cronaca

Zona rossa e arancione: quali regioni cambiano colore dal 6 aprile

zona-rossa-e-arancione:-quali-regioni-cambiano-colore-dal-6-aprile

Marche, Veneto e Provincia autonoma di Trento passeranno in zona arancione. Riparte la didattica in presenza per gli asili, le elementari e la prima media anche in zona rossa.

(Foto: Massimo Di Vita/ Getty Images)

Sulla base dei dati del monitoraggio della cabina di regia dell’Istituto superiore della sanità, e come confermato nell’ordinanza firmata dal ministro della salute Roberto Speranza, Marche, Veneto e Provincia autonoma di Trento passano dal 6 aprile dalla zona rossa a quella arancione. Restano invariate le altre regioni.

Per cui Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Calabria e Campania sono rosse. Mentre Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Veneto, Provincia autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano, Liguria, Umbria, Sardegna e Sicilia sono in zona arancione. Per gli effetti del decreto del 31 marzo, che prorogano le misure previste del precedente decreto del 12 marzo, le zone gialle non verranno ripristinate almeno fino al 30 aprile. Anche se le regioni dovessero avere dati da zona gialla dovranno comunque rispettare le stesse misure delle zone arancioni (motivo per cui le vedete colorate in arancione sulla nostra mappa e in alternativa a visualizzarle qua, potete leggere le misure adottate di seguito).

body.isDesktop .tableauPlaceholder {height:auto !important;}body.isDesktop .tableauWrapper iframe{height:auto !important;;}.tableauWrapper > p {line-height:0;margin:0 !important;}

In base all’ultimo decreto, il governo potrà autorizzare la riapertura al pubblico di bar e ristoranti all’ora di pranzo, nel caso in cui una regione abbia dati da zona gialla e sia a buon punto col le vaccinazioni, senza tuttavia cambiarne la colorazione. L’altra novità contenuta nel decreto riguarda la riapertura delle scuole fino alla prima media, anche in zona rossa. Dal 7 aprile, quindi, riparte la didattica in presenza per tutti, dagli asili fino alla prima media.

Inoltre, è stato confermato il passaggio automatico da zona arancione a zona rossa per tutte le regioni che riporteranno un numero di contagi settimanale superiore a 250 su 100mila abitanti. Resta anche la possibilità per i presidenti delle regioni e delle province autonome di istituire ulteriori zone rosse o lockdown locali, nelle aree particolarmente esposte alle nuove varianti e nelle province in cui i contagi superino le 250 persone su 100mila abitanti. Continua anche il divieto di spostamento tra regioni.

Regole per le zone rosse

Vietato ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno degli stessi Comuni, salvo per esigenze lavorative o situazioni di necessità, compresi gli spostamenti motivati da viaggi all’estero per turismo. È consentito il rientro presso il domicilio, l’abitazione o la residenza. Il transito sui territori in zona rossa è consentito per raggiungere aree non soggette a restrizioni negli spostamenti o in caso di necessità.

Come da decreto, le attività didattiche si svolgono in presenza per tutti dagli asili alla prima media. Mentre saranno esclusivamente a distanza per seconda e terza media, superiori e università. Resta la possibilità di effettuare alcune attività in presenza se necessario l’uso di laboratori o per alunne e alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. I presidenti di regione non potranno intervenire con ordinanze che sospendono la didattica in presenza per le scuole dagli asili alla prima media.

L’attività fisica è consentita in forma individuale, solo nei pressi della propria abitazione e nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona, con obbligo di utilizzo delle mascherine.

Sono chiusi musei, mostre e altri istituti o luoghi di cultura ad eccezione delle biblioteche, i cui servizi sono offerti su prenotazione. Sono sospesi tutti gli spettacoli aperti al pubblico in cinema, teatri, sale da concerto e in altri locali o spazi, anche all’aperto.

Sono chiuse anche tutte le attività commerciali, compresi anche barbieri, estetisti e parrucchieri, eccetto i negozi di generi alimentari e di prima necessità. L’accesso è limitato a un solo componente per famiglia. Restano aperti i mercati solo per la vendita di generi alimentari, prodotti agricoli e vivaistici. Edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie possono tenere aperto.

Sono sospesi i servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita, senza limiti di orario, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri ospiti. L’asporto di cibi e bevande è consentito fino alle 22, mentre la consegna a domicilio è sempre permessa.

Regole per le zone arancione

Sono vietati tutti gli spostamenti in entrata e in uscita da queste regioni, tranne in caso di necessità, compresi gli spostamenti motivati da viaggi all’estero per turismo. È sempre consentito il rientro presso il domicilio, l’abitazione o la residenza. Si può uscire dal proprio comune in caso di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi sospesi o non presenti nel proprio comune. All’interno dei comuni è consentito lo spostamento, una volta al giorno, verso una sola abitazione privata, fra le ore 5 e le ore 22, limitato a 2 persone accompagnate dai minori di quattordici anni. Sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri, ad esclusione dei capoluoghi di provincia.

Per le scuole superiori è garantita la didattica in presenza dal 50% fino a un massimo del 75% del totale della popolazione studentesca. Mentre l’attività di asili, elementari e medie si svolge in presenza. I presidenti di regione potranno chiudere le scuole in tre casi: nelle aree in cui siano in vigore misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di sette giorni; nel caso di un’eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico. Tuttavia non potranno intervenire con ordinanze che sospendono la didattica in presenza per le scuole dagli asili alla prima media.

L’attività fisica è consentita solo all’interno del proprio comune, in forma individuale. Mostre, musei e altri luoghi della cultura seguono le stesse regole previste per la zona rossa. Sono aperti tutti i negozi, compresi i centri commerciali, che però restano chiusi durante il fine settimana e nei giorni festivi. Per i bar e i ristoranti vigono le stesse regole previste per la zona rossa, con la possibilità di riaprire per pranzo, su decisione del governo, nel caso la regione abbia riportato dati da zona gialla e sia a buon punto con le vaccinazioni.

Regole per le zone gialle

Fino al 30 aprile nelle zone gialle, come previsto da decreto legge, valgono le misure previste nelle zone arancione.

Potrebbe interessarti anche

0 comments on “Zona rossa e arancione: quali regioni cambiano colore dal 6 aprile

Leave a Reply

%d bloggers like this: