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Una rete di tv pirata per guardare gli Europei è stata smantellata in diretta

Le reti di Iptv si avvalevano di oltre 600 risorse informatiche tra server, siti e piattaforme, sequestrate in diretta tv. Le indagini della Guardia di finanza hanno identificato anche gli utenti

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(Foto: pixabay)

Sequestro del sito pirata e tracciamento del telespettatore connesso, in diretta tv sugli schermi di tutto il mondo: è accaduto il 17 giugno, nel corso delle partite Danimarca-Belgio e Ucraina-Macedonia del Nord, in Italia trasmesse ufficialmente in esclusiva su Sky, nell’ambito di un’indagine svolta dalla Guardia di finanza sulle Iptv (Internet protocol tv) illegali segnalate dalla Uefa, titolare dei diritti di trasmissione dell’Europeo 2020. L’operazione Euro Strike 2020, coordinata dalla Procura di Napoli ha portato al sequestro di oltre 600 tra server di trasmissione, piattaforme di gestione, siti vetrina e di live streaming, inoltre è stato recuperato l’elenco completo dei dati identificativi di centinaia di migliaia di utenti illeciti a livello mondiale.

Il monitoraggio delle Iptv è iniziato sin dalla cerimonia inaugurale di Roma, l’11 giugno. Il sistema era basato su piattaforme informatiche dedicate a trasformare le “sorgenti di contenuti”, collocate in Europa, in flussi di dati redistribuiti in tutto il mondo, per consentire agli spettatori di fruire illecitamente dei segnali audiovideo, protetti in realtà dal diritto d’autore. Nel corso dell’indagine, una volta interrogate le singole risorse informatiche, numerose restituivano sul browser il messaggio “Xtream Codes Reborn”, che riporta a una nota piattaforma pirata mondiale già smantellata nel 2019.

Un innovativo sistema di tracciamento ha permesso quindi di risalire ai fruitori delle tv pirata che giovedì si sono visti interrompere il match da un pannello informativo: il messaggio li avvertiva che il sito era stato sequestrato e i loro dati di connessione rilevati. I responsabili dei servizi pirata rischiano la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa fino a 15.493 euro, “mentre gli utenti finali riceveranno automaticamente una rilevante sanzione amministrativa per un importo fino a 1.032 euro”, spiega una nota delle Fiamme gialle: “Questo business illegale finanzia la criminalità organizzata e cagiona un imponente danno per l’economia italiana”. L’industria dell’audiovisivo ha perso nel solo anno 2020 oltre 8mila posti di lavoro (dati Fapav) proprio per effetto di questi fenomeni criminali.

“Il susseguirsi di azioni di contrasto sempre più frequenti ed efficaci sono il risultato della stretta collaborazione tra industria e forze dell’ordine, a cui vanno i nostri ringraziamenti per l’impegno nella lotta ad un fenomeno criminale che danneggia l’intera industria sportiva, dallo sport amatoriale, agli appassionati, fino ai detentori dei diritti e i broadcaster, distruggendo posti di lavoro e creatività”, conclude una nota di Sky che esprime “soddisfazione” per l’operazione.

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