Autore: Francesca Bloise

Messina Covid Free: nessun caso positivo per la prima volta dopo 9 mesi

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Ottime notizie per la Sicilia, Messina è Covid Free: nessun caso positivo per la prima volta dopo 9 mesi

Ottime notizie per Messina città e l’intera Area Metropolitana: dopo  9 mesi non si registrano contagi al Covid-19 con gli ospedale che si stanno, fortunatamente, svuotando rapidamente. Riepilogando, oggi sono 67 i nuovi casi di Covid in Sicilia, mentre nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 11.632 test con un tasso di positività allo 0,5%.


L’ultimo report dell’Onu sul clima dice che ci stiamo avvicinando troppo velocemente al punto di non ritorno

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Le prime conclusioni degli analisti dell’Ipcc evidenziano che gli effetti negativi del cambiamento climatico sono più vicini di quanto si pensasse, con gravissime conseguenze

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L’estinzione di alcune specie, una maggiore diffusione delle malattie, l’innalzamento delle temperature, il collasso degli ecosistemi, l’innalzamento dei mari e altri possibili e diversi impatti climatici diventeranno sempre più frequenti e devastanti nei prossimi 30 anni. È quanto è emerso dalla bozza dell’ultimo report del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), il principale organismo internazionale di valutazione dei cambiamenti climatici, composto da due organismi delle Nazioni Unite: l’Organizzazione meteorologica mondiale e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente.

Gli scienziati dell’Ipcc, che riunisce i maggiori esperti mondiali sul clima, stanno preparando un rapporto storico sugli effetti del cambiamento climatico, che verrà pubblicato in diverse sezioni a partire da questa estate e per tutto il prossimo anno. La bozza dello studio è stata ottenuta dall’agenzia stampa France Presse e alcuni passaggi sono stati pubblicati da France24 e dal Guardian. Il testo denuncia come gli effetti negativi del surriscaldamento globale sono probabilmente molto più vicini di quanto ci si possa aspettare. “Il cambiamento climatico si legge sul Guardianrimodellerà fondamentalmente la vita sulla Terra nei prossimi decenni, anche se gli esseri umani possono tenere sotto controllo le emissioni di gas serra che riscaldano il pianeta”. Secondo il report le quantità di CO2 che abbiamo emesso nell’atmosfera hanno già minato la capacità delle foreste e degli oceani di assorbirle, trasformando in “nemici” i nostri maggiori alleati nella lotta contro il riscaldamento globale.

A differenza di altri report dell’Ipcc, quest’ultimo di si concentra sull’analisi di una serie di punti di non ritorno, dodici secondo quanto riportato da France Presse, oltre i quali recuperare il collasso dell’ecosistema del pianeta Terra potrebbe diventare impossibile. I “punti di non ritorno” sono causati dall’aumento delle temperature che, oltre un certo livello, possono innescare delle reazioni a catena con conseguenze devastanti per l’ambiente. Per esempio, lo scioglimento dei ghiacci artici non porterà solamente all’innalzamento del livello dei mari, ma causerà anche la dispersione del gas metano trattenuto nel terreno congelato, che contribuirà ulteriormente a riscaldare l’atmosfera. Un altro punto di non ritorno potrebbe essere la devastazione della foresta pluviale amazzonica e la sua trasformazione in una savana, evento che, secondo gli scienziati, potrebbe avvenire rapidamente e con aumenti della temperatura relativamente piccoli.

“Se la nostra specie prospererà o semplicemente sopravviverà nel ventunesimo secolo” avverte l’Ipcc nel rapporto, dipenderà dalle scelte che le società prenderanno non nei prossimi anni, ma immediatamente. “Il peggio deve ancora avvenire si legge ancora su France 24incidendo sulla vita dei nostri figli e nipoti”. Infine, il report sottolinea come i cambiamenti climatici vadano ad aumentare le disuguaglianze sociali, per cui saranno “i meno responsabili del riscaldamento globale” a soffrire in modo sproporzionato per i suoi effetti.

Che ruolo ha il polline nel diffondere il coronavirus?

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Nel caso di un’alta concentrazione di polline la distanza di due metri fra le persone potrebbe non bastare, stando a una nuova simulazione al computer. L’esperimento, che è però teorico e va preso con cautela, riapre il dibattito sulla trasmissione airborne del coronavirus

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(foto: monikazoran via Pixabay)

Anche i granuli di polline potrebbero contenere e veicolare piccole particelle di coronavirus Sars-Cov-2. Tanto che in specifiche condizioni, quando la concentrazione del polline è alta, due metri di distanza interpersonale potrebbero non bastare. Ad affermarlo è uno studio basato su una simulazione al computer, realizzata da due fisici dell’università di Nicosia, a Cipro. Gli scienziati hanno riprodotto il comportamento del polline e l’andamento la diffusione di granuli nelle giornate primaverili più cariche. Lo studio, pubblicato su Physics of Fluids, è teorico e basato su modelli di dinamica dei fluidi. La ricerca, inoltre, non indica – e non può indicare – se le particelle di virus sospese nell’aria e sul polline siano ancora attive e possano effettivamente contagiare. Lo scopo dell’indagine, dunque, è mostrare che il virus può viaggiare anche su questo materiale (come in precedenza mostrato per il particolato) e ritornare sulla questione, ampiamente dibattuta, della possibile trasmissione del virus attraverso l’ariaairborne, tramite aerosol.

Coronavirus, anche via aerosol

Più volte, durante la pandemia, siamo tornati sul tema: sappiamo che piccolissime particelle di coronavirus possono restare sospese nell’aria, sotto forma di aerosol. Le autorità internazionali (fra cui l’Oms) indicano che la trasmissione del virus via aerosol è possibile, anche se più rara rispetto ad altre vie, più dirette. Ma quanto e come le microscopiche particelle virali possono viaggiare e restare attive? Ancora non abbiamo risposte precise e diversi gruppi stanno approfondendo questo problema. Ad esempio abbiamo parlato del ruolo dello smog e del particolato nel diffondere il virus e uno studio indica che il particolato può contenere tracce di virus, anche se non si sa se e quanto possano infettare; inoltre non lo trasporta attraverso l’aria più di quanto faccia il vento. Insomma, lo smog è stato quasi scagionato.

La brezza e il virus

Oggi per la prima volta gli scienziati studiano se il patogeno si trova anche sul polline e dunque ne viene trasportato. Gli autori partono da un’osservazione statistica: i tassi di infezione Covid-19, come riportano nel testo, risultano più alti in luoghi dove c’è una maggiore varietà e concentrazione di pollini.

Le condizioni impostate per la simulazione riguardano un ambiente aperto e affollato, con un’ampia concentrazione di coronavirus sospeso. Si tratta di una delle prime volte, sottolineano gli autori, in cui viene condotto questo genere di indagine. L’obiettivo era capire se in presenza di una leggera brezza il vento possa favorire una maggiore diffusione del virus presente sul polline.

100 persone distanziate: quale l’effetto del polline?

In particolari giornate un albero può emettere anche 1.500 granuli di polline per metro cubo. Nel modello gli autori hanno considerato un salice e hanno ricreato l’intero ambiente, considerando tutti i parametri, dalla temperatura all’umidità, fino alla velocità del vento. Lo studio somiglia un po’ – ma ovviamente è molto più complesso – ai problemi che svolgevamo a scuola: sulla base di una serie di dati, infatti, calcola la risposta, ovvero il rischio di diffusione del virus. I ricercatori, hanno considerato un raduno prima di 10 e poi di 100 persone, di cui alcune positive al Sars-Cov-2, all’aperto e tutte a distanza una dall’altra di almeno 2 metri. Le persone sono state posizionate – sempre nel modello – a distanza di 20 metri dall’albero che perde polline, di cui si considerano in tutto 10mila granuli. La velocità del vento è di 4 km orari.

Gli autori scrivono nelle conclusioni che nel caso di una forte pollinazione, anche nel caso di un piccolo gruppo di 10 persone che si trovano all’aperto, la distanza di 2 metri non risulta sufficiente proprio a causa della forte circolazione dei pollini su cui viaggia il virus. Insomma, secondo loro le linee guida sul distanziamento sociale andrebbero riviste, almeno in questa particolare situazione.

Amici, Rosa Di Grazia si sfoga su Deddy: le parole dopo l’addio

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Rosa Di Grazia dopo un mese dalla fine di Amici torna a parlare della scuola e della storia d’amore con Deddy, il particolare dell’addio.

Verissimo, Deddy cancella i momenti tristi, in studio: che sorpresa!

Amici20 è stato uno dei programmi più seguiti della stagione, il talent di Maria De Filippi ha avuto molto successo ed il pubblico già pensa alla prossima edizione. Gli autori sono già a lavoro, i provini stanno per iniziare.

Intanto, Rosa Di Grazia una degli ex allievi della scuola è tornata a parlare della sua esperienza all’interno del talent ed ha rivelato un retroscena molto curioso.

Amici, Rosa Di Grazia e Deddy: il motivo dell’addio

La ballerina non è riuscita ad arrivare alla finale del programma e nel corso del talent ha conosciuto anche una persona che le ha cambiato la vita. Si tratta di Deddy, uno dei cantanti. I due sono stati insieme, ma qualcosa oggi si è rotto.

Dopo la trasmissione Rosa e Deddy hanno deciso di lasciarsi ed ognuno ha seguito la propria strada. A rivelarlo è stata proprio la ballerina che in un post su Instagram ha affermato che

La relazione tra me e Deddy, pur essendo nata in un contesto molto lontano dalla nostra quotidianità, è stata per me davvero importante. Dopo un mese, sono qui per dirvi che la storia tra di noi, fuori, non ha avuto un nuovo inizio come avrei immaginato e sperato.

Non conosciamo il motivo della rottura ma molti credono che i due fossero troppo diversi per continuare a stare insieme. Entrambi hanno ancora tanto da imparare e da dare al pubblico che li segue ovunque. Per questo la ballerina condivide con i fan alcuni momenti e un messaggio molto toccante scrivendo che

In questi giorni vi sto leggendo, come sempre d’altronde, dedicandomi parte del vostro tempo, questo mi riempite il cuore e non posso fare altro che ringraziarvi per i bellissimi messaggi e l’affetto per me!

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L’ex allieva di Amici non ha nessuna intenzione di mollare e continua dritta per la sua strada, la sua carriera è appena iniziata ed il suo futuro è ancora tutto da scrivere.

Elisabetta Canalis molla tutto e torna in Italia. Che ne pensa il marito?

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Elisabetta Canalis è tornata in Italia ma per quale motivo? Si tratta di lavoro o lo ha fatto per scappare dal marito? I dettagli.

Elisabetta Canalis, foto Instagram molto sexy

Elisabetta Canalis è una showgirl ed ex velina che con la sua bellezza ha conquistato milioni di italiani e non solo. La donna è conosciuta anche all’estero dove vive con la sua famiglia.

Di origine sarda, non perde occasione di tornare in patria almeno una volta all’anno. Che sia per lavoro o in vacanza, non rinuncia alla sua terra. Ma il marito cosa ne pensa?

Elisabetta Canalis è in Italia, il marito è con lei?

Da qualche ora gira una notizia che potrebbe far impazzire il pubblico: Elisabetta Canalis tornerebbe in Italia definitivamente, la scelta arriva direttamente dalla televisione.

A quanto pare, secondo l’annuncio di Novella 2000, Elisabetta Canalis sarà la nuova conduttrice di Vite da Copertina su TV8. E’ per questo che la showgirl si trova in Italia. Ecco cosa c’è scritto sulla rivista di Roberto Alessi

La showgirl torna in pianta stabile in Italia: TV8 le ha affidato la conduzione di Vite da Copertina, programma di punta.

Sembra che per l’ex velina di Striscia la notizia sia arrivata la giusta occasione per tornare, ma si organizzerà con il marito? Per tutti questi anni è stata lei a rinunciare al lavoro per seguire il compagno a Los Angeles dove è medico. E adesso?

Per il momento non ci sono notizie al riguardo, ma ci sono buone probabilità che i due stiano per qualche mese lontani. Il lavoro chiama e la Canalis non può perdere il treno questa volta.

