Categoria: Food & Drink

Roma celebra la Negroni Week

Riccardo Marinelli, Gianluca Storchi e Valerio Visentin ci svelano aneddoti e ricette speciali del drink più famoso e apprezzato al mondo: alla Terrazza Les Étoiles e da Giulia Restaurant il cocktail è di scena

Dal 12 al 18 settembre torna l’appuntamento con la Negroni Week, una celebrazione a livello internazionale di uno dei più famosi drink al mondo. In occasione di questa iniziativa, i bartender sono chiamati a proporre accanto alla versione più classica, una rivisitazione del celebre cocktail, appositamente creata per festeggiarne il successo.
Abbiamo chiesto a Gianluca Storchi, barmanager globetrotter di Giulia Restaurant e a Riccardo Marinelli e Valerio Visentin, rispettivamente consulente e barmanager della Terrazza Les Étoiles, presso l’hotel Atlante Star di Roma, storie, aneddoti, ricette e reinterpretazioni del celebre cocktail.
L’origine del Negroni è particolarmente affascinante perché una storia italiana al 100%.
«Il Negroni è il drink più venduto al mondo negli ultimi anni – spiega Riccardo Marinelli, consulente del bar della Terrazza Les Étoiles, presso l’hotel Atlante Star di Roma – e rappresenta l’icona italiana per eccellenza».
Marinelli spiega la ricetta originale: «La sua struttura permette, con soli tre ingredienti, di accorpare gli elementi strong e balsamici del gin, quelli amari dati dal Campari e le note agrumate e dolci del Vermouth all’italiana, o Vermouth Rosso, che è noto a livello internazionale anche come Sweet Vermouth, Italian Vermouth o appunto Red Vermouth».
Il Negroni rappresenta l’evoluzione del bere miscelato, nato come una delle prime bevande italiane a vedere l’incontro di diversi elementi. «Basti pensare che è nato prima il MiTo ovvero Milano/Torino – racconta Marinelli – creato con Campari e Vermouth. Milano è appunto la città identificativa del bitter Campari e Torino del Vermouth, e il cocktail MiTo metteva insieme queste due componenti sia per nome che per ingredienti. In una prima evoluzione di questo drink è stata aggiunta la soda e da questa trasformazione è nato l’Americano. Serve un ulteriore passaggio per scoprire come è poi nato il Negroni». La storia racconta che fu il conte Camillo Negroni a portare in Italia, per l’esattezza a Firenze, il gin da Londra. Apprezzandone il gusto, chiese al suo bartender di fiducia, Fosco Scarselli, di aggiungerlo all’Americano. Con l’aggiunta del gin al cocktail nacque un modo nuovo di bere l’Americano, alla maniera del conte Negroni, che di fatto diede il nome al nuovo drink.
Secondo gli esperti di mixology, quella del Negroni è una ricetta altamente modificabile, in base ai gusti del cliente. Se qualcuno lo preferisce più morbido, basta variare le grammature in favore del Vermouth; se invece si desidera un Negroni più amaro, servirà alzare la quantità di bitter e abbassare quella di Vermouth; poi c’è chi preferisce una versione più strong, che vede emergere il gin sugli altri ingredienti. Infatti, il Negroni si sottopone sia a modifiche semplici e lineari, come quelle appena descritte, che a variazioni che prevedono l’utilizzo di altri elementi, permettendo ai bartender di sconfinare e giocare con versioni sempre nuove.
E in occasione della Negroni Week, in corso da lunedì 12 a domenica 18 settembre, saranno proposte da diversi locali della Capitale come Giulia Restaurant e Les Etoiles.

GIULIA RESTAURANT
Il barmanager di Giulia Restaurant Gianluca Storchi per la Negroni Week ha pensato a una versione speciale del signature cocktail, modificando con una punta di amaro balsamico la ricetta classica. Il drink viene cotto in sous-vide (sottovuoto a bassa temperatura) con l’aggiunta di lamponi freschi e petali di rosa di Damasco, servito poi leggermente affumicato con del rabarbaro per esaltare le parte di note fruttate e speziate del cocktail. Il Negroni però è diventato con il passare del tempo anche un signature cocktail della carta di Giulia Restaurant grazie alla passione di Gianluca per i cocktails aromatici e speziati: si può trovare sempre il Negroni Balsamico (bottle aged) con Bombay Sapphire, Campari, vermouth mix, amaro, fumo all’arancio. Nella sua apparente semplicità, è anche uno dei cocktails che più si prestano a “variazioni sul tema” e arricchimenti, a riprova di questo c’è il fatto che negli anni moltissimi barman hanno creato delle loro ricette originali diventate poi dei classici. «Per chi ama il mondo della mixology e del bere miscelato, il Negroni rappresenta la maturità del drink, perché chi lo ordina sa esattamente cosa vuole bere riconoscendo pregi e difetti di ogni diversa mano che lo prepara – spiega Storchi -, è un drink “adulto” per clienti esigenti, adatto per un aperitivo corposo o un dopocena».
Giulia Restaurant, Lungotevere dei Tebaldi, 4/4a, tel. 06-95552086.

TERRAZZA LES ÉTOILES
Il bartender della Terrazza Les Étoiles Valerio Visentin, in occasione della settimana di celebrazioni del famoso drink, ne propone una sua speciale variante: il “Negroni nel bosco”.
L’intento è quello di apportare alla ricetta classica un sentore di bosco, quindi è stato fatto un pre-mix con liquore alla ciliegia e frutti di bosco, che vanno a legare ed esaltare le note morbide del Vermouth e a contrastare quelle del Campari.  Per conferire ulteriore freschezza e sentori di bosco al cocktail, sono state aggiunte due gocce di Pino mugo. Un ultimo passaggio è quello dell’olio essenziale di pompelmo per un tocco agrumato. Il drink va lavorato in throwing, una tecnica per raffreddare, diluire e ossigenare che alla fine dona una bevuta molto più setosa al palato. Questa versione di Negroni vuole rendere il cocktail più morbido ed esaltare la componente del Campari. È perfetto infatti per un aperitivo, ma si apprezza anche dopo pasto.
Terrazza Les Étoiles, via dei Bastioni 1, tel. 06-686386.

 

CIRCUITO PREMIA LO STILE ITALIANO

Prima edizione per il “Premio Stile”, riconoscimento ideato da Laura Bottomei e Fabrizio Silvestri, patron dell’azienda Circuito – Made in Italy, assegnato a sei personaggi dell’ambito food & beverage che hanno fatto dell’abito professionale un biglietto da visita per la sua caratteristica di conferire una precisa immagine e identità personale e aziendale. Lo chef Giuseppe Di Iorio, la restaurant manager Vanessa Melis, il pizzaiolo Angelo Pezzella, la pasticcera Giorgia Proia, il mixologist Daniele Gentili e il gelatiere Dario Rossi hanno ricevuto il premio insieme all’assessore capitolino Alessandro Onorato, che è stato insignito di un riconoscimento speciale per il suo impegno, la divulgazione e la salvaguardia del made in Italy nel settore della moda.

Lunedì 25 luglio, negli spazi di Palazzo Dama a Roma, è andata in scena la prima edizione del Premio Stile 2022, ideato da Laura Bottomei e Fabrizio Silvestri “patron” dell’azienda Circuito – Made in Italy, che ha acceso i riflettori su uno degli aspetti più importanti della ristorazione: lo stile.

Circuito, azienda leader dell’abbigliamento professionale, prima a ottenere la certificazione 100% Made in Italy in conformità con i requisiti del Sistema di Qualità di Origine Italiana, porta bandiera dei filati eco-sostenibili, etici e funzionali, ha festeggiato i suoi primi 20 anni di attività e i primi 7 del brand Circuito, scendendo in campo per render omaggio agli chef, i pizzaioli e i pastry chef, insieme ai protagonisti della sala che maggiormente si sono distinti per accuratezza ed eleganza, immagine e attenzione al rispetto ambientale.

