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Vitra Campus: la «Torre numero due» di Nathalie Du Pasquier

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15Una nuova scultura impreziosisce i prestigiosi spazi del Vitra Campus a Weil am Rhein, al confine fra Svizzera, Francia e Germania. Realizzata in mattoni dipinti, la Torre numero due fa parte di una serie di opere in edizione limitata ideate dall’artista Nathalie Du Pasquier (Bordeaux, 1957) per la mostra BRIC allestita nel 2020 presso la sede dell’azienda italiana Mutina. Il punto di partenza della struttura sono i mattoni, da sempre elemento architettonico fondamentale e motivo ricorrente per l’artista negli ultimi anni anche nella sua opera pittorica. Per la sua mostra, Du Pasquier ha esplorato il mattone nella sua essenza fisica e concettuale, come elemento legato alla terra e alla sua lavorazione, identificandone diverse tipologie.

Nathalie Du Pasquier, “Torre Numero Due”, Vitra Campus, Weil am Rhein, ph. courtesy Vitra

In un secondo tempo, la designer di origine francese con sede a Milano – fra i fondatori del Gruppo Memphis – le ha trasformate smaltandole con colori brillanti e stratificandole in grandi sculture formali, rivelandone la costruzione interna e i contrasti tra solidità e vuoto. Con la Torre Numero Due, Vitra espande il complesso architettonico del Vitra Campus: nell’area degli ex stabilimenti Vitra sono infatti già presenti opere firmate da Tadao Ando, Zaha Hadid, Nicholas Grimshaw, Renzo Piano, Frank Gehry, Álvaro Siza, Jean Prouvé, Richard Buckminster Fuller, Jasper Morrison, Herzog & de Meuron, studio SANAA, e installazioni artistiche di Claes Oldenburg & Coosje van Bruggen, Tobias Rehberger, Thomas Schütte, Ronan & Erwan Bouroullec e Carsten Höller. La Torre numero due, alta quasi tre metri, combina arte, architettura e design, e si trova sulla Álvaro Siza Promenade, davanti al muro in cemento della Fire Station di Zaha Hadid. Nathalie Du Pasquier è anche protagonista della mostra “Memphis: 40 Years of Kitsch and Elegance”, visitabile fino a gennaio 2022 negli spazi del Vitra Design Museum. In mostra, oltre a quelli di Du Pasquier, lavori di Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Martine Bedin, Michael Graves, Barbara Radice, Peter Shire, Shiro Kuramata.

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