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Chissà se con questo rientro in Italia porterà ad un riavvicinamento con Maddalena Corvaglia. I fan lo sperano, le due insieme hanno creato una coppia fantastica a lavoro e lontano dalle telecamere. Sarebbe un peccato continuare a litigare, è arrivato il momento di recuperare e tornare ad essere amiche.

Elisabetta Gregoraci, lo sguardo fa sognare. Pose piccanti e zoom birichini

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Elisabetta Gregoraci non perde occasione di mostrare al pubblico la sua bellezza. Per i fan è unica e non c’è nessuno che possa batterla.

Elisabetta Gregoraci

Elisabetta Gregoraci è pronta per la conduzione della nuova edizione di Battiti live. Dopo il successo dell’anno scorso non vede l’ora di tornare con tante novità per il suo pubblico.

Il Grande Fratello Vip l’ha fatta conoscere ancora di più dai suoi fan che la adorano e la seguono ovunque, in un’intervista per Chi è stata lei stessa a dichiarare che

Quando ho accettato pensavo di essere già conosciuta dal pubblico per il mio lavoro in tv e al cinema, non pensavo che sarebbe cambiato molto, invece c’è stato un effetto pazzesco, mi sento molto amata. Da dicembre da quando sono uscita dalla casa ricevo qualsiasi tipo di regalo, dai biscotti alle tazze personalizzate, e poi mi scrivono che gli sono scoppiata nel cuore, che rallegro le loro giornate.

Elisabetta Gregoraci: in bianco è celestiale – FOTO

Ha appena pubblicato una foto che ha già fatto il giro del web. Elisabetta Gregoraci è seguita da quasi due milioni di follower che non perdono occasione di lasciarle un commento o un like.

Una serie di scatti rimarcano ancora una volta la sua bellezza. Con una camicia bianca e uno sguardo rivolto verso l’orizzonte mostra tutte le sue qualità e ne ha da vendere. Come didascalia scrive che

Lasciate che i vostri occhi parlino sempre con il cuore .Oggi con i miei gioielli Kidult, bellissimi ed emozionali: un vero must-have per l’estate!

In questo periodo è impegnata in una campagna pubblicitaria, prima di tornare sul piccolo schermo con Battiti live.

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I fan non vedono l’ora di vederla e di ammirarla anche in televisione, il Grande Fratello è stato per lei un toccasana ed ora manca solo una cosa nella sua vita: l’amore. Almeno così sembra.

Reggina, tempi e concessione del Granillo. Falcomatà: “Area ferrovia, stazione, durata, queste le nostre idee condivise col club. E sul rapporto con Gallo…”

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Le parole del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà sugli ultimi aggiornamenti in merito allo stadio Granillo e non solo

Qualche settimana fa si è rinforzata la sinergia tra Città Metropolitana e Reggina con la firma della convenzione sul Sant’Agata per 19 anni. Lo stesso percorso che verrà eseguito per quanto riguarda lo stadio Granillo. Di questi due “gioielli”, e del rapporto con il presidente Gallo, ha parlato il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà in un intervento a “Tutti Figli di Gallo”, sui canali ufficiali del club.

“Il termine usato dal presidente Gallo è ‘sogno‘ – ha detto il primo cittadino in riferimento ai progetti presenti e futuri – Se ci tolgono quello, nessuno di noi vivrebbe bene le proprie giornate. Il sogno Sant’Agata ma anche il sogno di una città che con lo sport può tornare ai fasti di un tempo. Noi ringraziamo la società per gli investimenti effettuati nel centro sportivo, tra cui anche la foresteria in cui sono stati ampliati gli spazi, perché vuol dire che si ha intenzione di far crescere i giovani. Con la convenzione si fa un passo in avanti, è una concessione lunga che può permettere di ampliare l’offerta sportiva e l’offerta sociale in città. L’idea comune con il presidente è che il centro sportivo possa diventare un punto d’incontro non solo per chi si allena e per i genitori dei bambini, ma anche per famiglie e associazioni, un punto di riferimento per la città”.