Laura Bottomei e Fabrizio Silvestri, da sempre sostenitori della teoria che l’abito professionale sia un biglietto da visita che conferisce un’immagine e un’identità personale e aziendale, e che quindi debba coniugare moda e praticità, rispettando sempre i più alti standard in termini di ricerca della materia prima, vestibilità, ecosostenibilità ed eleganza, hanno festeggiato insieme a clienti e amici i traguardi ottenuti negli ultimi anni premiando chi ha abbracciato, fin da subito, la loro stessa filosofia.

Nel corso della cerimonia, che ha visto salire sul palco sei personaggi noti del mondo della ristorazione, suddivisi in altrettante categorie (Chef, Sala, Pasticceria, Gelateria, Pizzeria, Beverage), è intervenuto anche l’Assessore ai Grandi Eventi, Spettacoli, Sport e Moda Alessandro Onorato che ha ricevuto, direttamente dalle mani dei fondatori, il Premio per l’impegno, la divulgazione e la salvaguardia del made in Italy nel settore della moda.

Nella categoria Chef è stato premiato, dunque, Giuseppe Di Iorio, chef del ristorante stellato Aroma, situato all’interno di Palazzo Manfredi; tra i Pizza Chef, invece, a ricevere il riconoscimento è stato Angelo Pezzella, patron dell’omonima pizzeria allo Statuario; Giorgia Proia di Casa Manfredi ha ritirato, invece, il premio per la categoria Pasticceria, mentre Vanessa Melis Pascucci di Pascucci al Porticciolo (1 stella Michelin), si è aggiudicata il premio per la sezione Sala. A Dario Rossi, mastro gelatiere di Greed – Avidi di Gelato, è stato inoltre assegnato il riconoscimento per la categoria Gelateria mentre, tra i Bartender, è stato premiato Daniele Gentili, raffinatissimo alchimista romano. Premi speciali, infine, per Gianfranco Pascucci, patron di Pascucci al Porticciolo che ha ritirato una targa in rappresentanza de l’Associazione Le Soste, partner Circuito, e per Giulio Terrinoni, patron di Per Me, per l’Associazione JRE.

Non è mancato, infine, un momento di convivialità con uno speciale #Aperistyle per tutti i partecipanti.

CIRCUITO – MADE IN ITALY

Nata come service con il nome di Circuito Bottomei, l’azienda diventa brand con il nome di Circuito da Lavoro ottenendo, in seguito, la certificazione “100% Made in Italy” in conformità con i requisiti del Sistema di Qualità di Origine Italiana IT01-100% (prima e unica azienda di abbigliamento professionale in Italia ad avere ottenuto questo riconoscimento) e UNI EN ISO 9001:2015 sistema di gestione per la qualità certificato Dasa – Rägister S.p.A. Oggi è conosciuta solamente come Circuito ed è associata a Confimprese.

Molti sono i settori lavorativi curati da Circuito: linee per alberghi, per le Spa, per parrucchieri ed estetica, ma senz’altro il mondo del Food, per sua natura creativo, innovativo ed estroso offre a Laura, vulcanica stilista, il giusto terreno su cui far crescere le sue idee. L’abito viene personalizzato sulle funzioni chiamate a ricoprire, venendo colta l’essenza e le necessita di comfort, di praticità e di bellezza di ogni professione.

Circuito svolge, inoltre, una consulenza strategica dedicata, fornendo anche un servizio di personalizzazione che va a completare la proposta in linea con l’obiettivo del cliente. Non solo. L’azienda si avvale anche di altri due rami importanti: Circuito Logistic, che offre servizi di logistica integrata su misura per il cliente, scegliendone la divisa e organizzandone le spedizioni, e Circuito Promotion che rivende marchi di abbigliamento promozionale integrando non solo la divisa professionale ma offrendo anche materiale per il merchandising aziendale. Un vero e proprio Business partner, dunque, che affianca il cliente nello sviluppo del retail.

ETICA ED ECOSOSTENIBILITÀ: LA SCELTA DI CAMPO DI CIRCUITO!

L’industria del tessile e dell’abbigliamento ha un ruolo cruciale a livello ambientale. Oltre a essere uno dei principali consumatori di acqua a livello mondiale, essa, solo in Europa, produce circa 5,8 milioni di tonnellate di rifiuti, con una emissione di gas serra correlata: solo un quarto di questi rifiuti viene riciclato e rientra nel ciclo produttivo. Una ricerca della Commissione Europea ha stimato che l’80% dell’impatto ambientale di un prodotto deriva dalla sua progettazione, il che, riportato nell’industria della moda, significa prevalentemente che sta nella scelta dei tessuti e delle fibre.

Sin dal suo nascere, Circuito si è dato degli obiettivi ambiziosi ma tutti, a oggi, perseguiti nel rispetto dei capisaldi dell’anima del brand: la filiera totalmente Made in Italy, la produzione secondo criteri etici e ecosostenibili, l’innovazione, il profondo rispetto per il lavoro e la professionalità. Attenersi a questi principi non è stato un processo semplice. Laura ha respirato e conosciuto profondamente il mondo del tessile da sempre, ma una cosa è produrre abiti di alta moda tout court, un’altra è invece creare abiti da lavoro servendosi di aziende che producono tessuti per l’alta moda. E Laura ha faticato moltissimo a farsi ascoltare ma, alla fine, resistenze, chiusure e perplessità hanno ceduto il passo alla condivisione della sua visione grazie alla sua tenacia e caparbietà. “Li ho presi per sfinimento”, confida ridendo Laura. Inizia così lo studio dei tessuti e dei filati eco-sostenibili, che rendano un abito bello, funzionale, capace di accompagnare la persona che lavora nel giusto modo. I tessuti sono infatti essenziali e la loro unicità è importante come le materie prime per un piatto di alta cucina: per questo, Circuito propone tessuti naturali come il cotone e il lino, tessuti vegetali, etici, funzionali e rigorosamente realizzati nel nostro Paese.

Proprio nell’affermazione del Made in Italy, nell’osservanza del principio per cui l’ideazione, la manifattura e l’esportazione devono essere italiani, Circuito ha dato nuova vita a molti piccoli laboratori altrimenti destinati alla chiusura. Tutto infatti, è all’insegna di scelte etiche ed eco-sostenibili in ogni dettaglio, anche il packaging totalmente in bioplastica biodegradabile. Nell’immaginario comune, l’abito da lavoro è un qualcosa che copre e uniforma mentre Circuito mette al centro della riflessione la persona che lavora: come risultato riesce a concepire l’abito giusto per lei, esaltando le unicità della sua personalità e della professione che svolge.

Il NON-GELATO accontenta gli affezionati al gelato classico e chi è in cerca di nuove esperienze

L’alternativa al gelato tradizionale italiano è il NON GELATO di Grezzo Raw Chocolate

Pochi ingredienti pregiati e tanta qualità senza latte, zucchero, uova

Grezzo Raw Chocolate, presenta il NON-GELATO che rivoluziona la ricetta tradizionale del gelato portando l’esperienza di degustazione a un nuovo livello di piacere sano.

Il NON-GELATO si basa su una ricetta nata da zero e studiata per mettere insieme gusto, natura e sostenibilità.

L’obiettivo era andare incontro alle esigenze nutrizionali e ambientali emergenti, alzando il livello dell’esperienza gustativa. Era dunque impossibile seguire la strada tradizionale: latte, zucchero e le famose basi andavano eliminati. E’ nata così una ricetta di nuova generazione, con gusti classici che ribaltano la struttura del gelato tradizionale, rendendo protagonista l’ingrediente principale, invece che mera comparsa.

