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Vicenda “dehors”, la replica della difesa: “La donna si è vista privata della propria abitazione”

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Le parole dell’avvocato Raffaele Trisciuzzi in difesa della parte lesa

FASANO – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di replica dell’avvocato Raffaele Trisciuzzi in merito alla difesa di Vittoria Miceli, parte civile in merito al procedimento penale riguardante i “dehors” a Savelletri di Fasano.

“Il presente comunicato viene inviato all’indomani del dispositivo reso nel processo n.4873/17 RGNR (Gioioso Mario + Altri), che si allega, un processo a cui circa 5 anni fa fu dato risalto mediatico a seguito dei sequestri dei cosiddetti “Dehors” in centro di Savelletri e Torre Canne di Fasano. Lo stesso si rende necessario al fine del diritto di cronaca e di replica sulla vicenda, troppo spesso da molte testate esposta come diretta ad affossare l’economia fasanese e che indirettamente colpevolizzava addirittura la Procura, la denunciante Vittoria Miceli e finanche il difensore Raffaele Trisciuzzi, per aver adito la giustizia.

La sig.ra Miceli si era vista, nel giro di qualche giorno, erigere un enorme manufatto edilizio, sull’uscio di casa, senza informazione, senza avere accesso agli atti del procedimento amministrativo e senza che nemmeno alcuna tabella fosse affissa con i riferimenti autorizzativi, in un mare di omissioni e reticenze pubblico private (per cui pende ulteriore processo penale).

L’anziana donna e tutta la sua famiglia per anni si è vista privata dell’uso della propria abitazione, atteso che l’enorme gazebo, aveva addirittura inglobato il proprio contatore idrico e un pozzetto fognario, e che durante i lavori fosse addirittura stato divelto e anche occluso l’ingresso alla propria abitazione. Tutte le ditte coinvolte dal processo invece hanno sempre svolto la loro attività lavorativa.

Il Tribunale di Brindisi, in funzione monocratica, nella persona del Dott. Maurizio Rubino, dopo un lungo e impegnativo dibattimento in cui si sono susseguiti consulenti, ingegneri, architetti e funzionari pubblici del Comune di Fasano, ha difatti stabilito che per quelle vicende che smossero l’opinione pubblica e l’economia della frazione marinara, vi è stato un unico responsabile.

Con ogni evidenza, nei panni della persona offesa, ogni cittadino avrebbe fatto, o dovuto fare lo stesso, eppure, molto tristemente, troppo spesso si è puntato il dito non su chi avesse commesso o permesso un abuso, bensì su chi l’avesse denunciato. Nonostante il manufatto dell’attività Don Pesce, in Via Nazario Sauro di Savelletri, non fosse autorizzabile in alcun modo, in violazione della normativa nazionale e locale in materia edilizia, e nonostante anche varie sentenze del Tar di Lecce, anche precedenti all’odierna sentenza del Tribunale di Brindisi, ne invocassero la rimozione, il “monumento” abusivo è restato e resta ancora li.

Il dispositivo del Tribunale adesso ne ordina la demolizione a spese del titolare Gioioso Mario, difeso dall’avv. Fabiano Amati, condannato ad un anno di arresto e 40.000 euro di ammenda, oltre alla rifusione delle spese di parte civile e al risarcimento, di cui ha già disposto una provvisionale esecutiva di 10.000 euro in favore della sig.ra Miceli, quale parte lesa.

Con preghiera di pubblicazione integrale.

Avv. Raffaele Trisciuzzi e Vittoria Miceli.”

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