Sui rapporti tra Falcomatà e Gallo, lo stesso Sindaco svela: “Io non credo tanto ai colpi di fulmine, ma più alle frequentazioni durature che maturano nel corso del tempo. Quando i rapporti sono diretti e senza filtri, si ha in maniera migliore l’idea di chi si ha di fronte. Quando lo abbiamo fatto col presidente ho capito che lui è una persona innamorata della città, della Reggina e dei colori amaranto”.

Sulla scelta Aglietti: “L’anno della promozione dalla C alla B con Aglietti in campo, io facevo la prima media. Quando l’ho sentito al telefono di recente gli ho raccontato tutta la mia emozione. Ho una reliquia nella stanza della casa di mia madre con il poster di quella storica formazione. Sono convinto che all’affetto che tutti abbiamo avuto nei confronti dell’Aglietti calciatore, aggiungeremo quello come professionista e allenatore”.

Prima di entrare dentro l’argomento stadio, il Sindaco si sbilancia sul ritorno dei tifosi: “Credo che le percentuali aumenteranno in base all’andamento della campagna. Mi auguro un iniziale 25-30% della capienza dalle prime giornate e poi seguendo l’andamento del virus si andrà ad ampliare. L’industria calcio ne ha bisogno”.

Infine si entra dentro l’argomento stadio, con la progettazione, il successivo bando e l’inizio dei lavori. Questi i dettagli: “Noi concepiamo lo stadio non come accadeva nei decenni passati, e cioè un tempio del calcio e basta, ma come un pezzo trainante della città, un polo sociale, culturale e sportivo. Così il Granillo non vuole più essere uno spazio da utilizzare ogni 15 giorni, ma sempre: per i turisti, per le gite delle scuole, per prendere un caffè, per visitare il museo, per organizzare eventi. Noi abbiamo proposto un’idea di sviluppo che parta dal Parco Lineare Sud, già presente, e che passi dalla fermata stazione stadio. Con l’accesso diretto al Parco Lineare, penso ad esempio a chi arriva da Messina o a chi vuole fare una passeggiata al Waterfront, che può arrivare dal Porto allo stadio. Poi c’è l’area delle ferrovie: lì vogliamo realizzare uno spazio per le famiglie e una parcheggio per chi si reca allo stadio. Su questo ci sono già state interlocuzioni con la società. Poi c’è il progetto definitivo del nuovo Viale Calabria e alle spalle dello stadio ci sono i 7 milioni del Coni per rinnovare tutta l’area di Piazza della Pace con la piscina“.

In termini tecnici e di futuro prossimo, “la Reggina sta andando avanti con la progettazionespiega Falcomatà – con l’idea di sviluppo dello stadio. Dopo questo la società presenterà all’amministrazione il progetto, che il Comune deve pubblicare e dire: ‘questo progetto piace’. Se in X giorni nessuno fa una proposta migliore, noi possiamo concludere l’accordo con la società che potrà realizzare quel progetto. Ovviamente con una concessione lunga. 50? Ma anche 60, tutti quelli che servono. Noi eravamo anche disponibili a pensare alla vendita, perché non abbiamo nessuna preclusione”. 

Caterina Balivo, sfuma il sogno: clamoroso dietrofront della Rai

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Brutte notizie per la presentatrice Caterina Balivo, c’è stato un clamoroso dietrofront deciso dalla dirigenza Rai. Ecco che cosa è successo nello specifico.

Caterina Balivo, dietrofront della rai
La showgirl Caterina Balivo (screenshot da Instagram)

Brutte notizie per Caterina Balivo, presentatrice e showgirl della Rai. Nata a Napoli nel 1980, ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo come modella. In televisione ha esordito nel 2000, a soli 20 anni, come valletta al fianco di Fabrizio Frizzi nel programma tv Scommettiamo che…?

Il successo è arrivato soprattutto grazie al programma tv Festa Italiana, in onda su Rai 1 ogni pomeriggio. Ha condotto il programma dal 2005 al 2010 con un ottimo riscontro a livello di ascolti. L’ultimo programma che ha condotto è stato Viene da me, dal 2018 al 2020.

Non tutti sanno che la showgirl napoletana ha partecipato da attrice anche ad un film chiamato Il regalo di Anita nel 2003. Ha avuto anche delle piccole esperienze nell’ambito del teatro e della radio. Inoltre, nel 2020, ha vinto il prestigioso premio Cicciano International Awards come donna dell’anno.