Così è stato possibile ottenere un gelato di mandorle con il 35% di mandorle siciliane biologiche non tostate e macinate a pietra per 4 giorni. Oppure gelato di nocciole con il 25% di nocciole biologiche DOP a Km 0. E ancora gelato al cioccolato con il 25% di cacao crudo, ottenuto da fave di cacao biologiche non tostate, ma essiccate al sole in modo naturale per essere fino a 5 volte più nutrienti. Percentuali di materie prime introvabili nel gelato classico.

E il resto? Acqua naturale e anacardi biologici.

Anche i dolcificanti giocano un ruolo importante e nel nuovo Non-Gelato: si fa spazio a zucchero di cocco bio e agave integrale bio, non raffinati, a basso indice glicemico e con un piacevole retrogusto caramellato.

Una lista di ingredienti corta, semplice e che tutti possono comprendere facilmente.

Un’esperienza di lusso per il palato, di salute per il corpo, di sollievo per l’anima.

Il NON-GELATO si può gustare fresco nelle gelaterie Grezzo di Roma oppure si può preparare a casa con le basi in barattolo, fino a 11 gusti,, per fare a casa il gelato, anche senza gelatiera. Con quella che Grezzo chiama “Tecnologia Naturale”, per trasformare un barattolo di preparato in un cremoso gelato casalingo, basta aggiungere acqua, frullare e mettere in congelatore. Una preparazione che richiede appena 3 minuti.

E l’innovazione non finisce qui: è fresco di lancio il nuovo Preparato Bio per Gelato NocciolaZero, al gusto Nocciola senza zuccheri aggiunti, dolcificato con eritritolo e con ben il 42% di Nocciole DOP Biologiche.

Con sole 160 kcal per porzione, sembrerebbe essere il gelato perfetto per chi vuole restare in forma, ma non vuole rinunciare a un rinfrescante gelato, cremoso e gustoso. Semplice da preparare in 3 minuti con il classico frullatore casalingo.

Nicola Salvi, fondatore di Grezzo, racconta come ci sia voluto più di un anno di test per arrivare a un risultato all’altezza degli elevatissimi standard qualitativi, che racchiude in sé diversi primati; per cominciare, è il primo gelato artigianale al mondo senza zuccheri aggiunti, è composto da soli quattro ingredienti (biologici, vegetali e senza glutine, ndr), tra cui il 42% di nocciole, e poi sottolinea: “Contiene solo l’1% di zucchero, 4% di proteine, solo 2% di grassi saturi. Sarebbero valori nutrizionali da primato per qualsiasi alimento, ma è letteralmente incredibile che siano quelli di un gelato”.

La lista ingredienti del gelato di Grezzo segue una regola rigorosa: al primo posto vi è l’ingrediente che ne caratterizza il gusto (per esempio la nocciola, il pistacchio, la mandorla, ecc…) e non vengono usati ingredienti trasformati, industriali o additivi, ma solo vegetali e biologici. I dolcificanti utilizzati sono zucchero biologico integrale di cocco e sciroppo integrale di agave.

La natura è al centro delle priorità: gli ingredienti sono tutti integrali, senza trasformazioni, senza alterazioni, senza derifvati dall’allevamento affinché anche il gelato possa essere quasi “colto dall’albero”.

E perché parlare di sostenibilità? Il NON-GELATO usa solo ingredienti vegetali che hanno un impatto ambientale 150 volte inferiore rispetto ai derivati animali come latte e uova. Inoltre si tratta di materie prime biologiche che non sono trattate chimicamente, evitando così l’inquinamento dei frutti, dei terreni e delle falde acquifere, oltre a limitare l’inquinamento durante la fasi produttive dei prodotti chimici usati in agricoltura convenzionale. Inoltre si usano prevalentemente frutti da alberi che vengono colti, facendo in modo che la pianta sopravviva continuando le sue preziose funzioni di proteggere il terreno dal surriscaldamento e di produzione di ossigeno per pulire l’aria che respiriamo.

Grezzo ha vinto il premio Bottega dell’Anno 2015 del Gambero Rosso e il premio Migliore Pasticceria d’Italia del Golosario 2015.

Dazio: la ‘missione’ del locale romano di recente apertura

Rivoluzionare l’esperienza in pizzeria con una proposta gastronomica che unisce gusto e tecnica: è questa la ‘missione’ del locale romano di recente apertura

Dazio’, il progetto (non solo) gastronomico di Federico Del Moro e Federico Coniglio che unisce ristorazione e ricettività in un contesto di grande valore storico, prosegue nel suo percorso di valorizzazione della pizza contemporanea con una nuova e ricercata proposta gastronomica che punta sul connubio tra gusto e tecnica per offrire un’esperienza sempre più completa ed intrigante alla sua clientela. Gli spazi del vecchio dazio di Roma (la soglia di ingresso in città, per oltrepassare la quale occorreva per l’appunto pagare un ‘dazio’) ristrutturati con grande cura per creare un ambiente reso informale dagli elementi d’arredo, dall’accoglienza dello staff di sala e dalla bontà di un prodotto della tradizione culinaria popolare, nel breve volgere di un anno hanno saputo trasformarsi in un indirizzo di riferimento per gli amanti della pizza, ricevendo importanti riconoscimenti dalle guide di settore.

Artefici del nuovo corso di Dazio sono Giancarlo Bernabei (pizzaiolo) e Matteo Lo Iacono (chef), giovani protagonisti della scena gastronomica romana, che hanno dato vita ad un menu nel quale trovano spazio l’accurata conoscenza degli impasti di Giancarlo e il meticoloso lavoro tecnico e creativo di Matteo, un mix di grande impatto che permette di rivoluzionare l’esperienza in pizzeria. “Lavoro da sempre nel mondo della pizza e ora da Dazio mi piace proporre un prodotto contemporaneo creato da una miscela di farine e da un’alta idratazione che comporta una digeribilità maggiore e una croccantezza che la contraddistingue” dichiara Bernabei, che dopo aver trascorso un biennio negli Stati Uniti è tornato in Italia per apprendere anche i segreti della pizza napoletana e dar vita ad un impasto che rappresenti al meglio la sua idea di pizza.

Gli impasti di Giancarlo vengono impreziositi dai topping ideati da Matteo, che dopo aver accumulato importanti esperienze in strutture alberghiere di lusso, ristoranti stellati e all’estero in Spagna, ha accettato con entusiasmo la sfida professionale di Dazio. “Ho portato in cucina tutta la conoscenza accumulata negli ultimi anni, per arricchire la nostra proposta gastronomica: da Dazio la pizza è parte integrante di un percorso ricco di stimoli per il palato” sottolinea Lo Iacono. Un approccio nuovo che unisce la pizza e il fine dining e che consente di soddisfare l’appassionata clientela sotto ogni punto di vista, da quello gustativo e quello esperienziale, dando vita ad una proposta alla portata di ogni tipologia di cliente. Tutto questo è possibile grazie al lavoro di un team che da tempo lavora assieme: “In cucina con me c’è Davide Romano, una persona preziosa con cui ho condiviso tante esperienze, un professionista vero che ringrazio per quanto fatto e faremo con la nostra brigata” dichiara Matteo.

