanremo Giovani 2021 nonché ambasciatore della Fondazione Airc. “Il primo aspetto da toccare è far capire come grazie alla ricerca e alle terapie si possa affrontare la nuova vita che aspetta chi è colpito da un tumore”, ha raccontato. “Fondamentale è riuscire a trasmettere al paziente e alla sua famiglia il messaggio che la vita può continuare anche dopo una diagnosi oncologica. A maggior ragione grazie a nuovi approcci terapeutici, che non hanno più come bersaglio terapeutico le cellule tumorali. “Ci sono scoperte recenti che rappresentano il primo passo di un ciclo che parte dal laboratorio e arriva al paziente”, ha sintetizzato il ricercatore Airc dell’Université de Lausanne Matteo Massara, che si occupa di studiare e capire come sfruttare il sistema immunitario contro tumori e metastasi.

E poi uno sguardo ai giovanissimi, con l’antropologa digitale e professoressa alla Goldsmiths di Londra Veronica Barassi. “Siamo in un contesto in cui i bambini fin da piccolissimi vengono messi in rete attraverso le fotografie fatte dai genitori, ha chiarito. E dato che la pandemia ha accelerato il processo di digitalizzazione, con le famiglie in qualche modo portate a registrare i propri figli in piattaforme digitali, “il problema non è più solo il diritto alla privacy, ma si tratta di bambini sempre più profilati e registrati, con molti rischi connessi” e con la difficoltà sempre più grande nel definire il limite tra cittadino e consumatore.

“I giovani non sono solo nativi digitali, ma anche nativi della sostenibilità, una generazione che si pone dei quesiti per poter sostenere l’ambiente”, ha aggiunto Michele Crisostomo, presidente del Gruppo Enel. Insomma, spesso i giovani si rendono conto che la classe dirigente non è sensibile a queste tematiche e utilizza le risorse a disposizione in maniera non assennata, e per certi aspetti folle. “L’auspicio è che i consumatori di domani facciano le scelte giuste per tutelare l’ambiente, ridurre le emissioni, ridurre la plastica eccetera”, ha ribadito, sottolineando che la responsabilità delle aziende è dare ai futuri consumatori la possibilità di rispettare questa ideologia, che sta diventando una necessità impellente.

Tra cripto ed esport, sul serio

Di formazione e della relativa gamification si è discusso invece con la Foundation & Sustainability Manager di Vodafone Adriana Versino: “I giovani che hanno perso fiducia nel futuro in Italia sono più di 2 milioni, cioè 1 su 4”. Insomma, si ha una grande perdita di capitale umano, che si traduce in molti posti di lavoro vacanti a causa della mancanza di competenze digitali. “Queste competenze così richieste vanno insegnate ai ragazzi, magari attraverso un’attività di gaming”, ha aggiunto, dando il la al il pro player di esport Giorgio Pow3r Calandrelli: “Internet è uno strumento potentissimo, ma molti pochi lo sanno usare veramente in maniera proficua, ha spiegato, aggiungendo che spesso si vede il lavoro del gamer come semplice e dalle grandi soddisfazioni, ma nella realtà è tutto molto più complesso e con pochissime tutele. “Dietro alla creazione di un gioco c’è un lavoro enorme, team di esperti, competenze non semplici da reperire e troppo spesso sottovalutate”, ha concluso.

“Oggi sia gli adulti sia i giovani vendono e comprano criptovalute, e tutto ciò è il frutto del grande processo di digitalizzazione”, ha raccontato Lorenzo Fredianelli, product e innovation lead di Mastercard. “Quello che si vuole raggiungere è una maggior stabilità di queste criptovalute, per ridurre le variazioni di valore che sono ancora molto elevate, e implementando sicurezza e trasparenza. Dal dibattito sul palco del Wired Next Fest è emerso anche che la blockchain è una tecnologia che può fare la differenza, non solo per applicazioni di criptovalute, ma anche per favorire tracciabilità e monitoraggio.

Next Generation music

A inaugurare il lungo palinsesto di incontri della giornata è stata la musica dal vivo, protagonista trasversale di tutta la giornata insieme al tema degli equilibri, anche nel cambiamento. “Utilizzare i social è una responsabilità, soprattutto considerando il pubblico molto giovane a cui arrivano certi messaggi. E se da un lato è vero che i social non perdonano, dall’altro è importante seguire la propria linea senza farsi influenzare dalle critiche sterili”, ha raccontato il cantautore pop genovese Andrea De Filippi, in arte Alfa.

Ma attenzione alla ripetitività: “La coerenza può essere una trappola”, hanno spiegato i Fast Animals and Slow Kids (Fast), “una trappola non solo artistica ma soprattutto mentale. L’obbligo di ripetersi rischia di non determinare quel brividino essenziale per un musicista e un qualsiasi artista, mentre l’incoerenza è liberatoria. Allo stesso tempo, però, essere del tutto incoerenti è pura follia e fa perdere la propria identità. “Si pensa che l’incoerenza possa determinare la perdita di quello che si è ottenuto, ma in realtà si tratta di un limite autoimposto che rallenta il naturale cambiamento che avviene nel corso della carriera”, ha aggiunto Willie Peyote. Insomma, per forza di cose a seguito di sfide nuove e di eventi specifici si è costretti a cambiare, a rivedere le proprie idee e il proprio pensiero, ma occorre farlo nel modo giusto.

A completare il terzetto dei live è stata la musica di Rovere, band bolognese protagonista della scena indie italiana. “Durante il lockdown è emerso un clima nostalgico, con la riscoperta di testi del passato”, hanno spiegato. E se i concerti permettevano di avere un’interazione diretta con il pubblico, ora con il digitale è diventato più complesso farlo. “Ma per risolvere questo problema è utile instaurare un rapporto di amicizia tra band e pubblico, così che i seguaci possano esprimere i propri pensieri, dando anche indicazioni utili per i progetti futuri”. E più in generale, a proposito di Next Generation, “La società si aspetta che a 20 anni tu sia in grado di gestire a pieno la tua vita, senza paure e timori di alcun genere, ma in realtà tutti hanno delle paure e non bisogna vergognarsene”.

Il Wired Next Fest dura fino a ottobre

L’edizione 2021 del Wired Next Fest, non finisce qui, ma prosegue con altri 2 eventi tematici nell’arco dei prossimi 4 mesi, sempre in versione completamente digitale dal teatro Gerolamo di Milano. Dopo l’appuntamento inaugurale dedicato al mondo dell’entertainment il secondo del 12 maggio incentrato sulla Social innovationla parola chiave che unisce tutti gli appuntamenti, Equilibri, sarà declinata con altri ulteriori significati. A partire da Life, il tema dell’appuntamento del 14 luglio per raccontare come il digitale stia cambiando per sempre i nostri stili di vita: dai consumi allo sport, dai viaggi al cibo, dai pagamenti alla cura del nostro corpo.

Dopo la pausa estiva, si arriverà alla due giorni che farà da gran finale per il Wired Next Fest 2021, con il doppio appuntamento dell’1° e 2 ottobre per immaginarsi un nuovo sviluppo sostenibile del pianeta, dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Un tema centrale e cruciale anche in vista della 26esima conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (la Cop26), che è prevista a Glasgow all’inizio del mese di novembre.

WNF 2021

L’appuntamento del 16 giugno del Wired Next Fest 2021, realizzato in collaborazione con Audi e con il patrocinio del Comune di Milano, è stato possibile anche grazie al supporto di alcuni partner:

Main partner: E-Distribuzione, Mastercard, Nexi, Vodafone;

Content Partner: Fondazione Airc;

Production: PianoB;

Technical partner: Plesh;

Collectible Design Guest: Galleria Rossana Orlandi.

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