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Caterina Balivo, ecco la clamorosa decisione della dirigenza Rai.

Secondo le ultime indiscrezioni, Caterina Balivo resterebbe fuori dalla programmazione Rai. La notizia non è ancora confermata ufficialmente ma tutto sembra andare in questa direzione. Quindi il suo programma Vieni con me sembra che non andrà in onda in estate e quindi resterà fermo.

In teoria, secondo i piani iniziali, il programma Italia Sì sarebbe dovuto andare in onda accorciando la durata, per lasciare appunto spazio al programma Viene da me. Ma così non è stato, infatti la trasmissione condotta da Marco Liorni è stata confermata con la sua solita durata di due ore e mezza.

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Per il momento si tratta solamente di indiscrezioni, nei prossimi giorni vedremo se sarà confermata questa decisione oppure no. Se fosse così, la conduttrice napoletana rischierebbe di rimanere senza programmi e i fan si sono già lamentati per questa possibile decisione.

Oroscopo di Paolo Fox, 23 giugno 2021: le previsioni segno per segno

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Oroscopo Paolo Fox 23 giugno 2021. La Luna nuova e il passaggio del Sole stanno cambiando un po’ le carte in tavola per alcuni segni. Ma come andrà la vostra giornata? Quali saranno i segni favoriti dalle stelle in questo 23 giugno?

Oroscopo Paolo Fox 23 giugno: le previsioni

Ariete: Piano piano l’amore trova serenità, se c’è stata una crisi ora si può recuperare. Nel lavoro i giovani non possono pretendere tutto subito: tuttavia è importante provarci.

Toro: Se sei in rapporti con un Sagittario o con un Capricorno potrebbero esserci belle scintille in arrivo. Nel lavoro non ci sono novità di rilievo, tuttavia è un periodo in cui seminare.

Gemelli: Oggi e domani nervosismo e disagio irromperanno in te e nella tua relazione. Nel lavoro se devi rinnovare un impegno ti consiglio di prenderti dei giorni per pensarci.

Cancro: La giornata di oggi ti parlerà d’amore: giugno potrebbe concludersi con una bella emozione. Nel lavoro se devi portare a termine un progetto ti consiglio di essere diplomatico, senza metterti da parte.

Leone: E’ una giornata di forza per i sentimenti, se sei alla ricerca il tuo cuore potrebbe fare centro. Nel lavoro oggi conta sull’influsso della Luna che porta positività.

Vergine: Meno energia rispetto agli ultimi giorni, ma è colpa della Luna dissonante che tornerà però attiva da domani. Nel lavoro una svolta del destino potrebbe essere attesa invano, conta su ciò che stai facendo.

Bilancia:  Venere dal 27 sarà favorevole! Potrai così recuperare un discorso interrotto in amore. Nel lavoro non sottovalutare proposte da persone che conosci! Stelle favorevoli.

 Scorpione: L’amore è visto in maniera burrascosa, le stelle non sono troppo positive. Nel lavoro non scaricare le emozioni negative in quello professionale… da qualche tempo sei troppo ansioso.

 Sagittario: Oggi la Luna accresce il tuo desiderio in amore, tuttavia potrebbe essere un rimpiazzo per qualcosa che vuoi dimenticare. Nel lavoro non è un periodo brillante, bisogna aspettare.

Capricorno: I piccoli conflitti saranno presto superati, capita anche alle famiglie migliori di avere problemi. Nel lavoro le novità vanno gestite con prudenza.

Acquario:  Oggi cerca di fare il massimo per recuperare soprattutto se nelle ultime 48h hai avuto divergenze in amore. Nel lavoro è possibile che tu voglia cambiare, i più giovani favoriti.

Pesci: Serata migliore della mattinata in amore, con una persona Capricorno bella sintonia! Nel lavoro per quelli che lavorano in proprio questa è una giornata molto interessante, soprattutto nel pomeriggio.