Si parte con la sezione dedicata ai Fritti che offre la possibilità di gustare alcuni grandi classici come il Supplì e la Crocchetta di patate ma anche la Frittatina Burger (cheddar, carne arrosto, bacon infornato e cipolla caramellata), e la Crocchetta Truffle (Fondente di patata all’olio evo Tamìa, mayo-truffle, tartufo nero estivo prima scelta) per poi passare ai Fringer Fry come El Barrio (croquetillas jamon e queso, spicy-mayo, chorizo iberico de belota), una vera esplosione di sapore, il Baccalà (baccalà mantecato, crema di ceci, maggiorana) ed ai già rinomati Conetti® nelle versioni Carbonara, Amatriciana e Gricia. Il “MariDazio”, un maritozzo in versione salata, è l’ulteriore novità presente nelle versioni Stracciatella e Alici e Pollo cbt e Peperoni, mentre le pizze sono divise nelle categorie “Vintage” (con, tra le altre, Margherita, Marinara, Napoli, Diavola, etc), “dal Mercato” (le proposte stagionali con Ortolana, Nerano, Red Zone, Orange in the new black, Pica Pica, Tunapinambur e Patate e Tartufo) e le “Crazy”, molto intriganti con una menzione d’obbligo per la Cesar Salad (pollo ruspante cbt, cesar dressing, parmigiano reggiano vacche rosse 24 mesi, insalata baby, fior di latte di Agerola e pepe nero della Jamaica), la CrazyDuck (crema mais e alici del Cantabrico, speck di anatra, chips di cavoletto di Bruxelles, cipolla in agrodolce, erba fungo) e soprattutto il Tributo al Maestro (besciamella allo zafferano, midollo flambato, foglia d’oro 24kt, airbag di patata, micro punte di fonduta di Parmigiano Reggiano Vacca bianca 24 mesi), un sentito e rispettoso omaggio a Gualtiero Marchesi, “la persona che ha cambiato il corso gastronomico del nostro paese” dichiara Matteo Lo Iacono.

Nel menu di Dazio c’è naturalmente anche una sezione dedicata ai dessert, una golosa proposta curata ad hoc da Antonio Scarfone, titolare di deCORE gelativo creativo. “Mi piace realizzare dolci anticonvenzionali per quel che concerne gli abbinamenti tra i vari sapori. Da Dazio i clienti potranno gustare dessert preparati con materie prime eccellenti, che al palato consentiranno di scoprire il giusto connubio tra intensità dei sapori ed equilibrio del gusto originato dall’armonia tra i contrasti” sottolinea Scarfone che collabora con Dazio sin dal primo giorno di apertura. Tra le proposte più interessanti ci sono Purple Fiction (semifreddo alla mandorla di Toritto, salsa di gelso rosso di Sicilia, mandorle pralinate, dacquoise alla mandorla), Unicorn (semifreddo al cioccolato bianco al profumo di cardamomo, salsa esotica di mango e passion fruit e grué di cacao monorigine Venezuela) e Sweet Bismarck (semifreddo al pistacchio di Bronte, salsa di fragole e frutti di bosco di Nemi, pistacchi pralinati, dacquoise al cacao).

Estremamente curata anche la proposta beverage di Dazio che punta sul “bere bene” grazie a Lorenzo Politano, bartneder dell’Aleph Rome Hotel (Hilton), che ha messo la firma sui drink, i signature e la bottigliera di Dazio, dando vita ad una Carta del beverage (in continua espansione) ricca di cocktails classici e moderni, come Spritz, Negroni, Moscow Mule, Gin Tonic e Margarita ma anche birre artigianali, vini e bollicine. Dazio, il progetto imprenditoriale di Federico Del Moro, impegnato nel mondo della ristorazione da oltre 15 anni tra Roma, Sardegna e l’Expo di Milano, rappresenta il primo tassello di una rivoluzione gastronomica che ha già in pancia il prossimo passo, una nuova insegna by Dazio che rivoluzionerà anche il mondo della pizza Romana. Dazio, pizzeria situata in via Nomentana 1206, è aperta tutti i giorni dalle 19.30 alle 24.

Lux Restaurant & Lounge: alla scoperta dell’approdo ideale per gli amanti dei grandi classici della cucina di pesce italiana tradizionale

Il mare italiano a tavola: ci troviamo al ristorante Lux Restaurant & Lounge l’approdo ideale per gli amanti dei grandi classici della cucina di pesce italiana tradizionale, preparati con materia prima di eccellente qualità. Ai tavoli del Lux non mancano i piatti che piacciono ai bambini e delle invitanti proposte di carne, da consumare in un ambiente “family friendly” ma che non rinuncia al glamour degli arredi della sua grande sala interna o allo sciabordio dell’acqua contro la banchina che ospita un delizioso dehor fronte mare. Nel bel ristoro di Ostia, l’ospitalità è squisitamente allegra e cordiale: dall’invitante menu all’inappuntabile servizio in sala, ogni aspetto al Lux è frutto del lavoro di una squadra che ha saputo fare dell’unità la sua carta vincente. Il progetto di ristorazione vanta il savoir faire di Silvia Leone, responsabile del locale e del rooftop ExtraLux, e il raffinato pragmatismo di Anna De Fazio, che cura il settore eventi. Due donne vulcaniche e appassionate che per il 2022 annunciano interessanti novità, tra menu da imbarco, brunch e merende, oltre a una nuova stagione di promesse d’amore scambiate davanti al mare!

Lux Restaurant & Lounge

Lungomare Duca degli Abruzzi, 84 – 00121 Ostia (Roma)

Aperto tutti i giorni eccetto il lunedì

Sito: www.luxexperience.it – Email: info@luxexperience.it – tel.: +39 06 5674184

Immaginate un placido approdo pronto ad accogliere gli ospiti in un confortevole ristoro gastronomico dal sapore di mare, dove è possibile assaporare i piatti di pesce della tradizione italiana, tipici delle osterie isolane o delle raffinate locande delle più acclamate riviere. Il Lux Restaurant & Lounge (insegna di proprietà dell’imprenditore Alessandro Fraschetti) è un fortunato angolo dove il Lungomare Duca degli Abruzzi diventa una banchina impreziosita dalle imbarcazioni ormeggiate nel porto di Roma, al civico 84. Questo spazio enogastronomico solare e accogliente, mantiene l’interpretazione classica del miglior pescato locale, a partire dal prodotto di scoglio che viene servito come zuppa, al forno, in crosta, al guazzetto o alla piastra: alla base c’è sempre l’eccellenza della materia prima.

La linea di cucina omaggia le ricette dello Stivale con una pennellata di stile che dona loro una personalità interessante e mai banale. Lo spirito energico di una squadra gentile e tutta orgogliosamente di Ostia, fa sentire i clienti accolti con calore, proponendo un servizio fresco, senza formalità: il Lux e l’ExtraLux, la terrazza panoramica sul mare con animazione musicale situata al primo livello dello stabile, sono infatti il luogo di incontro ideale del litorale, soprattutto lidense. La nostra scelta gastronomica, e più in generale tutto il progetto, è la risposta al territorio più limitrofo, che ci chiede una cucina tradizionale ma con prodotti di qualità”, spiega la responsabile Silvia Leone. Al locale arrivano anche i “vacanzieri del sole”, cioè coloro che usciti per una passeggiata o appena rientrati da una gita in barca, sono pronti a gustare una piacevole giornata sul mare splendente. Qui giungono anche gli armatori da ogni angolo del Mediterraneo, affamati di veri piatti italiani, insieme a volti noti del mondo della politica e dello spettacolo. Citando Pier Paolo Pasolini che diceva: “Qual è la vera vittoria, quella che fa battere le mani o battere i cuori?”, il Lux sa suscitare vero sentimento.

Il ristorante propone, inoltre, merende in banchina, brunch conviviali, aperitivi in terrazza e Lux Baby Lunch (per far amare il pesce ai piccoli ospiti), fino alla romantica “Lux wedding experience” con lo scambio degli anelli di fronte al mare o in mare aperto, in catamarano.

