Una Storia per il Cinema: l’intervista a Gianluca Gemelli



Gianluca Gemelli, che abbiamo recentemente visto in diretta nel programma Tv “Buongiorno Lazio“, nasce nel 1968. Nel 1992 si laurea in Matematica, nel 1997 consegue il dottorato di ricerca. Fino al 2001 lavora nella ricerca in Fisica Matematica, presso le università di Roma, Torino e Padova, e presso l’INFN. Dal 2001 insegna matematica nella scuola pubblica. Dal 2006 scrive romanzi e racconti. Pubblica romanzi dal sapore popolare, ambientati nella periferia romana (Ricky Down Cronache dal raccordo), un romanzo di formazione che è anche un giallo per ragazzi (Erba Alta), una raccolta di fiabe (Il Re di pietra), un romanzo di fantascienza (741) e un horror (A mamma non piace). Nonostante la diversità dei generi, le sue opere sono accomunate da uno stile schietto e da una decisa vena grottesca.

Sappiamo che sei anche blogger (teladoiolanarrativa.blogspot.com). Quando nasce la passione per interviste fantasiose, recensioni e racconti?

Ho iniziato a blogghizzare intorno al 2008-2009, all’epoca c’era Splinder. Poi nel 2011 sono passato a blogspot. Mi sento un po’ come l’ultimo giapponese nella giungla, a mantenere ancora attivo il mio blog, a beneficio di un gruppo di lettori poco più che simbolico, nell’era dei social… Ma i blog mi piacciono: sono facili da usare e non sono invadenti.

Cosa ci dici dell’attività che porti avanti da circa due anni riguardo la traduzione e l’edizione italiana delle opere di Leo Edwards?

Ho scoperto le opere di Leo Edwards grazie a molti rimandi presenti nei gialli dei ragazzi della serie Alfred Hitchcock e i Tre Investigatori, che Mondadori pubblicò negli anni settanta, di cui sono tutt’ora un appassionato: a quanto pare Robert Arthur, iniziatore della mia serie
preferita, era un fan dei romanzi di Leo Edwards. Le opere di Leo Edwards non erano mai state tradotte in italiano, e neanche ripubblicate negli USA, e per anni l’unico modo per leggerle era rivolgersi al mercato dei collezionisti e procurarsi i volumi originali degli anni 1920 e 1930. Poi, pochi anni fa, essendo ormai trascorsi più di settant’anni dalla morte dell’autore e novantacinque dalla pubblicazione originale, i romanzi di Leo Edwards hanno cominciato a diventare di dominio pubblico, e su Amazon hanno cominciato finalmente a comparire, sotto forma di pubblicazioni indipendenti. Ma si trattava di edizioni orribili, fatte con lo scanner, senza editing, zeppe di errori, e con artwork casuale. E poi non mi bastava leggerle
in inglese: io le volevo leggere in Italiano, come i vecchi Gialli dei ragazzi Mondadori! Ma se volevo farlo dovevo pensarci io. Ho scoperto così un tesoro di personaggi di cui non ci si può non innamorare, e di storie che mescolano sapientemente thriller, mistery e humor, elemento, quest’ultimo, che invece mancava del tutto nei Gialli dei Ragazzi! Insomma Jerry Todd e Poppy Ott sono un vero spasso! E insieme a loro si può fare anche un incredibile viaggio nel tempo, nell’America dell’epoca del cinema slapstick!

Hai vinto la terza edizione di “Una storia per il Cinema” ed attualmente siete in fase di scrittura della sceneggiatura. Quali sono le tue aspettative per questa nuova avventura?

Già! Non è incredibile? Ci sarà un film tratto da un mio romanzo! Non mi rendo ancora bene conto della cosa, ma di sicuro è un sogno che diventa realtà! La sceneggiatura, secondo me, dovrà modificare più di qualcosina: il mondo è cambiato, nel corso del 2022, e pescare a caso personaggi buoni e cattivi da ipotetiche comunità russe, bielorusse e ucraine, sarebbe sbagliato. Altre cose, come la voce narrante, per esempio, vanno tradotte in immagini, e penso sia una sfida non facile, per chi deve realizzare una sceneggiatura tratta da un romanzo. Se mi vogliono coinvolgere, farò la mia parte. Le aspettative? Oh, beh, niente di che: ricevere un anticipo principesco, vedere il film distribuito in sala che sbanca il botteghino e poi, in seguito, tra i titoli più gettonati di un’importante piattaforma, guadagnare un sacco di soldi e vedere molti altri miei romanzi e racconti seguire lo stesso percorso… Che ne dite? Davvero niente di che.

Ufficio Stampa

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