Perché la transizione energetica delle piccole imprese va a rilento

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Incentivi non adeguati, regole troppo complesse e in perenne trasformazione, assenza di competenza: così le pmi rischiano di essere tagliate fuori dalla rivoluzione verde

Installazione di impianti fotovoltaici (Getty Images)
Installazione di impianti fotovoltaici (Getty Images)

La transizione energetica va alla stessa velocità per tutti? Non per la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, che in uno studio recente con la Confederazione nazionale per l’artigianato (Cna) ha rilevato che i piccoli imprenditori tricolore lamentano di essere solo sfiorati dagli incentivi. E questo nonostante le piccole e medie imprese siano responsabili del 60% delle emissioni totali in due settori chiave dell’economia italiana, come manifattura e costruzioni.

Per Andrea Barbabella, responsabile energia e clima della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, questo avviene “perché molti incentivi sono stati pensati e disegnati su misura per i colossi, le cosiddette ‘idrovore energetiche’, e segnano il passo quando si tratta delle pmi, nonostante queste ultime costituiscano l’ossatura del sistema industriale italiano. Dal punto di vista dei costi dell’energia, il Paese ha privilegiato la tutela di grande industria e cittadini. Nel primo caso, perché la bolletta energetica costituiva una parte consistente dei costi aziendali e ne influenzava la competitività;  Nell’altro per una forma di tutela delle famiglie con consumi medio-bassi”.

Il problema è che, anche quando gli incentivi ci sono, molte realtà di piccole dimensioni non posseggono i requisiti per accedervi.

I ‘certificati bianchi’ (uno dei principali strumenti di promozione dell’efficienza energetica in Italia, ndr) hanno funzionato abbastanza bene – prosegue Barbabella -. E infatti il comparto industriale è praticamente l’unico che ha ridotto le emissioni negli ultimi 30 anni. Ma utilizzarli è difficile per le pmi”. Anche il decreto di incentivazione delle Fer (Fonti energetiche rinnovabili, altro caposaldo della transizione energetica), secondo Barbabella, richiede una capacità progettuale dai costi molto alti. Il risultato è che  nelle pmi gli interventi nella metà dei casi non vengono eseguiti, e quando si fanno, tre volte su quattro vengono realizzati interamente a proprie spese. “E il primo ostacolo, ancora una volta, è un eccesso di burocrazia” puntualizza il ricercatore.

Regole incerte

La tendenza italiana alla complicazione normativa è proverbiale ma “il tema è  noto a livello globale”, commenta Dario Di Santo, direttore generale della Federazione italiana per l’uso razionale dell’Energia (Fire), che propone: “Considerato che mancano le competenze giuste, perché non mettere in piedi hub territoriali in grado di offrire servizi in comune?” Un modo per bloccare i furbi, che si avvantaggiano delle difficoltà burocratiche ai danni dei più onesti.

Tuttavia, le piccole e medie aziende non hanno risposto bene nemmeno a politiche disegnate su misura, come i bandi regionali destinati a finanziare diagnosi energetiche e sistemi di gestione energia. La soluzione? “Trovare il modo di intercettare l’interesse delle imprese. Spiegando che il percorso verso la transizione comincia con piccoli passi all’apparenza poco rileventi, come la diagnosi energetica“, dice Di Santo.

E poi c’è il tema della stabilità delle regole. Le imprese, dice Di Santo “preferiscono la  stabilità, persino a fronte di incentivi alti, perché l’imprenditore  pianifica e ragiona pressapoco così: se dopo un anno e mezzo cambiano le norme, perché dovrei correre il rischio di investire?”. Ma a volte nel tritacarne finiscono anche i cittadini.  Come nel caso della storia di un condominio in provincia di Varese, raccolta da Wired. Grazie all’azione di un inquilino ingegnere, l’assemblea aveva votato per installare un impianto fotovoltaico nel 2009. Il piano prevedeva di ripagarlo grazie a incentivi e risparmi sulla bolletta. Ma con il governo Monti le norme sono cambiate, spiega il promotore, e qualche anno dopo la potenza è stata giudicata troppo elevata. Come se si trattasse di un’attività commerciale tout court. “Ci siamo trovati a dover aprire addirittura una società per gestirlo – dice il promotore del progetto -. Il risultato? Da pionieri che eravamo, proprio noi oggi ci troviamo a essere scettici”.