Infine, per una pausa golosa a base di pesce da consumare tra le onde, presto verranno proposte box degustazione a portar via.

LA CUCINA DEL LUX RESTAURANT & LOUNGE

I piatti di pesce di tradizione italiana rappresentano il cuore della proposta del ristorante e vantano una materia prima selezionata, proveniente dalle filiere locali, corte e certe. La fornitura arriva soprattutto dal litorale laziale (per le telline, gli scampi, i gamberi, i molluschi, il pesce azzurro e quello di fondale), soprattutto dalle aste di Fiumicino, Anzio e Terracina mentre alcuni prodotti, come il gambero rosso imperiale, provengono dalla Sicilia.

Racconta Anna De Fazio: “Quando dici Ostia, pensi agli Spaghetti con le telline, e al Lux non mancano di certo. Questo prodotto di mare, infatti, è protagonista, da sempre, della seguitissima sagra di Ostia, in programma gli ultimi giorni di agosto. Si tratta di una manifestazione di successo e come Lux la sosteniamo con grande partecipazione. La Frittura di calamari è un altro “must” del menu: amatissima anche dai bambini, è pensata per accontentare il palato dei più piccoli, ai quali proviamo a insegnare ad apprezzare il pesce e per i quali abbiamo ideato il Lux Baby Lunch (che include piccole ghiottonerie come le Polpette di pesce, la Sogliola alla mugnaia e le Crocchette di merluzzo impanate)”.

A noi piace che la gente, venuta per un ottimo pasto, esca contenta”, racconta all’unisono la brigata di cucina, che crea un menu capace di abbracciare tutti i gusti. Ne fanno parte il “Faraone lidense”, alias chef Karim El Ghandor, nato ad Alessandria d’Egitto ma romano di Ostia già dal primo anno di vita, e i suoi due compagni di squadra, lidensi anch’essi: sono Simone Mustazzolu (detto “Picasso” per la sua pennellata estrosa nel piatto e per l’outfit coloratissimo ed eccentrico, coppola compresa, che indossa ai fornelli) e Danilo Rosu, soprannominato il “Professore”, per l’atteggiamento carismatico, meticoloso, enigmatico e per il tono da intellettuale che gli conferiscono gli occhiali che indossa. Brillante in ogni comparto, quando si tratta di dolci Danilo dà il meglio di sé. Del resto, già all’età di 15 anni si divertiva a sperimentare golosità mescolando ingredienti e tecniche.

Per chi ha voglia di uscire dal concetto di cucina tradizionale, al Lux non mancano i piatti classici con un tocco moderno, anche nel nuovo menu estivo. Stavolta abbiamo voluto giocare più su prodotti freschi di stagione, come la frutta, da abbinare al pesce, soprattutto negli antipasti e nei crudi – spiega chef Karim – Ad esempio, abbiamo proposto un Tris di tartare: quella di tonno è con l’avocado e un sorbetto di frutta esotica al passion fruit e menta; la Tartare di ricciola gioca con i colori rosso e giallo (più dolce) dei datterini concassé, ed è realizzata con una mirepoix di zucchine profumata da una chiffonade di basilico; l’ultima è il millefoglie di gambero rosso e di guttiau, burrata e julienne di zucchine marinate”. Nella parte cotta, la new entry degli antipasti è un Baccalà mantecato che viene servito a temperatura ambiente, accompagnato da pomodoro confit, vele di guttiau, cipolla agrodolce e polvere di peperone crusco.

Tra i primi nuovi arrivano il Mezzo pacchero con pescato locale, dove la pasta è mantecata con pesce bianco freschissimi che varia per lo più tra marmora e sarago, abbinato al datterino giallo, al basilico e alla rughetta fritta e la Linguina del pastificio Masciarelli cotta nella bisque di gambero rosso e impiattata con il suo crudo aromatizzato alla vaniglia, con l’aggiunta di una scorzetta di lime. Tra i secondi, la Tagliata di tonno è l’omaggio dello chef alla Sicilia, dove va spesso in vacanza insieme a sua moglie, originaria dell’isola. Ad accompagnare il tonno c’è, infatti, la caponata è la salsa tartara fatta in casa. Non manca nel nuovo menu il Filetto di ricciola. Racconta lo chef: “La ricciola è un pesce nobile e saporito, non ha bisogno di una cottura molto prolungata altrimenti andremo ad alterare la sua morbidezza. In questo piatto si gioca con le differenti consistenze della melanzana. La base della crema di melanzane bruciate ricorda il Baba Ganoush; la buccia infarinata e fritta è condita alla scapece, mentre una fetta spessa di melanzana cotta a bassa temperatura e condita con l’olio al trombolotto è la nostra base per la ricciola”. Novità dell’estate del Lux, fresche e leggere, sono le Insalate gourmet, come il Carpaccio di finocchi, arance a vivo, olive disidratate, tonno scottato, gel di lime e origano; oppure la Tagliata di pollo (cbt), insalata orientale, scaglie di grana, guanciale croccante, crostini di pane e salsa Caesar. Il pane al Lux è fatto in casa ed è servito in un cestino composto da focaccia semplice e da pane ai cereali e integrale. I nuovi dolci, infine, vanno da una Paris-brest (un fragrante bignè con crema che porta il nome della storica corsa ciclistica francese) che lascia la nocciola del precedente menu per il pistacchio, una nuova veste per un dolce che fin dal primo giorno ha riscosso molto successo. Golosa e invitante è poi la Cheesecake scomposta, con ricotta montata, un cioccolato al biscotto fatto in casa, le fragole fresche e una coulisse e granella di pistacchio di Bronte. Restano il Tiramisù, il Sorbetto del giorno e il Gelato artigianale (anche a base acqua per chi ha intolleranze). Non tradiscono le “bandiere” della tradizione del menu, rappresentate anche per l’estate da quei piatti che per tutti gli italiani vogliono dire “mare”. Ecco, quindi, il Crudo Lux, il Sauté di cozze e l’Insalata di mare, lo Spaghettone acqua e farina alle vongole veraci e lo Gnocchetto (e non più il Risotto) alla crema di scampi, per poi proseguire con la Frittura di calamari e gamberi, l’Astice alla Catalana e la Frittura di Paranza

Per gli ospiti che non gradiscono il pesce, la cucina propone il Tagliere artigianale di salumi e formaggi con prosciutto, salame, lonza, mortadella, caciotte e bruschetta con lardo (ideale anche per l’aperitivo), i primi piatti della tradizione romana, dall’Amatriciana, alla Carbonara e alla Cacio e pepe, fino alle Tagliate di manzo e ai Cube roll. L’attenzione è alta anche per chi mangia senza glutine e per i vegetariani per i quali lo chef ha elaborato, per esempio, la Carbonara vegetale

NOVITÀ SOTTO IL CIELO DEL LUX!

I piatti del Lux sono narrati ai clienti in modo allegro dal giovane personale di sala, che per il servizio veste in jeans, maglietta e sneakers, ed è coordinato dalla frizzante Ilaria Canaia. Complici la mise en place minimal ma raffinata del locale, con i runner al posto delle tovaglie, l’atmosfera del locale è fresca e accogliente, sempre vivace, anche durante l’aperitivo, dove si sorseggia vista mare uno dei cocktails della intrigante Drink list.

Chi preferisce il take away al pasto al tavolo, presto sarà proposto il menu da imbarco: èIl Mare a portar via”, una speciale degustazione tra le onde in perfetto stile Lux, con crudi, primi espressi cucinati dallo chef a bordo e bollicine che si sciabolano lontano dalla costa. La stessa formula per l’aperitivo prevederà, inoltre, una box con una croccante e leggerissima tempura di pesce, carpacci e una eccellente selezione di ostriche e caviale.

