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Una fotografia dei giovani di oggi, commentata dalla ministra per le politiche giovanili

Al Wired Next Fest la ministra Fabiana Dadone ha commentato i risultati di un sondaggio di Ipsos dedicato alla Next Generation

Quale prospettiva hanno i giovani di oggi, dopo un anno e mezzo di pandemia da nuovo coronavirus? Lo abbiamo chiesto alla società di ricerche e analisi di mercato Ipsos, che ha realizzato per noi un sondaggio su un campione rappresentativo di giovani italiani tra i 18 e 25 anni e tra i 18 e i 30. I risultati sono stati presentati durante il Wired Next Fest dedicato alla Next Generation del 16 giugno e commentati dalla ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone.

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Nel nostro paese c’è sempre una tendenza ad accentuare il comportamento negativo di qualcuno, specialmente se giovane. Nel caso della pandemia, per esempio, si è sottolineato il fare non corretto di alcuni singoli giovani, ma non quello di adulti che hanno avuto lo stesso identico comportamento“, ha raccontato Dadone sul palco virtuale del Wired Next Fest. “I ragazzi hanno sofferto molto l’emergenza pandemica, adattandosi alla didattica a distanza, rinunciando a quei momenti di socialità tipici dell’adolescenza“. 

Per questo, secondo la ministra per le Politiche giovanili, “È importante dare spazio a quelle realtà che raccontano il merito di ragazzi capaci di portare avanti progetti virtuosi e particolarmente interessanti. Evidenziando i casi positivi, infatti, si crea e alimenta un meccanismo di positività“.

Inoltre, serve un cambio di passo che si può ottenere grazie al Recovery Fund, sottolinea Dadone: “tante tematiche inerenti le politiche giovanili possono essere affrontate e migliorate: innovazione, università, formazione, borse di studio, transizioni ecologica e digitale, eccetera. Oltre ai soldi, però, serve un cambiamento culturale: i giovani devono essere visti come un’opportunità e non come un pericolo. Oggi fortunatamente tutte le politiche dei paesi europei sono incentrate sui giovani, e questo rappresenta un segnale importantissimo di un cambiamento culturale in atto“.

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