GLI EVENTI: LA “LUX WEDDING EXPERIENCE” & MORE

Nel 2022 si rinnova l’appeal glamour del Lux e dell’ExtraLux come iconici scenari per cerimonie d’effetto, organizzati con il supporto di Anna De Fazio, che vanta una lunga esperienza internazionale.

Scegliere la “Lux Wedding Experience” vuol dire giurarsi amore eterno guardando il mare: l’altare è allestito sulla banchina e la navata è uno scenografico sentiero di petali di rose vere, annunciato da un romantico arco floreale. Il Lux diventa poi la cornice ideale per la cena, per poi continuare con i festeggiamenti con dj set o musica dal vivo al primo livello nella Terrazza ExtraLux che ha preso il via durante la stagione estiva. Una location che offre serate con accompagnamento musicale, anche con dj set e dove è possibile degustare dei piatti di pesce con formule e portate più light.

Il Lux sale, inoltre, a bordo di un catamarano, per una cerimonia e un aperitivo tra le onde. 

Spazio, infine, alle Cerimonie istituzionali, perché all’approdo Lux si parlano tutte le lingue del mondo ed è benvenuta ogni delegazione e tradizione, con la possibilità di menu ad hoc e un’attenzione particolare per il cerimoniale.

Estate e cabaret nella giungla di Ju-Manji: in scena i comici di punta di Zelig e Colorado Cafè

Ju-Manji, ristorante di carne e pesce con cocktail bar a Infernetto, anima l’estate mettendo in scena il cabaret con i comici di punta di Zelig e Colorado Cafè. Sarà un’occasione unica per vivere una serata all’aperto tra gusto e spettacolo accompagnati dal menù dello Chef Roberto Dell’Uomo e dai drink della barlady Jessica Buccinnà.

Il divertimento sarà unito alla possibilità di fare del bene: durante le serate sarà presente la Onlus Adotta un Angelo che si occupa di reperire macchinari specifici per i bambini che necessitano di terapia intensiva. L’estate non è mai stata così generosa e divertente!

JU-MANJI

Via Torcegno, 108 – 00124 Roma – Tel. 0687880185

Orari: aperto dal lunedì alla domenica dalle 17:00 all’1:00

Mercoledì chiuso

La bella stagione è finalmente arrivata e nella giungla di Ju-Manji, oltre a una piacevole frescura, si può trovare l’allegria del cabaret che accompagnerà per ben sette settimane, una sera a settimana, le cene-spettacolo in stile americano dal nome “Il Cabaret nella Giungla”. Ju-Manji si trasformerà da set cinematografico a vero e proprio palcoscenico del gusto e della risata. Dal 16 giugno al 28 luglio iniziano le serate con i comici provenienti dalle file sia di Zelig che di Colorado Cafè. Si parte con Marco Capretti (di Made in Sud), giovedì 16 giugno, per poi proseguire il 23 giugno con Alberto Farina (Comedy Central) e Dado il 30 giugno. Giovedì 7 luglio sarà invece la volta di Scintilla di Big Show (alias Gianluca Fubelli), seguito il 14 luglio dall’imitatore di Zelig e Le Iene Claudio Lauretta. Chiuderanno il ciclo di eventi Marco Passiglia (già vincitore del Premio Troisi) venerdì 22 luglio, e Alessandro Di Carlo (di Zelig Off) giovedì 28 luglio. Le cene-spettacolo, che si svolgeranno nel suggestivo e spazioso dehors attraversato da un rilassante ruscello, avranno il costo di 50 euro a persona e cominceranno alle ore 20:00. Si potrà sempre entrare per vedere lo spettacolo (orario d’inizio 22:30) al prezzo di 20 euro comprensivo di un cocktail.

La proposta dello chef Roberto Dell’Uomo si articolerà in due menù differenti, uno di carne e uno di pesce, che potranno esser scelti al momento della prenotazione del tavolo. Il menù di carne comprenderà Crudo, stracotto e bruciato su letto di burrata, Fettuccine al ragù bianco e Tataki di manzo Danese con insalata di finocchi, arancia e olive taggiasche. Il menù di pesce invece partirà con un antipasto di Tartare di tonno, avocado e crumble di taralli per la parte di crudo e Moscardini fritti per il cotto, seguirà il Pacchero con cozze, gamberi, pachino e panure alle erbe aromatiche e il Baccalà cotto a bassa temperatura con gazpacho di peperoni e peperone crusco con inclusi nel prezzo acqua, un calice di vino e caffè.

Ad accompagnare le serate di cabaret non mancheranno, inoltre, i cocktail realizzati da Jessica Buccinnà. Sono quattro i drink ideati per l’occasione: il Sunset (campari, Edenflower, succo di lime e ginger beer) e l’Eden (gin, banana, succo di limone e lampone) per quanto riguarda gli alcolici oltre a Etna (sciroppo di pompelmo, succo di limone e Tonica pink) e Ginger (sciroppo di zenzero, soluzione citrica, arancia e Redbull) come proposte analcoliche.

È possibile prenotare, o richiedere informazioni sulle serate, esclusivamente chiamando il numero 379-1403123.

Adotta Un Angelo

Non solo comicità e buon cibo però. “Il Cabaret nella Giungla” offrirà anche ai partecipanti la possibilità di fare beneficienza e regalare un sorriso a chi si trova in difficoltà. La Onlus Adotta Un Angelo, che si occupa di rendere disponibili macchinari specifici alle famiglie dei “Bambini ad alta intensità di cure” o con malattie croniche, sarà presente nel corso delle serate insieme al Responsabile U.O.S. Pediatria Bambino Patologia Complessa · Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Renato Berardinelli con il bussolotto per le donazioni. L’intero ricavato aiuterà a garantire un’assistenza domiciliare adeguata e gratuita ai bambini più bisognosi (per tutte le info sull’associazione Adotta Un Angelo https://www.adottaunangelo.it ).

Ju-Manji
Aperto lo scorso autunno, non lontano dal mare di Ostia, precisamente in zona Infernetto, Ju-Manji è un ristorante di carne e pesce con cocktail bar perfetto per le serate della lunga estate romana. Dall’ora dell’aperitivo fino al dopo cena, i verdi, rigogliosi e diversificati ambienti all’aperto del locale accolgono i clienti nei loro avvolgenti e freschi salotti en plein air. Anche la cena è un momento goloso con i menù firmati dallo chef Roberto Dell’Uomo. La proposta della cucina spazia dai crudi di mare e le tartare, alle carni alla brace, senza dimenticare le alternative green per chi adotta un’alimentazione vegetariana o vegana. Oltre al lavoro attento dello chef, a fare di Ju-Manji un posto speciale è anche la proposta del cocktail bar con la carta studiata dalla talentuosa barlady Jessica Buccinnà. Drink dall’ispirazione fantasy come l’Amortensia, o classici rivisitatati con estro come il Ju-Manji Mule, sono l’occasione perfetta assaggiare anche i piatti dalla cucina con la formula dell’aperitivo a 25 euro. Aperto sei giorni su sette con chiusura settimanale il mercoledì, Ju-Manji è il luogo ideale per cominciare ad assaporare la leggerezza e la gioia di un’estate che avanza e che si è fatta attendere tutto l’anno.

Il Tema Roma inaugura la prima serata dedicata ai cocktail d’autore ospitando due dei migliori bartender del panorama italiano, il resident di Romeo e l’ambassador di Amaretto Adriatico

L’eleganza e la raffinatezza di Tema Roma incontrano il gusto dei cocktail d’autore nella prima serata di un nuovo ciclo di eventi che proietta ancor di più lo splendido locale a due passi da Piramide nelle mete d’obbligo per gli amanti del bere bene. Ospiti del ristorante infatti sono stati due dei bartender più importanti del panorama italiano: Nico Sacco e Giovanni Miola.

Il primo è il resident bartender di Romeo, il ristorante e lounge bar ai Parioli della chef stellata Cristina Bowerman, mentre il secondo dopo una carriera a Roma tra Baccano e Latterie Garbatella è tornato nella sua Puglia per diventare l’ambassador di Amaretto Adriatico. “Siamo davvero felici di ospitare due artisti come Nico e Giovanni, rappresentano l’eccellenza del loro campo e queste serate rappresentano lo spirito del Tema Roma, qui si viene per vivere un’esperienza diversa in ogni occasione e vogliamo continuare a proporre alla nostra clientela grandi ospiti del food e del drink”, le parole del proprietario ed imprenditore Gianluca Mansueto, che sta con il suo team curando le serate evento di un calendario sempre più ricco ed interessante.

I due maestri del cocktail hanno deliziato gli ospiti di Tema Roma proponendo un’esclusiva drink list solo per la serata: Nico Sacco ha realizzato “Aarte Povera” (Ginarte, sciroppo di carote arrostite, cynar, vermounth rosso, soda agli agrumi) e “Caffè degli Artisti” (Ginarte, caffè di cicoria, chartreuse verde, sciroppo di cicoria e camomilla romana, limone, albume pastorizzato), mentre Giovanni Miola ha proposto il “Southart” (Ginarte, Adriatico Roasted, liquore alla camomilla, limone e fillup chinotto) ed il “Paint” (Ginarte, Adriatico Crushed, Cordiale agli Agrumi, fillup acqua tonica e fetta di pompelmo rosa).

Un grande successo la serata del Tema Roma, realizzata con la collaborazione del brand Ginarte che ha fatto da base alle quattro speciali proposte dei prestigiosi ospiti.

Simone Taglienti e la sua attività ristorativa ad Isola del Liri: Luppolo e Farina

Simone Taglienti è uno chef prestato all’arte bianca e nel suo locale di Isola del Liri (Fr) ha unito due sue grandi passioni: la birra e l’arte bianca.

Dal pub alla pizzeria. La storia di Luppolo e Farina

Simone Taglienti, classe 1978, parla con fierezza della sua creatura e del territorio che l’ha visto nascere e nel quale ha dato vita alla sua attività ristorativa. Siamo ad Isola del Liri, cuore della Ciociaria, un paese raccolto intorno al fiume da cui prende il nome e che, al suo centro ha uno spettacolo più unico che raro. Una cascata nel cuore della città alta ben 27 metri.
Ed è qui, nella strada centrale di questo borgo in provincia di Frosinone che ha preso forma il sogno, diventato poi un progetto e quindi realtà, di
Simone Taglienti e sua moglie Stefania. Parliamo di Luppolo e Farina, una pizzeria che è nata dove ben quarant’anni fa apriva le porte il primo pub della provincia di Frosinone. E’ il 2005 quando Simone, a soli 27 anni, decide di fare una cosa sua, rilevando il pub e mettendo a frutto gli studi conseguiti all’istituto alberghiero. Nel 2014 aggiunge all’offerta pub anche una ampia proposta più da ristorante e poi nel 2018 la svolta, Luppolo e Farina diventa una pizzeria. “Mi definisco uno chef prestato all’arte bianca, ora che sono un pizzaiolo. Ma prima, quando di fatto lavoravo solo in cucina, mi mancava impastare, mettere le mani nella massa in maturazione”. Ecco, da dove nasce la voglia di integrare l’offerta di quello che all’inizio era un risto pub e che oggi è una pizzeria, tra le migliori del territorio.

L’impasto, le pizze e il territorio

Simone Taglienti ha una profonda e smisurata passione per le birre, non fu certo un caso che quasi venti anni fa rilevò la storica birreria di Isola del Liri. E’ un appassionato dell’arte brassicola, la birra la ama a tal punto che l’ha voluta mettere nell’impasto delle sue pizze. Come ama precisare usa “la birra sì, ma quella bona”, detta senza la u in dialetto frusinate.
“Ho studiato, provato, sperimentato. Arrivare alla quadra dell’impasto non è stato facile – spiega Simone – uso un lievito madre disidratato che è un bi ceppo, quindi lavora per fermentazione acetica e lattica. Il lievito della birra invece è un mono ceppo e all’inizio è stato complicatissimo trovare la birra adatta per la maturazione dell’impasto.” Fortunatamente dopo tentativi ed errori, Simone ha ottenuto l’impasto che desiderava con una lievitazione iniziale di 24 ore a cui segue la stagliatura e un’ulteriore maturazione che non supera mai le 48 ore complessive. Il risultato è una pizza digeribile, fragrante e che in cottura acquisisce una colorazione omogenea.
“All’inizio avevo in carta un numero troppo elevato di pizze, da un paio d’anni però ho deciso di sfoltire la carta e di dedicarmi a delle selezioni di pizze”. Il menu di
Luppolo e Farina ruota su due cardini principali: la stagionalità e i prodotti d’eccellenza del territorio. La stagionalità, se applicata con rigore come viene fatto in questa pizzeria, impone una periodica rotazione delle pizze che cambiano ogni 40/60 giorni. Ed è così che accade qui da Luppolo e Farina; fatta certa la presenza delle classiche e della sezione dedicata alla regina delle pizze, ovviamente sua Maestà La Margherita, il resto della carta è sempre in continua evoluzione. E così il prossimo menù è nato traendo ispirazione dai 5 sensi e ad ognuno è stata assegnata una pagina con 5 pizze. Proprio come afferma Simone Taglienti, qui la pizza è un piatto sul quale viene adagiata una creazione gastronomica, solo che diversamente dal solito è edibile anche il piatto! Tante sono le pizze particolari tra le quali avere l’imbarazzo della scelta, tra queste, nella sezione dedicata al tatto ci sono la Sanremo e la Viaggio verso Nord. La prima è un omaggio al festival della canzone italiana (nella cui ultima edizione Taglienti era presente insieme ad altri 50 pizzaioli professionisti) farcita con chiacchieteglio di Priverno, oliva taggiasca, acciughe di Cetara, crumble di frisella pugliese aromatizzata al rosmarino, blu di Picinisco e una composta di peperoncino siciliano. La Viaggio verso Nord invece è con con rapa rossa e patate di Avezzano in cottura. Poi in uscita salmone affumicato, panna acida, patate alla paprica e rosso d’uovo con germogli. E ancora la Stimolante, presente nella sezione gusto, che è un’ode al carciofo che in questa pizza va in crema e spadellato in cottura, in uscita si aggiunge del lonzardo di maiale nero casertano, crumble di pangrattato aromatizzato all’aglio rosso di Castelliri e pecorino di Picinisco. L’utilizzo dei prodotti del territorio (Ciociaria ma anche Agro Pontino) è certamente la caratteristica primaria delle pizze di Luppolo e Farina, infatti una pagina del menu riporta la cartina dell’Italia in cui sono segnalati tutti e 15 i comuni da cui provengono gli oltre 20 prodotti locali. In questa attenta scelta degli ingredienti non è certamente passato in secondo piano l’olio extravergine di oliva che nella realizzazione della pizza, soprattutto nell’aggiunta finale a crudo in uscita, conferisce una sferzata determinante al gusto finale. E così in questa ampia carta di pizze e ingredienti, per ognuna delle sezioni del menu è indicato l’olio extravergine di oliva che meglio si abbina alle pizze. Ovviamente anche questo scelto e selezionato solo da aziende locali.
E per concludere con la pizza, una novità importante: è stato creato all’interno del locale uno spazio di lavorazione e cottura dedicato esclusivamente alle pizze gluten free.
Ovviamente da bere, neanche a dirlo, birra! Si può scegliere tra birre sia alla spina che in bottiglie provenienti da Germania, Belgio, Irlanda e una selezione di birre nazionali provenienti da birrifici artigianali del nord Italia. Anche nella scelta delle birre c’è un occhio di riguardo verso i clienti intolleranti al glutine: ci sono 8 referenze di birre artigianali gluten free.

Il resto della proposta gastronomica tra carne e fritti
Oltre alle pizze Luppolo e Farina propone altri piatti per accogliere le esigenze di tutti. Bella scelta di carni: hamburger sia al panino che al piatto, pulled pork, la fettina panata di Nonna Santina (omaggio alla suocera di Simone) e poi chianina, scottona, hangus e 100% bovino italiano. Bella e golosa anche la scelta dei fritti che da ampio spazio ai supplì, che sono sempre 6 in carta e tre cambiano continuamente. Per esempio i tre “special” di adesso sono il supplì con prosciutto di Bassiano e bufala, quello al pulled pork e l’amatriciano. Si chiude in dolcezza con cheesecake, babà, semifreddo al bacio, panna cotta e tiramisù tutti homemmade.

 

Luppolo e Farina
Via Po
03036 Isola del Liri (Fr)
Tel.
351 637 5422
http://www.luppoloefarina.com

Aperto tutti i giorni dalle 16.30 alle 2.00
Chiuso il martedì

Zushi Japanese Restaurants: party nel cuore di Roma Prati insieme ad Area Stile per il Festival del Cinema

Zushi Japanese Restaurants catena italiana leader del cibo giapponese accompagna sempre Area Stile nei suoi appuntamenti ed è in questi giorni anche “protagonista” della festa del Cinema di Roma.

In particolare, Oscar Riva – direttore di un ristorante della catena a Bergamo –, ha partecipato agli eventi che si sono svolti con i partners e lo staff di Area Stile all’Hotel Relais dei Papi, sito a Roma in via dei Gracchi 161.

Un posto spettacolare con una meravigliosa terrazza con una vista sopra la città che ha appunto ospitato anche il party firmato Zushi Japanese Restaurants domenica scorsa, 17 ottobre.

Influencers, attori, attrici, modelle, personaggi e Vip: non è mancato proprio nessuno all’appello di… Zushi Japanese Restaurants!

COME IMPARARE A MISCELARE COCKTAILS IN UN POMERIGGIO D’AUTUNNO: “FORMAZIONE E APERITIVO SUI TETTI DI ROMA”

Les Étoiles e Riccardo Marinelli presentano tre Masterclass targate Campari, completamente gratuite e rivolte agli amanti del bere miscelato, dagli appassionati ai bartender romani di oggi e di domani.

Il ciclo di incontri si terrà sulla terrazza all’ultimo piano dell’Atlante Star Hotel, a pochi passi da Piazza San Pietro e dalle meraviglie che Roma regala. Si parte lunedì 25 ottobre dalle ore 14,30!

LesÉtoiles – Hotel Atlante Star

Via dei Bastioni 1 – 00193 Roma

Un luogo di ritrovo e un salotto en plein air sui tetti di Roma dove tutti, dai clienti affezionati ai cultori della mixology, fino ai barman e ai professionisti del beverage, possano farne un punto di riferimento del mangiare e del bere bene: è con questa mission che Riccardo Marinelli – ex Bar Manager del celebre speakeasy romano Jerry Thomas – lancia il nuovo progetto chiamato “Formazione e aperitivo sui tetti di Roma”, in cui l’aspetto formativo, completamente gratuito, rivolto sia agli addetti ai lavori sia ai drink lovers, incontra la parte conviviale dell’happy hour d’autore. La location è una delle più suggestive della città: la Terrazza Les Étoiles, per la quale Marinelli cura e supervisiona da consulente esterno l’intera offerta del bere miscelato.

Proprio all’ultimo piano dello storico albergo a 4 stelle lusso Atlante Star, a pochi passi da San Pietro e dall’iconico “Cupolone”, dal prossimo lunedì 25 ottobre partirà con cadenza mensile la serie di masterclass aziendali in collaborazione con i più grandi nomi e brand della mixology, a cominciare da Campari, protagonista dei primi tre appuntamenti previsti per ottobre, novembre e dicembre.

La mia collaborazione con l’Atlante Star Hotel e con il proprietario di questa magnifica realtà alberghiera Federico Mencucci – dice Riccardo Marinelli – inizia circa 3 anni fa quando, complice la nostra amicizia, ho deciso di prendere in mano la consulenza di tutto ciò che concerne l’offerta beverage della Terrazza Les Étoiles. Dopo il grande lavoro svolto e gli ottimi risultati ottenuti nell’estate appena trascorsa, abbiamo pensato che fosse giunto il momento di compiere un ulteriore passo in avanti: comunicare la terrazza come un luogo accessibile e appetibile anche per bartender e professionisti del settore, in modo da farne un vero e proprio punto di riferimento per gli addetti ai lavori del bere miscelato. Da qui la mia idea di creare, una volta al mese, degli incontri gratuiti in collaborazione con i brand e le aziende che negli anni ci hanno sempre supportato, unendo alle ore di formazione l’aspetto ludico dell’aperitivo in terrazza sui tetti di Roma”.

OTTOBRE, NOVEMBRE E DICEMBRE: MASTERCLASS A TUTTO CAMPARI

Dopo un primo appuntamento (sold out) di rodaggio lo scorso 27 settembre insieme all’azienda THREE SPIRITS CON PIU CINQUE GIN, i mesi di ottobre, novembre e dicembre vedranno protagonista lo storico gruppo Campari con un fitto programma volto alla presentazione e alla conoscenza dei migliori prodotti dell’azienda. Si comincia lunedì 25 ottobre con la partecipazione del Brand Ambassador Aldo Bruno Russo e la masterclass incentrata sull’American Whiskey Wild Turkey; si prosegue il 22 novembre con la barlady Marianna Di Leo e il focus sulla Tequila Espolon e si termina in bellezza il 13 dicembre, con Nicola Scarnera – noto barman e volto Campari – che illustrerà i Vermouth e i Bitter del Gruppo Gampari in onore dell’aperitivo italiano, aspettando il 2022 e un nuovo corposo ventaglio di incontri insieme a Federico Tomaselli, Brand Ambassador del gruppo Coca – Cola Hbc Italia e Paolo Viola, Brand Ambassador del Porfolio Spirit Moët Hennessy Italia LVMH, giusto per fare un paio di anticipazioni.

Con questa iniziativa – spiega Riccardo Marinelli – voglio far vivere la bellezza della Terrazza Les Étoiles non solo ai romani e alla clientela abituale ma anche tutti i Barman, amici e colleghi, che come me hanno fatto della mixology la loro vocazione, sottolineando che si può e si deve bere bene anche al di fuori dai classici cocktail e street bar”.

Alle Masterclass pomeridiane gratuite – della durata di due ore circa, dalle 14,30 alle 17,00 – seguirà l’aperitivo in Terrazza con una Drink list ad hoc studiata per la serata, dove le special guest lavoreranno a 4 mani con i bartender di Les Étoiles. All’8° piano della terrazza verrà invece proposto l’aperitivo classico con appetizer dalla cucina del ristorante fine dining sottostante, guidato dallo chef William Anzidei.

*Per prenotarsi alle Masterclass basterà mandare una mail scrivendo all’indirizzo riccardo.marinelli@yahoo.it
Info e prenotazioni per l’aperitivo in terrazza allo 06 686386.